COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

IL CAVALIERE E LA MORTE

metto qui un pezzo uscito sul manifesto di oggi.

stamattina è appena andato in onda un bellissimo servizio sulla paesologia su rai due nella trasmissione che si chiama “montagne”. l’orario dice tutto sulla considerazione che la giostra mediatica ha delle montagne e dei paesi. insomma, l’italia è una nazione in guerra con la sua geografia…

°°°°

Berlusconi ha paura di morire. Questa paura è comune a tutti gli uomini,ma in Italia, cuore del cattolicesimo, che ha alimentato la sua potenza giocando tutto sul memento mori, il timore della morte è assai più potente.

Accumulare potere e ricchezze è un tentativo come un altro di esorcizzare la morte. Un tentativo penoso e vano, mano a mano che si invecchia, che ci si avvicina al traguardo finale L’accumulare ricchezza e potere altro non è se non un segno di questo pensiero costante che accompagna Berlusconi.

Le pantomime oscene sulla sessualità del Cavaliere che riempiono le prime pagine dei quotidiani non sono altro che il tentativo di un uomo ormai vecchio di distrarsi dall’idea della morte. La sua è una sessualità a cartoni animati, è una proliferazione di figure disegnate dalla matita della fine.

L’ironia e l’indignazione sulle depravazioni del capo indicano anche il rapporto irrisolto che gran parte degli italiani hanno con il sesso. Si può dire che il sesso e la morte sono due grandi questioni irrisolte dell’italietta laida e fascista di cui il Cavaliere è l’ultima metamorfosi.

La vicenda di questi mesi non è solo materia per magistrati e neppure per beghe politiche. Il teorema è questo: Berlusconi è governato dalla morte, Berlusconi governa l’Italia, l’Italia è governata dalla morte.

Se vogliamo che nella nostra nazione torni a spirare qualche vento di lietezza, dobbiamo deciderci a sgombrare questo enorme cadavere che tutti insieme formiamo e di cui il Cavaliere è il cuore. Non si può pensare che siamo di fronte a un depravato da rieducare. Non siamo al collasso morale di una sola persona, ma a quello di gran parte della nazione.

Il problema della morte non è solo il problema del Cavaliere. In questo senso lui non è nostro nemico, ma nostro fratello. Bisogna bonificare lo spirito nazionale da queste pozze putride prodotte dal secolare potere di una chiesa che ha messo nella nostra testa l’idea che ci aspetta l’inferno se non diventiamo suoi seguaci.

Berlusconi non lo si sconfigge con la conta in Parlamento ma con una spietata radiografia del nostro spirito, una radiografia che sappia individuare la metastasi narcisistica prodotta proprio da una crescente paura della morte, che può essere considerata come paura della vita, una vita sempre più sigillata in piccole confezioni usa e getta.

Da tempo credo che la morte non sia più un evento, una cosa che tocca gli animi. C’è stato un momento in cui era qualcosa che veniva nella vita come una faina arrivava nel pollaio. Si può pensare che questa faina abbia stampato la sua zampa su ogni tipo di religione. Adesso la morte ha cambiato faccia, è diventata l’aria che si respira, la scena madre della vita, il riassunto delle nostre giornate. È sempre bene in vista, è sempre ben esposta contro l’amore, contro la politica vera, contro i nostri slanci più sinceri. È usata come deterrente per non vivere, per dire di no a ciò di cui potremmo gioire e da cui, invece, ci nascondiamo. Si mette in mezzo tra l’anima e il corpo e ci scinde. Si mette in mezzo tra noi e gli altri e ci divide.

Non è facile dire come e quando sia avvenuta questa mutazione della morte da evento che irrompe a realtà che ristagna. Pensate a una nebbiolina che avvolge la nostra società, pensate a una nebulizzazione dell’evento traumatico e unico della fine in vapore sospeso intorno ad ogni minuto della nostra vita: tutta la rete di comunicazione di cui siamo poveri tralicci sembra che agisca solo per diffondere il senso della fine. La morte non viene dopo l’ultimo respiro, ma sembra essere il legame tra un respiro e l’altro. Non viene pavesianamente a prendere i nostri occhi, ma da tempo li apre e li chiude a suo piacimento ogni giorno. Sempre più spesso guardiamo dal balcone della morte, vediamo il mondo come se già fossimo fuori di esso. È una situazione profondamente nuova. È una condizione che dovrebbe farci leggere l’esperienza di ognuno e di tutti come un’esperienza straordinaria. E invece ragioniamo come se fossimo sempre nello stesso mondo, nella stessa psiche, nello stesso corpo. In un certo senso e per la prima volta non siamo nella vita come un’esperienza continua interrotta dalla morte, ma siamo nella morte come un’esperienza continua interrotta raramente dalla vita.

FRANCO ARMINIO



Advertisements

Written by Arminio

21 gennaio 2011 a 9:50 am

Pubblicato su AUTORI

19 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. stasera presento le cartoline dei morti alle 18.00 alla libreria pergamon di lioni.
    l’incontro di domani ad aversa è annullato per problemi familiari dell’organizzatore, davide vargas.
    domenica è confermato, anche con la neve,
    l’incontro paesologico coi fotografi a bisaccia.
    appuntamento alle nove del mattino all’edicola del paese antico.

    Arminio

    21 gennaio 2011 at 9:54 am

  2. bella la prima parte, condivido anche sull’esistenza morta che ci ostiniamo a chiamare vita, ma carissimi chi dovrebbe eliminare il cadave ingombrante ??? Purtroppo anche dall’altra parte non vi è il minimo respiro, sono uno più morto dell’altro e noi dovremmo avere il coraggio di fare il funerale a questa politica della morte e del pressapochismo. Per uscire da questa situazione ci vorrebbe un esorcista capace di svuotarci dalle ideologie che fanno di noi i loro servi.

    giovanni ventre

    21 gennaio 2011 at 10:30 am

  3. caro franco, stamattina sul corriere del mezzogiorno c’è un articolo su un libro di tale stefano de stefano chiaramente ispirato alla paesologia, che ritrae la vita di 12 borghi “affranti” dell’appennino centro meridionale. il gusto nuovo che tu stai diffondendo fa sempre più proseliti…

    sergio gioia

    21 gennaio 2011 at 10:38 am

  4. A Franco, vale come mio commento moderato temperto semiserio , cifra ironica autoironica, secondo le direttive arminiane.

    Il Post è interessante, come sempre, tuttavia si percepisce un calo di ispirazione, come una punta di malinconica distratta volontà di continuare a scrivere anche su tematiche di gossip pseudopolitico ma pur tuttavia con un frasario fraseologico stentato, come se la figura maieutica avesse per un momento messo il cartello “torno subito”

    ma non preoccuparti,caro Franco, TUTTO TORNA.

    la mia compagna, sul libro TUTTO TORNA potrebbe essere molto più capace di me, a spiegarlo voglio dire, avendolo letto ealmeno tre volte durante le festività natalizie.

    La mia compagna è la mia musa, la mia compagnaè la mia fidanzata, la mia compgna è fedele, è seria, è casta, è igienicamente pulita, è onesta, è bella, è intelligente, è affascinante, è seducente seduttiva .
    E’ buona, portata a fare il bene, sa fare bene quel che fa , ma è anche sottoutilizzata per le potenzialità mascoste che io ho intuito essere presenti e pronte a venire fuori.
    Merita tutto da parte mia, per come e quanto mi ha amato.
    io cerco di ricambiare amore affetto rispetto appartenenza fedeltà e leale comportamento, per come posso e per come sono capace.

    Bravo Franco AVANTI COSI. Sempre RQ

    rocco quagliariello

    21 gennaio 2011 at 11:14 am

  5. bravo rocco, hai colto che non è la mia miglior prosa.
    però qualche volta si potrebbe pure provare a entrare nel merito di ciò che uno scrive. qui ci sono alcune idee vertiginose. possibile che tutto scivoli via senza fare una grinza?

    Arminio

    21 gennaio 2011 at 11:58 am

  6. nemo profeta in comunità provvisoria…..
    ma va bene anche così…

    Arminio

    21 gennaio 2011 at 1:35 pm

  7. metto qui un pezzo preso da fb nella colonna dei commenti a un mio post.
    lo metto per dire che dobbiamo imparare a usare anche tra di noi espressioni tipiche di gente che non si conosce.
    sembra quasi che conoscere le persone giustifiche una sorta di anoressia emotiva. ripeto, non chiedo complimenti solo per i miei testi ma per le cose che appaiano.
    mi piacerebbe, solo per fare un esempio, che fosse salutata con più forza la grande precisione espressiva di fabio nigro

    Do Arki
    ribadisco che Arminio è notevolmente distante da qualsiasi altro letterato italiano
    unico e superlativo
    c.

    Arminio

    21 gennaio 2011 at 1:57 pm

  8. Franco non metto in discussione la forma ma … Lui non ha assoltamente paura di morire perché è immortale. Semmai la considerazione che andrebbe riflettuta e se gli italiani che l’hanno votato non debbano rivendicare qualcosa di più… Insomma chi l’ha votato dovrebbe avere le stesse chance materiali fisiche celebrali e di salute di chi l’ha votato. Ecco penso proprio che se fossi stato io al posto loro mi sarei incazzato. E credo che con questa futura speranza lo riandranno a votare. Per questo mettere in evidenza queste sue “doti” sovrannaturali ancora una volta gli daranno ancora più energia per l’immortalita’ . Poveri noi …. A fra vediamo almeno di farci prescrivere l’elisir d’amore giusto… Aspetta vado a parla con Mercuzio il mio angelo custode…. Ti faccio sape. Cia nanos

    nanosecondo

    21 gennaio 2011 at 4:19 pm

  9. In un film con Marlon Brando (non rcordo) nella camera del protagonista ci stava un poster con una frase “Non stai vivendo se non sai di vivere”. Io credo che individualmente, e quindi come una metastasi si è diffusa a tutto il corpo sociale,non ci hanno insegnato o abbiamo dimenticato a dare valore al senso della vita, ad amare (le cose che si fanno) e perdonare (gli sbagli che ti mettono faccia a terra). E’ necessario avere la forza di rimettersi in viaggio, forse, alla ricerca del tempo che non abbiamo più.
    Ci stava una canzone di janis Joplin “cambierei tutti i miei domani per un solo ieri”..

    lucabattista

    21 gennaio 2011 at 5:52 pm


  10. importante che franco si cimenti con le sue problematiche su sugestioni filosofiche rispetto agli “arcana imperi” della meteora berlusconiana.A tale proposito io mi sento oprresso dal tema tragico in democrazia di personalizzare la politica.Questo bellissimo filmdi O.Stone,Nixon mi ricorda quando sarà difficile scardinare il “sistema di potere” che condizionaed è condizionato dal “tiranno” di turno.Fino a quando questo “animale selvaggio” (interessi economici,servizi segreti deviati,poteri criminali, poteri religiosi ecc.) può essere condizionato,soggiogato e riportato afunzioni controllate e democratiche.Dobbiamo prepararci ad una lunga e tragica battaglia ed impegno per risanare fin nel cuore degli uomini di questo disastro antropologico.io mi sento quasi impotente e disarmato enon mi basta la filosofia….. e la letteratura..
    mauro

    mercuzio

    22 gennaio 2011 at 9:06 am

  11. serenità, Mauro.
    c’è sempre il nostro.
    Blog.

    a_ver

    22 gennaio 2011 at 10:23 am

  12. Che il rapporto dell’uomo con la morte sia cambiato negli ultimi decenni lo dimostra anche il fatto di come si muore!!! la morte di questi tempi ci spaventa più che mai, perchè?, ma è semplice: perchè oggi si muore per strada o in metropolitana senza che la gente si accorga di nulla, si muore in appartementi solitari con angoscia e terrore, mentre una volta almeno si passava all’altro mondo in casa, assistiti da una famiglia che ti accompagnava fino all’ultimo battito, che stringeva la tua mano per non farti sentire solo, e sicuramente morire era molto più dolce rispetto al nostro devastato millennio. c’era tutta una poesia legata al sonno ultimo di un individuo: poesia che purtroppo ha subito e continua a subire angherie da bisturi per contrastare quella senilità che spaventa soprattutto i più ricchi ma che è fondamentale per raggiungere l’ultimo stadio della nostra esistenza. la morte è qualcosa di più della vita, proprio perchè non ne conosciamo la vera intima essenza. nessuno può affermare con certezza che dopo la morte o nel momento stesso in cui si muore non ci sia qualcosa di assolutamente speciale, qualcosa da non perdere, quindi dobbiamo accettarla come facevano i grandi eroi epici: con coraggio e dignità. è la morte che ci fa capire qual è il vero senso della vita quindi tanto di cappello alla signora in nero.

    paolo battista

    22 gennaio 2011 at 2:01 pm

  13. SILVIO: “IL GRANDE FRATELLO” d’Italia!

    KALISPERA(?)

    Si-signorni…, e si la speranza è ultima a morire e Slvio l’ha capito da un pezzo. Non rattristatevi questa del “grande fratello” è solo una nuova fiaba con tanto di principe azzuro con un grande lieto fine la principessa sposerà il suo principo. Silviuccio l’ha capito da un pezzo, gli italiani per festeggiare il prossimo 150° anniversario avevano bisogno di una nuova cenerentola.

    E, si nuove fiabe. Con tutti i protagonisti i cattivi, i malvagi, i ruffiani, i moralisti, ed infine il grande fratello mago maghissimo e benefettore solo a combattere con le sue alchimie tutti i malfici e così i suoi incatesimi liberare la principessa dalla sua schivitù, così che il principe possa sposare la sua bella principessa.

    E tutti vissero felici e contenti.

    P.S. E poi arriverà si …“La morte arriverà per tutti prima o poi, bisogna lottare per vivere, la vita è un miracolo”…. (da LA CASA DEGLI SPIRITI)

    Nanosecondo

    22 gennaio 2011 at 7:54 pm

  14. LUI E’ COSI’ BUONO….

    Credo che questo filmato per i prossimi anni dovrebbe essere oggetto di studio e ricerche sia dal punto di vista filosofico, psicologico, pedagogico e sociologico anche se alla fine credo che gli stessi studi confermeranno come ancora oggi c’è bisogno di raccontare favole e fiabe.

    cia nanos

    Nanosecondo

    22 gennaio 2011 at 8:29 pm

  15. e va beh adesso vi svelo il mistero dell’immortalità di Berlusconi…cosi la finite anche voi di predicare.
    L’ho svelato pure tempo fà ai cittadini di Catania e manco loro mi so stati a sentire….

    Il mistero di Scampagnini, Sindaco di Catania….

    …..“Chi vota deve avere le stesse chance cerebrali e di salute di chi è votato”. Almeno voi, Cittadini di Catania, fatevi prescrivere l’Elisir di lunga vita dal Prof. Scapagnini!

    http://www.girodivite.it/Il-mistero-di-Scampagnini-Sindaco.html

    nanosecondo

    22 gennaio 2011 at 10:10 pm

  16. nessun Mistero: il Prof Scapagnini ex sindaco di Catania Medico personale di Berlusconi, è in coma profondo per episodio d stroke(emorragia cerebrale)
    non essndo riuscito con i suoi elisir di lunga vitaad impedire che la natura facesse il suo corso sulla sua salute e sulla sua esisenza a conferma del fatto che anche gli scienziat nulla possono contro la storia naturale dei propri destini biologici alias malattie .
    tutto qui quo qua, Enzo ogni tanto prima di scrivere documentati, con affetto Rocco

    rocco quagliariello

    23 gennaio 2011 at 5:55 am

  17. ho detto solo che berlusconi è immortale non scapagnini….

    Nanosecondo

    23 gennaio 2011 at 7:22 pm

  18. ops sull’argomento consiglio vivamente a tutti di leggere il romanzo “Le intermittenze della morte”
    di José Saramago….giusto per farci quattro risate sopra. cia nanos

    Nanosecondo

    23 gennaio 2011 at 8:28 pm

  19. la morte civile è stata ben rappresentata nel Post di Franco, come sempre in maniera visualizzabile…

    il processo del morire, invece, è lento… ha un inizio e si conclude con l’evento atteso, la morte appunto.

    Franco parla di morte civile.
    A qualcuno, sul Blog, in questo Post, puo’ far piacere che io spieghi cosa si intende sul piano fisiopatologico antropologico e medico legale per “processo del morire”???

    In assenza di richieste sull’argomento, mi astengo dal tediarvi.
    Con benevolenza
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    24 gennaio 2011 at 7:48 am


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: