COMUNITA' PROVVISORIA

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Un colloquio con Wilfing Architettura #5

Comunità provvisoria,
a fine mese vorrei pubblicare il nostro colloquio su Wilfing Architettura.

Vi chiedo d’integrare con altri commenti l’ultima domanda.

Ve la ripropongo:

«La vita vista da dietro, dalla morte, si riduce a poche cose: una luce sul comodino, un barattolo di caffè, un maglione verde, le prime rose, una torta di compleanno, un solitario, le rondini che fanno avanti e indietro, una donna sconosciuta.
In 125 racconti, ironici e fulminanti, Franco Arminio ci dà il resoconto dei tanti modi di morire inviandoci cartoline da un posto sconosciuto, spedendoci di volta in volta un soffio impercettibile, una leggera pena, una vertigine, una sorpresa».

Parafrasando il recente libro di Franco Arminio, vi chiedo una cartolina dai vivi.

Riporto i due commenti ricevuti:

| Angelo | Sant’angelo dei Lombardi / ieri mattina, mia figlia non ha preso lo zaino ma ha messo una tuta da lavoro e preso un barattolo di pittura. la scuola non ha soldi e i ragazzi hanno deciso di imbiancare a loro spese. ieri sera, la stessa classe era su facebook a commentare le foto fatte durante la mattinata.
Per un’aula avrei preferito il bianco. Dalle foto ho visto due pareti arancio, una bianca e una viola.

| Franco | La cartolina di oggi è dalla commozione che mi prende quando vedo le immagini dei nostri paesi prima del terremoto. Non erano belli, c’era molta approssimazione urbanistica e le case nuove stridevano non poco con quelle vecchie, ma nell’insieme avevano, visti adesso, un senso di innocenza. E sembra che il terremoto e la ricostruzione siano stati uno stupro. Ecco, viviamo in luoghi stuprati, viviamo dentro un trauma.

Vi ricordo che l’intervista raccoglierà una sintesi dei vostri commenti.

Inoltre in qualsiasi momento possono essere aggiunti i commenti alle precedenti domande, di seguito i link:

Prima : Un colloquio con Wilfing Architettura

Seconda : Un colloquio con Wilfing Architettura #2

Terza : Un colloquio con Wilfing Architettura #3

Quarta : Un colloquio con Wilfing Architettura #4
P.S.: Per qualsiasi chiarimento: contattatemi attraverso la mia mail che trovate su Wilfing Architettura o su Facebook.
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Written by wilfingarchitettura

22 gennaio 2011 a 8:09 pm

Pubblicato su Wilfing architettura

14 Risposte

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  1. “non c’è niente
    perché tutto va in là;
    la croce scivola
    come fanciullino nella piena “*

    la forza di questa terribile immagine haiku
    mi dice che c’è ancora speranza, che la poesia “è” speranza; ne traggo forza …e son vivo.
    E’ questa, oggi, la mia cartolina dai vivi.

    *Paola Lovisolo- Da “Martello a calare” in Bollettino ‘900 n.1-2 , 2007

    Salvatore D'Angelo

    24 gennaio 2011 at 8:32 pm

  2. Il paese è un cane. Disteso a terra guarda verso nord, fa la guardia all’altopiano.
    Io vivo sulla schiena dove c’è una strada lunga e stretta: la costa. In realtà le strade sono due: via san rocco che sale verso la nuca e via Gramsci che finisce dove il paese attorciglia la coda.
    D’inverno,quando la bora taglia la faccia , la costa resta sotto vento. Il paese sa tenere i reni al caldo. Sono i venti da sud che lacerano il sipario e impediscono la messinscena quotidiana.

    fabnig

    24 gennaio 2011 at 9:16 pm

  3. All’ora del caffè, oggi ho compreso: a casa mia non abita nessuno!

    EnzLu

    enzlu

    25 gennaio 2011 at 12:56 am

  4. Pemettete , l’OT :

    @EnzLu

    Enzo, chapeau! Cartolina straordinariamente “arminiana”, la tua!…

    Salvatore D'Angelo

    25 gennaio 2011 at 2:00 am

  5. Il sole pallido cerca di contrastare il veneto gelido di tramontana, uomini stanchi cercano i suoi raggi come una pulce cerca un cane.

    giovanni ventre

    25 gennaio 2011 at 10:03 am

  6. Il sole pallido cerca di contrastare il vento gelido di tramontana, uomini stanchi cercano i suoi raggi come una pulce cerca un cane.

    giovanni ventre

    25 gennaio 2011 at 10:04 am

  7. bene. mi complimento pure io con enzo e con fabio
    con salvatore e giovanni.
    sul talento linguistico di enzo luogo e di fabio nigro mi sono già espresso in altre occasioni.

    arminio

    25 gennaio 2011 at 11:44 am

  8. http://www.rai.tv/dl/replaytv/replaytv.html#day=2011-01-21&ch=2&v=46878&vd=2011-01-21&vc=2

    è l’indirizzo per chi volesse vedere un servizio sulla paesologia

    arminio

    25 gennaio 2011 at 11:45 am

  9. Nei paesi non servono le telecamere di sorveglianza: ci sono gli sguardi curiosi, dietro i vetri, delle vecchiette, del vicino, del commerciante. Ma troppe case hanno i battenti sbarrati.

    Stefano

    teoraventura

    25 gennaio 2011 at 5:39 pm

  10. solo se circondato da amore, il malato riesce a superare anche l’imbarazzo del pudore che è consapevolezza di una certa disarmonìa tra il significato e le esigenze affettive della persona spirituale ed i suoi bisogni corporali che lo rendono vulnerabile,
    RQ

    rocco quagliariello

    26 gennaio 2011 at 6:49 am

  11. E’ passato di qui Tonino “Maradona”, che col suo nome è amante di un amore eterno. Il destino gli ha donato un male strano, un insulto muscolare, direi uno spasmo: sorride guardando in faccia gli uomini e vira al triste volgendosi alla terra.
    Mi ha sorriso, lui che è ignara metafora del mondo!
    Rispettando il suo amore e un suo sospiro, guardando in terra, gli ho risposto ancor: buon anno!.

    EnzLu

    EnzLu

    enzlu

    28 gennaio 2011 at 11:09 pm

  12. Certo un dubbio … certo.

    ” Mast Ciapè: Buon Natale! ” …. ” Mbèeh! ”

    EnzLu

    enzlu

    28 gennaio 2011 at 11:28 pm

  13. Dedicato.

    A mio padre, che quel giorno: vide, capì, tacque e sorrise!

    EnzLu

    enzlu

    28 gennaio 2011 at 11:31 pm

  14. “Chi paga rompe, e i cocci sono nostri”
    (Lello Voce)

    michelecitoni

    29 gennaio 2011 at 8:41 am


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