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tribù d’italia

domani dovevo essere a milano per partecipare a una riunione delle tribù d’italia, un gruppo di scirittori, artisti, operatori sociali che cerca un di costruire una rete dei resistenti….   non potendo per motivi familiari muovermi dalle mie alture ho mandato ad antonio moresco, una degli organizzatori della riunione, questa lettera….

Caro Antonio,

cari amici delle tribù d’Italia,

vi scrivo dal mio paese. Anche oggi sto davanti al computer, ci sto già da molte ore. Adesso è mezzogiorno e non vedo che altro potrò fare fino a mezzanotte. A me pare che tutto questo scrivere serva solo a rovinarsi la salute. Non puoi comprarti un cappotto con quello che scrivi, quasi mai si aprono dialoghi veri a partire dalle nostre parole. Ma io sono qui perché letteralmente non so fare altro. Sono finito in questa vita, mi ci sono messo giorno dopo giorno. Il mio impegno civile forse è un tentativo di uscire dal pozzo della scrittura. È un’attività molto faticosa, perché deve passare per riunioni in cui quasi sempre ci si stanca e si ha la sensazione che ognuno segua una sua strada e sia nella sostanza irreperibile.

Però è strano che un ipocondriaco abbia inventato e guidato per anni un movimento contro una discarica sul bellissimo altopiano del Formicoso. Ed è strano che un ipocondriaco abbia avviato insieme a tanti amici un blog collettivo su cui spuntano tante idee, talmente numerose che poi si fatica a portarle avanti.

Negli ultimi mesi, quando non sono rimasto in casa a scrivere, mi sono molto occupato della vicenda legata alla chiusura degli ospedali nella mia zona. Insomma, faccio lo scrittore e faccio la sentinella. Non sono due mestieri, sono due modi che corrispondono ai due fili di cui sono composto: pietas e necrofilia. Penso tanto alla morte perché in fondo ne sono attratto. E penso tanto anche alla rivoluzione. La morte e la rivoluzione forse sono le sole cose che mi interessano. Lo so che sembrano lontanissime, antitetiche. Ma io sono spaccato, scisso.

Non sta a me dire cosa possono fare o dire le tribù d’Italia. Io posso dire quel che faccio, quello che fanno alcune persone intorno a me o io intorno a loro. Mi sorprendo che in Italia non vengano fuori altri scrittori come me. Non mi riferisco al valore che attribuisco alla mia scrittura, mi riferisco al mio modo di stare nel paesaggio, alla mia residenza a oltranza, a questo nervo infiammato da cui viene fuori la voglia di sfasciare le vecchie forme della scrittura e le vecchie forme della società.

Sono un egocentrico che è diventato uno scrittore comunitario, che paradosso!

Spero che la riunione di Milano serva a decidere di fare tutti insieme un viaggio in Italia, magari al sud, magari dalle mie parti. Una riunione che non fondi una rivista o un blog o che serva fare un appello, un manifesto. Spero in una riunione che decida di far muovere le persone verso un luogo che sia il più possibile un luogo qualsiasi.

L’Italia a cui penso è molto lontana da Berlusconi ma anche da Santoro. La politica si è trasformata in eterno processo del lunedì. Ma con Biscardi almeno si partiva dalla partita per fare chiacchiere animose.

Noi che scriviamo, noi che ci siamo rovinati la salute a scrivere, non abbiamo alcun compito e alcun dovere se non quello di far luccicare la lingua. Le opposizioni a Berlusconi sono inefficaci perché parlano una lingua morta. Se il cavaliere è il thanatos, la sinistra certamente non è l’eros.

Allora le tribù d’Italia non devono far sentire alcuna voce, non c’è alcun bisogno di accodarsi all’isteria parolaia che pervade la nazione. La lingua per luccicare non deve essere per forza messa nel tubo catodico. Può essere spezzata come pane, bevuta come vino in un incontro tra creature che sentono in pericolo la propria vita e quella del pianeta.

Io mi aspetto qualcosa solo dalle creature in bilico, solo da chi si espone completamente. E allora esponiamoci, per cominciare, tra noi, prendiamo un filo e intorno a questo filo mettiamo le nostre cose, proteggiamole dall’incuria della solitudine o dai recinti del mestiere.

Sono con voi, cari amici!

Sono con chi ha scritto i canti del caos: quel libro è qui con me, tenerlo vicino è come tenere una balena sul comodino. Sono con chi non fa lo scrittore ma scrive parole meravigliose. Se venite da queste parti vi faccio conoscere persone che non sguazzano nel brodo dell’epoca.

Io sono con gli inattuali e con chi mi incoraggia a incontrarli.

A presto.

armin

p.s.

ovviamente farò di tutto per essere presente alla prossima occasione.

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Written by Arminio

29 gennaio 2011 a 10:16 pm

Pubblicato su Franco Arminio _

28 Risposte

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  1. commento al Post nel Post per il Post attinente al Post(liberamente ispirato dall’ingegno di RQ)

    Franco carissimo,
    come non ci si bagna due volte nello stesso fiume, così è impossibile vedere due volte lo stesso spettacolo…

    la seconda volta ci si trova davanti a qualcosa di profondamente mutato, non importa in quale maniera…

    abbiamo avuto un secondo Pinocchio, una seconda Salomé ripresi daccapo, non si puo’ parlare di mutamento ma di una diversa angolazione, di un giro attorno al gruppo drammatico, lo stesso giro che il visitatore scrupoloso compie nelle gallerie d’arte annusando l’odore non solo guardando lo spettacolo dell’arte…

    abbiamo avuto tanti Amleto, ma al grande Shakespeare chissà se sono piaciuti tutti…

    la manipolazione è necessaria per arrivare in fondo alla pancia dello spettatore assopito, incuriosito, ectoplasmatico, chi si rinnova si salva dal tranello della retorica , dell’accademia, del compiacimento…

    dopo aver letto Proust, siamo riusciti a dare un senso ed un significato persino alla noia, un senso liberatorio ed eccitante…

    ora che leggiamo Arminio abbiamo imparato che nella noia e nella solitudine ci puo’ essere la descrizione di un attimo, di un paesaggio, di un modo di morire e questo, talvolta non sempre, ci basta.

    Con stima ed affettuosa amicizia

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    30 gennaio 2011 at 8:25 am

  2. Mi scuso per la brevità del commento ma stamattina mi sono alzato più tardi, ho perso il ritmo , non mi sento nenche granché in forma ho una fastidiosa vertigine che mi costringe a cercare mura sdie tavoli ostacoli cui appoggiarmi, per cui essere riuscito a scrivere il commento inviato è stata già un’impresa intelletuale
    RQ

    rocco quagliariello

    30 gennaio 2011 at 8:28 am

  3. siamo il paese che si trova in testa alla pressione fiscale di tutto il mondo e con i servizi non rapportati alla misura della pressione fiscle imposta
    su questo terreno, non solo sul terreno culturale, l’Italia ha fatto FLOP.
    sarebbe il caso che le incursioni anonime nel Blog cessassero, almeno di domenica…
    la propaganda ideologica post moderna è retrograda
    sappiamo che tra la destra sociale e la dottrina sociale della Chiesa non vi è alcuna differenza sostanziale, ce lo ha spiegato benissimo il concilio vaticano secondo…
    Buonissima <Domenica.
    RQ

    rocco quagliariello

    30 gennaio 2011 at 8:39 am

  4. Io sono, te! Per quanto ancora non so, ma resisto. sto appeso qui al trapezio sotto l’arco di CAIRANO….. Nanos

    nanosecondo

    30 gennaio 2011 at 8:40 am

  5. ora ho compreso che gli attacchi e le incursioni nel Blog hanno un solo destinatario, purtroppo, si capisce benissimo dai Post nei quali con maggiore veemenza e visibilità vengono collocati i commenti specie nella mattinata odierna.

    Mi chiedo Vi chiedo

    PERCHE’???

    RQ

    rocco quagliariello

    30 gennaio 2011 at 10:19 am

  6. Platone non amava i poeti perché erroneamente pensava che le parole scritte facevano comunque perdere di senso,forza e significato la bellezza evocativa e inclusiva della parole parlata….meglio cantata.Il paradosso è che noi viviamo il trionfo della parola ,parlata ,detta e gridata dove al massimo ci viene benevolmente concesso il compito critico ed autonomo delle “interpretazioni”.Ben altra cosa il racconto poetico e dolorante della tua esperienza “ipocondrica” che tu tu sintetizzi nella considerazione…”Il mio impegno civile forse è un tentativo di uscire dal pozzo della scrittura”. Ognuno ha i suoi pozzi da spurgare .Il mio è pieno di idee,razionali ed a priori che abbisognano di essere contaminate e contrastate dai sentimenti,sogni,fantasie e gesti di follia ,di trasgressioni che tu evochi con le parole “rivoluzione” o “ribellione”.Io penso che la tua “rivoluzione” sta proprio in quello che tu dichiari come “paradosso”.”Sono un egocentrico che è diventato uno scrittore comunitario, che paradosso!” Questo è lo specifico e l’originale nella nostra esperienza comunitaria.Dichiarare e vivere la centralità del nostro “io” solo se coniugato e vissuto con esigenza e pratica comunitaria.Un “io “ sempre in bilico che non cerca neanche “un centro di gravità permanente” ma neanche una “centralità” pregalileiana e antimoderna che si prende c “cura di sé , degli altri e delle cose naturali ed artificiali” senza caricare la parola poetica di valori assoluti, identitari ed estetizzanti ma di “meravigliosa inattualità” e sottrarre la parola politica all’agonismo retorico e all’atto puramente pratico che ci cotringe a “sguazzare nel brodo dell’epoca”.Noi siamo partiti sprovveduti ed esposti per questo viaggio non con la “furbizia”interessata di Ulisse e , anche senza l’accortezza diffidente di Arianna , abbiamo preso “ un filo e intorno a questo filo abbiamo messo le nostre cose, per proteggerle dall’incuria della solitudine o dai recinti del mestiere”.
    mauro orlando

    Mauro Orlando

    30 gennaio 2011 at 10:35 am

  7. Mauro, carissimo amico, si puo’ condividere cio’ che scrivi specie in questo ultimo commento nel Post arminiano che si arricchisce al momento dei nostri contributi, unitamente ad >Enzo nanos cui invio un affettuoso saluto domenicale.

    Siamo sconcertati per quel che sta accadendo sul Blog nel Blog a causa del Blog.

    A me dispiace constatare che le incursioni ideologiche di tizio caio e sempronio siano destinate ai Post dei quali Tu porti la firma d’Autore

    E’ una amarezza che non riesco a comprendere eppure essa permea il mio animo di questo fine settimana davvero incomprensibile che chiude nel modo peggiore una settimana di Blog schizzata, una figuraccia mediatica ancora non chiarita non spiegat, non composta dalle scuse formali pur inviate, solo per salvare la forma.
    Ma la sostanza non muta , neppure di una virgola.
    La sostanza è dentro la domanda: PERCHE’???
    Nel segreto di questa domanda è ammessa una sola possibile risposta che, prevedibilmente, no verrà mai concessa e mai data per il motivo stesso che ha consentito che tutto cio’ accadesse in questa orribile settimana che segue di una settimana la fatidica data del diciassette gennaio duemilaundici orario pomeridiano tendente al crepuscolo, in agro di nusco balcone e terrazza di irpinia, piccola svizzera, paese simbolo del potere demitiano e del demitismo imperante , al quale rendo pubblicamente un tributo di ammirazione e di sincera condivisione di valori proposte e soluzioni ragionate ai difficili problemi di un territorio geografico di una latitudine geopolitica maledetta da Dio da Madre Natura e financo da coloro , sciacalli avvoltoi e vipere, che ne hanno fatto razzìa rapina e stupro umano oltre che architettonico post sismico.

    Dio sulla nuvola ammiraglia, avvolto nel suo mantello marrone, osserva, sorride e chiude gli occhi, ahimé…
    RQ

    rocco quagliariello

    30 gennaio 2011 at 12:53 pm

  8. Franco non ha avuto ancora la possibilità di leggere i commenti al Suo ultimo recente Post ed aspettiamo il suo commento ai nostri commenti, sperando che i motivi del ritardo non siano personali familiari o cmq “gravi”… misure apotropaiche incombono…

    Franco invece ha letto frettolosamente i commenti al suo Post in questa domenica piovosa uggiosa ed aspetta che il suo estro, la sua ispirazione gli suggeriscano il commento appropriato…

    Franco ha letto i commenti al Post e si sta adoperando, prima di scrivere il suo commento ai commenti impaginati, per tentare di risolvere la delicata questione posta da mauro Orlando e fornire per il tramite dell’Amministratore Angelo la risposta chiara trasparente alla domanda di Rocco ed alle perplessità sacrosante di Mauro…

    In qualsiasi delle tre suggestioni rappresentate suggerisco di rivedere prima di scrivere due film di
    Mario Martone “l’odore del sangue e l’amore molesto”

    Una quarta ipotesi circa il silenzio momentaneo di Franco inerente il suo Post ed i commenti in esso impaginati in questa piovosa domenica NON C’E’.
    RQ

    rocco quagliariello

    30 gennaio 2011 at 2:22 pm

  9. Franco i lettori del Blog attendono il tuo commento nel Post Tribù d’Italia di cui sei Autore e Postatore
    Grazie RQ

    rocco quagliariello

    30 gennaio 2011 at 3:42 pm

  10. eccomi rocco!
    oggi sto sistemando vecchie poesie. dovevo essere a milano, ma l’altura mi ha trattenuto. la mia vita sta diventando senza noia e questo è un problema.

    sul blog non dimenticare mai
    che angelo fa un lavoro gratuito.

    confermo: la tua scrittura ha energia
    e ti raccomando sempre di virarla verso la communitas

    arminio

    30 gennaio 2011 at 4:38 pm

  11. Mi piacerebbe potermi definire inattuale, mi piace.

    Suz

    Suzanne Kijko

    30 gennaio 2011 at 6:12 pm

  12. ringrazio Franco il Profeta per aver definito energizzante la mia scrittura nel senso del participio presente indirizzato verso i futuro

    per questo,non soltanto, dono al mio amico ed agli amici compagni camerati comunitari questo contributo sempre liberamente tratto dal mi ingegno…

    il progresso

    mentre il comunismo pretendeva di monopolizzare l’idea di progresso affidandone a se stesso la realizzazione e la crescita
    nell’Europa socialista dei Paesi scandinavi e nell’area del Regno Unito era andata sorgendo e consolidandosi una corrente di partiti socialdemocratici e laburisti, sostenuta convintamente da liberali come Keynes, intesa ad opporre al comunismo ed al nazifascismo una strategia di riforma socialdemocratica del capitalismo capace di assicurare alle masse di popolo lavoratrici un permanente stato di relativo sostenibile benessere o, se si vuole, minore malessere

    tale corrente era mossa da motivazioni al tempo stesso idealistiche(utopiche)e realistiche(fattibili)
    vale a dire da un lato dall’orrore per le enormi sofferenze provocate dall’insicurezza materiale di masse dilavoratori dotati di un salario cronicamente inadeguato ed insufficiente , gettati nella disoccupazione e nella necessaria emigrazione, ridotti spesso ad una disperante miseria economica e morale, piegati da un’inquietudine che ne deprimeva lo spirito,
    dall’altro dalla consapevolezza che occorrev opporre mediante ardite riforme sociali ed economiche una barriera alla forza di attrazione delle dittature comuniste e nazifasciste, che promettevano mondi ed ordini nuovi sulle ceneri della democrazia politica e del pluralismo sociale e culturale.

    Occorreva, in buona sostanza, predisporre un piano di riforma che fosse capace di opporre ad un capitalismo sregolato e selvaggio un capitalismo regolato dal potere pubblico in grado di costruire e garantire uno stato una condizione di benessere sociale ed individuale che coinvolgesse le masse lavoratrici legandole motivatamente alle istituzioni ed alla difesa delle libertà politiche e civili.

    IL PROGRESSO, appunto.

    Sappiamo come è andata a finire…
    Ce lo ha raccontato negli scritti corsar e nelle lettere luterane il grande Poeta Intellettuale PPP

    Ci siamo ritrovati uno sviluppo economico, sociale capitalistico caotico, attualmente insostenibile quantunque lo si dichiari sostenibile, ci siamo ritrovati con l’allargamento della forchetta tra ricchi capitalisti e poveri monoreddito, con un tasso di disoccupazione giovanile vergognoso, con una speranza di lavoro inesistente, con una disoccupazione intellettuale di giovani laureati devastante, con l’incapacità di fornire al giovani persino un’occasione, una chance dove mettere in azione le potenzialità e le abilità acquisite.

    VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA CERCHIAMO DI SALVARE

    ALMENO LA DIGNITA’ DI QUESTA GENERAZIONE CUSCINETTO DEI CINQUANTENNI INCAPACI DI ASSICURARE UN FUTURO AI FIGLI ED AI GIOVANI GENERAZIONE CHE HA SPERPERATO HA VISSUTO COMODAMENTE CREANDO I BAMBOCCIONI

    RIVOLUZIONE RIVOLUZIONE RIVOLUZIONE

    PROGRESSO PROGRESSO PROGRESSO.

    Al ludibrio meditato ponderato dei comunitari ma del Profeta specialmente

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    31 gennaio 2011 at 5:34 am

  13. STAMATTINA SONO INCAZZATO NERO, MI SONO SVEGLIATO TUTTO SBAGLIATO ECCO PERCHE’ HO SCRITTO IL COMMENTO CHE PRECEDE SU UN’IDEA DI PROGRESSO PER LA QUALE NOI GENERAZIONE DI CINQUANTENNI POSSIAMO ANCORA LAVORARE NEL SOCIALE NELLA COMUNITA’ NELLE FAMIGLIE

    RICOMINCIANDO A FARE POLITICA CON PASSIONE FORZA DETERMINAZIONE MOTIVAZIONE PERSINO CREDENDOCI IN QUELLO CHE ANDIAMO A FARE.

    FORZA FORZA FORZA FORZA FORZA FORZA FORZA FORZA

    CORAGGIO CORAGGIO CORAGGIO CORAGGIO CORAGGIO CORAGGIO

    POTENZA POTENZA POTENZA POTENZA POTENZA POTENZA

    MANDIAMOLI A CASA E INSTAURIAMO UN GOVERNO LOCALE PROVINCIALE REGIONALE NAZIONALE DI SALUTE PUBBLICA E DI EGUAGLIANZA EQUITA’ SOCIALE SENZA LOTTA DI CLASSE MA CHE RISPETTI LA DIGNITA’ UMANA E DIA UNA CHANCE A CHI HA MERITATO OLTRE CHE A TUTTI

    RQ

    rocco quagliariello

    31 gennaio 2011 at 5:42 am

  14. chiedo ad ogni lettore del blog di esprimere almeno un commento suppur breve ma che sia chiaro senza doversi schierare , ma soltanto condividere questa inderogabile necessità storica attuariale, che non significa aderire a movimenti già esistenti a cinque sei sette stelle o molisani o di un popolo viola che sa far solo i girotondi radical scic organizzati da micro mega…
    grazie RQ

    rocco quagliariello

    31 gennaio 2011 at 5:46 am

  15. questo manifesto progressista è il contributo di Rocco Quagliariello ai POST del Profet “rivoluzione” e “ribelliamoci”.
    Va inteso come un incipit, un manifesto, l’inizo di un movimentismo che vada oltre il compito di sentinelle del territorio

    E’ Politica!!!! Non sono slogan o parole. GRAZIE.
    RQ

    rocco quagliariello

    31 gennaio 2011 at 5:49 am

  16. qualora non dovessero comparire in questo Post arminiano gli attesi commenti, nell’arco di tempo di una settimana che inizia stamane e ci conclude domenica prossima compresa ore 24, me ne faro’ una ragione e togliero’ il disturbo, valutando se continuare a svilupare la cifra comica e il talento ironico autoironico con cui molti lettori hanno avuto modo di conoscermi.
    Buonissima giornata, SCRIVETE POI RIFLETTETE. GRAZIE
    RQ

    rocco quagliariello

    31 gennaio 2011 at 5:53 am

  17. caro rocco
    è molto doloroso vivere in irpinia, specialmente quando non c’è il sole….
    a bisaccia e nei paesi vicini
    ormai la morte si tocca, fuori e dentro le case.
    è una vera emergenza, ma non è come il terremoto
    per un evento del genere non arrivano gli aiuti
    dobbiamo aiutarci da soli.
    la cp è nata per questo
    ma l’impresa è veramente disperata
    e proprio per questo quanto mai necessaria

    Arminio

    31 gennaio 2011 at 1:48 pm

  18. Senti Rocco, con tutto l’affetto che provo, con tutto il rispetto che ti debbo, non riesco più a trattenermi: come disse il mio vecchio amico camorrista e di tante avventure: “C’erù, c’erù, c’erù, c’erùtt ‘o pazz!!!!” non so se te ne rendi conto.

    Con tutto l’ardore che ho e la rabbia che il tuo dissennato atteggiamento ha verso noi tutti sia della C.P. sia del blog. Datti una regolata, se no ci sarà qualcuno che si regolerà al posto tuo. Non aggiungo altro, e non conoscendo bene il latino evito di infarcire di “pazzate” ogni altra frase. Basta per favore, in italiano corretto.

    Al ludibrio meditato ponderato dei comunitari e del Profeta specialmente, come scrivi tu.

    EnzLu

    enzlu

    31 gennaio 2011 at 2:35 pm

  19. A Enzo Luongo alias EnzLu

    il particolare che tu abbia avuto “un vecchio amico camorrista e di tante avventure” potresti raccontarlo a Saviano per il prossimo libro sulla materia o per il film tratto dal suo ultimo saggio appena uscito…

    con tutto l’affetto che provi e con tutto il rispetto che mi devi, MI LUSINGHI FINO ALLA COMMOZIONE E NE SONO SINCERAMENTE ONORATO RICAMBIANDO MEDESIMI SENTIMENTI AMICALI

    Il fatto che “non riesci più a trattenerti” mi preoccupa non poco giacché siamo in luogo virtuale pubblico fino a prova contraria…

    L’ardore che hai e la rabbia innescata dal mio “dissennato atteggiamento verso voi tutti sia nella CP sia nel blog” mi preoccupano con maggiore intensità e sofferta partecipazione al tuo dolore…
    in qualche aggettivo potrei individuare anche larvati elementi offensivi riguardo la mia persona ed il mio atteggiamento…

    Per il consiglio paternalistico amichevole “datti una regolata sennO’ ci sarà qualcuno che si regolerà al posto tuo” ha il sapore amaro di un avvertimento non ancora di una minaccia…

    Non aggiungere altro non conoscendo il latino è una ammissione di dotta “ignoranza” che ti fa onore…

    “Basta per favore,in italiano corretto” è una affermazione di cui terro’ conto, ma fino ad un certo punto, come mi suggerisce la mia coscienza ed educazione ricevuta…

    per quanto riguarda la frase volgare virgolettata ripetuta” C’erù, c’erù, c’erùtt ‘ o pazz!!!!” stendo un velo pietoso, considerandolo alla stregua di un peto scappato mentre parlavi appena dopo aver mangiato zuppa di fagioli alla messicana…

    Sulla questione che eviti, per dotta ammessa ignoranza di mancato latinista , di “infarcire di pazzate ogni altra frase” , accetto questo esercizio forbito di comportamento ispirato al buon senso

    Rimangono, in sintesi,
    un avvertimento, un’offesa alla mia persona ed un’ammissione di dotta crassa ignoranza in lingua latina, oltre al “peto in lingua calitrana” ed infine la cioferma di un affetto e di un rispetto reciproco.

    C’è materia per una diagnosi psichiatrica e per un percorso rieducativo sulle buone maniere e sull’autocontrollo inteso come spia del benessere e dell’euritmia.

    Se hai bisogno di un consulto puoi rivolgerti al collega mio compaesano che risiede a Monza dove potrebbe accompagnarti l’Amministratore del Blog non fose altro per chiedere scusa direttamente al collega per la “gaffe mediatica” non ancora chiarita e per spiegare ai lettori del Blog cosa andate combinando L’Amministratore ed il Suo Consulente Informatico
    di fiducia, te medesimo, quando vi impegnate nelle ricerche identificative dei commenti che vengono impaginati sotto mentite cifre di mail non vere e di nomignoli inventati.
    Avete toppato, Non avete chiarito, IO NON C’ENTRO.

    Io rispetto la consegna arminiana di donare energia al Blog e di scrivere il manifesto del Profeta per la rivoluzione non violenta.

    Se questa cosa infastidisce qualcuno, non solo Te, spiegami almeno il PERCHE’, carissimo Enzo.

    Io non intendo minimamente assumere con Te o con altri toni confliggenti men che mai indisponenti.

    Attendiamo la riunione che Franco e l’Amministratore dovrebbero organizzare a breve per guardarci negli occhi e discutere.
    Proprio Tu ci avevi invitato in altro post a “cazzeggiare sfotterci e divertirci” . Ti sei per caso già pentito? sei dunque un pentito? stai in procinto di pentirti?
    Voglio augurarmi di no. Un forte abbraccio Rocco

    il sufggerimento paterno amichevole a “darmi una regolat”

    rocco quagliariello

    31 gennaio 2011 at 3:36 pm

  20. NB
    dopo il forte abbraccio Rocco ,il commento deve intendersi terminato. Quanto impaginato dopo nel commento deve intendersi come refuso per cui mi scuso
    RQ

    rocco quagliariello

    31 gennaio 2011 at 3:41 pm

  21. Ora tu credi di aver risposto punto a punto e di aver parato il colpo, rintuzzando a ciò che hai creduto un attacco contro di te. Peccato, perché ingenuamente, come prevedevo, sei scivolato su una buccia di banana, che ti rende ancora più inviso.
    Non credo di essere ancora tanto scemo da offenderti come persona, né tanto idiota da analizzare in dettaglio i tuoi logorroici scritti, che non mi interessano minimamente.
    Volevo dirti altro nel mio scritto: tu puoi scrivere (solo fino a quando te lo permetteranno) come, quando e cosa vuoi e ciò non dipende da me, ma questo fatto, proprio perché scrivi pubblicamente in un blog, ti espone alle insane elucubrazioni di un fesso qualunque come me, non solo, ma nel tentativo di ribattere punto a punto, dimostra solo l’inadeguatezza delle tue forme espressive al linguaggio sintetico da usare nella rete.
    Vedi, se non sai sopportare anche le critiche più salaci ma leggere, come le mie, ed hai bisogno di ribattere per scaricare tue tensioni emotive, allora: non scrivere. Perché è meglio per noi e soprattutto per te.

    p.s. il mio amico camorrista vero ed analfabeta mi ha insegnato a tacere, pensare ed ascoltare prima di rispondere, mi dispiace che simile insegnamento ti sia mancato.

    p.s.p.s. lo so che il tuo istinto ti farà scatenare in una ridda di commenti dagli accenti ‘superlativi’ che abbiamo imparato nel tempo a anestetizzare; se proprio vuoi confermare quanto da me previsto: scrivi, scrivi, senza fermarti, senza pause, senza paura, scrivi. Ma prima o poi dovrai passare davanti ad uno specchio e guardarti in faccia! Ed allora …

    EnzLu (solo amico tuo).

    enzlu

    31 gennaio 2011 at 4:24 pm

  22. Tribù che bella parola …
    da “Wikipedia”:
    In antropologia, una tribù è una società umana, cioè una unità sociale determinata, in possesso di una relativa omogeneità culturale e linguistica. Il concetto di tribù non implica per forza una unità territoriale, non è raro per l’appunto trovare sottogruppi della tribù stanziati in zone relativamente lontane l’una dall’altra.

    Tutti discendiamo da una tribù !!! il guaio è che oggi stiamo abbandonando la cultura tribale tramandataci per andare incontro ad una globalizzazione che non ci appartiene, che ci rende schiavi di chi gestisce l’economia mondiale, siamo solo dei numeri, viviamo solo in considerazione di quello che questi signori ci devono vendere.
    ATTENZIONE: non intendo con questo dire che bisogna tornare indietro … intendo semplicemente che stiamo correndo troppo avanti … e quando si corre troppo … si rischia di non vedere il precipizio.
    I nostri figli ci malediranno … ci accuseranno di essere stati i traghettatori del nulla !!!

    giovanni ventre

    31 gennaio 2011 at 4:25 pm

  23. @Rocco Quagliariello
    Ti ringrazio della tua stima; ma ti ringrazio soprattutto di avere sottolineato, per i numerosi lettori del blog, che non vi è stata ancora spiegazione alcuna per quella che tu definisci ‘gaffe mediatica’; comunque da diversi giorni ho segnalato la questione alla Polizia Postale in attesa di formalizzare denuncia-querela per violazione della privacy nonchè per diffamazione. Anche perchè continue sono negli ultimi tempi tentativi di violazioni dei miei sistemi informatici. In qualche maniera mi sono dovuto pur tutelare. Non è nemmeno bastato scrivere privatamente via mail all’Arch. Verderosa: fin qui nessuna risposta.

    Antonio Imbriano

    31 gennaio 2011 at 4:54 pm

  24. antonio
    penso che faresti bene a ritirare la tua denuncia.
    angelo lavora per tutti noi
    e lo fa in buona fede, sempre.
    qualche errore ci può stare
    e non mi pare ti abbia fatto danni.
    per favore, non esageriamo nei toni
    mi pare tutto molto esagerato!
    i nemici sono ben lontani e noi ci azzuffiamo per niente.

    arminio

    31 gennaio 2011 at 5:57 pm

  25. …fate i bravi.

    nanosecondo

    31 gennaio 2011 at 8:28 pm

  26. invito i lettori ad entrare nel Post arminiano “febbraio” per leggere il mio saluto comunitario allo spazio pubblico virtuale che viene definito appunto BLOG.

    grazie RQ

    rocco quagliariello

    1 febbraio 2011 at 5:03 am

  27. fai il bravo rocco

    nanosecondo54@alice.it

    2 febbraio 2011 at 11:30 pm


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