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IL RISCHIO DELLA DEMOCRAZIA

di Mimì Cambria.Non è detto che a volte la Democrazia possa rappresentare il toccasana per alcuni Popoli, se assetati da tale principio non sanno apprezzarne il valore, come un assetato alla fonte del sapere finisce per smarrirsi in essa, un affamato per n…on sapere apprezzare il gusto dei piatti, la mancanza di una tale cultura per arrivare all’Anarchia. Un esempio negativo ce lo danno purtroppo tante Nazioni che, alla ricerca di una Democrazia, sono cadute infine in una successiva dittatura, peggio ancora in uno stato di anarchia che le ha trasportate in uno stato sociale come o peggio di prima. Esempio tra tutte la vecchia Unione Sovietica che, portata verso la democrazia da Gorbaciov con la sua “Perestroika”, oggi si trova in una condizione di semi-anarchia, tra Coca Cola e prostituzione, il potere e la ricchezza in mano a poche persone, il vecchio impero smembrato, con lotte cruenti al suo interno e all’interno dei nuovi stati al solo scopo di ricercare una falsa indipendenza che permetta al dittatore di turno di essere partecipe allo sfruttamento delle enormi risorse minerarie del territorio. Avvezza dapprima a un’orda di barbari provenienti dal sud ovest dell’Europa, poi soggetta a Ivan detto il terribile, successivamente agli zar, la rivoluzione russa del 1917 fatta in nome del popolo, rappresentò solamente un cambiamento della dittatura, niente di più Chi pagò maggiormente lo scotto, fu proprio il popolo.

L’instaurazione del comunismo non solo segnò la fine della sognata democrazia, ma lo fu anche per le nazioni vicine, scellerate alleate nel patto di Varsavia. Segue subito la ex Jugoslavia. Anch’essa alla ricerca di una sognata democrazia dopo la morte di Tito, si ritrova oggi impantanata in una guerra etnica e di religione senza fine. Un odio acceca le popolazioni dei Balcani come mai era accaduto prima e altrove. L’altro esempio ci viene dalla ex Persia, oggi Iran. Abbattuto il potere dello Scià, un altro potere, quello degli Ayatollah, si è instaurato, al punto da rappresentare una minaccia verso le democrazie occidentali. Stessa cosa per l’Iraq, la Somalia, l’Eritrea, lo Yemen e potremmo continuare così per tante, tante Nazioni che non hanno saputo abbeverarsi alla fonte pura della democrazia perché non avvezzi a essa; diciamolo pure, non preparati, non colti a riceverla e accettarla. Un velo pietoso lo caliamo per gli stati del centro e sud America, dove gli antichi despota facevano addirittura credere di essere i figli del sole sulla terra!!! Pensare di instaurare una democrazia da quelle parti, è pura utopia. E per finire questa veloce carrellata di… democrazia(!), passiamo alla Cina, dove, pur con alcuni distinguo, il problema Tibert per primo, occorre innalzare un monumento a Mao sino al cielo se è riuscito a tenere buono circa un milione e mezzo di persone. Oggi il Mediterraneo è percorso da vampate di libertà che sono anche di guerra. Albania, Grecia, Turchia, Libia, Tunisia, adesso anche l’Egitto, cercano la loro democrazia. Quale non è dato sapere. Tra queste la maggiore alleata dell’occidente, l’Egitto, in una pericolosa rivoluzione dagli scenari inquietanti. E’ pronta la nazione dei Faraoni a ospitare il nuovo? Con quali rischi? Non si sa. L’America e l’Europa tutta non possono che essere vicini e sostenere il suo popolo nel ricercato rinnovamento. Accerchiati da questo fuoco, che sembra pervadere soprattutto il mondo arabo, il ruolo dell’Italia, centro politico, culturale ed economico di primo piano all’interno del Mediterraneo, e immagine di progresso nel mondo, rischia di essere coinvolta dalle fiamme del rinnovamento se la nostra attenzione non cadesse anche sulle nostre problematiche interne. Diciamoci la verità, anche noi non navighiamo nell’oro. Con un governo che avanza a piccoli passi, il capitano come su di una nave in balia di tutte le tempeste, un ruolo alternativo che non c’è, il nostro futuro non è molto roseo. In questo modo l’Italia rischia di cadere anch’essa nel turbine della violenza, se i nostri governanti non capiscono che le guerre passate e i morti delle nostre già celebrate rivoluzione, non ci sono state per permettere, oggi, a una massa di avventurieri senza patria e senza bandiera di sedere nei luoghi del potere in loro nome. Questo lo devono capire: essi siedono sugli scranni del potere in nome di chi è morto per gli ideali di libertà e democrazia. L’aria che oggi alita nel nostro Paese è molto lontana dalla libertà e dalla democrazia che i nostri padri e i nostri nonni sognavano. Di idee, valori, principi, oggi in giro ce ne sono pochi, troppo pochi per non capirne il pericolo che stiamo correndo. La scuola allo sbando, la sanità allo sbando, la disoccupazione giunta al 29%, al sud anche al 70%, mafia, camorra e ‘Ndranghta assediano le regioni del sud come quelle del nord, proiettate in tutta Europa, la Magistratura lo specchio di questo malsano Paese, mettono a rischio quanto costruito sino a oggi. A meno che, anche noi, nuovi di democrazia, dopo 1500 anni di invasioni e dittature, non vogliamo apparire più vicini all’Africa che a Bruxelles.

Domenico Cambria

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Written by chirchio

3 febbraio 2011 a 9:09 am

12 Risposte

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  1. Sono disperato, non ho tempo di rispondere a questo brano che sento come uno sfregio, una coltellata. Un attacco deliberato e cosciente contro ogni forma di umanità, contro ogni essere umano alla ricerca di se stesso e della propria forma di libertà. Infarcito di una lista di luoghi comuni degni del dialogo tra un eroinomane sfatto e una puttana qualunquista di un bar di periferia degradata.
    Maledetti vigliacchi: Satrapi! Gridava Neruda.
    72 righe infami che non avrebbero mai dovuto apparire in questo spazio di libertà.

    EnzLu

    enzlu

    3 febbraio 2011 at 3:46 pm

  2. errata corrige:
    – al posto di “maledetti vigliacchi” intendere “maledetta vigliaccata”;
    – al posto di “72 righe” intendere “47”.

    EnzLu

    enzlu

    3 febbraio 2011 at 5:02 pm

  3. Scriveva Michail Bakunin , a ben diritto considerato il fondatore dell’anarchismo come ideologia specifica e strategia rivoluzionaria, proprio dalla Russia nella metà dell’8oo :
    “E’ ricercando l’impossibile che l’uomo ha sempre realizzato il possibile. Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile non hanno mai avanzato di un solo passo”.
    Non credo sia possibile immaginare che ci siano popoli, territori, che non possano riscattarsi da condizioni di costrizione della propria libertà ed affermazione della individualità.E come ritenere che Campania , Calabria Puglia e Sicilia rimangano sempre sotto il giogo delle Mafie. Non è possibile non affermare con forza sempre ed ovunqe che la libertà altrui non può essere un freno alla libertà mia, anzi ne è la conferma. Nessuno è veramente libero se non lo sono anche gli altri. Questa non è pura Utopia.Credo sia un pò surreale affiancare l’Italia e tutti gli altri paesi citati. Semplicemente perchè se fossi vissuto in uno solo dell’elenco di Cambria, queste cose non le avrei mai potute scrivere, se non a rischio della mia stessa esistenza.
    La democrazia, come noi la conosciamo, non è il massimo, è perfettibile, ma è certamente l’unica cosa per cui vale la pena lottare sempre.

    luca b.

    3 febbraio 2011 at 11:20 pm

  4. Bello l’ultimo conetto di Luca. Che aprezzo molto. Aggiungo che la democrazia è tanto bella che a volte diventa evanescente, impalpabile. Come la verità. A ognuno la sua. Infine tante…forse nessuna.

    domenco cambria

    4 febbraio 2011 at 8:35 am

  5. azz non disperate ragazzi ce la possiamo dare. Nanos

    nanosecondo54@alice.it

    4 febbraio 2011 at 9:07 am

  6. mi piace lo scritto di Luca e lo condivido in pieno, la democrazia è un fuoco da tenere acceso, e per farlo serve legna in continuazione, fare legna per la democrazia.

    giovanni ventre

    4 febbraio 2011 at 9:11 am

  7. “Del resto mia cara di che si stupisce, anche l’operaio vuole il figlio dottore / e pensi che ambiente che può venir fuori. Non c’è più morale, Contessa”.
    Togliete “l’operaio” e metteteci, che so, “i negri”; sostituite “il figlio dottore” con “la democrazia”.
    Spero di avere capito male, è possibile.

    Michele Citoni

    6 febbraio 2011 at 3:32 am

  8. “La democrazia non è un toccasana”.
    Letto il post, concordo.

    paolo

    6 febbraio 2011 at 8:52 pm

  9. Nel video linkato alla mia firma uno straordinario Slavoj Žižek, commentando i fatti egiziani, se la prende con un certo relativismo peloso:

    «È la lotta per la libertà: qui abbiamo una prova diretta, evidente, del fatto che la libertà è universale e una prova contraria all’idea cinica secondo cui le masse islamiche preferirebbero una soluzione religiosa, fondamentalista, dittatoriale o quello che sia… No! Quello che è successo in Tunisia, quello che sta accadendo ora in Egitto è esattamente questa rivoluzione universale per la dignità, i diritti umani, la giustizia economica. Questo-è-universalismo-in-azione! (…) Ci daranno una lezione contro certi pregiudizi falsamente rispettosi ma sostanzialmente razzisti – oh, gli arabi hanno una loro specifica cultura, non sono capaci di arrivarci… – ebbene, ci SONO arrivati! Facendo quello che stanno facendo loro capiscono la democrazia meglio di noi all’ovest, nell’Europa occidentale, con i nostri partiti xenofobi e così via. (…) Quello che possiamo vedere in tv è il migliore argomento contro tutta la spazzatura sullo “scontro di civiltà” ecc. ecc.: quando combatti la tirannia siamo uniti, non c’è “scontro di civiltà”. Noi tutti capiamo quello che ci stiamo dicendo, qui non c’è possibile incomprensione!»

    È solo un assaggio. Vi consiglio di vedere tutto il video. Fondamentale anche la parte sull’Afghanistan, poco oltre la metà, per liberare il campo da poco utili astrazioni.

    P.S.: segnalo che la Grecia, e “persino” l’Albania, sono stati democratici, con i loro pesi e contrappesi istituzionali, le elezioni, un peso non preponderante del fattore religioso, ecc. Per valutarne i limiti non invocherei gli antropologismi della domenica ma qualche seria variabile economica, sociale, culturale.

    Michele Citoni

    7 febbraio 2011 at 5:41 pm

  10. …e geopolitica, aggiungo. La politica interna di questi paesi non è precisamente indifferente agli interessi dei burattinai internazionali.

    Michele Citoni

    7 febbraio 2011 at 5:45 pm

  11. esatto: “… la politica interna di quetsi Paesi non è precisamente indifferente agli interessi dei burattinai internazionali”. Giusto. Attenzione, io non ho mai detto di non apprezzare la democrazia o chi la cerca: non scherziamo proprio. Ho detto invece che la democrazia è un bene bello, bellissimo. tanto bello che a volte rappresenta un vera e propria utopia. (perché, noi, nazione democratica (così si dice) stiamo vivendo uno stato democratico?) Vi sono vari modi di vedere la democrazia. Anche la germania dell’Est (ricordate?) veniva chiamata…democratica!!! E voi pensate che la stessa Europa sia democratica? Sabato sera a Cervinara, Tabacci e Mazzoni hanno presentato un convegno su L’Euro in un NON Stato. Questo la dice lunga. Secondo me siamo alla vigilio di un nuovo 48 dagli scenari molto ma molto incerti. Di Mubarak in giro ce ne sono tanti, ma davvero tanti, non solo in Egitto.

    domenco cambria

    8 febbraio 2011 at 8:30 am

  12. …uno ce l’abbiamo a capo del Governo.Mutatis mutandis, si capisce.

    Salvatore D'Angelo

    8 febbraio 2011 at 10:13 am


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