COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

La regione campania prima chiude l’Av-Rocchetta e poi sponsorizza le Ferrovie dimenticate.

Con il tempo che trascorre si mette a fuoco la insipienza di una intera classe politica, che non ha ancora compreso il significato del progetto di In Loco Motivi per l’AvellinoRocchetta; paragonadolo , forse, ad una gita da dopolavoro, e non comprendendo la forza della dimostrazione degli effetti di una visione nuova per l’uso della più antica ferrovia irpina.

Per ultimo si aggiunge il paradosso beffardo della sponsorizzazione (economica, se è confermato il medesimo sostegno dello scorso anno) della Regione Campania alla  Giornata Nazionale delle Ferrovie Dimenticate organizzata da COMODO (Confedarazione Mobilità Dolce) per il 6 marzo in tutta Italia.

Il 6 marzo, l’Avellino Rocchetta sarà comunque presente nel cartellone di oltre 50 eventi sparsi su tutto il territorio nazionale.  Il gruppo di lavoro di In Loco Motivi spinge perchè almeno per quella giornata ritorni il treno, e  verificheremo se l’Amministrazione Provinciale o qualche comune – casomai riuniti insieme – possano investire pochi euro per richiedere l’attivazione  almeno di una corsa.  Altrimenti, Amici della Terra Irpinia, proverà ad impegnarsi  con chi vorrà affiancarsi , affinchè  la linea ferroviaria sia interessata per tratti e luoghi differenti, da una festosa e sincera partecipazione , di persone, studenti, associazioni, che  “occupino” vari  luoghi  significativi della tratta (pensiamo  al Ponte Principe sul fiume Calore a Lapio, a Castelfranci nella zona dei mulini, a Lioni, e così via) dando vita ad un “trekking” ferroviario di percezione del paesaggio e di costruzione di memoria condivisa.

Da questo Blog il primo appello e speriamo che ci sia adesione.

(Luca Battista)

Di seguito posto una riflessione di Pietro Mitrione apparsa sul Il mattino dell’8 febbraio

Dal 13 dicembre 2010 la ferrovia Avellino-Rocchetta, su decisione della Regione Campania, è stata sospesa, parcheggiata nel limbo delle opzioni da adottare per il futuro del trasporto pubblico locale, regionale e provinciale. Il silenzio calato su questa strana scelta è sintomatico del reale impegno istituzionale: tante promesse, tanti annunci che hanno prodotto soltanto estemporanee dichiarazioni per lo più interessate ai faraonici progetti Pain. Noi dell’associazione «Amici della linea ferroviaria Avellino-Rocchetta» più modestamente vorremmo un’unica decisione: la riapertura della tratta in questione per permettere ai circa 2500 studenti irpini di conoscere la propria provincia in treno, di partecipare alle iniziative indette dall’amministrazione provinciale di Avellino in occasione del centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia, di consentire al Forum provinciale dei giovani di organizzare proprie iniziative sulla ferrovia Ofantina e di continuare le escursioni culturali di «In loco_motivi», che tanto successo hanno riscontrato nelle passate edizioni. Circa 3000 le persone interessate alle iniziative effettuate e poi sospese a seguito della decisione di chiudere – questo è il termine giusto per qualificare la scelta dell’assessorato regionale ai Trasporti della Regione Campania – la ferrovia che da Avellino porta a Rocchetta, attraversando tutta la provincia, quella per intenderci dell’osso, quella che da tempo coniuga con sempre maggiore frequenza il verbo difendere .

Sono queste iniziative che nascono tutte dal basso, senza lucro o visibilità di vario tipo, tese unicamente a far conoscere le bellezze paesaggistiche del nostro territorio, l’unica vera eccellenza che possiamo proporre con orgoglio. Non ci sono sponsorizzazioni politiche, non ci sono richieste di finanziamenti, ma solamente impegno, fatica e tempo, per intenderci metterci la faccia gratis, una scelta da ossessionati. Proprio da ossessionati, stante la chiusura della storica ferrovia, abbiamo pensato di partecipare anche per quest’anno alla quarta «Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate», verrebbe da dire proprio come l’Avellino-Rocchetta. È l’unica iniziativa indetta nella Regione Campania: il prossimo 6 marzo abbiamo deciso di recarci a Rapone in provincia di Potenza, attraversando le bellezze del paesaggio irpino, lucano e pugliese. Per tempo abbiamo fatto richiesta di poter effettuare questa iniziativa, ne abbiamo sollecitato una risposta nell’inerzia degli enti decisori, ultimamente abbiamo rinnovato l’impegno, anche economico, ma, ad oggi, nessuno ha sentito il dovere di darci una dovuta e civile risposta, quasi a voler testimoniare quel senso di fastidio che avvertiamo quando tentiamo di far capire l’importanza del nostro progetto di valorizzazione della ferrovia delle zone interne irpine. In questo contesto di disinteresse generale, stranamente, apprendiamo che la Regione Campania sarà uno degli sponsor della quarta «Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate». Non sappiamo se questa decisione rappresenti un gesto di grande sensibilità verso un evento che ha per scopo principale la utilizzazione a fini turistici e culturali delle ferrovie minori o mostri una profonda ignoranza di quello che hanno determinato decidendo di chiudere l’Avellino-Rocchetta. In questo caso, sarebbe l’ennesima beffa per la battaglia che da qualche anno abbiamo intrapreso per salvare la ferrovia, una scelta contraddittoria e di scarsa conoscenza dei problemi della nostra provincia, quasi un’offesa all’Irpinia tutta. Noi dell’associazione «Amici della linea ferroviaria Avellino-Rocchetta» ribadiamo il nostro impegno di voler partecipare a questa significativa iniziativa nazionale di recarci in treno da Avellino a Rapone, in provincia di Potenza, a testimonianza di una valenza interregionale di questa ferrovia. Al presidente dell’amministrazione provinciale di Avellino chiediamo di intervenire fattivamente su questa problematica e diamo appuntamento a quanti hanno condiviso la nostra proposta di ritrovarci quanto prima per protestare civilmente per la riapertura della ferrovia Avellino-Rocchetta.

dal Il mattino edizione Avellino del 8 febbraio 2011

di Pietro Mitrione (associazione  amici della linea ferroviaria av-rocchettta)


Annunci

19 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Luca, di appelli e petizioni sono lastricate le ferrovie dell’inferno. Non metterti anche tu!
    E poi, percezione del paesaggio, costruzione di memoria…
    Manco il tempo di viverlo che l’attimo è già museo. Non è che avremo il futuro (anteriore!) del solo verbo ricordare?

    paolo

    8 febbraio 2011 at 6:27 pm

  2. hai ragione caro Paolo.
    Appello non è la parola giusta da usare . E’ solo il tentativo di raccogliere persone che decidano di praticare una modalità di uso e di percezione(questa si) del paesaggio. La costruzione dei ricordi è però ciò che riempie di senso il progetto del futuro.
    La verità e che non si comprende come prendere in mano il proprio destino ed il proprio futuro.

    luca b.

    8 febbraio 2011 at 11:05 pm

  3. Abbassiamo la guardia, non guardiamoci alle spalle, cestiniamo il passato in nome di un futuro che inesorabilmente porta alla alienazione della nostra cultura e della nostra storia, non nostra intesa come irpinia o campania, nostra intesa come esseri viventi deteriorabili fino al punto di scadere. E quando saremo scaduti ci butteranno in una discarica chiamata cimitero. Cosa abbiamo fatto per gli altri, a cosa è valsa la nostra esistenza ??? Questo inutile pesare le parole mi affloscia, mi fa capire che vivo in un’ era di sfascio totale, dove il solo ricordare è deleterio non si capisce a chi o a che cosa. La vita ovviamente continua ma il passato ci apartiene, è parte della nostra vita, è il libro che ci hanno scritto centinaia di generazioni che non avevano i blog ma certamente erano molto ma molto più saggi di noi. Secondo Paolo cosa si dovrebbe fare ??? Riaprire la linea senza fare appelli o farla restare chiusa senza che nessuno si appelli? Ancora una volta non riesco a comprendere. Forse sono un povero idiota acefalo.

    giovanni ventre

    9 febbraio 2011 at 3:27 pm

  4. smettetela di picchiare la testa il capo ed il contenuto della scatola cranica contro il muro di cemento non di gomma della politica politicante e del politichese.

    se qualcuno vuole utilizzare la tratta avellino rocchetta valorizzare i ponti, i ruscelli, mettere in sicurezza e rivitalizzare le stazioni per creare una tratta di turismo enogastronomico paesologico paesaggistico su ruote ferrate dedicate e folkloristiche, ci penserà quel qualcuno con i soldi dello Stato alias dei cittadini, con i soldi pubblici, non certo con le iniziative private e con le petizioni.

    Stanno raccogliendo le firme alias petizioni per proporre il Cavalier B. santo subito martire della violenza dei magistrati con i tacchi a spillo, le autoreggenti ed i capelli rossi, tinti, finti, di sinistra, magistrati comunisti politicizzati che violentano la costituzione sotto mentite spoglie di voler applicare la Legge nello Stato di Diritto mentre lo scontro tra Poteri è diventato insostenibile

    La scena finale del Caimano di Moretti che stasera andrà in onda nella trasmissione di rai tre alias “telekabul”: “parla con me”è pura fiction visionaria artistica, non ha niente di reale.

    Votate, poi Riflettete

    Grazie un caro saluto a Luca B, autore del Post.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    9 febbraio 2011 at 6:35 pm

  5. Meno male che c’è chi ancora sbatte la testa contro il muro di questa classe politica incapace persino di produrre un uovo sodo. NOn possiamo, non dobbiamo, non vogliamo assistere inermi alla tritatura delle nostre carni, sanguinare senza neanche aurlare la nostra rabbia. Caro Rocco, le scelte dei decisori regionali si stanno rivelando scellerate, contrarie ad ogni logica, atte ad assecondare solo le voglie di tagliare del governo centrale. Poi si legge, che per intercettare Berlusconi e le allegre comari la procura di Milano spende in un anno 53 milioni di Euro … gli italiani negli ultimi 3 anni, per poter “impiccarsi” con la fune saponata delle energie rinnovabili in bolletta hanno pagato il 10% in più che assomma a 23 miliardi di Euro, 23 miliardi di Euro … è chiaro che il territorio non deve servire al turismo, alla agricoltura, il territorio deve servire a giustificare questi flusi di denari … eolico, fotovoltaico a terra, etc etc … Stiamo zitti, continuaiamo a stare zitti … tanto loro ci stanno alle spalle, e ci penetrano facendoci sentire il minimo dolore, grazie alla vasellina del potere … una volta, quando ero ragazzo e qualcuno avanzava ipotesi fantasiose sull’uso di qualcosa gli veniva detto … ” fatti verè a nomonaco surdo ” in città invece fatti verè ra Barracano … Lo ricordate Barracano ???? stava nella villa comunale con il banchetto di legno sul cui piano girava una leva alla cui estremità c’era una linguetta di plastica o di acciaio fine, l’asta girava e la linguetta toccava i chiodi infissi in cerchio, quando si fermava vinceva chi aveva puntato su quella casella, una sorta di roulette paesana. Penso che sarebbe opportuno che tutti ci facessimo verè ra Barracano … impareremo tante, tante cose.

    giovanni ventre

    9 febbraio 2011 at 7:58 pm

  6. va bene Giovanni
    va bene Luca B,
    cari amici,

    continuate a lottare per “giuste cause” per “missioni impossibili” ma ricordate che non siete T. Cruise che ha appena acquistato una villa “dimora antica” con tanto di Cappella con la croce sul tetto di pietra, annessa per messe sataniche collegate ai riti cui il Nostro è abituato da quando interpretò il ruolo di medico accanto alla bellissima non ancora rifatta N Kidman , all’epoca sua moglie, prima scena del film un bellissimo primo piano del fondo schiena della Kidman con spogliarello tutto al posteriore al ritmo di un walzer jazzato , subito dopo bastava pronunciare la parola d’ordine segreta “fidelio” per accedere ai riti satanici in una splendida villa con cancello security viale alberato, non eravamo a macherio arcore… Ora quei riti il Nostro li potrà fare senza la Kidman nella Cappella di famiglia annessa alla villa appena acquistata.

    Perchè nessuno ha chiesto al Nostro T Cruise di investire qualche milione di euro dollari sulla tratta avellino rocchetta o sul formicoso o a cairano sette per sette quarantanove, invece di acquistare la villa per cifra regolarmente pattuita ed immediatamente pubblicata nel gossip delle riviste tipo “Chi” o nei talk show dove impazzano giornalisti gossippari del calibro e della “stazza” del sig. Signorini??? da non confondare con gigetto marzullo che si fa la domanda dopo aver dato la risposta…
    Come mai, caro Giovanni, non hai avuto questa splendida “idea” che dono a Te, gratuitamente, per l’amicizia e la stima che ci lega, con l’umiltà che mi contraddistingue e la carità intellettuale che pratico quotidianamente.
    Conosco le donne, ma non al punto tale da poter capire cosa significa una sigaretta a basso contenuto di nicotina perennemente accesa fumante all’angolo della bocca, bocca lingua e denti nicotinizzati, baci al sapore di nicotina e catrame, quelle stesse donne spallucce accoglienti che sarebbero capaci, per amore dell’amore, di farsi tagliare un millimetro in più dell’unghia manicure del mignolino del piede sinistro disposte ai sacrifici più epici, pur di ottenere visibilità nel rigore metodologico comportamentale osceno, volgare almeno quanto sono ridicoli gli uomini, ominicchi qua qua ra quà, mezzi uomini, omuncoli, infamoni , delatori che animano prevalentemente sotto mentite spoglie di “nike name” cosi’ selvaggiamente il Blog comunitario e persino la Comunità Provvisoria della serie “evo-devo-inv”.
    Di queste personcine non sappiamo cosa farcene, se non utilizzarle a nostro piacimento anzi come piace a loro, come loro stesse ci chiedono e continueranno a chiederci, masochiste come sono, aduse e votate al martirio antropologico, femministe pentite, nostalgicamente incapaci di riprendersi il valore della femminilità smarrita, della dignità spezzata, anzi mai veramente autenticamente nutrita con naturalezza “secondo natura”, poca cultura!
    Non mi riferisco in questo momento né ad ARCHE né ad ARCHI, soltanto alle femmine, con due “emme” alle donne con due “enne”.
    Donne delle quali non sapremo mai fare a meno, almeno quanto loro non sapranno fare a meno di noi…
    Votate, poi Riflettete. Al limite in quota rosa.
    Absit iniuria verbis cum grano salis.
    Benevolenza.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    10 febbraio 2011 at 3:52 am

  7. Porgo le scuse a Luca B per aver leggermente trasceso il contenuto specifico del Post.

    Scusami Luca ma un poco di sana genuina raffinata erudita ironìa autoironica puo’ servire in un Blog dove i piagnistei le dununce le petizioni e la raccolta di adesioni o firme sono diventati regola ecumenica, fatta eccezione per la riunione di Nusco del diciassette gennaio duemilaundici dalla quale il sottoscritto andò via dopo aver espresso ad alta voce le motivazioni “politiche” dananti ad uno smarrito petitore Amministratore , soprattutto davanti al Profeta che fu addirittura costretto ad alzarsi dalla sedia e rimettere ordine ogni cosa al suo posto sotto lo sguardo vigile attento severo critico incredulo di Elda e Mauro, con una semplice carezza al sottoscritto che valse molto più di una qualsiasi parola, dopo aver ascoltato la lettura del foglietto illustrativo “tecnico” del fotovoltaico sul tetto ed a terra nell’erba e nella terra inselvatichita in Irpinia, ovviamente non ce poteva fregare del resto della Campania e dell’Italia intera…
    Un caro saluto Luca.
    RQ

    rocco quagliariello

    10 febbraio 2011 at 4:01 am

  8. Con questi ultimi due commenti, porgendo nuovamente le scuse per aver ridato energia e briosa allegria al Blog malinconico tendente al depresso, tolgo nuovamente il disturbo momentaneamente provvisoriamente in quanto motivi serissimi gravissimi personalissimi familiarissimi mi portano via dal mondo virtuale della rete, da questo Blog, oltre che da Nusco, ahimé,
    “caput mundi” italico, campano irpino.
    Concluso con un aneddoto professionale:
    L’uccello di fuoco di Igor Str. mori’ carbonizzato, fu effettuata regolare autopsia sul reperto e sulle tracce, con annessi approfondimenti radiografici con risonanza ultramagnetica e tomografia a strati multisequenziale di ultima generazione (tanto paga lo Stato) tossicologici immunotracciabiliistochimici, financo analisi sul Dna(paga sempre il famigerato modello 12 spese di Giustizia documentate e necessarie) appunto ultra repertato, per scoprire che Pierre Boulèez non poteva aver copiaincollato da Igor quell’uccello carbonizzato, che era stato di fuoco, per il semplice motivo che la musica è creativa solo per il fatto di saperla suonare interpretare ascoltare, non comporre.
    Il referto medico legale con l’ausilio ornitologico
    di esperti di uccelli( tutte medichesse legali esperte di ornitologia forense e tossicologia ornitologica) cosi’ descrive la verità accertata:
    ” trattasi di materiale carbonizzato sul quale non è possibile esprimere al di là di ogni ragionevole dubbio con criterio di fondata razionalità ed affida bilità scientifica giudizio tecnico o valutazione interpretativa potendosi, al massimo, ritenere che il manufatto sia potuto appartenere in vita a donna famelica ornitologa magistrale che ne fece uso maldestro malvagio improprio ed inappropriato con il solo scopo di realizzare atti vendicativi rispetto a torti subiti dal medesimo che non sempre aveva fatto il suo dovere. Di più non è dato confermare, meglio quindi tacere non scrivere”
    Firmato I Periti d’Ufficio(…) seguono note critiche dei Periti di parte a firma congiunta e disgiunta.
    Tutto questo per una specie ornitologica in via di estinzione, peraltro carbonizzata, ma al solo scopo di far conoscere la verità processuale,, giammai la vera verità che puo’ essere solo ricercata ,in quanto inesistente.
    Grazie a Tutti, specie ai Lettori “affezzzzzzzionatissimi” ed alle Lettrici non ancora pentite di volermi bene risultando loro simpatico, nonostante tutto…
    Absit iniura verbis semper cum grano salis
    Votate in quota rosa, poi vi pentirete senza aver riflettuto.
    RQ.

    rocco quagliariello

    10 febbraio 2011 at 4:27 am

  9. Parce sepulto
    (risparmia chi è sepolto)
    Virgilio, Eneide 3,41

    – – – –
    invito ai lettori:
    domenica 13 febbraio, bagno comunitario a contursi terme, piscine all’aperto Capasso; ingresso euro 10, portarsi costume, cuffia e accappatoio. è possibile pranzare sul terrazzo piscina.
    non c’è bisogno di dare alcuna conferma; ci si vede in acqua sulfurea e calda (40°).

    a_ver

    10 febbraio 2011 at 8:47 am

  10. In questi ultimi post di Rocco, noto una vocazione ecclesiastica, una sorta di predicatore del blog in cerca di qualcuno che lo assolva. Caro Rocco, per natura sono un ribelle, uno che male accetta le imposizioni. La democrazia, di cui ci riempiamo la bocca sta diventando una sorta di gabbia mentale. Credo di essere libero ed invece sono spiato, intercettato, mi impediscono di curarmi, di ammalarmi, di spostarmi, anche fare sesso è diventato un problema … di fatto questo è l’uso della democrazia. Or bene, non voglio che si fraintenda, ovvio che chi decide deve prendere decisioni, è anche logico che le decisioni scontentino qualcuno. Ma, quando ti accorgi che a pagare è sempre lo stesso territorio, allora le cose cambiano. Negli ultimi dieci anni, grazie ai pensatori del nulla, la Regione Campania ha investito fior di milioni di Euro per far sviluppare il turismo delle zone interne. Tra queste c’è l’Irpinia. Fior di milioni buttati nel fiume dello sperpero che sfocia sempre negli stessi mari, tra le onde degli amici e degli amici degli amici. Le statistiche ci dicono che in questi dieci anni di sforzi economici non si è registrato alcun aumento di turisti che abbiano pernottato in Irpinia. Da qui nasce la mia rabbia. Se io, imprenditore, investo i miei soldi e sbaglio, pago, e come se pago. Perchè nessun procuratore o giudice o chi volete voi non va a prendere le carte e controllare dove sono finiti i “nostri” soldi??? E stanne certo che i prossimi fondi faranno la fine di quelli precedenti. Non si può pensare di investire senza progetti seri e condivisi. I notri amministratori hanno la pessima abitudine di credere che una volta eletti abbiano di colpo acquisito almeno dieci lauree. Diventano ingegnieri, avvocati, consulenti turistici … Ecco il dramma. Un progetto ha bisogno di competenze vere, non di maghi venuti da chissà dove, che nulla conoscono della storia e del territorio, a cui interessa solo la parcella. Un progetto va costruito con gli attori che animano il territorio. Insieme si progetta, insieme si riesce o si fallisce. L’Avellino Rocchetta altro non è che l’esempio di come una Regione non sia capace di cogliere le potenzialità turistiche che possono essere generate da una ferrovia che proprio grazie alla lentezza e alla bellezza dei luoghi attraversati sia in grado di offrire al turista fruitore. Comunque visto che l’associazione IN Loco_motivi ancora non è stata ” sospesa” si batterà in tutte le sedi per il rilancio non solo in chiave turistica della linea. Abbiamo approntato un progetto e stiamo contattando dei privati che possano rilevare la gestione della tratta.
    Noi almeno ci proviamo, loro sanno solo chiudere, sopprimere, sospendere. Caro Rocco, tu sei medico, immagina se negli ospedali ogni paziente che arrivasse, con patologie più gravi di un semplice raffreddore venisse, per non sprecare soldi, “soppresso”. E questa non è una ipotesi tanto campata in aria, vista la piega che si è presa. Mi spiace per i problemi familiari che ti stanno affliggendo e ti auguro che tutto si risolva nel migliore dei modi

    giovanni ventre

    10 febbraio 2011 at 9:20 am

  11. Giovanni vedo che ti appassiona molto il nesso tra democrazia e prostata.
    Ma ci parli anche un pò del progetto per la AV-Rocchetta che avete approntato?

    paolo

    10 febbraio 2011 at 12:32 pm

  12. Stiamo aspettando di fare un incontro a Monteverde, poi metteremo al corrente tutti di questa cosa. Se sei interessato possiamo parlarne, mettere qui i dettagli sarebbe una scortesia nei confronti del gruppo. Ti anticipo anche che per il 6 marzo, giornata delle ferrovie dimenticate stiamo organizzando una bella manifestazione, anche questa al momento è in fase embrionale.

    giovanni ventre

    10 febbraio 2011 at 5:09 pm

  13. luca se organizzi qualcosa metti l’evento anche su facebook. Sono già impegnato quel giorno ma verifichero la disponibilità dei mostri clown per la camminata eco sostenibile. Ciao Nanos

    nanosecondo54@alice.it

    11 febbraio 2011 at 2:25 pm

  14. la dissertazione rumorosa sul silenzio equivale al museo dell’aria, evanescente, non si respira, dentro il silenzio che fa rumore con la dissertazione, non è contemplato il repertorio degli sguardi e neppure è possibile praticare la pesature delle anime, giacché le anime stanno nei corpi gettati su una panchina, a guardare il vuoto pneumatico, da intendersi riferito a “pneuma”, non certo al copertone col cerchione ed il gas dentro due ruote quattro ruote otto sedici trentadue ruote…

    quando l’anima è dentro il corpo stremato, sfinito
    e non il corpo a farsi gestire dall’anima, appunto pneuma” soffio vitale, psiche e spiritualità, per la panchina non c’è scampo e diventate tutti nessuno escluso “panchinari a vita”, mai titolari, sempre in attesa di entrare se l’allenatore lo decide o se l’arbritro “ci pensa lui” , infortuni a parte…

    Signori Signore
    della comunità provvisoriamente in stand by
    del Blog comunitariamente implodente evoluto involuto devoluto

    VI INVITO AD USCIRE DAL TORPORE CHE ATTANAGLIA LE VOSTRE ANIME AFFRANCANDOVI CON LA VITA E CON LE DINAMICHE PULSIONALI RELAZIONALI MORTIFICANDO PER UN ATTIMO PROTRATTO LA VOSTRA AFFANNATA AFFANNOSA SOLITUDINE.
    GRAZIE BUONISSINA DOMENICA A TUTTI

    RQ

    rocco quagliariello

    13 febbraio 2011 at 5:42 am

  15. errata corrige tredicesimo rigo commento ore 5.42 am
    Signore ,Signori (prima le donne ed i bambini poi gli anziani, per ultini i disabili)…
    me ne scuso.
    RQ

    rocco quagliariello

    13 febbraio 2011 at 5:45 am

  16. neppure il popolo viola al femminile è riuscito nel corso della domenica trascorsa ad impedire che gente come bersni di pietro e vendola parlassero alla piazza
    Vergogna Vergogna Vergogna.
    meno male che saviano non è comparso televisivamente parlando e che il ministro Maroni è andato giù duro leghista com’è, musicista melomane come a lui piace quando si diverte a suonare l’hammond la sera per divertirsi e rilassarsi un poco…
    Mah!!! Toh!!!
    Votate, poi Riflettete.
    Semper cum grano salis. Etsi Deus non daretus
    Cuius Regio Eius Religio. Buon sanvalentino a tutti
    RQ

    rocco quagliariello

    14 febbraio 2011 at 5:32 am

  17. l’immaterialità digitale della finanza contro il capitalismo umano legato alla realtà concreta del vivere, un sistema fondato sulla resilienza contro un sistema fondato sulla resistenza.

    il modello amerikano – uk contro il modello germanico tedesco dell’odierna Germania contro il grande bluff amerikano.

    L’Italia non sa cosa fare, ancorata come si trova alla folle esperienza del fascio nazista, affascinata ed obbligata a seguire il modello falso e fallimentare di questa amerika che avrebbe liberato la nostra Patria dalla follia di un “oppressore perdente “.
    La storia recente si è incaricata di dimostrare che l’oppressore amerikano è infinitamente peggiore del germanismo prussio austriaco , fino a sconvolgere mercati borse patrimoni inducendo suicidi collettivi e crisi economiche recessive per i crack delle finanza speculativa e corrotta.

    il prestigio ed il rilievo comunitario dell’odierna Germania derivani in buona parte dal capitalismo umano mentre la perdita di prestigio dell’alleanza uscita vincitrice dalla seconda guerra mondiale l’alleanza amerika uk è irreversibile.

    La carica morale della finanza etica solidale e del capitalismo umano ha prevalso sulle speculazioni del marciume della finanza corrotta e delle operazioni di trading online in tempo reale.

    Miseri risparmiatori, truffati da spavaldi cinici e truculenti operatori finanziari che riciclano denaro proveniente dal riciclaggio di affari sporchi ed attività illecite.
    Miseri risparmiatori.

    Ci si vergogna, ora, di scoprire che in germania “centro moderato ” e “destra governativa” hanno un signficato ben diverso che in territorio tialiano italiota italico.

    Il centro destro della cancelliera Mercke dimostra di saper fare “politica” distinguendo la sfera pubblica dal privato sociale e dal privato privato alias evasore elusore truffaldino.
    Senza indulgere ad alcun tono “pop” e senza offendere le regole elementari di decenza governativa.

    La deregulation in Italia trionfa tra le già sepolte lenzuolate bersaniane e le misure correttive del milleproroghe e della “stabilità finanziaria” tremontiana.

    Povera Italia, Povera Patria, cantava Battiao anni orsono…

    Il Paese reale coincidente e confuso con l’isola dei famosi o con il grande fratello…

    Un Paese lordato da melma che sale tai tombini e che certo non è la fregola dei signori attempati, bensi’ l’indistinzione fra vero e falso, vita e recita permanente, bigottismo e bestemmia, politica e talk show, puffi che hanno trasformato la politica in uno spot pubblicitario, fatti e notizie che li riportano e li inventano altri fatti che diventano altre notizie senza fatti, una bolla che sta scoppiando non solo in ambito finanziario ed economico quanto piuttosto sociale e comportamentale.
    Una cultura dell’illegalità che non puo’ durare, non puo’ più auto ingannarsi ed autoalimentarsi.

    Il nostro Presidente del Consiglio, anni orsono, un paio di anni fam ha fatto “cucù” al Cancelliere Merckel per un appuntamento politico europeo e si è ritrovato una Merkel gelida al recente incontro bilaterale di Berlino.
    Chi la fa l’aspetti. Regola insuperabile mai superata.
    Questo commento c’azzecca eccome che c’azzecca col contenuto del Post.
    Specie stasere san valentino in cui ogni donna in autoreggenti e guepière renderà ancora una volta il tributo “passionale” allo sterco del demoni, alias il denaro,unico padome sia delle autoreggenti che delle guepières senza slip, neppure brasiliano…
    Absit iniuria verbis, con moderazione stasera specie nel momento in cui si celebra il rito dell’oblìo mediante ubriacatura cui fa seguito la sbottonatura…
    RQ

    rocco quagliariello

    14 febbraio 2011 at 5:10 pm

  18. un’idea di progresso(di rocco quagliariello)

    (dedicato a Franco il Profeta come anticipo augurale di buona salute e vita per il suo cinquantunesimo compleanno).

    l’idea di progresso possibile, al contrario dello sviluppo possibile o sostenibile, trova la sua massima espressione in Europa nella rivoluzione scientifica del seicento, l’inizio dell’era scientifica galileiana.

    I protoprogressisti divennero presto intellettuali illuministi, fino a trasformarsi in ideologhi che sanno interpretare la realtà per trasformarla, come il nostro Profeta.

    I riformatori odiano i conservatori, fattispecie tipicamente italiana, conservatori fino al sacrificio esitale, alias la morte…

    I riformatori sono progressisti, quando immaginano le riforme, queste sono “vere” non sono uno spot pubblicitario da puffi e neppure una legge ad personam

    Il progresso è necessario alla sopravvivenza dell’umanità, mentre lo sviluppo sta determinando l’implosione e l’insicurezza globale che minaccia il futuro dell’umanità.

    I positivisti evoluzionisti, sia liberali che socialisti, amano il progresso sul piano astratto

    I rivoluzionari marxisti amano l’idea di progresso sul piano utopico.

    Entrambi teorizzano forme di progresso che l’umanità non riesce a trasformare in atti legislativi e comportamentali codificati decodificabili.

    L’impegno intellettuale etico pratico fondato sui lumi della ragione e di una filosofia normativa che fa affidamento sulla soggettività delle scelte politiche e morali del vivere.

    Per converso le scienze sociali, la sociologia l’economia hanno il dovere di scoprire le leggi del corso necessario della Storia, di fornire previsioni sicure e certe sul senso del suo andamento orientando in maniera scientifica l’azione di trasformazione politica e sociale.

    Franco il Profeta cerca, disperatamente, di coniugare le due posizioni solo apparente convergenti , in realtà contrapposte per assumere la leadership del processo .

    Prima di Franco ci aveva provato PPP con acume insuperabile ed insuperato, ma si sa come sono andate a finire le cose: espulso dal PCI, tessera ritirata , quindi violentemente assassinato ad opera di mandanti insospettabili per il tramite di un borgataro pedofilo prezzolato, incolpevole quanto incapace di capire la dietrologia di quel massacro dell’idroscalo di Ostia, periferia di Roma Capitale.

    Per spiegare la differenza tr PPP e Franco il Profeta è necessario prima decontestualizzare e poi ricontestualizzare.

    In tal modo si puo’ iniziare a comprendere la fase attuale del progetto arminiano, dopo aver compreso storicizzato la fase interrotta violentamente italianamente vilmente del progetto analitico pasoliniano.

    La specificità della vision scientifica seicentesta e dei filosofi illuministi fu di considerare i presupposti del progresso in stretta relazione con gli ostacoli che possono non solo limitarlo, ma renderlo persino inattuabile impossibile.

    Ai loro occhi il miglioramento delle condizioni dell’umanità ,la qualità della vita, poteva avvenire unicamente in virtù di un’opzione in favore della razionalità e della socievolezza, ovvero dell’uso prudente dei mezzi inizialmente tecnico scientific successivamente tecnologici(tecnica applicata al vivere) e dei “lumi” dello spirito( intuizione bergsoniana) che occorreva trasformare in risorsa privilegiata e prevalente dell’uomo sotto il permanente controllo di una “buona politica” e della morale kantiana.

    La metafora della “fiammella” rende bene il concetto:
    essa accesa per dar luce puo’ però sempre essere malamente spenta ristabilendo il dominio delle tenebre

    Alla spalle del Progreso vi erano le grandi scoperte geografiche, l’allargamento dei confini del mondo fisico e culturale, dunque della mente, la crescente internazionalizzazione degli scambi commerciali(mercati globali) la scelta della tolleranza per reazione alla repressione delle idee ed alle guerre civili e, soprattutto, religiose , le moderne scoperte scientifiche e le loro applicazioni tecniche la circolazione delle “idee” oltre i confini loco territoriali, nazionali e la formazione di un’opinione pubblica colta via via cosmopolita, infine la modernizzazione delle istituzioni statali, il riformismo di matrice liberale o assolutistica socialista, in buona sostanza, la fine degli antichi regimi.

    L’alimento del Progresso rimaneva l’ampia conoscenza del mondo, l’esplorazione e la crescente comprensione dei fenomeni “naturali” , la consapevolezza della relatività dei valori e la lotta continua ai fanatismi per ricercare nuove regole di convivenza nuovi moderni strumenti di psico relazionalità basati sulla non violenza sul rispetto sulla libertà sulla tolleranza.

    Domanda a Franco il Profeta ed anche a Luca Battista autore del Post nel quale ho impaginato una minima parte del mio sapere per il bene comune comunitario e non certo per l’invidia proletaria:

    COSA FARE OLTRE LA RACCOLTA DI PETIZIONI ADESIONI SOTTOSCRIZIONI ???
    COME FARLO???

    Una risposta è gradita, da chiunque è in grado di offrire contributi al Progresso, non in ambito polemico o ironico di autoassoluzione indulgente verso la propria ignoranza. Grazie.
    Votate, poi Riflettete, ma Votate almeno!.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    15 febbraio 2011 at 4:44 am

  19. Caro rocco, chiudi il tuo commento con una domanda la cui risposta nell’ambito della esperienza comunitaria è forse difficile.
    Oltre la petizione ci sta solo e soltanto la politica, che sceglie, decide, valuta, norma. Ovviamente oggi in Italia è piuttosto ardua ritrovare politici che sanno lavorare in tal senso e per questo sembra esaltata più di ogni altra cosa l’azione dei singoli, anche contro i politici stessi.

    luca b.

    17 febbraio 2011 at 11:18 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: