COMUNITA' PROVVISORIA

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Cairano 7X ….un’ossessione dolce..

Tragedia di un progetto utopico
non realizzato
che sembra morto
senza essere mai nato.

M.C.Baroni

Chi l’avrebbe mai detto o immaginato che in questi tempi di tristezza e mortificazione  del pensiero e  di deriva postribolare  della  politica-politicata   il pericolo più insidioso  al nostro spirito individuale ,alla democrazia e alle piccole comunità specie se abbandonate  e  provvisorie ….. potesse venire da un pensiero o  troppo innamorato di sé stesso, o operativamente  declinato sulla quotidianeità operativa  e  ancora una volta impaurito dalla spiritualità  e la oniricità della  poesia,del sogno,della bellezza  che si fa comunitaria e elitaria   senza chiudersi  in sé stessa ma osando  puntare il dito anche  verso di noi stessi  e gli altri che ci sono vicini ….a rischio di equivoci e incomprensioni.Noi ci siamo imposti  una occasione di “bellezza,silenzio, nostalgia,grande vita,sogno, poesia……per sette giorni a Cairano non come obiettivo salvifico  o utopico ma per segnare una distanza ,una vicinanza,  una leggerezza e  una profondità da chi quotidianamente  vorrebbe imporci autoritariamnte  un superficiale ,amorale stile di vita e di pensiero.  Qualche commentatore intelligente ha scritto che l’agonia della nostra società non va misurata a partire dall’esibizionismo banale,superficiale di tutto ciò che oggi si dice “cultura”, cioè di una crescita quantitativa di un “sublime” diffuso e massificato , nel fare arte, poesia, spettacolo..La comunicazione eccessiva ,trasversale ,politicamente corretta ,costretta  e mortificata e caciarona ….vuole imprigliare il nostro “io” in un autismo privato deluso, empirico,infelice, solitario y final o in una rimozione collettiva  o un  autismo corale di un  intero territorio violentato e emarginato culturalmente e socialmente. Paradossalmente si sottolinea la denuncia di “nuove invasioni barbariche “ e contemporaneamente la dichiarazione del crollo della poesia,del sogno e della bellezza nell’epoca in cui la stessa poesia rischia di farsi  edonistica indifferenza o eccessiva esposizione e si omologa ad un mondo istupidito e superficiale. Mai come oggi esiste un aumento demografico di poeti e di intellettuali  che si ritrovano nelle vetrine –riserve  di una democrazia votata necessariamente  all’impoverimento e alla estinzione attraverso una pratica   sempre più involgarita  mediaticamente .Potrebbe risolversi in   una sorta di isteria  o  autismo   nazionale che qualcuno ha chiamato ”autarchia creativa del sublime” a cui viene dato o la libertà di sovraesporsi o di relegarsi in regime di innocenza o narcisismo territoriale, storico e politico come una specie in via di estinzione o che dia voce ad una malinconia collettiva o autismo corale che rimargina ( cioè esalta e falsifica) lo sbandamento di una comunità che non c’è più o che non ci mai stata se non nella menta di Platone ,Rousseau o peggio Marx o di qualche sprovveduto irpino.Niente di tutto ciò si pensa di fare a Cairano a patto  che ognuno di noi  continui a coltivare  negli angoli più riposti del proprio spirito  la scintilla “comunitaria e paesologica”  che ci fa diversi ed originali  rispetto   ai notevoli e consumati  apporti della tradizione culturale del  nostro glorioso passato e agli “spiriti animali” del presente  che rischia di  confonderci e omologarci  alla massa  del buon senso e  delle buone e pratiche  intenzioni.Pensiamo sempre al “meglio”……e noi siamo “il meglio” e   .non dimentichiamoci di pensare a Cairano nelle piccole e grandi occasioni  dei nostri incontri!

mauro orlando

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Written by Mercuzio

12 febbraio 2011 a 8:53 am

Pubblicato su Mauro Orlando

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