COMUNITA' PROVVISORIA

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ABITARE UN SOGNO

Il libro in uscita di Franco Arminio, l’inventore della paesologia, mi invita a delle considerazioni sul modo di vivere e sulle conseguenze. Il grande problema è che si sono perduti i punti di riferimento. In molti casi sono stati sostituiti da falsi d’autore ma sempre falsi. Penso ai reality, alla malavisione, questo camino che è entrato nelle nostre case, che teniamo sempre acceso ma che manca di un tiraggio per eliminare i fumi dannosi, oserei dire che invece del fuoco, ci stiamo nutrendo del fumo. Un fumo nero, che ci toglie il respiro, ci soffoca. Penso al dramma di tanti ragazzi che credono che apparire in un reality significhi non essere più dimenticati, essere arrivati. Penso a tante ragazze che concedono il loro bel corpo alle telecamenre come a sopperire alla pochezza di materia grigia e di cultura che vi alberga. Penso ai tanti genitori, dispersi nelle foreste della notorietà, che accettano questi esercizi di alienazione  con la speranza di un futuro pieno di soldi e di successo. L’uomo da sempre, per vivere, per progredire, ha bisogno di vivere un sogno, perchè il sogno è evanescente, però il sogno a volte può diventare realtà. I sogni ci aiutano a sopravvivere, ci rendono il cammino meno faticoso. Franco Arminio con i suoi scritti ci dice che sognare non è poi così difficile.

Franco riesce come pochi a dare un senso alla vita dei paesi nei paesi, Franco è il sonno che ci induce al sogno, sta a noi riuscire a far avverare questo sogno. E’ chiaro che c’è il pericolo di svegliarsi all’improvviso, anzi, i fautori del nulla fare per nulla risolvere stanno facendo di tutto perchè il sogno svanisca nella realtà che ci impone scelte contro ogni logica, progetti tesi solo a mortificare il territorio e chi lo ama, chi lo abita e chi lo vive, chi lo anela e chi lo ricorda giornalmente perchè lontano. Il sogno dei predoni del territorio è quello di distruggerlo, umiliarlo, sfruttarlo solo per poter impinguare i conti correnti. In questo caso i sogni sono nefasti, aberranti, distruttivi. Per questo bisogna ritrovare dei modelli positivi, non basta ricordarli, bisogna imitarli. Penso che tutto questo nasce dalla distruzione dei modelli positivi, e anche alla comunicazione forzata che ci induce ad essere troppo attenti ai dettagli, generando egoismo e violenza. Quello che penso io è giusto, il tuo pensare è superato, usato, abusato. Le grandi evoluzioni, come internet e la Tv  hanno una grandissima valenza ma anche il lato b della medaglia. L’informazione diventa “scremata” , si lancia una notizia e non la si approfondisce a dovere, generando l’esatto contrario di quello che dovrebbe produrre una notizia. Nel cammino verso il futuro abbiamo lasciato indietro la saggezza dei vecchi, la valenza del vivere paesano, contadino, il paese è una famiglia, una comunità è tale se condivide desideri e bisogni, una comunità è l’insieme di tanti pezzi, diversi, ma uniti dal luogo, dalla storia, dalle tradizioni che quel luogo caratterizzano. L’inceneritore turbolente in cui stiamo sversando le nostre culture e le nostre aspettative ci renderà semplicemente della inutile cenere. In quella cenere, invisibili, ci saranno i nostri sogni e le nostre speranze. Franco, è l’anti inceneritore, è lo scrittore della differenziata e del riuso, Franco è la speranza di coloro che ancora credono ad un mondo fatto di piccoli piaceri piuttosto che di grandi distruzioni. Nel 1993, un signore polacco, Woitila, ci ha ridato la speranza, ha fatto capire ai giovani che la fede non è un fardello, piuttosto una ricchezza. L’uomo parla da sempre di pace e poi fa le guerre, si è sempre vissuto di controsensi. Il sogno che ha generato in noi quel simpatico polacco ci ha aiutato a sopportare le guerre nei Balcani, e sempre quel grandissimo polacco ha fatto cadere quella infamante barriera eretta dalla malvagità umana che è stato il muro di Berlino. Questo piccolo polacco è stato per noi un punto di riferimento, un esempio. Ecco, vivere un sogno è quello che io auguro a tutti i comunitari e non, vivere un sogno è anche prendere coscienza delle proprie possibilità, del fatto che non sempre i “cattivi” hanno la meglio. Franco nel suo piccolo ci insegna ad essere attenti, a vedere più che guardare, ad ascoltare più che sentire, però dobbiamo essere capaci di mettere in atto quello che Franco ci regala, altrimenti gli scritti del paesologo resteranno chiusi nei libri, celebrati dalle lodi ma non serviranno a nessuno se non servono a cambiare qualcosa.  Corriamo il serio rischio di accorgerci dell’importanza degli scritti di Franco troppo tardi, quando le parole saranno scadute.  Chiudo questa mia con una poesia di Montale  ” E il Paradiso? esiste un Paradiso, credo di si signora, ma i vini dolci non li vuole più nessuno “

Giovanni Ventre

Written by chirchio

17 febbraio 2011 a 8:09 pm

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