COMUNITA' PROVVISORIA

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COSÌ PARLÒ GAETANO…

Lioni, 17 febbraio 2011

– ANNOTAZIONE / DISSERTAZIONE alla PREFAZIONE di FRANCO CASSANO al libro:“ORATORIO BIZANTINO” di FRANCO ARMINIO, in imminente uscita –

Su  IL MATTINO di oggi c’è la ricca prefazione di Franco Cassano a “ORATORIO BIZANTINO”. è bellissima, interessante ed ha una forza meridiana eccezionale. Franco Arminio, in passato, in previsione di questo suo nuovo libro in uscita, nel blog Comunità Provvisoria, ma anche a voce, aveva avuto modo di anticiparci un giudizio entusiastico e positivo su  questa prefazione, ma senza darci alcun elemento contenutistico e connotativo.

Naturalmente, il “pensiero meridiano” di Franco Cassano è ben noto da qualche decennio ed è stato un peccato che lo scorso anno non lo abbiamo potuto ascoltare “viva voce” a Cairano 7 X , per sopraggiunti motivi rispetto al calendario degli incontri programmati.

Correttamente devo dire che in passato ho letto sui nostri giornali provinciali molte delle “orazioni bizantine arminiane” e, grossomodo, so di cosa si tratta, come peraltro attesta nell’articolo de IL MATTINO lo stesso Franco Cassano.

Ritengo che Franco Arminio abbia fatto bene a riproporre e compendiare questi suoi pregressi scritti in un libro così non vanno dispersi e ignorati.

Dunque, cosa poter aggiungere, scrivere nella mia mente a tutto ciò? Quali considerazione prospettare evitando l’ovvietà e le parole di circostanza?

Questo è sempre il problema che si troverebbe davanti un onesto recensore, specialmente se conosce bene l’autore.

Inoltre, consegnare al pubblico uno scritto fugace in tal senso è sempre molto rischioso, se non dannoso, perché difetterebbe quantomeno di parzialità e di incompletezza.

Esistono apposta i “prefatori”, i quali sono destinati, leggendo e studiando il libro in anteprima, a cogliere essenzialità,  messaggi, aspetti e cifre stilistiche del libro in uscita al fine di offrire ampi orizzonti di lettura nonché strumenti ed indirizzi- secondo proprie analisi interpretative, critiche, letterarie – ma ben ancorate a riferimenti consolidati in altri libri autorevoli.

Questo lavoro richiede studio e professionalità e non è il mio lavoro, ma cogliere un aspetto propulsore nella scrittura di un autore – secondo me – dovrebbe spingere ogni scrittore, poeta a “rinvenire”, sia pure nella ristrettezza di qualche “ANNOTAZIONE/DISSERTAZIONE”, i nessi della condivisione artistica attraverso la comparazione, anzi il filtro del proprio piccolo sapere e il fulgore del proprio sentire.

Insomma, occorre sempre prospettare il “rinvenimento di sé” attraverso la materializzata scrittura degli altri per porre in movimento qualche riflessione, che – prima o poi – infoltirà il credo della personale espressione artistica. Una piccola azione di contaminazione quindi, una consapevole, non esaustiva passeggiata nell’io-scrivente degli altri per respirare con proprio io nelle schegge della scrittura.

Ecco, allora questa mia piccola ma autentica “ANNOTAZIONE/DISSERTAZIONE”.

Nel Salmo 100, “Programma di un re fedele a Dio” si legge: [… i miei occhi sono rivolti ai fedeli del paese / perché restino a me vicino… Sterminerò ogni mattino tutti gli empi del paese/ per estirpare…quanti operano il male…].

Avere “il lievito” (espressione di F. Arminio) nella propria coscienza si può solo se riusciamo a condividere ogni giorno il nostro onesto pane con la verità sociale, se nel “museo dell’aria”, (altra espressione di F. Arminio) nel regno del vento, “la Mecca del vento” (espressione di F. Cassano) che fa di noi “coriandoli senza una traiettoria definita/come la vita…” (versi dello scrivente), comprendiamo in tempo utile “lo scazzaviento”, (espressione dialettale lionese per indicare il turbine improvviso) ovvero la sfrenatezza della politica politicata che da circa quattro decenni nella nostra Irpinia è ormai conclamata come una delle più gravi miserie umane.

Comprendere ciò serve a contrapporsi all’esteso deserto dell’indifferenza e della disumanità, a contrastare il perfido e imperante disegno della “disfatta antropologica” della “terra dell’osso” – come ha ben evidenziato Franco Cassano.

Gli affari crescono e prosperano con la menzogna e l’ingiustizia, hanno bisogno di un terreno fertile: quello dell’assenza della coscienza sociale ma noi, figli di questa terra bella e amara, non  ci possiamo permettere l’abbandono alla vita che ci scorre addosso.

Perciò ognuno di noi abbia il cuore contrito, con la forza della commozione scovi la speranza, tramuti in poesia la propria coscienza, il dolore in luce, ponga e mantenga l’assedio “alla fornicazione planetaria dei mediocri” (espressione di F. Arminio) come con ragione ragionata al di là di ogni fede!

GAETANO CALABRESE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

*** Credito Fotografico da Internet, foto di Lillino Verderosa.

 

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concessa la pubblicazione come post al blog comunità provvisoria

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Written by Arminio

17 febbraio 2011 a 4:45 pm

Pubblicato su AUTORI

Una Risposta

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  1. bella questa recensione, carica, penetrante, esplicativa. Il messaggio è diretto e solo gli stolti non sanno coglierne il senso e la validità. Complimenti a Gaetano che mette sempre il dito nella piaga.

    giovanni ventre

    17 febbraio 2011 at 7:02 pm


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