COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

mauro orlando, dalla a alla acca

a) , l’amore dei luoghi nasce non, come spesso accade, dalla rimozione dei loro veleni, delle loro miserie e delle loro impotenze, ma da uno sguardo lucido, che non nasconde nulla e non fa sconti a nessuno.
b) Ci sono troppi che, deprecando, sbattono la porta e se ne vanno altrove e di lì pontificano a distanza. E troppi, tra quelli che rimangono, che sono convinti che la modernità sia soprattutto vendersi e sapersi vendere. Troppe volte oggi l’amore dei luoghi è diventato un’industria, un modo per venderli nel grande mercato globale, marketing territoriale, l’idea che si possa diventare commercianti della propria identità, e quindi parte della grande simulazione e dello spettacolo globale
c) La paesologia, la disciplina che Arminio ha messo al mondo un po’ per gioco un po’ sul serio, è una «scienza arresa», non mira a vendere, ma a far capire, non è seduzione, ma un gesto di amore doloroso e insieme inaffondabile.
d) nell’Irpinia d’Oriente, una terra alta e battuta dai venti, una vera e propria «Mecca dei venti», uno dei pochi luoghi nei quali può venire in mente l’idea di un Museo dell’aria. Ma questi venti, che prendono la rincorsa da altre terre alte e arrivano da lontano, sono anche e soprattutto un luogo dell’anima, sottolineano la di-stanza dell’altura dai riti fescenninici della costa, dall’opulenza volgare e rumorosa di un mare fatto non più da marinai e navigatori, ma dalle plebi estive notturne e accaldate,
e) Ma questa nobiltà dell’altura, questa diversità riservata e austera, non diventano mai in Arminio la caduta in una sorta di mitizzazione, perché il benessere pesante e volgare non è rimasto confinato sul mare, ma è arrivato fino sui monti dell’Irpinia, in una forma fredda, ma non meno velenosa, e ha trasformato l’antica ritrosia in un collettivo voltare le spalle non solo ai luoghi e alla loro cura, ma a tutte le storie collettive
f) Arminio da tempo prova a vedere se è possibile cambiare le cose, se è possibile provare a far rivivere il calore della grande politica: la politica, dice, «se non è grande non è niente»; per contare qualcosa essa deve contenere la vita «che è slancio, coraggio, esposizione all’ignoto». La politica piccola non esiste e non merita questo nome: è riunione di condominio, liti feroci per centimetri o centesimi.
g) È difficile, ma bisogna provarci, non stancarsi neanche di fronte ai riflussi e alle sconfitte, anche quando si rimane da soli, e gli altri si defilano, prima l’uno, poi l’altro, chi con una scusa, chi con l’altra. Perché, anche in questo quadro difficile, non vengono mai a mancare le persone-paese, quelle che, nella loro vicenda individuale, riassumono i passaggi di una storia comune, le nascite, le unioni, le morti, talvolta tragiche e improvvise, talvolta annunciate e colpevolmente ignorate. E le persone¬paese sono anche quelle che, pur risiedendo altrove, sono rimaste legate ai luoghi in cui sono nate, e sono capaci di riconsegnare a essi l’energia e l’allegria che partendo avevano portato via nelle loro valigie.
h) The last but not least….. Il discorso di Arminio non è una nostalgia, ma un desiderio di futuro, e anche un atto di accusa: «Siamo noi la cosa che manca».

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Written by Arminio

19 febbraio 2011 a 9:40 am

Pubblicato su AUTORI

8 Risposte

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  1. Carissimo Mauro, questo tuo scritto sinceramente mi meraviglia. NOn riesco a capire, e forse non ne sono capace, la contraddizione con quello che hai espresso rispondendo ad alcuni miei post in cui mettevo in risalto l’importanza dell’appartenenza, la valenza antropologica degli usi e dei costumi, e la scelleratezza di una comunità a tagliare i ponti con il passato. E’ bellissimo quello che sottolinii, è quello per cui vivo, è il sentiero su cui cammino. Probabilmente e me ne scuso non sono stato capace di esprimere come hai fatto tu i concetti che sono anche miei. Voglio precisare a scanso di altri equivoci che il passato, la storia, le culture, le tradizioni non devono essere un fardello ma un vanto. Guardare al futuro non dimenticando il passato. Un abbraccio a te e alla Edda e a presto rivederci. Ieri sera bellissima presentazione del libro “Cartoline dai Morti” alla chiesa del Carmine, chiesa della famiglia Caracciolo, regnanti avellinesi. L’assessore alla cultura del comune di Avellino, Gennaro Romei ha fatto un bellissimo intervento sulla sudditanza di questa terra a personaggi ben noti che tendono ad umiliare le intelligenze fino a deprimerle, che ha chiuso rivolgendosi a Franco e dicendogli, in qualunque altro posto d’Italia tu saresti stato eletto parlamentare. Un Grazie anche a Domenico Scarpa e a tutti coloro che sono intervenuti. Grazie a franco che ci ha dato la possibilità in anteprima di acquistare il suo ultimo lavor ” Oratorio Bizantino”.

    giovanni ventre

    19 febbraio 2011 at 10:05 am

  2. Caro Mauro, Amici, eccomi a voi – in prosieguo – dalla “I alla P” giusto per dare – in sommatoria – un totale parziale:-))
    i) “I” come impegno e intellettivita sempre per essere attenti, onesti e propositivi;
    l) “L” lieto agire in ogni dove e con chiunque;
    m) “M” come movimentazione dei sentimenti;
    n) “N” come noncuranza dell’invidia e dell’accidia;
    o) “O” come ottenebrare angosce per coltivare onirici viaggi;
    p) “P” come poesia, cibo dell’anima, risposta di speranza contro ogni infingimento.
    Buona giornata a tutti, Gaetano Clalabrese.

    Gaetano Calabrese

    19 febbraio 2011 at 2:09 pm

  3. = Scusatemi, digito meglio! =
    Caro Mauro, Amici, eccomi a voi – in prosieguo – dalla “I alla P” giusto per dare – in sommatoria – un totale parziale:-))
    i) “I” come impegno e intellettività sempre per essere attenti, onesti e propositivi;
    l) “L” come lieto agire in ogni dove e con chiunque;
    m) “M” come movimentazione dei sentimenti;
    n) “N” come noncuranza dell’invidia e dell’accidia;
    o) “O” come ottenebrare angosce per coltivare onirici viaggi;
    p) “P” come poesia, cibo dell’anima, risposta di speranza contro ogni infingimento.
    Buona giornata a tutti, Gaetano Clalabrese.

    Gaetano Calabrese

    19 febbraio 2011 at 2:11 pm

  4. accetto la sfida culturale scherzosa di Mauro e rilancio nel post

    a)apoptosi anancastica apotropaica ammiccamento con accoglienza

    b) beatitudine briganti burloni boriosi bellezza bontà

    c) cairano cupa chirchio cettolaqualunque chiesa canzone componimento cane capra cetriolo comunisti centristi copula

    d) dannazione demonio diavolo donna dammela dimmelo dono donazione distinzione diga

    e) empatia encomio eruditi empietà eco ectoplasma elicottero erba edda elda

    f) festa felicità feromoni ferita forcaioli fine fascisti feroci finocchio fantansa franco forno

    g) giostra gioco girotondo guepière godere guaio gatto gara gusto giocattolo

    h) hirpinia hirpini hippy hurrà homuncolo hybris.

    RQ

    rocco quagliariello

    19 febbraio 2011 at 2:41 pm

  5. a) condivido;
    b) chi lascia ha sempre torto;
    c) la paesologia è una scienza nuova da certificare;
    d) l’Irpinia d’oriente è come quella di occidente, di levante e di Ponente: è Hirpinia e basta;
    e) sono i tempi che cambiano, che si rinnovano; in meglio o in peggio è da vedersi, ma il mondo per fortuna non è statico, sta a noi capire il cambiamento e coglierlo nei suoi aspetti migiori;
    f) sì, è vero,spesso noto liti a livello condomianio sparso, fosse almeno da ocndominio vero sarebbe già qualcosa. Così ogni discorso diventa inutile, anche delterio;
    g) chi ha lasciato il proprio paese è lontano della realtà che il paese vive, egli vive di ricordi e basta;
    h) nostalgia…desiderio… fatti occorrono, fatti. Fatti non foste a viver come bruti, ma per conoscer virtude e conoscenze. A volte ho avuto la sensazione che la CP viva in un mondo tutto suo che la riporta indietro invece che farla avanzare. Ma se questo va bene, perché dovrei essere io a distoglierla da tale beatitudine???!!! Il mio è solo un pensiero, come quello di tutti.

    domenico cambria

    19 febbraio 2011 at 3:07 pm

  6. A) A tutti coloro che nutrono una speranza
    B) Boicattare gli inutili ed i presuntuosi
    C) Coltivare la speranza
    D) Demolire i muri delle separazioni
    E) Eutanasia di un vecchio modo di fare politica
    F) Franco Arminio e l’Irpinia che non siamo
    G) Gratitudine verso chi produce in questa terra
    H) Acca-ntonamento dei maghi e delle fattucchiere
    I) Impariamo a dialogare con la terra, con il grano, con il vento, con l’acqua …
    L) lasciamo ai poveri di spirito la incombenza del parlare, del blaterare, del fare senza nulla costruire
    M) Miglioriamo la comunicazione con la gente comune
    N) No al fotovoltaico ed all’eolico selvaggio
    O) Originiamo ideee e progetti tesi a migliorare la qualità della vita
    P) Patrimonio e cultura identitaria per un riavvicinamento alla terra ( Porco Letterario – I giorni della Cicoria …)
    Q) quaderni di paesologia
    R) Resurrezione culturale e politica
    S) San Rocco senza o’ cacciuttiell !!!
    T) Torte di salice
    U) U anim’ ro per’e’ puorco
    V) Valorizzazione delle produzioni tipiche
    Z) Zoccol’ zucculun’ e zucculell’, ma pure e figl’ e’ zoccol’ so bell !!!
    W) Viva l’Irpinia, viva la terra dell’osso

    Un giocoso alfabeto ironicamente ricavato da un divenire di pensieri girovaghi in cerca di un buco dove poter albergare.

    giovanni ventre

    19 febbraio 2011 at 4:22 pm

  7. ieri bella dolce serata comunitaria per il precompleanno di franco. molti di noi, reduci da polemiche stancanti, erano lì come arresi a una pace conveniente per tutti…c’era aria di solidarietà diffusa, una lieta mestizia da ex. sarà questa la nuova veste che indosseremo?

    sergio gioia

    19 febbraio 2011 at 4:58 pm

  8. Sergio sei sempre molto acuto, attento osservatore, sincero. Una cosa sola vorrei evidenziare: la natura stessa della genesi e dello sviluppo della esperienza di bellezza della “comunità provvisoria” fa si che la “nuova veste” che alcuni o molti indosseranno ornata di arresa e lieta mestizia da ex, non è raccattata sul mercato delle polemiche stancanti ed inutili, bensì è probabilmente necessaria perchè le strade che si dipanano all’orizzonte con i relativi paesaggi stanno per diventare ampie, asfaltate, rettilinee, insomma meno tortuose, avventurose e sorprendenti : per questo si cambia vestito.
    Mauro , invece, sai sempre come trafiggere gli stati dell’animo.

    luca b.

    19 febbraio 2011 at 8:01 pm


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