COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

per diradare un possibile equivoco….

….mi piace prefare questo mio commento con una foto a cui do un significato particolare ,non solo personale ……una matura donna lombarda  ,mia compagna di vita, amica sicera e consapevole dell’Irpinia e del suo simbolo …. Cairano ……segno naturale  e meta ideale e concreta   del nostro diverso ,provvisorio e continuo “radicamento” in una terra bella e impossibile
….l’occasione è il bello  e intrigante  racconto di Cambria in un suo post che ci ricorda  con passione  e fede le storie e i segni dei nostri progenitori…..lo ripropongo come post e non solo come commento…..per condivisione ….

Bello, intrigante e pieno di fascino questo racconto di storie arcaiche al limite del mitico. Ho sempre coltivato con le mie nipotine la loro fantasia e curiosità non con le pesantezze e rigidità dei concetti e delle idee che pure  sono la mia gioia e cruccio intellettuale ……ma con i racconti delle vecchie favole (cunti de li cunti) che da bambino una una “vecchia affabulatrice di cunti” ci raccontava le storie di banditi sanguinari e di eroi vendicatori delle nostre terre irpine, di padroni cattivi e contadini coraggiosi che lottavano per la giustizia contro i soprusi dei soliti  ricchi……e leggevo nei loro scintillanti occhi gioia  mista  a curiosità,interesse e coinvolgimento che sono il lievito della mia cara filosofia.

Quindi nessuna pregiudiziale o pregiudizio verso le storie, “li cunti” sui nostri progenitori vicini e lontani. Ma il mio interesse e attenzione rispetto alle storie locali , dei territori e degli uomini che li abitano si basa soprattutto sul problema del “radicamento” più che delle “radici”. Il radicamento come scrive S. Weil è “ il bisogno più importante e misconosciuto dell’animo umano, e tra i più difficili a definire” Un radicamento come fatto e sfida  conoscitiva ed esistenziale assieme che ho ritrovato  nei temi e  suggestioni  paesologiche che franco  riesce a  incarnare nelle sue parole poetiche e politiche  autentiche .

Problema conoscitivo importantissimo proprio perché viviamo un processo continuo  della sua negazione o dissolvimento attraverso una vera propria “malattia dello sradicamento” subìto quasi come uno stato naturale e necessario e  non solo  come un fatto culturale e storicamente determinabile e modificabile. Lo sradicamento contadino, lo sradicamento geografico e personale ,determinato dalla sostituzione e adozione antropologica,politica  e   storica di “una  moderna  Nazione”  a quella del territorio e dei paesi  di nascita  o di adozione. Perdita di senso e di appartenenza quando ci si deve ricostruire una identità sulla categoria filosofica e politica,  all’inizio dell’età moderna , di una  “ragion di Stato”   hobbesiana che grantisce tutti  per evitare “bella omnium contra omnes” ma che indebolisce o rafforza   di fatto il rapporto pieno ed autentico con il tempo e lo spazio individuale  ,legati comunque  alla propria storia e al proprio territorio nelle sue specificità e caratteristiche culturali e storiche. Oggi io ritengo problema preponderante costruire un senso completamente nuovo di essere comunità non  solo popolo. Dare senso alla politica nel suo compito  di   bonificare il terreno culturale dagli anticorpi  deleteri e  per recuperare e rivitalizzare  radici  rinverdite per portarle a nuovi frutti. La politica o sicostruisce sulle potenzialità e fattibilità  future  o rischia di  inaridirsi  incattivendosi in nobili  disaffezioni  o   sedandosi  in rassicuranti mitologie.Non mi interessano “radici”culturali e storiche che possano alla lunga rivelarsi  comode “corazze ideologiche” di tipo totalitarie  e totalizzanti con una concezione sociale ed esitenziale  non in senso eminentemente relazionale ma che rischaino di portarci  direttamente nella morsa delle categorie antipolitiche di “amico-nemico” .Io preferisco  giocarle o declinarle come  “sfida conoscitiva e politica “, vissuta e pensata anche quotidianamente e   precipuamente  come fitta trama di rapporti anche conflittuali e differenziati tra individui, che si riconoscano reciprocamente  come persone in quanto tale  comunque se pur legate affettivamente e culturalmente  al proprio ambiente storico e naturale in una concezione della cultura antropologica e storica , il cui fine e senso è  di stimolare  e di entrare in una relazione significante,consapevole,attiva ed aperta con gli altri da noi  sia essi individui che popoli. Non condannando così anche il pensiero e la cultura alla sterilità o peggio alla conflittualità escludente (“immunitas”) e non includente (“communitas”).
mauro orlando

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Written by Mercuzio

21 febbraio 2011 a 9:31 am

Pubblicato su Mauro Orlando

Una Risposta

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  1. Cara Edda, grazie per il bel libro che mi hai inviato e che ho sfogliato, letto e apprezzato. Innanzitutto per il contenuto, i testi, le foto, i disegni, l’idea di professionalità e al contempo di famiglia che trasmette; c’è un messaggio di affetto filiale di ricerca e rafforzamento della memoria che è molto commovente. Un tributo ad un grande papà designer artigiano industriale lavoratore alla ricerca del ‘bello’. L’edizione è stata curata nei minimi particolari e ti prego estendere i complimenti all’autore curatore Robecchi e all’editore Grafo. Ho visto anche il sito internet, molto ben realizzato.
    Sei degna amata figlia di papà Ettore. Un abbraccio a Te e un saluto particolare a Mauro che, attraverso i suoi post, dimostra di essere in piena forma comunitaria e paesologica mai più padana solo irpina verace :)

    a_ver

    22 febbraio 2011 at 6:04 pm


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