COMUNITA' PROVVISORIA

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nella speranza di un amore perduto…..non per sempre


gli enigmi e la bellezza del vivere anche la solitudine “vecchia e conosciuta amica” della nostra adolescenza nei piccoli paesi d’altura,che noi pesavamo di fuggire  nel miraggio e l’illusione  della modernità    e del nuovo .E poi maturando nella riflessione poetica, Orazio ci avvertiva  “Quid voles , hic est , est  Ulubris ….nisi deficias animo aequo”. E per tanti anni siamo andati alla ricerca dell'”animus aequus” nella cultura,nella poesia ,nella filosofia  e nella politica. Ma poi siamo stati a Cairano e  lì abbiamo scoperto, tra le persone semplici  e le cose comuni della quotidianità autentica , l’aspetto vero e profondo anche della bellezza,della felicità e della ….solitudine   come portatrice di ansia  attiva e di riflessione, di cura di sè tra gli altri,di meditazione e di amore,di serenità e di attesa nel ricordo e nella speranza superattivata  per esorcizzare e allontanare  il più possibile il calice amaro di una possibile ” fine di un amore” e …… lasciandola cantare ancora  solo ai poeti.

Ma noi da adulti consapevoli e provvisori abbiamo voluto fortemente  cimentarci in un nuovo viaggio che nella indigenza e nella frana di un ideale  si facesse concreto nel sogno, anche nella perdita o nell’equivoco di umane relazioni ,nel rifiuto di un distacco solo intellettuale dal mondo,dal mondo delle persone e delle cose,dalla intenzionale ricerca dei motivi e del senso del vivere comunitariamente anche i desideri e i sogni individuali immunizzandoli dalla indifferenza,dalla noncuranza e dal disinteresse verso il destino degli altri-da-sè. Ma …..” Quando il dolore grida in silenzio dentro di noi -scrive Eugenio Borgna- dentro di noi siamo indotti a lacerare le nostre abituali relazioni interpersonali, e sociali, e a rinchiuderci nei confini di una solitudine , che è più faclemente quella dolorosa, quella negativa , che non quella interiore, quella creatrice, così fragile e così vulnerabile: così frantumabile e così scomponibile nei suoi elementi” Quella che io ho vissuto a Cairano e che vorrei non andasse perduta come un amore qualunque……relegato nei tacquini privati dei ricordi  oggi lo sento scricchiolare ,franare con crepe .In altre occasioni avevo scritto che io sono uno che ama esporsi e combattere  ma oggi penso che anche un pò di riserbo …di silenzio…… non guasta quando  non tutto viene percepito come congeniale alle propie aspettative,passioni,sentimenti, sogno e ….idee nella condivisione.. Anche i sogni sono meravigliosi se vissuti non solo nel sonno…..forse un pò di silenzio mi aiutera a capire la solitudine bella  che sentivo frusciarmi tra i capelli disordinati  come la mia anima nel fruscio del vento della rocca di Cairano …… per non farla diventare  isolamento e incompresione e anche  con un pò meno  dolore………chiudo con una poesia di …speranza:
E’ la “speranza” una creatura alata,
che s’annida nell’anima-
e canta melodie senza parole-
senza smettere mai_

E la senti dolcissima nel vento-
e ben asra dev’essere la tempesta
che valga a spaventare il tenue uccello
che tanti riscaldò-

Nella landa più gelida l’ho udita-
sui più emoti mari-
ma nemmeno all’estremo del bisogno
ha voluto una briciola- da me”
Emily Dickinson

Un amore perduto  nelle parole e musica di De Andrè e nella voce di  Battiato

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Written by Mercuzio

22 febbraio 2011 a 8:47 am

Pubblicato su Mauro Orlando

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