COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

il disfacimento

ieri ero in un paese molto prossimo ad avellino.  alle undici del mattino ho visto molte persone ubriache. il paese aveva una strada dritta e compatta, per il resto era un museo dell’incuria.

nei miei giri per l’irpinia si fa sempre più netta la sensazione di incontrare un’umanità avariata. non riesco quasi più a parlare, guardo, accendo la video camera, mi trascino col mio ginocchio leso, vado avanti a cercare qualche spicchio di bellezza residua.

stamattina è uscita una mia intervista sulla sanità. il succo è questo: dobbiamo combattere per il futuro, non per il passato. i sindaci annunciano azioni ma poi sono bloccati dalla paura. i cittadini aspettano non si sa cosa.

questo blog è nato per dare e per darci un futuro comunitario, oltre i campanili e il loro disfacimento.

bisogna inventare nuovo fabbriche, partendo dalla fabbrica dell’immaginazione.

bisogna dimettersi dalla fabbrica dell’accidia.

ci sono piccoli gesti, ma da fare subito, passare di qui, lasciare un saluto, a volte basta anche questo….

armin

 

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Written by Arminio

23 febbraio 2011 a 10:05 am

Pubblicato su AUTORI

34 Risposte

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  1. Il post di Franco è interessante, dice … salviamo la comunità! Mi sembra però che siamo ripetitivi. da quanto tempo viene detto questo? …campa cavallo che l’erba cresce!!! Ricordi Franco?, io vi conobbi circa 4 anni fa su invito di Angelo, al Goleto -ricordi?- e già allora feci presente che il nome “provvisorio” non indicava nulla. Molti con me d’accordo. Ma tu dicesti che andava bene così. In seguito vidi che la CP si soffermava su argomentazioni spesso banali, anche se voleva apparire colta, con scritti nel blog che favecano paura, con reciproche accuse su tutto e tutti, improperi, pettegolezzi, cattive parole addirittura a bassissimo livello. Mi lamentai di questo con Angeko e chiusi. Adesso ci siamo rivisti a Nusco, a Conza ecc. e mi sono detto che, poco o nulla è cambiato da allora. A Grottaminarda abbiamo continuato a parlare delle stesse cose… “essere o non essere, proporre e esseri visibili oppure contnuare a essere invisibil e… provvisori!!!” Molti, da quello che ho capito, vorrebbero essere più visibili. Passare cioè ai fatti, essere propositivi, non essere più…provvisori!!! Ho la sensazione, invece, che si dice in un modo ma che in fondo, il giorno dopo, si faccia esattamente l’opposto. Io non voglio intervenire sempre in antitesi a tutto, abituato a essere pratico, in quanto sono nuovo, o di rientro, spesso lontano da tanti pensieri comunitari, come quello politico (io non sono comunista ma cattolico centrista e il mio punto di riferimento è sempre stato Gerardo Bianco), dove tanti dovrebbero andare a rivedersi un po’ di storia e sapere che il comunismo non esiste più e il muro di Berlino è caduto da tempo. Vedo spesso,invece, che il nobile Rocco posta sempre i suoli scritti da “attentato” che per leggerli occorre tanta ma tanta buona volontà. Alla fine, se ci riesci, ricordi le ultime righe ma non le prime. Una tale arringa confonderebbe certamente anche il migliore Tribunale. Allora???!!! Che facciamo, ci vogliamo confondere tra di noi? Certamente no! Allora… praticità, essenzialità. Niente più post.. labirinto!!! Mi chiedo, quindi: ma si vuole essere davvero propositivi, oppure si vuole mandare il “can per l’aia?” Cioè fare fumo e basta? Uniamoci, abbiamo sempre detto, ognuno nel proprio lavoro o attività o ricerca, ma tutti uniti alla fine per portare avanti un progetto unitario, proprio come fecero i Normanni a loro tempo. Ognuno amministrava in maniera indipedente il proprio territorio, ma in caso di necessità tutti si univano per la loro sopravivenza. La CP vuol essere davvero propositiva? essere il nuovo che indichi una strada nuova in un momento di estremo decadimento di valori umani, sociali e politici? Se la risposta è sì, deve darsi delle direttive, altrimenti vuol dire che ci stiamo prendendo in giro a vicenda. Io sono pronto a dare il mio modesto contributo per quello che mi riguarda. Altri in altro. A voi/noi la scelta di capire chi siamo e dove vogliamo andare. La mia famiglia era di origine normanna, del Galles per essere esatti, così mi diceva mio nonno, sono abituato a combattere. Normanno-hirpino, direbbe l’amico Angelo. Voi tutti dell’Ofanto e della Baronia, il centro della nobiltà sannitia. Chi si avvicna troppo… si scotta. saluti a tutti.

    domenico cambria

    23 febbraio 2011 at 10:22 am

  2. c’hanno imposti e soggiogati
    senza alcuna sosta di riflessione
    a un andamento impossibile e patinato
    sempre ai nostri occhi e separato dalla vita
    e ci siamo ridotti a essere
    solo miseria con un po’ di sangue,
    la resurrezione alla bellezza passa
    per un dolore che spezze le vene
    con rabbia e a capo chino.

    sergio pag

    23 febbraio 2011 at 12:21 pm

  3. Caro Franco,la desolazione che vedi e racconti nelle visite ai tuoi “pazienti” sembrerebbe non lasciare speranze nel futuro.Non tutto e`perduto. La salvezza spesso dipende dalla reazione del paziente alla sua capacita`di voler continuare a vivere e, come dici tu,-“partendo dalla fabbrica dell’immaginazione”.Quando guardo le nostre aree,ma non e`diverso in altri posti,vedo i paesi di montagna abbandonati e con tasso di anzianita`altissimi.Il tutto si capovolge se guardiamo a quelli di pianura. E non che quest’ ultimo sia un aspetto positivo .E´solo l’ estendersi a macchia d’olio della cultura della citta`,del Post-post-industriale,dell’ era mediatica che vince piu`facilmente ed inesorabilmente su quelle aree”deboli” o che sono diventate tali e piu`facilmente attaccabili per la rapida trasformazione antropologica subita: la perdita della cultura della terra nel nostro caso e la falsa industrializzazione forzata del Post-terremoto. Chi sono gli abitanti dei nostri paesi?Ormai solo ceto medio che non ha nessun rapporto “costruttivo” con il territorio inteso come paesaggio.Questa riflessione porta a pensare cheviviamo ,ormai,in una unica Citta`diffusa e pensare a questo per recuperare in termini di pianificazione un processo in atto in questa direzione.Questo,pero`,e`solo un aspetto tecnico.Rimane come dici tu e torno alla tua metafora-“…bisogna dimettersi dalla fabbrica dell’accidia…”perche`il cambiamento deve partire dalla nostra anima e non dal`l’ attesa dei miracoli…

    giovanni luigi panzetta

    23 febbraio 2011 at 12:46 pm

  4. caro giovanni e caro sergio
    interventi come i vostri mi dicono che vale ancora la pena provari a non darla per morta questa nostra bella esperienza

    Arminio

    23 febbraio 2011 at 1:04 pm

  5. Io ci sono e ci sarò sempre, finchè c’è respiro di ribellione allo statu quo… cioè fino a quando avrò respiro.

    Salvatore D'Angelo

    23 febbraio 2011 at 1:51 pm

  6. Caro Franco e cari amici,
    io non sono somparso.Il mio e´stato un momento di riflessione per far decantare le recenti polemiche e presto mandero`dei contributi da pubblicare nello spirito delle note di questo Post.
    Un abbraccio a tutti

    giovanni luigi panzetta

    23 febbraio 2011 at 1:58 pm

  7. …ho scritto un commento…non è apparso…come mai?

    mercuzio

    23 febbraio 2011 at 3:00 pm

  8. faccio immeritatamente riferiemento alle parole di PPP per espriemere il mio disagio a non ascoltare o reprimere le mie percezioni di un mutamento delle esigenze culturali che si esprimono liberamente nel nostro Blog.La parola “disfacimento” mi sembra troppo impegnativa e ingenerosa se solo rivolta agli altri-da-noi.Credo che noi stiamo adeguando o omologando i nostri occhi,cuore e mente ad una azione esitenziale,culturale e politica che in nome del pragmatismo e della concretezza rischia di immobilizzarci in una azione senza spirito e sogno. Sarà che in stato di “cattività” psico-somatica la percezione delle cose e delle azioni e pensieri umani siano dilatate al limite della distorsione. Ma io sono in questo momento quello che percepisco e tutte le mie rispoete emotive e concettuali sono condizionate da questo mio stao d’animo turbato e perplesso.Mi sento molto a disagio in questo spazio in cui si ha nè la voglia nè la curiosità di confrontarsi nel merito delle stesse cos e se si pubblicano per conto terzi o di discutere le proposte o i commenti di chi osa comunque esporsi.Il mio timore personale che alla lunga ci si possa disamorare delle nostra esperienza e ci si immerge nei “pensieri corti” del “politicismo” già consumato nel passato.Sono molto amareggiato dei pochissimi commenti alla prefazione di Cassa al tuo libro….brutto segno o di insensibilità o peggio di consapevole ipocrisia o peggio .Mi fermo perchè capisco che non ho gli strumenti chimici e culturali per sedare il disagio e la rabbia.
    mauro

    mercuzio

    23 febbraio 2011 at 3:21 pm

  9. caro mauro
    io penso che chi non scrive e non commenta, chi non ci manda neppure un saluto
    avrà le sue ragioni
    ma di fatto ci manda un segnale ostilità.

    Arminio

    23 febbraio 2011 at 3:34 pm

  10. Mauro, fa come me, amareggiati non per i commenti che mancano ma per quelli inutili (come il presente…).
    Per il resto, rallegrati che il mondo va abbastanza bene in questi giorni. Stiamo imparando ad esempio che la democrazia la usano meglio quelli che non ce l’hanno – interessante, no? – mentre noi siamo passati da andreotti a frattini via d’alema… la realpolitik alle vongole …

    paolo

    23 febbraio 2011 at 4:11 pm

  11. OGGI E’ MORTO LUIGI DI RUSCIO. AVEVA 81 ANNI. UN GRANDE POETA . SEMPLICE (ANCHE SGRAMMATICATO) MA EFFICACE EPIGRAMMATICO. BISOGNA RICORDARLO CON UN POST. CI AVEVA SCRITTO DI RECENTE, TRASMETTENDOCI LA SUA COMMOZIONE PER LA LETTURA INTENSA CHE FACEVAMO DELLE SUE POESIE. CI AVEVA CHIESTO DI SCRIVERGLI PERCHE’ SI SENTIVA SOLO. PURTROPPO NON POSSIAMO PIU’ FARLO. CHE PECCATO. A VOLTE PENSO CHE ANDREA DI CONSOLI ABBIA RAGIONE QUANDO IMPRECA ALLA MORTE DICENDO “CHE SPRECO!”

    Salvatore D'Angelo

    23 febbraio 2011 at 6:26 pm

  12. Amici, sono con voi, presente a me stesso e a voi nonostante tanta tristezza che mi scoppia nel cuore.
    La sentite la mia voce? il mio abbraccio affettuoso?
    Io non ho l’ambizione di postare ma state certi che leggo e che ho letto anche quando non sono apparso ben voluto.- capitano anche errori di valutazione dell’indole delle persone! ma w la rima baciata, alè!
    Io appartengo alla scrittura estemporanea, alla scrittura di sintesi e talvolta alla scrittura dell’oralità. Mi piace vivere nel sorriso per custodire emozioni.
    Per inciso posso dirvi che non sempre, però, siamo disposti a donare il nostro cuore intelligente – quello che non ha mai bisogno di essere persuaso – non perchè qualcuno è distratto ma perchè fa casino e disturba altri cuori attenti e grandi!
    Perciò, amici, batterò sempre un colpo ad ogni vostro richiamo, vi abbraccio, Gaetano.
    == @ Saldan = MI DISPIACE PER LA SCOMPARSA DI LUIGI DI RUSCIO, LO CONOSCEVO PER AVERLO LETTO QUI E ALTROVE PERIMA E CONCORDO CON SALVATORE: SONO RAMMARICATO MOLTO =

    Gaetano Calabrese

    23 febbraio 2011 at 7:35 pm

  13. Siamo sempre gli stessi, purtroppo noto che alla vivacità delle visite al blog non corrispondono interventi. Non capisco se si ha paura di esprimersi o se invece … Sapete che mi piace essere franco e provocatorio, secondo me stiamo in una fase di buriana, non vedo vento che possa gonfiare le vele. Spero che presto arrivi una tempesta, che ci porti via, che ci faccia inginocchiare, che ci impedisca di respirare. Non mi piace questo andazzo, non mi piace questa diserzione generale, siamo un esercito in rotta, stanco, sazio del solo scrivere. Franco è un condottiero ma di fatto fa il combattente e gli altri, i soldati invece siedono comodamente nelle furerie degli imboscati. Il mondo è in rivolta e noi continuaiamo a cercare quello che abbiamo sotto gli occhi, siamo come un allodola sullo specchietto, come un cane con la museruola, come un’ ape senza pungiglione.

    giovanni ventre

    23 febbraio 2011 at 8:15 pm

  14. E’ possibile fare i nomi e cognomi degli “altri” ? Chi manca all’appello ? Così poi si fa la domanda diretta !!!

    luca b

    23 febbraio 2011 at 8:24 pm

  15. cari amici
    facciamo una cosa
    prendiamo questo post come luogo di raccolta.
    voglio dire
    chiediamo a tutti gli amici di intervenire, anche solo per dire “ciao”

    sento che ci vuole questa raccolta, che ci vuole adesso.
    poi ognuno può apparire coi tempi e coi modi che vuole
    ma adesso almeno un’adunata virtuale bisogna farla.

    insomma facciamo l’appello
    ognuno scriva o telefoni a qualcuno

    non può essere che teniamo questo spazio aperto
    solo per le fluviali esternazioni di rocco.
    e non può essere nemmeno che rocco sia un motivo per disertare questa scena

    possiamo anche convenire che un certo modello di comunità è finito
    ma allora va bene anche un saluto di congedo

    Arminio

    23 febbraio 2011 at 9:55 pm

  16. se in questi giorni non ci raccogliamo
    potremmo valutare, noi che siamo ancora qui…
    l’idea di chiudere per un paio di mesi
    e poi ripartire
    questo non può essere un luogo per radunare stanchezze ma entusiasmi…..

    arminio

    23 febbraio 2011 at 11:08 pm

  17. Ragazzi, non spegnete la giostra che noi “lettori poco commentatori” siamo sempre qui, muti nell’ombra ma molto ricettivi (o almeno ci si prova).
    Questo blog è già una fabbrica antiaccidia che sventaglia idee e immagini inaspettate (come quella del meteorite, che altrimenti non avrei conosciuto).

    cacioman - Claudio Gatti

    23 febbraio 2011 at 11:52 pm

  18. Ho confidato,
    i miei segreti al vento,
    e non mi sono rammaricato,
    se gli alberi sono andati,
    ad ascoltarli.

    Nanos

    Omaggio al MUSEO dell’ARIA di Cairano (AV)
    http://www.girodivite.it/Museo-dell-Aria-a-Cairano-AV.html

    nanosecondo

    24 febbraio 2011 at 12:01 am

  19. AHO CI VEDIAMO A CAIRANO, SE NON PRIMA……

    nanosecondo

    24 febbraio 2011 at 12:04 am

  20. il commento delle ore 9.55 pm del 23 febbraio 2011 potrebbe essere interpretato, da qualcuno, non certo dal sottoscritto come manifestamente subdolamente inconsapevolmente “offensivo alias ingiurioso alias diffamatorio” verso qualcuno, non certo dal sottoscritto che conosce in senso umano amicale ed anche “clinico” l’Autore di qual commento alias Postatore alias animatore alias inventore di Cp e del Blog con il braccio pragmatico operativo di altri buoni amici”operai della vigna della rivoluzione mancata”…
    Franco carissim Ti perdono anche stavolta… “perdona Lor che non sanno quel che fanno”
    Io ,invece, mi sforzo di sapere sempre perlopiù quallo che faccio, non solo di fare quello che so’!!!
    Absit Absit Absit
    Absit Absit Absit
    Absit Absit Absit

    Iniuria Inuria Iniuria
    Iniuria Iniuria Iniuria
    Iniuria Iniuria Iniuria

    Verbis Verbis Verbis
    Verbis Verbis Verbis
    Verbis Verbis Verbis

    Qui Quo Quà ,con l’accento sulla “a”,
    non siamo alla scola elementare!!!!
    si misurino le “parole”, non sempre al Poet Paesologo profeta ,con la “p ” piccola, potrebbe essere “concesso” tutto quel che gli pare!!!
    Rocco non è una “fluviale” e neppure un “motivo”.
    E’ una Persona Umana, un Uomo, un Medico…Grazie!!!
    Con affettuosa benevolenza.
    Senza Rancore Senza Accidia Con molto Coraggio nella Lealtà.
    RQ

    rocco quagliariello

    24 febbraio 2011 at 5:06 am

  21. Un sincero ammiccante e persuasivo complimento del cuore a Luca B per il suo commento ironico di raffinata elegenza e sottile acume.
    Rocco

    rocco quagliariello

    24 febbraio 2011 at 5:09 am

  22. ciao amici carissimi
    a presto

    Adelelmo Ruggieri

    24 febbraio 2011 at 7:36 am

  23. Questa mattina ho messo la faccia nel vento. Un vento balcanico che ha portato una neve asciutta e leggera come certi pensieri.Si sentiva il respiro di quella “coppia di Sarajevo”…..

    fabnig

    24 febbraio 2011 at 10:16 am

  24. Quando leggo la leggerezza e l’intensità delle parole di Fabio Nigro allora mi dico che la Comunità Provvisoria ha un senso ed è grande.

    Salvatore D'Angelo

    24 febbraio 2011 at 10:35 am

  25. ho passato tutta la notta senza dormire, verso l’alba ho avuto anche uno scambio di mail con rocco
    che mi ha mandato un racconto molto intenso. confermo qui, all’aperto che ha usato male il blog e spero che trovi un’altra postura.
    spero che la trovino anche gli altri.
    confermo quel che ho detto ieri.
    fra poco ci immergeremo nell’organizzazione di cairano 7x
    viviamo in un luogo e in un’epoca che non consente manfrine da mezzi addormentati

    arminio

    24 febbraio 2011 at 10:56 am

  26. un caro saluto a tutti…leggetevi l’intervista a gheddafi della fallaci sul corriere della sera di ieri, la trovate nell’archivio del quotidiano su http://www.corriere.it

    sergio gioia

    24 febbraio 2011 at 10:59 am

  27. Gli entusiasmi son sopiti, speriamo in un vento nuovo di persone e di anime.

    luca b

    24 febbraio 2011 at 11:39 am

  28. ” … il sottoscritto è fortunato / il passaggio tra la coscienza e il niente sarà brevissimo / non è destinata a noi una lunga e spettacolare agonia / non sarà per noi l’insulto di essere a lungo vivi senza coscienza / i clinici più rinomati non appresteranno a noi lunghe strazianti agonie / la… nostra miseria ci salva dall’insulto di essere vivi senza più lo spirito nostro / ritorneremo tranquillamente nel niente da dove siamo venuti / è già tanto che il miracolo della mia esistenza ci sia stato / riuscendo perfino a testimoniarvi tutti… ” (Luigi Di Ruscio)

    sono versi di un caro amico del nostro amico adelelmo, un grande poeta marchigiano morto ieri a oslo

    Arminio

    24 febbraio 2011 at 11:52 am

  29. caro luca
    ma bisogna fare un ultimo tentativo. poco fa ho chiamato un paio di amici. non è che aspettiamo e constatiamo
    la comunità è quello che facciamo
    e la rassegnazione è più che mai fuori luogo.
    dai, datti da fare…..

    Arminio

    24 febbraio 2011 at 12:00 pm

  30. .

    luciano

    24 febbraio 2011 at 12:18 pm

  31. dovremmo fare un’appello a tutti gli alberi dell’irpinia sono gli unici che oggi possono conoscere l’arte e la magia del risveglio perchè sono gli unici che intingono la penna nei nostri cuori. e poi dovessi scrivere sceglierei l’estasi del silenzio alle barbarie del rancore e del risentimento. Che la primavera ti circondi Nanos

    nanosecondo54@alice.it

    24 febbraio 2011 at 2:59 pm

  32. Omaggio a Franco Arminio,mio fraterno amico

    di Rocco Quagliariello

    Ogni tanto sedeva sulla panchina stanco con un libro uno zainetto un panino un sorso d’acqua…

    quel che accadeva nel mondo osservato lo interessava pure quando stava seduto sulla panchina preferita
    che era appunto il “suo mondo”, il mondo dal quale proveniva la sua genìa…

    se ne stava semplicemente seduto li’ ad osservare con lo sguardo osservazionale paesologico, come gli aveva suggerito mia figlia la professoressa Chiara che Egli aveva epitetato con grande gesto nobile ed amicale come “irpina d’oriente”, sul Formicoso…

    coniugare lo sguardo osservazionale antropologico sistematico, materiali e metodi universitari, migliaia di Libri di Antropologia Culturale e di Etnologia non semplicemente etnografica ma descrttiva documentaristica, con lo sguardo osservazionale paesologico, etnograficamente soggettivo.

    Brava Chiara bellappapà che te ne stai e resti in Senegal mentre la Libia brucia, il mare piange, le spiagge diventano fosse comuni, Grazie Chiara di avermi accompagnato quel giorno al Formicoso per stringere la mano al Poeta al Paesologo, incontro confronto di altissimo spessore culturale emotivo papà tuo emozionato come un bambino assistere all’abbraccio con Franco ed alla dedica autografata di Vento Forte tra Lacedonia e Candela.

    Resta in Senegal bellappapà fino a rischiare di morire ma porta a Siena il meglio dell’etnologia e della antropologia culturale possibile, documenta, intervista filma registra ascolta scrivi, impagina pubblica, poi una copia del Tuo libro monumentale bellappapà donala a Fanco, non solo a mammatua a Francesco ed al tuo papà che piange e che non ce la fa a guardarti su Skipe mentre piangi ridi sorridi e fai sorridere la tua mamma che non parla ma sorride sulla carrozzina co suo pannolone asciutto ed il cuore spezzato dalla lontananza vicinanza.

    Non dimenticare bellappapà quando siamo andati insieme al Goleto e poi nella piazza de Convento di Bisaccia a prendere l’aria guardare l’infinito ed attendere che “l’aura” giungesse, per acchiapparla…

    Se dovessi “morire” prima di aver pubblicato tutto, fai in maniera che il materiale sia protetto custodito e che pervenga alla nostra ambasciata per portarlo non soltanto alla tua mamma, a Siena città gentile d’arte e di cultura, ma anche sul Formicoso…

    Franco, bellappapà, saprebbe cosa farne come utilizzare al meglio, anche senza di Te, quel materiale prezioso.

    lacrime lacrime lacrime sorriso sorriso sorriso
    vita vita vita morte morte morte rivoluzione…

    Rocco.

    rocco quagliariello

    25 febbraio 2011 at 4:30 am

  33. carissimo Franco,

    un’intera giornata è trascorsa dalla impagiazione di questo commento nel Post “il disfacimento”

    hai ricevuto pure una mail ieri all’alba privata

    ad entrambi, commento sul Blog, mail privata, nessuna risposta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Sto già talmente male io, incatenato e senza speranza,
    non è il caso che aggiunga ulteriore pre occupazione per le sorti Tue, carissimo amico, , se fosse il ginocchio leso dolente per il quale l’intesa Paesologia e CP “zoppica” sarebbe rimediabile…

    Ma se fosse “altro” il discorso si fa serio grave critico iperprioritario, scatterebbe un ‘emergenza umanitaria non solo l’accoglienza per i profuhi del nord africa.
    Grazie un caro saluto.
    Rocco

    rocco quagliariello

    26 febbraio 2011 at 6:07 am


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