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LUIGI DI RUSCIO 27.1.1930 – 23.2.2011

LUIGI DI RUSCIO. UN GRANDE POETA . SEMPLICE (ANCHE SGRAMMATICATO) MA EFFICACE EPIGRAMMATICO. VOGLIO  RICORDARLO  CON QUESTO POST. MI AVEVA SCRITTO DI RECENTE, TRASMETTENDOMI LA SUA COMMOZIONE PER LA LETTURA INTENSA DELLE SUE POESIE. IN SEGUITO AVEVA CHIESTO DI SCRIVERGLI PERCHE’ SI SENTIVA SOLO. PURTROPPO NON POSSIAMO PIU’ FARLO. CHE PECCATO. A VOLTE PENSO CHE IL NOSTRO  AMICO ANDREA DI CONSOLI  ABBIA RAGIONE QUANDO IMPRECA ALLA MORTE DICENDO “CHE SPRECO!”

 

 

 

 

 

 

 

 

( foto  da NAZIONE INDIANA)

UNA POESIA INEDITA
di Luigi Di Ruscio


l’ultima poesia iscritta tanto faticosamente
riprendere fiato ad ogni parola
squadrare sul vocabolario quella parola introvabile
il tutto era così luminoso intatto e mi sentivo sporco contaminato
non facevo che immergermi nella vasca
tutta quella neve esposta ad un sole precoce
tutta questa gente esposta alla morte
vivrai una vita immortale solo
se vivi continuamente nel consueto nell’ovvio
muore chi è veramente vivo ed è continuamente nell’irripetibile
le ripetizioni l’ovvio il consueto sono cose senza tempo eterne
chi vive veramente è in una estrema fragilità
il miracolo è avvenuto la cosa non sarà più ripetuta
appena si è mostrata è finita per sempre

(Da http://www.rivistasinestesie.it/scritti_poesia/diruscio_inedito.php Dicembre 2010)

 

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Written by soter54

24 febbraio 2011 a 3:41 pm

Pubblicato su AUTORI

4 Risposte

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  1. la speranza andava mostrata subito
    inutile tenerla nascosta
    per paura che venisse derubata
    sostenerla con versi blasfemi o sferici
    e alla fine delle composizioni
    come sbattendo il coperchio
    di una cassa da morto
    per chiudere tutto

    (Luigi Di Ruscio)

    Adelelmo Ruggieri

    25 febbraio 2011 at 1:29 pm

  2. Oslo, 4 dicembre 1979

    Caro Giorgio,
    oggi ho ricevuto la tua lettera, mi mette in imbarazzo certo, sono di una generazione di puritani, il nostro massimo era ed è andare a puttane. Cioé il nostro massimo bene direi. […] Figurati che io per scrivere le poesie devo stare a digiuno, di primo mattino, insomma nei momenti di maggiore lucidità, poi alla sera sono sempre annebbiato e scrivo le lettere o le cose meno importanti. Sono convinto che senza una certa purezza, quasi mistica non si scrive le poesie, niente alcoolici, diete vegetariane e la castità. Insomma sono di una generazione tutta sballata e santa o totalmente marcia, esagerata nelle cosidette virtù. Hai visto la foto? L’ho fatta in maniera di essere il massimo di sorridente, tu lo sai come si fanno fotografare per solito i poeti: in posa eroica, imbronciata o terribilmente seria e con alle spalle la biblioteca di libri rilegati in maniera magnifica. Sono felice che le mie poesie ti piacciano, per solito ai compagni le mie poesia fa venire coraggio, agli stronzi gli fa venire le crisi e l’angoscie, credimi sono soddisfatto di questi effetti. Io credo che le mie poesie possiamo adoperarle in questa maniera: se ad uno le mie poesie gli fa crescere la gioia e l’entusiasmo è un compagno, se lo mette in crisi è una rogna. Vorrei scriverti molto di più […] É possibile che uno deve sentirsi oppresso anche perché meridionale? Sarai meridionali, ma abiti in uno dei posti più belli della terra credo, mai stato dalle tue parti, ci è stato un mio fratello e mi disse che rimase totalmente esantato da tanta bellezza, piuttosto quando io mi sento particolarmente depresso mangio miele, la cosa è banale lo riconosco, poi magari col miele la depressione non ti passa e ti viene anche il male di denti. Scherzo. Faccio del tutto per tenere su questa lettera, è meglio che chiudo. Forza che tutto andrà bene, almeno lo spero, io sono affascinato dalla rivoluzione mussulmana. Ricordo continuamente Rimbaud che mentre era moribondo e si avvicinò il prete con l’estrema unzione si mise ad implorare Allah.
    Una forte stretta di mano.
    Ciao.
    Luigi Di Ruscio

    Oslo, 18 aprile 1980

    Caro Giorgio,
    se vogliamo essere amici devi rispettare una sola regola, devi scrivermi la VERITA’, non raccontarmi balle, per esempio non è vero affatto che ai tuoi amici romani lodano e apprezzano il mio bel verso, i tipetti romani se potessero mi sbranerebbero, questa è la mia impressione e non credo di sbagliarmi. Tu devi scrivermi solo la verità, qualsiasi essa sia. Certo mi irritò il modo tuo di strapazzarmi Voller, ma la cosa non è grave, però rimasi irritato molto non per il fatto che non ti piaccia la poesia di Voller, ma per il tono tuo padreternale, la cosa però è dimenticata. Tra poco nella collana di poesia di Savelli esce una mia raccolta di poesia “istruzioni per l’uso della repressione” sono certo che ti piacerà. Possiamo essere amici? Credo di sì, basta che non mi racconti balle. Io e te siamo alla pari, non è necessario che pompi niente, va tutto bene così come sono le cose, non accorre niente altro.
    Non dare troppo importanza al problema della DIVERSITA’ i diversi sono solo gli oppressi e gli sfruttati, il letterato quando è pederasta non è più un diverso, i letterati il problema della diversità lo hanno risolto e bene in tutti i sensi. Basta pensare il […], è diverso, ma ha potere culturale “tuttolibri”, espresso, Rai e trova da pubblicare, essere letterato e diverso è andata sempre bene anche durante il fascismo e non dimenticarti che le SA erano comandate dai pederasti. Non basta proprio essere DIVERSO per essere una persona per bene, non fare tanto scemo a proposito. Come ripeto il DIVERSO è solo l’oppresso e lo sfruttato. Certo un diverso a volte è maggiormente fruttato e oppresso, ma a volte è anche uno sfruttatore e un oppressore. Dì a Dacia Maraini che se ci tiene tanto alla liberazione della donna che liberasse anche la domestica o le domestiche che si tiene in casa. Questi luridi borghesi liberano le consorti mettendo la serva, è troppo comodo per la madonna, bisogna liberare le serve, che i borghesi il lurido della loro casa se lo lavino loro. Qui è il problema femminista.
    Un forte abbraccio.
    Luigi Di Ruscio

    Oslo 12 giugno 1980

    Caro Giorgio,
    ho ricevuto la tua lettera, certo è una esagerazione dire che tutti quelli di Roma odiano la mia poesia, magari per gruppo romano intendevo alcuni gruppi. […] è aristocratico? É verissimo la mia raccolta ha per titolo “istruzioni per l’uso della repressione” e non regressione, però Porta scrisse che l’errore era stato corretto nella seconda edizione dell’antologia. Questa raccolta sta per uscire, da Savelli, dovrebbe uscire alla fine di questo mese. Ieri l’ho riletta tutta dopo molti mesi, mi sembra che vada bene, credo che potrà piacerti. […] è stata male, ha avuto una emorargia all’occhio destro, ci scriviamo, strano che non mi abbia scritto che aveva pubblicato […], cioé mi aveva scritto che stava scrivengo qualcosa di […], ma non che aveva pubblicato. Certo è verissimo, con la scusa di combattere il terrorismo danno colpi a tutta la sinistra comunista. Poi dietro a certe sicle di terrorismo di sinistra si nascondono i fascisti, la confusione deve essere enorme. Il fatto è che le associazioni secrete sono state sempre piene di provocatori e spie, si sceglie la clandestinità solo quando ogni lavoro legale è assolutamente impossibile, nelle associazioni segrete le spie e i provocatori hanno sempre pullulato. Le lettere di Pound devo leggerle anche io, Musil l’ho letto molti anni fa in Norvegese, in questo momento mi interessa leggermente meno. Io sarò in Italia per tutto luglio, caso mai vuoi scrivermi adopera questo indirizzo Luigi Di Ruscio/Via Loris Annibandi, 14/63023 FERMO (Ascoli PICENO).
    Hai deciso di […]
    Certo ti considero un amico, io ho 50 anni sono di acquario. Andrà tutto bene.
    Ciao.
    Luigi

    Oslo, 8 ? 1980

    Caro Giorgio,
    oggi ricevuta tua lettera. Per l’incontro dei poeti invita Roberto Voller/ Via R. Giuliani, 91/50141 Firenze. É molto bravo, lui potrebbe leggere le mie poesie, dovete leggere quelle che ha pubblicato Porta nell’antologia “poesia degli anni ’70” pubblicata da poche settimane dalla Feltrinelli. Scusami questa cartolina, ricevo troppe lettere, rischio di non poter scrivere altro che le lettere. Se volete leggere le mie poesie non le leggete insieme a quelle di Zanzotto e Buttitta, poeti che poi neppure conosco bene, ma vicino e insieme alle poesie che leggerà Voller. Fammi il piacere scrivi subito a Voller. Non sono sospettoso versi gli spinelli, è che mi occorrerebbe lo spinello opposto, che mi facesse il meno eccitato possibile, e che mi procurasse la tranquillità. Per purezza
    Luigi Di Ruscio

    […] Certo la mia poesia non può piacere tutta e neppure a tutti, non è affatto ecumenica. Certo è che da questo novello stilnuovo con l’uomo angelico è cosa graziosa. Pero credo che solo questi amori siano quelli ancora perigliosi [11 righe cancellate da Luigi stesso, naturalmente!]

    Giorgio Di Costanzo

    25 febbraio 2011 at 2:10 pm

  3. Caro Giorgio, grazie per queste lettere-testimonianza. Sono un documento prezioso, molto interessante per illuminare la personalità di Luigi Di Ruscio. So che era in contatto con molte persone di diverse generazioni, anche giovanissimi, e che scriveva via posta elettronica a molti. Sarebbe bello che quelli che posssono pubblicassero in rete lettere di Luigi Di Ruscio di interesse letterario. Vi sono molti blog che lo stanno ricordando, come merita e come gli è dovuto; alcuni: Nazione Indiana, La Dimora del Tempo Sospeso, la Poesia e lo Spirito, Via delle Belle Donne, e tanti altri, di cui ora non ricordo il nome.
    Stasera abbiamo presentato Renzo Paris alla case delle Arti con Gino Scartaghiande. E’ stata una serata magica, bellissima. Proseguita poi in pizzeria , alla bella vecchia maniera anni settanta. Gino ti saluta con affetto. E lo faccio anch’io.Ringrazio te e Adelelmo Ruggeri per la sua testimonianza.

    Salvatore D'Angelo

    26 febbraio 2011 at 12:53 am

  4. la letteratura epistolare, in prosa o in poetica prosaica, che abbiamo imparato ad amare si esalta attraverso i commenti impagninati dal carissimo Saldan
    SAL Soter 54 Salvatore D’Angelo, nostro amico e motore instancabile del Blog CP e delle iniziative della CP.
    Grazie Salvatore dal profondo del mio cuore che Tu sai essere vivo vitale grande generoso, appena appena devastato malandato ferito dalle vicende umane che definiamo vissuti sentimentali passionali, nei quali mettiamo in gioco prevalentemente il cuore
    Buonissima Giornata . Qui Nevica e ci sono le prove!
    Rocco

    rocco quagliariello

    26 febbraio 2011 at 7:45 am


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