COMUNITA' PROVVISORIA

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Realtà ed amore , provocazione e coraggio.

Il 15 luglio 2010 è stata approvata in Argentina una legge che non solo legalizza il matrimonio tra persone dello stesso sesso, ma consente altresì alle coppie omosessuali sposate di presentare domanda di adozione e (limitatamente alle coppie lesbiche) di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita. Col nuovo diritto di famiglia l’Argentina si adegua – primo Paese sudamericano – alla soluzione già seguita da altre Nazioni americane (in cinque Stati U.S.A. e in alcune regioni del Canada è del pari consentito alle coppie omosessuali di contrarre matrimonio e di adottare bimbi) ed europee (Spagna, Belgio, Olanda, Svezia, Islanda, Regno Unito).

Proprio in Inghilterra a Febbraio del 2011, si accende  di nuovo la polemica tra le varie confessioni religiose dopo che la chiesa anglicana accetta la possibilità di celebrare il rito religioso anche tra gay. E così il ministro liberaledemocratico Lynne Featherstone è pronta a rivedere la legge sulle unioni civili, il Civil Partnership Act del 2004, cancellandone l’unica parte che sancisce ufficialmente una diversità, impedendo alle coppie dello stesso sesso di giurarsi amore eterno in un luogo di culto. «Non è una questione di diritti dei gay. È un fatto di libertà religiosa», ha spiegato un portavoce del governo. Nessuna chiesa sarà obbligata a benedire le coppie gay davanti all’altare, ma a nessuna sarà impedito di farlo. Alcune confessioni protestanti come i Quaccheri, gli Unitari e i rami più progressisti dell’ebraismo hanno comunicato la propria adesione alla riforma. Netto e infastidito il no della Chiesa cattolica. Papa Benedetto XVI ha condannato le relazioni gay e i matrimoni omosessuali definendoli «una distruzione del lavoro di Dio».

L’arcivescovo anglicano , invece (e ci piace molto)  sostiene che la vita dovrebbe essere più lineare e semplice di così e che l’amore, quello universale, sta nel cuore di tutti. «Le coppie eterosessuali hanno il diritto di scegliere tra un matrimonio civile e uno religioso. Le coppie gay no. Se i grandi maestri e gli illuminati della storia non sono riusciti a trovare una conclusione, come possiamo trovarla noi?». Libertà. Non chiede niente più di questo.

Avellino, la piccola città di provincia, con poche migliaia di abitanti, entra o potrebbe entrare prepotentemente nella ribalta del dibattito generale, grazie al coraggio di una imprenditrice irpina, titolare del negozio “Vivere” ad Avellino a Via Brigante. La coraggiosa donna  ha tappezzato la città e la provincia di manifesti con due uomini e un bouquet per promuovere le sue liste di nozze. Nei tempi delle  “folli esternazioni berlusconiane” sulla sacralità della famiglia e sulla condanna delle unioni omosessuali fatte pubblicamente in un congresso dei Cristiano Sociali (!?) , per poi invitarli tutti al Bunga Bunga , ricevendo da questi non pernacchi ma grida di giubilo e gioia, la nostra imprenditrice è un bel riferimento di coraggio e di dignità e di difesa concreta dei diritti civili.

Posto, di seguito il bel reportage di Maria Tolmina Ciriello, che ha scovato la notizia, pubblicato sul quotidiano Corriere dell’Irpinia.

(Luca Battista)

Manifesto  pubblicitario con una coppia di sposi gay.

di Maria Tolmina Ciriello (Corriere dell’Irpinia 27 febbraio 2011)

«Non ci saranno mai equiparazioni tra le coppie gay e la famiglia tradizionale, cosi come non saranno mai possibili le adozioni di bambini per le coppie omosessuali». Questo lo ha affermato Il premier Silvio Berlusconi al congresso dei repubblicani due giorni fa. E mentre il nostro premier ribadiva l’intolleranza di questo governo verso le famiglie omosessuali, in una provincia del sud, in una zona interna della Campania apparivano dei manifesti con una coppia di sposi: lo sposo che tiene in braccio lo sposo. Esatto, proprio due uomini.

Un primato ad Avellino- Un negozio che vende oggettistica ed arredo per la casa con un core business importante dedicato soprattutto alle liste nozze, ha deciso di pubblicizzare la propria attività scegliendo come immagine quella di una felice coppia omosessuale che è appena convolata a nozze. Sarebbe la prima campagna di questo genere in Italia. Una scelta coraggiosa, considerato il fatto che parliamo di una città di provincia di 60mila abitanti. Quindi un manifesto di questo genere può risultare un’arma a doppio taglio, conquistando un mercato di omosessuali, che certo non possono sposarsi in Italia, ma possono comprare regali ed arredare casa. Ma a questa conquista potrebbe corrispondere la perdita di uno stuolo di perbenisti che sulla scia berlusconiana troveranno fuori luogo la provocazione.

Nella scia della Candelora- Non è da trascurare poi il momento in cui arriva questa campagna pubblicitaria. Siamo all’indomani della Candelora che ha portato in città un ciclone di conquiste di diritti civili per le persone lgbt con l’apertura dello sportello di Iken nella Camera del Lavoro di Avellino, ma anche spettacoli, clamore mediatico per le immancabili polemiche, e il turbinio dovuto alla presenza di una personaggio come Vladimir Luxuria che da sempre è madrina del Candelora Day.

La soddisfazione della Ferrante- «Avellino dimostra ancora una volta una grandissima apertura mentale- dice Donata Ferrante referente avellinese di I-ken e responsabile dello sportello lgbt in Cgil- non importa se questa immagine voglia solo richiamare l’attenzione di consumatori e media. Nei fatti lancia un messaggio di civiltà e noi lo accogliamo con favore. Anzi ci aspettiamo che molti altri colgano la provocazione e sdoganino le coppie omosessuali, togliendo loro di dosso i soliti cliché. Ci aspettiamo presto una campagna con protagonista una famiglia omogenitoriale. Sarebbe bello che Avellino fosse pioniera anche in questo»

Il manifesto- Nulla di più classico nella immagine di due sposi che evidentemente stanno per varcare la porta di casa, visto che lo sposo tiene in braccio lo sposo. Tutti e due in tight ma quello tenuto in braccio ha in mano un canido bouquet da sposa, molto classico. Tutto è molto classico nel manifesto e anche molto essenziale. Il sidegno dei due sposti si staglia su uno sfondo roza che ricorda molto il rosa dei manifesti che poco meno di un mese fa inneggiava al Libero amore in libero stato. Il claim della campagna è “Ognuno ha i suoi gusti”. Un bel messaggio rispetto all’idea che alcune cose sono insindacabili, anche se poi il messaggio viene traslato alla scelta della lista nozze. Resta il fatto che è una pubblicità assolutamente innovativa che non passa inosservata e che non tarderà a raccogliere una gagnolata di pareri. E nella pubblicità come in politica non importa che sia in bene o in male, basta che se ne parli.

i precedenti- Si tratta del primo riferimento esplicito ad una coppia di sposi gay, sì perché fino ad oggi l’omosessualità in pubblicità è sempre relegata al limbo dell’equivoco . Pensiamo all’ultima in ordine di tempo, quella della Twingo Miss Sixty in cui una donna ammicca all’altra, se la porta in camera e quando sembra che stia per accadere qualcosa tra le due, si scopre che la “cacciatrice” voleva solo rubare la maglia dell’altra perché dello stesso colore della sua twingo. Anche Tim e Carpisa hanno utilizzato coppie omosessuali. La ditta di telefonia per promuovere una chat e quella di borse per uno spot fotografico per San Valentino. Peccato che entrambi le ditte abbiano utilizzato le stesse foto. La prova di quanto i book fotografici dei pubblicitari siano sforniti di questo tipo di immagine. C’è poi la più divertente e ironica che sfrutta il coming out di Ricky Martin per la pubblicità di un mascara water proof resistente anche alle lacrime, dedicato a tutte coloro che hanno pianto quando il cantante si è dichiarato gay.

http://www.corriereirpinia.it/default.php?id=4&art_id=4864

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Written by lucabattista

27 febbraio 2011 a 9:08 pm

14 Risposte

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  1. che vordì: mascara water proof, persone lgbt,sportello di Iken nella Camera del Lavoro?
    c’è qualche volontario generoso che mi aiuta? G.C.

    Gaetano Calabrese

    27 febbraio 2011 at 9:47 pm

  2. il mascara è quel cosmetico che usano le donne per rendere le ciglia più nere ed intense, water proof vuol dire che reiste all’acqua e quindi alle lacrime. persone lgbt, vuol dire persone lesbiche, gay, bisex e trans. Lo sportello iken alla Camera del Lavoro è uno sportello di aiuto alla persona (con orientamento legale, morale, psicologico) che funziona all’interno della Cgil di avellino ed gestito dall’associazione lgbt Iken :-)

    tolmina

    27 febbraio 2011 at 10:30 pm

  3. Grazie, Tolmina, sapevo solo di ‘mascara’ in generale, un sorriso:-)) Gaetano.

    Gaetano Calabrese

    28 febbraio 2011 at 12:06 am

  4. noi donne conosciamo infiniti modi per torturarci, anche water proof

    tolmina

    28 febbraio 2011 at 12:22 am

  5. Un caro affettuoso saluto anche a Luca B.

    Gentilissima Sig.ra Maria Tolmina Ciriello Giornalista e Donna di spessore culturale del “Gineceo Irpino”:

    mi scusi, ma non condivido l’enfasi della “notizia” per il suo contenuto e per “come” si è inteso impagi nare il Suo commento sul Blog CP.

    fino a quando gli articoli di un Quotidiano locale irpino, domenicale, si limitano a riportare “Notizie” a commento di Eventi alias Fatti quantunque “imprenditoriali”, va tutto bene…

    Quando,invece, attraverso il copia-incolla la notizia dal Giornale cartaceo che si distribuisce in Edicola passa alla rete per il tramite del Blog Cp, si entra in una dimensione affatto diversa, differente, che assume connotati di “pubblicità occulta” se non proprio di ” tentativo di propaganda anticlericale”.

    Il fatto che Sua Santità il Papa attuale abbia epitetato il Tutto come “tentativo di distruzione dell’Opera di Dio”, la dice lunga e ci ricorda anche uno dei principali motivi per i quali il Governo Prodi per mano dell’Eurodeputato Mastella “cadde” sui temi eticamente sensibili tra cui la legge sulle coppie di fatto(“p a c s”).

    Noi siamo uno Stato Concordatario, l’unico al Mondo, non possiamo seguire gli esempi di Paesi europei, di UK e sud amerikani in questa “crociata amticlericale”

    L’Italia è Avellino, Avellino è nello Stato Italiano.
    Quindi le “emancipazioni a favore di” confliggono in maniera stridente con i veti clericali e vaticanisti “contro qualcosa”

    L’On.le Sig.ra “Luxuria” puo’ essere accolta in tutte le “Candelore” con l gentilezza ed il garbo dovuti al Pellegrinaggio presso ilSantuario di “Mamma Schiavona”
    ma non puo’ ,poi, assistere al tebntativo di organizzazione, inconsapevolmente, di forme di propaganda “politica” ,”camuffate” da iniziative imprenditoriali i cui manifesti, sinceramente, ispirano tenerezza ed anche un pizzico di velata malinconìa.
    Se si è “diversi da Chi” lo si accetta e lo si sancisce in una Legge nello Stato di Diritto, positivista e garantista.

    Altrimenti prevale il criterio della “common law” pur se in un contesto di “civic low” quale quello italiano.

    Grazie , per esigenza di trasparenza e di legittimo dissenso rispetto ad un Post il cui contenuto e forma non si condivide, esercitando diritto di critica costruttiva e di dissenso democratico.

    Dott Rocco Quagliariello, medico legale,
    Direttore Struttura Complessa Diartimentale di Medicina Legale Pubblica e della Sicurezza Sociale della ASL Provinciale di Avellino.
    Cultore di Discipline Bioetiche sui temi eticamente sensibili inerenti diritti e doveri della persona umana.

    rocco quagliariello

    28 febbraio 2011 at 10:05 am

  6. Caro Rocco, non esiste nessun intento occulto. Semplicemente, come spesso si è già fatto in questo blog, ho deciso di dare ulteriore spazio all’articolo di MariaTolmina Ciriello , dilatandolo nella dimensione spazio-temporale del web. Nel merito se una imprenditrice decide attraverso il suo operato, e quindi anche attraverso la pubblicità , di affermare un punto di vista etico e politico, ben venga. In Italia dobbiamo cominciare di nuovo a dire quelle che pensiamo e a FARE ciò che diciamo.

    luca b

    28 febbraio 2011 at 10:23 am

  7. per Luca B

    Luca carissimo
    Condivido perfettamente la linea che stai portando avanti da almeno quattordici mesi, cioè dal Gennaio 2010, Grottaminarda, sia in CP sia sul Blog CP

    Il Tuo commento è convincente persuasivo . Per esso, non soltanto, Ti ringrazio.
    Buonissima Giornata, saluti cari a Te, failiari ed a Lello Spagnuolo.

    Rocco

    rocco quagliariello

    28 febbraio 2011 at 10:30 am

  8. Mi associo alla scelta di Mariatolmina Ciriello e di Luca Battista. Di sicuro l’imprenditrice avellinese va elogiata per co5raggio e limpidezzA. Il che , di questi tempi, non è poco.

    Salvatore D'Angelo

    28 febbraio 2011 at 1:35 pm

  9. L’articolo è stato scritto espressamente per il web, ovvero per il sito del corriere http://www.corriereirpinia.it non è mai comparso sul cartaceo, e sinceramente non comprendo questa questione relativa al “mezzo” posta da Quagliariello. Penso di voglia parlare di contenuti, non di forma. Un manifesto di questo tipo è il primo in Italia (di cui si abbia notizia ad oggi) in cui si usa l’immagine di una coppia di “sposi” gay per pubblicizzare un prodotto. E? un caso eclatante perché non si tratta di una campagna contro l’omofobia, ma di una pubblicità commerciale fatta da un privato impreditore. ritengo denoti una apertura ed un livello di civiltà, sebbene motivati anche dall’interesse commerciale, fuori dal comune.

    tolmina

    28 febbraio 2011 at 1:42 pm

  10. …brava maria ….tu ben sai quanta fatica facciamo noi ‘maschietti…diversamente eteri’ a combattere i nostri ‘demoni interiori’ omofobici…..

    mercuzio

    28 febbraio 2011 at 1:51 pm

  11. “Quando farete dei due uno, e quando farete l’interno come l’esterno e l’esterno come l’interno, e il sopra come il sotto, e quando farete di uomo e donna una cosa sola, così che l’uomo non sia uomo e la donna non sia donna, quando avrete occhi al posto degli occhi, mani al posto delle mani, piedi al posto dei piedi, e figure al posto delle figure allora entrerete nel Regno.” (Vangelo di San Tommaso)

    Nanosecondo

    28 febbraio 2011 at 11:57 pm

  12. ammirevole il coraggio di questi imprenditori irpini per questo bel cartellone pubblicitario che è una bella dimostrazione di tollelranza nella nostra piccola provincia.

    letlie

    5 marzo 2011 at 7:29 pm

  13. Penso che la malinconia sia dare voce a un silenzio, affermare il proprio diritto di essere umano ad essere umani!

    Non un semplice stato dell’essere, ma la sua sostanza, o, quantomeno, la sua materia…

    Domande, domande…!
    :)

    Comunque mi è piaciuto, ti invito a ricambiare la visita sul nostro blog Vongole & Merluzzi :)

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/03/25/malinconia/

    lordbad

    25 marzo 2011 at 6:55 pm


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