COMUNITA' PROVVISORIA

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DALLA FRANA SULLA STATALE NOVANTA

un reportage di sergio gioia, apprendista paesologo

Cari pettegoli del blog, non mi sento legittimato moralmente a rifiutare il gentile invito di franco arminio (bisaccia, via caravaggio, 1), a scrivere qualcosina sulla battaglia odierna mattutina svoltasi tra i picchi dauni, sotto il titolo IV stage paesologico per aspiranti veline umaniste del terzo millennio.

Scriverò di getto e non correggerò, per evitare che venga addirittura peggio.

Partenza alle nove dal casello di vallata, tutti in fila fermi sul ciglio della strada alla mercè del primo tir, impossibilitato a frenare in quel punto. Ma è bello così.

Non mi accorgo che dall’altro lato della carreggiata è assiso, con quattro civilissime frecce lampeggianti, il vero demiurgo della sanità irpina, più irresistibile del miglior gheddafi quando arringa le folle di questi tempi. Non lo nominerò perché si capisce che egli solo potrebbe donare volumi di libri adelphi ad alcuni fortunati tra cui me, egli solo potrebbe lasciare il proscenio dopo averli donati, tornando ad avellino, come un cavaliere del deserto, l’eminenza grigia della c.p. R.Q.

Si parte, in compagnia di fotografi professionali, con il grugno da centravanti di sfondamento da finale di coppa del mondo, accigliati come uno che ha messo tutti i suoi averi su un numero solo della roulette, questo sembravano. Non li nominerò, perché hanno avuto l’omm’e conseguenzialità di restare tutto il giorno, invece io ho abbandonato come un pivello all’una e mezzo del pomeriggio. Io vado con loro, ma dopo sei km mi avvedo di aver lasciato il portafogli nella mia auto. Allora chiedo al conducente irpinico di riaccompagnarmi…non mi trovo senza un po’ di contante appresso quando esco dalla mia porta di casa, perché mi illudo che potrei sempre imbattermi in una disperata casalinga bene disposta a tutto pur di pagarsi una bolletta. Niente, l’amico del conducente mi suggerisce di farmi prestare 50 euro da franco. Ma io non voglio saperne, e giunto a scampitella incappo nell’altro conducente, di santa maria a vico (ce), che quasi si scappella per ringraziarmi dell’opportunità che gli avrei offerto, di darmi quel piccolo passaggio. È tutto felice perché ha una raggiante auto nuova di due giorni, e io esulto con lui per questo nell’intimo, sinceramente.

Seconda tappa, mastralessio: il nostro circuito mentale, un riflesso incondizionato che ci tormenterà fino alla fine, questa frazione di anzano di puglia, dove l’eternità e l’attimo fuggente coincidono come giano bifronte. E, al suo interno, il bar di Michele, la reincarnazione del re del mondo, figura mitologica che franco battiato non ha scalfito nelle sue canzoni. Michele vuole vendere il bar, chi se lo compra diviene il capo della c.p., con arminio che passerebbe, clamorosamente, al secondo posto. Ma siamo nel regno degli allucinogeni, non è una prospettiva praticabile.

I lupi mannari di mefitica memoria e i nove della striscia atellano-costiera, ora, avanzano, inguaiati mentali come non mai, roba che i profughi, che dalla libia stanno passando in tunisia, sembrano in confronto delle schizzinose rampolle di una famiglia di industriali old british.

E arrivano a montaguto, dove, se provi a dire una parola, il suono della sillaba non esce, perché ti resta appiccicata alle labbra, e tu finisci come un homo demens, come è giusto che sia.

In questo estremo lembo di terra sulla benevento-foggia, in mezzo a un fortunale, che, secondo me, a quest’ora dura ancora, e in una nebbia che farebbe sospendere una partita di football, io maturo l’inane gesto…voglio stare solo! Saluto tutti e me ne torno nella fogna d’italia. Il cammino di ritorno? Mi sento semplicemente, in discesa costante in autostrada, come uno striscione appeso su uno di quegli aeroplani che sorvolano spiagge affollate, come una scritta “votate aniello la fratta”

 

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Written by Arminio

7 marzo 2011 a 6:25 pm

Pubblicato su AUTORI

20 Risposte

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  1. nel ringraziarti della tua cortesia, franco, ti chiederei di pubblicare sul blog la recensione di avvenire al tuo libro, ciao

    sergio gioia

    7 marzo 2011 at 7:18 pm

  2. Bel reportaqe diaristico, piacevole a leggersi. Sergio, quando scrive, raramente si rivela banale. Parafrasando Goccini nella chisura di “Il vecchio e il bambino”, dico… “belle, raccontante altre…”

    Salvatore D'Angelo

    7 marzo 2011 at 7:45 pm

  3. …ooops, Guccini, non Goccini!

    Salvatore D'Angelo

    7 marzo 2011 at 7:45 pm

  4. esibizionista come tutti, ma almanco divertente.

    paolo

    8 marzo 2011 at 10:20 am

  5. Confermo che il Post di Sergio è spontaneo, autentico
    nientaffatto mediato,gradevole, leggero.
    In esso scorgo una cifra affettuosa verso la mia persona, per la quale esprimo gratitudine nell’amicizia condivisa in un percorso di consacrazione della paesologia arminiana ancora per poco “in salita” ma “senza curve a gomito”.

    saluti comunitari

    RQ

    rocco quagliariello

    8 marzo 2011 at 11:42 am

  6. carissimi lettori di questo blog, con grande amarezza vorrei ricordarvi che non siete per niente attenti e capaci di apprezzare un giudizio. avevo scritto un mio semplice giudizio, che poi dalla comunita di questo blog e’ stato cancellato, e sapete il perche’ ????perche’ non vi andava in cccccccc……..insomma non siete aperti ai dibattiti e tutti devono essere favorevoli alle vostre opinioni, ma fortunatamente non siamo tutti uguali, e a differenza vostra apprezziamo ed accettiamo il nostro territorio cosi come e’…e a differenza vostra non sputiamo nel piatto in cui mangiamo…siete paesagiologhi, ma qua di paesaggio non ne vedo descritto gran che…il paesaggio…ma voi di dive siete new york????snob del ….saluti ah cancellate anche questo..

    amarezza

    8 marzo 2011 at 12:51 pm

  7. “amarezza amarezza”(?) …

    giovinezza giovinezza…
    tristezza tristezza…
    pochezza pochezza…
    adeguatezza adeguatezza…
    appropriatezza appropiatezza…

    quanta pazienza!!!

    RQ

    rocco quagliariello

    8 marzo 2011 at 7:05 pm

  8. pazienza dici bene…nessuno ha detto che il testo e’ non sia autentico o che…persone come voi dovrebbero valorizzarlo il territorio. e invece che fanno? lo disprezzano, dandogli degli appelativi non degno di lui, il nostro territorio ma anche il vostro.E’ VERGOGNOSO, SI VERGOGNOSO!ma dove siete nati, dove siete cresciuti.nel castello bello?con le vostre parole questo portate ai vostri paesani, amarezza.posso capire che parlate del territorio come le pale eoliche che hanno rovinato e contaminato il territorio. ma e’ ridicolo quando uno ti dice la nebbia che farebbe sospendere una partita di football! fa parte del paesaggio per carita’, ma che c’ entra..ma dove avete vissuto. si gerusalemme liberata ..ma che dio ci liberi dagli sciocchi e che non capiscono certi valori e li hanno dimenticati. per chi scrivete questi blog? per gente comune? filosofi?o per chi non puo’ darvi contro? e’ certo che e’ proprio la popolazione dei paesi che visitate che li leggera’, e secondo voi come dovrebbe sentirsi quando legge certe cose in merito al proprio paese?voi come vi sentireste, se vi toccassero qualcosa al quale tenete tanto e la disprezzassero? lo avete dimostrato togliendo il blog che avevo scritto.questo blog e’ per uno scambio di opinioni, e quindi dovrebbe essere fatto, buono o cattivo. nessuno disprezza quello che fate, anzi e’ bello, ma a volte sbagliato.e’ la gente comune che legge i vostri blog. ma se siete irpini e non sapete come si dice qua ma anche in tutto il resto del mondo? parla come mangi.non vi sto dando contro affatto , ma essendo cittadino del mondo, dobbiamo valorizzare il territorio,far si che la gente che legga certe cose non pensi che l’ irpinia sia un paese dell’ osso, povero disagiato e arretrato, voi questo fate intendere.non voglio offendere o insultare nessuno, ma da cittadino del mondo, come voi, che andate in giro di qua e di la, voglio dire la mia. non tutto a volte e’ come sembra.

    amarezza

    9 marzo 2011 at 12:35 pm

  9. Se non è ka nebbia a far parte del paesaggio, sei tu forse a farne parte o suggetisci tu visa fa parte?
    Riscrivo il tuo limpido pensiero: “ma che dio ci liberi dagli sciocchi e che non capiscono certi valori e li hanno dimenticati. per chi scrivete questi blog? per gente comune? filosofi?o per chi non puo’ darvi contro”.
    Ecco appunto se mon comprendi tu Che li scriviamo per tipi come te, ci dici come dobbiamo fare?
    Io credo Che facciamo un servizio sociale lasciando Che tipi come te possano sparare cazzate a ruota libera sentendosi pure un grande eroe. Ti chiedo ci vai da solo o vuoi Che ti ci mandiamo?

    enzlu

    9 marzo 2011 at 8:56 pm

  10. io ho vissuto tutta la mia infanzia a rovigo, vicino al po, dove la nebbia era tre volte quella di montaguto, e durava quasi tutto l’anno…e poi che squallore rivolgerti a me in questo modo, le ultime volte che mi hai visto mi hai sempre salutato con garbo…sono ingiurie che ti ritornano addosso come boomerang, e per questo non ti replicherò più, anche perchè sei una persona molto sofferente

    sergio gioia

    9 marzo 2011 at 9:27 pm

  11. Ma Che cazzo hai capito? Io mi sono rivolto direttamente a quello Che si firma ‘amarezza’. Non mi interessava commentare quanto hai scritto, Sergio, Che ho letto con attenzione e gusto. Però una cosa tengo a dirtela: sei come i tanti, prontissimo a non leggere ciò Che si scrive, ma fulmineo nei pregiudizi. A pensarci chissà chi è più sofferente tra me e te.

    enzlu

    10 marzo 2011 at 1:24 am

  12. Invito Sergio autore del Post ed EnzLu a ritrovarci il diciassette marzo duemilaundici giorno che la Storia assegna agli eventi celebrativi dell’Unità d’Italia in una conviviale che il Profeta sta organizzando nel Post “Rinvio”.

    La presenza di Sergio e di Enzo è gradita, come quella di Tutti, ma è opportuo aderire in quel Post con una dichiarazione di disponibilità. Grazie

    Doppio abbraccio

    Rocco

    rocco quagliariello

    10 marzo 2011 at 5:14 am

  13. Ci incontreremo in un’altra vita, se avrò tempo e voglia. Qui non c’è più niemte da incontrare o da salvare. Del resto che interesse avete ad incontrarvi con uno che ritenete “sofferente”?. Se invece di rompere le scatole a me che sto per I fatti miei, pensaste di più a voi, ne guadagnereste in salute e credibilità.

    enzlu

    10 marzo 2011 at 7:52 am

  14. Ecco l’anima viva del blog, ecco che da un anonimo arrivano accuse e si ritorcono contro chi il blog lo frequenta. Al caro o alla cara che si firma “amarezza”, parola usata con frequenza nella fiction romana dei “Cesaroni”, voglio semplicemente far notare alcune cose. Caro amareggiato noi ci mettiamo nome e cognome, noi siamo quelli che cerchiamo per quel che possiamo di mettere in risalto le bellezze e le brutture di un territorio che amiamo incondizionatamente. Ma forse, vorreste che stessimo qui a far finta che tutto vada bene, che i danni prodotti dal dopo terremoto e dagli assalti al territorio fossero sottaciuti in nome di un amore perverso e sciocco. No, chi vuol veramente bene a questa terra deve avere il coraggio di metterla a nudo, con i suoi pregi ed i suoi difetti. Uno dei grandi difetti della terra di Mezzo è proprio in questo amore malato che il più delle volte ci fa non vedere il lato oscuro cancellandolo con la gomma della speranza. Prego il postatore “amarezza” di dare un nome alle sue intromissioni anonime, che potrebbero diventare oggetto di seria discussione nel momento in cui si abbia il coraggio di firmarsi, solo così la tua amarezza può essere condivisa e discussa senza alcun problema. Se un tuo post non è stato pubblicato è solo perchè probabilmente anonimo.
    @ Enzo – certamente il buon Sergio ha letto il tuo intervento mentre era in compagnia di un buon bicchiere di vino … Comunque, caro Enzo, il tuo contributo di intelligenza e competenze è assolutamente insostituibile e poi non ti ci vedo in un blog dove tutti accettano tutto e tutti .
    Buona vita a te e a tutti coloro che interagiscono in questo spazio di libertà e democrazia assoluta. ma per favore firmiamoci.

    giovanni ventre

    10 marzo 2011 at 10:04 am

  15. scusami tanto carissimo enzo!!! ho capito male, infatti mi sembrava proprio strano che fosse diretto a me il tuo commento, quasi non ci volevo credere ieri…scusami ancora con tutto il cuore!!!

    sergio gioia

    10 marzo 2011 at 11:00 am

  16. caro sergio
    secondo me i fotografi meritano umanamente e professionalmente ogni stima. mi trovo benissimo con loro e penso che stiamo facendo un grande lavoro.
    tu sei andato via sul più bello e forse non ha senso fare un viaggio del genere in un giorno di pioggia e senza macchina fotografica, è facile innervosirsi e annoiarsi.

    arminio

    10 marzo 2011 at 1:50 pm

  17. ….al mio amico saldan ….di …ooops c’è ne stanno altri!!!!….

    Salvatore Di Vilio

    10 marzo 2011 at 1:59 pm

  18. franco, non capisco questa tua reprimenda, che cosa nel mio post c’è di negativo o critico nei confronti di questa “lobby” (con sana ironia, s’intende) di fotografi professionisti che, ahimè, mostri tanto di ossequiare?
    e poi non ha senso venire lì per 4 ore anzichè 8? non eri tu che mi avevi definito eroe per essere venuto a montaguto, senza nessuno scopo “utilitaristico” come tutti gli altri? boh…

    sergio gioia

    10 marzo 2011 at 3:00 pm

  19. sergio
    mi dispiaceva vederti lì senza nulla da fare.
    nel testo traspare un’antipatia per i fotografi a mio parere immotivata, tutto qui.
    alla fine eravamo tutti sotto l’acqua e non ci pagava nessuno.

    Arminio

    10 marzo 2011 at 3:13 pm

  20. caro franco, non ero lì senza nulla da fare, lo sai bene che mi ispirano molto quei luoghi e quelle giornate, e non provo antipatia preconcetta nei riguardi di nessuno, salvatore di vilio mi è proprio simpatico e uno di santa maria a vico mi ha addirittura dato un passaggio pur non conoscendomi…
    ma finiamola qui dai, e vediamoci ad aquilonia il 13, amico mio

    sergio gioia

    10 marzo 2011 at 3:22 pm


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