COMUNITA' PROVVISORIA

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invito da Emilia Cirillo

BISACCIA – “Donne Principesse”. Questo è il titolo della due giorni, che si terrà l’8 marzo e l’11 marzo presso la Sala convegni del Castello Ducale, organizzata dall’Amministrazione comunale di Bisaccia in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica di Avellino per avviare una serie di appuntamenti che si ripeteranno ogni anno nel mese di marzo a Bisaccia. Icona della manifestazione è la Principessa di Bisaccia, rinvenuta durante la campagna di scavi archeologici nella zona Cimitero Vecchio del paese altipino, esposta oggi presso il Museo Archeologico presso il Castello Ducale di Bisaccia.

“Per quest’anno saranno soltanto due appuntamenti – afferma Michelina Gervasio consigliera comunale di Bisaccia con delega alle Pari Opportunità – ma già per il prossimo anno stiamo lavorando per mettere in campo una serie di eventi che dureranno un’intera settimana. Candidiamo Bisaccia ad essere un importante luogo di discussione sulle tematiche femminili ma, nello stesso tempo, spazio per una seria ripresa del dialogo tra le donne e gli uomini. Un appuntamento annuale che possa sempre di più concentrare l’attenzione sul mondo delle donne e sulle questioni di genere e possa mettere in mostra il lavoro che le stesse svolgono nei diversi settori della nostra società. A ispirare la nostra iniziativa è stata la presenza della Principessa di Bisaccia. Una presenza notevole per importanza storica e sociale. Basti pensare al ruolo delle donne nell’antichità e dell’impronta matriarcale lasciata nella nostra civiltà. Ecco giustificato anche il perché del titolo ‘Donne Principesse’.

Sarà questo il filo conduttore di tutte le nostre iniziative. Nello stesso tempo sarà il nostro contributo come Amministrazione Comunale e donne impegnate nelle istituzioni ad aiutare e meglio comprendere certi argomenti, che soprattutto alla luce degli ultimi fatti di cronaca e di politica, fanno pensare che le questioni di genere rappresentano una vera e propria emergenza da affrontare. Da Bisaccia, ci piacerebbe dare un messaggio per far comprendere meglio i progetti, i desideri e i pensieri delle donne non in maniera separata dagli uomini ma facendo in modo che le distinzioni siano elementi per modificare in meglio le nostre comunità e guardare con più fiducia ad un mondo migliore”.

Salvatore Frullone, sindaco di Bisaccia afferma: “Questo è uno dei tanti appuntamenti di qualità che realizza la nostra Amministrazione Comunale. Abbiamo pensato con la consigliera Gervasio, quanto necessitasse realizzare un’iniziativa non certo celebrativa, ma che ponesse in essere una serie di azioni in grado di dare elementi di crescita e riflessione sociale su quanto sta accadendo nel mondo femminile e di quali trasformazioni esso stesso ne è vittima. Mi ha convinto subito il titolo “Donne Principesse” sia perché legato al nostro personaggio storico, appunto la Principessa di Bisaccia, ma nello stesso tempo perché sottolineava la necessità di riconoscere alle stesse quel ruolo naturale che spetta loro, rivedendo i comportamenti che una società come la nostra sta consumando sui corpi e sulle menti delle donne”. Inoltre, in occasione della manifestazione, dal titolo “Festa della donna 8 marzo 2011”, promossa dal MIBAC con l’intento di aderire alla giornata internazionale della Donna e celebrare il binomio Donna e Arte, la Soprintendenza per i Beni Archeologici di SA-AV-BN-CE, Ufficio di Avellino, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Bisaccia, apre le sale del Museo Archeologico del Castello Ducale di Bisaccia. A tal proposito, in relazione al tema del suddetto evento, sarà dato particolare rilievo alla “Tomba della Principessa”, caratterizzata da un ricco ed interessante corredo funerario del periodo orientalizzante (sec. VII a.C.), che mette in evidenza il ruolo di personaggi femminili emergenti in un tipo di società, quella di età protostorica, la cui complessità le ricerche archeologiche vanno sempre più documentando. Per tale occasione i funzionari dei Servizi Educativi di Avellino eseguiranno visite guidate, con ingresso gratuito a tutte le donne, dall’8 al 12 marzo 2011, dalle ore 9,00 alle 13,00 e dalle ore 15,00 alle 19,00.

Programma:

Martedì – 8 marzo – ore 17.30 – Castello Ducale

Donne Principesse
Vecchie e nuove consapevolezze

– Michelina Gervasio – Consigliera comunale di Bisaccia
– Salvatore Frullone – Sindaco di Bisaccia
– Maria Fariello – Archeologo Direttore Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno-Avellino- Benevento-Caserta
– Valentina Paris – Fondazione “Equality Italia”
– Cesarina Alagia – Presidente Regionale ANPAS
Modera: Barbara Ciarcia – Giornalista “Il Mattino”

Venerdì – 11 marzo – ore 17.30 – Castello Ducale

Donne Principesse
Donne, sentimenti e scrittura

Presentazione del libro: “Una terra spaccata” di Emilia Bersabea Cirillo – Edizione San Paolo
– Michelina Gervasio – Consigliera comunale di Bisaccia
– Emilia Bersabea Cirillo – Scrittrice autrice del libro “Una terra spaccata”
– Nicola D’Ascoli – Assessore comunale di Andretta
– Agostino Pelullo – Consigliere comunale di Bisaccia
– Pasquale Gallicchio – Giornalista
– Vito Frascione – Consigliere comunale di Bisaccia
Modera: Stefania Marotti – Giornalista “Il Mattino”

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Written by A_ve

7 marzo 2011 a 8:32 pm

Pubblicato su segnalazione eventi

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8 Risposte

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  1. Concordo.

    Al di là comunque di quanto si possa dire circa l’origine storica di questa festa, ti invitiamo se vuoi a ricambiare la visita nel nostro blog dove per l’occasione si parla di un chimico, un malato di cuore, un ottico, un gigolò, dio, un serpente e un ermafrodita.Non è una barzelletta. è il nuovo post di Vongole & Merluzzi. Sull’ 8 marzo. Buona lettura.

    http://vongolemerluzzi.wordpress.com/2011/03/08/laltra-faccia-della-mela/

    lordbad

    8 marzo 2011 at 10:07 pm

  2. “l’altra faccia della mela” sarebbe quella della mela “annurca” o della “pink-lady”

    la prima è “DOP” la seconda è “DOC G”, ma tutti vanno pazzi per la prima!!!

    “lordbad”( per caso si tratta di una “badante” sotto camuffato anonimato?) una risposta è gradita.

    Cordialmente
    RQ

    rocco quagliariello

    9 marzo 2011 at 9:06 am

  3. Già il titolo mi lascia alquanto perplessa: ” Donne principesse”. Orgogliosa di essere donna rivendico innanzitutto il mio essere persona e come tale vorrei essere considerata. Mi risulta, inoltre, alquanto difficile identificarmi nella fanciulla bella e graziosa da tenere sotto la campana di vetro e bisognosa, in caso di sventura, dell’aiuto del principe azzurro.

    Il nostro voler essere donna prescinde dal nostro aspetto, sappiamo affrontare la vita senza che nessuno debba guardarci le spalle e soprattutto possiamo risolvere i nostri problemi senza dover necessariamente chidere aiuto all’altro sesso. Senza voler sminuire “l’importanza storica e sociale” della Principessa di Bisaccia, va detto che nell’immaginario collettivo l’idea di donna emancipata mal si coniuga con l’icona principesca. Ovviamente comprendo che tanti non condivideranno le mie osservazioni riguardo al titolo della manifestazione e riterranno la scelta fatta “azzeccatissima”, d’altronde ci sarebbe ben altro da dire riguardo allo svolgimento della manifestazione. Innanzitutto non riesco a comprendere come possa organizzarsi un evento e prima ancora che esso inizi, cominciare a lavorare per riorganizzare lo stesso a distanza di un anno. Non sarebbe il caso di vedere prima come vanno le cose quest’anno? È ovvio che anche i giudizi andrebbero dati a conclusione dei lavori, però non riesco a trattenermi dall’esprimere il mio parere (che naturalmente riguarda solo il primo incontro). Allucinante! Ho lasciato il Castello Ducale con un forte senso di sgomento. Sono due giorni che penso e ripenso a quell’ora trascorsa a celebrare non so cosa. Reduce dal Carnevale in piazza, mi sono recata al castello con mezz’ora di ritardo rispetto all’orario da programma (il mio ritardo era giustificato: ho tre bimbi piccoli che, come tutti i bambini attendono ogni anno, trepidanti, l’arrivo del Carnevale e, anche se purtroppo nessuno degli organizzatori della manifestazione per l’8 marzo ci abbia pensato, a quell’ora, in quel giorno, le mamme di Bisaccia avrebbero avuto qualche difficoltà a lasciare i propri figli), ma come al solito il rispetto degli orari in queste occasioni non esiste (cattiva abitudine tipica degli uomini) e nonostante il mio ritardo ho dovuto ancora attendere prima che si desse inizio agli interventi. Non mi è rimasto quasi nulla di quello che si è detto, forse perchè non si è avuto il tempo di dire tanto. Si è parlato della “necessità di riconoscere alle stesse (le donne) quel ruolo naturale che spetta loro, rivedendo i comportamenti che una società come la nostra sta consumando sui corpi e sulle menti delle donne”. Al di là del dubbio che mi sorge su cosa si voglia dire parlando di “ruolo naturale che spetta alle donne”, quando il Sindaco ha affermato di voler denunciare con la sua due giorni la mercificazione della donna oggi in atto, non ho potuto non pensare a quanto accaduto circa un’ora prima a pochi metri da quel luogo in cui echeggiavano buoni propositi e belle parole: il premio per il miglior carro carnevalesco andava a un gruppo di ragazzi travestiti da prostitute. Così mentre gli adulti erano intenti a fare sfoggio delle loro belle “manifestazioni di alta qualità”, si consumava a danno dei nostri giovani la quotidiana tragedia di una società fatta da adulti più intenti a celebrare eventi a cui partecipa la ristretta cerchia dei sostenitori del gruppo organizzatore nonchè parenti e amici o in qualche caso qualche amico degli amici, ma a cui i giornali locali non dimenticheranno di dedicare qualche trafiletto, che non a dedicare un po’ del loro tempo ai nostri ragazzi. Non è sufficiente mettere a disposizione la piazza, una presa di corrente elettrica e probabilmente anche un certa somma di denaro e lasciare soli giovani ragazzi affinché organizzino a proprio piacimento “la festa”. È doveroso che chi si assumere l’onere, e non l’onore, di amministrare sia sempre vigile e colga l’occasione fornita da un giorno di festa, da un giorno che vede la comunità ricomporsi per poter interagire con essa, specie poi se si tratta di giovani. Invece l’assenza totale di una rappresentanza istituzionale, che pure annunciava pubblicamente nei giorni antecedenti l’organizzazione dell’evento, ha fatto si che si perdesse una splendida occasione…
    sarebbe stato bello che qualcuno, abbandonando quel tavolo ben allestito, circondato quasi da una cornice di mondanità nella splendida sala del Castello Ducale, fosse uscito nella gelida piazza di quell’8 marzo, a spiegare a quei ragazzi che si affacciano alla vita, che rappresentano il futuro della nostra piccola comunità, che l’ilarità destata dalla vista di quel carro è sintomo di una società malata in cui, a dispetto del proliferare di organizzazioni, lobby o qualsivogliano chiamare aventi la pretesa di difendere i diritti della persona, la dignità delle donne continua ad essere offesa.

    Virginia Solazzo

    10 marzo 2011 at 8:11 pm

  4. Virginia:
    “puozzi campà cient’anni aggiunti a quelli cà tieni”

    dal profondo della mia sincera ammirazione, finalmente ” na’ femmena “fatta a femmena vera”.

    rispettosamente, sottoscrivo il commento dalla prima all’ultima parola e mi scuso per il dialettale piuttosto frettoloso e sincopato.

    chapeau!

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    11 marzo 2011 at 5:44 am

  5. cara virginia
    il carnevale di bisaccia
    è una delle cose più penose che esistano sulla faccia della terra……
    e il nostro paese è veramente ridotto male.
    è un peccato che tu non sia stata eletta
    avresti potuto dare un bel contributo.

    arminio

    12 marzo 2011 at 8:38 am

  6. —-DEDICATA DESIDERATA—

    >>>dedicato a tutte le donne che, come Virginia, hanno il coraggio delle idee non omologate, la fierezza della dignità di genere, vera libertà.<<>>Amica mia,
    se fossi sicuro che la tua assenza prolungata fosse causata,come puo’ accadere, dal dover attendere a qualcosa, promuovere buone imprese, Ti confesso apertamente che sarei molto più tranquillo di come in realtà mi sento ora…

    la mia apprensione non scaturisce da timori di trascuratezza o negligenza, ma dalla paura che possa perderti, perchè non più interessata a me…

    l’umanità ci obbliga ad essere colpiti dalle sofferenze e dalle miserie dei nostri simili, l’amicizia diventa un legame ancora più forte che ci spinge a partecipare alla vita con enorme sollecitudine, condividendo anche le pene dei nostri amici preziosi…

    c’è un legame ancora più vincolante dell’umanità , ancora più forte dell’amicizia, che ci rende ansiosi riguardo alla felicità ed al benessere di coloro ai quali ci sentiamo legati, appartenendovi…

    Cio’ rende nostre le loro disgrazie, le loro tristezze ed afflizioni…

    Mettile insieme: avrai una triplice fune ed io stesso non mi vergogno di esserne legato né posso credere che Tu ne sia completamente sciolta…

    Giudica Tu allora se per me in questo giorno, come in tutti i giorni, non vi fossero motivi sufficienti per soffrire…

    Che possa ritrovare la serenità smarrita, accettando questo scarabocchio precipitoso che proviene dal cuore tumultuoso ed in pena…

    Non credere sia semplice rivelare tutto se stesso ed il proprio cuore, tutto il proprio spirito, il sentire
    comune, il sentimento di condivisione…

    La donna spesso, talvolta quasi sempre, è una creatura meravigliosa della quale non sappiamo non vogliamo non possiamo fare a meno…

    Ma, nella donna ci puo’ essere anche l’indifferenza di Carmen, la gioia crudele di Cleopatra, la dispotica insensibilità di Caterina de’ Medici, quel freddo scintillìo di tutte le aride Tiranne degli uomini passionali dal momento in cui fu inventato l’Amore, da quando Eva spezzò per sempre il cuore degli uomini, ridendo con sadico piacere del suo compagno Adamo, che sudava sangue a causa del pasticcio che aveva combinato…

    Accuso l’epoca di certe donne della storia che ci hanno lasciato questa triste eredità…

    Accuso le radiose Milady della storia, frizzanti e smaniose, che per un bacio dato in un attimo di civetteria mandavano a morte gli uomini, detronizzavano i Re Sovrani, facevano combattere gli Stati e le Nazioni a sangue, tutto a causa di una “carezza distratta”…

    Gli uomini sono sciocchi, deboli, ubriaconi, patetici buffoni pieni di falsa devozione…

    Cosa hanno fatto gli uomini per le donne?

    Cosa hanno fatto le donne per gli uomini??

    Cosa che si avvicini per intensità e potenza a quello che gli uomini hanno fatto per le donne…???

    Gli dèi distruggono gli uomini facendoli impazzire d’amore per una donna, purchè ne valga la pena…

    Ma la perdita di una donna non è fine del mondo…
    lo splendore del sole
    il piacere di nuotare liberi nel mare
    la felicità che dà il lavoro onesto
    la mia anima potrebbe anche resistere da sola…

    Ma io sono profondamente profondamente profondamente
    ferito, non puoi darmi pace, riposo o divertimento…

    nulla è più autenticamente sincero del nostro stare insieme, del nostro amore, io sono ancora colui che fu felice spensieratamente felice, che stava bene poteva camminare chilometri a passo svelto in cerca di te ,cantando tutto il tempo, per addormentarsi in maniera salubre…

    La luce del giorno mi acceca, inseguiamo la vita e scappiamo via, Tu resti soltanto un’infatuazione, non sei mai stata la corona di rubini sul mio capo…
    Ti stacchi dal resto del mondo, Ti sèpari da me, Ti difendi…
    Invece di un fascino mille e mille volte diverso per mille e mille persone differenti, il Tuo unico fascino lo sprechi spesso ,talvolta ,quasi sempre nel modo sbagliato …

    Tu, in fondo, sei un’attrice per una sola parte ed anche in quell’unico ruolo non sei vera ,non sei autentica: piuttosto una civetta prosciugata da un paio di giorni del mio sole…
    Ti ho trattata in fondo troppo bene, ti ho dato il mio cuore, ti sei presa la mia anima, affinchè ne facessi l’uso migliore possibile:
    invece hai dato perle ai porci, e la mia anima l’hai regalata al Demonio…
    I tuoi polmoni sono bruciati, catramosi, non c’è più aria pulita da respirare…

    Avrai paura, all’ultimo momento avrai paura, ti bloccherai per il terrore, la paura o sarai spodestata da un’anima più audace.

    Hai ferito la mia vanità: audacia inconcepibile, crimine imperdonabile….

    Un Addio, sventurata che ho amato.

    Tieni acceso il lume d’argento dentro di te, tieni accesa la fiamma, ma l’energia non sarà più mia…

    Alla cortese attenzione delle lettrici del Blog Cp
    per trascorrere una domenica diversa, una domenica che possa ispirare componimenti in risposta a questo modestamente impaginato proprio adesso alle prime luci dell’aurora albeggiante

    Buonissima Domenica, Donne Belle ed Intellgenti d’Irpinia, non solo Alta e non solo d’Oriente…

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    13 marzo 2011 at 5:32 am

  7. p.s.

    (per restare ancorati alla cronaca ed alle immagini recentemente trasmesse in mondo visione)…

    “cronache dall’inferno giapponese” …

    >>>l’apocalisse incute in noi umani un brivido di spavento…

    come spesso accade, in uno spavento, ad esso si mescolano ambigua attrazione ed una sensazione di debolezza dell’uomo con la sua congeniale mancanza di umiltà nei confronti della Natura…

    Tutto nasce dalla contrapposizione tra naturale ed artificiale( manufatto opera dell’ingegno umano, cioè della tecnica e delle tecnologie)…

    Ma neppure il migliore vino, ricavato dallla migliore uva, può esistere in natura senza l’agire paziente e metodologico di chi coltiva la vite e vendemmia l’uva

    La specie umana sente profodamente di appartenere alla natura, per superbia ,pero’, vuole dominarla e manipolarla…

    L’umano sta minacciando la propria specie, “umana”, attraverso gli scempi e le atrocità che ha commesso contro la Natura…

    L’abuso criminale , folle, dissennato, idiota delinquenziale delle tecnica è il più grave scempio che l’umano potesse commettere: ci siamo riusciti!!!

    Quando qualcuno dei nostri amici / conoscenti “muore” in giovane età, per infarto del miocardio o per un cancro aggressivo , sotto sotto siamo persuasi che cio’ non potrà accadere mai a noi, speriamo cioè che accada sempre ad “altri”…

    Si tratta di una “protettiva incoscienza” del pericolo che caratterizza civiltà, culture usi costumi, miti simboli, consuetudini, mentalità ,persino religioni…

    Ogni civiltà ha le sue “endorfine” , molecole che proteggono dall’ansia angosciante di sapere di dover morire, un giorno o l’altro…

    Esiste ,nella specie umana, una sicumera, una presunzione di eternità che la rende irresponsabilmente “scialacquatrice” di ogni forma di vita, e che va inesorabilmente incontro ad una trasformazione di se stessa…

    Ibridi umani ed integrazioni bio tecnologiche
    “cyborg” “microchip” “rélais”,, chiamateli come volete…

    E’ addirittura possibile un mondo fatto solo di donne capaci di riprodurre la vita senza l’intervento naturale del genere maschile….

    l’ingegneria genetica già promette di manipolare il genoma , il proteoma, per creare esseri umanoidi non simili alla specie umana conosciuta…

    In un mondo in cui nascessero solo donne da donne mancherebbe, probabilmente, il senso ed il significato profondo del mistero dell’Amore e della Vita…

    I tempi di una trasformazione umanodie androide “post human” sarebbero infinitamente più brevi, non sostenibili alla mente umana, dei tempi dell’evoluzione della specie fino all’ homo sapiens sapiens technologicus, economicus, internauta…

    Una eventuale trasformazione “post human” ci addolore rebbe infinitamente più della nostra morte fisica individuale ,non solo cerebrale, in quanto ci conforta sapere che i figli dei nostri figli somiglieranno ai genitori dei nostri figli cioè a noi ed ai nostri genitori cioè ai nonni…

    La forza, la calma persino la apparente dignità con cui il popolo ed i tecnici giapponesi stanno affrontando questa immane catastrofe dimostrano forse che l’uomo classico non è ancora superato, come aveva previsto Nietzsche, ma è ancor dignitosamente al suo posto nella Storia<<< …

    Per cui, Signore Lettrici del Blog CP, trattateci male , massacrateci fin dove vi è possibile, ma, per cortesia, NON PIANGETE. Grazie!

    RQ

    rocco quagliariello

    13 marzo 2011 at 11:31 am

  8. minima moralia,
    >>> per un risveglio delle coscienze comunitarie<<>>si avverte il bisogno, in giro tra la gente per il mondo, di una parola che non annebbi l’anima, non rattraspisca nella paura o nella rigida insensibilità, ma che sappia rinfrescare, rinvigorire, rinnovare, ridestare, ravvivare…

    per accogliere quest’acqua è necessario avere un cuore generoso, simile al vaso di terracotta…

    la semplicità, la leggerezza, l’umiltà, la sobrietà…

    un cuore fanciullo, puro, limpido come acqua zampillante di una sorgente…

    un cuore dolce, umile ,arduo , l’unico capace di ospitare buoni sentimenti<<>>il contrario dell’ humus hirpino (perchè no)
    “comunitario” accidioso rancoroso vendicativo
    spocchioso, qualunquista, pavido, financo infame<<<

    Absit iniuria verbis
    Semper, cum grano salis
    Cuius Regio, Eius Religio

    Con benevolenza

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    14 marzo 2011 at 4:19 am


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