COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

verso cairano

mi è stato appena chiesto un saggio sulla comunità provvisoria per un’importante rivista.

da fuori ci guardano con grande interesse.

forza, non facciamoci prendere dalla solita accidia irpina!

scrivete, commentate,e ricordatevi che a fine maggio comincia la grande avventura di cairano7x ed è un’avventura per tutti.

armin

 

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Written by Arminio

7 marzo 2011 a 1:56 pm

Pubblicato su AUTORI

10 Risposte

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  1. Bene, Franco, commissionami qualche cosa di forte, Gaetano!

    Gaetano Calabrese

    7 marzo 2011 at 2:21 pm

  2. da fuori ci guardano con grande interesse … solo chi è stolto e polemico non riesce a capire il movimento che ha creato il blog in questo deserto di idee e di confronti. <oggi si tende ad isolarsi, a mettere in fuori gioco la vita condivisa, a giocare, come una volta nei rettangoli verdi per se, scartando, cercando di arrivare alla porta e segnare, azione personale si chiamava. Tranne che per pochi eletti campioni, per il resto significava arrivare in area e non avere neanche più la forza di calciare verso la porta avversaria. Comunità Provvisoria è invece il luogo dove si gioca di squadra, non sempre d'accordo con i dettami del mister, ma questo è normale dove ci sono molte individualità, giocatori capaci di fare azioni personali e anche in alcuni casi di segnare. E poi, siamo anche capaci di "sputtanarci" di fronte a chi viene nel blog, di ingaggiare vere e proprie " amichevoli" che nulla hanno da invidiare ad una finale di Coppa dei Campioni. La cosa bella è che alla fine, un valore risulta essere sempre vincente, la pace, la stima e l'amicizia e questo per me è il valore assoluto, che va al di là di tutto. Auspico che questo viaggio continui e che si tramuti in risultati per i territori ai quali guardiamo in modo amorevole e critico, auspico che Cairano diventi il logo di tutte le comunità sofferenti, violentate, abbandonate, umiliate, che da Cairano si possa guardare ad una un nuovo umanesimo che sappia guardare anche ai piccoli paesi nei quali come dice Franco si può ancora intercettare una grande vita.
    Buona vita a voi tutti e auguri agli uomini per carnevale e alle donne per l'otto marzo, anche se la reputo un festa offensiva per come vedo io le donne.

    giovanni ventre

    8 marzo 2011 at 3:56 pm

  3. Franco ci invita a scrivere e Noi proviamo a farlo

    un po’ di quà, un po’ di là, “quiquoqua’ ”

    >>>”da parte sua ,l’On.le ha ribadito che, nonostante l’avviso di garanzia al primo cittadino per peculato, una vera “questione morale” all’interno del Partito non esiste….

    “anzi…. tutto in regola,… si puo’ candidare alle elezioni nazionali per Senatore della Repubblica…

    persino… quell’avviso di garanzia è un bonus che incrementa la sua popolarità e la sua visibilità mediatica, in attesa di Giudizio…

    sicuramente otterrà una “promozione”, da primo cittadino a Senatore della Repubblica, il posto è libero, la casella è vuota…

    è come se avesse investito la sua popolarità non nei “fondi pensione”, bensi’ nella competizione elettorale senatoriale…

    “guarda”… come ha modificato in chiave sartoriale il suo look!!!, piegone 22 cm larghezza ,3 centimetri altezza ai pantaloni, tre bottoni petto stretto antracite, giubbotto griffato con panciotto imbottito rimuovibile diventa impermeabile “primaverile”, cravatta griffata, camicia con le iniziali sartoriale…

    “sembra già vestito stile palazzo madama”, altro che palazzo municipale…

    anche la vettura di servizio non sembra la classica “auto blu” , ma un salotto viaggiante, silenziosissima, quando si muove non fa rumore, un “siluro silenzioso”…

    le astronavi hanno preso spazio nella sua vita, col passar degli anni si perdono di vista gli idoli giovanili ed adolescenziali, ma si migliora, certa mente si migliora, come il vino buono di qualità…

    >>>”ma i senatori della vecchia guardia che ne pensano”?, gli lasceranno campo libeero o si frapporranno sulla definitiva ascesa e consacrazione??

    dipende… dipende… dipende da tanti fattori, ma ce la puo’ fare, ce la farà….<<<

    ps
    ogni riferimento a persone circostanze e personaggi reali è puramente casuale, frutto di creazione di fantasia, interpretabile liberamente da parte del lettore….

    saluti comunitari

    RQ

    rocco quagliariello

    9 marzo 2011 at 11:42 am

  4. Franco ci ha invitato a scrivere sul Blog nel Post e Noi proviamo a farlo, per come siamo capaci

    dedicato ai momenti riconciliativi:

    >>>il sig Thich Nhat Hanh è un monaco zen scrittore poeta vietnamita oramai ultraottantenne che nel 1965 ha fondato in Vietnam una Scuola “Piccoli corpi di pace” per i Giovani che si recavano nelle campagne a ricostruire i villaggi bombardati e per creare ospedali e scuole

    in seguito ha fondato l’Ordine dell’Inter-Essere ,il primo nucleo di una comunità laica impegnata a realizzare la sintesi tra etica buddhista ed impegno sociale

    dopo infinite Conferenze negli USA è stato costretto all’esilio ed ha dato vita alla Delegazione di Pace buddhista partecipando ai negoziati di Parigi

    Nei suoi oltre 40 ani di esilio in occidente(vive in Francia) ha affinato l’arte di insegnare metodi semplici e concreti per imparare a lavorare sulle umane emozioni distruttive e portare l’individuo alla riconciliazione con se stesso, la società e gli altri.

    Nel 1982 infine ha fondato (Bordeaux) il Plum Village ,una comunità di monaci e laici dove vive insegnando questa nobile arte di riconciliazione che ha il dono di accogliere e rispettare i diversi orientamenti e credi religiosi(tolleranza)

    In Italia sono stati pubblicati circa trenta dei suoi “libri”…, acquistati da un folto manipolo di proseliti accoliti seguaci prevalentemente donne…

    Epicrisi, mimima moralia( di RQ)

    La filosofia del Nostro non si occupa della sfera dei dati sensibili e lascia ampia libertà per quel che attiene i comportamenti di esercizio dei diritti e della libertà sessuale, ammettendo per l’individuo “riconciliato” con se stesso e gli altri la possibilità di esercitare il libertinaggio compulsivo financo l’adulterio abituale ,”a puntate”, pur rimanendo “puliti” fuori e ” immacolati” dentro, facendo uso delle” acque della salute”, “rocchetta” o “uliveto” .

    Per la propaganda della filosofia della riconciliazione ci si avvale della pubblicità poco occulta di un noto calciatore della juventus(“bandiera juventina”) ed anche della nazionale di calcio “era pregressa”, il quale parlando con un uccellino “cippecciòp” ci invita a bere le acque della salute, ma non ci invita a seguire la filosofia zen buddhista…

    Della serie” non fate come dico ima poi fate come vi pare e piace”, purchè riuscite a rimanere “puliti” fuori e ” immacolati” dentro, “casti e impuri”, per le impurità del corpo ci pensa l’acqua della salute, mentre per la castità dell’anima ci pensa il Nostro…

    Mi ricorda tanto l’immagine iconoclasta del film di Bellocchio del 1972 “nel nome del padre” dove la Addolorata col cuore trafitto da centinaia di coltelli e spade mostra una “sigaretta fumante” all’angolo destro della bocca, a conferma che pure la”Madonna” quando è nervosa in un contesto di pari opportunità e di emancipazione di genere “fuma”…

    Anzi mi ricorda la scena del “Napolèon” di Abel Gance dove nel mare aperto(oceano) su una barchetta con la vela rappresentante il tricolore francese l’Imperatore fugge agitando la vela guardandosi indietro per verificare quanto gli rimanesse anora per poco di libertà e di vita ,dopo l’amara sconfitta….

    L’ultima innagine che rievoca nella mia mente è la fotografia che accompagna il libro” narciso e boccadoro” di Hermann Hesse con la didascalìa:
    “se temiamo qualcuno riconosciamo a costui un immenso potere su di noi”

    da non confondere con l’aforisma ” all’uomo di Potere la donna perdona pure l’impotenza”…

    Intelligenti, pauca…

    Absit iniuria verbis
    Semper cum grano salis
    Cuius Regio Eius Religio

    Concordia Amicizia Rispetto Condivisione Amore

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    10 marzo 2011 at 4:52 am

  5. uso ed abuso del telefono cellulare,
    “sim dedicate e sim selvagge”

    (da un’idea originale di R.Q. per i lettori del Blog)

    >>>il primo aspetto riguarda l’essere nel mondo”dasein” che si struttura rivelandosi come una funzione elementare: essere connessi 24 h, sempre…

    scatta immediatamente una “gerarchia”:

    prima affettiva ( i figli, il marito, la mamma, il papà, la sorella, il fratello)

    poi il lavoro ( il Presidente il Direttore il Sindaco,
    l’Assessore, il mediatore, la carovana delle operatrici del sociale che fanno settanta figlietti a comitiva “le padrone dell’evento”, diritto di prelazione dei posti ai fedelissimi “ultrà”…

    poi, infine, Lui, l’amante, il poveretto, il mal capitato al quale non si rispionde sempre ma solo quando si puo’, al quale spesso si fa trovare il telefono con la sim selvaggia dedicata “spento” momentaneamente non raggiungibile.

    Nel frattempo il terzo numero lo conosce solo Lui, ma gli altri due no

    Il secondo numero lo conoscono solo quelli di famiglia che conoscono quindi il primo ed il secondo
    a meno che non hanno scoperto per caso anche l’esistenza del terzo sul quale possono divertirsi a fare scherzi di “cattivo gusto” imparando ad inviare messaggi anonimi o chiamate anonime inserendo il codice che nasconde l’identificativo del chiamante che gioca e si diverte…

    nel frattempo nella mente di chi possiede tre schede sim e financo tre telefonini si apre uno spiraglio di KAOS interpretativo e si comincia ad inviare il messaggio giusto alla persona sbagliata ovvero il messaggio sbagliato alla persona giusta…

    In tal modo si è costretti a chiedere “scusa” almeno trecentosessanta gradi al giorno ( novanta in posizione per quattro volte pari a trecentosessanta)

    Un altra caratteristic è la inautenticità, ossia la mala fede con cui siamo disposti a mentire reolarmente, a dire che il telefonino riguarda solo gli altri, come la morte o le gravi malattie…
    Noi no non ne abbiamo bisogno, lo odiamo addirittura
    lo teniamo sistematicamente spento…

    Telefono “bulgaro”…

    Poi c’ è il carattere “sempre mio” individuale rintracciabile con GPS , finchè c’è vita c’ è speranza
    di poter chiamare messaggiare chattare o essere chiamati messaggiati chattati ed anche un certo agio nel farlo senza pudore, senza discrezione, niente a che vedere con lo stratagemma astuto che si erano inventati Heidegger e la sig.ra Hannah Arendt a Marburgo ai tempi della loro relazione d’amore>>>…

    …>>>continua<<<…

    RQ

    rocco quagliariello

    10 marzo 2011 at 6:36 am

  6. …continua…

    >>>come è possibile che una persona tanto bella sia nella realtà insopportabile fino a diventare detestabile???

    si avverte, nel dialogo, che prima o poi ti si obbliga ,come un acrobata, a farla montare sulle tue spalle e sulle spalle di tutte le cose fatte per me, quindi gettarsi con quella postura in una vita scevra di luoghi comuni, sotto la più calda protezione che si possa immaginare…

    Lei, ritta in piedi in mezzo alla luce, bella bella bella come il disegno di un antichissimo tappeto persiano originale, solo un po’ sbiadito dal tempo…

    Nessuno avrebbe voluto addossarsi quella responsabilità, se fosse stato scritto nel destino che si accettasse di diventare ciò che altri avevano deciso che diventasse, neppure se ne sarebbe accorto di averlo fatto per amore, solo per amore, come se le palpebre fossero mantenute aperte a forza dovendo vedere cose che non si gradiva vedere…

    Invece per amore sarebbe stato disposto a mettere in gioco anche la vergogna, persino la reputazione che la pubblica opinione aveva verso la sua persona, talmente l’amava e ne era infatuato…

    “mi fa pena quell’uomo hai sposato”, perchè tutti ritenevano che Lei fosse una “dolce creatura” mansueta e gestibile, invece invece non lo era affatto e mai lo sarebbe stata,piuttosto imprevedibile
    oltre che dominatrice e domatrice grintosa famelica…

    si presento’ con i capelli raccolti dietro la nuca, indossando “i soliti cenci” che amava tanto, sussurrando a voce alta ” non sono più una giovane donna”… aveva già visto il mondo dalla parte sbagliata, mentre cercava di raddrizzare la bussola esistenziale avendo smarrito le coordinate dei quattro punti cardinali ,persino della latitudine…

    Se fosse morta giovane, avrebbe vissuto certamente felice il resto degli anni…

    Ogni plenilunio di primavera aspettava la Pasqua per risorgere, per inventarsi un’altra stagione amorosa, cambiava pettinatura, colore di capelli e cominciava a gironzolare da sola, disperata, alla ricerca dell’Uomo ideale…

    Tirava fuori l’argomento del “decoro” e della libertà” ma si accorgeva che anche l’automobile sulla quale viaggiava lo aveva superato da un pezzo, non era credibile, eppure continuava a portarla al lavaggio “manuale” ritenendo che “una lucidatura e torna a posto” fosse sufficiente!

    gli anni passavano, anche lei cominciava ad esserne consapevole>>>…

    >>>continua<<<

    da un'idea originale di R.Q.

    rocco quagliariello

    10 marzo 2011 at 1:05 pm

  7. su un’idea di progresso( di R.Q.)

    >>>anche in quelle umili case di quel piccolo mondo giunse un bel giorno la televisione…

    si proiettavano sempre e solo i programmi delle due reti rai…

    le uniche reti televisive nazionali, primo e secondo canale, una sola opzione di scelta…

    quelle reti rai non appartenevano ai proprietari di aziende automobilistiche e neppure di quotidiani o settimanali…

    immagini in bianco e nero, Pappagone “eqqueqquà”…

    carosello come massima espressione dei consigli per gli acquisti(pubblicità progresso)

    qualcosa di piacevole che ti faceva compagnia prima di andare a nanna…

    oggi snervanti ansiogeni concorrenziali ossessiv invadenti “spot pubblicitari griffati”…

    si organizzavano maxi schermi con il canale “dedicato”
    e si andava a vedere “la televisione”…

    portavamo su i limoni e provvedevamo ad alambiccare le bottiglie per il limoncello fatto in casa per le occasioni speciali…

    piantavamo ciliegi che dopo qualche anno cominciavano a dare i loro frutti primaverili…

    le scuole erano ancora aperte ma non mancava il tempo per salire sull’albero e sentire il profumo dei limoni e del ciliegio…

    quando arriva il periodo dei ciliegi potremo raccogliere il frutto del nostro lavoro…

    passavamo leggeri sulla terra, staccavamo persino l’ombra da terra, visualizzando un volo d’angelo, eravamo felici, non ci mancava niente…

    poi… la vita si incarica di sistemare ogni faccenda nel dolore nella sofferenza per rinnovati attimi brevi intensi di felicità<<< …

    Dedico questo componimento, frutto del mio ingegno, alla Persona che ispira tutti i miei componimenti originali, che ho piacere a rendere pubblici attraverso il Blog CP ,nella speranza che Qualcuno legga, comprenda, rifletta, semmai apprezzi persino l'attitudine…

    Grazie.

    RQ

    rocco quagliariello

    11 marzo 2011 at 5:32 am

  8. >>> posso ammettere che la passione politica di mio Padre mi aiutò a farmi comprendere presto ,molto presto, “i giochetti” ed i “giochi grandi” che le regole della Politica imponevano ai differenti livelli delle scelte decisionali…

    trovare tante persone al primo incontro con PPP sull’Albergo del Lago( Altipiano Laceno) attorno a quell’Intellettuale Poeta Regista Scrittore (politicamente impegnato), capace di attirare un pubblico cosi’ eterogeneo in quell’edizione speciale del Laceno d’Oro, io con i calzoni corti, fanciullo anagraficamente, ma già grande ed alto di corporatura appresso al gran Papà, per tentre di cominciare a capire il mondo…

    ritrovarsi un intellettuale “immenso”, gracile, mite piccolo di statura che, quando parlava, otteneva assoluto silenzio intorno a lui, un silenzio che era una magìa in cui Tutti ascoltavano, presi dall’aura misteriosa che avvolgeva le sue parole…

    Politica giovanile, adolescenziale, politica di alto profilo…

    Mi sarei ritrovato anni dopo sempre sul Laceno (ex taverna capozzi e quattro camini) alla Scuola dei quadri dei giovani iscritti alla FIGC( giovani comunisti) Segretario Nazionale un “giovane” Massimo D’Alema e poi a Cuba al Festival Mondiale della Gioventu’ Comunista….

    Non si trattava di turismo sessuomanico, era una occasione per conoscere il vero comunismo che faceva tremare il “colosso americano” e che aveva ottenuto un successo diplomatico all’epoca dell’episodio della “Baia dei porci” e che celebrava il suo Martire “Ernesto” Colonnello Guevara ” il Che”, sotto lo sguardo austero ed impassibile del Grande Fidel Leader maximo….

    Che tempi , ragazzi, che tempi, indimenticabili…

    Sono diventato “grande”, “uomo maturo” in quell’estate cubana, molto più di quanto non fossi stato capace di diventarlo in suolo italico, napoletano irpino ischitano che fosse…

    Cosi’ tornai da Cuba, giovane adulto maturo, che aveva cominciato a capire il Mondo e come vanno le cose del Mondo in questo Mondo…

    Fu cosi’ che scelsi di non raccogliere la “semina” paterna, in chiave politica, e mi dedicai alla professione medica con l’ardore l’entusiasmo e la vocazione di un missionario laico, per il bene ed a servizio degli indigenti, dell’umanità oppressa sofferente dei malati, delle persone disabili, invalide handicappate delle fragilità sociali fasce deboli…

    Fu cosi’ che divenni quel che oggi sono: non mi pento delle scelte fatte, spesso vado al Cimitero dove è sepolto mio Padre protetto dalle ossa dei suoi Genitori(miei Nonni) che riposano accanto a Lui, oppure nella campagna con l’orto vicino al torrente, corso d’acqua di una campagna fertile, sento percepisco la presenza dei Genitori di mio Padre, dei miei Nonni, financo di mio Padre che passeggia in “pantaloncini con scarpe da trekking”, lungo il viale alberato di querce del bosco annesso alla campagna…

    Le mie radici sono lì, saranno sempre lì, le nutro con amore con affetto con il rispetto delle volontà della consegna ricevuta da mio Padre, che le aveva ricevute da mio Nonno Rocco, suo Padre…

    Mi comporto come la “sepponta”… Mio figlio porta il nome di mio Padre come io porto il nome di mio Nonno il Padre di mio Padre…

    Rocco Francesco(Ciccio) Rocco Francesco

    quattro generazioni in un secolo di storia poco più …
    questi siamo, questi siamo stati questi saremo>>>

    ….commozione, sussulto, palpiti, fremiti, lacrime spezzate dentro un orgoglio identitario….

    Grazie.

    RQ

    rocco quagliariello

    11 marzo 2011 at 11:55 am

  9. Ho apprezzato il bell’outing autobografico. Un solo (risibile) appunto, caro Rocco. Quanto all’organizzazione dei giovani comunisti italiani, non di FIGC si tratta , ché questa sigla sta per Federazione Italiana Gioco Calcio, bensì di FGCI, cioè Federazione Giovanile Comunista Italiana. Per il resto, il mio percorso è – rispettosamente- opposto al tuo e, anch’io come te, lo rivendico e non me ne pento affatto. Tante belle cose e non te la prendere per l’altra volta. Amichevolmente

    Salvatore D'Angelo

    11 marzo 2011 at 4:55 pm

  10. Salvatore, ho imparato ad apprezzare le tue indubbie e notevoli qualità, per cui cosa vuoi che possano ormai valere piccole insignificanti incomprensioni che sul Blog possono ancora accadere e che non modificano di un milionesimo di millimetro la stima che ho per Te e l’amicizia che piano piano si va strutturando, nella lealtà e nel reciproco rispetto.

    Un affettuoso saluto da ex componente FGCI.

    RQ

    rocco quagliariello

    12 marzo 2011 at 6:04 am


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