COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

la copertina

Un bigliardino blu e rosso sul selciato della piazza di un paese che degrada verso un monumento; sullo sfondo si scorge una rete di protezione rossa e alcune macchine parcheggiate. Una fotografia che trasmette subito il senso della vita di paese: qualcosa di ampio e stretto nel medesimo tempo, e il vuoto che c’è intorno. Il bigliardino è un gioco da bar, da oratorio, ma qui nessuno  gioca. Nessuno attraversa la piazza: un deserto. L’immagine è sulla copertina di un libro, Oratorio bizantino (Edisse, pp. 155), di Franco Arminio. L’ha scattata lui stesso, e la brava grafica della collana, Antonella Lupi, l’ha impaginata insieme alle scritte: il nome dell’autore e il titolo, in un carattere leggermente corroso; una riga nera e una rossa. Arminio è un poeta, uno scrittore, saggista e paesologo, come si è autodefinito: studioso del paesaggio.Vive a Bisaccia, paese dell’Irpinia d’Oriente, al centro dei luoghi del terremoto irpino, il Cratere, come l’ha chiamato. Questo libro raccoglie i suoi scritti politici, che sono anche scritti poetici, ricchi di intuizioni morali, slanci filosofici, considerazioni concrete. È uno dei libri politici più belli usciti negli ultimi tempi in Italia. Ci racconta della lobby dei vittimisti, del rancore, della chiacchiera, dei funerali e del maltempo, di come i paesi siano il luogo della sconfitta, ma anche del riscatto. La voce di Arminio è inconfondibile: saggia e folle, ardita e realista, sontuosa ed essenziale. Come spiega nella prefazione un filosofo, Franco Cassano, Arminio parla dei problemi rimossi del paese, dell’Italia, e lo fa con sapienza e liricità. Una copertina perfetta per una voce che descrive un paese disfatto e desolato che spesso vigliaccamente rifiutiamo di vedere e cambiare.

marco belpoliti, da tuttolibri

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Written by Arminio

15 marzo 2011 a 9:29 am

Pubblicato su AUTORI

7 Risposte

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  1. Bellissima recensione, ci rende fieri di essere al fianco di Franco in questo percorso di dignità delle terre di Mezzo.

    giovanni ventre

    15 marzo 2011 at 9:32 am

  2. … e se era un programma politico, mi sembrava per minoranze asseragliate in ridotte perfino prive di nemici. Né mi convinceva il museo dell’aria.
    Ho sbagliato quasi tutto. Ed il quasi è riferito al fatto che “oratorio” l’avevo già iniziato a rileggere prima dello tsunami…

    paolo

    15 marzo 2011 at 10:13 am

  3. il mio commento nel Post “ci salverà l’appennino” puo’ valere anche per questo Post contenente altra autorevole recensione su una importante Rivista Italiana, con prestigiosa firma…

    dell’Autore della autorevole recensione segnalo il recente “senza vergogna” , uno spaccato sull’Italia contemporanea di straordinaria efficacia.

    Un abbraccio forte a Franco

    RQ

    rocco quagliariello

    15 marzo 2011 at 10:50 am

  4. Non ho ancora letto il libro, ma ha ragione Belpoliti: la copertina è bellissima !

    cacioman

    15 marzo 2011 at 12:30 pm

  5. Copertina e Pensieri sparsi

    (Omaggio all’Autore di “Oratorio Bizantino” in occasione del 150° dell’Unità d’Italia, Omaggio alle Lettrici di questo Blog letterario paesologico paesaggistico, che ha un’anima femminile, checché se ne pensi)…

    >>>”Molto bene, vattene pure: perdere una donna non è la fine del mondo, lo splendore del sole, il piacere di nuotare, la felicità che dà il lavoro, la mia anima puo’ stare da sola. Tu mi hai provato e non stai affatto bene con me, non posso darti pace riposo e neanche divertimento, dopottutto non c’è stato nulla di autenticamente sincero nel nostro essere stati insieme…
    io sarei colui che è stato felice, spensieratamente felice, potevo camminare chilometri dopo pranzo, a passo svelto, in cerca di Te, cantando tutto il tempo, per addormentarmi salubremente, comicamente non appena mi ero accorto che eri piuttosto annoiata e che cominciava a tirare una brutta aria… bah!
    Tu non hai nerbo, non hai testa, sei la caricatura di un figurino sentimentale dell’Ottocento, agghindata di paccottiglia presa dal sacco di stracci, non sai nulla, che Dio Ti protegga e Ti aiuti, a parte il fatto che tutto quekl poco che sai è sbagliato, profondamente sbagliato…
    La luce del giorno Ti acceca: insegui la vita furtivamente la notte,animale notturno, poi scappi via oppure Ti rannicchi o strilli, quando la vita si volta e Ti schiude le sue braccia.
    Tu sei la disgrazia di ogni uomo ed un’infatuazione, non la sua corona di rubini, invece di congiungerti al mondo, Ti sèpari, Ti districhi, Ti difendi…
    Invece di un fascino mille volte diverso per mille persone differenti, il Tuo unico fascino lo sprechi sempre nel modo sbagliato- che vada a segno o meno- con vecchi balordi o giovani eunuchi, bambini e domestiche, artisti o usurai…
    Tu sei un’attricetta per una sola parte ed anche in quell’unico ruolo non sei vera: sei una civetta prosciugata da un paio di giorni del mio Sole…
    Ti ho trattata troppo bene, financo idolatrata
    Ti ho dato il mio cuore e la mia anima perchè Tu ne facessi quello che volevi, ciò che ne hai fatto è stato abbandonarmi, staccarTi da me!
    Vai allora: i tuoi polmoni catramosi sono stati bruciati dal mio ossigeno vitale, prenditi un “raffreddorino in guepière”, adatto a Te.
    All’ultimo momento avrai paura ,come sempre, e sarai spodestata da un’anima più audace, più perversa…
    Hai ferito la mia vanità ,persino: audacia inconcepibile, crimine imperdonabile.
    Donna errabonda, cieca, diavolo indemoniato dalle ali nere sotto l’apparenza di cherubina, povera incapace di comprendere un uomo, non hai nulla che Ti distolga dal tuo cicaleccio inutile, nel Tuo sacco di vagabonda errante ci sono menzogne e dentro di Te solo cenere… Non hai neppure più un lume d’argento dentro di Te, incapace di tenerne accesa la fiamma…
    Addio sventurata che, tuttavia, mio malgrado,
    ho amato!<<<…

    Questa "scena" potrebbe essere rappresentata a Cairano sette per sette quarantanove facciamo dodici, se solo si avesse l'umiltà di ritenerla un'opera d'arte, senza invidia, senza accidia, senza risentimenti e senza rancore, con lo sguardo artistico paesologico che dovrebbe essere il tratto peculiare di un "Direttore Artistico" di" piccoli medi o grandi" Eventi Culturali…

    In questa scena c'è l'humus italico-italiota della Storia Moderna e Contemporanea del nostro amato-odiato Paese e soprattutto del SUD e dell'Hirpinia.

    Un caro saluto, comunitariamente.

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    16 marzo 2011 at 6:27 am

  6. Viaggio sotto copertina.
    Sul cartello c’è scritto che il paese è stato fondato, nel 600dc,da un popolo barbaro e feroce proveniente dal sud della Svezia.
    Sono le nove del mattino e di svedese in questa piazza c’è solo il freddo.
    Cinque vecchi galleggiano intorno ad una panchina di marmo.
    Cerco il bigliardino, ma sono fuori stagione, l’oratorio è chiuso.
    Sulla strada del ritorno un carro funebre attraversa l’altopiano. Viaggia carico. Mi accodo.
    L’ autista frena spesso. Non conosce la strada. Qualcuno è morto lontano ed ora ritorna.
    Rallento. Vedo il carro funebre allontanarsi. Il vento forte lo solleva e lo porta via come una cartolina.

    fabnig

    16 marzo 2011 at 12:51 pm

  7. sopra la copertina…

    dietro le cartoline…

    dentro l’oratorio…

    Centocinquantanni dell’Unità d’Italia in un attimo
    (di Rocco Quagliariello)
    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    “Ci sentiamo storditi nel torrente della nostra rabbia…

    l’oratorio scava nel nostro essere, le frasi fanno a gara con le altre per essere la prima ad arrivare al traguardo…

    sappiamo troppo bene di essere bravissimi con le parole, ma totalmente incoerenti nelle azioni e nei comportamenti della vita…

    nella nostra Natura intima e profonda si annidano i cattivi pensieri, la diffidenza, la malafede, l’infedeltà…

    una forma di superba superiorità induce la maggior parte di noi a ricercare forme di trasgressione e talvolta di perversione…

    vogliamo sentire il respiro ansimante potente dei palpiti e dei fremiti di piacere sul nostro petto nella nostra bocca, sui nostri occhi, sbriciolarsi tutti i perchè ed i percome…

    desideriamo bere dalle labbra con le labbra le verità dell’amore ,tremare ansimando tra le braccia di chi ci ama, percepire la vera autentica sensazione di una esperienza estatica, ammettere la superiorità di chi ci ama purchè non ci abbandoni…

    con la bellezza di un fiore nuovo doniamo il meglio di noi stessi fino allo sfinimento…

    invitiamo chi ci ama a perdonare il nostro carattere e la nostra personalità irresistibile, umidi negli abbracci profumati dei nostri odori, poi allunghiamo le braccia intorno al collo e chiudiamo gli occhi ringraziamo Dio e rischiamo un’altra morte nell’abbandono…

    chiediamo di tenerci stretti stretti, ci facciamo cullare dalle tenere foglie azzurre, calpestare sotto le ondivaghe tempeste, spezzare sotto la furia impetuosa, tutto questo in nome dell’amore…

    gli artigli forti, che lasciano segni indelebili sul cuore nell’anima non solo sul corpo…

    il nostro grido di vendetta si scioglie in un verso di poesia, in un accordo melodico…

    chi ci ama rimane sempre accanto a noi, nella tempesta come nella calma piatta, ci osserva con la sua dorata purezza…

    questo è l’incantesimo dell’amore che ispira i nostri componimenti migliori, la scrittura e versi, la gioio sa capacità di descrivere la sofferenza ed il dolore,
    con pacatezza senza distacco…

    dalle enormi altezze da cui ci osserva chi ci ama, ci sottomettiamo alla sua volontà sottomettendo il nostro orgoglio, saremo puniti con la negazione delle labbra per un secondo…

    ma poi riprende la passione, l’impeto, anche di fronte alle forze indebolite ed alla speranza affievo lita…

    il volo continua, non si puo’ fermare questa folle corsa verso il piacere assoluto, la felicità di un attimo…

    al risveglio potremo lanciarci nel vuoto nel buio oltre la siepe , precipitando senza ritorno, dopo aver baciato uno per uno ogni capello dolcemente placo implorando centomila volte il perdono , una supplica laica di riavere per noi solo per noi
    le sue labbra”
    >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

    Per Cairano 2011 all’attenzione di Tutti…
    Inno all’Amore dentro lo sguardo paesologico

    Buonissima Giornata del Diciasette Marzo 2011.

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    17 marzo 2011 at 4:56 am


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