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la città bambina

metto qui un pezzo uscito sul mattino di oggi. il tema è ancora una volta quello dei rifiuti e dell’incapacità di una grande città come napoli di assumersi le proprie responsabilità.

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Da molti mesi il capo della magistratura napoletana non perde occasione per dire che il problema dei rifiuti si risolve aprendo una discarica in Irpinia. Lepore queste cose le può dire al bar o cena con gli amici, ma è grave che esterni il suo pensiero nel corso di incontri pubblici, che tra l’altro riguardano altre questioni. È grave perché le sue esternazioni sono opposte allo spirito di tutte le recenti e vigenti leggi in materia, ispirate al criterio che ogni provincia deve badare ai suoi rifiuti. Sarebbe facile polemizzare e dire che il Procuratore farebbe bene a occuparsi dei criminali che da anni speculano sui rifiuti in Campania.

Il problema è che il suo pensiero è condiviso da molti intellettuali napoletani e da gran parte della società civile partenopea. L’equazione è semplice: per fare le discariche serve un po’ di terra libera e noi non ce l’abbiamo. La terra libera è in Irpinia, dunque la cosa più semplice e saggia è fare le discariche in Irpinia. In qualche modo lo stesso ragionamento è avvenuto con il piano per gli ospedali. In quel caso per giustificare l’esistenza di un ospedale occorre che ci sia molta popolazione. In Irpinia d’Oriente non c’è molta gente, quindi la cosa più semplice e saggia è chiudere gli ospedali della zona.

Appare evidente a questo punto c’è un problema che si ripropone puntualmente: Napoli non è il capoluogo di una regione, ma una città autistica, incapace di assumersi le proprie responsabilità. Come si fa, dopo vent’anni di emergenza a chiedere ancora aiuto agli altri? Se proprio non si riesce ad allestire un ciclo virtuoso dei rifiuti, come accade in tutto il mondo industrializzato, allora il primo passo è ridurre drasticamente la loro produzione. Questo primo passo non è mai avvenuto e non è mai avvenuto il secondo, quello che prevede una seria raccolta differenziata (in Irpinia neppure siamo messi benissimo al riguardo). Sono cose che tutti sanno e le dovrebbe sapere anche il professore Arena che ha stilato un piano per conto della Regione che molto verosimilmente prevede ancora una volta il ricorso alle discariche per risolvere tutti i problemi. Le dovrebbe sapere anche l’assessore regionale all’ambiente che dovrebbe chiedersi come mai in Campania il trattamento della frazione umida dei rifiuti (quella che crea problemi) è a livelli indecenti, nonostante siano stati spesi tanti soldi.

Non ha senso fare un altra discarica in Irpinia e non ha senso farla sul Formicoso. Ormai quell’altopiano è completamente invaso di pale eoliche e adesso sono arrivati anche i pannelli solari su suolo agricolo (altra scelta molto discutibile). Il Formicoso è stato individuato dalla Regione come il luogo del distretto industriale per le energie alternative. Si vada avanti seriamente su quella strada per procurare lavoro ai giovani e per evitare che i paesi dell’Irpinia d’oriente diventino dei cimiteri senza lapidi.

La zona che fu detta della polpa non risolverà i suoi problemi esportandoli nella terra dell’osso. Una persona che ha un tumore non può pensare di darlo a un altro e di continuare allegramente la propria vita. Bisogna fare i conti con le proprie responsabilità. Napoli non è una città bambina, è un’antica e bellissima capitale del mediterraneo. Lepore e gli intellettuali e i politicanti in cerca di discariche non fanno onore a tanta bellezza.

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Written by Arminio

16 marzo 2011 a 9:24 am

Pubblicato su AUTORI

10 Risposte

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  1. Carissimo Franco, bell’articolo, questo Lepore ha il pallino di portare i rifiuti di Napoli in Irpinia, comunque stamattina, prima di leggere il mattino, all’edicola a via Matteotti abbiamo parlato di questo signore e io avevo portato ad esempio proprio quello di un malato che “dona” la sua malattia ad un altro per vivere poi felice e contento. Stiamo attenti, questi ci vogliono fare il servizio. Siamo esposti ai venti fetidi d’occidente. E’ una battaglia tra oriente e occidente, è una crociata all’incontrario. Gli infedeli stanno ad ovest.

    giovanni ventre

    16 marzo 2011 at 9:35 am

  2. A Lepore piace occuparsi di quello che devono fare gli altri, così che in aria di separazione delle carriere lui intanto comincia a separarsi dalla sua.
    Ora la tua polemica con Lepore ci sta – facesse bene il suo mestiere, se non altro. Ma poi bisogna andare oltre e mettere in campo anche qualche idea di maggiore consistenza; sai bene che la provincializzazione dei rifiuti è uno schermo (posto che dura ancora…) che si supera con pochi soldi.

    paolo

    16 marzo 2011 at 12:49 pm

  3. caro paolo
    ma almeno su queste cose la comunità potrebbe essere più viva ed elaborare un pensiero comune.
    non ho scritto una lettera a mio padre, ormai sembra che anche la questione pubblica sia sempre intimamente privata.

    Arminio

    16 marzo 2011 at 1:41 pm

  4. parlavo proprio di questo: elaborare un pensiero comune. non si vive di soli link….

    paolo

    16 marzo 2011 at 1:59 pm

  5. ma io che devo fare di più caro paolo?
    veramente ho la sensazione che stiamo sciupando una grande occasione.

    Arminio

    16 marzo 2011 at 2:00 pm

  6. ci risiamo, il blog delle parole non collima con il blog delle azioni, forse sono incapace di relazionare ma mi pare che abbia più volte posto l’accento su questo cranio bifronte. Gli scritti vanno bene, ma se poi ad essi non segue alcuna azione restano scritti in un blog, inutili, futili, vacui, in preda al vento mutevole dei tempi. Dobbiamo avere il coraggio di esporci, dobbiamo avere il coraggio di assumerci delle responsabilità. Perchè non si è più parlato di associazione ??? Caro Franco anche tu, scusami hai le tue colpe, a me sembra che per non inimicarti nessuno continui a stare con due piedi in una scarpa. Con tutto il bene e la stima che nutro nei tuoi confronti spero che capirai che tu, e solo tu, puoi dare una svolta allo stato attuale delle cose, il blog somiglia ad una sala di rianimazione, l’unica cosa viva sono le malattie. Così qualcuno si salverà ma la maggior parte arriveranno all’eutanasia. Non vi è più alcun post che genera interesse, vi è solo un insieme di parole di circostanza che contrastano con le nostre vite e le nostre intelligenze. Neanche un post sul terremoto in Giappone, neanche un miserevole atto di solidarietà … ma tanto tra poco ci sarà Cairano … e poi aspetteremo ancora il prossimo Cairano e poi ancora il prossimo ed il prossimo ancora …
    Un abbraccio e mi scuso se ho urtato la suscettibilità di qualcuno.
    Ora aspetto gli attacchi dei cani di masseria capaci di abbaiare alla luna e al sole restando però chiusi nel piccolo podere che gli è stato assegnato. I randagi, vorrei avere a che fare con i cani randagi, con i lupi, con le volpi ed i cinghiali, vorrei che insieme mettessimo a soqquadro il bosco di merda che ci circonda nel quale abitiamo turandoci semplicemente il naso per non sentirne il fetore crescente che ricorda la putrefazione e la morte. Io voglio vivere !!!

    giovanni ventre

    16 marzo 2011 at 3:16 pm

  7. Siamo a metà del guado, modesti per costruire progetti ma non tanto da mettere energie in quelli degli altri…
    Sul tema specifico dei rifiuti, resto dell’idea che più che dire dei NO bisogna imparare a mettere le condizioni dei SI’.

    paolo

    16 marzo 2011 at 6:26 pm

  8. i miei ricordi dei diciotto anni trascorsi a Napoli
    la “città bambina”…

    >>>il viaggio è stato un lungo sonno sfilacciato, guardare la strada ricadere in fondo al buio, impara l’arte e mettila da parte, guarda la bellezza e prendine un pezzo per Te…

    mi sembrava di andarmene perdendo tutto in una volta sola, ogni pezzo di cielo col mare dentro, il vulcano il golfo più bello del mondo…

    c’è stato un momento, durante il viaggio, in cui mi sono voltato indietro, guardando la terra…

    fuori dalla case nei cortili sui balconi, dentro i vicoli, nei bassi della povere gente c’era tanta dignità e compostezza, iconografia, simboli del sacro,
    persone che non chiedevano altro che “pane e libertà”
    qualcuna di loro vedendoci passare ci sorrideva e ci invitava ad entrare con un fiore tra i capelli, le scarpe lucide, tinte forti…

    mi sembrava di perdere ogni cosa ma di guadagnare vita, di dare vita agli anni… che fortuna esserci rimasto tanti anni, gli anni più belli della formazione di un uomo-medico-manager…

    quando ho lasciato la città, provvisoriamente, sapevo che non avrei potuto più farne a meno e che ogni volta che fosse stato possibile ci sarei tornato per respirare l’humus della napoletanità, per staccare l’ombra da terra, per immergermi nel blu dei suoi occhi, respirare iodio, immaginare di nuotare libero nel mare, vivere…>>>

    di Rocco Quagliariello, omaggio a Napoli 17 03 2011

    rocco quagliariello

    17 marzo 2011 at 5:11 am

  9. che cosa “sfiziosa” che oggi sia proprio uno scrittore nativo di sant’angelo dei lombardi, gianni di stasio, a dire cose davvero azzeccate su napoli. è comparsa stamane sul corriere del mezzogiorno la recensione al suo libro “napoli, città aspartata”, edizioni gallina.
    desidererei leggerlo, conoscere l’autore di persona, e, perchè no (?), portarlo a cairano 7

    sergio gioia

    18 marzo 2011 at 3:46 pm

  10. Giannino Di Stasio è cugino del figlio della sorella di mio nonno(America Quagliariello) che sposò Donato Di Stasio , fratello del padre di Giannino.

    C’è parentela…

    Se si vuole veramente non è difficile persuaderlo a venire a Cairano per spiegare cosa significa Napoli “città aspartata”…
    RQ

    rocco quagliariello

    19 marzo 2011 at 7:40 am


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