COMUNITA' PROVVISORIA

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La bora

di vito solazzo

 

Eppure mi ero preparato. Per sette mesi, ogni mattina, ho scrutato il mare all’orizzonte. Per sette mesi ho tenuto d’occhio le tre bandiere visibili dalla finestra della mia cucina( italiana sul torrione del castello di San Giusto, italiana sulla torre del Palazzo del Comune di piazza Unità d’Italia e la bandiera americana  legata all’inferriata del balcone al quinto piano della nostra amica Paris). Per sette mesi ho seguito l’intensità dello zufolio prodotto dal vento che coglie qualche increspatura delle persiane della finestra della camera da letto. Per sette mesi mi sono detto: “….si va bene….ma sarà….”. Ero quasi propenso più per il mito che per una realtà effettiva. E poi,  mi dicevo: “ Per anni ho sentito con queste mie orecchie la bora irpina, per anni ho sentito il suo gelido manto calarsi implacabile su persone, animali e cose, che vuoi che sia questa qui, che si è presentata per qualche giorno, si è fatta sentire freddina, pungentina, ma niente di che, un po’ più freddo del solito, qualche ora di termosifone in più, un maglione un po’ più pesante, ma …….niente di nuovo…”

Poi una notte….. lo zufolio diventa più intenso, più ampio nella struttura melodica, accompagnato da un sordo rumore di persiane sbattute violentemente contro il muro, dalla chiostrina interna del  condominio ululati modulati e disumani fanno intendere chiaramente che oggi è novità vera, bora che non scherza. Dalla porta finestra della cucina sposto incuriosito la tenda e eccolo il mare: ……oggi è bianco, spumeggia e già  si vedono le onde alte e continue. Le tre bandiere sono tesissime; solo i gabbiani, nel cielo pulitissimo, osano ad  ali aperte planare e farsi portare dalla corrente. Resto, per qualche minuto, incantato dal volo e a scrutare l’orizzonte e l’inconsueto mare. Mi si impongono gli ululii e le cose più vicine. I vasi sui balconi sono tutti in movimento, qualche tettoia già oscilla, qualche tegola dei tetti di fronte già si sconnette, le antenne vibrano, la sommità dei vecchi camini fischiano e ondeggiano: tutto sembra come sospeso e pronto ad essere rapito da una forza disumana, tutto sembra un precipitare continuo, incessante, inarrestabile.

La direzione è chiara: il mare.

E allora anche noi, ben vestiti e coraggiosi, tra motorini atterrati, alberi ondeggianti e rami cadenti, cartelloni pubblicitari scollati, buste di plastica, giornali, cartacce, tutto a mezz’aria, tra cabine telefoniche inclinate, pesanti cassonetti spostati, persone inginocchiate a terra, noi, radenti alle vetrine e pronti a prendere fiato all’ingresso di un negozio o di un bar,……coraggiosi o incoscienti, anche noi, come tutto, verso il mare. Tutto fischia ed è tremendamente instabile. Ma il gioco che la natura propone oggi è unico e vale la pena parteciparvi. E’ un invito a sentire e vivere l’ ARIA, troppo spesso dimenticata, anzi da noi martoriata. E avanziamo sulle Rive, ma non osiamo sul Molo, la bora sferza l’acqua e il mare  ribolle  e lo spettacolo è da mozzafiato. E tentiamo di attraversare la Piazza tenendoci per mano ( in queste situazioni, riscopriamo che insieme si procede meglio), in tutto quello spazio, in tutta quell’aria, noi, un giapponese che ci fotografa e poco più in là: due bambini che, aperte le giacche a vento, a mo’ di Batman, giocano facendosi trasportare dalla forza del vento.

Due giorni di invito ad un’attenta  riflessione. L’occasione è buona. La proposta è semplice e quella di sempre: IL RAPPORTO UOMO – NATURA. Ma, dopo due giorni, sul principale quotidiano cittadino, sulla stampa regionale, sulla stampa e radio televisioni nazionali, leggo e ascolto solo resoconti freddissimi più che la bora. Sembra oramai  che siamo sensibili solo ai bollettini di guerra, anzi non ci facciamo manco più caso, e apprendiamo:

Bora a 176 Km orari, con punte oltre i 200.

URSUS, la gru gigante di 80 metri, archeologia industriale dei primi del ‘900, appoggiata ad una piattaforma galleggiante,ha rotto gli ormeggi e ha gironzolato liberamente al largo, bloccando il traffico marittimo di tutto il golfo.

Il tetto della scuola Oberdan portato via.

Tegole, alberi e calcinacci sulle automobili parcheggiate per strada

650 interventi dei vigili del fuoco

La bandiera italiana sul torrione di San Giusto è sparita, strappata e deposta forse in Croazia.

La bandiera americana sul balcone di Paris è tutta sfrangiata, come la tettoia.

Ha resistito gloriosamente le bandiera sul pennone della torre del Municipio

Danni per 10 milioni di euro.

Non una parola, non un segno, non un gesto, non una foto che non sia di guerra. Tutto ormai gira sul sensazionale, sul di chi è la responsabilità, sul chi deve pagare. Tutto ciò è giusto e sacrosanto, ma non può più bastare. Non si capisce perché nessuno senta il dovere di parlare, scrivere, far vedere ciò che per millenni l’animo umano ha visto, ha vissuto, ha temuto, ha sognato. Sembra che parlare, anzi solo nominare la natura con la sua forza, anche distruttiva, possa solo impaurire. Ma non è l’essere umano stesso un prodotto della natura, non è stato lui stesso per millenni osservatore attento di questa forza e per questo forse più pronto anche all’equilibrio nel rispetto di quella forza? Oggi no, sembra che l’uomo può tutto, tutto controlla , tutto vede e prevede. Poi il dramma: tempeste, terremoti, tsunami, ecc. inaspettati, improvvisi, distruttivi, angoscianti, non previsti, non accettati, ma nemmeno pensati, perché ormai la nostra mente e il nostro fare è indirizzato solamente ad un obiettivo: non pensare. E per avvenimenti, eventi, fatti, sciagure, gioie,…… nessuna preoccupazione, c’è la stampa, la televisione, ci sono gli esperti, che ci diranno tutto, come accadono e perché accadono, ci diranno come comportarci, come intervenire, come sorridere, come piangere…. Tu, intanto, quando c’è la Bora, non ti azzardare ad uscire di casa, non mettere il naso fuori dalla porta, ma soprattutto, non pensare e non guardare i gabbiani in volo, né i bambini che giocano e gioiscono alla forza del vento. Tu resta a casa e guarda la tv.

 

 

Written by Arminio

17 marzo 2011 a 10:20 pm

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