COMUNITA' PROVVISORIA

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appello agli Intellettuali napoletani contro la discarica in alta irpinia

di angelo verderosa _ appello agli Intellettuali napoletani contro la discarica in alta irpinia _28.3.2011

Come Comunità Provvisoria dovremmo a questo punto scrivere almeno un manifesto, un appello contro l’idea di una parte degli intellettuali napoletani (35 firmatari tra cui vari docenti universitari)  di istituire una nuova mega-discarica in Alta Irpinia. Come si fa a pensare di imbrattare d’ufficio quel poco di natura che è rimasta all’interno della Campania?

Il manifesto però, oltre le nostre poche prime firme, dovrebbe portare le firme degli amici  Intellettuali napoletani (buoni)  che sono venuti più volte in Irpinia e che hanno condiviso i problemi e le visioni di questa parte marginale di territorio appenninico.

Penso a Chambers, a Curti, a Cillo, a Gravagnuolo, a De Grenet, a Cappiello, a Mazzoleni, Pica Ciamarra e tanti tanti altri. Ognuno di noi inviterà a firmare un amico napoletano. E questo appello lo facciamo arrivare sulla stampa napoletana.

Da Napoli a Napoli: perché non serve un’altra buca sversatoio in Alta Irpinia !

Ieri pomeriggio sono stato  a fare visita ad Antonio Vespucci, appena rientrato da un complicato intervento ortopedico a Siena; Antonio ritiene che, come territorio, possiamo accogliere la frazione umida dei rifiuti napoletani, cioè gli avanzi del cibo, proprio la parte più problematica da gestire a causa della puzza; quello però da cui si può ottenere il compost; compost che può servire all’agricoltura come concime considerato che qui non si produce più letame.

Aggiungo: quest’idea, che potremmo condividere come CP, è un’apertura leale e generosa verso i problemi di Napoli; un’idea costruttiva; non sosteniamo e non accettiamo lo spreco e la cecità dell’indifferenziata  inquinante. Accettiamo l’innesco di un ciclo differenziato dei rifiuti che parta da Napoli e dai napoletani iniziando a separare almeno il ‘secco’ dall’umido’, giorno per giorno, con le mani e con la mente.

paesaggi dell’alta irpinia / FOTO ANTI DISCARICA / condividiamole su Facebook, facciamole circolare (cliccare sulla foto)

perché l’alta irpinia non deve essere una discarica

incolla questo link : http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157626232780153/show/

60 Risposte

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  1. caro angelo
    è un’ottima idea.
    vediamo se lo spirito comunitaria si raccoglie intorno all’idea. io almeno per i prossimi due o tre giorni sono fuori concorso.
    cari amici, su
    fatevi vivi….

    arminio

    28 marzo 2011 at 10:45 pm

  2. condivido approvo e facci ogirare

    Federico Verderosa

    28 marzo 2011 at 10:56 pm

  3. condivido l’iniziativa del nostro Intellettuale del Pragma.

    tuttavia i tempi non prevedono più soltanto manifesti quantunque di intellettuali: il tempo delle petizioni è scaduto.

    Ora si scende in piazza e si parla alla gente, coinvolgendola, informandola, svegliandola dal torpore,rianimandola, spiegando cosa accade e cosa non deve accadere se il popolo si sveglia.

    la politica e la Politica hanno paura del Popolo.

    La Storia in questo è Maestra.

    Se il Blog serve a raccogliere firme per petizioni il sottoscritto non firma

    Se il Blog serve ad organizzare una manifestazione del popolo con il popolo per il popolo io ci sono.

    Intelligenti, pauca.

    Saluti comunitari

    Rocco Quagliariello

    Suggerisco di utilizzare come brano di protesta il magnifico swing del duo Iannacci-Rossi ” i soliti accordi”

    rocco quagliariello

    29 marzo 2011 at 5:52 am

  4. Condivido, anche se la mia opinione lontana non vale niente. Inoltre, sono curioso su un argomento che non si riferisce alle discariche ma agli ospedali. Cioe’, perche’ Antonio Vespucci e’ dovuto andare a Siena per il suo intervento? Non ci sono ospedali adatti in Campania per questo? Grazie.

    Raffaele

    29 marzo 2011 at 6:28 am

  5. no, non ce ne sono per l’intervento subito da vespucci.
    il dott. quagliariello, ce ne può dare conferma in attesa che scenda in piazza

    a_ver

    29 marzo 2011 at 7:47 am

  6. Cari amici, dobbiamo capire che siamo in guerra, una guerra senza esclusione di colpi, saremo invasi, occupati, calpestati da chi ha numeri e voti da mettere in gioco, l’Irpinia, la verde Irpinia sarà solo un ricordo, ci rubano l’acqua, ci impiantano le discariche, e voi veramente pensate che napoli, la grande Napoli, il centro del mondo, sarà in grado di mettere in atto una politica seria sulla raccolta differenziata ??? Allora scusatemi siete dei poveri illusi. Napoli sa che ha all’interno tanto territorio su cui poter vomitare la “monnezza”, lontano dai loro nasi delicati, dagli sguardi indelicati, lontano dalle loro coscienze. La mia Irpinia, la vostra Irpinia, la loro Irpinia altro non è che il buco in cui nascondere le loro manchevolezze e perpetrare le loro nefandezze.
    Siamo alla frutta, il Corso di Avellino è ormai una succursale del rettifilo … stiamo annegando anche se non vediamo alcun mare davanti a noi. Spero, ma ci credo poco in una riscossa di fierezza del popolo irpino, una mobilitazione che porti decine di migliaia di persone in strada, ma statene certi, staranno tutti chiusi al caldo nelle tane che la politica del favoritismo e del personalismo ha saputo blindare in m odo ermetico. Io sarò il primo a scendere in piazza, io sarò il primo a gridare la rabbia che monta dentro di me, perchè se restassi passivo non avrei mai più il coraggio di guardare in faccia mia figlia che un giorno mi chiederà: ma voi dove eravate quando si compivano questi scempi ???

    giovanni ventre

    29 marzo 2011 at 8:20 am

  7. Ottima idea, che completerei con una proposta operativa: la creazione del C.A.S.C.O., un Consiglio Autogestito (della) Società Civile Organizzata, che sia capace di essere alternativa credibile alla banda dei politici cialtroni. Un Consiglio che sia capace di convogliare la voce dei territori (TUTTI I TERRITORI della nostra Regione), rappresentandone le esigenze e imponendo una soluzione condivisa, che abbia per base l’idea del ciclo “pulito” dei rifiuti, la raccolta differenziata (da imporre a Napoli e Provincia con un piano stringente, a tappe forzate, con scadenze “militari”; voi non immaginate nemmeno quanti soldi regionali si sprecano per alimentare le “greppie” messe su dai politici affaristi per pagare bande raccogliticce di persone – casalinghe e altro, il loro serbatoio elettorale – che dovrebbero fare il “porta a porta” per promuovere la differenziata, ma che invece, rubano il sussidio e non si fanno mai vedere, nel silenzio complice di chi chiude entrambi gli occhi), un piano elaborato , proposto e imposto dagli esperti del CASCO, prima approvato dai territori, per la realizzazione di termovalorizzatori a ciclo pulito che produca energia rinnovabile. CAPITE COSA PROPONGO? Non c’è alternativa, non è utopia. Bisogna organizzarsi, lottare ed essere MIGLIORI dei cialtroni che ci rappresentano, a Napoli come a Roma. Migliori delle impresentabili facce dei LEGHISTI, questa nuova forma di etnofobici che campano e speculano sulle paure più becere.Non se ne può più di sopportare la loro ignorante malafede -vedi “gestione” emergenza Lampedusa, sia dal lato “leghista” che da quella del loro compare MPA Lombardo-.
    A questo non c’è alternativa. Su, indossiamo il CASCO e “andiamo in guerra”…Diversamente, ci terremo Bossi & C o faremo le leghette locali, in guerra l’una contro l’ altra e tutte inconsapevolmente ascare dei banditi attualmente al governo. Oppure ci “masturberemo mentalmente”, come dice il mio amico Paolo Bruschi…

    Salvatore D'Angelo

    29 marzo 2011 at 9:28 am

  8. La importanza della Comunità Provvisoria, che però fa anche da contraltare alla spaventosa capacità di triturare il tutto e scegliere chi e coma promuovere, è quella di aver raccolta nel corso dgeli anni visioni e contributi.

    Ciò che. saggiamente e in maniera lungimirante. dice Vespucci, fu avanzato, proposto, tentato di praticare da Raffaele Spagnuolo, che con larga visione di politica ambientale comprese e spiegò come il tema dei rifiuti non può essere circostanziato ad ambiti territoriali dettati semplicemente da confini campanilistici.

    Avrei potuto ora ribadire concetti già espressi, però, metto qui una stralcio, il più significativo, di un documento che Raffaele Spagnuolo ed Amici della Terra, pubblicarano a giugno del 2008, anche su questo blog.
    Era una traccia con una analisi preventiva delle condizioni socio-politiche che hanno portato al disastro senza fine dei rifiuti in Campania. Circostanziava il tema dell’industria dei rifiuti legato all’Irpinia, e legato al compostaggio, proprio come suggerisce , ad esempio Vespucci. (Luca Battista)
    ————————————————————-
    (…)A tal proposito, visto quindi il ritardo della vision dello sviluppo, da parte dei decisori politici e della classe imprenditoriale, per evitare che ancora una volta i finanziamenti non servino a fare sistema, bensì a soluzioni temporalmente ridotte e parziali, forse potrebbe essere proficuo, valutare l’idea di insediare sui nostri territori un distretto industriale vocato ai rifiuti: dialettizzare con lo sviluppo, il tema dei rifiuti: individuare nel ciclo industriale dei rifiuti un possibile asse di sviluppo.
    Questa ipotesi è un’ipotesi realistica, di vero sviluppo perché dura nel tempo, economicamente ed occupazionalmente vantaggiosa, sostenibile con l’ambiente. Con lungimiranza politica, paradossalmente, si potrebbe ribaltare il disaggio in opportunità. Fare del nostro territorio un luogo di sostenibilità ambientale usando il rifiuto per il recupero della materia e dell’energia, per produrre bio gas, compost, per realizzare logistica, ecc. Questo territorio potrebbe diventare molto ricco ed occupare molti giovani. Si potrebbero far lavorare in sinergia il mondo agricolo con una parte del ciclo industriale del rifiuto, quello afferente alla produzione di compostaggio, si potrebbe incentivare la ricerca, si potrebbe attivare il processo di industrializzazione con la nascita di fabbriche che producono a partire dalla materia recuperata e riciclata, ecc. Un indotto moderno e di eccellenza ci porterebbe subito alla ribalta dell’economia e dell’eccellenza politica. Ma soprattutto cominceremmo finalmente a fare ambientalismo scientifico, a discutere d’ambiente e di sostenibilità.

    La proposta quindi è: realizziamo il polo dell’industria del rifiuto in cambio di discariche.
    Visto che con tutta probabilità le discariche sul nostro territorio le insedieranno, semmai con varianti di localizzazioni, di grandezza, di qualità del rifiuto da contenere, ma le faranno, non è meglio cogliere l’opportunità, l’occasione, per realizzare uno sviluppo sostenibile ed economicamente vantaggioso?
    Sicuramente questo polo industriale sarebbe da preferirsi a qualsiasi altro, che per naturale cultura industriale, facendo uso di forti pezzi di chimica e petrolchimica, risulterebbe molto più impattante della naturale materia ed energia che potremmo produrre dal nostro scarto quotidiano, epurato da quello speciale ed industriale.
    Siamo abbastanza forti, così come quando diciamo no, a chiedere economie per realizzare tutto ciò?
    Contribuiamo a voltare pagina, a spronare i decisori politici ad essere moderni, a stimolare in loro un fare politica che sappia governare i processi con lo sviluppo.
    Questo dovrebbe essere il DNA della nuova classe dirigente, questo è auspicabile che diventi, ad esempio, il Partito Democratico.
    Raffaele Spagnuolo
    (1 giugno 2008)

    https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/06/05/il-mio-punto-di-vista-un-contributo-di-raffaele-spagnuolo/#more-890

    luca b

    29 marzo 2011 at 10:11 am

  9. ieri sera a salerno isaia sales parlando con accenti di straordinario entusiasmo di oratorio bizantino
    a un certo punto sembrava vagheggiare qualcosa che somiglia molto a quello di cui parlo salvatore.
    forza, sollecitate altri interventi, raccogliamoci…..

    arminio

    29 marzo 2011 at 10:56 am

  10. il corso di avellino ha solo da guadagnare a diventare una succursale del rettifilo: da strada noiosa e deserta con busti attempati e sussiegosi ad arteria colorita con flusso di gente sveglia e brillante

    sergio gioia

    29 marzo 2011 at 12:17 pm

  11. per Raffaele ed Angelo( su esplicita richiesta)

    la sanità pubblica da circa un trentennio si distingue per “centri di eccellenza” che rispondano almeno a tre requisiti “minimi”

    primo) accreditamento della Struttura secondo le procedure e le previsioni della norma che disciplina l’accreditamento

    secondo) raccordo interospedaliero interuniversitario ed interdipartimentale nazionale ed internazionale con ammissione di lavori scientifici in Riviste Internazionali e Nazionali di assoluto valore a firma dei Primari e dei Direttori dei Dipartimenti di quel “centro di eccellenza”

    terzo) valenze accessorie e personale infermieristico assistenziale non medico di riconosciuta professionalità, qualità secondo il modello” clinica svizzera”….

    Almeno questi tre requisiti minimi consentono di considerare nella “qualità percepita” una struttura una divisione un reparto una unità operativa un dipartimento come “eccellenza”

    Il Governatore Bassolino quando ebbe un problema “delicato e serio” di salute si sottopose ad intervento chirurgico e convalescenza riabilitativa presso una struttura ospedaliera ion Germania, accompagnato dal medico personale e Onorevole PD Pino Petrella…

    L’On.le Ciriaco De Mita, quando è stato sottoposto ad un fallow -up cardiologico nella scorsa estate si è fatto accompagnare dal Presidente della Provincia di Caserta On Zinzi oltre che Primario Ospedaliero alla divisione UTIC e di cardiologia interventistica dell’ospedale di Caserta…

    Buon intenditor, poche parole…

    quando l’intervento è delicato, la problematica complessa, le persone sanno benissimo dove andare, dove trovare centri di eccellenza….

    Bene ha fatto il carissimo Antonio Vespucci a recarsi a Siena, senza nulla togliera ad altri centri di eccellenza di chirurgia ortopedica.
    Un augurio personale di immediata e completa guarigione Antonio…

    Mi risulta che alla città ospedaliera di Avellino inaugarata da non più di tre mesi,quattordici sale operatorie ultramoderne,quattrocento posti letto di degenza, viottolo di campagna di accesso al pronto soccorso larga tre metri e ottantacinque centimetri, ambulanza che tocca con lo specchietto retrovisore destro contro il muro di cinta……
    al malato ricoverato ed ai suoi familiari viene chiesto di portare “da casa” il cambio delle lenzuola…..(sic!!!)

    Ho provato a rispondere ,sommariamente, alla domanda di Raffaele ed alla richiesta di Angelo, riservandomi eventuali approfondimenti sulla materia in pubblici dibattiti ,non escludendo l’evento di Cairano 2011…

    Absit Absit Absit Absit Absit Absit Absit

    Slogan

    Ciascuno al posto che merita per avere ogni cosa al suo posto, ordine disciplina strutture efficienti efficaci, umane, igienicosanitariamente decenti a norma, rispetto della dignità della persona umana e del malato.

    Carissimi saluti

    In attesa di scendere in piazza per la sanità e per il formicoso, senza firmare appelli o manifesti o petizioni.

    Il Popolo organizzato informato motivato FA PAURA
    Saluti cordiali comunitari
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    29 marzo 2011 at 2:14 pm

  12. per Sergio:

    il “rettifilo” di Napoli è un luogo poroso,magico, specialmente per le vie di fuga che non mancano mai…
    tuttavia il tasso di inquinamento da CO2 , Biossido di Azoto e Polveri Sottili è insopportabile, enormemente dannoso al salute.

    teniamoci il corso di avellino, almeno è un isola pedonale, cementificata, in attesa di diventare “VERDE” BIANCO VERDE

    LA BATTUTA DELL’AMICO SI RIFERIVA AL FATTO CHE IL NOVANTA PER CENTO DEI NEGOZI CHE VI SONO AL CVE DI AVELLINO SONO IN MANO A COMMERCIANTI NAPOLETANI CHE PAGANO FITTI ESORBITANTI ,IN QUESTO SENSO SOMIGLIAMO AL RETTIFILO( CAOS E COMMERCIO NAPOLETANO)

    nessuna polemica, io amo Napoli, ma Avellino non può e non deve diventare come secondigliano o come scampìa con tutto il rispetto per gli abitanti di quei quartieri periferici della megalopoli napoletana

    RQ

    rocco quagliariello

    29 marzo 2011 at 2:22 pm

  13. Avellino, così come Benevento (ed in parte Caserta), non esisterebbero nella cognizione nazionale ed europea, se non fossero saldamente legate ai destini di Napoli. Banalmente, il buon cibo ed i grandi vini, prodotti sulle nostre terre, hanno mercato e possibilità di generare benessere economico in Irpinia in funzione di bacini di utenza “metropolitani”. Questa evidenza , la si può facilmente riscontrare già in altre regioni come la Lombardia o il Lazio. (Calcata , ad esempio ed i paesi contermini, hanno ripreso senso solo in funzione del rapporto con l’area metropolitana della capitale).

    luca b

    29 marzo 2011 at 3:18 pm

  14. io un documento contro discariche, abusi e mafie (e intellettali ignavi) lo firmo quando volete.
    mauro f. minervino

    mauro francesco minervino

    29 marzo 2011 at 4:47 pm

  15. Su ragazzi, raccogliamo l’imnvito di Arminio, voliamo più alto. Luca ne ha dato un buon esempio; mi pare una buona cosa anche la proposta di Vespucci e l’idea di questo manifesto. Ma – e mi ripeto – occorre allargare l’orizzonte, incominciare a pensare a un soggetto politico autonomo dei territori, che sia nucleo federativo di uno più grande che dia voce a tutto il Sud (ma che non abbia nulla a che spartire con i vecchi compari dell’MPA o con le leghette locali), che abbia base federalista, repubblicana, democratica, di cultura meridionalista e nazionale – Guido Dorso, grandissimo Irpino,Giustino Fortunato, Salvemini, Gramsci, Tommaso Fiore, con agganci con Piero Gobetti, Carlo Cattaneo e Carlo Pisacane ecc.- antileghista all’ennesima potenza, che sia capace di una proposta politica che parta :

    a)dalla rilettura del Risorgimento, che fu “conquista regia”, sanguinosa guerra civile purtroppo senza strategia né guida, ma che non fu “brigantaggio” e banditismo puro e semplice, ma mera creazione di una colonia interna buona per il mercato nazionale, in condizione di minorità economica, politica e psicologica.
    Tutto questo non al fine di “rompere” definitivamente l’Italia, ma che rompa “QUESTA” Italia dei banditi e del patto di ferro leghista-berlusconian-mafioso sì.
    b) un nuovo assetto istituzionale dello Stato, su base federale, ma fondato sulla devolozione dei poteri ai Comuni e ai territori. Ne ho già parlato altrove. Ribadisco qui tutti quei punti.
    c) uno stato nazionale, democratico,laico, aidieologico, federale,solidarista, antileghista, europeista, antinucleare, che propugni una produzione più “dolce”, fondata sulle energie rinnovabili e contro gli sprechi, che abbia per base IL PAESAGGIO, LA TERRA, L’ARIA, LA LUCE.
    d)uno stato federale che promuova una politica di reale cooperazione tra i popoli, fondata non sulla rapina né sugli scambi ineguali (questi saranno sempre “ineguali” finchè non saranno colmati i gap che gli Stati ricchi hanno creato, perchè la ricchezza dell’Occidente è basata sulla rapina dell’Oriente e del Sud del Mondo: non esiste solo la “storia degli avvenimenti politici e delle guerre”, ma anche e soprattutto la “storia dell’economia e dell’accumulazione delle ricchezze delle nazioni”, lo diceva un certo Adam Smith già a fine Ottocento)
    Ma quel che mi preme dire sopra ogni altra cosa è che bisogna avere il coraggio e la forza di PROMUOVERE UN SOGGETTO POLITICO AUTONOMO capace di creare un BLOCCO SUD e poi di CENTRO SUD che inglobi tutte le forze e i ceti sociali, imprenditori, produttori, intellettuali, lavoratori, giovani, donne della “colonia Sud”, che sia capace di “imporre” questo dibattito, con la forza della politica e dei numeri, che sia capace di parlare ai confratelli del resto d’Italia un linguaggio nuovo e credibile, al di fuori del “bla bla” chiacchierotico di “questi” partiti, ridotti a gusci vuoti, a macchine clientelari e di corruzione dove anche i giovani e quelli in buona fede vengono prima o poi o assorbiti in questa logica di separazione o gettano la spugna.
    Non si tratta di suscitare un nuovo odio o un nuovo qualunquismo “antipartiti”, no. C’è molto da prendere e da imparare dalla tradizione cattolica, ex comunista e dalle parti più nobili e solide della Destra liberale e popolare; mentre bisogna tirare la catena del wc della Storia su ogni forma di totalitarismo vecchio (nazi-fascio-comunismo sovietico) e nuovo (l’etnofascismo xenofobo leghista e il fascismo mediatico alla vasellina di tipo berlusconiano). Ma occorre creare un Nuovo Soggetto Politico che esprima questo Blocco di Centro Sud interclassista che propugni una politica federale autenticamente democratica.
    ORATORIO BIZANTINO, in proposito, è un gran bel testo, che rappresenta degnamente – in maniera letterariamente alta e semplice- queste istanze di nuovo , che non sono solo irpine, ma di tutte le “periferie del mondo”.
    Lo so, sembra utopia. Ma senza tensione ideale non si va da nessuna parte.
    Su, alziamo il livello, parliamone, discutiamone. Confrontiamoci con rispetto e volontà di emulazione, senza protagonismi reciprocamente dileggianti,ma con l’idea comune di portare ciascuno una pietra alla costruzione di una “nuova casa”.

    PS.
    Propongo, a proposito di eventi per Cairano 7x, di mettere a confronto ORATORIO BIZANTINO di Franco Arminio, TERRONI di Pino Aprile (che va letto con attenzione, fuori da ogni pregiudizio) e POLENTONI di Angelo Del Boca. Come primo menento per avviare una tre giorni sulla QUESTIONE FEDERALE, dove portare tutta l’immensa forza del pensiero democratico , meridionalista e federalista.

    Salvatore D'Angelo

    29 marzo 2011 at 6:14 pm

  16. il modello del piano regionale è basato sull’incenerimento dei rifiuti, pratica molto pericolosa già se è fatta con i dovuti controlli…..
    e sulle discariche
    che si immagina di fare nella campania interna
    come suggerito dal procuratore lepore e dai trentancinque sedicenti intellettuali….

    la cp c’è e si farà sentire…..
    e appena avrò un pò di pace
    mi dedicherò al lavoro che indica salvatore.

    arminio

    29 marzo 2011 at 7:26 pm

  17. sono le sei meno un quarto. sono al lavoro da tre ore….
    più tardi parto per avellino
    ho davanti a me giornate lunghe come muraglie cinesi….
    non capisco che gusto ci prova la gente a vivere
    mezza addormentata, senza sogni, senza provare a fare nulla di grande….

    arminio

    30 marzo 2011 at 4:45 am

  18. la proposta di Salvatore d’Angelo, impaginata in questo Post un poco più su nei commenti, lascia basìti, senza parole.

    Riflettendo, … Dorso, Fortunato Salvemini Gramsci,
    Tommaso Fiore…
    Gobetti Cattaneo Pisacane…

    Terroni Polentoni… etnofascismo xenofobo leghista
    fascismo mediatico alla vasellina berlusconiano…

    Qui si rischia di spaccare la Comunità Provvisoria attraverso una diaspora non organizzativa operativa
    funziogrammatica, bensi’ ideologica ideal tipica,

    Ognuno ha la sua biografia umana professionale e “politica”.

    Ripeto: “il sol dell’avvenire” è già tramontato da un bel po’, non essendo mai “sorto”: utopico appunto…

    La rupe dell’Utopia mi sta bene, ma l’insalata di rimforzo non mi sta affatto bene, in genere la mangiamo a Natale…

    qui’ si intende “volare alto” con ” rottura” “spaccatura” …

    se il gioo si dovesse fare “duro”, per me non ci sarebbero problemi…

    Buon Intenditor …
    Intelligenti,, pauca

    Absit…

    Amici Compagni Camerati Leghisti Anarchici Radical chic giacobini ribelli, profeti, salmisti omofobi, Comunitari di ogni latitudine e longitudine: Mostrate “i muscoli” attraverso le Vostre Idee. Grazie.

    Cordialmente
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    30 marzo 2011 at 6:32 am

  19. @ RQ: grazie per la tua esauriente risposta alla mia domanda, ma che tristezza!
    @ LB: spero che la tua proposta sara’ almeno discussa senza pregiudizi. Industrializzare il processo di smaltimento dei rifiuti si puo’ fare con vantaggi economici e danni minimi ed accettabili se siamo disposti a pagarne le spese, e questo vale anche per gli inceneritori.
    @ SD’A: grande proposte e spero che avrai la cooperazione necessaria almeno per discuterle.

    Raffaele

    30 marzo 2011 at 6:46 am

  20. Voglio dire che

    se la CP sta per diventare un “Soggetto Politico” con oltre due mesi di ritardo, rispetto alla data del diciassette gennaio duemilaundici, è bene che se ne parli , “de visu” prima del sei aprile…

    ma oggi è trenta marzo, al sei aprile manca solo una settimana….

    questo risveglio delle coscienze politiche del Gruppo è ben vero conseguenza di una “provocazione grave” iniziata con i reiterati interventi Autorevoli del Procuratore della Repubblica di Napoli G D Lepore, conclusasi con la seduta marasmatica del Consiglio Regionale della scorsa settimana e con l’appello dei trentacinque “intellettuali servi del potere” “funzionali al business dell’ecomafia”…

    Per costruire una “nuova casa” comunitaria è bene affidarsi oltre che al Profeta ed al Saggio Mauro Orlando , ad Archi ad Arche ed Ing.

    Partiamo dagli scavi, programmiamo solide e robuste fondamenta , poi inseriamo ” materiali e metodi”, infine il contenuto, la vision la mission e l’organigramma con il funziogramma, cariche, comitati scientifici comitati organizzatori, consiglio dei saggi, consiglio supremo e Presidente con Poteri pieni

    Io sono abituato a fare cosi’, cosi’ mi hanno insegnato e cosi’ intendo procedere senza fretta con metodo secondo scienza coscienza prudenza e diligenza…

    Se invece si scende in piazza a fianco del popolo col popolo per il popolo dopo averlo informato correttamente allora sono pronto.

    Grazie a Tutti

    RQ

    rocco quagliariello

    30 marzo 2011 at 7:00 am

  21. Vecchio e nuovo…….

    La dannazione di essere “campani o irpini”,per uno che per scelta ha deciso prima di tutto di vivere nel “profondo nord” e cercare di non perdere la sua identità irpina e costretto a difendere anche ideologicamente di essere unitario e italiano contro la barbarica e plebea “politica culturale” di Bossi e quella cinica , sofistica e manageriale di Tremonti.Tornavo in Irpina per gli affetti e le festività e negli ultimi anni per tentare di realizzare un sogno e una speranza possibile con la Comunità provvisoria costringendo le mie conoscenze e la mia esperienza esistenziale ad una analisi basata epistemologicamente sulla libertà ,sul sospetto,il dubbio e la speranza e a scelte pratiche e politiche conseguenti e alternative. L’inadeguatezza del dibattito della società politica nella nostra provincia fa più male ed è più increscioso dei “raccapriccianti e sordi” alterchi leghisti e antipolitici che siamo costretti quotidianamente a subire al Nord come attentato alla nostra intelligenza ed esperienza.
    Per cautelarmi da sbandate di nuova utopia o di vecchie ideologie uso ritonare ai classici del pensiero filosofico-politico e ho riletto “l’apologia di Socrate” e la attualità del dramma di Socrate rispetto alla “irenica” democrazia ateniese, non per semplice e aristocratico gusto di citazione , mi ha riproposto ancora una volta la centralità dell’increscioso ,doloroso e inadeguato rapporto Potere-Sapere nella storia e anche in Irpinia.
    “ vecchi intellettuali ” che si ostinano a pensare e proporre con schietto realismo machiavellico che alla fin fine :” la politica ha come fine la conquista del potere e resta legata ad una funzione da svolgere. Pur ammettendo solo teoricamente che il potere fine a sé stesso può rivela ben presto una dannazione o una attrazione mefistofelica”. Vecchio e abusato vizio del fondo cinico e doppio della nostra cultura meridionale.
    Io mi sono stentito per contrasto “un giovane” umanistico e antiquato guicciardiniano “di sinistra ” che si sente costretto dagli “arcana imperi” e dai “mercati postribolari” a recuperare il gusto e a coltivare la presunzione di sentirsi diversi, di immaginare diversamente il proprio futuro e a pretendere dai propri governanti sempre e comunque che i valori stiano ai principi come la chiarezza alla realtà in un contesto che ci delude e ci deprime di continuo.E abbiamo trovato anche un “pazzo ed inattuale” poeta che ci descriveva con fascino e realismo la sua strada ….”la paesologia” e ci indicava un viaggio fascinoso e leggero verso un paradosso e una sfida : Cairano ….“piccolo paese dalla grande vita”.
    Sapevo che dialetticamente non c’era gara , non c’è confronto possibile per la forbice sempre più divaricata tra società politica e società civile : su queste basi non si alimenta il sano “conflitto” che è il cuore e il sangue del pensiero e della pratica della “politica” che non è solo alterco e agonismo sofistico o classico tra etica delle convinzioni o etica della responsabilità. Non avevamo preso in considerazione che esiste anche un contrasto e un conflitto tra una esperienza “comunitaria” ed una moderna esperienza di “società civile” che sono ambiti distinti ed esprimono modelli sociali diversi.”La comunità indica un insieme di individui caratterizzati da rapporti di solidarietà,da interessi convergenti , da ideali e speranze condivise, e quindi coeso e compatto ; la società indica ,per contro, un organismo assai più complesso e soprattutto frazionato al suo interno,gerarchico ,scarificato socialmente ed economicamente,percorso da spinte molteplici e da interessi divergenti. Noi in questo momento stiamo vivendo questa seconda distinzione/opposizione ((comunità-società) sovrapponendo alla prima (società politica-società civile)
    Questa è la dannazione vera della cultura e della politica irpina : lo scarto tra una pervicace presunzione comunque di “essere figli di un pensiero nobile” ed essere soprattutto capaci di pensare e agire fatti politici per poi “costruire motivazioni” e recuperare “identità attraverso la ricerca delle soluzioni possibili” per un futuro concreto e l’insoddisfatto “istintivo” appagamento di “una identità” e “un orgoglio” che vediamo con leggerezza sulle bandiere un po’ ridicole dei “leghismi’ nostrani che circolano non sempre carsicamente tra di noi in una miscela esplosiva tra antipolitica,post-o- antidemocrazia. Dannazione di tutte le richieste di i riscatti o cambi di potere in nome dell’orgoglio identitario ideologico,autoreferenziale e approssimativo. Ulteriore smacco e offesa comunque alla Politica come “grande aspirazione a dominare essa stessa “ o “ a caricarla di risposte alle questioni e non di messaggi palingenetici sulle grandi strategie”
    La politica, come l’etica ,è soprattutto una scienza pratica, ossia una scienza legata alla sfera contingente dell’azione ma anche l’occasione delle esperienze esistenziali e culturali distinte e di relazioni anche “conflittuali”.
    E’ proprio il sano ,concreto e salutare “conflitto”(pòlemos) politico che manca in Irpinia non solo per motivi generazionali ma soprattutto culturali.
    Più “conflitto” perché più politica pensata e praticata. Evitando sia la retorica della testimonianza che la vuota dialettica tra “vecchio e nuovo”,come effetto di spoliticizzazione del soggetto-cittadino destinato alle accattivanti e facili fauci dell’antipolitica da una parte e “dalla libertà negativa e passiva” condannata all’inazione e appagata nella non-partecipazione politica.
    Infine una speranza ”….il problema del recupero della politica , partendo dalla valorizzazione della comunità come soggetto del rinnovamento” potrebbe trovarci in una discussione vera. Il viaggio esistenziale e politico che abbiamo iniziato nella “comunità provvisoria” non ha bisogno di “pesanti e ricche valigie o masserizie identitarie”da custodire o esibire durante il cammino e neanche pretendere poteri ma di cercare strumenti diversi e praticare linguaggi ricchi e idee lunghe e possibili,”sogni pratici” che ci aiutino nella chiarezza a “trovare e costruire una motivazione che ci tenga insieme” e a definire una “funzione” utile per noi ,la nostra gente e il nostro territorio .E’ questo il nostro ordine del giorno? Sono questi sogni,le speranze che coltiviamo nel cuore e nella mente? Sono queste le domande che sto ponendo soprattutto a me stesso a livello filosofico ed esistenziale perché ritengo riduttivo e pericoloso ragionare per categorie desuete considerate ancora in contrasto solo dialettico (Potere-società civile,comunità)

    PS: questo scritto riciclato pone domande che non richiedono risposte .E’ da leggere , se si vuole , e subito da dimenticare…grazie!

    Mauro Orlando

    Mauro Orlando

    30 marzo 2011 at 7:58 am

  22. Ho letto, condivido nella sostanza il Mauro pensiero,

    non rispondo, ma neppure dimentico cio’ che ho avuto

    il piacere di leggere.

    RQ

    rocco quagliariello

    30 marzo 2011 at 9:54 am

  23. Mi ripeto per pigrizia: più che dei no, mi applicherei a porre le condizioni dei sì. La proposta di Vespucci, Verderosa, Spagnuolo (che mi piacerebbe leggere in questo blog senza mediazioni…) va in questa direzione che a me pare la più giusta. In altri termini, provincializzare non i rifiuti (che mi pare una scemenza) ma i vari pezzi di cui si deve comporre una razionale filiera della gestione dei rifiuti. Mettendo insieme (al solito!) non i ‘territori’ ma le persone, siano esse di atripalda, afragola, caivano o succivo.
    p.s. … allestiremo un giorno un commentario non enciclopedico e senza pantheon?

    paolo

    30 marzo 2011 at 10:35 am

  24. elenco parziale “reale” dei firmatari dell’appello di cui al Post “35 servi”

    Franco Ortolani

    Giulio Pane

    Aldo Masullo

    Raffaele Porta

    Raffaele Raimondi

    Giovan Battista de Medici

    Francesco de Notaris

    Questi nominativi Autorevoli ed Illustri rapresentano il “Nucleo Forte” dei firmatari dell’Appello di cui al Post “35 servi”.
    in verità l’appello dei 35 “intellettuali i napoletani prevedeva una nuova discarica nel Sannio
    nel Beneventano, non in Irpinia, come risulta dalla fonte da cui sono stati rilevati i nomi indicati
    http://www.bmagazine.info/en/attualita/136-una-nuova-discarica-a-benevento-ecco-lo-sconvolgente-“appello”…

    per doverosa collaborazione nella ricerca delle verità “nascoste”, utili alla causa del Profeta…

    operaio umide della vigna….
    RQ

    All’attenzione del Profeta…

    RQ

    rocco quagliariello

    30 marzo 2011 at 10:51 am

  25. Ad un ragionamento sbagliato bisogna opporre un ragionamento corretto. non mi appassiona la ricerca dei 35 firmatari.
    Ovviamente se è sbagliato fare una discarica in irpinia lo sarà anche nel sannio. oppure è in corso anche la provincializzazione del buon senso?

    paolo

    30 marzo 2011 at 11:08 am

  26. Vedo con piacere un grande fermento intorno al problema rifiuti. Mi compiaccio per le bellissime idee apportate un pò da tutti, ma mi sento in dovere di precisare alcune cose. In risposta a Sergio quel mio modo di dire che il Corso di Avellino somiglia sempre più al rettifilo di Napoli era inteso a mettere in risalto che il commercio cittadino è stato ucciso da commercianti che come cavallette hanno sciamato sul campo distruggendolo. Al corso di Avellino l’affitto medio di un locale commerciale è di 10.000 Euro al mese. UN commerciante non può sostenere una spesa del genere, come mai invece i negozi proliferano ??? O sono tutte “lavanderie” o tutti aspiranti suicidi ( economicamente parlando ), in secondo luogo, ben messo in risalto da Rocco Quagliariello, non ho alcun desiderio di vedere il Corso di Avellino ridotto ad essere una camera a gas, prigioniero di auto, moto, bus … e persone che come impazzite cercano una via di fuga tra parafanghi e tubi di scappamento, anelo piuttosto al silenzio profondo di Aquilonia. Per quanto concerne l’immondiia ho solo posto l’accento sul fatto che se si aprono nuove discariche, Napoli, la grande Napoli, la città senza la quale non siamo capaci di vivere, di produrre, di lavorare, forse anche di pensare, non so come Luca possa affermare certe cose. In ogni caso nelle realtà che lui cita c’è un rapporto di reciprocità e di rispetto, che Luca sappia, Napoli ci ha mai rispettato ??? E sia ben inteso non intendo i napoletani, ma i decisori, quelli che ci fottono giorno per giorno, quelli che vivono di rendita, quelli che pensano solo a come arricchire … e la “monnezza” è ricchezza. Se si fa una differenziata seria finisce il magna magna … Tutto il resto sono parole. Caro Luca, sono 16 anni, 5840 giorni, 140.160 ore, 8.409.600 minuti … che esiste il problema Monnezza in Campania, a Napoli, come in Irpinia, e chi cerca di porre fine a questo scempio dovrebbe essere premiato non mortificato con l’apertura di nuove discariche che fanno male sopretutto a Napoli. Sedici anni di mangia mangia e intanto … ” Campa Cavallo, che l’erba … MUORE !!! Ma serve ancora l’erba ???

    giovanni ventre

    30 marzo 2011 at 11:52 am

  27. “per Franco Arminio”

    >>> “si fa tanto parlare dell’impegno civico degli Intellettuali che dovrebbe favorire la costruzione di una società più protesa verso il bene comune…
    ebbene,a Napoli, prprio alla probabile vigilia di una nuova crisi della gestione dei rifiuti, 35 “pensatori”
    tra Docenti Universitari, Medici,Liberi Professionisti e rappresentanti di associazioni hanno presentato una richiest al Presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, per chiedere al Governatore di utilizzare i poteri determinati dalla “somma urgenza” per aprire una nuova discarica FUORI DELLA PROVINCIA DI NAPOLI.
    L’appello è stato consegnato in Regione sabato scorso
    Tra i firmatari figurano, A M filosofo già Direttore del Dipartimento di Filosofia dell’Universirtà di Napoli, onnipresente alle manifestazioni irpine “Borgo dei Filosofi”, R R Magistrato Presidente Emerito della Corte di Cassazione, G B dM Docente di Geologia Applicata alla Federico II, G P Architetto, R P Professore Ordinario di Biochimica presso la Facoltà Agraria Federico II, F d N ex Senatore della “Rete” partito fondato da Leoluca Orlando poi confluito nei Democratici, Direttore resposabile del Bollettino delle assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia ed infine F O Ordinario di Geologia Università Federico II Napoli

    ” Dove in Provincia di Avellino e Benevento c’è un abitante in Provincia di Napoli ce ne sono diciotto”…
    Per cui è impossbile reperirvi ed allocarvi senza compromettere il diritto alla salute ed alla mobilità impianti industriali di discarica degni di questo nome “””…..

    Proprio quelle discariche che i “Pensatori” in simbiosi con il Procuratore della Repubblica di Napoli Dott GB L, vorrebbero trasferire nei territori di Avellino e Benevento che hanno avviato una raccolta differenziata che sfiora il 50%…

    Un atteggiamento moralmente ed involontariamente collusivo rispetto alle dinamiche criminali che hanno generato tutto cio’…

    Napoli non è riuscita a risolvere uno solo dei problemi atavici e storicamente in mano alla criminalità organizzata…

    L’unica cosa che è riuscita ad ottenere è il congestionamento urbano e l’edilizia abusiva…

    Tuttavia proprio in base alla sua straordinaria densità abitativa Napoli riesce ad accaparrarsi la stragrande maggioranza delle risorse regionali…

    Da una parte cioè Napoli utilizza questa leva per incassare più fondi possibili, dall’altra la agita per riversare le proprie responsabilità sui territori montani collinari delle aree interne dell’avellinese e del beneventano…

    E’ tempo di scelte coraggiose per il RIPRISTINO DELLA LEGALITA’…….>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

    rocco quagliariello

    30 marzo 2011 at 7:05 pm

  28. da Gcarlo de Grenet (Napoli) a Angelo Verderosa (Irpinia) :
    “credo , sono convinto, che è necessario impedire ai napoletani (come a chiunque )di sversare i propri rifiuti a casa d’altri. non c’è discarica che non si esqurisca in pochi mesi, nè sarà più possibile bonificarla! Napoletani fareste la discarica nel vostro giardino , nel vostro terrazzo, nella vostra cucina? Non c’è altra soluzione: ora, da domani differenziate e depositate subito fuori casa “mucchi differenziati” e, se non li ritirano, non pagate la tassa per tutti i giorni che restano lì. (Documentate con foto)! Allora coraggio! prendiamo mascherine, guanti e … zerbini nuovi e …auguri!!!! No alla discarica in Irpinia: l’ultimo nostro “giardino”!!!!!!!!!! “

    a_ver

    30 marzo 2011 at 9:19 pm

  29. Caro Paolo, Spagnuolo scriverà su questo blog se lo riterrà. Quella posizione era ed è la posizione condivisa di un’intera organizzazione ambientalista , non solo a livello locale.

    luca b

    30 marzo 2011 at 9:31 pm

  30. L’idea di accogliere la frazione umida ed avviare un ciclo esemplare di riciclo con la produzione ed utilizzo del compost non è solo – e magnificamente – “leale”, “generosa” e “costruttiva”: dimostrerebbe un livello di consapevolezza civile, ambientale, culturale, decisamente superiore, e potrebbe diventare un modello di riferimento per la Regione e l’intero paese.

    Donatella Mazzoleni

    31 marzo 2011 at 8:58 am

  31. che cosa atroce che quest’idea sia venuta dall’assise di palazzo marigliano, che si vanta di essere il faro della napoli migliore…che cosa malinconica che masullo invecchi così…una reputazione si costruisce in una vita, ma per perderla basta l’istante di…una firma!

    sergio gioia

    31 marzo 2011 at 11:47 am

  32. Non sto dicendo di trasformare la CP in Partito o Movimento Politico. Ho solo espresso la mia visione generale . Non può essere un blog a fondare un nuovo soggetto politico.

    Intanto, sullo specifico del post ribadisco :
    a) va raccolto l’appello di Angelo Verderosa a sottoscrivere questo manifesto, perché mi pare impostazione corretta e sensata; e ancora più efficace mi pare la proposta da lui ribadita assieme a Giancarlo De Grenet.

    b) Come CP potremmo benissimo elaborare una proposta compiuta e alternativa sul “ciclo pulito di smaltimento dei rifiuti” in TUTTA LA NOSTRA REGIONE, e non arroccarci in una (quasi) perdente e miope “difesa” della nostra “piccola patria locale” che qui si chiama Formicoso-Irpinia, altrove Ferrandelle (Casertano), Pianura (Napoli e Provincia), siti cilentani eccetera. Senza una visione comune saremmo giocoforza facilmente sconfitti. Occorre, invece, dimostrare una “capacità di proposta e di direzione” che renda palmare, plastica la DEMAGOGICA CIALTRONERIA dei politici regionali

    c) la proposta di Vespucci mi pare nasca proprio sul terreno che io prefiguro e dimostra che il territorio ( I TERRITORI) sanno esprimere capacità di proposta e direzione.

    Per questo pensavo alla proposta di creare un organismo, che ho chiamato CASCO (Consiglio Autogestito Società Civile Organizzata) che fosse rappresentativo di tutti i comitati locali che qui e là hanno combattuto contro “questo” piano regionale basato sulla distruzione del territorio e – cosa inconfessabile- sull’occulto patto clientelar- camorrista.

    Questo per quanto riguarda il punto specifico del post.

    E’ evidente che la questione rifiuti, del Piano sanitario regionale, del ciclo energetico eccetera, SONO TERRENO DI RIFLESSIONE POLITICA PIU’ AMPIA, e pongono interrogativi più grandi e generali.

    Nulla di “ideologico”, ma un riflettere su questioni CONCRETE, REALI, IRRISOLTE, che si trascinano da un SECOLO e che il pensiero politico dominante (di ogni colorazione tradizionale) non ha saputo o voluto risolvere perché aveva un altro orizzonte, che non è quello del PENSIERO MERIDIANO o del PENSIERO PAESOLOGICO, che invece esprime una impostazione nuova, sensata, politicamente percorribile.

    Ma per essere “percorso” questo sentiero ha bisogno della forza di un movimento (soggetto politico), senza il quale resta pura accademia, una nobilissima mistica che lascia le cose così come sono.

    Ora, se Franco Arminio e la sua scrittura hanno un merito, al di là di quello indubbio della qualità letteraria, è quello di far “pensare e riflettere politicamente” in maniera nuova e affascinante.

    Qui sono venute fuori proposte (Vespucci, Luca Battista, Verderosa, Mazzoleni e su un piano filosofico più complesso anche Mauro Orlando) che si pongono in maniera naturale e conseguenziale sul terreno paesologico.

    Come farle diventare proposta politica senza un “soggetto politico”?

    Questo è il senso del mio primo intervento. Di sicuro i Partiti attualmente al potere e quelli che li hanno preceduti NON SONO SU QUESTO TERRENO, e continuano a fare danni.

    Dunque? Lo capiamo o no che occorre un diverso e nuovo “soggetto politico”?

    Come debba essere , cosa debba proporre e per cosa debba lottare, può solo venire dalla dialettica sociale.

    Io posso solo dire le mie idee, al riguardo. Ed è quello che ho fatto. Non ho nemmeno per un istante pensato che la CP debba trasformarsi in Partito politico. Tuttalpiù può essere fucina di idee, proposte, movimento di spinta e di costruzione. Questo sì. Ma occorre ben altro e molto di più.

    Salvatore D'Angelo

    31 marzo 2011 at 12:53 pm

  33. Stamatina sul mattino di Napoli nelle pagine dedicate all’Irpiniac’è un articolo dal titolo “Napoli,la decadenza e il riscatto possibile” di Gerardo De Fabrizio, dove si legge una dura analisi di Ciriaco De Mita, è una delle poche volte che mi trovo allineato al pensiero del grande statista irpino. http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20110331&ediz=AVELLINO&npag=39&file=obj_1652.xml&type=STANDARD.

    giovanni ventre

    31 marzo 2011 at 2:12 pm

  34. sTANDO A QUANDO VIENE RIPORTATO DAL CRONISTA dell’intervento del Vecchio Nuscano ,io tutta ‘sta grandezza nel “pensiero” demitiano -sul problema specifico- non ce la vedo. In sostanza non dice nulla se non sfoderare sornionamente la solita logica di “rassicurare la piccola patria locale”, a fini di spostamento degli equilibri interni al Governo regionale (Cicero pro “nepote suo?”), secondo logica di vecchio cabotaggio democristian-bassoliniano, che ci ha poi ridotti a questo punto. Da uno “statista” o ex tale ci si aspettava una capacità di proposta rivolta al territorio, a TUTTO IL TERRITORIO. Molto più seria e qualificata la proposta di Vespucci e l’appello di Verderosa e De Grenet. Se poi vogliamo dirla tutta – e lo ribadisco- occorre mettere insieme una PROPOSTA PER IL CICLO PULITO DEI RIFIUTI che sia di TUTTI I TERRITORI, basata su un punto fermo chiaro e comprensibile, una “linea del Piave” oltre la quale a nessuno è consentuito passare: NO EMERGENZA NO DISCARICHE MA DIFFERENZIATA. Cosa che è stato espresso a chiare lettere dalle genti Irpine, da quelle di Chiaiano, Pianura, del Casertano e del Cilento. Partire semplicemente da qui. E poi tutto quel che ne consegue e che ho elencato nel primo intervento.

    PS Lo ha detto Marco De Marco, Direttore del Corriere del Mezzogiorno: ogni discussione istituzionale sul problema rifiuti dovrebbe avvenire “alla luce del sole” e con la massima pubblicità possibile, in mezzo alle popolazioni interessate, le quali hanno il diritto di essere informate PRIMA delle decisioni e di capire CHI fa il gioco delle tre carte.
    Sottoscrivo in pieno.

    Salvatore D'Angelo

    31 marzo 2011 at 5:01 pm

  35. Errata corrige : Leggasi nell’incipit “Stando a QUANTO viene riportato dal cronista”

    Salvatore D'Angelo

    31 marzo 2011 at 5:02 pm

  36. Giovanni, pensa cosa avrebbe potuto essere Napoli e la Regione se De Mita avesse potuto scegliere almeno un sindaco di quella città, una manciata di vicepresidenti e assessori regionali alla sanità, mezzo apparato burocratico… purtroppo ho fatto tutto io che non ci capivo un c.!

    paolo

    31 marzo 2011 at 5:05 pm

  37. infatti carissimi amici ho detto che quasi mai mi trovo allineato al pensiero del grande burattinaio … ma questa volta, forse perchè ha pensato in modo semplice, semplice, mi trova d’accordo. Ciò non toglie che a seguito del discorso sia auspicabile anzi sia obbligatorio che il problema venga risolto da tutti, da Caserta a Salerno a Benevento, ad Avellino, a Napoli … e lo si può risolvere solo con una differenziata condivisa, voluta, accettata … ma Napoli da questo orecchio non ci sente … non ci sente … e se il Procuratore della Repubblica, uomo di legge, difensore dei diritti dei cittadini non sa fare altro che indicare nuove discariche che siano esse ad Avellino o a Panicuocolo e viene subito preso in seria considerazione da consiglieri regionali indifferenti ai problemi altrui ecco che il quadro si complica e scusatemi ma mi hanno sempre detto che : Quann’ o mmierico penza … o malato more !!!
    A Paolo … De Mita è come le cavallette, dove arriva distrugge … perchè i suoi animaletti preferiti sono addestrati a mangiare tutto quello che capita loro a tiro, e poi lo sai che lui ama gli acefali … quelli che sanno solo dire signorsi …

    giovanni ventre

    31 marzo 2011 at 6:35 pm

  38. Sono completamente d’accordo.
    La frazione umida va in zone agricole per essere trasformato in concimo, e il resto in una struttura veramente ecologica in grado di generare energia elettrica nella zona industriale dimessa di Napoli orientale. Se si resce a far funzionare una struttura di questo tipo al centro di Vienna…

    Iain Chambers

    31 marzo 2011 at 7:59 pm

  39. cari amici
    scrivete e fate scrivere. cairano ha senso se c’è un fuoco acceso intorno ai nostri territori, se produciamo concetti, se facciamo gesti
    che abbiamo l’orizzonte di una nuova comunità.
    e la comunità provvisoria è una strada, è un luogo di transizione tra la società che c’è e non funziona,
    e la comunità che deve venire, una comunità nuova, mai vista, mai concepita.

    arminio

    1 aprile 2011 at 5:38 am

  40. Per Salvatore Saldan Soter 54

    “come” Tu inviti me a non esprimere giudizi sulle persone e non inserire commenti non attinenti in alcuni Post di cui sei autore,

    “cosi'” ora io invito Te a non “demolire” il

    “Ciriaco-Pensiero” che da almeno quarantacinque anni

    in Campania, Provincia di Caserta compresa, è di gran lunga il pensiero Politico migliore ed impareggiabile che mente umana “autoctona indigena” abbia saputo produrre nella nostra amata “Campania”.

    Ti ringrazio a prescindere e ti invito a rispettare l’invito cordiale come io ho rispettato il Tuo.

    Un caro fraterno amicale saluto

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    1 aprile 2011 at 9:34 am

  41. E’ scomparso, rimosso(?) un mio ironico commento che avevo inviato nelle prime ore mattutine odierne, sistemato immediatamente dopo l’utimo arminianoimmediatamente prima del commento dedicato a Saldan Soter 54
    inspiegabilmente forse solo perchè vi era in esso un implicito riferimento alla data odierna…

    avanti, forza con il formalismo bigotto baciapile intollerante, con il sistema delle “regole del Blog” che funzionano e si applicano “in base agli umori” ed in base a Chi firma i suoi commenti ironici.

    Non è in mio potere modificare la data del primo aprile ….

    Ogni qual volta Qualcuno preposto ritiene che il comportamento di commentatore sul Blog non sia in linea con il
    “target gradito” “Operaio della vigna”

    arriva la mannaia e con essa la censura.

    piccoli Paesi grande vita

    grandi >Blog piccole scaramucce moralistiche…

    Absit
    Iniuria
    Verbis

    Questa rimozione , incauta, incomprensibile, inspiegabile, inopinata, è un indicatore degli stati d’animo e mi spinge a non partecipare alla riunione del sei aprile duemilaundici pro loco cairano.

    Grazie all’Autore del Post ed all’Amministratore del Blog (qualora informato del dettaglio mattutino odierno)

    Ad entrambi un caro saluto

    RQ

    complimenti a chi lo ha rimosso

    rocco quagliariello

    1 aprile 2011 at 11:11 am

  42. Quoto al 100% la proposta di Iain Chambers, che mi sembra un’ottima base per una proposta complessiva di tutte le persone che formano i territori che si oppongono al Piano regionale dei rifiuti basati sul buco e sull’interramento del tal quale, con la scusa dell’emergenza che è tale da venti e più anni. Dunque non lo è più, ma sistema ordinario; e questo è “trucco” da cartari di ferrovia.
    @RQ
    Hai espresso la tua opinione pro De Mita e siamo pari e patta. Io permango nel pensarla diversamente. Un fatto obiettivo e inoppugnabile (carta e dati cantano!) è che con De Mita segretario della Dc, quel partito ebbe la più grande “scutuliata” della storia di quel Partito.Inoltre nel periodo di vigenza dei Governi a egemonia De Mitiana e poi Craxiana, il tasso di deficit dello Stato e il tasso percentuale di aumento della spesa pubblica ha raggiunto livelli spaventosamente alti, mai toccati nella Storia dello Sato Unitario dal 1861 ai giorni nostri.
    Tant’è che prima Ciampi con la svalutazione della lira e poi Prodi con l’ eurotassa per ogni famiglia diovettero adottare misure draconiane per far si che l’Italia almeno rientrasse nei parametri per essere accolta nel sistema della moneta unica europea. E comunque le conseguenze di quelle politiche dissennate, con l’ “appeasement” anche di parte dell’opposizione e dei sindacati beninteso, le stiamo ancora pagando; anzi si stanno aggravando con la banda attualmente al potere.
    Ma – come dire – questo è il passato. Guardiamo avanti. Senza rancore e SOPRATTUTTO, NON DISTRAIAMOCI DALLA SOSTANZA DEL POST, cioè una proposta alternativa a quella del Governo Regionale circa il ciclo dei rifiuti. Purtroppo – e stando sempre a “quanto riportato” dal giornalista nell’articolo che l’amico Giovanni ci ha sottoposto – sullo specifico il Vecchio Nuscano nulla di alternativo ha detto. Anzi non ha detto proprio nulla. Non è colpa mia.

    Salvatore D'Angelo

    1 aprile 2011 at 1:26 pm

  43. RINGRAZIO PER LE ADESIONI FINORA PERVENUTE :

    – GIANCARLO DE GRENET

    – IAIN CHAMBERS

    – DONATELLA MAZZOLENI

    autorevoli INTELLETTUALI NAPOLETANI, amici dell’irpinia

    Invito la Comunità Provvisoria ad attivarsi per raccogliere ulteriori adesioni;
    prego Rocco di evitare di strafare mettendo un commento dopo l’altro
    e di attenersi esclusivamente all’oggetto del POST : raccogliere le adesioni di amici napoletani !

    – – –
    IL NUOVO VIDEO INSERITO all’inizio del post è stato proiettato stamane nel Liceo Classico di Sant’Angelo dei Lombardi al Convegno “Giornata della Legalità 2011”.
    Erano presenti molti rappresentanti della Magistratura e della Procura di Napoli.
    Il video è stato ceduto gratuitamente a RAI 3 Campania.

    a_ver

    1 aprile 2011 at 4:02 pm

  44. http://www.rifiuticampania.org/articles/art_7491.html
    una precisazione: Le assise non hanno firmato alcun manifesto con gli “intellettuali” napoletani che avevano proposto a Caldoro di aprire nuove discariche nelle province campane.
    I firmatari del manifesto si dicono appartenenti ad una associazione, ARFACID, ed hanno, autonomamente, deciso di sottoscrivere una carognata.
    maria pia

    maria pia cutillo

    1 aprile 2011 at 9:34 pm

  45. cara maria pia, i geologi ortolani e de medici sono due influenti membri dell’assise di palazzo marigliano, e gli unici che si occupano di geologia al suo interno, con una sorta di investitura nel loro campo professionale da parte dell’assise. se non fosse così, perchè l’assise non li smentisce, perchè non li espelle? in pratica…vergogna!!!

    sergio gioia

    2 aprile 2011 at 11:49 am

  46. Per metà napoletana…adottiva Irpina, condivido l’iniziativa e faccio girare i link.

    Sonia

    2 aprile 2011 at 4:01 pm

  47. Gli intellettuali Napoletani soffrono di “Napolicentrismo” e considerano le Province interne colonie a servizio della capitale di un Regno che non c’è più. Anche se vivo a Napoli da molti anni , non ho mai smesso di sentirmi Irpina, essendo nata sul Tricolle di Ariano Irpino. Un gioiello di paesaggio e di storia, noto sin dall’antichità per la sua aria salubre, il più sismico dei territori, ma sempre in piedi a scrutare lontano dall’alto dei suoi colli e dal maestoso Castello Normanno, fino a quando la capitale di un Regno che fu non decise di realizzare la discarica di Difesa Grande, chiusa da poco. Il problema, perciò, sta nella dicotomia che si è determinata tra zone costiere e zone interne della Campania, tra la polpa e l’osso come direbbe Manlio Rossi Doria, tra la Metropoli napoletana che mangia tutto e le sofferenze delle comunità a cui oggi si vuole togliere anche i beni della sopravvivenza!

    isabella guarini

    2 aprile 2011 at 5:46 pm

  48. Le preghiere non servono, bisogna costringerli ad andarsene con la forza ottenendo la benedetta provincializzazione!

    Luigi Capone

    2 aprile 2011 at 6:39 pm

  49. Assolutamente no alla discarica!!!
    Io dico si ad un impianto di compostaggio è quello che voglio e che invoco da anni ma evidentemente non conviene. Quello è ricchezza, quello è a tutela della natura irpina e potrebbe arricchirla. Un posto cosi bello dovrebbe poter ospitare soltanto un impianto di compostaggio. Io attualmente vivo in una zona molto inquinata, nel triangolo maledetto ne ho viste di cotte e di crude e ci hanno violentato in tutti i modi. La terra non ha più niente da offrire tranne quello che si vede che è bellissimo e rigogliosissimo, ma dai contenuti misteriosi e malefici. Ho scelto di rimanere nella mia terra, di non allontanarmi troppo, in Campania c’è ancora tanto, una di quelle è Irpinia la mia terra promessa! Io sto con voi!

    Peppe

    2 aprile 2011 at 7:33 pm

  50. sicuramente parleremo anche a cairano7x di questa storia.

    Arminio

    3 aprile 2011 at 12:10 am

  51. http://napoli.blogolandia.it/2008/10/30/carla-poli-alla-cciaa-di-napoli-a-napoli-bastano-10mln-di-e-per-gestire-i-rifiuti-senza-discariche-ne-inceneritori-video/

    Quando non c’è volonta di risolvere un problema anulla valgono gli esempi di altre realtà … detto all’irpina contadina ” quann’o’ ciccio nun vo veve, ai voglia ro siscà !!! ( quando l’asino non vuol bere è inutile spronarlo !!!

    giovanni ventre

    3 aprile 2011 at 7:51 am

  52. Amministratore, Amico Carissimo, Archi Intellettuale del Pragma

    il messaggio è stato “recepito”, non c’è bisogno di ripetermelo “ultra petita”. ho compreso fai bene a rimuovere i miei commenti ritenuti” non attinenti al Post” , rimuoverli assume un significato maggiormente persuasivo rispetto all’invito reiterato, giacchè è intrinseco all’atto della rimozione del commento.

    Buonissima Domenica di Primavera,

    attendo di conoscere la data della manifestazione di popolo finalizzata a surrogare manifesti appelli che non ” leggo” sino ad ora, associando i miei ringraziamenti ai Tuoi per gli autorevoli interventi di Giancarlo, Iain e Donatella cui invio un cordiale saluto.

    RQ

    rocco quagliariello

    3 aprile 2011 at 9:58 am

  53. RISPOSTA A SERGIO GIOIA.
    Mariapia ha ragione, l’assise NON ha firmato quel documento è non ha mai condiviso quella visone delle gestione dei rifiuti, forse non ti è noto che l’assise ha lanciato subito un Appello per prendere le distanze da quelle farneticanti e non so quanto d’isinteressate proposte.
    Per questo ti rimando all’appello con le firme di MAROTTA E CAPONE, che rappresentano e garantiscono per L’assise, firme in calce assieme a tante altre.
    Vedi documento nel link.
    http://www.rifiuticampania.org/articles/art_7491.html

    Credi di essere certo che nell’assise è aperto il dibattito per comprendere la persistenza di coloro che non sono coerenti, come accade in ogni organizzazione democratica.

    Massimo dG

    3 aprile 2011 at 4:23 pm

  54. Caro Angelo, leggo con ritardo e sono felice di sottoscrivere l’appello della CP, spinge ad un ragionamneto attento, che prescinda da ogni limite amministrativo e affronti alla radice la questione. Innnazitutto ridurre le dimensioni del problema, differenziare. Poi utilizzare la “risorsa-rifiuti” tenendo conto delle effettive diversità, dell’opportunità di produrre compost dove è più forte l’agricoltura, energia elettrica dove è più densa la popolazione, ricicli dove si può concretmante promuovere questa attività. L’appello firmato anche da Marotta, cui rimanda MassimodG, è efficace e molto ben articolato. L’iniziativa della CP è stata tempestiva ed avrà esiti.

    Massimo Pica Ciamarra

    3 aprile 2011 at 10:20 pm

  55. Padre napoletano, madre irpina. Amore e rispetto per la terra partenopea e la terra dei lupi; ma in questo caso condivido pienamente l’iniziativa nella tutela della verde Irpinia. Le porte ad una collaborazione devono essere aperte,ma tutta la città di Napoli deve impegnarsi sulla strada della civiltà, che a volte sembra non vedere.

    Désirée RS

    3 aprile 2011 at 11:57 pm

  56. caro massimo dG, sono lieto per la tua gentile precisazione, di cui ti ringrazio

    sergio gioia

    4 aprile 2011 at 3:05 pm

  57. Ho inviato questo messaggio ad Angelo:
    “Caro angelo,vedi che non ho niente a che fare con la proposta della discarica nelle aree interne della Campania. Hanno riportato il mio nome senza il mio consenso preventivo e nemmeno a cose fatte!
    Fu proposto (dagli estensori del documento tra cui persone “insospettabili” di alto profilo) uno schema di testo circa i rifiuti; insieme a vari colleghi delle Assise di Palazzo Marigliano stavamo modificando tale testo perchè palesemente insoddisfacente. All’improvviso i proponenti …del documento, a nostra insaputa, hanno pubblicato il testo dimenticando di togliere alcuni nomi di persone che non erano d’accordo, come lo scrivente. Non si è ancora capito come mai sia stata attuata questa azione “strana”!
    Così stanno le cose! Tutti possono fare commenti.
    L’impegno finora profuso disinteressatamente a vantaggio delle risorse ambientali e della salute dei cittadini e le azioni personali in corso rappresentano il mio curriculum da valutare.
    Franco Ortolani

    franco ortolani

    22 aprile 2011 at 11:04 am

  58. ok, meglio di niente…

    sergio gioia

    22 aprile 2011 at 3:11 pm


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