COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

intervista sui migranti

«I migranti? Ospitiamoli in Irpinia, qui ci sono più case che abitanti». Quella di Franco Arminio non è solo una provocazione. E’ anche una proposta. Un invito-appello ai sindaci e alla politica in generale. Un invito ad avere finalmente il coraggio di scelte culturali che vadano oltre il blabla da bar, quel chiacchiericcio arroccato nella difesa di niente e nel nome di decisioni senza respiro, senza senso, senza futuro.
«Appena è iniziata questa emergenza ho lanciato questa idea in rete, sul sito della Comunità provvisoria. Mi è arrivata qualche risposta, poi tutto è finito lì. La sollecitazione è caduta nel vuoto, spenta dal silenzio di una società che ha smesso di discutere, di confrontarsi».
Ma c’è una obiezione immediata alla sua proposta: qui non c’è lavoro, che senso ha ospitare dei migranti, cosa possiamo offrire?
«Ed è un’obiezione sensata. Ma intanto c’è una questione umanitaria da affrontare. E noi da terremotati abbiamo vissuto un’esperienza molto simile, o qualcuno ha dimenticato le baracche? Siamo stati profughi anche noi. Profughi nella nostra terra. E non solo. Abbiamo ricevuto solidarietà dal resto dell’Italia, ma anche da tanti Paesi del mondo. Sarebbe un modo per sdebitarsi, per ribadire che questa è una terra generosa. Che non dimentica…»
La paura di tutti il possibile arrivo di criminali…
«E’ un rischio, certo. Ma se su cinque persone che arrivano una è un delinquente, resta il fatto che quattro non lo sono. E porteranno umanità, amore, energia in una terra che ne ha bisogno. Senza contare che molti di loro non resteranno, saranno solo di passaggio. L’Irpinia sarà per loro una terra di transito. Un po’ come lo è sempre stata. Perchè bisogna superare quella falsa convinzione pseudo storica che ritiene l’Irpinia una terra isolata. E’ invece sempre stata una terra di passaggio. Abbiamo una posizione geografica che oggi più che mai può essere un punto di forza. Siamo al centro del Mediterraneo e al centro degli Appennini. Centrali tra Nord e Sud e tra Est e Ovest. E poi…
E poi…
«Sappiamo tutti che una parte di questi migranti sarà trasferita anche in Irpinia. E’ una logica conseguenza dello smistamento per regioni che è stato deciso dal governo, e quindi perchè non giocare d’anticipo? Perchè non suggerire delle soluzioni invece di subirle? Rischiamo altrimenti di impantanarci in una situazione simile a quella dei rifiuti. Mi spiego, se tanti anni fa qualcuno avesse proposto – e con forza – di suddividere tra le singole province campane un pezzo del ciclo industriale del rifiuti, oggi forse non saremmo in questa situazione. E di sicuro non vivremmo con l’incubo perenne che qualcuno, ignorando le esigenze di un territorio e della sua gente, possa venire una mattina e decidere di aprire una mega discarica».
Ma dove ospiterebbe i migranti?
«La nostra provincia è ricca di comuni. E in tanti paesi ci sono interi borghi e borgate quasi interamente disabitate. Gran parte della proprietà appartiene agli stessi comuni. Non sarebbe un problema mettere a disposizione, in ogni paese, cinque sei abitazioni per questi profughi. Oltretutto si verrebbe anche adeguatamente ricompensati dallo Stato. E si eviterebbe di ospitare cinque, seicento emigranti (questa dovrebbe essere la cifra destinata alla provincia di Avvellino ndr), in tendopoli, che poi alla fine non possono che trasformarsi in veri lager, luoghi dove cresce l’emarginazione e non può che svilupparsi anche la delinquenza. I migranti avrebbero invece a disposizione le nostre strade, le nostre piazze. Riforesterebbero di gente i nostri paesi. Giocherebbero a “tressette” nei bar con i nostri ragazzi…»
Resta il nodo lavoro…
«Molti di loro non vogliono restare qui, non dico in Irpinia, ma neppure in Italia. Come detto, sarebbero di transito. Ma per chi vuole, certi lavori ci sono eccome. Penso alla tutela dell’ambiente, alla pulizia nei boschi. In tanti paesi gli anziani non riescono più a tagliarsi la legna o a coltivare le terre. Dicono che gli italiani non vogliono più farlo, e in fondo è così. Eppure sono lavori che servono, di cui la nostra comunità ha bisogno».
Resta la paura dell’altro, un tratto tipico delle zone interne…
«Sì, è un retaggio della nostra mentalità contadina. Ma è ora di aprire l’Irpinia, aprire i nostro paesi. Si deve uscire dalla politica del lucchetto e rendersi conto che oggi non è come ieri, che la “contaminazione” può solo portare nuove energie, rivitalizzare i paesi».
Ma la paura resta…
«E’ chiaro che le scelte dovranno essere condivise dalle comunità. Non possono essere semplicemente imposte. Non avrebbe senso. Ma questo è compito dei sindaci, degli amministratori. Dovranno uscire dalla sindrome del bar sport, quella indecorosa abitudine di assecondare gli istinti della gente piuttosto che imporre scelte culturali e lungimiranti. In fondo che pericolo possono rappresentare cinque, sei famiglie di migranti che abitanto in altrettanti appartamenti oggi vuoti. Ho una casa a Bisaccia, non c’è nessuno. Sono pronto a metterla a disposizione. Poi c’è anche un’altra questione…»
Dica.
«Gran parte dei comuni irpini sono amministrati dal Pd o da forze politiche che hanno radici nel mondo cattolico. Piuttosto che continuare a parlar male di Berlusconi, possono dare un buon esempio. Dimostrare che questa emergenza può essere affrontata con civiltà, e dire con i fatti all’Europa che l’Italia non è solo la Lega. E’ un appello che rivolgo proprio a loro, ai sindaci dei comuni irpini. E’ un segnale che tanti aspettano.
L’Irpinia ha la possibilità di diventare esempio, modello, di scollarsi per sempre l’immagine del terremoto, dire con forza a tutti che questa terra di migranti non ha paura di accogliere gli immigrati. Che l’altro non sempre è un pericolo, ma può essere una risorsa, può portare nuova linfa, nuove energie, nuovo amore».
Quella di Franco Arminio, poeta, scrittore, paesologo, profondo conoscitore dell’Irpinia e degli irpini, non è solo una provocazione. Anzi non lo è affatto. E’ una proposta concreta e un appello a sindaci e amministratori, almeno a quelli capaci di pensare oltre l’immediato.
Gli emigranti – profughi o meno – arriveranno comunque in provincia di Avellino. Per una volta si possono anticipare gli eventi, governare dal basso le decisioni, senza attendere scelte altrui. Ma ci vuole la forza necessaria per imporre una svolta culturale che nell’Italia di oggi pochi hanno il coraggio non solo di prendere, ma anche di immaginare. Una scelta alternativa all’Italia dei lucchetti e degli egoismi, che vive un’angosciata illusione, quella che basta chiudere le porte per arginare la storia.
da ottopagine

Written by Arminio

2 aprile 2011 a 5:53 pm

Pubblicato su AUTORI

15 Risposte

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  1. da ottopagine

    in un paio d’ore su fb si è aperto un mini parlamento
    spero che si apra anche qui
    la comunità provvisoria
    in queste battaglie ha il suo senso più autentico.

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    A Carlo Sibilia, Alfredo Caserta, Paola Martino e altri 21 piace questo elemento.
    Mariano Casciano lo penso anch’io.Complimenti per l’iniziativa.
    2 ore fa · Mi piace
    Antonio D’Agostino caro franco , trovo la tua proposta-provocazione un segno di grande apertura spirituale . e’ concreta e utopica insieme , ma il problema è la logica dell’emergenza che in Italia richiamano i parassiti succhia soldi a cui vengono appaltate tutte le gare !
    2 ore fa · Mi piace · 3 persone
    Franco Arminio caro antonio
    circa un’ora fa · Mi piace · 1 persona
    Franco Arminio il problema è anche della logica da bar sport che ormai domina in italia… è dei cinquantenni che temono che i tunisini molestino le loro figlie……
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    Donna Mancina grazie per questo “soffio” di civiltà
    circa un’ora fa · Mi piace
    Alfonso D’ascoli in verità furono i marochhini che venuti in italia con i ” liberatori ” violentarono donne ed uomini…
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    Mariano Casciano meglio i tunisini giovani che i milanesi flaccidi
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    Antonio D’Agostino franco , hai inoltrato la proposta a qualche comune? perchè non raccogliamo firme via web per sostenere l’idea? si potrebbe cominciare da un comune per poi diffondere l’esperienza piano piano ad altri.
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    Nicola Milano A ragionarci con freddezza è una cosa fattibile. I comuni della provincia sono 119, quindi sarebbero 6 o 7 persona per comune, un paio di famiglie piccole o una grande. Spiegata bene e vincendo la ritrosia dei nostri paesani si può fare
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    Margherita Piccolella Se hai bisogno di una firma mi prenoto fin d’ora, trovo assurda la mancanza di solidarietà umana a cui stiamo assistendo in questo periodo.
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    Franco Arminio oggi ho mostrato l’intervista al sindaco del mio paese che de sanctis de definì “bisaccia la gentile”
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    Franco Arminio ieri ne ho parlato in due interviste televisive (anche se mi avevano chiam
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    Antonio D’Agostino ‎@:Nicola: appunto! sarebbe un esperienza di “rigenerazione” culturale e civile di alto valore . Siamo tutti “esseri confinanti” e la scommessa più importante del futuro prossimo è affacciarci ai confini altrui. credo molto in questa cosa e non penso di essere l’unico.
    circa un’ora fa · Mi piace · 2 persone
    Franco Arminio chiamato per parlare della discarica sul formicoso.
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    Mariano Casciano ci sono tanti edifici chiusi
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    Franco Arminio qui ci vuole che si levi alto il vento della rete. è questo vento che deve far saltare i lucchetti…
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    Antonio D’Agostino franco , distanza e limiti personali a parte , su questa causa ti darò tutto il mio appoggio possibile.
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    Mariano Casciano cominciamo a invadere le bacheche degli amici amministratori
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    Nicola Milano ‎@ Antonio Sono d’accordo, credo che l’unico problema sia quello di spiegarlo per bene. Sappiamo bene tutti che i nostri sono piccoli centri chiusi dove l’arrivo anche di un solo estraneo è visto con ritrosia. Quindi è opportuno usare bene le parole, ma qui abbiamo un maestro in quest’arte, quindi il sasso nello stagno si può tirare.
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    Flavio Coppola Complimenti per la proposta, per l’apertura mentale, per la modernità del pensiero, per la solidarietà. Complimenti soprattutto per il costante sforzo intellettuale per una terra che è brutalmente vuota, disabitata, e muore senza rinascere. Sottoscrivo in toto.
    circa un’ora fa · Mi piace · 1 persona
    Franco Arminio vuota mica tanto…
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    Franco Arminio nei cento comuni italiani a più bassa densità abitativa non c’è nessun comune irpino, siamo disabitati rispetto alla campania costiera
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    Franco Arminio che è mostruosamente affollata. a san giorgio a cremano ci sono sessantamila abitanti in quattro chilometri quadrati. a monteverde ce ne sono 1000 su quaranta chilometri quadrati.
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    Donata Colombo grazie, finalmente uno sforzo di intelligenza propositiva!
    circa un’ora fa · Mi piace
    Flavio Coppola nn conosco nel dettaglio i raffronti ma lo spopolamento e l’emigrazione( soprattutto dei giovani – fatto gravissimo) sono elementi arcinoti. In più oltre che di persone, l’Irpinia (che è una bellissima terra) potrebbe e dovrebbe riempirsi soprattuto di idee, colore, culture, punti di vista differenti. Credo che senza ombra di dubbio sarebbe un arricchimento. E poi ci sono tutti gli aspetti che hai già citato tu..
    circa un’ora fa · Mi piace
    Alessandro Nigro Franco, ti consiglio di contattare il sindaco di Riace, lui sono anni che accoglie rifugiati con grande beneficio per il suo paese che è ritornato in crescita demografica ed è stata riaperta la scuola elementare, chiusa da anni.
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    Alberico Bojano Caro Franco, ti mando il link del progetto di accoglienza immigrati di un piccolo paese del beneventano. http://www.dirittiglobali.it/component/content/article/14-buone-pratiche-e-buone-notizie/12-eritrei-a-san-lupo-un-comune-solidale.html che spero possa essere utile.
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    Luca Tedoldi Rifiuti da smaltire e smistare, a Napoli o a Lampedusa …
    55 minuti fa · Mi piace · 1 persona
    Crescenzo Fabrizio E’ una proposta che ha anche il pregio di ‘costringere’ gli spenti amministratori locali irpini a compiere un monitoraggio del patrimonio abitativo sfitto o addirittura abbandonato ai fini di un riuso anzichè progettare nuove colate di cemento. Magari quando i profughi di oggi avranno preso le destinazioni alle quali aspirano, i paesi scopriranno di avere potenzialità urbanistiche fino ad oggi sconosciute. Ma temo che ci vorrebbe un’altra politica per seguire la strada, invero intelligente e conveniente, indicata da Franco Arminio.
    42 minuti fa · Mi piace
    Domenico Genovese purtroppo questo governo non si pone il problema ma lo crea per spenderlo in campagna elettorale :(
    21 minuti fa · Mi piace
    Franco Arminio e ci sarebbero anche da completare opere incompiute…
    2 minuti fa · Mi piace
    Franco Arminio e destinarle all’accoglienza
    circa un minuto fa · Mi piace
    Franco Arminio i sindaci hanno paura….e i cittadini non gli danno coraggio….
    pochi secondi fa · Mi piace

    Arminio

    2 aprile 2011 at 8:12 pm

  2. per Franco Arminio, non soltanto…(di RQ)…

    Commento all’intervista rilasciata al quotidiano 8 pag
    pubblicata sul Blog in questo Post

    >>>specificità politica (agire) dell’Intellettuale Ingegnere dell’Anima (poetica paesologica arminiana)

    Il ruolo dell’Intellettuale:

    sconfina ogni qual volta aspira a “suggerire” idee comportamenti decisioni alla Classe Politica

    per questo la Politica , generalmente, sin dalla migliore produzione di Max Weber(“manuale d’uso non superato tuttopra in vigore”) si avvale dei Tecnocrati, ovvero Burocrati Professionali sotto mentite spoglie di Consiglieri “Tecnici” della Politica.

    Quando gli Intellettuali, Poeti, Scrittori, Ingegneri dell’Anima, non servi del Potere, allargano lo spazio di azione alla Lotta Politica, alle dinamiche sociali(dimensione socio politica) si delinea un “soliloquio” , che viene letto, riletto, interpretato se diventa intervista giornalistica, articolo di giornale, Post di un Blog.

    La passione civile di Intellettuali che hanno dato l’impronta alla “linea d’ombra” del Novecento ha determinato reazioni violente stragiste, anarchiche,
    eversive, brigatistiche, terroristiche, inducendo la Politica ad isolare gli Intellettuali, relegandoli a “vittime illustri” .

    La storia recente contemporanea è ancora intrisa del sangue degli Intellettuali Poeti Scrittori Registi Artisti che hanno provato a passare dall’astrazione e dal lirismo sociale alla lotta di classe ed all’agire politico.

    Lo stile arminiano è persuasivo, in quanto tollerante ed animato da “buon senso”, umana solidarietà, carità intellettuale , in buon sostanza prudente moderazione

    Eppure in esso si nasconde un disegno rivoluzionario
    “profetico”, “utopico” non sottovalutato dalla Politica loco-regionale, anzi direi ben delineato in maniera chiara , semplice.

    Il rischio connesso

    è identificabile nell’intrinseca debolezza della proposta che al momento non riesce a raccogliere “consenso”.

    Siamo ad un punto del percorso, del processo in atto molto delicato e critico:

    Se il “consenso” si riesce a costruire intorno alla “proposta” che risponde ai bisogni della gente degli indigenti, delle fragilità sociali, allora l’utopìa diventa realizzabile, trasformandosi in disegno strategico.

    Se ,invece, “il consenso” non si riesce a coagulare ed organizzare,

    allora potrebbe derivarne “effetto domino” sfavorevole anche per le sorti “letterarie poetiche artistiche” della intuizione arminiana.

    Ci chiediamo quale sia il compito di Coloro che hanno manifestato e manifestano ammirazione e sincera autentica amicizia verso il Profeta, compreso il sottoscritto<<<.

    Una risposta è gradita.

    Buonissima Domenica di Primavera col Sole…

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    3 aprile 2011 at 9:18 am

  3. caro rocco
    non è che bisogna fare un favore a me e forse nemmeno ai migranti.
    è in gioco il futuro dei nostri paesi.
    al punto in cui siamo abbiamo solo due armi: il coraggio e la generosità.
    la comunità provvisoria è il luogo del coraggio e della generosità
    e se non è questo è niente.

    Arminio

    3 aprile 2011 at 11:03 am

  4. su fb continuano molto intensi i commenti.
    c’è tra l’altro la convinta adesione di antonello caporale.

    Arminio

    3 aprile 2011 at 11:04 am

  5. Grazie della risposta, Franco

    a me pare, appunto, che CP non sia, ancora, semmai lo sarà, potesse diventarlo, il luogo del coraggio e della generosità…

    di questo sono profondamente persuaso al di là di ogni ragionevole legittimo “dubbio”, avendo contri buito con Te, insieme a Te, a fondarla oltre che ad osservarne trasformazioni evolutiveinvolutive(evodevo)
    nel corso di questi compiuti tre anni e sei mesi.

    Un fortissimo abbraccio

    RQ

    rocco quagliariello

    3 aprile 2011 at 11:30 am

  6. ragazzi
    vi ricordo per l’ennesima volta l’appuntamento del 6 aprile a cairano.
    stanno arrivando bellissime proposte, segno che il festival ormai è conosciuto negli ambienti giusti.
    è un momento cruciale, forza!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Arminio

    3 aprile 2011 at 2:03 pm

  7. Per Franco

    sostegno arminiano( di RQ )per la sveglia comunitaria

    >>>ci sono persone, spettatori in genere, che sonnecchiano o addirittura dormono durante lo spettacolo cui stanno assistendo, per dichiarare,
    a fine spettacolo ,che lo stesso è stato affascinante straordinario…

    persino Leopardi suppose che gli “svenimenti” di Didone ,mentre Enea “raccontava” i disastri di Troia e la sua fuga, fossero dovuti non al “dolore” quanto piuttosto alla “noia”…

    Anche se costituissimo una squadra, “èquipe” con medici filosofi architetti ingegneri archeologhe psicanalisti, etnografi etnologi antropologi ,
    non saremmo capaci di stabilire i veri motivi per i quali certi ambienti conciliano il sonno ed altri invece ti fanno stare svegli sino a quando non sopraggiunge, finalmente, “lo sfinimento”…

    bisognerebbe stabilire non solo la casistica, stendere un rapporto dettagliato, indicando selezioni possibili concatenazioni causali, persino soluzioni e rimedi…

    mettersi in gioco, dimostrare coraggio e generosità, temerarietà e autentica partecipazione , rimane un mistero , come la vita, come il sonno, come i sogni…

    Il sonno infatti è come una vita di “recupero”…

    La teatralità dello spettacolo e dell’esibizione,invece, come una vita “di ricambio”…

    entrambe assimilabili ad estrapolazioni della realtà…

    L’incontro, la fusione, durante lo spettacolo,
    “il festival” avviene in superficie o nel profondo???

    L’ipnosofìa è, appunto, la scienza dell’insegnamento durante le fasi del sonno e viene da anni utilizzata in ambito applicativo per lo studio delle lingue…

    essa è nata prevalentemente dalle testimonianze degli assertori delle esperienze di spettacolo teatrali…

    Chi ,anche una sola volta, si è appisolato ad un concerto o ad una rappresentazione teatrale, spettacolo che sia, sa che nel momento del passaggio dallo stato di veglia al sonno, la cosiddetta “soglia” ,la melodia , la rappresentazione o il dialogo si liberano di ogni scoria, diventando celestiali ” liquidi”…

    I sensi fatti più “acuti” colgono ogni più lieve sfumatura dell’orchestra, degli attori, dei cantanti, degli affabulatori, e ricevono la voce ed il suono come un messaggio “personale” indimenticabile…

    Lo spettatore in quel caso è perfetto, unico, “ideale”

    Ma non puo’ mantenere quello stato di attenzione per tutta la durata dello spettacolo, a quel punto scivola verso il sonno o viene svegliato dagli applausi…

    Lo afferra un senso di colpa che lo spinge a rifiutare quello che il dormiveglia gli ha comunicato di vero, definitivo, di libero.

    Il sonno è molto esigente, come l’Amore…

    Quando lo spettacolo è deludente nessuno si addormenta ,il sonno non subentra, non si raggiunge il livello “soglia”…

    Gruppi ipnotici come Gruppi sanguigni…

    Ogni spettatore, conoscendo il proprio “gruppo” puo’ evitare di addormentarsi durante lo spettacolo, atto ritenuto socialmente “manchevole” degno di ilarità di riso “punitivo”…

    Non è tanto grave, dunque “dormire” mentre si assiste ad uno spettacolo…

    Gravissimo ,invece ,è ” fare finta di dormire” nella Vita reale, nel Vissuto quotidiano!!!

    Dunque Svegliamoci Svegliatevi, Sveglia,
    Amici Comunitari di Tutto il Mondo, di tutte le latitudini e longitudini!!!

    Aggiungo un esclamativo a quelli autorevoli del commento precedente<<<…

    Intelligenti, pauca!…

    Cuius Regio, Eius Religio.

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    3 aprile 2011 at 3:22 pm

  8. La proposta di Franco è concreta, p4raticabile, altamente civile. Inoltre dimostra per l’ennesima volta che la società civile è infinitamente migliore dei politici, completamente prigionieri della mentalità di palazzo, schiavi dei sondaggi, della demagogia e degli istinti piùà bassi del bar sport.
    Biosgna appoggiarla con decisione, biosgna dimostrare – col silenzio parlante dei fatti – che chi ha sofferto è migliore di chi ha la “mangiatoia bassa”. Biosgna farlo perchè – quando sarà l’ora – i Leghisti dovranno render conto e pagare fino all’ultimo centesimo la loro politica becera, senza alibi e senza sconti. Lo dico con la serena determinazione di chi non ha spirito di vendetta, ma ha la ferma convinzione che la strada proposta da Franco è giusta e percorribile. E che paga , sopra ogni cosa.

    Salvatore D'Angelo

    4 aprile 2011 at 10:08 am

  9. guardatevi la prima pagina del mattino di oggi. 70 morti in mare vengono impaginati come un dettaglio trascurabile

    arrminio

    4 aprile 2011 at 1:40 pm

  10. sulla pagina provinciale del Mattino odierno è leggibile un bellissimo articolo di Franco sul problema del Formicoso e del dietro front del Governo in tema di discariche in territori collinari (aree interne della Campania)

    invito tutti a leggerlo oltre che a conservarlo nella memoria, sperando che Franco lo impagini anche sul Blog CP…

    Un breve cameo per Franco:

    >>> la Vita rinnega la Terra, la Terra rinnega la Vita

    La più violenta barbarica affermazione della presenza del Male, della banalità di ogni Male…

    Il mondo ripudiato è ambito, il Potere lo ripudia…

    Il bicchiere per l’alcoolista…
    la striscia bianca per il cocainomane…
    il corpo dell’amata per l’amato…
    la vita per l’anima nostra…

    il bambino violentato nella camera del demonio…

    il bambino impaurito che aspettava un mondo diverso…

    tutti siamo nel mondo dei condannati senza speranza…

    niente sarebbe stato come avrebbe dovuto potuto essere

    per noi non c’ è salvezza…

    quando ci libereremo di noi, ci libereremo di tutto il male che banalmente ci viene gettato addosso, in faccia, dappertutto…

    Escatologico toglie respiro ad Utopico.>>>..

    Buonissima Giornata a Franco, non soltanto…

    RQ

    rocco quagliariello

    5 aprile 2011 at 7:06 am

  11. adesso lo metto, caro rocco
    tu continua così
    congediamoci il miracolo qui su cp di affrancarci dalla stagione dei rancori
    che da millenni alberga nelle nostre terre…..

    arminio

    5 aprile 2011 at 9:54 am

  12. va bene Profeta, mi è congeniale “continuare cosi'”

    è una consegna che rispetto, poichè rispetto il cuore coraggioso e generoso della C.P., rispetto Te, amico mio…

    RQ

    rocco quagliariello

    5 aprile 2011 at 10:21 am

  13. Accoglienza decorosa ai migranti-profughi
    Slogan e Solidarietà(di RQ)

    Esiste un’inaccettabile disuguaglianza “di partenza” tra esseri umani in base alla latitudine o longitudine del luogo in cui si vive, in termini di chances opportunità che la vita offre, assegna a ciascuno

    alcuni sono destinati ad una vita miserabile,non sopportabile, impedendo persino l’accesso alla selezione competitiva per merito e capacità

    il mondo intero diventa un turpe equivoco teatro di ogni disuguaglianza…

    una vera mortificazione, una gravissima offesa alla dignità della persona umana…

    una condizione di sopravvivenza e di lotta per la sopravvivenza drammatica ed inaccettabile…

    quelli che sono giunti sulle nostre coste e nei punti di accoglienza delle varie regioni italiane, compresa la regione campania, sono destinati a perdere prima di partecipare alla gara…

    le migrazioni inevitabili impossibili sono prevedibili , “tsunami sociali” prevedibili ed inevitabili come i maremoti ed i terremoti…

    quanto accaduto a Lampedusa dimostra la incapacità umana di realizzare una compiuta autentica fratellanza in termini di accoglienza e compassione

    il razzismo è intollerante, violento, disumano, il contrario dell’accettazione del diverso e dell’ospitalità accogliente…

    quando annegano persone sulle “carrette del mare” sconosciute, muoiono esseri umani di cui non si conosce neppure il nome, nè la provenienza…

    esseri umani cancellati per senpre negli abissi del mare come se non fossero mai esistiti, sepolti senza un none, senza una dignità…

    ad essi viene tolto anche il tratto infinitesimale della dignità umana, il nome, il segno di un unico ed irripetibile individuo…

    la cancellazione del nome è un oltraggio supremo di cui la Storia umana è crudelmente prodiga…

    Il mare diventa un enorme cimitero di ignoti, di sconosciuti senza nome e senza dignità…,
    come gli schiavi uccisi e gettati nelle acque dalle navi negriere…

    C’è tanto da fare in termini di accoglienza, soprattutto se il destino escatologico obbliga di accogliere “gli ultimi” , che addirittura risulta inimmaginabile poter ritenere diventare “i primi”…

    In tal senso l’annuncio del Vangelo ha il sapore di un’amara illusione, di un dogma profetico non attuabile…

    E’ atroce assistere ad una accoglienza incivile ed indegna di disperati che fuggono da una vita intollerabile.

    Questo sta accadendo in questi giorni, in questo momento storico ma a nessuno sembra interessare particolarmente…, con sparute minuscole eccezioni…

    Siamo in attesa di verificare se l’appello arminiano per un’accoglienza decorosa in terra d’Irpinia si rivelerà “slogan” ovvero riuscirà a sensibilizzare le coscienze delle Istituzioni di questa Terra martoriata, secondo alcuni “maledetta” da Dio e dagli “uomini”…

    Nell’attesa… una prece.

    RQ

    rocco quagliariello

    7 aprile 2011 at 5:03 pm

  14. sono morti…

    appartenevano agli umani esclusi a priori, in partenza, da un destino beffardo che non concede chances né opportunità,

    un destino che ti obbliga ad assumere iniziative che mettono a rischio la vita non solo l’incolumità e l’integrità…

    sono dispersi, scomparsi nell’immenso cimitero del mare del camale di Sicilia…

    sono state risucchiati, in un solo drammatico tragico momento, identità ignote, biografie, qualità, bellezza, salute, doti, tlenti, risorse, ruoli sociali, sogni, inclinazioni vocazioni sentimenti attitudini, giovani vite…

    in una parola il valore e la dignita di quelle giovani vite non esistono più, già prima erano stati massacrati dal destino beffardo, poi inghiottiti nel cimitero del mare, dispersi, …

    le ricerche continuano ancora per qualche giorno….

    RQ

    rocco quagliariello

    8 aprile 2011 at 9:09 am

  15. […] che qualche giorno fa il paesologo di Bisaccia ha lanciato, sulle pagine di Ottopagine, una proposta-provocazione agli amministratori irpini invitandoli ad ospitare nei vari comuni della vuota irpinia gli […]


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