COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

formicoso, cairano, fotografi….

metto qui un pezzo uscito sul mattino di oggi. magari con qualche limatura potrebbe essere il testo da far girare e da far firmare agli intellettuali napoletani.

domani siamo a cairano a partire dalla 18.00. la riunione è aperta a tutti, non è un incontro tecnico, è una riunione per accogliere altre altre idee sull’imminente cairano7x. come sapete tutti, si comincia a fine maggio.

nella giornata ci sarà il viaggio paesologico coi fotografi. si comincia a conza nuova alle nove e trenta. poi sant’andrea, pescopagano, castelgrande, muro lucano

anche questa esperienza è per tutti. si va in giro a fotografare o semplicemente a guardare…..

franco arminio

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C’è una nube che staziona dall’inizio degli anni novanta sui cieli dell’Irpinia d’Oriente. È la nube della grande discarica sul Formicoso. Non credo esista un altro posto al mondo dove si parla per tanto tempo di una cosa senza mai realizzarla. Praticamente tutti i commissari all’emergenza rifiuti che si sono succeduti ci hanno provato, ma nessuno è riuscito a fare il grande buco sulla terra dell’osso.

Adesso siamo a un nuovo capitolo della vicenda, nuovo solo per il nome dei protagonisti, ma in realtà la scena è sempre la stessa: Napoli non sa dove mettere i suoi rifiuti e l’Irpinia è considerata un luogo ideale. Si è avviato un nuovo braccio di ferro che di certo andrà avanti ancora per mesi e forse per anni. Una contesa senza esito, un po’ come sta accadendo per la sanità. Si parla da un anno degli ospedali dell’Irpinia d’Oriente e della loro possibile chiusura. Al momento tutto è fermo. Non si riesce a costruire la nuova sanità e non si riesce a rottamare la vecchia.

Coi rifiuti è la stessa cosa: in quasi vent’anni Napoli si è trovata davanti a un problema drammatico senza cambiare di una virgola i suoi comportamenti. Non solo non si fa la raccolta differenziata, ma non c’è stata alcuna politica tesa a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti. Con quale faccia alcuni intellettuali partenopei  propongono l’Irpinia come terra ideale per allocare i rifiuti? Qualunque geologo serio sa che il Formicoso è un fittissimo reticolo idrografico che porta l’acqua alla diga di Conza: laggiù si sta costruendo un potabilizzatore per portare acqua alla Puglia. E poi il Formicoso è pieno di pale eoliche e adesso anche di pannelli solari. La Regione nei suoi documenti programmatori ha allocato in quella zona un distretto energetico. Le sanno queste cose gli intellettuali partenopei? Le sa queste cose il procuratore Lepore che ha speso gli ultimi mesi ad andare in giro ad aizzare i politici napoletani perché facessero qualcosa per portare i rifiuti in Irpinia? E chi li porterà quei rifiuti a 1000 metri e a 140 chilometri di distanza, la croce rossa o la camorra?

È probabile che un’eventuale decisione di portare le ruspe sul Formicoso spaccherà definitivamente la nostra Regione. E mai come in questo caso i politici, di ogni schieramento, sembrano essere fuori gioco. Ci sono nuovi sentimenti di appartenenza al territorio, ci sono nuove vocazioni comunitarie, insomma si sta formando un cuore comune che batte su impulsi che non arrivano dalla politica. Certo, sono fenomeni ancora larvali, fragilissimi, e l’opinione pubblica pare distratta e rassegnata, ma non sarà sempre così. La nuova classe dirigente sarà formata dalle persone che capiranno cosa c’è sotto la disperazione senza desiderio in cui ristagnano le nostre esistenze. In gioco non è la carriera di questo o quel politicante, ma la qualità della comunità che viene e che verrà a dispetto di chi non crede più a niente, neppure al potere che esercita. La Campania è una delle regioni più belle e importanti del mondo. È vergognoso accapigliarsi intorno a una discarica.

Written by Arminio

5 aprile 2011 a 10:23 am

Pubblicato su AUTORI

13 Risposte

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  1. tutto vero e giusto, ma vorrei solo dire che la raccolta differenziata a napoli, soprattutto in città e in alcuni suoi quartieri, non è a percentuali irrisorie. non vorrei sbagliare ma mi pare che è quasi al 30 per cento. palermo, ad esempio, è al 4 per cento.
    dovunque si vedono gli enormi contenitori per la plastica, il vetro, ecc. certo non si tratta di porta a porta, se non per i piccoli recipienti per la carta all’esterno di molti fabbricati. i problemi sorgono dopo, perchè restano pieni spesso per più giorni, e, dopo, non si sa che fine fanno le immondizie in essi contenute

    sergio gioia

    5 aprile 2011 at 11:09 am

  2. Caro Sergio per questo bisogna suscitare una “coscienza ecologista pervasiva” e di appartenenza al proprio terriotrio, al proprio habitat. Con grande apertura e con una capacità (controcorrente) di “visione” che vada oltre le piccole patrie l’un contro l’altra armate.
    Lepore e i 35 intellettuali sbagliano e di grosso. Non è così che si affronta il problema. Per la demagogia già ci sono i politici che ci campano sopra e la alimentano.

    Salvatore D'Angelo

    5 aprile 2011 at 11:16 am

  3. caro sergio
    purtroppo i dati della raccolta differenziata sono falsi.
    anche in irpinia, ovviamente.
    è una presa per il culo collettiva…..
    se si vanno ad aprire i cassonetti in realtà si trova di tutto….

    Arminio

    5 aprile 2011 at 11:20 am

  4. Carissimo Franco,

    oggi qualcuno potrà notare la mia assenza alla riunione di Cairano

    Se hai letto i miei commenti nei vari Post di questi quindici giorni trascorsi, sai quali sono le modeste umili proposte che ho ritenuto di partecipare ai lettori del Blog ed a Te in particolare

    Buon lavoro, ritenete, se possibile, giustificata la mia assenza odierna.

    Grazie

    RQ

    rocco quagliariello

    6 aprile 2011 at 6:27 am

  5. anche a me oggi non riesce raggiungere cairano :(
    buon lavoro a voi tutti!

    marco bottigliero

    6 aprile 2011 at 2:03 pm

  6. Nei giorni di vento forte mi allontano con timore dall’altopiano. Ho paura che il vento strappi la strada del ritorno e la usi come sciarpa.
    L’appuntamento è alle nove e mezza a Conza nuova… dovrebbe chiamarsi Conza orfana, quella vecchia è morta. Ora c’è questa figlia adottiva nata con un parto cesareo fatto col tecnigrafo. Condannata a chiamarsi sempre nuova perchè non avrà mai le rughe.
    Arminio è già al lavoro. È una tenaglia. Stritola l’interlocutore massaggiandolo con le parole. Stringe per far esplodere le bolle dove si accumulano le scorie della vita, è questa la farina con cui impasta le sue storie.
    Arrivano i fotografi. Vengono da lontano, hanno un abbigliamento leggero. In questa “terra-carne” l’inverno affonda la lama in profondità. La primavera è indifendibile.
    Faccio l’autista. Direzione Sant’Andrea. Questo è un paese panchina, è accogliente in ogni stagione come una panchina di legno. Lasciando il paese Arminio urta un’ombra e si sbilancia, cercherà per tutto il viaggio di riposizionarsi.
    Prossima tappa Pescopagano.Non ci sono nodi. Il paese ci sfila tra le mani senza provocare abrasioni. Andiamo oltre.
    Ai piedi di Castelgrande, Arminio mi dice che qui c’è un bel cimitero. Non ne dubito guardando questo paese-trincea.
    Facciamo inversione di marcia abbracciando Muro lucano. Questo è un paese-dentiera, gli piace sorridere, ma è tardi per cercare le sue carie.

    fabnig

    7 aprile 2011 at 6:51 pm

  7. grande fabio, bravissimo….

    luciano

    7 aprile 2011 at 7:11 pm

  8. Fabio ci meraviglia sempre con i suoi scritti, dei veri e propri condensati di intelligenza.

    giovanni ventre

    7 aprile 2011 at 8:31 pm

  9. caro luciano
    hai visto che scrittore che abbiamo sotto le pale del formicoso?
    ieri per me era una giornata difficile, l’ombra di cui parla fabio mi accompagna da quasi trent’anni, ma non mi arrendo.
    oggi napoli, corso alla feltrinelli, e poi roma.
    netta sensazione che qui la partita è più facile o semplicemente si è già svolta.

    arminio

    7 aprile 2011 at 8:50 pm

  10. L’ombra…

    Siamo nel territorio scuro della mente,

    dentro i grovigli dell’anima…

    desideri paure emozioni si affastellano e la mente rimane schiacciata, incatenata…

    i neurotrasmettitori fanno quello per cui sono preposti, attivano funzioni recettoriali dalle quali scaturisnono stati d’animo, acting out, angosciosi fino all’attacco di panico, la sensazione dispercettiva di “morte imminente”…

    la gestione del panico è atto respiratorio mentale riposizionale, piano piano tutto si assesta, si riprende consapevolezza, coscienza, la calma subentra e con essa riemergono le facoltà intatte della mente, la creatività, il magic moment dell’ispirazione e la vocazione si esalta…. bioritmi,, ritmi della mente e del corpo, dell’inscindibile unità somatopsichica,

    ritmi circadiani, che Franco conosce e gestisce benissimo, abituato com’è a saperne fare i conti da un trentennio…

    Un fortissimo abbraccio Profeta,

    vivisime congratulazioni a Fabio.

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    8 aprile 2011 at 8:46 am

  11. Cairano Il sogno e L’Utopià arminiana( di RQ)

    >>>Quando l’Angelo della Morte bussa alla porta, in genere si apre all’ospite indesiderato, per una questione di buon vivere, buona educazione

    poi l’Angelo della Morte afferma>:” Dio non farebbe una cosa del genere senza un avvertimento preciso”<

    Nel sogno, prima di morire, ciascuno vorrebbe fare almeno due cose: "volare" e " trovare il lago dorato"

    La difficoltà risiede nella possibilità che il lago dorato si trasformi in un campo di gigli arancioni o bianchi…

    Volare invece è più facile, basta staccare l'ombra da terra e levarsi nel cielo, agitando le braccia , prendendo la rincorsa dal cortiletto di fango indurito

    Ci si ritrova a sorvolare il sentiero in una foresta tappezzata di violette scure, si sale sempre più sù, fino al cielo , inarrestabile ascesa nello spazio dell'etere…

    finalmente, dopo aver superato la fitta boscaglia di platani, ecco apparire il lago dorato.

    A quel punto il sogno , generalmente, si interrompe, si rientra nella vita reale e si fanno i conti con i doveri …

    Sognare è un'invenzione della mente straordinaria.
    Chi non sogna è infelice, riesce a raccontare solo il vissuto reale, o cio' che ha imparato leggendo…

    Chi sogna ,invece, racconta i sogni e lascia che l'esperto possa interpretarli per comprenderne il significato e proporre soluzioni terapeutiche, rimedi…

    Cairano è un sogno, solo un sogno…

    Dietro Cairano si nasconde l'Utopia arminiana, ormai nota ,non più settaria, un'utopìa realizzabile, dunque un sogno anch'essa.

    Bravo Franco, Proviamoci.

    RQ

    rocco quagliariello

    9 aprile 2011 at 4:09 pm

  12. rocco ti sarebbe piaciuta l’accoglienza ricevuta a roma. ma la mia partita si gioca tra i monti. a roma e altrove ormai vado sul facile.

    arminio

    9 aprile 2011 at 11:33 pm

  13. Peccato, carissimo Franco, non esserci stato al Parco della Musica… Mi dispiace davvero, non ho saputo cogliere un’opportunità. Sono deluso di averti deluso.
    Perdonami.Un forte abbraccio.R

    Omaggio domenicale

    >>> Un Autore puo’ sbagliare,è umano, un Direttore Artistico puo’ amalgamare in maniera non perfetta una compagnia di artisti…

    Quando la fama dell’Autore diventa indiscutibile, la trama della rappresentazione eccellente, tutti a posto nella distribuzione delle parti assegnate, sapientemente diretti, lo spettacolo rappresentato si arricchisce di rara perfezione stilistica.

    Se, in un contesto del genere, subentra un insuccesso, allora la “colpa” non puo essere che nel pubblico, del pubblico…

    E’ lecito fischiare il pubblico?

    Soprattutto se diserta lo spettacolo, se non partecipa agli eventi rappresentati…

    Se si riesce a scoprire questo “trucco banale” si comprende uno dei motivi principali della crisi della Cultura, specie in Italia.

    Cosa cerca il pubblico, cosa interessa allo spettatore

    Il pubblico cerca storie aderenti ai suoi problemi, vuole vedere rappresentata la realtà, la vita con i suoi problemi quotidiani, teme di annoiarsi…

    L’osservazione arguta e spicciola della vita quotidiana : spesso nella rappresentazione teatrale artistica accade di vedere, concluse bell’e meglio, storie che ancora si stanno svolgendo nella realtà del vissuto… al limite per sfruttarne i supposti caratteri.

    Un processo di incanagliamento cui il pubblico si è assuefatto…

    Chi lo puo’ capire il pubblico???

    Va a vedere lo spettacolo per vari motivi: snobismo, curiosità, imposizione di attualità, non certo perchè le rappresentazioni ed i festival sono eventi culturali ai quali chiedere nutrimento, circostanze coinvolgenti da tenere in continua riparazione…

    L’idea del teatro, dell’intrattenimento, dello spettacolo, del Festival deve rimanere legata allo sviluppo della civiltà culturale e letteraria.

    Che uno spettacolo possa passare “in silenzio” col “vuoto” di persone, mancati partecipanti, non puo’ che addolorarci, indurre mestizia.>>>…

    Buonissima Domenica al Profeta, a Tutti.

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    10 aprile 2011 at 9:42 am


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