COMUNITA' PROVVISORIA

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Per la salvezza della Campania

Per la salvezza della Campania (in sintonia con comunità provvisoria / appello agli intellettuali napoletani _a.verderosa _ https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2011/03/28/appello-degli-intellettuali-napoletani-contro-la-discarica-in-alta-irpinia/)

Come fermare l’emergenza rifiuti in Campania tutelando la salute e l’ambiente

In Campania le discariche realizzate in base alla legge 123/2008 sono fonte di pericolo per la salute e l’ambiente. La legge 123 condanna la Campania ad un diritto diverso da quello delle altre regioni con pesanti deroghe alle leggi italiane ed europee in materia di rifiuti e protezione ambientale, fino a consentire lo smaltimento, nelle discariche per rifiuti urbani, di rifiuti indifferenziati e di scarti contenenti sostanze pericolose. Si genera, così, un percolato tossico che inquina i terreni, raggiunge le falde acquifere e provoca – come evidenziano le inchieste della magistratura – gravi danni alla salute dei cittadini e all’ambiente. L’art. 18, tra l’altro, deroga finanche all’obbligo di impermeabilizzare il fondo delle discariche, rendendo tutte le discariche campane fomite di disastri ambientali. La legge 1/2011, pur sostituendo al termine “emergenza” quello di “somma urgenza”, prolunga, in effetti, lo stato di emergenza, e consente di affidare la realizzazione delle discariche senza bando di gara pubblica e abolisce sia la vera valutazione di impatto ambientale sia i limiti che le ordinanze d’urgenza devono rispettare.

Le discariche di Pianura (Na), Lo Uttaro (Ce), Macchia Soprana e Basso dell’Olmo (Sa), Savignano Irpino (Av) e Sant’Arcangelo Trimonte (Bn) testimoniano il disastro ambientale che tutt’ora continua anche a Chiaiano (Na), come dimostrano le analisi condotte da Franco Ortolani, ordinario di geologia della “Federico II” e che in questi giorni si preannuncia per l’avellinese.

In queste condizioni, la realizzazione di altre discariche potrebbe solo perpetuare la violazione delle leggi per cui l’Italia è stata già condannata dalla Corte di Giustizia Europea per non aver «adottato, per la Regione Campania, tutte le misure necessarie per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo e senza arrecare pregiudizio all’ambiente» (sent. n. C-297/08 del 4/03/2010).

La via per evitare nuove sanzioni europee consiste nel separare la parte umida dei rifiuti dalle altre frazioni. Il Presidente della Regione ha tutti i poteri per emanare un’ordinanza “contingibile ed urgente” per la separazione della frazione umida dei rifiuti dalle componenti secche. Infatti, l’art. 32 della l. 833/1978, recepito dall’art. 4 della legge regionale 13/1985, conferisce alla Giunta regionale e al suo Presidente ampi poteri in materia di igiene e sanità pubblica. La realizzazione di una raccolta differenziata straordinaria secco/umido ridurrebbe entro due mesi i rifiuti indifferenziati almeno del 50-60%, salverebbe la popolazione dai pericoli sanitari legati al marcire dei rifiuti organici abbandonati per strada e scongiurerebbe l’apertura di nuove discariche o l’ampliamento di quelle esistenti.

Il Presidente della Regione potrebbe, inoltre:

a) promuovere una legge regionale per incentivare la raccolta differenziata finalizzata al riciclo, sicuro della straordinaria capacità della popolazione che ha raggiunto in pochi giorni, nei quartieri pilota di Napoli, percentuali del 70-75% nella raccolta differenziata porta a porta condotta dall’Asia. L’estensione di tale positivo esperimento a tutta la città è al momento impedita per mancanza di fondi adeguati.

b) Come suggerisce il Coordinamento Regionale Rifiuti Campania, riattivare gli impianti di compostaggio esistenti; creare una rete di piccoli impianti di compostaggio legati al circuito agricolo; riconvertire gli impianti che producono milioni di balle inquinanti in impianti di recupero della materia, così da rendere inutili gli inceneritori e le discariche.

c) Organizzare, infine, una filiera per il recupero dei materiali differenziati, coinvolgendo gli imprenditori che operano in regione nel settore del riciclo dei rifiuti, a vantaggio dell’ambiente e dell’economia del territorio.

Gerardo Marotta, presidente onorario delle Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia

Nicola Capone, segretario generale delle Assise della città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia

Guido Donatone, presidente di Italia Nostra Napoli

Raffaella Di Leo, presidente di Italia Nostra Campania

Luigi De Falco, segretario di Italia Nostra Campania

Stefano Rodotà, professore emerito di Diritto civile della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sapienza” di Roma

Ernesto Burgio, coordinatore del Comitato scientifico dell’ISDE

Patrizia Gentilini, ISDE Italia

Alessandro Gatto, presidente Wwf Campania

Gianluigi Salvador, Wwf Veneto e MDF

Salvatore Settis, Scuola Normale di Pisa, presidente onorario della Società di studi politici

Massimiliano Marotta, presidente della Società di studi politici

Vittorio Moccia ed Elena Vellusi, referenti regionali Coordinamento Regionale rifiuti della Campania

per le altre adesioni, vedi :

http://www.napoliassise.org/sezioni/democrazia-ambientale/difesa-del-territorio/128-per-la-salvezza-della-campania-come-fermare-lemergenza-rifiuti-in-campania-tutelando-la-salute-e-lambiente.html


all’appello di COMUNITA’ PROVVISORIA del 28.3.2011 hanno aderito :

GIANCARLO DE GRENET

IAIN CHAMBERS

DONATELLA MAZZOLENI

MASSIMO PICA CIAMARRA

ISABELLA GUARINI

MAURO FRANCESCO MINERVINO

altre adesioni con nome, prive di cognome

 

VIDEO ANTIDISCARICA

5 Risposte

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  1. non dimentichiamoci mai che il posto dove vorrebbero fare la discarica è nel cuore del nostro parco, il parco dell’irpinia d’oriente.
    sono a roma, ma mi manca più del solito il vento dell’altura, veramente non riesco a capire cosa ci fa qui tutta questa gente.
    cairano7x sarà anche un momento di lotta contro la discarica

    arminio

    8 aprile 2011 at 8:48 pm

  2. Caro Angelo la tua passione è per noi un valore enorme, dobbiamo mettere in campo tutte le nostre competenze e cercare di raccogliere adesioni da parte di tutti coloro che ancora hanno un minimo di buon senso. Io sono a disposizione e a fine mese dobbiamo incontrarci con Antonio Vespucci per parlare del progetto ” Aquilonia”.

    giovanni ventre

    9 aprile 2011 at 10:02 am

  3. Caro franco, tutta quella gente è costretta a correre per vivere, come in un girone dantesco, noi viviamo un paradiso e non permetteremo al serpente tentatore di didtruggere tutto.

    giovanni ventre

    9 aprile 2011 at 10:03 am

  4. Tutte le persone che amano il territorio irpino, altirpino d’oriente non possono accettare decisioni del Commissario Straordinario Governatore della Regione Campania qualora esse dovessero prevedere la revisione del già deciso normato processo di “provincializzazione dei rifiuti” e quindi la possibilità che territori dichiarati siti “strategici”
    possano essere devastati per accogliere rifiuti indifferenziati, se non addirittura “nocivi” da province limitrofe, area napoletana urbana ed extra urbana in particolare.

    Si inserisca nella gestione di una nuova emergenza che sarà solo la frazione umida ad essere accolta e depositata nelle discariche collinari montuose e si provveda a prevedere il “risarcimento” materiale e morale per le popolazioni residenti nelle aree nei siti individuati.

    Un invito alla ragionevolezza assume il significato di un invito a non considerare solo il dato “quantitativo” del fenomeno, con buona pace delle holding ecomafiose che non possono continuare a devastare massacrare danneggiare un territorio che Madre Natura ha disegnato per ammirare il bello, respirare aria pulita, ascoltare il silenzio, riconciliarsi con il Trascendente e con la propria Spiritualità.

    Vivissime congratulazioni ad Angelo, Nostro Intellettuale del Pragma…

    Una domanda: Quando si scende in piazza con il Popolo Sovrano??? Una risposta è gradita.

    Buonissimo fine settimana

    RQ

    rocco quagliariello

    9 aprile 2011 at 2:01 pm

  5. Io stamattina sono stato a Napoli e ho visto come è stata gestita napoli sulla questione dei Rifiuti.E’ stata una bella manifestazione partecipata dalle genezioni dei giovani precari.
    Vedete come è attuale il manifesto qui sotto.
    Da antonio di ninno
    Il FORUM Rifiuti Campania è convocato per giovedì, 4 settembre, alle ore 15 nella stanza n° 67, primo piano, via Santa Lucia, 81 – Napoli – con all’ordine del giorno la ripresa dei lavori, l’organizzazione delle commissioni, la convocazione dei FORUM provinciali più Varie ed eventuali.

    Con la ripresa dei lavori dopo la pausa estiva è essenziale da parte di tutti l’impegno a rendere più operative le nostre attività. Le ambizioni del FORUM sono elevate: può diventare l’embrione di una struttura consultiva permanente di Agenda21 che, prendendo le mosse da quello che è il problema maggiore della regione nella fase attuale – l’emergenza rifiuti, tutt’altro che risolta, checché ne dicano media e membri tanto della maggioranza che dell’opposizione – affronti via via tutte le questioni relative alla tutela dell’ambiente, alla vivibilità e allo sviluppo economico, sociale e civile della regione: un organismo che nessuna regione italiana ha e che in Campania non si è mai nemmeno prospettato.
    Intanto, però, dobbiamo ancora dimostrare che il FORUM può servire ad affrontare in maniera più democratica e partecipata l’emergenza rifiuti. I risultati che possiamo vantare in questo campo sono scarsi se non inesistenti. In parte la cosa era scontata, perché siamo all’inizio della nostra attività, e non è stato facile né iniziare né tenere insieme componenti sociali diverse e culturalmente così distanti come quelle che partecipano al FORUM: imprenditoria, istituzioni, sindacati, associazioni volontarie e comitati. Con tolleranza e qualche malumore di ciascuno ci siamo riusciti: la volontà di confrontarsi con i problemi ha prevalso sulle diffidenze e il risultato non è da poco, soprattutto se pensiamo che questa è la base per affrontare i problemi che ci troviamo di fonte.
    Ma ora il nostro compito è entrare nel merito dei problemi sforzandoci di arrivare a delle proposte operative, condivise da tutti, se sarà possibile; se no, da presentare – alle Autorità competenti, all’opinione pubblica della regione e nazionale, ai cittadini e ai lavoratori che sono i referenti di ciascuno degli organismi che partecipano al FORUM – come alternative già discusse e riformulate in modo chiaro, dopo un adeguato confronto con chi la pensa in modo differente. Ricordiamo che il FORUM è esclusivamente un organismo consultivo; ma le cui prese di posizione, se sapremo farci valere, potranno avere un peso rilevante sulle decisioni che verranno prese.
    Indubbiamente ha pesato e continua a pesare sulla ridotta operatività del FORUM il protrarsi di caos istituzionale provocato dal commissariamento – che ora si chiama sottosegretariato – ma che continua a rappresentare una espropriazione di tutti gli organismi ordinamentali preposti alla gestione della materia, esautorandoli di fatto. A questo si aggiunga la sostanziale paralisi dell’Assessorato Regionale all’Ambiente (che è il referente di prima istanza del FORUM, non perché lo ha istituito o perché intendiamo mantenere un rapporto privilegiato con esso; ma perché è l’organo a cui dovranno essere restituite la maggior parte dele competenze oggi sequestrate dalla gestione straordinaria , mano a mano che si ritornerà alla gestione ordinaria). Una paralisi in gran parte riconducibile all’inesistenza di fatto di una struttura amministrativa in grado di rendere operative le poche decisioni assunte in sede politica (valgano per tutti i finanziamenti decisi per la RD e per gli impianti di compostaggio e non ancora erogati). Infine va messa in conto l’indisponibilità del sottosegretario a dialogare con il FORUM, indisponibilità esplicitata con una lettera che è stata portata a conoscenza di tutti i suoi membri. D’altronde non ci sarebbe “emergenza” se non ci fossero difficoltà del genere: anzi, possiamo dire che gran parte dell’emergenza è riconducibile proprio al cattivo o al non funzionamento degli organi che dovrebbero lavorare al suo superamento.
    Nel prossimo periodo abbiamo comunque di fronte una serie di scadenze che ci impongono un fitto programma di lavoro. Ve le ricordo brevemente:

    La revisione del Piano regionale dei rifiuti, prevista dalla L. 123/08, ma di cui si è persa traccia. Questo piano si intreccia strettamente con la destinazione dei fondi POR del periodo di programmazione 2007-2013 o, per lo meno, della ricca parte di finanziamenti in essa prevista per l’ambiente e la gestione dei rifiuti; ma anche con l’attuazione della L.R. 4/08 e la riorganizzazione della gestione dei rifiuti in capo alle Province. All’interno di questo piano, anche se le misure per ridurre la produzione di rifiuti e per promuovere la RD saranno la premessa indispensabile di ogni altra misura, il problema centrale ruota intorno agli impianti di trattamento: selezione degli imballaggi raccolti con la RD, compostaggio, ma soprattutto trattamento (intermedio?) della frazione residua. Se si rinuncia a questi, il grosso dei rifiuti è destinato ad alimentare gli inceneritori allo stato di talquale, scoraggiando la RD (assai meno remunerativa) e, in attesa della loro entrata in funzione, che potrebbe subire gli stessi ritardi, se non maggiori, di i Acerra – la cui “apertura” viene rimandata di mese in mese – continuare ad infestare di discariche di rifiuto talquale sempre nuove aree della regione, come si sta facendo attualmente.
    Se si riattivano gli impianti di trattamento intermedio – di proprietà delle Province, insieme alla privativa sui rifiuti raccolti, a partire dal momento in cui il sottosegretario dismetterà le sue funzioni – o se se ne costruiranno di nuovi, la strada è aperta per soluzioni alternative: potenziamento di quegli stessi impianti per portarli al recupero quasi integrale dei materiali conferiti (TMB, come molti vorrebbero); gassificazione; vendita del CDR sul mercato, senza bisogno di continuare ad accumulare ecoballe, a soggetti interessati ad utilizzarli; alimentazione degli inceneritori – quando ci saranno – con materiale selezionato e non con talquale, migliorandone in ogni caso le prestazioni ed evitando comunque di continuare ad aprire e riempire sempre nuove discariche in attesa che entrino in funzione; e anche di ritrovarsi di nuovo – nel caso di una loro indisponibilità , che a molti appare prossima – con i rifiuti per strada.
    Prospetto volutamente tutte le possibilità aperte per sottolineare come dalla questione degli impianti “intermedi” dipenda gran parte delle partite – regionali, nazionali e affaristiche – che si giocano sui rifiuti campani.

    Naturalmente non tutto si riduce a questo. La partita delle bonifiche è altrettanto importante, urgente e rilevante, anche dal punto di vista economico e sociale. Nel FORUM non ne abbiamo ancora parlato (a parte l’insistenza di diversi sindacalisti sul problema della gestione delle acque), ma occorre che si inizi ad affrontarlo con un approccio organico, insieme a persone competenti che sappiano prospettarci in modo chiaro le alternative praticabili.

    Quanto alla RD, è impossibile affrontare il tema in termini di riorganizzazione della sua gestione, senza collegarlo al problema fondamentale dei lavoratori attualmente impegnati in essa – nonché di quelli che aspirano ad entrare in un settore già sovradimensionato – e della esigenza di pronunciarci sulle strade da percorrere per razionalizzare il servizio, renderlo efficace ma anche efficiente. E’ un tema ineludibile – forse il vero tema di fondo dell’emergenza rifiuti in Campania – che a partire dai prossimi mesi verrà giocoforza posto sul tappeto da qualcuno (Regione, Governo, Nuove società di gestione?) per cui tanto vale prenderlo anche noi di petto. Potrebbe essere l’occasione per allargare lo sguardo del FORUM su altri temi ambientali, su settori che potranno fungere da bacino di compensazione di eventuali esuberi che si rilevassero nel settore.

    Operativamente, nel FORUM del 4.08, dopo aver fatto il punto sulla situazione, propongo che si proceda alla formazione delle commissioni e alla formulazione degli indirizzi generali a cui il loro lavoro si dovrà attenere: cioè quali temi affrontare, con quali priorità, con che scadenze, ecc. Le commissioni come sapete saranno 4, dedicate rispettivamente alle questioni della gestione del ciclo, agli impianti, alle bonifiche e alla comunicazione. Quest’ultima per metterci in grado di far conoscere le nostre discussioni e le nostre eventuali decisioni al mondo politico, ai media, all’opinione pubblica e ai nostri referenti.

    Al termine dell’ultima seduta avevo raccomandato a tutti i membri del FORUM disponibili ad impegnarsi concretamente in una delle commissioni di farlo sapere e di iscriversi, in modo da fare una prima valutazioni delle risorse in campo ed eventualmente proprorre un ribilanciamento tra commissioni troppo affollate e commissioni senza sufficiente partecipazione. Non mi sono pervenute comunicazioni in proposito, per cui rinnovo l’invito a iscriversi , per lo meno prima di giovedì 4, in modo che nell’assemblea del FORUM si possa procedere celermente.

    Valuteremo in seguito la possibilità di cominciare a convocare dei FORUM decentrati a livello provinciale, in modo da affrontare meglio i problemi locali e promuovere un maggior coinvolgimento delle parti in causa. Propongo, come ho già fatto, che il primo FORUM a essere convocato sia quello della provincia di Caserta. Con questo vi comunico anche di ritenere che le riunioni generali del FORUM regionale vadano diradate – non più di una sessione per mese, salvo emergenze – e vadano invece spinti al massimo i lavori delle commissioni e dei FORUM provinciali e locali.

    Nel corso dell’ultima riunione abbiamo preso l’impegno di presentare una bozza di Statuto da sottoporre all’approvazione del FORUM. Sarà pronta alla fine del mese di settembre e verrà inviata a tutti i membri del FORUM perché la discussione sullo Statuto possa avvenire sulla base di una proposta concreta.

    La pausa estiva ha impedito di portare avanti la proposta di promuovere progetti di RD da parte delle singole municipalità di Napoli, vista la sostanziale inerzia di ASIA in proposito (e i risultati non eccellenti del poco che è stato fatto). L’interesse per questa proposta permane e invito tutte le municipalità ad andare avanti. I progetti pervenuto finora al FORUM erano solo tre.

    Nel corso del prossimo FORUM sono stati anche predisposti un intervento del CONAI per fare il punto sugli impianti di trattamento degli imballaggi provenienti da RD e un intervento sui CDR per fare il punto sulla loro situazione. E’ stato inoltre rinnovato l’invito all’Assessore Ganapini a fornire una informativa generale sullo stato di avanzamento delle iniziative promosse dalla Regione.,

    Antonio Di Ninno

    9 aprile 2011 at 3:32 pm


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