COMUNITA' PROVVISORIA

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il mantra del formicoso

metto qui un pezzo uscito sul mattino. ancora il formicoso….

scrivo sull’argomento dal luglio 1994. oggi sono uscite anche due interviste su ottopagine e buongiorno irpinia. insomma, una militanza totale. da stamattina poi al telefono per sistemare alcuni problemi legati a cairano. ho 51 anni, se mi viene un infarto non c’è neppure un ospedale decente che mi può accogliere….

*****

Napoli non ce la fa a gestire i rifiuti. Questa incapacità non è un’anomalia in una città che per il resto funziona perfettamente. Napoli è una città in cui se ti levano il portafogli non ha senso fare la denuncia alla polizia. Una città del genere andrebbe richiamata alle sue responsabilità e invece la politica continua nel suo lavoro di considerare normali cose assurde.

La legge che assegnava a ciascuna provincia la gestione dei propri rifiuti era un tentativo di responsabilizzare il grande capoluogo. Ora questa legge di fatto non c’è più. Napoli ha il diritto di portare altrove la sua immondizia, questo e non altro sostiene il voto del consiglio regionale. Non c’è niente di nuovo, è quello che accade da quindici anni.

Il napolicentrismo per noi è un’occasione per esercitare il nostro vittimismo, nessuno ci crede veramente all’idea di poter cambiare le cose in questa Regione. Non stiamo andando verso il baratro, ci siamo dentro da molto tempo e il fondo è costituito proprio dalla politica regionale, quella di Bassolino e quella di Caldoro. A mia memoria non ricordo un governo regionale che abbia fatto qualcosa di buono. È come se chi venisse eletto alla Regione entrasse in un meccanismo in cui è difficilissimo operare per il bene collettivo. E l’opinione pubblica è così abituata al peggio che quasi nessuno si indigna per le inadempienze perennemente in corso.

Pensiamo al piano sanitario che prevede la riconversione degli ospedali. È legge da quasi un anno e da quasi un anno di questa riconversione non c’è traccia. Io vivo in un paese dove ci vogliono ottanta chilometri nelle montagne per raggiungere la prima struttura che tratta l’infarto in maniera decente. Era e resta una cosa scandalosa. E tutte le chiacchiere di questi mesi intorno alla sanità non hanno portato a nessun miglioramento.

Vivo in un paese dove da quindici anni si parla della costruzione di una discarica. Una sorta di attrazione fatale verso il nostro territorio. A Napoli sono golosi di concimare le nostre zolle con la loro immondizia. A nessuno viene in mente che siamo in Europa e siamo nel 2011. I rifiuti in gran parte si possono recuperare e invece si continua a buttarli dentro le buche. Il governanti della nostra Regione sono tutti solerti nel  fare piani, tra quelli sanitari e quelli sui rifiuti siamo a oltre trenta, un palazzo di chiacchiere che alla fine lasciano le cose come stanno. I rifiuti e la sanità ci costano moltissimo e pare che la spesa sia direttamente proporzionale al disfacimento. Ormai queste cose fanno parte del paesaggio campano, come il Vesuvio, come la Reggia di Caserta. La prospettiva di essere una regione normale si allontana a dismisura e mentre il lavoro della politica diventa sempre più difficile, quelli che sono scelti per farlo si rivelano sempre più inadeguati.

In uno scenario di questo tipo la solidarietà è una parola vuota, lo stiamo vedendo in questi giorni con la storia dei migranti che nessuno vuole. Dire sì a qualcuno, a qualcosa diventa sempre più difficile. E sulle alture dell’Irpinia d’oriente dopo quasi vent’anni siamo costretti a ripetere la stessa parola d’ordine: nessuno tocchi il Formicoso.

Written by Arminio

13 aprile 2011 a 11:54 am

Pubblicato su AUTORI

4 Risposte

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  1. Amici, sento di dirvi che la politica politicata beffeggia sempre e uccide l’umanità a poco a poco e che, come dice un proverbio, la beffa “amarisce” ogni pena!
    Ciò giustamente fa pensare non più alla lotta, bensì alla rivolta, percio E’ ORA DI DIRE BASTA A TUTTI E NESSUNO TOCCHI IL FORMICOSO!

    Gaetano Calabrese

    13 aprile 2011 at 3:40 pm

  2. Nel 1960 avevo sei anni. Il mio paese era molto più piccolo di adesso. C’era ancora molta terra tra esso e gli altri paesi. Anni di povertà, di miseria. Noi talvolta si giocava sui cumoli di “munnezza napulitana”; per lo più stallatico che veniva stramato nei campi a concimazione. Dopo cinquantuno anni siamo punto e a capo. Con l’aggravante che tra gli anni ottanta e il duemila, sotto il terreno della “campania felix” sì è sotterrato ogni genere di rifiuti tossici e speciali provenienti dalla Lombardia, dal Veneto, da Seveso, dall’Acna di Cengio.. Camorristi (con la quasi certa complicità di politici e funzionari ad hoc) si sono arricchiti a dismisura. Ma ora ci sono i satelliti: Dalla finestra di google heart ho visto perfino il camncelletto d’ingresso di casa mia. Con i satelliti si possono vedere le “macchie nere” dove è interrato abusivamente ogni genere di rifiuto. Basterebbe andare al catasto, risalire ai proprietari terrieri…. per accendere la santabarbara delle connivenze e delle complicità…. Basta poco, non ci vuole molto. Sesè, campa cavallo!
    E noi si dorme…e noi si muore!…

    Salvatore D'Angelo

    13 aprile 2011 at 6:20 pm

  3. Ieri mattina nella conferenza stampa tenuta in Avellino da Ciriaco il Grande l’Uomo di Nusco Intremontabile Leader è stato coniato il mantra del Formicoso che mi pregio comunicare a Lettrici e Lettori del Blog CP

    Mantra del Formicoso suggerito

    ” COME NATURA CREA CIRIACO CONSERVA”.

    ABSIT ABSIT ABSIT

    Un sorriso è gradito

    RQ

    rocco quagliariello

    14 aprile 2011 at 6:31 am

  4. e noi si dorme e si muore … è questo il vero problema, ci hanno reso sterili, incapace di produrre reazioni al loro banchettare come avvoltoi sulle nostre misere carni, siamo una sorta di cadaveri dimenticati in una landa desertica dove il sole continua implacabile a bruciare tutto. Qui riesce a germogliare solo il fiore del male, dell’egoismo, dell’incapacità. In questa landa che è la politica non cresce erba verde, non sbocciano fiori, non nascono frutti. I nostri amministratori vivono in questa terra ma con una porta che dà sul loro giardino ben curato, dove scorrono fiumi dissetanti e crescono frutti abbondanti e dolci, alberi rigogliosi e uccelli cinguettano a glorificare le loro magnificenze, peccato che non si accorgono che il deserto avenza inesorabilmente, quel deserto che parte dai loro cuori aridi, incapaci di pompare il sangue fluido della solidarietà e nel loro gozzovigliare felici non si accorgono che stanno pian piano distruggendo anche quel poco di buono che è rimasto nella terra che una volta era felix e che oggi potrei definire morente.

    giovanni ventre

    14 aprile 2011 at 6:43 am


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