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LA RABBIA DEI GIUSTI

LA RABBIA DEI GIUSTI

La Campania è una Regione d’Italia conosciuta nel mondo per l’incapacità di smaltire i rifiuti prodotti. L’Irpinia, la mia terra, è parte integrante della regione Campania. Quattrocentoventimila anime abitano questo territorio, meno di n quartiere di Napoli. Da quasi venti anni, la Regione Campania si dimena insozzandosi nei meandri mefitici della “monnezza”, senza essere riuscita a cavare un ragno dal buco. Gli unici buchi cari ai nostri amministratori ed ai vari commissari succedutisi sono quelli prodotti dalle ruspe per interrare il mostro maleodorante. Ma allora il cittadino si chiede: ma cosa fanno alla Regione, è possibile che dopo un ventennio non si sia riusciti a risolvere il problema ??? Ora siamo alla vigilia di una nuova crisi. Che tutto questo accada in periodo pre- elettorale ha un significato ancora maggiore perché pone delle considerazioni. Posto che mi sento come un leone ferito, attinto dall’ennesima pallottola esplosa dal cacciatore che siede ai banchi del parlamento regionale, il quale cambia di volta in volta ma usa sempre lo stesso fucile, e a volte a premere quel grilletto è anche qualcuno dei guardiani della riserva, la rabbia aumenta e con essa lo sgomento dovuto al  fatto che mi sento inerme, incapace di reagire, e attorno a me vedo altri “animali”, anche loro nel mirino del cacciatore che però sembrano non accorgersi dello sparo imminente, assolutamente estranei al problema che invece rischia seriamente di compromettere l’intero equilibrio di un delicato eco-sistema che vede l’Irpinia detentrice di uno dei tesori di maggior valore, l’acqua.  Quando ero piccolo, mi lamentavo che pioveva sempre, e mi si diceva che Avellino è il “pisciaturo d’Italia” . Poi, crescendo ho capito che quelle piogge abbondanti , seppur fastidiose erano manna dal cielo perché permettevano a mezzo meridione d’Italia di produrre e di dissetarsi. La migliore acqua irpina, prelevata direttamente dalle sorgenti del fiume Sabato da Serino arriva fino a Napoli.  Il bacino idrografico più grande del Meridione d’Italia è ora a rischio, solo a pensare che le nostre acque arrivano da Cassano irpino fino a Santa Maria di Leuca, l’acquedotto per caduta più lungo d’Europa, 420 km, mi fa venire i brividi ed un poco mi inorgoglisce, la mia Irpinia grazie alla sua natura carsica riesce a catturare le acque piovane per farne scorta da distribuire nei periodi di siccità. Ma la “Monnezza” bisogna pur metterla da qualche parte, ed allora dove se non nelle zone interne. Il Formicoso, l’altipiano che divide il Tirreno dall’Adriatico è un luogo dalla mistica bellezza. Un susseguirsi di colline e vallate che si insinuano fino alle pianure daune, un luogo dove grazie alle argille in superficie le acque piovane si rincorrono in una gara tesa all’ingrossamento dei fiumi che ne segnano il traguardo. Il fiume Ofanto, testimone di storie di antica memoria è certamente il maggior fruitore di questa capillare corsa verso il mare. E proprio sull’Ofanto, in agro di Conza della Campania, si è pensato, per alleviare la sofferenza dovuta alla carenza di acqua da parte della Regione Puglia di costruire un invaso atto a raccogliere e contenere le acque primaverili per poi farle scendere a valle durante la stagione estiva. Su quest’invaso ora la Regione Puglia ha ottenuto un finanziamento di 58 milioni di Euro per poter effettuare la potabilizzazione dell’acqua.  Il sito di Pero Spaccone, dove si vorrebbe creare l’ennesimo grande buco dove seppellire con i rifiuti l’ incapacità e la miseria umana di uomini che non hanno assolutamente idea di come si governa una emergenza, mette a serio rischio il bacino sottostante. Inoltre mi preme ricordare ai fautori delle buche, che quella terra è ad alto rischio idrogeologico e anche, purtroppo altamente sismica. A me interessa poco delle beghe di questi giorni, chi la vuole cruda e chi la vuole cotta, il problema è semplicemente uno, quel territorio non può sopportare una nuova enorme discarica solo per assecondare le manchevolezze di amministratori incapaci e commissari evidentemente attratti solo da favolosi stipendi. Se Napoli non mette in atto un minimo di raccolta differenziata, se non attiva almeno due, tre STIR, anche questi nuovi buchi non serviranno a nulla. Sappia  però il cacciatore che il leone ferito diventa pericoloso, attacca a testa bassa ed è capace di infliggere ferite profonde con gli artigli affilati. Mia figlia e l’amore che le porto mi impongono di non poter accettare passivamente l’ennesimo agguato,  spero solo che non sarò solo il giorno in cui si dovrà affrontare il cacciatore e la carabina, auspico che se battaglia ci dovrà essere gli irpini vengano affiancati nella protesta dai lucani, da pugliesi … da tutti gli uomini di buona volontà. E’ arrivato il momento di dire basta. Non vogliamo altri buchi, non vogliamo altri veleni, non vogliamo morire in nome di una emergenza creata dalla incapacità dei governi che si sono succeduti. I magistrati facciano il loro dovere, arrestino e condannino coloro che sono responsabili di questa situazione di degrado che ha fatto diventare la Campania Felix  Campania Merdix .

Giovanni Ventre

Written by chirchio

14 aprile 2011 a 3:49 pm

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3 Risposte

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  1. Soprattutto utilizzino i satelliti per evidenziare gli interramenti abusivi di rifiuti tossici, per risalire ai proprietari dei terreni e ai trafficanti di veleni.
    Parole giuste, caro Giovanni, ma anche amare. Se questi avranno partita vinta, si dovrà ringraziare la società civile che non vuole e/o non sa organizzarsi come forte alternativa dei NO ai buchi e dei SI ai soli progetti civili che esistono in tutta Europa, basati sul ciclo della differenziata, dell’organico e dell’utilizzo in termovalorizzazione del ciclo secco trattato ecologicamente.
    Ma se si vuole, c’è ancora tempo per imporlo. CHE I COSIDDETTI “PADRI NOBILI” dell’Irpinia si facciano avanti, ORA. Vediamo se sono Padri Nobili oppure altro, come temo.

    Salvatore D'Angelo

    14 aprile 2011 at 6:11 pm

  2. domenica al castello di bisaccia aprirò lo striscione
    NESSUNO TOCCHI IL FORMICOSO.

    IL PRIMO MAGGIO FAREMO UNA MANIFESTAZIONE A TORELLA
    E SPERO CHE LA CP SIA IN PRIMA FILA

    arminio

    14 aprile 2011 at 10:06 pm

  3. basterebbe che la società risorgesse, un risorgimento delle coscienze, ecco cosa ci vorrebbe !!!

    giovanni ventre

    14 aprile 2011 at 10:07 pm


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