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crisi di crescita

ieri mattina a reggio emilia il più grande fotografo italiano vivente, mario dondero, davanti a un pubblico attentissimo, mi ha chiesto di parlare di cairano da lui definita una delle meraviglie italiane…..

in serata a cologno monzese tina salzarulo, la sorella di donato, mi dice che ha fatto la sua tesi di laurea su cairano e la cp.

sempre più spesso mi capita di constatare che da fuori le cose che facciamo sembrano migliori di quelle che appaiono a noi da dentro.

l’irpinia ama diffidare più che riconoscere, ama servire più che ammirare.

sono cose che sappiamo e sappiamo anche che siamo qui perché abbiamo storie diverse.

cairano7x è un incontro tra noi ed è un incontro con la comunità cairanese.

la cp, franco dragone, il sindaco, la pro loco, i cairanesi…..

siamo tutti sulla stessa rupe dell’utopia,

che si faccia o meno cairano

l’idea è ben viva e nitida.

penso le missive di questi giorni alla fine possiamo vederle come passeggeri momenti di crisi, fisiologici in un corpo in crescita e in un momento storico dominato dall’autismo corale….

armin

Written by Arminio

8 maggio 2011 a 2:18 pm

Pubblicato su AUTORI

9 Risposte

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  1. Franco, per quello che può servire, noi ci siamo. Te lo abbiamo detto ieri sera a Cologno e lo ribadiamo qui su CP. E’ vero CP, Cairano7x – dall’esterno – sembrano grandi cose. Dall’interno tu dai corpo ai miei dubbi su tutto ciò che non comprendo leggendo CP. Ieri sera, mentre riaccompagnavo Tina e Ledo a casa ho detto che su CP appare l punta dell’iceberg, menre un continuo fiume carsico si muove sotto. Fiume di cui non afferro il ersnso del percorso. Ieri sera ti ho ringraziato per avermi fatto scoprire/conoscere, l’anno scorso, Cairano e (parte)dell’Irpinia d’Oriente. Non è pensabile che questo neonato rapporto d’amore con le “terre dell’osso” s’interrompa così, senza sapere il perché. Noi, te lo ricinfermiamo ancora una volta, siamo disposti a suonare e cntare per Cirano anche se Cairano7x 2011 non si dovesse fare. Il modo lo troveremo senz’altro. Ti abbracciamo forte e peccato che ieri il tempo sia volato.
    Franco & Angela

    Franco & ANgela

    8 maggio 2011 at 5:23 pm

  2. E/C: scusate ma devo cambiare la tastiera. Ovviamente la frase corretta è: “siamo disposti a suonare e cantare per Cairano…”

    Franco & Angela

    8 maggio 2011 at 5:24 pm

  3. corpo in crescita

    corpo malato

    mente sana

    >>> la sfida si gioca sul filo del tempo: come per la diagnosi anche la riabilitazione la partita è tutta nel tempo n cui si riesce a ripristinare funzionalità ovvero ridurre l’area del danno lesionale e perilesionale, guadagnare qualità riabilitativa, efficacia, altrimenti è soltanto una retorica procedurale un tentativo per poter attuare una medicina difensiva salutare, della serie
    ” abbiamo fatto tutto il possibile”…

    ma non sempre “tutto il possibile fatto” è ” cio’ di cui il malato paziente non collaborante ha DAVVERO bisogno”, cio’ che esige come NECESSARIO per il solo fatto di essere titolare di diritti universali della persona umana, compreso il diritto alla salute ed al rispetto della dignità.

    Il grido di dolororo allarme che Franco ci invia in maniera alternante altalenante ma sempre incisiva è una richiesta di auto aiuto.

    Non riesco, credetemi a comprendere, il vero motivo per il quale si continua a “costringere” Franco a cercare apprezzamenti lusinghieri “fuori porta”…

    mentre si persevera nel “fare terra bruciata” intorno al suo valore nella terra d’Irpinia.

    Eppure non più tardi di pochi mesi orsomo a Franco è stato consegnato un premio importante da parte di una autorevole Associazione Culturale Irpina dalle mani dell’Assessore alla Cultura del Capoluogo, il medesimo Assessore che qualche mese dopo nella Chiesa sconsacrata del Carmine ha definito Franco ” Scrittore Poeta Paesologo” di cui l’Irpinia deve andare fiera orgogliosa nel Mondo della Cultura contemporanea…

    Io c’ero alla Chiesa delc Carmine di Avellino, alla presentazione di Oratorio Bizantino, ho visto ho ascoltato ho partecipato sono stato testimone…

    Allora?

    Dov’è il Problema???

    Non abbiamo bisogno soltanto di “Strutture Accreditate” per celebrare luoghi di culto per Riabilitazione dello Spirito…

    Abbiamo bisogno anche di “Strutture Residenziali” dove “assistere” i pazienti che hanno bisogno di “terapie intensive riabilitative ” per evitare conseguenze drammatiche sul percorso della loro Anima.

    Cairano è divenuta, oramai, Il Luogo Residenziale per il Circo degli Ipocondriaci, il Domatore di questo Circo è Franco Arminio, il Profeta, che tuttavia sa bene di non poter dismettere MAI l’habitus di “paziente che si cura mentre si prende cura degli Altri”.Dunque… Coraggio Coraggio!!!

    Se è questo il senso di questo Post , mi auguro di averlo saputo interpretare,altrimenti ho commesso,in Buona Fede, un altro ” errore valutativo” .

    Mandateci a dire, Grazie

    Fortissimo abbraccio

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    9 maggio 2011 at 5:36 am

  4. Purtroppo caro Franco qui in questa terra a nessuno viene dato il credito guadagnato, qui devi sudare per camminare, in altri luoghi si cammina agevolmente. Immagina cosa devi fare per poter correre. Qui si santificano solo i fautori del nulla fare per nulla cambiare, quelli che nelle piazze, sulle panchine dell’ozio, non sanno fare altro che lamentarsi, per il solo gusto di farlo. Abbiamo, a mio modo di verdere il più grande manicomio mai allestito al mondo.I “malati” circolano liberamente assieme alla malattia, qui il suicidio è il gioco più apprezzato, l’abbandono la pratica più diffusa, qui in questo manicomio di idee si riesce a svilire anche l’opera più meritevole. Cairano e l’idea Cairano non sono la stessa cosa, Cairano è il luogo, l’idea è il progetto. Franco Arminio insieme ad Angelo Verderosa, ad Elda martino, a Salvatore d’Angelo, a Mauro Orlando, a Mario Perrotta, a … e questi grazie a Franco Dragone, alla amministrazione comunale e al sindaco Luigi d’Angelis, alla Pro loco, alla gente ed alle case e d ai cani e … di Cairano sono il nuovo in questo manicomio dell’effimero e dei personalismi. Qui ognuno cammina per se, nocchiero di una strada già percorsa da anni di chiusure mentali e politiche che sfociano nel mare dell’indifferenza in cui continuaiamo a nuotare in cerca di una riva capace di accogliere i nostri corpi esausti, di sottrarli ai marosi dell’invidia e della cultura pressapochistica del vivi e lascia vivere. Quella spiaggia, quel porto, ho sperato fosse Cairano, e non riesco a capire come mai, seppure consapevole del fatto che le relazioni in terre come la nostra sono sempre state difficili, si voglia chiudere quella spiaggia ad una parte di persone che tanto hanno nuotato per raggiungerla. Gli scontri vanno bene, se poi c’è la volonta di finalizzarli alla crescita del progetto, ma se sono preludio ad una decisione maturata unilateralmente allora rientrano in quella logica manicomiale dell’Irpinia accidiosa e autolesionista che ben conosciamo e che rende inutile i sacrifici di uomini che come Franco Arminio ci mettono la faccia e le competenze. Dà fastidio Franco quando fa capire che anche in irpinia ci sono tanti cuori pulsanti, quando porta in giro per il mndo l’idea Cairano, dà fastidio quando fa capire ai matti che possono prendere altre strade,sentieri capaci di portarli a nuovi orizzonti. Chi come me, anela a vivere in una terra migliore, chi come me crede che i nostri figli abbiano diritto a restare nella nostra terra, a produrre per la nostra terra, chi come me crede che i paesi abbiano un futuro non marginale in questo mondo alla deriva non può che sperare in un chiarimento che possa far si che la strada intrapresa possa essere ancora fatta insieme, pur non tenendosi per mano, ma non facciamo l’errore di frantumare l’ennesima speranza.

    giovanni ventre

    9 maggio 2011 at 7:53 am

  5. carissimo collega credo che la cosa migliose per il caso in consulto sia una “terapia riabilitava acustica”. Sarebbe opportuna prescrivere a tutti un “ecorupe” per controllare il vestibolo profetico tutti sulla rupe allora a gridare forte francooooooooooooohhh ripetere 4 volte

    nanosecondo54@alice.it

    9 maggio 2011 at 8:23 am

  6. caro giovanni purtroppo le mie speranze si vanno affievolendo e le parole sono finite…
    spero che qualcuno raccolga questa tua passione

    Arminio

    9 maggio 2011 at 8:29 am

  7. VA BENE NANOS, CARISSIMO ENZO, SONO PRONTO PER URLARE ALLA VALLE DALLA RUPE ED ASCOLTARE L’ECO NELLA VALLE RITORNARE ALLE MIE ORECCHIE

    FAMMI SAPERE QUANDO IN ATTESA FORTE ABBRACCIO

    ROCCO

    rocco quagliariello

    9 maggio 2011 at 10:42 am

  8. ma lo devo fare tutti non solo io e te noi li possiamo solo assi
    stere. Io già sono stato sulla rupe a gridare al vento e il vento ha soffiato forte e lontano la mia voce . Mi e così ritornato l’udito. la “seduta riabilitavita” nel caso in esame dovrebbe essere “comunitaria” . Quando lanciamo un post appuntamento per tutti la data é quella dell’ultima ora :-):-):-)

    nanosecondo54@alice.it

    9 maggio 2011 at 12:05 pm

  9. Non arrendersi mai, continuare a portare avanti una idea è un dovere una volta intrapresa una strada, il gioco di chi gira la manovella del piano è quello di far cadere nel dimenticatoio le idee, di logorare la volontà di chi vuole costruire, di stendere uno strato di fango limaccioso a coprire le cose belle per nasconderle, farle sparire. Io non mi arrendo, non lo farò mai e a qualunque costo porterò avanti le battaglie che la mia cultura e la mia fede mi suggeriscono essere lodevoli. Guardiamo cosa sta accadendo,in Irpinia che è in Italia, nel 2011. Un gruppo di appassionati si aggrega attorno ad una “sgangherata” ma meravigliosa tratta ferroviaria, inizia, con il proprio lavoro, la passione, l’amore verso i luoghi a proporre, senza alcuno scopo di lucro, dei viaggi nelle terre dell’osso. La gente risponde, vuole essere partecipe di questa iniziativa che in un certo senso mette a nudo la pochezza dei decisori e dei vari assessori succedutisi a riguardo l’idea turismo, parola che tutti usano in campagna elettorale, ma che pochi, nessuno, è mai riuscito a mettere in pratica nonostante fiumi di denaro sperperato. Portiamo in 20 corse tremila persone in giro per paesi che li hanno meravigliosamente accolti. Il sogno comincia a diventare realtà. Iniziamo a dare fastidio, cosa si sono messi in testa questi scellerati ??? Vogliono dimostrare che si può fare qualcosa anche senza i finanziamenti e le regalie del politico di turno. Chiudiamo la ferrovia, mettiamo fine a questo scempio. Non è che per caso sta accadendo la stessa cosa a Cairano ??? Forse qualcuno ha capito che non siamo gestibili e vuole eliminarci dal gioco ??? A voi le risposte e le considerazioni. Io continuo a credere nel sogno, alimentandolo con il fuoco della passione che mi porta a restare in questa terra “crudele”, a non fuggire. Se non saliranno a Cairano, i pellegrini della clemenza troveranno un nuovo tempio per poter professare il loro amore e le loro idee. Vi invito a non mollare, non gettate la spugna, in fondo fareste il loro gioco. Andiamo avanti, sempre, contro o con qualcuno ma non fermiamoci di fronte alle difficoltà.
    Mi scuso se tocco la sensibilità di qualcuno ma chi mi conosce sa che dico sempre quello che penso, spesso pagandone le conseguenze.

    giovanni ventre

    9 maggio 2011 at 12:19 pm


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