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IL VENTO NASCE DALLA LUCE

Voglio rendere omaggio all’amico Gaetano Calabrese impaginandogli – qui e sul mio blog-  questa lirica con l’evidenza che merita, perché la trovo bella, di ottima qualità. Per ringraziarlo del dono che ogni tanto ci fa di queste sue accensioni.   E’ gratificante rendere l’onore che merita chi fa qualcosa di bello e ce ne rende partecipi. Contrariamente a quanto mi dice la scienza, certe volte amo credere che il vento abbia origine nello stesso luogo dove regna sovrana la vertigine prodotta dalla luce spalancata sull’altura; amo illudermi di evitare le ombre del dubbio o il cappio dei perché. Grazie Gaetano, a nome di tutti gli erranti della poesia.(Salvatore D’Angelo).

 

NON PENSO ALL’ORIGINE DEL VENTO…

Nella Baronia di Vico

Foto di Agostino Della Gatta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Gaetano Calabrese

Non penso all’origine del vento
ma ai suoni che raccatto nel mio io
così accudisco il dolore
dell’esistere nella fessura di una pena
ridestata all’orizzonte del tempo…


Nel respiro del presente:
– ispirazione/espirazione –
trapasso la trepidazione
dello sguardo
e, fuori dal miraggio,
colgo il martirio del paesaggio,
prendo al largo
l’esplosione delle stelle
per scrivere parole
fin dove abita il segreto…

Ma questi scarabocchi
– al cappio dei perché –
non consumano
tutte le ombre del dubbio
sotto lo scarto metrico
della ragione
e trovo inviolata
solo la luce spalancata sull’altura,
dove regna sovrana la vertigine
che sfugge ogni grafema,
che annulla echi estenuati
di formiche isteriche
in accanita lotta,
ordita sulla vita…

 

Lioni, 15 marzo 2011
Poesia improvvisata

 

Written by soter54

12 maggio 2011 a 4:15 pm

Pubblicato su AUTORI

6 Risposte

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  1. COMPLIMENTI AL GRANDE POETA DIALETTALE IRPINO, AMICO E SIGNORE.

    giovanni ventre

    12 maggio 2011 at 6:55 pm

  2. uaooo, bella!!!!

    Nanosecondo

    13 maggio 2011 at 12:54 am

  3. amico comune della “parola” che suona musiche antiche profonde nel mistero oracolare e vaticinante svincolata apparentemente da finalità praticheGrazie per la tua vocazione a disvelare questi tesori nascosti del passato,restiduendogli corporeità e anima vocale nella magia del pesniero poetante.Grazie a te riusciamo anche noi nella lettura-ascolto a fruire del recupero fonico-musicale di un piacere che ci è stao sottratto dai rumori della modernità.
    ……amici nella bellezza ,la profondità e grazia della parola poetica.
    mauro

    mercuzio

    13 maggio 2011 at 4:31 pm

  4. grazie gaetano per la tua amichevole propensione a regalarci “parole” antiche piene di magie e segreta fascinazione.Si sente in esse un humus misterioso apparentemete svincolate da finalità pratiche.La lingua peoetica o è viva e vibrante e capace di recuperare la sua voce attraverso il corpo-strumento della voce che interpreta ed anima i suoni ricreandone la magia e il mistero o non ha motivo di essere.Noi amici nella lettura e nell’ascolto non possiamo che ringraziarti per questo dono di bellezza e profondità per non dimenticare e perdere le radici della nostra identità e del nostro futuro.
    mauro

    mercuzio

    13 maggio 2011 at 4:55 pm

  5. caro gaetano per questi tuoi regali poetici pieni di fascinazione che ci fanno “rivedere l’anima delle parole” antiche e contemporanee assieme nella loro capacità di recuperare la dimensione onirica e sonora.La lingua nella sua originarietà rappresenta il precipitato culturale di millenni di voci e suoni antecedenti,in particolare semitiche e accadiche, recuperati nell’alfabeto fonetico che ha recuperato e trascritto le storie di queste vite parlate col candore ,la freschezza colloquiale del parlato e la fluidità piena della oralità del cantore arcaico.
    Amici nella bellezza e nella magia della poesia
    un abbraccio
    mauro

    mercuzio

    13 maggio 2011 at 5:20 pm

  6. Carissimi :-)) Salvatore,Giovanni,Enzo,Mauro, carissimi amici tutti :-)),
    è straordinario dialogare con le vostre anime,svolazzare come una falena nella luce dei vostri cuori intelligenti; è meraviglioso volervi bene e custodirvi, vostro Gaetano commosso, desideroso di sorridervi instancabilmente, per dirvi grazie e volere la grazia della vostra amorevole attenzione.

    Gaetano Calabrese

    13 maggio 2011 at 6:43 pm


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