COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

lo spettacolo elettorale

metto qui un pezzo uscito su il mattino di oggi

Ho seguito per la prima volta lo spoglio elettorale in un luogo diverso dal mio paese. Sono stato prima a Guardia e poi a Lioni. Sapevo che i paesi si rianimano in occasione delle elezioni amministrative, specialmente per la formazione delle liste, ma non immaginavo di trovare tanta gente ai seggi. Non solo i soliti parlatori di politica in servizio permanente che ci sono nei paesi, ma persone di tutti i tipi. Magari erano lì perché era candidato un cugino, un fidanzato, un nipote. C’erano veramente persone di ogni età ed estrazione sociale, dal disoccupato al farmacista. A giudicare dal fervore intorno ai seggi Guardia mi è sembrato un paese vivacissimo, anche se la percentuale dei votanti è stata la più bassa della provincia. Lo spoglio era in corso, ma già si prefigurava la vittoria di un candidato proveniente da Forza Italia, e diretto chissà dove, su un candidato proveniente dall’MPA e diretto verso Forza Italia. In tutte e tre le liste c’era un solo candidato riconducibile chiaramente a un’ideologia di sinistra. Guardia è stato sempre il paese di Don Gerardo Bianco, ma adesso lui si è limitato a votare per uno dei candidati, non è più in grado di far eleggere un suo pupillo. Una volta nei seggi la lotta era tra democristiani e comunisti. E guardando quelli che aspettavano i risultati lo vedevi chiaramente chi erano i democristiani e chi erano i comunisti. A Guardia era assolutamente impossibile fare un qualsiasi tipo di distinzione e la stessa cosa ho percepito a Lioni, dove pure il candidato vincente è uomo chiaramente di sinistra a cui si opponeva un candidato chiaramente demitiano. Pure in questo caso le elezioni amministrative mischiano le carte. Ormai si vota per i parenti, si vota per i medici, si vota senza aspettarsi molto. E allora la folla ai seggi era lì anche per assistere a uno spettacolo, per catturare un’emozione che nei paesi è sempre merce rara. L’unico lascito chiaro delle elezioni amministrative è la lacerazione di molti rapporti personali, perché tutti vogliono il voto da tutti e il voto è uno solo. Forse il meccanismo andrebbe rivisto. Così com’è produce una fiammata di partecipazione politica a cui seguono anni gelidi, in attesa della prossima fiammata con le nuove elezioni. La cosa che resta viva è il rancore di chi ha perso e la delusione di chi ha votato per qualcuno che puntualmente non mantiene le promesse fatte. Il fervore visto a Guardia e a Lioni potrebbe anche significare che c’è voglia di partecipazione alla vita pubblica, che forse ancora non ci sono le forme giuste per accogliere questi umori che stanno salendo. Un’altra ipotesi, più cupa, è che si tratta di un fervore che semplicemente avvicina i paesi alla spettacolarizzazione di tipo cittadino: a Lioni c’era pure una tv web che trasmetteva in diretta dai seggi e le persone facevano la spola tra quello che dicevano gli scrutatori e quello che annunciava il concitato cronista. La cosa singolare che l’evento, gli spettatori e il suo narratore stavano nello stesso luogo.

Ho visto gente che vagava con un foglio in mano, sembrava di stare alla borsa più che davanti a un seggio elettorale. La verità è che è difficile capire quello che c’è nel corpo dei paesi, esattamente come è difficile capire quello che avviene nel nostro corpo. Quanta energia c’è, quanto bisogno di letizia e di sventura, quanta voglia di solitudine e di compagnia. I paesi ci somigliano, sono creature sbandate. L’unica cosa sicura è che la salvezza non arriverà dalle urne. Davanti ai seggi di tutti i paesi del sud forse c’erano le stesse scene che ho visto a Guardia e a Lioni, ma le persone che possono aiutare i paesi quasi mai vengono candidate. C’è un meccanismo che porta ad escludere dalla competizione i silenziosi, i miti, i sensibili, i generosi, quelli che amano gli animali, quelli che aiutano gli altri, quelli che amano studiare. Sono queste persone la decenza residua che c’è nel mondo. Il resto è la fiera dell’autismo corale. Quello che mi ha colpito è il fatto che le votazioni hanno buttato fuori gente che non ho mai visto in giro. Alcuni si vedeva dalla faccia che stavano chiusi in casa da anni. E poi era strano vedere in uno spazio esiguo facce e abbigliamenti tanto diversi. In una città questo non è possibile. C’è come un corridoio estetico in cui tutti sono stipati, dal riccone al barbone in fondo ognuno ha la faccia che ti aspetti. Invece a Guardia e a Lioni mi pareva di cogliere tante sfumature e perfino un ardore imprevedibile in alcuni. Ho visto le facce assolate dei contadini e quelle degli impiegati, facce arate dalla noia. Un mondo di solitudini che però il paese ancora accosta facilmente. Non sentivo un popolo che aspettava di sapere chi lo avrebbe guidato, ma delle persone alla semplice ricerca dell’eccitazione che proviene da sapere chi ha vinto, quasi come se in fondo non contasse molto aver votato per l’uno o per l’altro. Semplicemente si era lì per un rito raro, un rito che si ripete solo una volta ogni cinque anni. E forse è proprio nei momenti di animazione che i paesi rivelano il loro sfiatamento, come se il gruzzolo di desolazione che ancora li sorregge venisse occultato, adulterato. Un’ipotesi del genere porta lontano discorsi tesi a migliorare la vita dei paesi per il semplice fatto che questa miglioria, quando si verifica, finisce col rendere i paesi più uguali alle città. I paesi che amo hanno il cuore storto, respirano male, non hanno volontà particolari se non quella di essere nella luce del mondo, come le corna di una vacca, i rami di una quercia.

Written by Arminio

19 maggio 2011 a 10:42 pm

Pubblicato su AUTORI

11 Risposte

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  1. caro Franco , proporrei un altro tipo di elezioni : uno scrutinio dove non si eleggono politici ma ci si autoelegge cittadini . i tuoi paesi , come anche quelli in cui vivo , sono assediati da piccole e grandi baronie . sono feudi . un giovane “timido” ma con un po di idee in testa è tagliato fuori , senza rimedio da un sistemino in cui chi ha piu soldi da investire diventa politico per le tasche gonfie di soldi , non per lo spirito colmo di tensioni e di idee. un abraccio

    Antonio D'Agostino

    20 maggio 2011 at 8:08 am

  2. Mi smarco dalle conclusioni che trae Antonio e anche dal velo di pessimismo che c’è nella fotografia di Franco. Non che ciò che vede non sia così, solo che – a volte e se si vuole – un altro modo e un altro metodo è possibile. Riferisco ciò che è accaduto al mio paese, Succivo (Provincia di Caserta), settemila e dispari abitanti, con una politica che si trascina da anni nei modi, nelle forme e con gli effetti descritti da Franco e chiosati da Antonio. Lista uscente con Sindaco che nacque come centro-sinistra e via via , con salti della quaglia vari e gioco dei quattro cantoni in Consiglio Comunale, ha concluso il mandato in un ibrido riferibile al centro destra berlusconiano, con dissoluzione del Pd e Idv, sconquassati dalle vecchie cariatidi del maneggio e dall’opportunismo familistico.
    Ebbene più di un anno fa nasce OFFICINA DELLA POLITICA, un forum elettronico stimolato anche dal giovane parroco, aperto a tutti, ma davvero a tutti quelli che vogliono cambiare e assumersi responsabilità, senza badare alle casacche e alle provenienze ideologiche. Ebbene questo forum non si limita alle sole discussioni in chat, ma passa all’esame dei problemi , allo studio e all’abbozzo di proposte e soluzioni, attraverso convegni e dibattiti. Si verifica qualcosa di inedito: un fiume tumultuoso di ragazzi e di giovani va ingrossandosi, con i vecchi “professionisti” della politica costretti a “inseguire” il forum di OFFICINA, pronti a “piazzare” le loro zampate al momento opportuno. Per farla breve, si passa alle vie di fatto. Nel senso che dall’Officina esce la proposta di una lista civica unitaria da costruire su pochi e semplici discrimini: si al rinnovamento generazionale completo, no alla politica come affari e mestiere, si a un collettivo di servizio sui temi del disagio quotidiano e ambientale. La lista ha un nome: PRIMAVERA SUCCIVESE e raccoglie, intorno a al candidato Sindaco scelto dal mondo del volontariato come espressione di questo vasto fermento, tutti quelli che condividono questa visione, senza badare alle casacche. Si verifica il “miracolo” (miracolo?) di un gruppo di 12 candidati al Consiglio Comunale con storie che vanno da Rifondazione Comunista, Legambiente, Arci,giovani Pd, giovani Idv, cattolici animatori di Officina provenienti da Cl, Ac, Udc e volontariato, sganciati dalle logiche di schieramento. Il più anziano è proprio il Sindaco, trentottenne; gli altri tutti giovani dai 21 ai 35 anni. Le altre due liste sono quelle del Sindaco uscente,sulla breccia ormai da quasi un quarantennio ex Dc corrente scottiana passato per tutti i tentativi centristi del post tangentopoli e approdato all’MPA che appoggia berlusconi, dopo essersi presentato candidato della lista uscente di centro-sinistra; e quella di un ex socialdemocratico, anche lui sulla breccia da un ventennio, e legato al centro-destra cosentin-berlusconiano. Gli “specialisti” della politica davano scarse possibilità alla PRIMAVERA SUCCIVESE. Invece questa lista ha sbaragliato le altre due e ha vinto, conquistando tutti gli otto seggi della maggioranza assoluta e mandando in Consiglio otto giovani e un Sindaco nuovo di zecca.
    Le premesse per lavorare davvero per il cambiamento, coinvolgendo tutti, ci sono e su un programma che dice no alle colate indistriminate di cemento, alle devastazioni ambientali, che si cura degli ultimi e che guarda ai fondi inesplorati della UE come alternativa ai tagli e per sfuggire alle logiche spartitorie e/o di controllo dei politicanti di mestiere. Insomma, quando si rimane fedeli alle idee comunemente elaborate e c’è consonanza con chi chiede cambiamento, un altro mondo è possibile. Ma attenzione, qui non si parla di un “altro mondo” ideale che sta nel cielo delle utopie, no: è un altro mondo fatto da una pratica quotidiana “altra” dall’autismo corale della politica tradizionale. Questa è la lezione. Questo è l’auspicio.
    PS Quanto al “pensiero paesologico”, sarebbe ora che guardasse a queste cose e provasse a ragionare anche in quest’ottica.

    Salvatore D’Angelo

    soter54

    20 maggio 2011 at 10:40 am

  3. prima di commentare il bellissimo Post…

    circa vencinque minuti orsono la stessa donna che alcuni giorni fa aveva tentato di molestarmi infastidirmi persino farmi del male fisico oltre che morale, quella stessa donna ha parcheggiato l’auto, una fiat marea oltradecennale che si regge a stento sulla strada e che ha un’abitacolo irrespirabile per mari motivi non solo meccanici in via Gramsci di Avellino strisce blu, senza pagare il ticket al parcometro, occupando il primo posto utile provenendo da corso europa, sicchè dalla mia finestra di lavoro che sporge sul corso europa ho potuto osservare la scena.

    Poi ha cominciato ad inveire sotto la finestra contro di me, ho chiuso la finestra, ho invitato i miei collaboratori a non interrompere il lavoro…

    Poi ha iniziato a gettare opggetti contro la finestra. Sono sceso invitandolo a mantenere calma ed autocontrollo ed a salire in Ufficio… Ha cominciato ad urlare sul marciapiede “Aiuto Aiuto Aiutatemi” Mi hanno rubato il cellulare! Alcuni passanti si sono recati su marciapiede e si sono accorti delle condi zioni di agitazione psicomotoria della sig ra mi hanno chiesto se la conoscessi, chi le avesse rubato il cellulare. Ho precisato che nessuno le aveva rubato il cellulare e che anzi spesso la sig ra dimentica i cellulari che possiede dappertutto per disattenzione stress affaticamento come è successo di recente qualche settimana fa.-..

    Il siparietto di sè sciolto

    Sono tornato in Ufficio per completare il mio Turno di Servizio.
    Della sig ra nessuna traccia, tuttavia l’automoile fiat marea berlina color rosso amaranto è amcora parcheggiata lì, senza grattino e senza ticket riti rato al parcometro.

    Ho l’impressione che la Sig ra fosse decisa ad importunarmi provocarmi, infastidirni, senza entrare in Ufficio come ha fatto di recente qualche giorno fa…

    E’ il secondo episodio di “stolking da parte della stessa donna ” che ricevo in pochi giorni nella stessa settimana.

    Continuo a sorriderci sopera e mi chiedo una donna del genere per arrivare a questo in che situazione emotiva psiologica e comportamentale si trova.

    Mi chiedo anche se sia necessario segnalre i fatti all’A G tenuto conto cher la stessa guida l’automobile in queste condizioni…

    Non accetto provocazioni, da nessuno, a meno che non siano motivi seri e gravi che possano mettere in pericolo la mia incoumità e la mia stessa vita

    Sono un Medico U Dirigente Sanitario resoponsabile del Dipoartimento di Medicina Pubblica e dela Sicurezza Sociale dela ASL di Avellino.

    Mantengo la calma e mi chiedo cosa si possa fare per aiutare quella “signora”…

    Ai lettori del Blog questo racconto che descrive un fatto ma anche uno stato d’animo 2 in diretta appena appena differita” Sono le ore 13.09 pm del venti maggio duemilaundici.

    Cosi’ va la Vita!!!

    Absit Absit Asbsit

    Cun Grano Salis

    Cuius Regio Eius Religio

    Tempi Moderni in questa Città Capoluogo sena anima e senza speranza.

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    20 maggio 2011 at 12:11 pm

  4. pot etnografco paesologico di altissimo spessore

    la descrizione di cio’ che accade nei paesi irpini quando si vota per il nuovo sindaco è strepitosa

    Vivissive congratulazioni all’ Autore.

    RQ

    rocco quagliariello

    20 maggio 2011 at 12:15 pm

  5. bella questa narrazione, anche io mi sono divertito ad assistere allo spoglio attraverso la web tv.
    E’ anche vero che la vitalità e le dispute di paese che ci sono nelle tornate amministrative sono il contraltare lampante della pigrizia che li anima nel resto del tempo, salvo poche e sporadiche eccezioni.

    stefano

    20 maggio 2011 at 12:36 pm

  6. invito Mauro Orlando, al limite insieme ad Enzo Maddaloni, ad impaginare un mio commento appena inviato nel Post “la paesologia” ecc.” ,non comparso evidentemente sistemato come accaduto in altre circostanze in automatico nella sezione SPAM.

    Anche Angelo Verderosa o Salvatore Soter 54 potrebbe esserTi di aiuto su come condurre la “procedura” se Tu ne avessi voglia e tempo.

    Ti ringrazio e colgo l’occasione per salutare Edda con Te.
    Buon Fine settimana
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    21 maggio 2011 at 3:35 am

  7. non sono capace….mi dispiace
    mauro

    mercuzio

    21 maggio 2011 at 6:25 am

  8. E’ comparso, caro Mauro, per magìa per incanto e grazie al contributo di qualcuno il mio commento nel Tuo Post “paesologia”… si puo’ leggere ed eventualmente commentare

    Si parla in esso del “popolo della notte”, un diffuso fenomeno intergenerazionale interclassista che sta assumendo proporzioni socialmente devastanti e pericolose sul piano delle ricadute e delle colpevolizzazioni che scaturiscono da leggerezze ed errori che possono commettersi sotto effetto di sostanze, non solo…

    Grazie Mauro. >Grazie a Tutti. Buona Domenica.
    RQ

    rocco quagliariello

    21 maggio 2011 at 4:36 pm

  9. Durante le elezioni , amministrative, persone hanno reso partecipe chi ascoltava in contesti pubblici che sarebbe avvenuto un poco dappertutto il triste fenomeno del “voto di scambio”, come pure sarebbero avvenute attribuzioni di voti di preferenza al Sindaco “non perfettamente regolari” in base alle quali alcuni Sindaci sarebbero sti eletti con uno scarto di pochissimi voti.

    Questo non perchè la lotta fosse stata all’ultimo voto, bensi’ perchè alcuni voti ” non regolari” sarebbero stati assegnati al Sindaco che poi è risultato vincitore, mentre al concorrente non sarebbero stati attribuiti in casi similari.

    Se le cose stanno cosi’ ,sarebbe bene ,persino i cittadini chiedessero la riconta e si rivolgessero all’Autorità Giudiziaria.

    Se invece sono “voci” “pettegolezzo” “strapaesanologia” allora ai Sindaci che hanno vinto invio i miei più fervidi Augueri di Buon Lavoro.

    Questa Provincia non smetterà mai di praticare la dietrologia e la strapaesanologia del giorno dopo…

    Sarebbe auspicabile che i “fatti” accadessero “durante” e non il giorno dopo, preferiremmo che il giorno dopo fossero le “notizie” affidabili a raccontare dettagli di “fatti realmente accaduti”.

    Il sospetto dovrebbe lasciare il posto alla trasparenza ed all’assunzione di responsabilità.

    Invece la politica amministrativa assume sempre più i conotati di guerre per bande, tradimenti, veti incrociati, dispetti, misteri.

    Poi la gente vota, comunque.

    Notevole il Post arminiano sul voto appena trascorso come sguardo osservazionale paesologico profondo.

    Buona Domenica

    RQ

    rocco quagliariello

    21 maggio 2011 at 4:49 pm

  10. Oggi Solenni Festeggiamenti in onore di S.Rita( per Chi crede)

    >>> mi telefona un tale da qualche call center sparso per l’Italia, sta facendo una piccola inchiesta, un sondaggio ma non dice per conto di Chi, vorrebbe che rispondessio a questa domanda:

    “di che nazionalità vorrei esser se non fossi già Italiano”…

    Viviamo nell’epoca delle domande!!!

    Respiro profondamente, dopo di che:

    >>> Prima di tutto bisognerebbe provare effettivamente che sono Italiano… tentiamo di farlo con una dimostrazione per assurdo concettuale, tuttavia ne dispero.

    Non sono fascista
    Non sono komunista
    Non sono democristiano docg

    mi restano dieci probabilità su cento di essere davvero italiano…

    non parlo il mio dialetto non scrivo in dialetto non adoro il luogo dove sono nato preferisco sempre l’incerto al certo, sono per natura ed indole “dimissionario”, detesto il paternalismo, detesto le dittature “demokratiche” detesto persino gli oratori.

    Il gioco del calcio non mi eentusiasma più, poichè è dopato e truccato.
    Non guardo la televisione
    Ascolto, quando posso, un po’ di buona radio…
    Ignoro pertanto gli “eroi” di plastica televisivamente parlando, quelli che sanno dirvi tutto di tutti , i gossippari di mestiere.

    Pago le contravvenzioni quando posso, non mi avvalgo di amici negli Uffici importanti a meno che non è una questione di sopravvivenza cioè di Vita o di Morte,
    Non so cantare e non mi piaxce sentire cantare gli improvvisatori, preferisco recitare sul palcoscenico della Vita…
    Non scrivo versi a buon mercatoù, alias non sono un poeta.

    Non sono un santo

    Non sono un grande esperto di “navigazione” ossia navigo a vista.

    SONO ITALIANO???

    Ho conservato sempre pochi buoni Amici.

    Mi piace viaggiare per l’Italia e per il Mondo

    Ogni luogo “bello” mi incanta e vorrei restarci, lo definisco luogo dell’anima.

    I grandi problemi mondiali dell’economia delle guerre con scopi umanitari mi lasciano perplesso, mi interessa la tutela dei diritti umani e delle persone con disabilità(fragilità sociali)

    Mi stimo prudente nel giudicare il Prossimo, a meno che con quel Prossimo non ho condiviso una intensa Amicizia se non addirittura una intensa vera Storia d’Amore.

    Leggo i libri di Autori Italiani come pure i Classici, i Libri devono lasciarmi qualcosa, non devono servire soltanto a girare pagina fino all’ultima,
    le maggior parte delle persone che conosco potrebbero essere migliori di come sono se soltanto agissero di testa loro e facessero prevalere le proprie opinioni e non si facessero manipolare plagiare dal Demonio presente dappertutto in tutte le case…

    Adoro il mare ed il Sole, la Campania e la Toscana, ma anche la Calabria e le Isole.

    Se visito un museo non parlo ad alta voce,
    se vado in biblioteca non strappo le pagine importanti dei libri rari e non tento di portarmi via un libro o le sue illustrazioni.

    Non mi interessa la cronaca nera se non per dovere professionale

    Non mi interessa la vita mondana

    Non scrivo il mio nome sulle rovine sui monumenti o sui muri dei palazzi o delle strade

    Pago i Debiti, evito di farne, mentre non esigo mai di riscuotere i miei crediti immaginando che le persone miei creditrici siano migliori delle banche e delle assicurazioni, persino degli strozzini e degli usurai…

    Le persone mi interessano per come sono non per come appaiono, la morte non mi spaventa, una compagnia che superi le quattro cinque persone mi annoia piuttosto,
    Delle Donne ammiro l’Intelligenza ma anche la Bellezza nascosta, quella che non si dvede e che si puo’ scoprire…

    Delle donne non amo la scaltrezza, la furbizia, la mania tubulare l’ossessione per la convenienza a tutti i costi, il compromesso in basso, le transazioni a buon mercato, in buona sostanza il loro modop di portare a casa il “pane” a tutti i costi…

    Mi piace dormire, mi piace scherzare con fine ironia ed autoironia ma senza inganno, mi piace lavorare da solo ma insegnare agli altri se lo hanno meritato, mi piace evitare le noie.

    Ho un pessimo carattere, ho una personalità imprevedibile stravagante , interessante per chi ha forza e cacapità di interpretarla.

    Se non fossi italiano, non sarei niente e questo dimostra che, forse, sono proprio specificamente >Italiano.

    La sua domanda, caro Amico, è senza risposta.

    Si consoli pensando che per molti l’italiana non è una nazionalità ma una “professione”<< siete stato Voi a fare questo???<

    "NO, VOI!!!"…

    Buona Festività di Santa Rita, Santa dei Miracoli , Casi Impossibili, come per esempio quello che riguarda
    …M… & …R… …, non soltanto.

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    22 maggio 2011 at 5:07 am

  11. Perchè amo il blu (maschile e femminile)

    (da un’idea di RQ)

    >>>La preoccupazione di una penosa eleganza sciatta si avverte nella massa italiana, nel popolo, dove si esce un giorno “si'” ed una settimana “pure” dalle cure di “bellezza “sopra e sotto”, per poi vestire in maniera “sciatta e trascurata”…

    Cio’ è conseguenza della nostra vita sociale, basata sull’equivoco di un edonismo che nella realtà è illusorio, su di un bisogno individualistico di esteriorizzazione, di rendersi evidenti, appetibili, di mostrare “la merce naturale” al fine di diventare “desiderabili”, appetibili.
    Dubbio:
    “Che l’eleganza non sia diventata un sintomo della nostra disponibilità erotica, come avviene in certe specie di uccelli”???

    Come nell’arredamento delle case, dei bar, dei pub, delle pizzerie, degli alberghi(… luoghi… di “ritrovo”) anche nella moda maschile di massa si nota la sopraffazione del gusto, della grazia, della semplicità, la vittoria totale di uno spirito sdolcinato con l’impiego di materie contrastanti.

    Si direbbe che la Donna abbia imposto il suo amore per le preziosaggini e per il superfluo anche agli Uomini…

    I bar sembrano giardini pensili!!!

    Le automobili utilitarie debbono essere di lusso altrimenti sono inguardabili…
    Le case sono dipinte vivacemente dentro e fuori…
    Gli abiti sono fatti di stoffe leziose, di taglio sempre un po’ audace…

    Tutto cio’ denuncia un’estroversione quasi generale, un bisogno di creare con l’abito e con gli oggetti d’uso comune la “maschera”, la persona che ciascuno è convinto di poter “interpretare” ,rappresentandola…

    Rapidissimo nell’assimilare le fogge di altri popoli, l’Italiano finisce con l’aggiungervi un suo innato senso di perfezione che è la negazione dell’eleganza, e che snatura la funzionalità pratica degli oggetti e dei vestimenti.

    L’abito di tela blu degli operai francesi,una trovata polemica della gioventù francese ai tempi del fronte popolare, diviene da noi in Italia il triste completino estivo di taglio impeccabile con taschini spacchetti risvoltini, diventa insomma motivo di soddisfazione e di eleganza per la gioventù dorata e reazionaria…

    Tutto cio’ che altrove scaturisce da esigenze di”clima” – “il melange” – o di società o di lavoro, da noi in Italia diventa esclusivo pretesto di “eleganza”.

    Negato all’eleganza, l’italiano è diventato solo estroso, i grandi sarti sono in via di estinzione, il made in italy si produce a basso costo, taroccato, falsificato, umiliato,eppure indossato!!!!

    Vediamo cosi’ nelle serate estive giovani in giacca di cotone o di seta a righe ed altre piacevolezze indossate con orgoglio “coloniale”, mentre la stravaganza e la sfrontatezza rimangono oltr’Alpe o addirittura oltr’Oceano…

    L’annoiato “play-boy” si inventa giacche di seta a righe!!!
    Lo sgomento della sua esistenza non chiede forse che un ripetuto azzardo nel giuoco, nel poker on line oppure al tavolo verde, fino all’alba, strafatto, esausto, stravolto, ma impeccabile nel suo completo scuro a righe di seta, sudatissimo, intossicatissimo di fumo ,di tutti i tipi di fumo…

    I magazzini popolari espongono la stessa giacca a buon prezzo e la cosa finisce immediatamente nelle periferie degradate del sottoproletariato urbano

    In nessun Paese del Mondo la moda brucia cosi’ presto come in questa Italietta “qui quo qua”.

    Viva gli abiti blu! Viva le “divise composte blu”.

    Viva il Blu, colore che in cromoterapia colma i disturbi nervini e cutanei, lo stress mentale e comportamentale. Il Blu.<<<<<<

    Buonissima Giornata

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    23 maggio 2011 at 5:16 am


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