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paesologia a noci

domani sono a noci, ma la cosa curiosa è che giulio iacoli a parigi terrà una lezione centrata sul mio lavoro. isaia sales ha detto belle cose stasera ad avellino. quello che penso del nostro capoluogo potrete leggerlo nel libro che esce a ottobre con mondadori.

Maggio d’Autore – Oratorio Bizantino, il ‘paese globale’ di Franco ArminioL’incontro con l’autore verrà presentato da Vittorino Curci

Professione e sentimento si intrecciano nel nuovo appuntamento del Maggio d’Autore in programma venerdì 20 maggio alle ore 19.00 presso l’auditorium del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Noci. Il paesologo Franco Arminio, già in visita nel borgo barese a febbraio scorso, torna in veste di scrittore impegnato per presentare la sua nuova opera letteraria “Oratorio Bizantino”, edito da Ediesse. La professione si intreccia con il sentimento in quanto la presentazione verrà introdotta da Vittorino Curci, personaggio molto in vista nel panorama culturale pugliese ed amico dell’autore. In questo nuovo libro, Arminio raccoglie i suoi scritti più liricamente civili, e con il suo stile surreale e comico ricorda per postura autoriale un po’ Emil Cioran e un po’ il narratore “in pubblico” Peter Bichsel, maestro conclamato della prosa breve. Diviso in gruppi tematici (comizi morali, l’esperienza politica, il paesologo in campagna elettorale, le battaglie civili per l’ospedale di Bisaccia e contro la discarica del Formicoso) il volume censisce l’impegno di anni dell’ultimo autore comunitario del nostro paese, che usa ancora la parola nel tentativo di salvare un pezzo di mondo. Quel fare letteratura per la quale – come ha scritto di lui il mentore Gianni Celati, una sorta di maestro volontario per l’autore irpino- “occorre privilegiare al massimo le cose singole, contro le astrazioni degli esperti e le frasi fatte dell’attualità”. Arminio è sempre a caccia di paesaggi, umani o naturali. Li setaccia rabdomanticamente, implacabilmente, senza paura. Nomina, ammonisce, s’indigna. Fa una battaglia contro il cinismo fin nelle interiora: “C’è sempre altro da fare quando dobbiamo fare qualcosa per gli altri”,dice in un passo emblematico. E anche se il suo baricentro antropologico è quello di Bisaccia, non parla solo di Irpinia, di Sud o dell’Italia intera:la visione è globale, occidentale, nell’intreccio tra cultura contadina, modernità e villaggio tecnologico, la visione di un capitalismo che “a furia di espandersi è diventato piccolissimo”. Sovversivo mite della parola e del pensiero, lancia un j’accuse virulento contro i politici narcisi e ciechi, specchio sensibile di un declino sociale e morale, ma con la speranza e il sogno di un nuovo umanesimo, fatto di comunità “che vadano oltre il profilo dei singoli campanili e dei singoli comuni”, e di nuove agorà.

Written by Arminio

19 maggio 2011 a 10:33 pm

Pubblicato su AUTORI

3 Risposte

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  1. oggi a parigi (école normale supérieure) seminario su ‘travailler le corps du
    texte’, ‘il paesaggio si fa corpo, il corpo paesaggio’. giulio iacoli sulla paesologia e altro.
    la stessa conferenza a cairano, il sei agosto, alle 18.00

    arminio

    20 maggio 2011 at 8:42 am

  2. Aspetterò allora ottobre per conoscere il tuo punto di vista che hai della città in cui vivo.
    Intanto, sto leggendo Oratorio Bizantino, e nella parte che riguarda gli “estremisti della moderazione” parli di quelli che vivono tra i matrimoni e le bomboniere……per una semplice curiosità, chi sono costoro ? Grazie Franco !

    Prince Rea

    20 maggio 2011 at 9:57 am

  3. Ciao, Franco.
    Ero a Noci. Durante i tuoi interventi mi è venuta spesso in mente una frase di un personaggio de “L’eleganza del riccio”, la portinaia Renée, che mi è rimasta impressa nella mente: “La bellezza non sta nelle grandi cose, che come tutte le cose muoiono, ma nelle piccole cose che riescono a incastonare nell’attimo una gemma d’infinito”. Lei si riferiva al rituale del the. A me vengono in mente: i falchi grillai che a maggio ritornano puntuali nella mia zona (la Murgia tra le province di Bari, Taranto e Matera)in attesa di procurarsi le loro prede al termine della mietitura; il “miracolo” del risveglio della natura in primavera che ti fa ritrovare gli stessi fiori negli stessi punti; il “rito” dell’accatastamento della legna davanti alle case in alcuni paesi della Basilicata prima dell’arrivo del grande freddo; il “rito” della preparazione della salsa da parte di tutta la famiglia con compiti precisi ben distribuiti a seconda dell’età e dell’esperienza; il piacere di sgranare i piselli e le fave fresche a maggio ed il piacere di sentire l’odore pungente delle prime arance sbucciate in inverno; il sapore della salsedine dopo i bagni estivi; i primi passi di un bambino o di un vitellino o di un agnello. Potrei aggiungere tante cose. La bellezza è attorno a noi, bisogna solo saper guardare, saper emozionarsi come i bambini, come hai spesso ripetuto tu a Noci. Avrei voluto scambiare qualche parola con te alla fine della serata, ma non è stato possibile. Chissà che non ci incontriamo dalle tue parti. La mia zona di osservazione, come paesologo dilettante, è la Basilicata e mi sto spingendo anche verso il Cilento meridionale. Della tua zona, conosco Sant’Andrea di Conza perchè un mio caro amico, che vive non lontano da me, a Santeramo, è originario di quel paese e qualche anno fa sono andato a trovarlo in estate proveniendo da Muro Lucano, paese d’origine della “buonanima” di mia suocera. Termino qui. Spero che queste mie considerazioni ti siano gradite. Gino

    jeeno

    24 maggio 2011 at 10:05 pm


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