COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Guarda

di adelelmo ruggieri

Guarda le foglie argentine dei salici nella luce.
Stanotte hai sognato un topo fetido e aggressivo
e non c’era un riparo nella casa a darti respiro
ma ora è mattino e non è pianto quel tremolare
dei salici nella luce, ma riguardo alla brezza,
terapia alla tenebra. Torna nella casa, torna
nella stanza, lava il pavimento, lavalo, scuotiti,
non sbandare, guarda in te. Su quel poco
che riconosci tuo il cielo fra poco si accenderà
d’azzurro cristallo e il presagio della notte
che tanto ti è parso sinistro diverrà ciò che era:
monito e raccomandazione – quella luce fra i salici.

Written by Arminio

3 giugno 2011 a 1:17 am

Pubblicato su AUTORI

14 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. «Ciecamente la vita continua a generare esseri che chiedono di vedere. Alcuni tra quelli riescono a crearsi le proprie luci senza bruciarsi, né bruciare». (Maria Zambrano)

    mercuzio

    3 giugno 2011 at 6:29 am

  2. Profondamente Franco, profondamente Arminio.

    giovanni ventre

    3 giugno 2011 at 11:52 am

  3. Bella poesia Adel, e straordinario commento di Mauro.
    Ebbene, uscire fuori di noi stessi, trovare l’appiglio per rinvenirsi è per me lo scopo della poesia. Un’astrazione così forte che può addolcire l’amaro, piegare la parola fino alla ragione per essere sempre nuovo sprone verso la vita.
    Un abbraccio grato, Gaetano :-)).

    Gaetano Calabrese

    3 giugno 2011 at 1:05 pm

  4. … non lo so Gaetano se ‘lo scopo della poesia’ – o uno degi suoi scopi – è opporre all’amaro un’astrazione tanto forte da addolcirlo… ho avuto molti dubbi se pubblicare o no questa poesia che oppone a qualcosa di buio qualcosa di luminoso… di certo è vero che forse essa prova a piegare quel buio attraverso la ragione della parola, delle parole… e attraverso i salici… grazie della tua attenzione… l’attenzione è una cosa buona e luminosa e grazie a Mauro, buona serata, qui è estate quasi piena, un abbraccio
    Adelelmo

    ar

    3 giugno 2011 at 7:38 pm

  5. vivissime congratulazioni ad Adelelmo per il componimento impaginato da Franco per i lettori del Blog CP

    umile commento al componimento:

    solo i medici dottori”medicaciucci secondo l’acrostico arminiano” possono trovare parole capziose per ingannare le persone buone, autentiche, vere, sensibili, come i poeti…

    viene insegnato all’Università, dove si insegna, purtroppo anche ora non solo ai miei tempi , “come” rivelare la “verità edulcorata” e non ” come essere medico ed agire da medico”

    eppure al paziente è stato riconosciuto di essere “persona” soggetto di diritti inviolabili, da tutelare al punto che la potestà del medico di curare dipende dalla potestà della persona “paziente” di articolare il suo consenso pieno valido consapevole affinchè il medico possa esercitare le sue funzioni a regola d’arte con prudenza competenza e diligenza.

    Ecco: nella poesia di Adelelmo scorgo una specie di “immenso mea culpa” della Classe medica per tutti gli orrori ed errori commessi dolosamente e non solo colpevolmente, sbagliando cioè sapendo di sbagliare, sbagliando persino volendo intenzionalmente “maleficere” piuttosto che “beneficere”

    Grazie Adelelmo, la mia visionarietà, leggendo e rileggendo il tuo componimento, mi ha fatto balenare quello che ho ho appena scritto

    presagio monito avvertimento raccomandazione, altro che “linee guida e protocolli diagnostico terapeutici”

    Un caro saluto

    RQ

    rocco quagliariello

    4 giugno 2011 at 4:41 am

  6. Sono contento che ti sia piaciuta Rocco. Io invece credo di aver capito i non pochi punti in cui non va. Intanto il primo verso è di troppo. Poi l’uso della seconda persona, in un caso come questo, non può essere. E va alleggerita, i salici nella luce sono leggerissimi. Provo a riscreverla allora.

    ***

    Guarda

    Stanotte ho sognato un topo
    fetido e aggressivo ma ora
    è mattino, guarda le foglie
    argentine dei salici nella luce.
    Non è pianto quel loro tremolare,
    è riguardo alla brezza, terapia
    alla tenebra – torna nella casa,
    torna nella stanza, lava
    il pavimento, lavalo,
    scuotiti, non sbandare,
    guarda in te.

    ar

    4 giugno 2011 at 2:05 pm

  7. decisamente ,ora, arriva dritto al cuore, non passa per la pancia.

    trafigge i muscoli papillari e le corde tendinee alle quali quei muscoli sono ancorati, devasta il miocardio , l’endocardio e penetra senza indugio nella regione del setto interventricolare, dove secondo gli animisti avrebbe sede l’anima miocardica

    Il sottoscritto, invece, continua a sostenere convintamente che l’Anima ha sede nel Cervello, la zona più nobile della corteccia prefrontale e del corpo calloso, quel grumo di strutture nobili di tessuto nervoso centrale , libero scevro da paure desideri ed emozioni, appunto l’Anima.

    Ammesso che ci sia qualcuno che ci creda, l’Anima ha sede propriamente in quei milionesimi di millimetri quadrati di tessuto cerebrale.

    Un’emozione per raggiungere la sfera della coscienza impiega un tempo infinitamente più breve di quanto impieghi per la stessa percezione un circuito “razionale” non emotivo ab initio, poi è chiaro che anche il circuito razionale si arricchisce della componente emotiva, mentre non vale sempre il contrario, specie umana, neuroscienze…

    La poesia , corretta, è un’altra poesia, quindi le poesie impaginate nel Post sono due

    la prima da Arminio per come Edelelmo l’aveva concepita

    la seconda da Adelelmo, corretta nel modo con cui lo ha spiegato sopra.

    Belle entrambe, da commentare sicuramente. mancano i commenti attesi, quelli “autorevoli” dei postatori e lettori del Blog.

    Li attendiamo. Buonisssima Domenica.

    Affettuoso abbraccio per AR.

    RQ

    rocco quagliariello

    4 giugno 2011 at 3:29 pm

  8. Guarda

    Stanotte ho sognato un topo
    fetido e aggressivo ma ora
    è mattino, guarda le foglie
    argento dei salici alla luce.
    Non è pianto la loro increspatura,
    è riguardo alla brezza, terapia
    per la tenebra – torna alla casa,
    torna nella stanza, lava
    il pavimento, lavalo, con cura attenta,
    non sbandare,
    guarda in te.

    besos Ade, V.

    viola

    4 giugno 2011 at 5:11 pm

  9. Perché far cadere gli ultimi versi? Io salterei il gesto agostiniano del ritornare in te stesso.
    In fondo sei partito già da un tuo “interno”, da una tua verità-sogno-incubo. Cambierei anche dalla prima alla seconda persona. Un movimento, insomma, dall’io al tu. Tra l’altro sia tu che Viola avete lasciato, stranamente, “guarda” (l’io che invita se stesso e si rivolge a sé in seconda persona?)…

    Stanotte ho sognato un topo
    fetido e aggressivo ma ora
    è mattino, guarda le foglie
    argentine dei salici.

    E’ tuo il cielo.
    Fra poco si accenderà d’azzurro cristallo
    e il presagio della notte
    diverrà ciò che era:
    luce fra i salici.

    E’ ovviamente un gioco. Forse bisognerebbe lasciare questa “creatura” così come è nata, con le sue ripetizioni, il suo incespicare, ecc.
    Abbracci
    Donato

    Donato Salzarulo

    6 giugno 2011 at 3:48 pm

  10. E’ ovviamente un gioco. Forse bisognerebbe lasciare questa “creatura” così come è nata, con le sue ripetizioni, il suo incespicare, ecc.
    ….non avevo dubbi sulla tua onestà intellettuale ,caro Donato, e parole e la loro formalizzazione in pensieri,sugestioni,poièsis, o rappresnta “l’incespicare”, l’incertezza, l’inattualità e il limite dell’umano sentire o pensare o è altro!
    Comunque questo “gioco” senza la “penna rosso-blu” degli “esteti” mi è molto piaciuto e credo sia piaciuto anche all’amico Adelelmo……
    mauro

    mercuzio

    6 giugno 2011 at 7:28 pm

  11. bello questo ragionare così concreto sui versi.
    la poesia è una delle ultime cose che ci resta e adelelmo
    è un poeta cristallino

    Arminio

    6 giugno 2011 at 10:25 pm

  12. Non lo so come rispondere. Di certo è una poesia abbastanza complessa, almeno penso, non per chissà quale motivo, ma solo perchè vi sono dei dati certi, e altri meno; e ora le poesie sono sei addirittura: la prima e le due che qesta chiama a sè in filigrana, la terza, la quarta suggerita da Viola, la sesta da Donato, le quali due ultime mostrano quanto sia delicato e complesso l’organismo di una poesia.
    E non so, ora, in verità, se feci bene a scriverla. Scriverla significava, inevitabilmente, tenere a mente quel sogno. Ma, in verità, lo sto dimenticando, e fa un po’ l’effetto di un galleggiante che, nuotando verso riva, perdi di vista; qualcosa del genere; ma dimenticare e perdere di vista si assomigliano. Ma la poesia si chiama “Guarda”, non si chiama “Dimentica” – con ‘guardare’ che tiene in sé il conservare – con dimenticare che tiene in sé lo smarrire.
    Sì, qualcosa di questo genere; qualcosa che assomiglia a tutto questo.
    Un abbraccio grande.
    Buona giornata
    Adel

    ar

    7 giugno 2011 at 6:15 am

  13. ragionare concreto sui versi…

    da uno spunto arminiano, uno spunto ed un racconto non in versi…(da un’idea di RQ )

    intorno all’ora tarda del giorno appena iniziato primo giorno duemilaundici, pressappoco l’una e venti am, al casello austradale di Grottaminarda, dopo aver superato il filtro “telepass”, un pattuglione automontato dell’Arma mi invita ad accostare per “normali controlli di doumenti”…

    accostando inserisco le quattro frecce, lasciando l’auto in moto, cintura allacciata, nessun telefonino in uso…

    con il pulante elettrico abbasso il vetro lato guida sorrido in maniera autentica e leale al Sotto Ufficiale di Turno il quale risponde al mio saluto sorridente, osserva la donna seduta comodamente succintamente vestita al lato passeggero anteriore cintura allacciata, senza intimo, ed afferma ” Puo’ andare Grazie”.

    Ringrazio anch’io con un sorriso, la sig.ra senza intimo mi chiede come mai ci abbia fatto andare senza controllare i documenti.

    A questo punto prospetto quattro possibili interpretazioni che spiegato l’accaduto:

    – il sottoUfficiale dell’Arma ha riconosciuto la mia sagoma ed ha apprezzato il fascino misterioso della donna al mio fianco con lo sguardo magnetico e le bellezze corporali in bella mostra…

    – il sottoUfficiale dell’Arma ha ritenuto di fare una gentilezza al una coppia di bella gente, una coppia di belle persone, rara “merce di questi tempi…

    – il sotto Ufficiale dell’Arma andava di fretta e on aveva tempo da “perdere” a controllare documenti ad autovettura che non aveva commesso alcuna infrazione al C d S…

    – il sottoUfficiale mi ha lasciato andare poichè “inebriato” dal profumo di “muschio” che ha percepito nel momento in cui ho abbassato il finestrino lato guida consentendo alla “natura selvaggia femminile” di essere apprezzata in maniera sensoriale casuale…

    la donna che mi accompagnava in auto ha sorriso a lungo non ha optato per alcuna di queste possibili interpretazioni , si è sistemata ancora più comodamente sul sedile con tasti elettronici di ogni tipo, assumendo la sua postura preferita in auto e mi ha invitato a raggiungere Avellino, senza trascurare il dettaglio che accanto a me,in auto, vi fosse quello “schianto di femmina”

    Dio Vede e Provvede
    Sia fatta la Volontà di Dio
    Per Grazia Ricevuta in tutti i sensi, cioè in senso stereoscopico stereotassico e sincinesico oltre che sinestesico.

    Me Beato.

    Mi auguro che il senso ed il significato del ragionare comcreto sui versi, in prosa, il senso del commento sia correttamente interpretato come puro omaggio alla Bellezza ed all’Amore Fusionale che muove” il Sole e l’Altre Stelle”…

    Grazie

    Un caro saluto ai Poeti Comunitari ed ai Lettori del Blog, nessuno escluso

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    7 giugno 2011 at 10:30 am

  14. adelelmo

    7 giugno 2011 at 6:25 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: