COMUNITA' PROVVISORIA

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roma-cairano

la rupe dell’utopia. confermato l’incontro a cairano per venerdì 10 giugno, ore 16, chiesa di san leone

(alle 18 -sempre a San Leone- seguirà l’incontro per BORGO GIARDINO)

fatta anche la presentazione di oratorio alla felrinelli con magrelli e leogrande, inviato il libro a cui ho lavorato follemente negli ultimi giorni,

domani è il momento del cinema….ma si parlerà anche di cairano, come sempre…

DI MESTIERE FACCIO IL PAESOLOGO
7 GIUGNO ORE 18.30 LIBRERIA SET PIAZZA MARTIRI DI BELFIORE 12 ROMA

saranno presenti: FRANCO ARMINIO scrittore e protagonista del film
ANDREA D’AMBROSIO regista
CESARE APOLITO produttore
GIANLUCA ARCOPINTO produttore e distributore
SERGIO BIANCHI editore
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Written by Arminio

6 giugno 2011 a 9:15 pm

Pubblicato su AUTORI

10 Risposte

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  1. capissimo franco e provvisori comunitaria purtroppo venerdì pomeriggio proprio non riesco a venire. Ho inviato la mia proposta clown a te elda e alla pro loco. Ho parlato con carmen per condividere e confermare anche con loro le date di luglio per il pre laboratorio clown da realizzare prima dell’appuntamento di agosto “sulla rupe dell’utopia” così come gli anni passati. Spero di avere una ri rispota in particolare per lè date di luglio per temere il lab. Clown. Ci sentiamo in ogni caso per telefono. Cia manos

    nanosecondo

    7 giugno 2011 at 8:45 am

  2. ops dimenticavo sarebbe bello programmare un momento di condivisione nel corso dell’evento di agosto delle diverse esperienze anche 2 ore di parlamento comunitario sul tema “la rupe dell’utopia” tra tutti i gruppi de i singoli partecipanti. Ciao

    nanosecondo

    7 giugno 2011 at 8:50 am

  3. Ok, benissimo a venerdì a Cairano, G.Calabrese

    Gaetano Calabrese

    7 giugno 2011 at 1:34 pm

  4. avevo inviato a Franco un testo che Egli defini’ dopo averlo letto” molto forte” nel tentativo di poterlo rappresentare sotto la Direzione Artistica del Profeta nella Settimana di Agosto o in quella di Settembre di Cairano 2011.

    Il testo è breve. Il suo titolo originario ” Tempo di uccidere- La vendetta” potrebbe anche essere modificato, se lo si ritiene opportuno.

    Il fatto è che Franco, preso da mille e mille impegni personali, ha lasciato trascorrere i mesi senza dare una risposta concreta , oltre il sintetico commento.

    Ecco: ora sarebbe arrivato il tempo per ricevere quella risposta, ritardata, ma necessaria.

    Se è si’ vale sì

    Se è no vale no.

    Grazie RQ

    rocco quagliariello

    7 giugno 2011 at 2:24 pm

  5. questo commento è ,come sempre ispirato dalla mia Musa, ma in parte dedicato a Cairano edizione 2011 ed alla riunione prevista organizzata per il 10/6/2011 pomeridiana…

    >>>non c’è nulla da attendere se non ciò che deve ritornare…
    quando torna , diventa rasssicurante…
    offre come dono il meglio di sé, non soltanto il suo corpo aromatico profumato irresistible…
    il ciclo si compie ogni volta che torna, dopo essersi smarrita, creatura divina non solo macchina umana…
    nel tempo lineare viene inaugurato il primato che non appartiene a nessun passato consuetudinario , non si tratta di un’abitudine, semmai di un’esigenza dello spirito e dell’anima…
    il tempo della tradizione coincide con il tempo assegnato, il rito si ripete , nonostante i consigli malefici di “chi rema contro” sempre e comunque…
    il futuro promette nuovi cieli e nuove terre, vento, terra , non solo sangue e sudore…
    la visione del tempo ammette che il passato sia “male” il presente “redenzione”, il
    futuro “salvezza”…
    la scienza si incaricherà di dimostrare se tutta la teosofia sia un grande imbroglio ovvero se in essa vi siano prospettive salvifiche…
    nel progresso, nella rivoluzione non violenta e nell’utopìa del possibile all’umano si struttura il rovesciamento del dominio del “male” nel dominio (atteso) del “bene”…
    queste nuove rivoluzioni, epocali, danno vita a nuovi calendari, non soltanto a celendarizzazioni secolarizzate…
    nuove misurazioni del tempo e dello spazio perchè. a differenza dell’utopìa che necessita solo del “futuro”, la rivoluzione prende fuoco nel “presente”.

    Due differenti visioni del tempo:
    in una è collocata la “speranza” che riprende dal passato la costruzione di un futuro “migliore” escatologico…
    l’altra invece che attende e nell’attesa è consapevole che ciò che deve ritornare, prima o poi, ritornerà…

    Forte Abbraccio al Profeta F A sulla strada che da Roma lo riporta tra Noi, a Cairano per esempio, sulla rupe per esempio, attraversando il museo dell’aria al limite>>>

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    8 giugno 2011 at 4:18 am

  6. >>>> continuazione<<<<>>…

    Forte Abbraccio Comunitario, nessuno escluso

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    8 giugno 2011 at 11:28 am

  7. per la riunione del 10/06/2011 venerdi Chiesa di S Leone Cairano Irpinia pomeridiana

    la civiltà contadina, secondo Franco il Profeta, mio autentico leale Amico, dovrebbe essere non soltanto studiata, reinterpretata, quanto piuttosto ripristinata utopisticamente attraverso lo slogan ” connesso wireless 24/h sotto un magnifico “pero selvatico”, va bene pure una quercia o un castagneto fresco…

    il culto agro pastorali avevano uno sfondo ed un marchio “pagano”, ma non è sempre automatico che il neo-paganesimo non possa nutrirsi di valori laici, laicisti, illuministi, da intellettuali romantici, sensibilità poetiche, conoscitori della lingua con talento e vana
    narrativa…

    il neopaganesimo odierno non è necessariamente anticristiano , talché Gesù Bambino potrebbe anche cionvivere con Babbo natale, santa claus, per questo Papa Paolo VI si affretto’ a dichiarare la Festa S. Nicola non più obbligatoria ma “facoltativa”.

    Scorse ,nella tendenza laicista del neopaganesimo relativista, un approccio consumistico materialistico alla Nascita e,soprattutto alla “Rinascita”…

    Concludendo :

    a Noi sognatori pratici, che attraversimo il museo dell’aria per stabilirci sulla Rupe dell’Utopia interessa l’Umanesimo in neo umanesimo di Montagna ma anche il Turismo della Clemenza, un posto nel Mondo dove poteer stare bene insieme, condividere idee, pensieri, strategie, partecipare ad eventi culturali, a forme di intrattenimento che abbiano la leggerezza delle molecole gassose ,tendenti a salire verso il cielo e la semplicità di elementi “impoveriti apparentemente” mentre arrichiti di Umanità Coraggio Compassione.

    Sulla Necrofilìa sto scrivendo un libro, per cui lascio perdere>>>…

    Forte Abbraccio Comunitario, nessuno escluso .

    RQ

    rocco quagliariello

    8 giugno 2011 at 11:35 am

  8. a proposito di Necrofilìa, in occasione dell’incontro comunitario previsto per il pomeriggio odierno Chiesa di S Leone Cairano, col prosieguo serale notturno per Chi potrà…

    un “cameo” letterario dalle bozze del mio lavoro in stampa sull’argomento per lettrici e lettori del Blog CP

    >>>nessno di Noi crede fino in fondo alla propria Morte… anche quando ci raffiguriamo come andrà “dopo”, Chi ci piangerà, Chi si dispererà per la Nostra mancanza…

    un noto attore regista contemporaneo da anni in “analisi” confidava al suo “terapeuta” riferendosi alla propria moglie : ” se uno di Noi2 muore, io mi trasferisco subito a vivere a Parigi! “…

    Ogni volta che affermiamo” si muore” diffondiamo la persuasione diffusa che la Morte riguarda sempre qualcun altro che non sono io, in tal senso qualcun altro equivale ad anonimo e vuol dire “nessuno”, come accade per la paura di ammalarsi, la patofobia, di cui soffre oltre il settantacinque per cento della popolazione umana terrestre.

    La nostra Psiche(Struttura psichica)cioè la Mente non sa pensare la propria Morte, nel senso che sappiamo che si muore ma non riusciamo ad interiorizzare questo pensiero, cioè a farlo veramente e definitivamente Nostro…

    Anche in presenza di gravi malattie il cui esito infausto viene comunicato allo stesso paziente (ammalato) , una sorta di pensiero ingannevole, una specie di danza macabra demoniaca di cieche speranze distraggono la Mente che diventa incapace di iscrivere la propria Morte nel contesto del proprio Vissuto.

    L’angoscia della Morte è per l’appunto la Necrofilìa, spesso essa è dipinta sul volto di persone che si trovano nella prossimità del trapasso, del processo terminale del morire,…

    Essa non riguarda pero’ la Morte, quanto piuttosto la Perdita di Amore di cui si è nutrita e si nutre la Sua Vita.

    Questa è l’Angoscia della Morte: niente altro che perdita sottrazione d’Amore. Il suo tema è per l’appunto l’AMORE.

    Proprio perchè la Morte è così intrecciata incatenata inanellata all’Amore, questo non si puo’ estinguere con la morte della persona amata, se trattasi di VERO AMORE…

    Non è il ricordo, neppure la nostalgia o il rimpianto, quanto piuttosto la persistenza di questo VERO AMORE la Vera Eternità concessa agli Umani che sanno amare e sono riamati…

    Essendo morta la sua Vita, nell’esistenza concreta reale del Vivere, solo la Memoria attraverso il Sentimento del Vero Amore puo’ impedire che la persona amata si avvizzisca tagliando ogni ormeggio col Presente.

    La caratteristica di una Vita “morta” è di essere una Vita di cui l’Altro/a diventa Guardiano/a

    Il contenuto profondo di questa memoria è per l’appunto il VERO AMORE…

    Esso rimane per sempre in Eterno anche in assenza dell’Altro/a perchè la Presenza è Sempre e non puo’ coincidere con l’Apparire e lo Sparire…

    Quando non possiamo più parlare con Chi ci la lasciato, per non incontrare il suo Silenzio,
    rischiamo di tacere quel che Noi siamo diventati grazie all’Amore Vero che siamo stati capaci di donare e di ricevere…

    Cosi’, separandoci da quella parte di Noi che corrispondeva all’Amato/a , innschiamo un processo di “ri-morire” , anticipando la nostra “futura ” morte come la possibile non risposta a tutte le parole d’amore tra amanti, diventando cosi’ “infedeli” a quella caratteristica tipica della condizione Umana , per cui “io non sono io” , ma ” anche non sono altro per gli altri”…

    In questo meccanismo della Mente, in questo possibile consueto comportamento “umano”, si annida segretamente una Tragica Infedeltà che fa impallidire tutti i cosiddetti futili “tradimenti” inventati dal gossip e dal pettegolezzo di basso profilo, come quello contemporaneo, specie in un territorio provinciale a target provincialistico, bigotto e baciapile, peccatore, menzognero, mai sincero ed autentico fino ain fondo…

    Non è la Morte ad “estinguere” l’Amore Vero, bensi’ la Nostra Rimozione che vuole dimenticare senza elaborare tutto cio’ che quell’AMORE in Noi ha generato, affidandosi al quel luogo comune secondo cui ” il Tempo porta Rimedio ed Oblìo”…

    Ma nel Tempo ci puo’ essere solo Infedeltà, perchè SOLO NEL VERO AMORE C’E’ ETERNITA’…

    Non dobbiamo dare al Tempo il “diritto” di seppellire l’AMORE che ancora ci Nutre .

    L’Amore vince la Morrte, cosi’ come la Morte chiude il ciclo vitale dell’esistenza umana…

    I vivi superstiti credono di “piangere i loro Morti” ,invece piangono la loro Morte, la loro Realtà che non è più nel Sentimento di Coloro che ci hanno lasciato…

    Questo è il Dolore vero. Non si è ancora visto un Amore Vero che non si sia nutrito e si nutra anche di Dolore vero.<<<<<<<<<<<<<<<<<<

    Alla riflessione di Chi legge avendo Sensibilità e Sentimento per comprendere, ma anche per Tutti gli Altri…<<<

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    10 giugno 2011 at 4:19 am

  9. caro rocco
    lavoraci
    questo è un testo importante

    Arminio

    10 giugno 2011 at 8:37 am

  10. la vita muore quando si rinuncia a relazionarsi autenticamente onestamente con l’altro, quando la si dà vinta ai propri lati oscuri che sono in ognuno di noi, quando si dà il “permesso” di agire alle debolezze dell’animo umano…quando lo facciamo, purtroppo, offendiamo il soffio vitale che ci consente di restare vivi. la sensazione è quella di due mani strette intorno al collo. ogni volta perdiamo stupidamente l’ occasione di percepirci vivi, vitali, gioiosi, di condurre l’esperienza della esistenza terrena nella profondità e nell’elevazione senza limiti rimanendo in contatto costante con le energie e le forze dell’universo e con il nostro prossimo. ogni essere umano può, è potenzialmente in grado di decidere di “essere felice”. la felicità è una scelta, una decisione nelle mani di ognuno di noi.
    felici si è, per esempio, quando impariamo a “sapere” e ” volere” ringraziare per quello che abbiamo…non importa quello che, invece, non abbiamo o meglio, pensiamo di non avere…
    tutto quello che possediamo è noi stessi. il nostro corpo, inteso come unità non scissa, è la nostra casa. la nostra dimora. in continua trasformazione. in grado di migliorarsi costantemente, di accettarsi, di accettare, di rendere grazie, di pregare, di chiedere perdono e di perdonare, di coltivare la pace a partire dai propri passi senza mai offendere l’altro da noi.
    e tutto questo e molto altro è AMORE; CAPACITA’ D’AMARE.
    almeno per me.
    insomma per amare l’altro tutto comincia dalla “nostra casa”.

    un caro saluto agli amici che spero di rivedere sulla Rupe dove verrò presto a praticare… “a guardare l’infinito che è in me” .

    monica

    10 giugno 2011 at 9:52 am


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