COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Un giardino ci salverà………….

«Se ci si applica a questa cura attenti e insieme meditativi, anche qui si lascia travasare e influire, modestamente, con l’ acqua silenziosamente distribuita, qualcosa di proprio fin nell’ intimo di una vegetazione infinitamente ricettiva». Rilke

Leggendo tra le pieghe del bell’articolo di Valerio Magrelli, pubblicato sul nostro Blog, possiamo individuare il senso e lo spirito della iniziativa  “Borgo.giardino”che si svolgerà a Cairano nei giorni 24-25-26 del mese di giugno. Un momento importante delle iniziative messo in campo dalla Comunità provvisoria  e della Pro loco nella articolazione delle  iniziative di Cairano 7x 2011 per quest’anno.L’idea di Borgo-giardino   intende andare oltre il medievale “hortus conclusus” come “spazio circoscritto in cui dedicarsi alle piante come a un esercizio per la cura di sé.” Non un semplice intervento di architettura del paesaggio ma la speranza-provocazione di indurre i cittadini-costruttori di “prendersi cura di alcune creature scelte nell’ infinita varietà del mondo vegetale. Individuarle, assortirle, accudirle: ecco le tre fasi di un percorso che prende l’ aspetto di una vera e propria iniziazione.

E qui arriviamo al cuore di questa attività: la compresenza di un lavoro al contempo intellettuale , spirituale e manuale. Nulla di meglio, insomma, per ricostruire il senso della nostra identità, drammaticamente minacciata da una vita meccanica, omologante, ripetitiva”.Una idea di costruire un giardino nello spirito di Clèment :”Nella sua visione, come è stato osservato, il piano del giardino cambia continuamente, «è il risultato del lavoro di chi lo mantiene, e non di un’ idea elaborata al tavolo da disegno». Clément propone insomma di dedicarsi alle energie presenti sul luogo, e invita a assecondare la direzione seguita dalla natura.Un giardino esite non solo qualcuno lo progetta  ma apatto che i cittadini lo curano perchè lo sentono proprio come il loro corpo.Bisognerebbe andare anche oltre le ottime intenzioni ,l’amore per la terra che ci porta a coltivare dentro e fuori di noi l’“acuta nostalgia per spazi incontaminati, in cui riattivare una diversa dimensione del tempo e dello spazio (e del prendersi cura)” Mi piace in questa esperienza ritornare ai miei giovanili  ardori  e amori per la poesia e la terra  di Zanzotto che mi stimolava  ad andare filosoficamente verso un “io attivo” contro ‘io passivo o egocentrico” conseguenza  della mercatizzazione e disarticolazione delle coscienze moderne. Un “io” che è sempre stato il complemento del paesaggio e si trova, a causa della devastazione dell’ambiente e delle coscienze, ridotto ad un elemento passivo, attonito e spaesato anche di fronte all'”alta mutezza” dei prati e delle colline. “Non si sa quanto verde/sia sepolto sotto questo verde/né quanta pioggia sotto questa pioggia”. Questa la mia speranza ed auspicio per Cairano e tutti paesi appenninici “dalla grande vita” Chiudo con le parole comunque di un poeta : “”No, tu non mi hai tradito,[paesaggio]/su te ho/riversato tutto ciò che tu/infinito assente, infinito accoglimento/non puoi avere: il nero del fato/nuvola/avversa o della colpa, del gorgo implosivo./…tu forse ormai scheletro con pochi brandelli/ma che un raggio di sole basta a far rinvenire/ continui a darmi famiglia” da Sovrimpressioni. Se fossero soltanto sé stesse, le cose e le persone  non sarebbero nulla. Solo un pensiero-poetente  coglie la loro insensatezza in sé stesse e  attraverso la bellezza risale al loro vero significato. Le cose sono limitate, ma il loro limite è proprio ciò che dà loro identità, compiutezza, e solo dentro questa la bellezza..

mauro orlando

Written by Mercuzio

9 giugno 2011 a 5:07 pm

Pubblicato su AUTORI

4 Risposte

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  1. N’albero piccerillo aggiu piantato,
    criscènnolo cu pena e cu sudore…
    Na ventecata giá mme ll’ha spezzato
    e tutt”e ffronne cágnano culore…
    Cadute só’ giá ‘e frutte: e tuttuquante,
    erano doce, e se só’ fatte amare…
    Ma ‘o core dice: “Oje giuvinotto amante,
    ‘e ccose amare, tiénele cchiù care…”
    E amara comme si’, te voglio bene!
    Te voglio bene e tu mme faje murí…

    Canzona appassiunata (E. A. Mario) – 1922

    Dedicata alla Rupe dell’Utopia ed al Giardino che ci salverà.

    Scala Minore Napoletana

    9 giugno 2011 at 6:43 pm

  2. Da bambino volevo guarire i ciliegi
    quando rossi di frutti li credevo feriti
    la salute per me li aveva lasciati
    coi fiori di neve che avevan perduti.

    nanosecondo

    9 giugno 2011 at 7:02 pm

  3. domani sera potremmo stare tuttti da rocco ad andretta

    Arminio

    9 giugno 2011 at 9:25 pm

  4. Grazie dell’invito Franco, spero di esserci oggi nel pomeriggio alla riunione presso la Chiesa di S Leone sul “Meteorìte”, come pure cerchero’ di organizzarmi per la conviviale da Rocco ad Andretta , prosieguo serale, Grazie Franco per l’invito cortese, gradito.

    >>>LA NOTTE BIANCA<<>> la cosa più stupida da dire ad un infermo malato,per un Medico che dovrebbe saper “essere Medico” ,è dire al Malato che “lo trova molto bene”, che la sua è una “fissazione”, che in questo periodo stanno tutti un po’ “giù d’umore, giù di corda”…

    La cosa più triste,invece, è quando non te lo dicono più, anzi non sanno proprio più “cosa dire e come dirlo”…

    I medici riescono a trovare parole per ingannare il malato, il paziente, spesso col tacito accordo( non consenso) dei familiari dell’ammalato…

    Lo hanno imparato all’Università… Tu esci dallo Studo del Medico “di fiducia” sollevato ma appena arrivi all’ascensore prima ancora dell’automobile o di casa, Ti rendi conto che ti ha riempito di bugìe, di balle altro che “verità edulcorata”…

    Peraltro sono “balle a pagamento”!!!….>>>

    Quando Bob Hope scopre lo scheletro “nell’armadio di casa sua” ,lo richiude subito come se niente fosse accaduto, ma dopo due minuti seondi “urla urla urla per lo spavento”…

    Siamo Tristi, al seondo stadio, quello della Tristezza, dopo l’Ipocondrìa…

    Spesso Piangiamo in modo irrefrenabile, con un pizzico di Vergogna ed imbarazzo dei Presenti, soprattutto dell’Angelo Custode che ci protegge…

    Perchè ci è toccata questa umiliazione???

    Siamo sempre stati bene, senza mai prendere neppure un raffreddore uno stato influenzale, una tracheite febbrile, portiamo bene gli anni della Vita…

    La malattia all’improvviso ce ne regala una dozzina in più di quelli che fino a prima di mostrarla non avevamo …

    L’estate sta per cominciare con i suoi fracassi notturni cosi’ sgraditi ai nevrastenici ed agli invidiosi…

    Il “quinto Vangelo”, la televisione, dice sempre le stesse cose e trasmette sugli stessi canali le stese immagini e le stesse notizie…

    Poi sostiene che sarà un’estate calda, la più cald degli ultimi anni, con un’ansia gioiosa come se ci fosse una gara tra le Città a chi ” giunge ai trentanove gradi percepiti” ,in buona posizione per “vincere il campionato” con un pizzico di aiutino di Umidità che non manca mai…

    Chi è malato non esce, resta in casa, al massimo in Giardino o in Terrazzo…

    Qualche volta in Automobile con aria climatizzata per guardare come la Città è cambiata, come sono cambiate le persone, vetri scuri, massima riservatezza, vuole vedere osservare senza essere vista e riconosciuta.

    Mia Moglie si trova in questa condizione, da cinque anni…

    La notte è Bianca,non solo durante la stagione estiva, l’Estate calda, il Coprifuoco, qui in casa nostra, scatta ogni sera inesorabile tutti i giorni quattro stagioni all’Anno da Cinque anni ore 21…!!!>>>

    Grazie a Tutti ,nessuno escluso,dal profondo dei Nostri Cuori, affranti in affanno. Grazie.

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    10 giugno 2011 at 4:44 am


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