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LA DISPERAZIONE SUL CORNICIONE

 

 

Accade in questo momento ad Avellino, a due passi dalla mia agnzia di Viaggi. Un manipolo di lavoratori del consoerzio Av 1 e Av 2 sono saliti sul tetto di uno dei palazzi di Corso Vittorio Emanuele, proprio difronte al Palazzo del Governo per “spettacolarizzare” il malessere che stanno evidentemente vivendo. Io non conosco i termini della questione, ma credo che sia profondamente ingiusto che in due giorni non si sia visto un solo rapprresentante politico – istituzionale. La politica è ormai lontana anni luce dalle problematiche sociali. E la cosa peggiore sono i commenti della gente, alcuni addirittura sarcastici.  Io da sempre sono per le proteste a difesa dei diritti e se questa va in tale direzione queste persone hanno tutto il mio apprezzamento e la mia solidarietà. Si vergognassero coloro che riescono a far finta che nulla sta accadendo su quel cornicione.

Written by chirchio

14 giugno 2011 a 11:44 am

Pubblicato su Giovanni Ventre

4 Risposte

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  1. La “tragedia” della marginalità del mondo del lavoro. Solo gesti eclatanti per attirare l’attenzione su questo tema violentemente attuale. E, a giudicare dall’assenza di commenti, nemmeno questo basta per almeno avviare una discussione tra noi. Bravo Giovanni, hai fatto bene a dare rilievo al caso. Continua, aggiornaci sugli sviluppi. Ma noi, vogliamo parlare di questo scottante e attualissimo tema? Vogliamo fare qualcosa per rilanciare la “centralità del lavoro” come si diceva appena qualche anno fa? Parliamone. Passateparola.

    Salvatore D'Angelo

    15 giugno 2011 at 8:01 am

  2. La “tragedia” della marginalità del mondo del lavoro. Solo gesti eclatanti per attirare l’attenzione su questo tema violentemente attuale. E, a giudicare dall’assenza di commenti, nemmeno questo basta per almeno avviare una discussione tra noi. Bravo Giovanni, hai fatto bene a dare rilievo al caso. Continua, aggiornaci sugli sviluppi. Ma noi, vogliamo parlare di questo scottante e attualissimo tema? Vogliamo fare qualcosa per rilanciare la “centralità del lavoro” come si diceva appena qualche anno fa? Parliamone. Passateparola.
    Salvatore D’Angelo

    Salvatore D'Angelo

    15 giugno 2011 at 8:04 am

  3. “condiviso”

    nanosecondo54@alice.it

    15 giugno 2011 at 9:13 am

  4. Ieri sera alle 20.10 è stata posta fine alla protesta, sembra per avvenuto accordo. Meglio così, un plauso a chi si è impegnato a risolvere il problema dando un futuro a questi lavoratori. Il lavoro è un diritto, poter vivere degnamente producendo, essere orgogliosi di far parte di un circuito che crea economia e benessere. Uno stato che non sa programmare un futuro al popolo al centro del quale vi sia un lavoro ed una casa è uno stato assente. In Italia negli ultimi 20 anni latita qualsiasi idea di svluppo serio e sostenibile. Io credo che bisognerebbe intervenire localmente per porre fine agli sperperi per cui pochi guadagnano tantissimo ed il resto è spettatore incazzato di una farsa dell’assurdo, inoltre la liberalizzazione a tutti i costi sta creando più danni di una guerra, a mio modo di vedere la liberalizzazione porterà solo all’arricchimento ed alla infiltrazione di uomini e clan del malaffare che avendo soldi da ripulire si tufferanno senza esitare nel mare calmo delle occasioni. Ed alora non ci resta che scegliere, essere onesti e poveri o disonesti e ricchi. Mi chiedo se non stia sbagliando ad inculcare a mia figlia i valori della serietà, della solidarietà, dell’amore … non vorrei che questi valori siano per lei un fardello insopportabile nel mondo che verrà.

    giovanni ventre

    15 giugno 2011 at 11:36 am


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