COMUNITA' PROVVISORIA

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le feste del provincialismo

metto qui un pezzo uscito oggi su IL MATTINO
il 17 a cairano ancora un incontro aperto a tutti
in vista dell’appuntamento dal 24 al 26 giugno per il borgo giardino.
cairano 7x è un esempio mirabile di come si possa fare festa cultura assieme.
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Ho letto con stupore le dichiarazioni dell’assessore alla cultura del Comune di Avellino. Il concerto di un cantante viene salutato come un evento salvifico, come se dalla bocca di Vasco Rossi potessero uscire le parole per ritrovare il senso di una comunità dispersa. L’assessore si dichiara commosso per l’impresa e ci ricorda che per realizzarla si è recato più volte personalmente a Milano. Io sono indignato. Una città come Avellino avrebbe bisogno di ben altro che di un concerto di un artista bravo ma non eccelso.
E di ben altro avrebbero bisogno i nostri paesi. Ieri sera a Bisaccia c’era un concerto di Marco Masini. Ero allibito a vedere come tanta gente stesse lì ad ascoltare un cantante che praticamente faceva sempre la stessa, brutta, canzone. Ci sono dei cantanti che sopravvivono grazie ai paesi del sud e alle loro feste patronali (a cui adesso si è aggiunta l’usanza di organizzare le feste di agosto). Si tratta quasi sempre di artisti in declino, un circuito che è una sorta di discount della musica leggera, almeno dal punto di vista della qualità. Ben altro è il discorso se si va a guardare quanto costano questi concerti. Si parla tanto delle difficoltà economiche dei nostri paesi e poi si continuano a sperperare soldi. Che c’entrano San Filippo, Sant’Antonio e San Vito con Max Gazzé, Marco Masini e Amedeo Minghi? Non sarebbe il caso di farla finita con queste feste patronali che non allietano nessuno? Le feste possono benissimo limitarsi alla processione diurna. Poi si può fare qualcosa di festoso in serata e per fare questo ci vuole fantasia. Troppo facile rivolgersi a un agente che ti mette davanti un catalogo di musicisti agonizzanti. Me ne sono lamentato tante volte. La risposta è che certe cose si sono sempre fatte ed è giusto continuare a farle. Una risposta nello spirito paesanologico che ispira i vari comitati delle feste patronali e anche dei nostri sindaci che si apprestano a varare il cartellone estivo nei loro paesi all’insegna dell’idea di assicurare un poco di rumore. Basta con queste adunate della noia. Si può fare assai meglio. A Cairano stiamo cercando un’altra strada, una strada che coniughi la festa e la crescita culturale di una comunità. Non credo che dopo Vasco Rossi in Irpinia saremo più felici e più colti. Non credo che portare un cantante a Monteverde o a Trevico sia il lavoro che debbano fare le amministrazioni. Ben venga la musica, possibilmente di qualità, ben vengano le feste religiose, le feste della tradizione (a parte i concerti sfiatati) ma proviamo anche a inventare nuove feste, nuovi modi di stare insieme per fare qualcosa di bello e non pestarci i piedi nella noia di serate che alla fine ci rendono solo più tristi e più poveri.

Written by Arminio

15 giugno 2011 a 2:06 pm

Pubblicato su AUTORI

6 Risposte

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  1. caro arminio
    purtroppo la triste verità è che queste sagre allietano, ed allietano molte persone ben contente di ascoltare marco masini o chi per lui / il problema ancor più grave è che le amministrazioni non prendono posizione provando ad offrire ai cittadini qualcosa di meglio, probabilmente perchè molti di loro sono convinti che questo triste spettacolo commerciale di quart’ordine sia il fiore all’occhiello per le loro sagre e per le manifestazioni estive dei loro comuni /
    questo è quello che la gente chiede, l’incultura della bruttezza e della volgarità /
    non so dirti se il mondo sarà mai diverso da così, e nemmeno se sia mai stato diverso da così / le condizioni dei secoli scorsi, del tempo già trascorso si basavano su numeri e presupposti culturali radicalmente diversi ed è molto difficile intedere se in passato la cultura delle cittadinanze fosse più evoluta o se invece i più fossero semplicemente esclusi dalla gran parte delle manifestazioni di spettacolo e di altre arti /
    in ogni caso, il nostro è un mondo che va lavorato ai fianchi con pazienza e tu stai facendo grandi passi in una buona direzione, verso la cultura e la bellezza /
    continiamo a insistere e a condividere e diffondere cultura
    un caro saluto
    c

    http://www.tracciamenti.net

    tracciamenti

    15 giugno 2011 at 6:46 pm

  2. Caro Franco, la verità è che si confonde il concetto di cultura. Nella società cosidetta contadina la festa era il momento del’aggregazione e non per povertà non si usava sperperare i soldi, ma per rispetto degli stessi. Ecco allora che nell'”anciene regime” il popolo si divertiva nelle aie e nelle piazze con i giochi di società, dove il popolo era attore protagonista, oggi bisogna invece essere assolutamente spettatori di un circo che non ha fantasia. Personalmente non frequento le feste e le sagre paesane perchè sono diventate dei veri e propri gironi infernali, dove nella maggior parte dei casi vengono propinati alimenti assolutamente anonimi a prezzi da ristorante. Lo spirito non è questo. In ogni caso purtroppo i media danno ampio spazio a queste manifestazioni che certamente troverebbero maggiore partecipazione e divertimento se tornassero ad essere caratterizzate da giochi e tornei al cui centro vi sia il visitatore. Noi a cairano stiamo dando un esempio di come si possano abbinare la cultura e lo stare insieme in lietezza. Non vedo l’ora di essere sulla rupe e donare ai miei occhi il paesaggio unico di un mare di verde al centro del quale il lago di Conza sembra essersi intrufolato e come uno specchio sembra riflettere la bellezza del magnifico cielo d’Irpinia.

    giovanni ventre

    15 giugno 2011 at 7:21 pm

  3. Oggi a parte l’articolo di Ciriello sul Mattino c’è un articolo di Gerardo de Fabrizio che riprende, in modo abbastanza opinabile, i commenti apparsi su facebook all’articolo di Franco.
    Io mi chiedo: un giornalista deve prendere e copiare i commenti di facebook per fare un articolo? Non potrebbe fare come una volta e andare per strada a chiedere alle persone con il taccuino? Troppo facile così. Non è la prima volta che accade.
    Ma non gli viene in mente che quattro righe di commento estrapolate possono anche differire dal pensiero di una persona su un tema?
    incollo l’articolo

    Vasco rossi la polemica esplode sul web
    Gerardo De Fabrizio
    Questa volta non si potrà dare tutta la colpa ad Alfredo per le polemiche innescate dall’articolo di Franco Arminio, pubblicato ieri sulle pagine de Il Mattino. La comunità di internauti irpini s’è spaccata tra i fan locali che aspettavano da una vita un concerto di Vasco Rossi in città e chi invece non ha accolto di buon grado l’evento settembrino che è costato un simile dispendio di energie da parte dell’Assessorato alla Cultura guidato da Gennaro Romei. Dopo l’ufficializzazione della tappa avellinese dell’11 settembre allo stadio «Partenio Lombardi» per il tour del cantante di Zocca, la prevendita partirà nelle prossime ore e di sicuro farà registrare un boom di consensi ed un’affluenza record verso i circuiti usuali quali «Ticket One» e «Go 2». Su Facebook, intanto, tiene banco la polemica innescata dal paesologo di Bisaccia che sulla sua pagina personale parla di “Feste del provincialismo”. La «trovata» della Cultura avellinese viene definita un «mix di pigrizia, mediocrità e qualche volta anche di furbizia» da Nicola Zarra, una «passerella che serve solo a dare lustro al politico di turno» è, invece, il commento di tanti altri utenti della rete. Il tutto a discapito dei tanti artisti locali che «cercano di inventarsi forme nuove, di sperimentare, di coinvolgere la cittadinanza nel processo creativo, di riempire di colore la città creando un happening artistico e culturale semi-permanente». È questa la riflessione di Anna Coluccino che aggiunge: «Solo in questo modo si esce dalla periferia. Producendo e non ospitando» artisti più o meno sulla cresta dell’onda. Ovviamente la rete è terra fertile anche per chi non la pensa così e, infatti, c’è chi come Vincenzo Della Mea, dal Friuli, pone l’accento sull’aspetto economico della vicenda: «È un modo come un altro per sostenere l’economia locale e neanche uno tra i peggiori». Stefano Ventura aggiunge però che se il Blasco «crea attenzione e genera un indotto» ciò non toglie che «manca totalmente un disegno di turismo che vada al di là dell’evento». «Nei prossimi giorni organizzeremo tutto nei minimi dettagli – spiega l’assessore Romei – L’evento sarà di sicuro un forte attrattore turistico che porterà gente in città anche nel week-end. Dispiace leggere queste critiche, ma sono sereno visto che il mio operato è sotto gli occhi di tutti. Il concerto di Vasco Rossi è qualcosa che pone Avellino in un circuito nazionale che è una delle prerogative portate avanti dal mio assessorato e, grazie alla sinergia con la Microgame, main sponsor dell’evento, non avrà nessun costo per le casse comunali. Questo è un autentico miracolo e Avellino non sarà più tagliata fuori dai grandi eventi». Contro Franco Arminio s’è espresso Sergio Vistocco, presidente del “Vasco Rossi Fan Club Avellino”: «Mescolare gli artisti di feste patronali con lo storico evento del prossimo 11 settembre – sottolinea Vistocco – è stato un azzardo incredibile. Vasco è imparagonabile ed è evidente, palese e dimostrata la disinformazione di Arminio sulla grandezza del personaggio». Che il concerto di Vasco «non cambierà le sorti della nostra terra» ne è convinto anche il comico avellinese Eugenio Corsi che, però, fa notare che neanche «le sagre, gli sperperi legati alle nostre tradizioni, le porchette e le orchestrine abbiano mai cambiato una virgola». Il commento di Corsi prosegue nei confronti dell’assessore Romei: «Merita tantissimo e non so se un giorno gli saremo riconoscenti abbastanza. Ha dato a tutti gli artisti della città, me compreso, la possibilità di esprimersi, e c’è riuscito superando mille ostacoli e creando una rete». E a fine giornata c’è anche chi come Norberto Vitale, affida al web le proprie riflessioni: «La rinascita culturale della città corre sul filo dei telefonini aziendali? Con Vasco Rossi? Con la stagione teatrale estiva presentata con un bel paio di corna?» Forse sarebbe il caso «che ci dessimo un pizzicotto». © RIPRODUZIONE RISERVATA

    stefano

    16 giugno 2011 at 3:14 pm

  4. La verità è che un concerto in una città capoluogo sarebbe una cosa normale. Non ad Avellino che è una città di merda dove non c’è nemmeno un treno. Non spaventiamoci, concerti del genere ci sono tutti i giorni nella maggiorparte delle città italiane. Vasco Rossi è stato in tutte le città d’Italia, Avellino era l’unica che gli mancava, forse perchè è una città troppo schifosa, non si sa.
    Anche se a me non piace il cantante, va bene. Anche se io vi avrei portato Claudio Lolli a cantarvi questo :

    Luigi Capone

    19 giugno 2011 at 2:02 am

  5. “Borghesia”” – Claudio Lolli

    Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
    non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

    Sei contenta se un ladro muore o se si arresta una puttana
    se la parrocchia del Sacro Cuore acquista una nuova campana.
    Sei soddisfatta dei danni altrui ti tieni stretta i denari tuoi
    assillata dal gran tormento che un giorno se li riprenda il vento.
    E la domenica vestita a festa con i capi famiglia in testa
    ti raduni nelle tue Chiese in ogni città, in ogni paese.
    Presti ascolto all’omelia rinunciando all’osteria
    così grigia così per bene, ti porti a spasso le tue catene.

    Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
    io non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

    Godi quando gli anormali son trattati da criminali
    chiuderesti in un manicomio tutti gli zingari e gli intellettuali.
    Ami ordine e disciplina, adori la tua Polizia
    tranne quando deve indagare su di un bilancio fallimentare.
    Sai rubare con discrezione meschinità e moderazione
    alterando bilanci e conti fatture e bolle di commissione.
    Sai mentire con cortesia con cinismo e vigliaccheria
    hai fatto dell’ipocrisia la tua formula di poesia.

    Vecchia piccola borghesia per piccina che tu sia
    io non so dire se fai più rabbia, pena, schifo o malinconia.

    Non sopporti chi fa l’amore più di una volta alla settimana
    chi lo fa per più di due ore o chi lo fa in maniera strana.
    Di disgrazie puoi averne tante, per esempio una figlia artista
    oppure un figlio non commerciante, o peggio ancora uno comunista … ex
    Sempre pronta a spettegolare in nome del civile rispetto
    sempre fissa lì a scrutare un orizzonte che si ferma al tetto.
    Sempre pronta a pestar le mani a chi arranca dentro a una fossa
    e sempre pronta a leccar le ossa al più ricco ed ai suoi cani.

    Vecchia piccola borghesia, vecchia gente di casa mia
    per piccina che tu sia il vento un giorno, forse, ti spazzerà via.

    Luigi Capone

    19 giugno 2011 at 2:08 am

  6. prossimo concerti : vi consiglio di andare alla festa patronale di Montella, domani sera c’è Marco Carta

    Luigi Capone

    19 giugno 2011 at 7:09 pm


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