COMUNITA' PROVVISORIA

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…per farla finita col demitismo

 

da un’intervista sul corriere dell’irpinia

di franco arminio

«L’altro ieri sono stato a Zungoli. Ho incontrato prima l’ex sindaco e poi quello in carica. Tutti e due sconsolatissimi per le sorti del paese. Zungoli è uno dei paesi più belli della Campania. Cosa ha fatto la Regione per questo paese? Lasciare morire nell’indifferenza un paese così bello è un vero e proprio crimine. Caldoro dice che non ci sono soldi. Bene, perché non cominciano col dimezzarsi lo stipendio. Come si fa a credere a queste persone che parlano continuamente dell’assenza di soldi e poi prendono stipendi pazzeschi». Inizia così la chiacchierata con Franco Arminio, poeta, scrittore, paesologo, un innamorato della propria terra. Inizia con il racconto di una delle sue visite in quella che ama definire Irpinia d’oriente. In questi giorni Arminio è in giro per l’Italia per partecipare a dibattiti e presentare il suo ultimo libro. Napoli, Poggibonsi, Verbania, Milano (per seguire personalmente le bozze del prossimo libro sul sud in uscita con Mondadori). Il suo sguardo però è sempre lì, fisso sulle colline dell’Irpinia d’Oriente, oggi come sempre nell’occhio del ciclone per tagli di Governo e Regione che hanno ridotto all’osso i servizi sul territorio e per il pericolo costante dell’apertura di nuove discariche. La sua rabbia per tutto questo non riesce a nasconderla.

«Il vento nuovo che soffia in Italia si è fermato a Monteforte – dice – Le vecchie oligarchie democristiane sono scomparse in tutto il Sud. Solo in Irpinia assistiamo al paradosso del perdurare di un potente senza potere. De Mita ha dato il posto ai bidelli, agli uscieri, è stato uno dei campioni del passaggio dalla civiltà contadina alla modernità incivile. Attualmente è alleato con personaggi ai limiti della legalità e la sua azione politica è un patetico tentativo di tenere in piedi un potere che non c’è più».

Crede che il male dell’Irpinia sia stata la sua classe dirigente?

«Basti pensare alla vicenda della sanità. De Mita è il capo dei medica ciucci, ha controllato per anni gli assessorati alla sanità regionale e il risultato è sotto gli occhi di tutti. In Irpinia d’Oriente abbiamo una sanità da terzo mondo, in caso di gravi emergenze le possibilità di arrivare in tempi utili in un ospedale decente sono veramente minime. Le denunce vanno fatte ai manager, ma gli esponenti politici regionali del passato e del presente dovrebbero vergognarsi ogni volta che muore qualcuno a causa dei ritardi nell’intervento.

Il Napolicentrismo continua ad essere il tratto saliente del governo regionale. Cosa pensa quando sente parlare di nuovi rifiuti in arrivo in Irpinia o di ospedali chiusi?

«Che forse è troppo sofisticato aspettarsi una politica di riequilibrio regionale che metta fine al consumo di suoli. La civiltà campana ha impiegato tre millenni per edificare i primi ventimila ettari, quarant’anni appena per i successivi ottantamila. De Mita si è fatto paladino delle aree interne, ma sempre in uno schema di crescita quantitativa, senza una vera idea sulla vocazione da dare ai nostri territori, uno schema sostanzialmente emulativo del modello napoletano. Con Isaia Sales stiamo mettendo a punto un  manifesto per un nuovo regionalismo che prevede tra l’altro lo stop al consumo di suoli e politiche per incentivare la residenza nei piccoli paesi (che nella fantasia di De Mita senior sono soltanto un luogo per giocare a carte)».

Per il vice presidente della Regione Giuseppe De Mita va tutto bene. E anche Caldoro, che lunedì scorso è stato in Irpinia per gli Stati Generali, facendo riferimento ai contratti di programma e ai grandi progetti regionali, ha parlato del riequilibrio delle risorse sul fronte dello sviluppo territoriale. E’ deluso dal lavoro da chi rappresenta la provincia di Avellino in Regione?

«Confesso che immaginavo il giovane De Mita capace almeno di ascoltare le energie migliori della società irpina. La sua fumosa loquela a imitazione di quella dello zio si è rivelata un vero e proprio imbroglio. Da quando lavora al fianco del cameriere del nulla, il presidentino indisponente voluto da Berlusconi i fatti smentiscono clamorosamente le parole».

E’ stato tra quelli che hanno guidato qualche mese fa la protesta a Napoli contro la chiusura degli ospedali dell’Irpinia d’Oriente. Dopo di quella sono giunti l’approvazione del piano Florio e l’annuncio di un fantomatico decreto che dovrebbe accorpare Bisaccia al Moscati di Avellino. Quest’ultimo, che pare sia all’attenzione del vice presidente, tiene ancora accesa qualche fiammella di speranza in Irpinia d’Oriente».

La verità è che la regione ci ha sbattuto il portone in faccia, ha deciso di chiudere i nostri ospedali. Nonostante questo, non hanno il coraggio di procedere, preferendo una morte lenta, preferendo il solito andazzo che garantisce i medica ciucci e gli imboscati delle ASL che prendono lo stipendio senza fare nulla». Noi abbiamo bisogno di un sistema che ci dia delle garanzie per le emergenze, non abbiamo bisogno di tenere in piedi ciò che non ha mai funzionato. La mia protesta non era e non è a difesa di quello che c’è, ma per ottenere ciò che non abbiamo mai avuto.

A dispetto di quanti auspicano l’apertura di una vertenza Irpinia in Regione, non si riesce ancora a fare massa critica per opporsi al disegno regionale. E’ questo il limite della nostra provincia?

«E’ vero, purtroppo la nostra provincia ancora non riesce a dare una risposta unitaria agli oltraggi che sta subendo, ma forse un sussulto di coscienza civile verrà fuori se decideranno di risolvere il problema dei rifiuti scavando un grande buco sul Formicoso. Quel buco sarà anche la fossa politica di Giuseppe e Ciriaco. A quel punto non ci saranno più fumisterie possibili».

E’ recente l’approvazione delle graduatorie relative ai bandi per lo sviluppo e la promozione del turismo. Anche da questi l’Irpinia ne esce malconcia. Come giudica il lavoro di Giuseppe De Mita in Regione nelle materie di sua competenza?

«Sul ruolo più specifico di Giuseppe De Mita come assessore al turismo, il bilancio è piuttosto penoso. In due anni nemmeno una mezza idea, francamente non riesco a vedere altro che la solita distribuzione di denaro pubblico secondo logiche clientelari. Basti pensare che una manifestazione ormai di rilievo nazionale come Cairano 7x non ha ricevuto neppure un euro, nonostante sia già cominciata e abbia tra i marchi dei patrocinatori anche quello della Regione Campania. Per la verità finora siamo andati avanti solo grazie al contributo generoso di Franco Dragone, un genio che è diventato tale fuori dall’Irpinia. Fosse rimasto qui di sicuro non avrebbe avuto modo di mettere al lavoro la sua fervida fantasia. Il suo mecenatismo non è certo stato imitato dai nostri politici che pure sono abbastanza ricchi. Non mi risulta che la famiglia De Mita abbia mai tirato fuori soldi di tasca propria per una qualche opera di promozione sociale. Direi che uno dei limiti maggiori è proprio la mancanza di generosità. Si parla tanto della presunta intelligenza di De Mita senior, ma sarebbe il caso di cominciare a parlare della sua tirchieria».

Eppure, alcune manifestazioni irpine sono state finanziate…

«Le manifestazioni finanziate dall’assessorato al turismo non servono a portare turisti, ma ad accontentare antichi e nuovi vassalli. E’ tempo che in Irpinia l’opinione pubblica esprima in modo chiaro il suo dissenso da queste pratiche. C’è tanta gente che vive e lavora onestamente senza le prebende della politica. Bisogna dare spazio e valore a queste persone libere e appassionate. È assurdo che tutti i nostri ragazzi migliori debbano prendere la mia dell’emigrazione. Non può esserci prova più lampante del fallimento di tutta la classe politica irpina che ha sempre avuto in De Mita un capo riverito, ma mai veramente amato.

E’ un invito alla provincia a ribellarsi a clientele e vassallaggio?

«Vede, il giovane Giuseppe aveva cominciato la sua carriera con buoni propositi. Io ho sempre nutrito per lui una certa simpatia. Certi suoi tormenti mi sembrano sinceri. Ricordo che mi propose di entrare nell’esecutivo provinciale del partito democratico dicendomi che dovevamo fare la rivoluzione. Diedi credito a quel proposito, poi le cose sono andate come sappiamo e la rivoluzione in Italia non è venuta dal centrismo del partito democratico e men che mai dai seguaci di Casini. Ultimamente sto in Irpinia meno che in passato, ma questa è la mia terra, qui c’è ancora un bellissimo paesaggio e una cultura diffusa. Non possiamo continuare ad essere etichettati come la terra di De Mita. Sono sicuro che l’Irpinia può avere un grande futuro, ma deve decidersi a guardare avanti, senza aspettarsi più niente da De Mita e dal demitismo che dalle nostre parti ha molti adepti in tutte le forze politiche, a partire dal partito democratico».

Written by Mercuzio

24 giugno 2011 a 7:17 pm

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12 Risposte

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  1. “Quanne ce vo ….ce vo!” è sempre il momento per fare sentire la nostra voce libera e comunitaria in Irpinia!!!!!!

    Mauro Orlando

    24 giugno 2011 at 7:19 pm

  2. e poi mi sono sentito colpito nelle mie radici “zungolesi”….mio padre era nativo di Zungoli ….un gioiellino paesologico da tener presente nelle nostre iniziative future………..

    Mauro Orlando

    24 giugno 2011 at 7:22 pm

  3. Ho trascorso tutta la serata con guccini. Gli ho parlato di cairano col solito entusiasmo, nonostante tutto. Dovremmo vederci il primo luglio. Un saluto a tutti gli amici che sono a cairano

    Arminio

    24 giugno 2011 at 10:47 pm

  4. Guccini ha accompagnato la mia giovinezza, la locomitiva, l’avvelenata, canzone per un amica, il vecchio e il bambino, auschwitz, … e poi una sera del 1977. ero militare a Sabaudia ( Sabauswitz ) , era inizio estate e decisi di approfittare di un 48 ore di libera uscita per andare a Bologna, a casa di un amico militare. Bellissimo week end, condito dall’incontro a Piazza Maggiore proprio del grande Francesco guccini che attorniato da una decina di ragazzi cantava e suonava accompagnato dall’immancabile fiasco di vino. Rientrammo che stava albeggiando.

    giovanni ventre

    25 giugno 2011 at 10:47 am

  5. Franco Arminio è oggi uno dei maggiori poeti e scrittori che l’Italia conosca. Sono certo che il suo successo crescerà e la sua intuizione di portare in giro la sofferenza dei paesi e delle comunità che i paesi vivono sarà lo sprone per una nuova visione e condivisione di vita alla cui base dovrebbe esistere una condivisione di vedute tra fasce costiere e zone interne. Nel mio peregrinare in giro per l’Italia con il maestro Franco Cuomo, uno dei maggiori esperti mondiali di turismo, che sarà con noi a Cairano al prossimo appuntamento di luglio, ho avuto la fortuna di assistere a scelte eccellenti, frutto di lavoro condiviso tra territori, intelligenza politica e lungimiranza. Ne racconto una di Rimini, dove, gli albergatori costrieri hanno deciso di “adottare” i paesi dell’entroterra e ivi creare un percorso di qualità, legato alle rocche malatestiane, impiantando, grazie anche ai bassi costi di investimento, una serie di alberghi di qualità ai quali mandano turisti che non cercano solo mare e caos. Tornando a noi, anche io reputo strano il comportamento di Giuseppe De Mita, che veramente stimo, ma che sta deludendo e aspettative di chi come me ha votato per il cambiamento alla Regione Campania. Ricordo a voi tutti che ho investito in Alta Irpinia proprio per non fare come quelli che abbaiano alla luna e poi si zittiscono al sole. Io questa terra la amo e non posso far finta di niente davanti alla immobilità di una giunta regionale che non sa fare altro che tagliarre. E lo sviluppo ??? Caro giuseppe se leggi questa mia considerazione vorrei farti notare che l’Irpinia si aspetta molto da te. Non possiamo accettare che si pensi solo a tagliare, tagliare, tagliare. Aspettiamo che si inizi ad investire, a dare speranza a chi abbia voglia di investire.

    giovanni ventre

    25 giugno 2011 at 11:27 am

  6. Nel profondo ogni paese che si tiene a galla in questa terra, ha un drago capace di farlo ardere.
    In superficie, chi governa le acque ha spento per principio ogni fiamma, facendo scorrere da decenni un fiume di parole vuote.

    fabnig

    25 giugno 2011 at 2:09 pm

  7. Oggi a Verbania ha parlato con tante persone di quello che accade a cairano. Da noi c’e qualcosa che qui non c’e. Fabio il tuo commento e’ straordinario

    Arminio

    25 giugno 2011 at 10:28 pm

  8. ALCUNE CONSIDERAZIONI POSSONO ESSERE SEMPLICI PROIEZIONI…….. CIO’ CHE NON AMIAMO NEGLI ALTRI E’ SEDIMENTATO DENTRO DI NOI

    m. teresa iarrobino

    26 giugno 2011 at 11:48 pm

  9. CP,
    empatizzo con le parole-azioni di Franco Arminio e della CP.
    In bocca al lupo,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    29 giugno 2011 at 9:25 am

  10. Caro Franco,sono appena rientrato da una delle mie periodiche “visite operative”(come le chiamo io) in Irpina.Sono tornato a Villanova,il mio paese, e non ho visto giovani al bar.Ho chiesto a Giovanni(il gestore)-come mai?- Mi ha risposto- che quei pochi che c’erano sono partiti per la “stagione” a Rimini- e poi -…se tornassi tra dieci anni non troveresti più nessuno:ogni anno ne nascono quattro o cinque e ne muoiono trenta-.Al bar ho incontrato pure un imprenditore contadino, figlio di un mio compagno delle elementari.Ho parlato un pò con lui.Mi ha raccontato che in Irpinia ci sono 68 piccoli produttori di olio di alta qualità,ma hanno difficoltà a trovare mercato per la vendita:si limitano a distribuirlo solo in zona.Mi ha detto che pensano ad un consorzio che permetta loro di diventare più visibili e vendere anche fuori. Poi ha aggiunto –perchè non riusciamo ad avere un interlocutore istituzionale che ci aiuti a crescere?Perchè siamo inascoltati quando siamo la parte produttiva di questa terra e crescendo noi potremmo essere in grado di ridurre la diaspora dei giovani?…I suoi occhi chiedevano aiuto,come se io potessi fare qualcosa…Giovanni ha abbassato la saracinesca scusandosi -ormai chiudo alle dieci di sera e,a volte,anche prima ….-e poi ha aggiunto – un altro anno e chiudo…me ne vado in pensione…-

    giovanni luigi panzetta

    29 giugno 2011 at 9:44 am

  11. Sto organizzando assieme ad Enzo Tenore e a Vito Luongo, il primo Club di Prodotto in Irpinia. Siamo alla ricerca di produttori di qualità, in modo che insieme si possa partecipare alle fiere di settore per pubblicizzare e vendere i prodotti dei vari soci. Nessuna spesa di partecipazione, solo le quote per partecipare allo stand che di volta in volta andremo a prenotare. Agiamo ed insieme ce ne fottiamo di chi ha interesse a che nulla cambi per nulla cambiare. Coloro che fossero interessati a questa iniziativa mi possono contattareal numero personale 320 2841283. Grazie. L’Irpinia ha bisogno di visibilità, i nostri prodotti sono di altissimo livello.

    giovanni ventre

    29 giugno 2011 at 3:02 pm

  12. è CHIARO che bisogna far bene il proprio lavoro oltre che segnalare le oscenità della politica. secondo me se si riesce a unire questi due aspetti si diventa buoni cittadini e si dà un bel contributo alla vita sociale.

    Arminio

    29 giugno 2011 at 3:12 pm


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