COMUNITA' PROVVISORIA

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l’utopia caduta dalla rupe

Avevo cominciato insieme a Elda lavorare alla terza edizione di Cairano7x nell’autunno scorso. Inutile adesso dare conto della sequela di eventi che ci hanno portato al punto in cui siamo arrivati.Ho provato a difendere in tutti i modi l’esperienza dei tanti amici della Comunità Provvisoria e continuerò a farlo. Credo che questa esperienza e la paesologia sono esperienze d’avvenire.
Domani vado in Piemonte, ero stato invitato assieme a Elda Martino per parlare di Cairano e della Comunità provvisoria. Dovrò andare a raccontare un fallimento che in realtà è la condizione per passare ad altre avventure. Intanto adesso mi tocca scrivere ai cento e più ospiti previsti, compresi quattro importanti gruppi musicali che avrebbero potuto prendere altri impegni. Lontano dall’Irpinia ci sono persone che stavano già lavorando per noi. E per agosto c’erano tanti amici che mi avevano assicurato la loro presenza, come semplici visitatori, amici che ho conosciuto nei tantissimi incontri che ho avuto in questi mesi in giro per l’Italia e in cui ho sempre parlato di Cairano. Da domani comincia un’altra storia nel mio rapporto con l’Irpinia e comincia un’altra storia anche per questo blog. Avrò modo di scrivere più in dettaglio quello che penso di questa vicenda. Chiedo a chi cura l’impaginazione che questo post abbia la visibilità dovuta. Chiedo che venga lasciato per cinque giorni come post iniziale.

franco arminio, bisaccia, 6-07.2011, ore 23.41

Written by Arminio

6 luglio 2011 a 11:35 pm

Pubblicato su Franco Arminio _

91 Risposte

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  1. Non mi meraviglia più nulla.
    Vai avanti se puoi,
    altre strade si possono aprire,
    altri luoghi possono accogliere.
    Buon lavoro.

    giorgia

    7 luglio 2011 at 7:10 am

  2. Chiedo scusa anche da qui a tutte le persone che avevo invitato.

    Arminio

    7 luglio 2011 at 7:28 am

  3. Tutto ciò è molto triste… ma oggi è già il domani di ieri e c’è tanto da fare per la ripartenze… perchè alla “fine di ogni viaggio c’è sempre un viaggio per ricominciare” (F. De Gregori). Noi iniziamo a preparare le valigie… pronti a ricominciare un nuovo Cairano 7x.

    Scala Minore Napoletana

    7 luglio 2011 at 8:05 am

  4. Mio padre che faceva l’autita di camion mi diceva sempre: “ogni tanto prova a percorrere nuove strade, scoprirai nuovi orizzonti e incontrerai nuove persone. “

    Nanosecondo

    7 luglio 2011 at 10:03 am

  5. —-APM—-ASSOCIAZIONE PAESOLOGICA MERIDIONALE-

    caro Franco e cari Comunitari vogliamo finalmente scriverlo questo benedetto STATUTO?
    Io aderisco e sono in tal senso a disposizione.

    Questa è roba che si muove e si espande o non è.

    Lucrezia Ricciardi

    Lucrezia Ricciardi

    7 luglio 2011 at 10:19 am

  6. e aggiungo e ripeto…..
    L’umanesimo delle montagne dovrebbe espandersi per essere davvero tale. Una carovana itinerante che lascia tracce in luoghi remoti. C’è un’orizzonte extrairpino per fare tutto ciò?
    No alle “location”. No ai paesi-feticcio.
    Si a 10,100,1000 musei dell’Aria!

    Lucrezia Ricciardi

    7 luglio 2011 at 10:25 am

  7. …un orizzonte anche extrairpino..

    Lucrezia Ricciardi

    7 luglio 2011 at 10:28 am

  8. Prima offerta di ospitare gli utopisti e’ già arrivata dal Molise. E presto faremo l’associazione. Adesso comincia il bello

    Arminio

    7 luglio 2011 at 10:54 am

  9. Alleluia…..brava Lucrezia..ched.il tuo entusiamo entusiamo possa diventare contagioso contro tutte le forme di “pigrizia” e di “chiusura”…..
    mauro

    Mauro Orlando

    7 luglio 2011 at 10:54 am

  10. Fuori dai localismi. Va bene anche fare la associazione adesso. I nuovi orizzonti devono comprendere anche i pericoli connessi a qualcosa di meno liquido.
    Io darò il mio contributo (se accettato), dicendo subito che porterò con me quello che sono e quello che continuo a fare già nell’ambito dell’impegno ambientalista, politico e sociale.
    Le posizioni non saranno sempre in accordo, ormai mi conoscete, starà alla Comunità decidere per andare verso la formazione di un gruppo di duri e puri oppure indagare ulteriormente la trama dei diversi e a volte incociliabili punti di vista.
    Condivido la posizione di Lucrezia Ricciardi.
    Aggiungo, che una innovata espressione della comunità provvisoria non potrà valorizzare soltanto tradizioni ed esperienze univoche, uniche, localistiche, ma dovrà essere frutto e sintesi di culture eterogenee, ritenendo una tale attenzione indispensabile in questo tempo globale e di migranti.
    Solchiamo orizzonti extrairpini.

    luca b

    7 luglio 2011 at 11:45 am

  11. Si riparte!!!! Noi – pur lontani – ci stiamo.

    Scala Minore Napoletana

    7 luglio 2011 at 11:54 am

  12. Ci sono per tentare altre vie…..anche extra irpine….

    giovanni luigi panzetta

    7 luglio 2011 at 12:04 pm

  13. ma sì…abbandoniamo quell’orrido luogo!

    sergio gioia

    7 luglio 2011 at 12:14 pm

  14. @ Sergio ,
    Cairano non è orrido, resta UN LUOGO DELL’ANIMA !

    Come tutto ciò che ha a che fare con l’anima a volte può tagliare e lacerare profondamente.

    Nonostante tutto continuerò a dire a chi mi chiede dove andare, di visitare la Rupe di Cairano !

    luca b

    7 luglio 2011 at 12:18 pm

  15. Grazie Luca per la tua risposta a Sergio ed il tuo apprezzamento di Cairano.
    In quanto a continuare, spero che si fara’ l’Associazione con tanto di statuto. Spero anche che non si ripeteranno gli sbagli che hanno portato a questo momento, cominciando, dando solo due esempi, con il non vantarsi della provvisorieta’ e con l’avere progetti definiti e pubblici mesi prima di un evento, altrimenti non si fara’ mai niente.

    Raffaele Ruberto

    7 luglio 2011 at 1:27 pm

  16. per il futuro, modestamente, propongo un paese più pianeggiante, dove l’andare avanti e indietro non somigli a un saliscendi tale da far venire l’esaurimento nervoso pure a un budda
    ad esempio accadia. e dove le case non siano rifatte, ad esempio qualcosa nel beneventano o in abbru
    zzo

    sergio gioia

    7 luglio 2011 at 2:22 pm

  17. L’allergia di Sergio verso i paesi irpini è chiara e denota come alcune persone siano false anche quando dicono cose vere. Cairano è Cairano e dovunque si sposterà l’evento non sarà la stessa cosa. A Cairano ognuno di noi è legato da un filo sottile e resistente, non si può ora sputare nel piatto in cui abbiamo mangiato. Posso condividere altre scelte ma non ammetto che qualcuno possa infangare il paese delle nostre speranze. Oggi è per me un giorno molto triste, non riesco ad accettare che non saremo sulla rupe nei giorni di Agosto. Non so cosa deciderò di fare, so solo che è morta una parte importante di me e dellla speranza che nutrivo nell’unica cosa pulita, veramente pulita di questa terra di procuratori della distruzione.

    giovanni ventre

    7 luglio 2011 at 3:35 pm

  18. Perché non vi chiedete “Perché”??

    La gran parte di voi “subisce” questa battuta d’arresto, ma è pronta a ricominciare, cambiando solo il luogo??

    Siete davvero ben strani, refrattari ad ogni insegnamento.

    Perché non vi chiedete “Perché”??
    Com’è che non vi chiedete “Come è potuto accadere”??

    EnzLu

    enzlu

    7 luglio 2011 at 3:55 pm

  19. Forse Franco, se ha modo -tempo-voglia- potrebbe spiegarci quest’ epilogo..se è vero che di epilogo si tratta.

    Lucrezia Ricciardi

    7 luglio 2011 at 4:46 pm

  20. i paradossi e il sarcasmo di Sergio non sono nell’autentico spirito della Comunità provvisoria ….il nostro amore praticato per Cairano ed i cairanesi resta integro e noi continuaiamo a coltivarlo dentro di noi con la stessa intensità e cura.Restano i fatti, i comportamenti e le responsabilità che ognuno deve esaminare nella sua coscienza….ora non è tempo di recriminazioni o rencriscimenti.Si è fatto quello che si è potuto per mettere in atto un compromesso accettabile da parte di tutti per delle divergenze che non sempre sono state praticate con generosità ed onestà.I “perchè” di Enzo-purtroppo- non aiutano nè a capire nè a stabilire torti e ragioni. Gli insegnamenti della vita e della storia non cambiano purtroppo la realtà….lo schiaffo una volta dato ed accertato non riesce ad ammorbirsi con le scuse o le ragioni…..è stato dato e bisogna prendere atto. Peccato che quelli che lo hanno dato con cattiva coscienza fanno spallucce o addirittura si “fanno vittime” .Noi dobbiamo coltivare la brace per poter continuare e riattizzare il futuro e ci dispiace per quelli che continueranno sulla strada scelta soero con consapevolezza senza la necessità di giustificazioni su eventuali responsabilità degli altri.Ad Enzo e agli altri non chiediamo spiegazioni o eventuali scuse gli facciamo i migliori auguri oer quel fanno e che faranno.Noi abbiamo delle convinzioni e delle idee che hanno e trovano alimento nella “paesologia” non come dottrina ma come stile di vita e un sapere difficile e provvisorio che si alimenta quotidianamente nel rapporto di cura di sè stessi edegli altri privilegiando i “piccoli paesi dalla grande vita”.Vogliamo costruire una comunità che progetta di individuare gli elementi vitali e dinamici di una cultura delle Colline e degli appennini che sappia trasformare un “abbandono e una offesa ” in una forza e una voglia di futuro nella denuncia delle incrostazioni storiche dei “grandi e piccoli poteri” che egoisticamente e autorefernzialemnte continuano a riprodursi a discapito delle persone singole edelle comunità periferiche geograficamente.Cairano e i Cairanesi non sono solo “il simbolo” di questo nostro viaggio in avanti nelle nostre terre nonostante la miopia el’egoismo reazionario epavido dimostrato dai suoi rappresentanti istituzionali.Non è un giudizio etico facile da formulare ma di generosità e lungimiranza politica che può essere definito non da noi che siamo stati ospiti generosi e leali ma dai cittadini che dovranno meditare sui comportamenti dei propri dirigenti istituzionali……noi con rammarico e dispiacere non possiamo che ringraziare tutti nessuno escluso, ma dobbiamo continuare la nostra strada che non è solo per noi ma tutti i cittadini dei piccoli poaesi della grande vita e delle colline per cercare assieme di definire ,idee e valori per un nuovo umanesimo che continui a mettere al centro gli uomini e non i poteri istituzionali,professionali e culturati……e questo l’abbiamo scoprto proprio a Cairano e sulla sua “rupe dell’utopia che resta sempre “il mito attivo e vivente” delle nostra storie comunitarie…..
    mauro orlando

    Mauro Orlando

    7 luglio 2011 at 4:52 pm

  21. caro franco ricordati che dalle parti di cuneo c’è vernante il paese con i murales di pinocchio che io ancora non ho visto. ti consiglio di farlo tu

    ilprinciperosso

    7 luglio 2011 at 5:02 pm

  22. Certo che e’ un epilogo. In questo momento penso a Elda, a quello che ha fatto per essere a cairano l’anno scorso. Almeno a lei dovrebbe chiedere scusa chi ha voluto questo epilogo.Elda e’ un dono troppo grande per questa terra.

    Arminio

    7 luglio 2011 at 5:10 pm

  23. D’accordo. Ci sono tanti paesi spopolati in giro per l’Italia (al Nord, al Sud, al Centro e nelle isole) da trasformare in “rupi dell’utopia” che si può sempre ripartire. Ciò non elimina la necessità di esprimere una valutazione su quanto accaduto.
    A Cairano, ho l’impressione che si sia consumata una specie di “lotta culturale” interna al gruppo degli organizzatori, di “battaglia delle idee” che ha visto soccombenti gli scrittori, i poeti, i filosofi, gli artisti in genere (in particolare i musicisti), a favore degli architetti e dei politici. Se è così, è una vittoria di Pirro. In quest’occasione gli architetti hanno visto finanziata la loro iniziativa che, se non ho capito male, è far diventare Cairano un “borgo giardino”. Beh, mettiamo che lo diventi. A chi interessa un “borgo giardino” se nessuna combriccola di novellatori (e novellatrici) decide di sceglierlo come luogo per le cento novelle da raccontare? L’Eden è diventato interessante perché si è consumata una tentazione, si è commesso un peccato, c’è stata una cacciata…
    Caro Sindaco, avete deciso di “cacciare” Franco Arminio da Cairano, ma questa “rupe dell’utopia” – proviamo a riflettere sulla grande differenza di significato fra le due metafore “borgo giardino” e “rupe dell’utopia” – è diventato un luogo della mente, soprattutto grazie a lui. Per carità, la sua ospitalità (e quella della Pro-loco, dei cairanesi, ecc) è stata meravigliosa; così come è innegabile il rilevante contributo economico di Dragone offerto al suo paese d’origine, ma senza Franco Arminio una persona come me, ad esempio, non sarebbe venuta a Cairano. Visitare un “borgo giardino”? Siamo seri: a Cologno da quarant’anni abbiamo un quartiere che si chiama vezzosamente “Garden city”…Voglio dire di parchi e giardini ce ne sono in giro per l’Italia e per il mondo. Per un motivo simile non sarei venuto a parlare nella Chiesa di San Leone.
    “E chi se ne importa!”, lei potrebbe dirmi. Ha ragione non sono un Umberto Eco della cultura italiana. Sono quasi uno sconosciuto (un po’ come lo era Cairano per me). Posso, però, assicurarla che la sera del 26 giugno del 2009, dopo aver messo per la prima volta piede nel suo paese e dopo aver cenato gratuitamente (il sottoscritto per le sue prestazioni ha usufruito solo di alcuni pasti gratuiti), ho pensato che fosse mio dovere restituire qualcosa a Cairano e ai cairanesi. Infatti, ho scritto e pubblicato sul blog di “Comunità Provvisoria” i miei “Appunti da Cairano”. Se questo nome è girato e gira nella Rete, lo si deve un po’ anche a me (lo dico senza nessuna pretesa).
    Come dicevo in un post o in qualche commento precedente, ne ho ricavato un libretto da regalare agli oltre 150 invitati alla festa del mio congedo dalla scuola. Ne ho donati una trentina, come “lettura estiva”, alle amiche e agli amici di “Moltinpoesia”, il resto l’avrei diffuso sulla “rupe dell’utopia”. Avrei promosso me stesso come autore? Certo. Avrei promosso, però, anche Cairano. Due quasi-sconosciuti che si davano la mano e si rafforzavano reciprocamente. Generosità e solidarietà.
    La cosa non sarà più possibile? Mi dispiace. L’utopia è caduta dalla rupe? Peccato. Ma così rimane solo la rupe.

    DONATO SALZARULO

    7 luglio 2011 at 5:18 pm

  24. @ D. Salzarulo,

    il Sindaco, la Proloco, i Cairanesi, io penso che non c’entrano alcunché in questa débâcle, che è tutta interna alla Comunità Provvisoria, o meglio è l’effetto della sua doppia natura, mai chiarita fino in fondo, mai cercata addirittura.
    La Comunità Provvisoria era “immateriale” per sua stessa scelta e si identificava di volta in volta, non come entità concreta ma come somma delle scelte dei singoli, nelle cose alle quali partecipava (se organizzate da altri) o nelle cose da essa promosse.
    In quanto immateriale usava simboli e partoriva cose ovviamente immateriali, ed in questo era imbattibile: Cairano 7x ne è la riprova! Mentre le cose materiali erano solo affidate alla iniziative e alla buona volontà di pochi esseri concreti.

    Se ci si riflette è solo la parte partorita dalla immaterialità della C.P. che non prende forma o si cala nel concreto, in questo caso: “il sogno non diventa realtà, il resto continua a funzionare perfettamente.

    Se la C.P. o chi la rappresenta non è riuscito a spiegare l’importanza della parte immateriale delle sue iniziative, non dipende da chi ascolta e non si convince (Sindaco, ProLoco, Cairanesi, ecc) ma può dipendere da chi parla e non convince (la C.P. e i suoi rappresentanti).

    Dire che eventualmente la responsabilità è sempre di altri che non “comprendono” è reazionario ed altezzoso: certe volte dipende da chi non sa far diventare ‘valore’ ciò che pensa, oppure anche che le cose che crede valori, ‘valori’ non sono.

    EnzLu

    enzlu

    7 luglio 2011 at 6:31 pm

  25. Grazie …..quando si parla dello “spirito offeso” di Cairano 7x si parla si pensa e si scrive come Donato ….continuiamo con questo stile … noi pretendiamo di essere “l’aristocrazia dell’Irpinia” “la coppola” l’abbiamo dismessa già coi nostri genitori …….nuie simme serie ..appateinimm ‘a vita!” una licenza poetica e una correzione al testo del grande Totò…….

    Mauro Orlando

    7 luglio 2011 at 6:32 pm

  26. giovanni adesso mi hai proprio scocciato, mi dai del falso anche quando dico cose vere. ma come ti permetti? ma chi sei? che vuoi da me? modera il tuo linguaggio con me, sei stupido anche se per sbaglio qualche volta dici qualcosa di intelligente…vai a quel paese…irpino!

    sergio gioia

    7 luglio 2011 at 6:50 pm

  27. i cairanesi si sono sentiti fuori da questa storia. abbiamo sbagliato.
    troppa è stata l’ansia di prenderci cura di quel paese. abbiamo dato per scontato che questo aprisse la strada ‘per principio’ alla condivisione di desideri e di passioni. è stato un errore.
    ma il mio rammarico non è tanto per il fallimento di questa nostra prima prova comunitaria, quanto piuttosto per la consapevolezza che al termine di un percorso pure segnato dalle nostre intelligenze migliori (la carissima elda) non resta traccia di un pensiero, un’idea, un’emozione comune.
    se oggi resta in campo solo il concept del borgo giardino vuol dire che in fondo siamo molto più irrimediabilmente lontani di quanto si potesse temere. in questo contesto, è un desiderio di importazione, come l’alluminio anodizzato che pure ha fatto proseliti in paese.
    non essercene accorti oppure non aver fatto nulla per trovare un punto di appoggio ci interroghi per il futuro.

    paolo

    7 luglio 2011 at 7:54 pm

  28. Scusate ma a questo punto smetto i panni dell’ospite e faccio un’entrata fallosa a piedi uniti.
    Ancora non so se ho titolo per parlare/scrivere su questo blog. Ma chissenefrega. Il post di Donato è quello che più mi aggrada: anche noi fino all’anno scorso non avevamo mai sentito parlare di Cairano. Se non fosse stato per Franco (conosciuto tramite Donato) noi non ci saremmo mai innamorati di Cairano, di Teora e dell’Irpinia d’Oriente in generale. Non avremmo mai pensato, per un anno sano sano, a cosa preparare per l’edizione del 2011. Non avremmo mai fatto il tam tam mediatico (su FB) creando l’evento dei 7 (dico 7) mesi di eventi. Io sono un musicista, faccio musica, canto le canzoni della mia terra e con questo mezzo cerco di comunicare/regalare (in un gioco di do ut des) a chi mi/ci ascolta. Le mie citazioni si rifanno a frasi di canzoni, non conosco Borges, Rimbaud, Celine. Ignoro chi abbia formulato il pensiero meridiano. Campanella per me è una punta. La città del sole è una catena di negozi con giochi intelligenti. Ma la rottura di scatole quella la conosco, eccome se la conosco. Se fossi tesserato con la CP questa sarebbe l’occasione buona per strappare in mille pezzi la mia tessera. Ma la CP era un’entità virtuale, utopica e ariosa (il museo dell’aria). Era. Ora, per me/noi, tutto questo non ha più senso. Non ho mai capito tutte le lotte intestine che si sono consumate durante i mesi trascorsi. Ho sempre avuto l’impressione che quello che io/noi leggevamo su CP fosse solo la punta dell’iceberg. Il non detto (o detto in altra sede), i sottili giri di parole, gli arguti interventi non mi hanno mai aiutato a capire cosa veramente stesse accadendo. Non so se a voi è mai capitato di leggere “Lotta Comunista”. A me si e non l’ho mai capito. Ma proprio non ho mai capito il significato degli articoli. troppi concetti astrusi e paroloni per membri del CC del Cremlino. CP, a tratti, mi è sembrata come il giornale citato. Anche il primo post (provocatorio?) di enzlu (quello in cui chiede se ci si è chiesto perché) mi ha lasciato stranito. Scommetto che enzlu sappia il perché. Lo invito, con estrema cortesia, a volermelo dire, questo perché. Se io/noi non suoneremo più per i Cairanesi devo sapere il perché. Perchè da quello che ho letto non ci ho capito una acca. Anche la risposta di enzlu a Donato non l’ho capita. Il mio livello culturale è molto basso, lo ripeto. Ma con questa tipologia di scritti non sono affatto aiutato a crescere ed a capire. Perdonate lo sfogo ma quando ce vò, ce vò. E se questo è un mio/nostro commiato definitivo da CP sarà solo Franco a farci decidere. Noi abbiamo messo la nostra arte a disposizione di Franco e Cairano 7x. Ovunque Franco deciderà di fare una nuova Cairano, Calitri, Poggibonsi, Marotta, 7x noi ci saremo.
    Franco Ventimiglia, Direttore Artitico e Musicista di Scala Minore Napoletana

    Scala Minore Napoletana

    7 luglio 2011 at 8:03 pm

  29. Insomma…non si fa più niente ad agosto?

    Luigi Capone

    7 luglio 2011 at 8:20 pm

  30. @sergio
    Hai ragione per quanto riguarda Cairano, di sicuro è un paese poco passeggiabile, però dobbiamo anche ammettere che spostare l’evento in Molise o in Puglia sarebbe una sconfitta per questa terra, semplicemente, agli irpini non può che far dispiacere.

    Luigi Capone

    7 luglio 2011 at 8:28 pm

  31. Sperando che non mi si chieda nuovamente di rimuovere il mio commento come avvenuto in data 20 giugno da parte di arminio, offro alla vostra riflessione le mie valutazioni rispetto alla deriva registrata nei giorni scorsi nell’ennesimo tentativo di trovare un punto di incontro fra cairano e la c.p.. Come ho sempre fatto, mi esprimo con semplicità e franchezza, tralasciando alcune illazioni sugli amministratori di cairano che davvero trovo misere; il vizietto ricorrente da parte di qualche comunitario di ritenersi possessore della verità e di poter giudicare “ex catedra” chiunque, lo trovo un atteggiamento di grande arroganza. Ma veniamo subito al dunque. Le diverse posizioni che con la mediazione di angelo hanno trovato la sintesi nei due segmenti borgo giardino e rupe dell’utopia, ci lasciano un solo inequivocabile messaggio: il progetto della C.P. sottoforma di pacchetto stagno e autoreferente arrivato senza tener conto delle cose dette in precedenza e dei suggerimenti di dragone in belgio a settembre 2010, non ha trovato nei cairanesi, nei saggi e in franco dragone stesso nessun entusiasmo. Ci è stato inviato con una e-mail senza nessuna condivisione e senza la possibilità di magari correggere il reiterato errore di ingolfare i 4 giorni di presente e di eventi con alcuni appuntamenti che ancora una volta iniziano in orari favorevoli per i soli comunitari o per pochi curiosi fuori da cairano. Voi continuate a credere su un progetto la cui supposta riuscita è direttamente proporzionale alla qualità e alla quantità dei protagonisti. Questo è sicuramente un grosso risultato in termini di visibilità per il paese ma non crea nessuna motivazione strutturale a tornare a cairano a partire dal giorno dopo gli eventi. Bisognerebbe spiegare il concetto di sindrome del giorno dopo a molti di voi. Non è che col borgo giardino potremo registrare una risposta immediata che reinverta la condizione di decrescita del paese, ma sicuramente è un progetto che nella sua dinamica porta a realizzare un’opera concreta, visibile e fruibile. Salzarulo che ha tutta la nostra stima e simpatia, per come inquadra il progetto, dimostra (non è una colpa) che non ha nessuna conoscenza di quello che dovrà essere il borgo giardino, ma come altri comunitari cade nell’errore di ritenere la propria idea la sola ad essere valida. Da qui la competizione sui due progetti, fino alla pretesa di avere stesso spazio, gli stessi soldi, la stessa visibilità ecc. a partire da franco dragone quest’anno si è fatta una scelta chiara che non era ad escludendum delle proposte di arminio ma che necessariamente dovevano essere complementari e integrate. Il vostro limite, scusate una piccola presunzione, è stato quello di vivere questo nuovo approccio alla manifestazione come la volontà di limitare, escludere, censurare, o addirittura “cacciare” come stupidamente qualcuno scrive. Ho la piena convinzione che il ruolo di vittime e di incompresi sia la pratica che più sublima alcuni comunitari ma credevo davvero che alla fine il livello della discussione si sarebbe elevato. Il risultato, a mio modesto parere, è che si continua a dare la colpa ad altri e non si ha la lucidità o la volontà di fare anche un esame di coscienza. Enzo luongo ritengo abbia posto una serena e intelligente domanda come la vorrebbe porre un ragazzo di cairano o il sindaco stesso. Senza una risposta pulita e incondizionata, il risultato è uno solo: che il sindaco, la pro loco, i saggi, il paese e finanche dragone non solo non hanno compreso il progetto ma lo hanno addirittura boicottato. Noi a cairano abbiamo avuto la conferma che quando la c.p. si è trovata a discutere di un progetto concreto ha deviato sulla strada già collaudata del fare filosofia, del dire cose, del sognare un luogo di bellezza interiore ed esteriore abitato da fratelli misericordiosi, clementi e accoglienti. Poteva pure farsi ma si poteva realizzare solo con 25.000 euro che il sindaco doveva garantire sull’unghia ed è colpa sua, a questo punto, se non ha convinto nessuno a impegnare questa somma per la rupe dell’utopia. Se vi può far stare meglio, la colpa me la prendo tutta io. Purtroppo nel ruolo di raccordo col mecenate, sono riuscito a svilire tutto quello che di buono stava preparando la c.p. e non sono stato capace di assicurare al progetto più di 10.000 euro già disponibili, oltre ai pasti e pernotti gratis e ai server pagati dalla proloco. Alla fine lo spirito del dono, della clemenza, e l’umanesimo delle montagne passa sulla necessità di avere almeno 25.000 euro da spendere in 4 giorni. L’ho già detto ad arminio, dragone per le conoscenze che ha avrebbe potuto far venire gratis a cairano al gore a parlarci di ambiente e di ecosostenibilità o celine dion a fare un concerto. Lui, come noi, ritieneo che queste presenze (analogamente a scrittori o poeti di grido) sono valide solo se inserite a sostegno di un progetto più materiale e di eccellenza . Questo occorre a cairano per salvarsi. Perché dovrebbe muoversi una persona e venire a cairano? Per l’aria buona? (c’è anche a laceno e bisaccia) per la cucina? (ce né tanta sul territorio), per il campanile e il borgo? (ce ne sono un’infinità in campania e in italia) per il folklore? (zi carminuccio non basta) o perché qualche mese prima qualcuno ha parlato di un museo dell’aria che può nascere ma che non esiste ancora?. Cosa trova di singolare a cairano? Ora quasi nulla ma ci sono grandi potenzialità inespresse nelle pietre del paese e sulla rupe. Le cose uguali non generano turismo. In italia ci sono centinaia di festival dove si susseguono presenze illustri e artisti di fama. Il giorno dopo le esibizioni torna la desolazione. Ecco perché dragone insiste sul borgo giardino: perché questa realizzazione, animata coi cairanesi, gli studenti, (peccato non avete colto il valore della loro presenza gioiosa e vivace anche in termini di idee), gli artisti del territorio, se pur in un periodo medio lungo (lui calcola 5 anni) produrrà quella eccellenza che porrà il paese nella condizione di possedere una cosa unica o particolare. Come sarebbe stato bello se a questa idea si poteva intrecciare il museo dell’aria, la rupe dell’utopia. Continuate a dire che i due segmenti non sono slegati, invece non credo sia così. Ognuno va per la sua strada e ne è la prova il totale disinteresse già nei commenti e nella discussione sul blog. Senza parlare delle presenze dei comunitari a cairano per finire alle offese personali a chi ha animato il progetto. Franco arminio è stato in giro per l’italia per il suo lavoro e anche per ricordare cairano in altri luoghi, lo so e ne apprezzo sinceramente la passione ma il resto è stata tabula rasa. Questa situazione mi ha messo in una condizione di grossa difficoltà coi cairanesi, con la pro-loco, coi saggi e dragone perché io ho cercato di difendere una vostra idea. Purtroppo ho sbagliato e ne sto pagando le conseguenza anche in termini di credibilità. Il risultato è che noi ci facciamo il borgo giardino, voi avete rinunciato alla rupe dell’utopia anzi franco vi ha comunicato che non essendoci soldi sufficienti tutto crollava. O forse questo non è stato detto! Con molta franchezza, anch’io sono amico di platone ma la verità mi è più cara. Luigi

    luigidangelis

    7 luglio 2011 at 10:49 pm

  32. Condivido ed apprezzo il commento del Sindaco D’Angelis in ogni periodo, frase, parola e segno di punteggiatura. E lo ringrazio, io che non ho preso parte a questa avventura, per la lezione di chiarezza e serena forza usata. Imparo e se imparo sono vivo.

    Mi dispiace veramente per chi è sempre “pronto a ricominciare”, baldanzoso ed altezzoso, per le persone che “ragionano” (a modo loro) sulle cose che accadono o che non tollerano “la verità” elementare e lampante dei fatti. Ora esse sono servite. Devono prendere questa badilata in faccia (l’annullamento di un pezzo di programma) e ripensare con umiltà alla supponenza che hanno usato nel giudicare gli eventi, gli indigeni dell’irpinia, i vicini e i lontani (dai gruppi di comando). Imparino e se imparano sono vivi.

    @ Scala Minore Napoletana
    quando di fronte a un fallimento si devono raccattare i cocci di cose per noi preziose, credo che chi lo fa dovrebbe chiedersi, cosa è accaduto (senza infingimenti), perché è accaduto (guardando in faccia la realtà) e come è potuto accadere (non negando mai i fatti). E’ banale principio di vita quello che dico, quindi niente di importante, ma certo chi non lo fa, è un baro. Anzi secondo me è il peggiore dei bari: è uno che è capace di barare pure al solitario!
    Io non conosco la risposta ai perché che in altro commento ho posto. Non posso conoscerla perché non ho partecipato ai fatti e grazie a dio nessuno, in altri modi, mi ha messo a parte dei fatti.

    Io sono ‘innocente’. Cinico come sono potrei dire che neanche mi interessa sapere. Posso immaginare, ma non posso dire perché sarebbe bastardo. Come altri starò ai fatti e quelli detti dal Sindaco sono chiari.
    Innocenti lo sono anche quelli come te/voi che desideravano portare la loro arte a Cairano 7x. Usando una frase in voga ultimamente, voi siete solo “gli utilizzatori finali” di Cairano 7x, quindi siete ancora senza responsabilità.
    Quanto alla risposta che ho dato allo scritto di Salzarulo, devo qui aggiungere per te che essa è la sintesi di tre anni in cui ho scritto sulla natura e sui limiti della C.P. Se andassi a leggere i miei commenti nel post di Mercuzio “Scusate la mia capa tosta” ne troveresti le ultime tracce.

    Un’ultima cosa: quando i miei alunni cairanesi, mi hanno chiesto perché per tre anni ho pubblicizzato a scuola e fuori “Cairano 7x” ma ho evitato accuratamente di organizzarlo, o venire, o comparire, pur essendo uno che crede nella C.P. ho sempre risposto che “il dono del finanziamento delle iniziative da parte di un privato è troppo prezioso, rispetto al nulla dato dagli enti locali, e che mi vergognavo (e mi vergogno) di consumarlo “tra le nuvole e in sogni” “. Ecco vedi se ti può bastare, perché altro non saprei dirti.

    p.s. Dalla madre di mia madre, “Zia Cìa la Carianès”, da cui discendo, ho avuto in dote un quarto del mio sangue con i caratteri cairanesi. Lo sento tutto.

    EnzLu

    enzlu

    8 luglio 2011 at 1:00 am

  33. ..tre anni fa , quando fissammo uno dei primi appuntamenti a Cairano, con amici di Avellino, arrivammo a Caivano..ora mi chiedo quale campagna promozionale e a quali costi avrebbe restituito se non altro identificazione geografica a questo luogo comparabile al lavoro di Franco Arminio? ..(e suggerisco a tutti di abituarsi all’uso del maiuscolo quando lo si cita)
    un arrivederci a tutti i cairanesi che porto nel cuore.
    federico iadarola

    federico iadarola

    8 luglio 2011 at 2:01 am

  34. Una risposta è dovuta a Luigi’ prima di tutto per la chiarezza delle sue ragioni di amministratore della comunità cairanese e per una non formale cortesia e correttezza verso chi ha fatto comunque uno sforzo intellettuale e concreto nei nostri riguardi .Scelgo volutamente un piano formale di risposta dal momento che lui ha scelto questo piano.Comunque tengo a precisare che avrei preferito quello umano,sentimentale e personale a quello istituzionale e razionale.Ma tantè rileviamo le differenze rispetto alle esperienze umane positive.
    Anche tra di noi , purtroppo, si è discusso poco e spesso scambiato la distinzione , la differenza e il confronto di idee e di opinioni come contrapposizione tout court. Si è scelta in alcuni casi la strada più comoda della piaggeria e del conformismo .Non era questo nei nostri intenti iniziali quando ci siamo uniti,convinti che la Comunità provvisoria dovesse dare un suo contributo e fare una esperienza concreta personale comunitaria in un paese in particolare e con i suoi cittadini e secondo le modalità,le sensibilità e i criteri metodologici e valoriali della “paesologia” che per comodità espositiva la si contrapponeva a tutte le forme valide e non valide di “paesanologia” . Abbiamo dato per scontato la difficoltà oggettiva e soggettiva di una pratica di politica culturale di nuovo tipo potesse avere ragioni solo per la sua bontà intrinseca ,presunta o reale che sia . Le semplici Pretese di Platone nei suoi infruttuosi e disastrosi viaggi a Siracusa avrebbe dovuto servirci come monito ed insegnamento! Ma solo chi non fa errori non sbaglia mai. Abbiamo dimenticato che lo stesso termine ‘politica’ nella nostra origine greca fa riferimento sia al termine ‘pòlis’ che ‘pòlemos’ . E’ il dialogo, quando non è l’esposizione drammatizzata di una convinzione già compiuta e indiscutibile, è soprattutto un esercizio di sapienza in cui ognuno mette alla prova prima se stesso e,soprattutto, mette l’interlocutore nelle condizioni di capirlo e accettare o rifiutare le sue analisi e considerazioni.Il vero sapere non si risolve solo nel sapere analizzare ma soprattutto nel sapere rispondere esponendosi in prima persona. Ciò significa che nessuno riuscirà ad essere sapiente nell’isolamento, ma solo nella frequentazione e nel quotidiano dialogo con i propri concittadini. Ho già detto in altre occasioni, aimè frainteso, che ogni persona al di là dei ruoli e delle funzioni , soprattutto quando ha idee e convinzioni diverse e contrarie alle nostre, appare nelle vesti di altro solo agli occhi di una mente autoritaria e totalitaria e quindi stupida. Questa è “la politica”, classica e moderna, basata su un individualismo attivo e consapevole che costruisce cittadinanza all’interno della ‘pòlis’e nel confronto con gli ‘altri’.Rivolgendosi a Fedro che lo sta conducendo fuori dalle mura della città, Socrate, il saggio, dirà : “io amo imparare, ma la campagna e gli alberi nulla mi insegnano; imparo invece dagli uomini della città”.Questo abbiamo fatto soprattutto per amore della nostra terra evitando la nostalgia regressiva e consolatoria ma come richiamo di una memoria fatta di passione e razionalità utile per continuare a costruire il futuro delle persone dei giovani in particolare non da utilizzare come sfondo o pubblico ma come soggetti consapevoli ed attivi. Come sempre quando non si vuole pensare senza azioni concrete un eccesso di cautela e di ingenuità nel far valere le nostre ragioni ha rischiato di consegnare il frutto del nostro impegno nelle mani meno adatte. Dalla tua lettera io rilevo una convinzione propedeutica a tutta la tua analisi ,per me errata, che il patrimonio umano, culturale e politico dei comuunitari sia un ‘frutto’ , un ‘prodotto’ o un ‘contributo’ del solo passato e che la discriminate per l’immediato futuro è data solo dalla tipologia dell’ acquirente “elettorale” meritorio e legittimato. Non voglio entrare nella discussione delle presunte o veritiere intenzioni di Dragone perché non sono abituato a fare l’esegeta o l’ermeneuta di idee e proposte che non ho letto o sentito di persona. Per metodo e cultura faccio fatica ad accettare supinamente anche “le leggi “ che Mosè dice di aver ricevute sul monte Sinai nientemeno che dalla diretta voce di Dio per la nostra salvezza! La salvezza è un fatto personale e ognuno con i suoi limiti e difficoltà la costruisce con il suo semplice contributo su questa terra e con gli uomini in carne ed ossa.Tuttavia io rispetto la volontà altrui e le loro idee ma pretendo anche rispetto per le mie e per quelle di tutti comunitari .E non mi piace sempre stare con chi ha ragione ma anche col torto.Pirandellianamente lasciamo gli artifici delle ragioni al solo artificio letterario a chi non ama esporsi e mettere in discussione le proprie ragioni ma anche convinti che il linguaggio e le ragioni della politica praticata sono per necessità legate ai “pensieri corti” noi cerchiamo di lavorare intellettualmente e concretamente sui “pensieri lunghi” ,sugli ideali, sui sogni, sui sentimenti e sulla fantasia.Non è di per sé un merito ma una scelta di vita e di pensiero e crediamo ostinatamente nelle nostre ragioni anche nel rispetto a scelte diverse e contrapposte.Noi abbiamo il dovere verso noi stessi e la nostra terra d’Irpinia di continuare a “sbagliare” a modo nostro ma a questo punto siamo infastiditi da “tutti i Soloni” dle “ve l’avevo detto”, “lo sapevo”…. che voglio richiamarci ai nostri difetti ed errori senza fare un minimo sforzo di discutere nel merito anche le nostre idee ,convinzioni ed azioni quando sono complesse ,complicate e difficili da interpretare e capire.Ognuno per la “propria strada” e amici come prima senza registri,cattedre o matite rosso-blu…….per favore.
    Comunque grazie di tutto al Sindaco, alla proloco e soprattutto ai cittadini di Cairano….tutti nessuno escluso.
    Con amicizia vera e soprattutto rispetto.
    mauro orlando

    Mauro Orlando

    8 luglio 2011 at 7:36 am

  35. @ luigideangelis….Perché dovrebbe muoversi una persona e venire a cairano?
    È cairano che si è mosso e ritorna attraverso la presenza di chi gli dona visita.

    @….qualche mese prima qualcuno ha parlato di un museo dell’aria che può nascere ma che non esiste ancora?
    Il museo nasce ogni volta che un visitatore sale sulla rupe perché è lui il museo del dell’aria.

    fabnig

    8 luglio 2011 at 7:54 am

  36. ieri sera marco revelli dialogando con carlo petrini ha detto che l’esperienza della comunità provvisoria in irpinia e quella di riace in calabria sono dei modelli a cui tendere.
    oggi parliano dell’italia che riparte dai margini
    e domani insieme a elda avremmo dovuto parlare di comunità provvisoria. purtroppo elda non è qui e questa è la cosa che mi addolora.
    elda aveva, tra l’altro, fatto una cinquantina di mail agli amici di noci per il loro arriva a cairano (e il comune aveva fatto una delibera per la giornata).
    mi sono comprato un piccolo portatile e da qui finisco di mandare le mail per avvisare gli oltre cento ospiti e le moltissine persone che mi avevno detto di voler venire a cairano. per ora mi fermo qui.

    una piccola nota per mario festa: iera sera antonella tarpino esprimeva ammirazione per il carro dei migranti.

    Arminio

    8 luglio 2011 at 9:32 am

  37. di tutta questa storia qualcosa l’ho capita: abbiamo tutti un elemento in comune nessuno di noi vive a cairano! meglio che ce lo ricordiamo: dal sindaco fino all’ultimo dei turisti.

    sergio pag

    8 luglio 2011 at 10:28 am

  38. Caro Sindaco, a scanso di equivoci, non mi ritengo possessore “della verità”. Di qualche piccola verità, però, sì. Un poeta, uno scrittore, un affabulatore, un visionario trasforma un paese sconosciuto in un mito: “la rupe dell’utopia”, il “museo dell’aria”, “l’umanesimo delle montagne” ecc. ecc. E si ritiene che questo non sia un lavoro. Lei provi a rispondere alla domanda di Federico Iadarola: «quale campagna promozionale e a quali costi avrebbe restituito se non altro identificazione geografica a questo luogo comparabile al lavoro di Franco Arminio»? Difficile quantificare. Ho l’impressione che il contributo generoso di Dragone non sarebbe stato sufficiente: Cairano ha incassato e incassa uno straordinario “capitale simbolico”, che mille amministratori – con tutto il rispetto per gli aministratori (lo sono anch’io!) – non avrebbero potuto mai produrglielo. Economia immateriale? Sì, economia immateriale, caro Luongo. Nel tempo della Rete questa è un’economia fondamentale. L’assurdo è che la si vorrebbe gratuita e i suoi produttori (poeti, scrittori, filosofi, artisti, musicisti, pittori) dovrebbero elargirla continuamente in dono. “Salzarulo, cosa hai letto le tue poesie?” “E meno male che te le abbiamo fatte leggere! Dovresti rigraziarci per lo spazio che ti abbiamo dato!” Tutto viene letto come fosse soltanto un continuo lavoro di Narcisi. Quando Lei scrive “Il progetto della C.P. sottoforma di pacchetto stagno e autoreferente…” vuol dire esattamente questo. Cosa pretende quel grande Narciso di Arminio? Non è contento della vetrina che gli abbiamo offerto? Caro Sindaco, si rende conto che il sottoscritto, piccolo Narciso!, ha regalato oltre sessanta pagine di lavoro scritturale a Cairano? Se fossi stato un architetto, un ingegnere, uno specialista di marketing, un economista, quanto mi avrebbe dovuto pagare? Nella “battaglia delle idee” in corso a Cairano è questo il punto centrale: la cultura umanistica (delle montagne o delle pianure, dei fiumi o del mare) è sconfitta. Purtroppo non è sconfitta solo a Cairano. Questa rupe per due anni ha fatto un tentativo, ha cercato di volare alto, di inventare qualcosa di nuovo, di essere un altro Sud. Si torna indietro, si torna al vecchio.
    Lei, caro Sindaco, ammette che in due anni il suo paese ha incassato «sicuramente un grosso risultato in termini di visibilità» , ma si duole che non si crei «nessuna motivazione strutturale a tornare a cairano a partire dal giorno dopo gli eventi. Bisognerebbe spiegare il concetto di sindrome del giorno dopo a molti di voi.» Me la spieghi. Ma l’ho capita benissimo. Lei davvero crede che basti trasformare Cairano in un “borgo giardino” per sfuggire a questa sindrome? Che, essendo un’opera concreta visibile e fruibile, possa reinvertire “la condizione di decrescita del paese”? Ho molti dubbi e, francamente, questa speranza mi sembra meno concreta e realistica di quell’altra. Un giovane studente che si laurea in biologia o chimica non resta a Cairano… La “rupe dell’utopia” permetteva di accendere almeno una volta all’anno il sogno di Cairano e consentiva a tanti provenienti dai luoghi più diversi di incontrarsi, di familiarizzare con chiese, tigli e strade, case e abitanti; il “borgo giardino” dovrebbe diventare un’attrazione, un’eccellenza, una realizzazione “singolare” che richiami turismo, sviluppo locale. Singolare di che? Cosa c’è di singolare in questo progetto? Per me l’unica singolarità di Cairano è il progetto originario, prevalentemente di Franco Arminio, nominato “Cairano 7x “. Comunque, vi auguro di trasformare la rupe in un “borgo giardino”. Io oggi pomeriggio prendo la macchina per andare a Brunico, una cittadina che non ho mai visto. Ci vado perché c’è un’amica che mi aspetta e le donerò il libretto coi miei “Appunti da Cairano”. Le Dolomiti sono una meraviglia della natura. Per quanto importante, però, la bellezza dei luoghi per me non rappresenta la principale ed unica ragione di un viaggio.

    Donato Salzarulo

    8 luglio 2011 at 11:31 am

  39. @ Sergio:
    Sinceramente non posso che commiserarti.

    giovanni ventre

    8 luglio 2011 at 11:50 am

  40. commiserami pure, basta che non rompi

    sergio gioia

    8 luglio 2011 at 12:08 pm

  41. @ sergio pag….di tutta questa storia qualcosa l’ho capita: abbiamo tutti un elemento in comune nessuno di noi vive a cairano! meglio che ce lo ricordiamo: dal sindaco fino all’ultimo dei turisti.

    Venite. Qua c’è posto. Liberi di scegliere la forma, saltuaria, parziale…provvisoria. L’importante è avere tra le mani la chiave che apre una porta. È necessario fare spazio dentro, solo così si riesce a restare in equilibrio dentro al grande spazio che c’è fuori…venite ad abitare quest’oriente arminiano

    fabnig

    8 luglio 2011 at 12:17 pm

  42. Vorrei ribadire un concetto che mi è molto chiaro, e sono certo che lo è anche per molti di voi:
    nonostante dragone, il sindaco etc… cairano non è mai esistita
    c’è un lavoro che viene prima della cp e di cairano7x, un lavoro che ha fatto FRANCO ARMINIO, eroicamente, da solo e che continuerà a fare nonostante tutto
    è un vero peccato non riconoscerlo
    il sindaco nel commento dice tante cose….
    Io dico mah !?!?!?

    luciano

    8 luglio 2011 at 12:20 pm

  43. Condivido senza riserve ed apprezzo quello che hanno scritto il Sindaco di Cairano ed Enzo Luongo. Inoltre, esprimo pubblicamente il mio supporto ed approvazione per tutto quello che hanno fatto e faranno il sindaco, la pro Loco, ed Angelo Verderosa per Cairano 7x. Infine ringraqzio tutti coloro che sono venuti a Cairano ed hanno organizzato o contribuito al successo di 7x, anche quelli che non ci ritorneranno.

    Aggiungo poi che alla base della situazione in cui siamo ci sono purtroppo i soldi e dico “purtroppo” perche’ dovrebbe essere una cosa evidente, ma mi sembra che in tutti questi discorsi ce ne stiamo scordando. Uno scrittore francese ha scritto, piu’ o meno: “I soldi non rendono felici, ma preferisco piangere in un palazzo piuttosto che sotto un ponte di Parigi.”

    Raffaele Ruberto

    8 luglio 2011 at 12:27 pm

  44. C’è una parola bellissima. Si chiama “riconoscenza”. In tutta questa storia di parole ne sono state pronunciate così tante da capirci poco o niente, ma è venuta meno per intero questa parola: riconoscenza.
    Altri modi di dire riconoscenza sono: gratitudine, riconoscimento e ringraziamento.

    Grazie Franco

    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    8 luglio 2011 at 2:03 pm

  45. Peccato. Peccato. Peccato. Tre volte peccato.

    Peccato perché a Cairano, nei giorni del “7X”, si respirava un’aria nuova, di rinascita, di richiesta di futuro e di accoglienza nel passato e tutto si teneva.

    Peccato perché era qualcosa di unico, a suo modo, perché era una festa nella quale ci si sentiva tutti partecipi, si dormiva tra fratelli, si guardava insieme la bellezza. Si celebrava il compleanno di una terra. E a questa terra venivano portati doni importanti per la sua festa: saperi, arte, musica, impegno civile.

    Peccato perché non hanno sentito questo regalo e questa rinascita e hanno voluto fare a meno di ciò che portavi a queste persone. Hanno spento i riflettori della poesia e sono tornati nel buio. Peccato perché non ti hanno capito, caro Franco.

    Stelvio Di Spigno

    8 luglio 2011 at 2:24 pm

  46. …..Ogni nuova realtà estetica ridefinisce la realtà etica dell’uomo. Giacché l’estetica è la madre dell’etica. Le categorie di «buono» e «cattivo» sono, in primo luogo e soprattutto categorie estetiche che precedono le categorie del «bene» e del «male»……….*

    JOSIF BRODSKIJ, Un volto non comune
    Discorso per il premio Nobel

    Lucrezia Ricciardi

    8 luglio 2011 at 2:55 pm

  47. La matassa continua ad ingarbugliarsi e i nodi stanno diventando inetricabili anche per la fine punta del miglior arcolaio. Invece di contiuare a porre barricate e distingui, infruttuosi a mio modo di vedere per l’una e per l’altra parte, cerchiamo in qualche modo di porre in atto una tregua e di metterci a lavorare affinchè si possano coniugare nel migliore dei modi il pensare ed il fare, anche perchè le due cose stanno sempre insieme. Chi come me è entrato in C.P. perchè attratto da questa nuova idea di condividere sogni e realtà in un luogo che è di per se magico, prova disgusto e fatemelo dire vergogna per come la cosa stia precipitando.Non stiamo certamente offrendo il meglio di noi. Mettiamo insieme la voglia di “costruire” di Dragone e la fantastica utopia di Franco Arminio. Ci vorrebbe per dirla in “politichese” una sorta di compromesso storico. Incontriamoci sulla “rupe” e buttiamo di sotto rancori e incomprensioni, Lo so che è più facile distruggere che costruire, che ognuno di noi si porta dietro il fardello di centinaia di generazioni che hanno caratterizzato la vita di questi luoghi, che da sempre simo stati dominati e che probabilmente continueremo ad esserlo ma in nome di una libertà che ci spetta deponiamo le armi del sospetto, della indifferenza, della superbia e costruiamo un mondo, un piccolissimo mondo di fraternità, di condivisione, di rispetto. Non sono capace, credetemi, di pensare ad una comunità provvisoria smembrata dalle fauci di lupi impazziti che all’improvviso iniziano ad azzuffarsi famelicamente per spartirsi il niente. Perchè cari amici da questa scellerata guerra ci rimarranno solo le macerie, macerie come quelle che ci regalò il fato in quella sera del 23 novembre 1980. Abbiamo visto tutti cosa è accaduto dopo, la morte di una intera comunità. perchè anche i sopravvissuti allo spaventoso tremare della terra erano di colpo diventati dei non viventi, intere comunità distrutte, divise sul come gestire la “ricostruzione”. Sto rivivendo con terrore quei momenti, sento quel vento sinistro spirare dinuovo su questa terra e questa volta sono ancora più spaventato perchè so che le case rimmarrano intatte ma morirà per sempre in molti di noi la speranza, la speranza di un nuovo umanesimo, di una comunità che nel bene e nel male è riuscita a mettere insieme tante individualità e tante competenze, perdere una tale ricchezza è un vero e proprio suicidio che viene perpetrato in nome di una diversità di vedute che a me sinceramente sa tanto di vecchio. Un detto dice che un uomo che trovata la moglie a letto con l’amante decide per farle dispetto di evirarsi…

    giovanni ventre

    8 luglio 2011 at 3:01 pm

  48. Non ho mai conosciuto Giovanni Ventre; ma devo dire che quanto esposto nel commento qui sopra è da me condiviso, soprattutto in quell’accostamento che egli fa con l’evento del 23 novembre 1980. Da quel sisma non sono derivate solo conseguenze ‘esistenziali’ ma si sono innescati processi psicopatologici, soprattutto collettivi che determinano poi le ‘anomalie’ comportamentali degli individui, anche quando gli stessi sono mossi da intenti sicuramente etici e da una profonda esigenza di condivisione. Il problema sta nella ‘comunicazione’; essa è sicuramente distorta e poi del tutto coartata da una non ancora sopita tendenza perversa alla ‘autodistruzione’ del proprio io sociale.
    Antonio Imbriano
    da Monza e da Sant’Angelo dei Lombardi

    Antonio Imbriano

    8 luglio 2011 at 3:14 pm

  49. dopo le parole di Donato bisognerebbe avere il coraggio intellettuale di fare silenzio…..tuttavia voglio esplicitamente rivolgermi ad angelo(silenzioso ma presente operativamente) luigi,tonino, e raffaele (che avuto l’ingenuità onesta di ringraziare solo loro per quello che si è dato a Cairano in questi anni !) non c’è bisogno di ipocrisia per difendere le proprie decisioni……molti degli interventi esprimono riconoscenza a Franco per tutto quello che fa per L’irpinia e per Cairano in particolare in giro perl’Italia con i suoi scritti e le sue testimonianze.Non ha bisogno modesti estimatori ma sicuramente non è giusto avere anche modesti detrattori ( i soldi del sign.Ruperto derubrichiamolo per carità nell’incidente di stile!) Nessuno di noi ha mai pensato di quantificare il valore del nostro “dono” dato o ricevuto .Ma per uscire fuori dagli equivoci bisogna afre ancora un atto di chiarezza e di onestà (uso volutamente queste due parole) nn costrigeteci a disertare questo spazio di democrazia pulita e abbiate la compiacenza di non usare il nome Comunità provvisoria per operazioni che sono per niente comunitarie e non condivise nella “provviosrietà” Spero non vagliate frane un problema formale e giuridico per non cadere oltre che nello scorretto nel …..ridicolo.
    Tuttavia non sono questi i veri problemi per l’immediato futuro…..la Comunità provvisoria vive e continua nonostante le incomprensioni e le riserve di chi veramente non l’ha mai vissuta col cuore e con la passione.
    che meritava e su cui si è costriuita in questi anni anche rischiando di sbagliare ma con lealtà e disinteresse….
    mauro

    Mauro Orlando

    8 luglio 2011 at 3:18 pm

  50. Perché dovrebbe muoversi una persona e venire a cairano? Cosa trova di singolare a cairano?
    Ecco, per quanti come me hanno fatto decine di puntate a cairano, dentro queste domande c’è solo la misura dell’indiscutibile talento ‘po(i)etico’ di franco arminio.
    Ora che questo sia evidente per chi guarda la rupe dal basso e nascosto a chi ci sta sopra è un dato di fatto, un pò paradossale, un pò sconcertante e per certi versi inaccettabile. Ed è solo per addomesticare la malinconia che ne viene se – inascoltato il consiglio di mauro – aggiungo parole inutili, aspettando il tempo galantuomo e i suoi giudizi…

    paolo

    8 luglio 2011 at 4:16 pm

  51. segnalo sul corriere del mezzogiorno di stamane, a firma di arminio, il miglior articolo paesologico di tutti i tempi, su Pagani

    sergio gioia

    8 luglio 2011 at 4:31 pm

  52. in questi giorni siamo molto tristi ma fiduciosi……le parole le abbiamo consumate tutte gli aggettivi sono cattivi e pesanti …….proviamo con un pò di buona musica…..

    Mauro Orlando

    8 luglio 2011 at 7:25 pm

  53. però infondo Cairano esisteva anche prima di 7X

    Luigi Capone

    8 luglio 2011 at 7:29 pm

  54. ed esiste anche ora che Cairano 7X è andato a puttane insieme ai poeti, io ci andavo prima per bere una birra sulla rupe e ci andrò pure in futuro.

    Luigi Capone

    8 luglio 2011 at 7:33 pm

  55. @ Mauro Orlando: per favore nota che ho scritto “ringrazio tutti coloro che sono venuti a Cairano ed hanno organizzato o contribuito al successo di 7x, anche quelli che non ci ritorneranno.” Non e’ stato un lapsus se non ho scritto “7×11”. In quanto ai soldi poi, ti faccio notare che se ci fossero stati i soldi per fare quello che tutti volevano fare ora non saremmo a questo punto. Se per te parlare di soldi significa mancanza di stile, non ci posso fare niente. In ogni caso non ho bisogno di carita’. Mi fermo qui perche’ condivido tutto quello che dice Giovanni ventre e non voglio complicare ancora il problema della comuniazione.

    Raffaele Ruberto

    8 luglio 2011 at 7:54 pm

  56. @ luigi capone: sei un ragazzo abbastanza sveglio per non capire da solo che non stiamo parlando dell’esistenza di cairano in sè o in quanto luogo in cui si somministrano bevande e alimenti. Stiamo parlando di una ‘nostra’ certa delusione a ritrovarci con i risultati che leggi sopra, avendo speso fosse pure un amen a immaginare percorsi diversi facendo della condizione di oggettiva marginalità di cairano (archetipica direi) un punto di partenza e di forza.
    @raffaele ruberto: ci usi la grazia di smettere di parlare di soldi, se possibile. I soldi sono come il tempo: non mancano mai per le cose che ci interessano….

    paolo

    8 luglio 2011 at 8:33 pm

  57. Certo Paolo, ma quando la nave affonda magari è anche colpa dei marinai…un pò forse della presunzione e arroganza dei poeti e organizzatori…caratteristiche tipiche irpine tra l’altro.

    Luigi Capone

    8 luglio 2011 at 8:49 pm

  58. qui in piemonte grandi complimenti (non solo per me in verità). e da qui si vede con più chiarezza il mistero di una terra abituata a cercare i problemi più che le soluzioni. domani mattina sul tardi parlo della comunità provvisoria e domenica mattina faccio un reading. è possibile seguire i lavori di questo importante appuntamento su Streaming live del festival dei luoghi abbandonati su http://www.paraloup.it
    mi permetto di ricordare a tutti che noi non siamo un’agenzia di sviluppo locale e che il nostro lavoro per un nuovo umanesimo delle montagne non era limitato a cairano. l’idea adesso è molto più forte di prima e non c’è alcun bisogno di tagliare traguardi tangibili il giorno dopo. i tempi della politica sono assai diversi da quelli della cultura.
    sono molto preoccupato per il destino del formicoso. lì veramente è il caso di stare tutti uniti e cominciare a far sentire che venderemo assai cara la pelle. è un messaggio che va rivolto in primo luogo ai rappresentati irpini alla regione.

    Arminio

    8 luglio 2011 at 10:04 pm

  59. Cosa ne poteva capire la Dion di un progetto del cuore che parla di aria di provvisoria presenza di utopie alte semplici irraggiungibili ? la distruzione dei sud passa sempre dal voler lasciare una targa un ricordo, si ma costruito come se la paura di andare perduto nel tempo sancisse la fine di una umana esperienza e quindi solo le cose certe mAteriche resteranno . Diceva la szymborska che nel linguaggio attuale anche la straordinarietà passa inosservata eppure i miracolo sono sotto gli occhi di tutti basta saper guardare un fiore l’aria una rupe grazie franco

    carmine vitale

    8 luglio 2011 at 10:50 pm

  60. @ Paolo: potrei pure smettere di parlare di soldi, ma mi dica un po’: ci sarebbe stata la cappella Sistina senza Giulio II o il Rinascimento senza i Medici? Forse si da qualche parte, ma non a Roma o Firenze, dove appunto erano i soldi!

    Raffaele Ruberto

    9 luglio 2011 at 6:56 am

  61. ……money !…..con leggerezza ed ironia…..

    Mauro Orlando

    9 luglio 2011 at 7:17 am

  62. COMMIATO
    Mi auguro “toto corde” che i commenti al De Profundis “Rupe dell’Utopia 2011”
    con annessa “caduta” utopica dalla rupe ventosa cairanese, superino la quota “cento” cosi’ almeno potremo rispondere al Ministro Calderoli in materia di “quote latte” argomento per il quale stava per andare “sotto” nei numeri il Governo attuale, non fosse altro per continuare ad applicare e far valere sull’intero territorio italiano nazionale un Regio Decreto del 1910(sic !!!!!!!)
    che il Direttore Generale delle Agenzie delle Entrate ha disposto venga ancora applicato da “Equitalia” per le riscossioni “forzate e coatte”

    Noi,invece, pratichiamo la DOLCEZZA PERSUASIVA…

    Noi,invece, NON SIAMO D’ACCORDO SU NIENTE SE NON SIAMO D’ACCORDO SU TUTTO..

    Noi, infine, FACCIAMO AUTOCRITICA ED ESAME DI REALTA’ OGNI GIORNO, CERTE VOLTE ANCHE DUE VOLTE AL GIORNO, POI PROTTESTIAMO CIVILMENTE E FORMULIAMO LA NOSTRA PROPOSTA COSTRUTTIVA.

    AL CAPOLINEA DI CAIRANO IO PREFERISCO SCENDERE COME PURE SCENDO DAL CAPOLINEA DELLA COMUNITA’ PROVVISORIA E DI QUESTO BLOG AD ESSA COLLEGATO

    ATTENDO LE NUOVE INIZIATIVE E LE CREATIVITA’ RESIDUALI DI UN ARMINIO FERITO A MORTE MA NON PER QUESTO SCONFITTO

    UNA BELLA GIORNATA DA PARTE DI RAFFAELE LA CAPRIA PREMIO STREGA ANNI QUARANTA CINQUANTA… uN SALUTO SPECIALE AD ELDA. UN SALUTO CORDIALE A TUTTI NESSUNO ESCLUSO
    ROCCO QUAGLIARIELLO (MEDICO UMANISTA DI MEDICAL HUMANITIS) ALIAS ARUSPICE ROCCIOSO IMPLACABILE.
    benevolenza e perdono, senza dimenticare NIENTE NEMMENO UN DETTAGLIO rq

    rocco quagliariello

    9 luglio 2011 at 8:32 am

  63. Insisto sul tema dei soldi, o money se Mauro proprio preferisce, e saro’ ancora piu’ chiaro e diretto. Dico quindi che se Arminio avesse avuto i soldi che chiedeva ci sarebbe certamente stata la rupe dell’utopia e questo post e tutti i suoi commenti non ci sarebbero stati. Il fatto che Arminio non ha avuto i soldi che chiedeva e’ l’unica ragione della situazione presente. Inoltre chiedo che Arminio dica chiaramente che mi sbaglio e perche’ mi sbaglio (e prendero’ il suo silenzio in propositgo come conferma di quello che ho appena scritto).

    Raffaele Ruberto

    9 luglio 2011 at 8:52 am

  64. un buon viatico mattutino ho trovato nelle parole di Carmine Vitale.

    @ Raffaele Ruberto
    “Firenze- la Sistina ecc.” sono mirabili manifestazioni del genio umano e del potere costituito ….OOHHH AHHH …certo impressionano chiunque !! Nel decodificare i codici sottesi a questa cultura materiale proviamo appunto un sentimento di “sgomentata” bellezza. E’ inutile dire che a tanto miravano il genio e il suo mecenate…. a farci venire la sindrome di Stendhal.

    Oltre le nostre mummificate e meravigliose città d’arte troviamo altre storie, solo all’apparenza più semplici

    – la scoperta di un muro nel bel mezzo di un bosco;
    – una casa anonima con una pietra angolare scolpita in un paese semiabbandonato;
    – un formicaio africano;
    – filari di mattoni di argilla esposti al sole con qualcuno che sorridente li sta fabbricando;
    – gli orti della costiera amalfitana;
    – gli embrici perimetrali di un tetto che canalizzano l’acqua piovana;
    – le cave di Cusa;

    In questi luoghi, per queste cose io provo pura empatia mi passa lo sgomento estetico e mi umanizzo.

    Lucrezia Ricciardi

    9 luglio 2011 at 9:33 am

  65. sign ruperto,
    franco non ha bisogno di difensori d’ufficio ma la sua testarda leggerezza e disinformata convinzione ha comunque bisogno di una parola chiara e definitiva anche se poteva scomodarsi a chiedere più corrette e vere spiegazioni ad angelo,luigi e tonino che non solo hanno la sua stima e condivisione ma che conoscono bene “le vere ragioni del contendere e che spesso hanno già espresso in questo Blog e nelle tante riunioni .Ma lei come tanti non è tenuto a conoscere “gli arcana imperi ” dei piccoli poteri ( in fondo si cercava ” la grande vita di un piccolo paese e…nient’altro e lei continua a pensare al piccolisssimo problema dei soldi ……”ma mi faccia il piacere” avrebbe detto scherzando Totò….e lo dico per rispetto e per alleggerire il tutto) che pure lei appoggia e condivide.Ma di tutto questo basta …..ognuno ha fatto la sua scelta con ragione coscienza….”cosa fatta capo ha …..” buna festa di S. Leone e per il resto buone cose……
    mauro orlando

    Mauro Orlando

    9 luglio 2011 at 11:15 am

  66. sign ruperto,
    franco non ha bisogno di difensori d’ufficio ma la sua testarda leggerezza e disinformata convinzione ha comunque bisogno di una parola chiara e definitiva anche se poteva scomodarsi a chiedere più corrette e vere spiegazioni ad angelo,luigi e tonino che non solo hanno la sua stima e condivisione ma che conoscono bene “le vere ragioni del contendere e che spesso hanno già espresso in questo Blog e nelle tante riunioni .Ma lei come tanti non è tenuto a conoscere “gli arcana imperi ” dei piccoli poteri ( in fondo si cercava ” la grande vita di un piccolo paese e…nient’altro e lei continua a pensare al piccolisssimo problema dei soldi ……”ma mi faccia il piacere” avrebbe detto scherzando Totò….e lo dico per rispetto e per alleggerire il tutto) che pure lei appoggia e condivide.Ma di tutto questo basta …..ognuno ha fatto la sua scelta con ragione coscienza….”cosa fatta capo ha …..” buna festa di S. Leone e per il resto buone cose……
    mauro orlando

    e poi non pensa di essere offensivo e ingeneroso per tutti quelli che “liberamente,consapevolmente e competentemente” scrivono e rappresntano questo Blog che ospita anche le sue opinioni e le iniziative di Cairano! scrivendo “Dico quindi che se Arminio avesse avuto i soldi che chiedeva ci sarebbe certamente stata la rupe dell’utopia e questo post e tutti i suoi commenti non ci sarebbero stati” veramente inaccettabile …….

    Mauro Orlando

    9 luglio 2011 at 11:30 am

  67. = UROBORO…= Cari Amici,
    sono stato lontano dal blog e da voi per preoccupazioni familiari che tuttora perdurano e me ne scuso.
    Sapete della mia autenticità ed immediatezza e che mi piace essere puntuale in ogni discussione e circostanza.
    Ho sempre reagito al malessere del blog dicendo apertamente la mia opinione ma mantenendo acceso il sorriso dell’amicizia con tutti voi aldilà delle contrapposizioni che, poi, ho sempre reso in un rapporto diretto 1 a 1, sapendo che lealmente avrei trovato i saldi punti della buonafede e della comprensione.
    Vi ho considerato una fonte ristoratrice e ho fatto sempre di tutto per essere specchio di confronto tra sensibilità e idee.
    Ho cercato sempre di contemperare la mia indole ribelle e ogni vostra pacca sulla spalla mi ha reso più buono e disponibile.
    Ho preso questa disinteressata umanità da ognuno di voi perché ho cercato di potermi riconoscere nel buono che c’è in ognuno di noi e ho spinto sempre il mio soffio nel solco delle idee attraverso l’immaginazione e la parola poetica partendo
    dall’improvvisazione per congegnare messaggi chiari e inequivocabili.
    Tra tanta desertificazione umana,voi avete rappresentato l’oasi e l’accoglienza e ho tentato sempre, partecipando a incontri, reading, passeggiate, soste conviviali, di donarmi ed essere momento di riferimento per il bene collettivo che comunque ci faceva ritrovare assieme.
    Ho sempre detto quanto fosse importante la forza propulsiva di Franco e ho esaltato la bellezza di noi allegra brigata di persone ricche di ideali e di amore per la nostra terra.
    Non rimpiango nulla del tempo utilizzato per essere stato con voi, ma non posso negare di essere molto dispiaciuto se non avremo possibilità d’incontrarci nell’utopia straordinaria che è l’umanesimo delle montagne e mi dispiace molto non poter dialogare con tutti voi così prossimi e presenti.
    Ho il cuore spalancato per abbracciarvi tutti e vi chiedo di custodire la speranza per rinvenirci, per ritrovarci e offrirci all’idea rivoluzionaria di voler cambiare in meglio la qualità della vita del nostro sud sconquassato e derelitto.
    Io credo che un intellettuale debba cercare risposte-proposte offrendo i nervi scarnificati del dolore e delle amarezze sociali, intese come vita che scorre più o meno consapevolmente in una comunità.
    Franco Arminio ha fatto questo con successo personale ma anche con la speranza di ritrovarsi rinvenuto in un gruppo di anime, cioè insieme a noi, aventi nome Comunità Provvisoria.
    Io credo che la quasi totalità di noi ha creduto in questo luogo dell’anima, in questa struttura di idee a confronto come luogo di terapia intensiva mentale.
    Ho sempre avuto a cuore le assenze, i distacchi, gli abbandoni, le assenze volontarie di coloro che sono, per così dire, scomparsi, che si sono eclissati e che, talvolta, sono stati un po’ messi da parte e ho sempre tentato di medicare ferite facendo valere il valore supremo dell’amicizia.
    Per la verità, non sempre ci sono riuscito, ma la disponibilità mi ha fatto abbassare l’orgoglio e mi ha reso sempre più condivisibile, anzi congiunto a voi tutti.
    Naturalmente, per la passione letteraria ho privilegiato soprattutto incontri di tale natura con lo scopo di messa a confronto e per situazioni che mi avrebbero consentito piena espressione perchè – sia pure con modestia e a mio modo – mi sento artista della parola.
    Al momento devo attestare questa amarezza che è la cancellazione della Rupe dell’Utopia: questa depennata opportunità, ma non cancello niente di quanto ho vissuto insieme a voi e mi auguro di ritrovarvi tutti nell’amore infervorato per la nostra terra affinchè – come scrissi in questo blog .- “…potremo essere artefici della 4^ Guerra Sannitica e non seguire supinamente l’ombra riversa del progresso, accettare gli scempi e i torti fatti di degrado, negazioni e abbandono…”
    Vi saluto con una poesia, improvvisata il 27 Giugno 2011 in altro blog:

    UROBORO, dunque…

    1 Quale sarà il mistero
    che genera i pensieri,
    il sonno nel nulla del volere
    dove una tessera smarrita
    del nostro io cerca il mosaico
    per una nuova illusione
    nel vago refolo
    8 dell’immaginazione?

    9 Dove sarà l’idea primordiale
    – fatta pietra angolare –
    al ponte della coscienza ragnatelata
    che vive come stilla di rugiada
    fuori dai nostri occhi,
    dagli effimeri scarabocchi
    sul foglio rassegnato
    16 all’imbratto e all’attesa del riscatto?

    17 Come sarà la spirale del tempo
    della vita vinta e attraversata
    19 dai dubbi intravisti e pronosticati?

    20 A chi lasciare il respiro di un desiderio
    affinchè maturi il suo riflesso
    22 negli altri intravisti in noi stessi, di sfuggita?

    23 Quale, Dove, Come, A chi
    parole concentriche dell’uroboro
    senza perni per girare nel vuoto
    sconfinato che ci trattiene
    come perle scaramazze,
    che ci fanno aforismi di mezze verità
    frutto delle nostre pochezze,
    30 consapevoli di tonfi maldestri,
    dove ognuno cade per cedere
    un pezzo inafferrabile
    delle propria anima rarefatta,
    prima dei “dunque” conclusivi
    perché avvitati su noi stessi,
    convinti prigionieri
    della forza centripeta coesa
    38 tra il bene e il male…

    © DIRITTI RISERVATI – Concessa pubblicazione nel BLOG COMUNITÀ PROVVISORIA.

    Lioni, 09 Luglio 2011, ore 16:30 : Con affetto addolorato, Gaetano Calabrese
    – poeta errante dell’Irpinia –

    Memo Directory 9-7-2011: Ultime…cose : Word “mani foglio…” ; “Hemerocallis per Acrobat pdf”.

    Gaetano Calabrese

    9 luglio 2011 at 3:31 pm

  68. in queste ore in piemonte sta accadendo una cosa importante e la comunità provvisoria è al centro di questa nuova avvenutura.

    p.s.
    signor ruberto che le devo dire? non ricordo che lei abbia mai espresso il benché minimo apprezzamento per il lavoro che ho fatto per il suo paese. si fidi di quello che le viene riferito dalle sue fonti.
    io ho chiesto al sindaco di organizzare a cairano una grande assemblea popolare per il primo luglio. non è accaduto. forse poteva essere una buona occasione.

    Arminio

    9 luglio 2011 at 5:35 pm

  69. adesso che a cairano c’è giulio II, piano con le cappelle …

    paolo

    10 luglio 2011 at 12:26 am

  70. E’ pazzesco leggere i commenti e gli sfottò di chi non intende capire. Visti da qui devo ammettere contro voglia che ve la meritate questa sconfitta perché rabbiosamente aggrappati a certezze che non hanno alcuna parentela con la verità.
    Vi faccio poi notare che mentre i “militanti disinformati” si accapigliano, il vero responsabile tace, o ragiona d’altro. Come sempre. Per sciatteria, per noncuranza, per strafottenza, o come dice Giovanni perché in fondo siamo tutti amici, tutto si aggiusta con la buona volontà, che in fondo siete le pecorelle che si arrendono comunque al buon pastore e alle sue scelte.

    So, e dovreste sapere, che non è stata sconfitta la Comunità Provvisoria, non è stato sconfessato il livello culturale della proposta, che certamente era notevole, ma solo il “metodo Arminio”.
    Lo ricordate? Alcuni mesi fa su questo blog Egli decise contro il parere dei molti suoi estimatori di andare allo scontro: “prendere o lasciare”. L’avete scordato? Andate a rileggere!!. Ecco l’errore strategico: aver permesso che ci si scontrasse senza mediazioni, per supina accettazione della proposta di Arminio. Questo modo di affrontare le cose, tipico degli arroganti, è stato sconfitto nei fatti e voi, ciechi e sordi adesso scaricate la responsabilità sul Sindaco, sulla ProLoco, su Dragone, sui Cairanesi, su Ruberto? Dite che “…non hanno capito la proposta …”? invece secondo me hanno capito benissimo! Mi chiedo se riuscirete almeno una volta ad essere normali e accettare senza alterigia che è stato un modo errato di porsi in relazione con gli altri, o il vostro orgoglio ve lo impedisce?

    Ciò che è accaduto non è dipeso neanche dalla Comunità Provvisoria in quanto tale, che non ha mai concepito, steso, fatto proprio e licenziato un qualunque progetto riguardante Cairano 7x. Non l’ha potuto fare (a qualcuno lo so in questo istante sale la pressione e la rabbia) e non poteva farlo perché da tempo la Comunità Provvisoria si era squagliata come neve al sole e ne restavano solo alcune importanti vestigia. Importanti, ma ormai vestigia. Vista da qui e da me era diventata un insieme caratterizzato da gregariato supino e sostanzialmente acritico. il ‘progetto di Arminio’ è stato presentato con una e-mail (dice il sindaco) ma prima non è stato mai visto credo dalla C.P. in nome della quale veniva presentato.

    Sulla scena si sono mossi tre gruppi: il primo: il gruppo degli indigeni, Sindaco, Dragone, ProLoco, Saggi, Cairanesi vicini e lontani, simpatizzanti del gruppo; il secondo: il gruppo detto della Comunità Provvisoria che sostanzialmente fa capo alla diarchia Verderosa – Arminio e vari militanti e simpatizzanti del gruppo; infine il terzo: il gruppo detto degli Artisti o Intellettuali nelle sue varie articolazioni, (tale gruppo non si è ancora completamente materializzato sulla scena).

    Restano sulla scena gli altri due. Il primo dei quali contrariamente a quanto superficialmente sembra, non possiede “i soldi” (o non solo), (ai fini del ragionamento ciò non conta molto), possiede invece una cosa che non va giù all’altro gruppo: il Potere della Decisione! Che è atto di libertà!

    Tale libertà è apparsa eccessiva o addirittura immeritata a quell’ “insieme di persone caratterizzato da gregariato supino e sostanzialmente acritico” (v. sopra), che con naturalezza accettava decisioni della diarchia nella C.P.. Certo ogni tanto qualcuno strillava, si ribellava a decisioni verticistiche o al “nepotismo via e-mail” (disinformazione sistematica?) esercitato per indirizzare le decisioni, ma poi per quieto vivere o spirito di fratellanza (come dicono Giovanni ed altri nei commenti più sopra) accettava ciò che la diarchia decideva.

    Alle richieste del primo gruppo, il diarca Verderosa si è prontamente adeguato, ha valutato, ha capito e ha deciso prontamente che la C.P. (come gruppo) poteva prender parte alla sezione “Borgo giardino” senza svilirsi, senza snaturarsi, senza perdere di credibilità e senza la puzza sotto il naso. E l’ha fatto e lo fa in maniera egregia.

    L’altro diarca, Armino, che doveva curare una parte più “immateriale” (come la chiamo io), del programma, ma non meno importante, ha invece risposto picche alle richieste del primo gruppo, o meglio all’esercizio della loro libertà. Anzi dalle pagine di questo blog, in maniera risentita non ha accettato critiche, scegliendo la strada del confronto duro ed ad oltranza con primo gruppo.

    Questa scelta scellerata non della C.P., ma del diarca Arminio, di andare allo scontro si è materializzata come: “progetto della C.P. sottoforma di pacchetto stagno e autoreferente arrivato senza tener conto delle cose dette in precedenza (sic !!! ndr) e dei suggerimenti di Dragone in Belgio a settembre 2010 (sic !! ndr), non ha trovato nei cairanesi, nei saggi e in Franco Dragone stesso nessun entusiasmo” (ho citato le parole di D’Angelis, Sindaco di Cairano). Tradotto in lingua parlata significa che chi ha redatto il progetto se ne è infischiato delle cose dette e dei suggerimenti.
    Non so voi, ma pure le pietre capirebbero che era una forzatura (un ricatto?): prendere o lasciare! Eppure dalle pagine del blog e forse dalle e-mail private avevate chiesto, spero, al diarca Arminio di mediare.

    Chiedo a quelli chi si stracciano le vesti, ora, ipocritamente, ma lor signori sanno cosa prevedeva il pacchetto chiuso di Arminio? lo hanno mai discusso alla luce delle cose dette e dei suggerimenti di Dragone? lo hanno mai approvato? o come sempre hanno delegato fidandosi delle scelte di Arminio?.
    Badate bene non avete sbagliato a fidarvi delle scelte di Arminio, tutt’altro, ma avete sbagliato nell’accettare supinamente che mesi fa si andasse allo scontro.

    Ora Vi (e mi) chiedo:
    – il primo gruppo (Sindaco ecc.), secondo voi, l’aveva il diritto di esprimere qualche opinione e fare richieste oppure, soddisfatto il diritto alla parola, avrebbe dovuto ‘abbozzare’ e subire?
    – si capisce che non ha fallito la Comunità Provvisoria come gruppo, se mai esistesse come tale, ma solo il metodo Arminio?
    – si capisce che ora fare le vittime è sbagliato ed ipocrita?

    Vengo all’ultima questione, la più delicata.
    Negli interventi precedenti qualcuno ironizza sulla scelta fatta dal primo gruppo (Sindaco ecc.) e dalla C.P. (Verderosa ed altri) circa l’obiettivo di realizzare “Borgo Giardino”: “. . ce ne sono tanti, . . non rappresenta nulla di nuovo …” ed altre amenità. Mi limito ad osservare che se tanti paesi hanno deciso di essere “Borgo giardino” deve essere una cosa buona, per la gente del luogo e per chi lo frequenta, allora se è una cosa buona per tanti paesi, perché non lo dovrebbe essere anche per Cairano? Perché essere altezzosi ed ironici verso quella scelta? E se qualcuno cominciasse ad essere ironico con voi? Dice il saggio: “Per chi non ha niente da mangiare anche le briciole sono alimento!!”.

    Credo che molte di queste brave avanguardie culturali, si comportano come quell’Esperto che invitato ad un convegno e ascoltate le relazioni e le lagnanze degli amministratori e dei popolani, esordisce nell’intervento dicendo: “… che ne volete sapere voi dei vostri problemi! ci sono io qui a spiegarvi quali sono e di cosa soffrite e ad offrirvi le soluzioni!!”.

    Penso che sia scorretto “sgridare” i componenti del primo gruppo (sindaco ecc.) dicendo che non hanno capito l’offerta, che essa era la migliore possibile, che era lustro per il loro paese: non sta bene fare così.
    Anche di fronte ad una iniziativa che prevedesse il meglio della offerta culturale, il primo gruppo aveva il diritto e lo spazio per decidere ciò che a loro piace o non piace, fa bene o non fa bene alla comunità, ciò che sarà ricordato o scordato dalle nuove generazioni. Avevano il diritto e la libertà di farlo ed hanno esercitato il loro diritto e la loro liberta: in li_ber_tà!
    Piaccia o no a tanti di voi. Di fronte alla libertà, esercitata, non si può rispondere con l’ironia ed il dileggio, o peggio ancora con l’alterazione dei fatti.

    Questi sarebbero i fatti da analizzare e discutere, secondo me. Voi però siete ancora liberi di sbagliare girandoci intorno, facendo finta di niente, spostando continuamente il tema del discorso, come a mio parere state facendo.

    p.s. la mia rabbia è ancora più forte a causa della vostra intelligenza.
    Ma ora, su coraggio: “dagli all’untore!!” in stile C.P.

    EnzLu

    enzlu

    10 luglio 2011 at 12:21 pm

  71. per me, per il mio lavoro di paesologo, le cose che leggo su questa vicenda sono preziose.

    Arminio

    10 luglio 2011 at 1:47 pm

  72. enzo, sono d’accordo e esulto con te per la riconquistata libertà di cairano.
    è fallita l’opa ostile sulla prestigiosa estate cairanese da parte di CP, la comunità predatoria.
    adesso che il più è fatto, basta prendere il primo michelangelo a tiro e si svolta!.

    paolo

    10 luglio 2011 at 1:54 pm

  73. L’ ultima volta che ho incontrato Arminio era ai piedi del vecchio Grillo d’oro e, anche se oggi dice di essere in Piemonte, resta sempre con i piedi sulla rupe dell’utopia.

    “per me, per il mio lavoro di paesologo, le cose che leggo su questa vicenda sono preziose.”
    Questa frase è una fotografia, si vede il corpo di Arminio che esce dal circo..

    fabnig

    10 luglio 2011 at 3:15 pm

  74. Cairano poteva essere una grande cosa anche con mille euro ma c’era un incredibile spirito di ingratitudine. Questa la banalissima verità di questa stori

    Arminio

    10 luglio 2011 at 10:52 pm

  75. ..ormai ogni commento trova il tempo che lascia.

    federico iadarola

    11 luglio 2011 at 12:02 am

  76. caro franco, ho letto molti contributi e tentato di ricostruire l’intreccio, di certo so che è successo qualcosa di molto grave: non si molla una parte così importante di un festival a un mese dal suo inizio, e non si abbandona il contributo fondante di un pensiero potente come il tuo

    sono desolata per cairano (e anche per me, accidenti, che quest’anno sarei riuscita finalmente a venire… da anni amo l’Irpinia), sono invece certa che tu, assolta la delusione, avrai sollievo da questa fine, ne farai un posto più profondo

    un saluto caro,

    renata

    p.s.: c’è un libro importante di un filosofo italiano: “la comunità che viene”… è il mio augurio

    renatamorresi

    11 luglio 2011 at 9:13 pm

  77. Torno a scrivere su questo blog dopo più di un anno. Il mezzo non mi si addice, pur riconoscendone l’utilità non mi prende.
    Lo faccio ora per due ordini di motivi. Il primo per aver partecipato a Borgo Giardino con gli amici Dario Bavaro, Antonio Vespucci e ovviamente Angelo Verderosa. Il secondo per aver (su invito) contribuito alla stesura di una semplice locandina che prenderà la forma di news letter, utile a lanciare un pacchetto soggiorno a Cairano dal titolo: VIENI A CAIRANO. C’E TUTTO E ANCHE QUALCOSA IN MENO.
    Non lo avessi mai fatto. Per questa mia donazione sono stato oggetto di un miserevole e sospettoso pregiudizio. Questo a testimonianza che chi non fa nulla non corre rischi. La cosa però ora mi lascia del tutto indifferente.

    Tornando al blog della C.P. non ho potuto fare a meno di leggere tutti gli accadimenti di questi giorni. Sarebbe facile prendere una posizione rispetto alle due anime che si sono delineate e che a mio avviso possono, così come nelle premesse, continuare a convivere.
    Chi lancia il cuore oltre l’ostacolo e investe tanto delle proprie energie mentali ed emozionali può, come nel caso di Franco avere un momento di sconforto di ripensamento e addirittura di rinuncia. Quello di cui Franco non ha bisogno, a mio modesto parere, è di tutta la pletora di truppe cammellate che dopo pochi minuti dal lancio del suo post si sono spericolati nei giudizi e nell’alzata di scudi, fatta la dovuta eccezione per chi ha argomentato ovviamente.

    I buoni di qua, la malerba di la. Un poco di tempo per riflettere e per meditare non farebbe male. Da qui il limite di questo strumento velocissimo dal quale in tempi non sospetti ho preso le distanze. Se ce l’hai con qualcuno e devi andargliene a dire due, parti che gli vuoi spaccare la testa e quando sei arrivato a casa sua e bussi alla porta probabilmente gli stringi la mano. Lungo la strada il tempo ti ha fatto fare il lavoro migliore.

    Per avere consapevolezza della mia presenza a Cairano durante Borgo Giardino non mi sono bastati i momenti convegnistici, molto ho ricevuto dal contatto con una signora avanti con gli anni conosciuta al mercatino che vendeva centrini fatti con l’uncinetto e tanto ho appreso da questa comunità partecipando alla Santa Messa del Corpus Domini ed alla successiva processione per il paese.

    L’impressione che ne riporto è che questa di Cairano sarà pure una comunità numericamente esigua, ma è fortemente coesa e riconoscibile. Franco Dragone ha detto apertamente e chiaramente che non vuole che questa comunità sparisca. Il Sindaco De Angelis sintetizza il pensiero di Dragone e dei Cairanesi che nella ricerca della concretezza non disdegnano affatto l’immaterialità della rupe.

    Per quello che il mio pensiero può valere, basta con questa spaccatura! Ci sono le condizioni per andare avanti a patto che nessuna posizione intende essere antagonista dell’altra.

    Cairano è un’occasione da non perdere, volenti o nolenti sarà sempre il paradigma di un nuovo umanesimo condiviso e così ben rappresentato da Franco.

    Chiedo scusa a quanti utilizzano con continuità il blog e principalmente agli assidui comunitari per questa intrusione che non vuole essere saccente ma portatrice di un semplice contributo.

    Mario Marciano

    Mario Marciano

    11 luglio 2011 at 9:42 pm

  78. Ringrazio Enzlu e Mario Marciano per aver cristallizzato la situazione cosi chiaramente. Aggiungo solo che personalmente mi rattristano i commenti puerili e le risposte che non rispondono, perche’ indicano che come minimo non si vuole affrontare la realta’.

    Raffaele Ruberto

    12 luglio 2011 at 7:20 am

  79. adesso caro ruberto mi sono rotto i coglioni.
    non so chi sia, non ho mai avuto il piacere di incontrarla. ho parlato per mesi con il sindaco e i cairanesi della pro loco. se volevo rompere non mi sarei sottoposto a questo massacro di parlare con gente che ti dice che il nostro progetto era vecchio…..
    siete voi a non rispondere….
    perché non organizzate l’incontro con dragone ad agosto e con tutti i cairanesi che ho proposto? vediamo se sapete parlare in faccia alle persone, vediamo cosa pensa davvero dragone. io non ho mai letto una riga in cui si esprime sul nostro lavoro.
    con chi pensate di avere a che fare? pensate che sono un guitto che avrebbe accettato la vostra decisione di sfruttarmi, ma alle vostre condizioni?
    dovevo venire a cairano a portare persone di straordinario valore (senza dare loro alcun gettone)
    in un clima di ostilità.
    lei vivrà pure in america ma è un paesano rancoroso e viscido. non ho altro da dirle.

    Arminio17@gmail.com

    12 luglio 2011 at 7:58 am

  80. credo che ricomporre un conflitto come questo sia impossibile perchè ha a che fare con 2 modi diversi di stare al mondo e di concepirlo. credo non ci sia nulla di cui vergognarsi. bisogna però prenderne atto e risolvere le questioni di assoluta seprazione a cominciare dal blog che, ripeto, va chiuso. alle mie domande si continua a non rispondere, nuova domanda: se si decidesse di chiudere il blog, l’amministratore si adeguerebbe? quale idea ha in merito? questo blog, vista, ormai la conlusione dell’esperienza della comunità provvisioria, così come l’abbiamo conosciuta, non può più essere vetrina di qualcuno e di qualcosa che non c’è, altrimenti lo si ridurrebbe a giocattolo personale.

    sergio pag

    12 luglio 2011 at 9:08 am

  81. Rimporre il conflitto è cosa che accadrà facilmente, basta un po’ di tempo. Sul blog invece vanno dette due cose. La prima è che come tu dici in altro commento “qualcuno l’ha usato come vetrina”. È evidente e sono anche molti. La seconda è che non è necessario chiudere il blog per separare contendenti che non si scontrano sulla natura del blog. Un sacco di persone altezzose e sprezzanti, fottendosene dell’educazione e del rispetto, hanno sviluppato i loro ragionamenti fuori dal blog(!), usando la posta elettronica per organizzare gruppi, o il consenso o la disinformazione. Questi di fatto sono già fuori dal blog ed è stata una loro scelta libera. Quindi non c’è alcuna ragione di chiudere il blog. Perché chiudere uno spazio di libertà se qualcuno solamente usa male tale libertà? È un controsenso ed un danno.

    EnzLu

    enzlu

    12 luglio 2011 at 9:57 am

  82. caro mario (“caro” non è affatto qui una clausola di stile), bello il tuo consiglio sul tempo della riflessione. Resti impegnativo anche per te. Quella sulle “truppe cammellate” è due volte una sciocchezza, come lo è copiare un errore dal compagno di banco. Purtroppo registro che meno si è partecipi alla difficile sfida paesologica e più ci si applica a dare pagelle. Nel blog puoi leggere articolesse infuocate di persone che non si vedono mai…

    paolo

    12 luglio 2011 at 10:14 am

  83. credo che questo blog sia un appendice delle cp e se la cp non esiste più, il blog cade nella sua ragion d’essere. chiamiamolo in altro modo, cambiando url. la rete è libera e lo spazio d’opinione ancora di più ma un blog che fa capo a una comunità che ne decreta la morte assieme alla sua non può esistere. è come se si staccasse un bracco dal corpo, impossibile. ma credo che su questa questione sia utile un pronuciamento dell’amministratore, ripeto.

    sergio pag

    12 luglio 2011 at 10:44 am

  84. io parlo di comunità provvisoria e della rupe dell’utopia (e di museo dell’aria) a casacalenda e prima ancora nel salento e poi in tante altre occasioni che verranno. è morto il gruppo, non il concetto. penso di possedere ancora la proprietà sulle mie parole. almeno questo! i poeti non possono fare i sindaci, non possono dirigere i festival, lasciamogli almeno in pace con le loro parole…..

    Arminio

    12 luglio 2011 at 10:56 am

  85. “caro” Arminio,
    sarebbe bene se imparasse a non usare parole volgari. In quanto al resto, non vale la pena continuare.

    Raffaele Ruberto

    12 luglio 2011 at 11:41 am

  86. il blog non chiuderà, cambierà nome (ma non url); considerato che l’esperienza della comunità provvisoria, sembra chiusa – l’aveva già scritto arminio a novembre – e lo constatiamo ulteriormente in questi giorni – è bene cambiare titolo, sottotitolo e logo.

    il blog, come noto, è stato da me curato e amministrato dal primo giorno (settembre 2007 la prima versione su google, da gennaio 2008 su wordpress); ci ho lavorato mediamente un paio di ore al giorno per quasi 4 anni.
    L’ingegnere Enzo Luongo è stato prezioso consulente nei momenti più difficili della vita del blog.

    Il blog è uno strumento libero, democratico, partecipato. Sono abilitati circa 20 autori. I commenti sono liberi. Ci sono delle regole che restano valide. Chi vuole, potrà scrivere attenendosi alle regole date. Chi vuole cancellarsi o iscriversi come postatore può mettere un commento o inviarmi una email, come sempre fatto in precedenza.

    Ognuno può prendere il materiale inserito mediante copia e incolla ma non ne potrà chiedere la cancellazione.

    In una riunione tenuta a Grottaminarda, mesi fa, fu dato incarico ad un giovane adepto di provvedere a mettere in rete un nuovo sito (o blog) della comunità provvisoria. Furono raccolti anche dei fondi per registrare il dominio.

    Quando il nuovo sito sarà pronto, su questo blog si inserirà un link permanente di indirizzamento alla nuova creatura web.

    La rete è nobile.

    https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cose-la-comunita-provvisoria/le-regole-del-blog/

    A_ve

    12 luglio 2011 at 11:44 am

  87. conservare l’url è come non cambiare nulla. sarebbe come dire cambio la segnaletica ma il percorso resta lo stesso. per andare a roma tolgo i cartelli ROMA e ci metto quelli con CAPUT MUNDI.
    ma il blog appartiene a comunità provvisoria o a Angelo Verderosa (pur lodandone la continua manuntenzione)? se si asserisce che è di nessuno per lasciarlo nelle mani di qualcuno, non sarebbe più giusto cancellarlo per renderlo veramente di nessuno? Non vorrei che la scusa della libertà del blog diventasse un motivo per trattenerlo a sè.

    la riunione non fu a grotta ma più presimante a Nusco. e si pensò di far emigrare il blog in un sito, cosa che ha trovato molta opposizione. Raccolsi la super cifra di € 95, raccolta fondi a cui l’amministratore di questo blog non partecipò. evidentemente credeva molto nel progetto.

    sergio pag

    12 luglio 2011 at 12:35 pm

  88. sono passati mesi e non hai fatto nulla, come vedi il mio sarebbe stato un contributo mal riposto
    cancellare l’url significherebbe cancellare il blog perdendo tutta la stratificazione di testi, commenti, contributi, video, foto appartenenti a ben 77 co-autori;

    21.053 commenti
    2.814 articoli (post)
    4.316 tag
    33 categorie
    46 subscribers
    89 comment subscriptions, 283 iscritti
    tra 5 giorni saremo a 1.000.000 di visite

    chi sei tu, ultimo arrivato, per chiederne la cancellazione ?
    sei sicuro che gli altri lo vogliano ?
    sè, mè, qualcuno … ma di quale comunità volevi far parte ?
    una curiosità, da quale IP scrivi con tanta solerzia durante gli orari d’ufficio mattutini ?

    p.s. se vuoi ti conto quante volte è stato usato questo blog (collettivo) per promuovere se stessi .

    A_ve

    12 luglio 2011 at 2:22 pm

  89. angelo ma le cose si decidono insieme, come fai a scrivere una cosa del genere tu che dici sempre che è un blog collettivo? si è svolta qualche riunione di cui non sono a conoscenza? si faccia la riunione e si decide, mi pare un elementare scelta di democrazia.

    cosa significa il ps?
    stai dicendo che non potevo comunicare la notizia che presentavo un libro a andavo a un convegno? se stai dicendo questo siamo veramente fuori dalla grazia di dio (a te tanto cara)

    Arminio

    12 luglio 2011 at 2:48 pm

  90. cerchiamo di chiudere bene. cerchiamo di evitare attacchi alle persone. la battaglia è culturale e tale deve rimanere. non c’è niente di male che si scontrino diverse visioni dell’irpinia o del blog o di altro.
    evitiamo almeno di far ricorso agli avvocati, ci mancano solo quelli…..

    Arminio

    12 luglio 2011 at 2:55 pm

  91. sindaco c’è un pò di budget? franco si può ancora installare qualche pensiero o qualche azione?
    forza, un pò di buona volontà, s’era tenuti tutti liberi dal 4 al 7 agosto…

    paolo

    12 luglio 2011 at 3:33 pm


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