COMUNITA' PROVVISORIA

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l’utopia del fallimento

l’utopia del fallimento

9 e 10 .7.2011 _ di angelo verderosa

Mi ha impressionato il titolo e il contenuto dell’articolo pubblicato sul  Mattino–Avellino di oggi “Cairano 7x perde i pezzi, cancellato Arminio” e, tornato a casa dopo qualche giorno di assenza per vicissitudini varie, leggo i vari commenti sul blog  e mi accingo adesso a scrivere della vicenda, della delusione  e dei miei sentimenti, tentando di analizzarne i passaggi.

Non vorrei, dopo gli impegni profusi in questi ultimi 4 anni, che si lasciasse posto ad una lapide giornalistica per far tombare definitivamente le inscindibili esperienze della Comunità Provvisoria e di Cairano 7x ma anche del Parco rurale, della salvaguardia del Formicoso e dei nostri paesaggi, del riabitare i paesi e delle tante altre tematiche avviate, paesologiche e non.

Voglio scrivere subito che l’eventuale fallimento della “rupe dell’utopia”, che doveva tenersi ad agosto tra i 7 eventi di Cairano 7x, sancirebbe di fatto anche il fallimento della “comunità provvisoria”. Di conseguenza, sembrerebbe che il percorso utopistico fatto finora insieme era finalizzato a null’altro che all’attuale subentrante fallimento; confermando che la C.P. era già finita quando scritto da Arminio, a novembre 2010.

Di seguito parlerò degli intellettuali irpini in generale; vi invito a non cercare di trovare personalizzazioni. Di sicuro in 7x e C.P. , negli ultimi 4 anni, si sono cimentate le migliori energie intellettuali che vivono in Irpinia, scevre da qualsiasi appartenenza partitica, impegnate a vario titolo nel sociale, abili comunicatori, attenti professionisti.  Di fatto però l’affrettata conclusione a cui sembra relegarsi l’esperienza finora fatta finisce con l’accomunare sullo stesso terreno il fallimento dei nostri intellettuali a quelli del sud (e dell’umanità) in generale.

Un fallimento che conferma l’incapacità degli ‘intellettuali’ di essere parte integrante, non solo lievito, delle comunità in cui vivono.  Intellettuali che hanno finito con l’affidare le rivoluzioni del terzo millennio alla leggerezza e alla sveltezza della loro tastiera; forse anch’essi ingannati dalla facilità di comunicazione sociale che offrono oggi facebook e blogs, dove il consenso si manifesta con un ‘mi piace’, tra l’altro unica opzione possibile; e con poche decine di ‘mi piace’ si finisce col convincersi che la società sia pronta ad un cambiamento epocale. Ma quale singola parte di società conosciamo e a quale sotto-parte ci relazioniamo ?

A Cairano, il programma della “rupe dell’utopia” non è passato.  “Non mi piace”, il commento ricorrente tra i trecento abitanti rimasti a vivere sulla rupe per l’intero anno. “Non vogliamo che si spendano migliaia di euro (1) del concittadino mecenate Dragone per 4 giorni d’agosto e poi chi s’è visto s’è visto”. La bozza di programma discussa pochi giorni fa col sindaco (lunedì scorso) prevedeva la partecipazione di scrittori e poeti italiani unitamente a gruppi musicali e coreografie di ballo. Il programma, non pubblicato sul sito ufficiale della manifestazione, nonostante manchino 3 settimane, non è stato però ancora illustrato agli abitanti del borgo… Non si tratta quindi di un giudizio di valore ma di principio : “Non si può pensare di venire qui ad imporci visioni dall’alto, vogliamo partecipare, vogliamo essere coinvolti, siamo la comunità di Cairano con secoli di storia, non la comunità provvisoria”. Nell’epoca della comunicazione di massa, ecco annoverare il primo dei fallimenti dell’esperienza in corso : con auto-referenzialità si tenta di imporre ‘cultura’ dall’alto, escludendo a priori coloro che dovrebbero esserne beneficiari (il popolo). Fondamentalmente una questione di metodo e di comunicazione ma che denota supponenza e mancanza di sensibilità verso il prossimo.

Se quel che resta di una piccola comunità locale si prodiga per aprire le proprie case a forestieri e si mette il grembiule per cucinare e servire a tavola si dovrebbe avere il buon senso di spiegare cosa si vuole fare, non sul blog o su facebook ma venendo qui a Cairano per parlare e condividere, come avete fatto il primo anno”.

Cairano non è “un non paese”.

C’è una comunità ancora viva e forse più viva proprio perché è più piccola. E’ una comunità che ama un suo concittadino che ha avuto successo nel mondo ma che non ha dimenticato il suo paese natio. Un imprenditore artista emigrante di talento che nei suoi spettacoli sull’acqua a Macau rivede il profilo della sua rupe che si specchia giù nell’Ofanto.

Ho un sogno, vorrei che questo borgo riprendesse a vivere con energia, vorrei che in questo borgo ritorni la bellezza”, questo il pensiero di Franco Dragone consegnatomi qualche anno fa mentre ero in cantiere alle prese con il recupero della sua casa a Cairano (2). Pensiero portato nella “comunità provvisoria”  (3) e posto a fondamento della manifestazione “7x” nata nel 2009.

Dragone, unitamente ad un “comitato di saggi”, costituito da emigranti cairanesi che si sono affermati in varie parti del mondo,  sulla scorta dei consuntivi precedenti, delegando il Sindaco, ha chiesto delle rettifiche alla manifestazione 2011, ri-proponendo il tema del “borgo-giardino” e affiancando all’organizzazione della pro loco un revisore dei conti.  “Pour LeBourg Jardin, j’ai voulu faire preuve d’une modeste audace, sans en faire trop, ni trop peu. J’ai voulu convoquer tous les sens, interpeller les consciences et faire voyager par l’imaginaire. Les terrasses sont vides pour le moment, mais vous entendez, on voyage, il y a l’eau, la mer. On va pouvoir s’asseoir sur les escaliers. J’invite d’ailleurs tous les amoureux à venir ici”.  Il buon senso vorrebbe che se l’unico sostenitore economico di un evento propone da quest’anno un diverso sviluppo della manifestazione si cerchi almeno di ragionare insieme e di conciliare le diverse visioni con i suoi delegati.  “Non accettiamo interferenze, non vogliamo compromessi, ci sono altri 118 paesi in cui poter rifare l’esperienza” (4). Ecco allora il secondo fallimento: la purezza (ma anche la spocchia) intellettuale si oppone alla visione diversa; l’incapacità di dialogo con la società e con i suoi rappresentanti oppone alla legittima richiesta > una traumatica rottura.

Di fronte all’istanza di partecipazione dal basso, alla riscoperta dell’appartenenza al luogo (re-identificazione)  –per certi versi auspicata in genere dagli intellettuali in altri contesti- a Cairano si è generata una crisi, di fronte alla quale “il rischio che corriamo facilmente è di negare o di rimuovere, o di fuggire ed evadere, o di darsi da fare per chiudere la breccia, o per mutare solo la superficie e non la sostanza …  il rischio è che si combattano battaglie di retroguardia per paura…”; sono parole di Luciano Manicardi, tratte da “Quando i giorni sono cattivi” Aliberti Editore 2010, che calzano bene in risposta ai tentativi di chiudere definitivamente e/o di rifare l’esperienza di 7x in altri contesti e con altre persone.   Terzo fallimento: mancata capacità di gestire la crisi, sperare che altrove sia meglio; abbandonare l’esperienza in corso di fronte alle subentrate difficoltà (e incomprensioni).

Cairano 7x è nata come manifestazione di generosità comunitaria da opporre alla tirchieria irpina e meridionale. Gli abitanti hanno aperto le porte delle loro case, lasciando soprammobili  e cose care al loro posto, a disposizione di tutti (poi se ne sono pentiti);  hanno fatto la spesa e cucinato nel migliore dei modi possibili; hanno accolto i forestieri e hanno suonato per loro. Amministrazione comunale e Pro loco hanno tenuto pulito il paese e fatto le ordinanze per il traffico e la sicurezza. I comunitari, per primo Arminio,  hanno generosamente portato ognuno il proprio talento. Relatori e visitatori hanno impegnato tempo e viaggio per raggiungere la rupe. A Cairano ognuno ha donato qualcosa, seppure una presenza, una testimonianza, un libro. Arminio ne ha poi  condensato  visioni e ideali attraverso la sua scrittura e la sua presenza in varie parti d’Italia, tra cui i recenti festival di Topolò, Perugia e Paraloup.

L’edizione dello scorso anno, non ancora rendicontata economicamente, ha introdotto però spese consistenti per rimborsi viaggi e avviato il riconoscimento di cachet che non erano certo nello spirito iniziale di 7x. Complice sicuramente anche la compartecipazione del contributo regionale ci si è dimenticati persino di dare riconoscimento all’unico contributore privato della manifestazione. Logo e nome della Dragone Group non comparivano nelle locandine e nella comunicazione. Le riunioni comunitarie divenivano ormai luogo di discussione di bilanci preventivi e consuntivi. Quarto fallimento : il meccanismo economico  ha generato attese che hanno finito col tradire lo spirito del dono originario. D’altronde con poche centinaia o migliaia di euro certamente ospiti ed artisti non venivano ripagati per l’effettivo contributo portato a Cairano e il fatto di iniziare a distinguere sul perché del dato ad uno e del non dare all’altro ha generato equivoci e incomprensioni. Nelle discussioni che seguiranno bisognerà ricordarsi che si sono spesi nel 2009-2010 più di 100.000 euro di un privato.  E ci sono ancora debiti da ripianare per la scorsa edizione. E’ vero che il denaro non conta ma sembra, almeno da quello che riportano i giornali, che sia stata proprio questa la causa di rottura (è il messaggio più sintetico che passa all’esterno).

Avvio una riflessione pragmatica e perdonatemi per l’impudenza : la Regione non ha co-finanziato 7x 2011; ci sono quindi 25.000 euro disponibili per 7 eventi di cui 2 già svolti e il terzo a giorni in corso (5). Ci sono inoltre delle indicazioni precise date da Dragone e altre istanze che vengono dai residenti; indicazioni e istanze che andavano discusse e accolte per quanto possibile considerato che erano in linea con un nostro non-programma. Venendo meno il contributo regionale giocoforza andava rivisitato il documento di maggio 2011; nella riunione di lunedì scorso a Lioni, portata avanti da Sindaco e Arminio,  si sarebbe dovuto avere la santa pazienza di contemperare pur di salvare la rupe.   Si potevano ad esempio rimandare ad altra data i 4 gruppi musicali e ridurre alcuni cachet, confermando in toto la partecipazione dei numerosi illustri ospiti invitati da Franco Arminio.  Chi l’ha detto che serve la musica a tutti i costi per fare un evento ? Non avevamo detto nel 2009 che non andavano usati server e amplificazioni ma solo chitarre e voce nuda ? Con 10.000 euro tondi, compreso vitto e alloggio, era più che possibile tenere il programma di agosto. Si potevano anche cercare degli sponsor; non avrebbero compromesso alcunché.

Delle due precedenti edizioni, benché richiesti e più volte sollecitati dallo stesso Dragone,  non resta alcuna traccia materiale :  non è stato prodotto un DVD, né una pubblicazione, nemmeno un album fotografico. Solo tracce sull’infinito dei motori di ricerca. A marzo 2011, dopo una faticosa riunione, si avvia la stesura di una lettera al mecenate (la prima dopo due anni) : “chi siamo, cosa abbiamo fatto, cosa vogliamo fare, vogliamo parlare con te non con altri, stop”.

“Ma cos’ è Cairano 7x o cosa è stato ?  Si è tenuto davvero o è stata un’invenzione mediatica ? C’è un album che raccoglie il pensiero lasciato dai  tanti ospiti a Cairano durante i giorni della loro  visita ? No ? , ma allora a cosa è servito ?” .  Quinto fallimento : la mancanza di delega e di organizzazione. In 4 anni non siamo riusciti a dar vita ad un gruppo di lavoro; si è assecondata una visione verticistica, una gerarchia che è l’esatta antitesi dell’auspicata ‘comunità’ (un ‘bastone’ al posto del ‘cerchio’ prefigurato da Nanos). E tra i vari fallimenti in corso, il quinto mi sembra proprio quello più emblematico, quello generatore della battuta d’arresto di 7x e della C.P.  Un gruppo dotato di grandi intelligenze e forti personalità ma incapace di fare squadra.

Quelle volte che si è tentato di avviare una forma associazionistica con delle regole … si è preferito non andare mai fino in fondo, col risultato che l’intellettuale tipo comunitario lavora e rimane da solo, si circonda ed è amato dai fans ma di fatto non contribuisce a costruire la ‘comunità’. Una comunità viva è policentrica e non egocentrica. In sintesi, in questi anni poteva  iniziare un significativo lavoro di gruppo se ognuno fosse stato capace di utilizzare il “noi” al posto dell’ ”io”.  E’ deprimente constatare quante numerose  sono le valide risorse incontrate e poi abbandonate per strada. Sesto fallimento, forse il più evidente : sono più gli amici persi che quelli ritrovati (6). L’unica decrescita attuata è stata proprio nella partecipazione; “si entra e si esce”, recitava uno degli slogan a cui andrebbe aggiunto e nessuno se ne frega più di tanto.

Cairano non è un campo neutro dove giocare la partita della propria esistenza. Bisogna chiedersi perché finora gli abitanti non hanno partecipato a 7x; perché non si è parlato ai ragazzi del posto per coinvolgerli; perché non si è andati nelle scuole superiori del circondario a spiegare l’idea di 7x.  Tutto questo, unitamente alla generosità da mettere in campo animando 7x, ognuno con i propri talenti senza mercificazione di sorta, era nelle premesse della prima edizione (7).

A Cairano luogo e anime hanno dimostrato finora forte personalità umana e urbana. Il fascino del borgo e della rupe è insito nei paesaggi che offre e nella ricchezza umana che lo abita. Senza l’ascolto di quello che è oggi Cairano rischiamo di importarvi format che già si svolgono altrove in Italia. Quale sarebbe la novità ? Solo studiando l’unicità dell’irpina Cairano e accogliendone  le diversità potremo fare qualcosa di utile per quel paese e per la nostra Irpinia. Salvando Cairano inizieremo a salvare anche gli altri piccoli paesi, sono migliaia, disseminati lungo l’Appennino morente. Se Cairano avrà un futuro lo avranno anche gli altri piccoli paesi italiani.

Per questo, dopo lo sfibrarsi di questi ultimi giorni in atto, bisogna ricorrere alle poche energie rimaste e metterle di nuovo insieme. Non servono scuse perché non ci sono colpe. Sono troppi i punti sopra enunciati e troppo il tempo passato senza analizzarli e discuterli. Abbiamo trascurato per troppo tempo cose importanti e qualche saggio della C.P. che si era impegnato ad usare ago e filo, ha anch’egli scelto la strada della rinuncia, anche attraverso la provocazione e l’inciucio.

10.7.2011

Addolora l’ulteriore articolo letto poco fa sul Mattino di oggi, a firma di Franco Arminio “Perché mi dimetto da Cairano”.  La C.P. si è dimessa da tempo, anch’io voglio dimettermi a questo punto. Giardino e Rupe funzioneranno se restano intrecciati, se gli ospiti di un evento saranno informati di quanto succede nel precedente e nel prossimo appuntamento; se ogni dono portato a Cariano arricchisce chi lo fa e chi lo riceve; se ogni azione rafforza le altre; se ancora crediamo che il piccolo paese possa farcela.  Se lo zoppo anziché ostinarsi a camminare decide di provare a volare… usando un’ immagine di Arminio cara a Dragone.

Ma da cosa ci dimettiamo se non siamo qui per contratto o per incarico e tantomeno per elezione…   a Cairano ci ritroviamo perché abbiamo dato ognuno tempo e disponibilità intorno ad una visione, ad un progetto, ad una speranza.

Dimettersi significa dimettersi unicamente da noi stessi. Dimettersi significa affossare Cairano 7x e la stessa comunità provvisoria.  Significa arrendersi in una terra già arresa.

Lancio un ultimo appello: la crisi è irrimediabilmente forte ma non abbastanza tale da impedirci di  riprendere a camminare. Bisogna ripartire dagli errori fatti, ascoltando più che parlando; bussando a porte e cuori con umiltà; rinunciando a richieste di scuse e legittimo orgoglio; ed evidenziando i tanti elementi positivi finora registrati : dall’impegno del Sindaco a quello di Arminio, dalla efficiente capacità organizzativa della Pro loco alla disponibilità del paese intero.  Si illude chi pensa che esisterà un’altra Cairano.

Cairano, lo sappiamo bene e lo sa bene anche Franco, è unico. Non ci sono Topolò e Paraloup che reggano il confronto.   E non c’è nessun altro mecenate come Dragone impegnato a far rivivere un paese attraverso la bellezza, sia essa quella del borgo giardino o quella della rupe dell’utopia. Bellezza e utopia, a Cairano, sono ancora possibili. E’ la rupe dell’utopia che ancora ci interessa, non quella del fallimento.

Vi saluto allegando il video logo di borgo giardino (rinominato) e citando ancora Manicardi “… forse si può osare anche uno sguardo altro sulla crisi. La crisi è occasione di intelligenza e di azione responsabile. La crisi sollecita e attende la nostra responsabilità. A noi la risposta”  (8).

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– – – note linkate

_1. Ai 18.000 euro stimati a maggio vanno sommati  4.000 euro per gli alloggi e circa 4.000 tra server audio-video, grafica, trasporti, servizi igienici e logistica varia.   https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2011/05/16/cairano7x-si-fara/#more-13707

_2. http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157623689573029/

_3.  https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cairano-7×7/

_4.  riunione di Mercogliano https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2011/04/22/cairano-e-in-pericolo-aiutiamoci/

_5.  http://www.cairano7x.it/2011/i-giorni-di-san-leone/

_6.  https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cose-la-comunita-provvisoria/le-regole-del-blog/

_7.  https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cairano-7×7/

_8. possibilmente non sarcastiche e/o dispettose; attraverso i commenti ai precedenti post sono ormai più che chiare le posizioni di tutti; con grande prevalenza di opinioni a favore della definitiva rottura.

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due giorni di auto evidenziazione e di seguito il video logo di borgo giardino (dal mio nokia n73 / mancano sicuramente mano e mente di Citoni)

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Written by A_ve

10 luglio 2011 a 12:30 pm

35 Risposte

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  1. …”non ci sono Topolò e Paraloup che reggano il confronto”….ci sei stato? gli altri sono tutti corrotti e venduti al mercato? non hanno lo spirito puro? fai le gare per vedere chi è più bello dentro? con un atteggiamento così non si va da nessuna parte; così si concima la crisi prima ancora di iniziare qualsiasi progetto. Comunque noi stasera diamo Di mestiere faccio il paesologo, proprio a Topolò.
    na svidenje

    moreno

    10 luglio 2011 at 2:28 pm

  2. io mi aspettavo, e sarebbe stata una bella giornata per l’irpinia, che angelo scrivesse che non intende continuare il suo lavoro a cairano senza il gruppo della comunità provvisoria. mi aspettavo questo gesto, sarebbe stata una bella lezione per tutti e tutti avremmo dovuto rientrare in gioco.
    mi aspettavo questa apertura. ma era una pura utopia, l’utopia della rupe…..

    Arminio

    10 luglio 2011 at 2:33 pm

  3. caro moreno
    sono in piemonte….
    topolò non ha bisogno della mia difesa…..

    ****
    perchè ad agosto, il 4, in quello che doveva essere il primo giorno della rupe,
    il sindaco e angelo e la pro loco non organizzano un’assemblea coi cittadini e con franco dragone?
    dragone è a cairano e sarebbe bene che ci dicesse direttamente quello che pensa. sarebbe un momento vero in questa storia. la verità cominicia a essere la grande latitante……

    Arminio

    10 luglio 2011 at 3:00 pm

  4. angelo si fa presto ad addebitare i fallimenti sul conto corrente degli altri.
    si veniva a cairano ‘da fuori’, alcuni da napoli, altri da caserta, qualche pazzo da roma, si parlava col sindaco e la proloco che sono (almeno, diciamo, istituzionalmente) lì e saremmo noi che non coinvolgevamo? diamo i numeri?
    un pò di misura, suvvia.
    la verità, come lamenta franco, è che se avessimo avuto un direttore artistico straniero nessuno avrebbe fiatato.
    ma che vuole arminio from bisaccia?
    sui 100.000 euro.
    questa è tecnicamente una fonte. di grazia qualcuno ci segnala i flussi di impiego, ed, in particolare, quanti soldi sono ‘usciti’ da cairano?
    perché se proprio si vuole ragionare facciamolo come sintassi richiede, soggetto, predicato e complemento.

    paolo

    10 luglio 2011 at 3:17 pm

  5. Caro Angelo,
    ho letto con attenzione il tuo post. Qualcuno ha sostenuto che Comunità Provvisoria si reggesse su una “diarchia”: la tua e quella di Franco Arminio. Capire cosa pensi tu è, quindi, importante. Vado per punti, seguendo il filo del tuo discorso.
    Fallimento della rupe dell’utopia e di Comunità Provvisoria.
    «Voglio scrivere subito che l’eventuale fallimento della “rupe dell’utopia”, che doveva tenersi ad agosto tra i 7 eventi di Cairano 7x, sancirebbe di fatto anche il fallimento della “comunità provvisoria”.» E perché? C. P., tu stesso scrivi qualche rigo più avanti, è stata “Cairano 7x”, ma anche l’esperienza «del Parco rurale, della salvaguardia del Formicoso e dei nostri paesaggi, del riabitare i paesi e delle tante altre tematiche avviate, paesologiche e non.». Direi anche di più: Comunità Provvisoria è un progetto culturale (e politico) che pone il problema del Sud (e dei Sud) in modo diverso dal passato. Per dirtene una: partendo dalle “Terre dell’osso”, invece che dalla “polpa”; mettendo al centro i paesi, piuttosto che le città; realtà marginali e sconosciute come Cairano al posto di Napoli, Roma o Milano. Un problema culturale (e politico) da guardare non solo in termini sociali, ma anche esistenziali: nel senso che lo “sviluppo” non risolve i nostri problemi. Non è che avendo una fabbrica in più staremo meglio, né staremo bene con la “modernizzazione incivile” dei nostri paesi e città. Insomma, io ho sempre capito che CP fosse qualcosa di più di un blog, di uno scrittore geniale come Franco e di un architetto ambientalista come te. Ed Elda, l’archeologa dove la mettiamo? E l’antropologo? E l’etnologo? E il filosofo? E il poeta? E lo scultore e l’economista?…Mi era sembrato di capire, proprio partecipando a “Cairano 7x”, che CP facesse un discorso a tutto campo, multi-trans e interdisciplinare. Non capisco perché questo “linee di discorso” dovrebbero fallire e smarrirsi soltanto perché qualcuno che ha il potere di decidere (e non sono io) ha ritenuto necessario ed opportuno gettare l’utopia espressa da CP dalla rupe di Cairano.
    Sostienei che, secondo Arminio, CP era già finita a novembre 2010? Non so. Non credo che Franco possa rinunciare a queste “linee discorsive”. In fondo, da “Viaggio nel cratere” all’ultimo suo libro, questo è uno dei sughi più interessante e nuovo del suo contributo letterario. Cos’è la paesologia?
    Cairano 7x non appartiene soltanto ai cairanesi e CP non è comunità solo di chi vive in Irpinia.
    Scrivi: «Di sicuro in 7x e CP, negli ultimi 4 anni, si sono cimentate le migliori energie intellettuali che vivono in Irpinia, scevre da qualsiasi appartenenza partitica, impegnate a vario titolo nel sociale, abili comunicatori, attenti professionisti». Ok. Vorrei non dimenticassi il contributo di chi non vive in Irpinia. Forse questo è un punto decisivo. Cairano non è solo un problema dei cairanesi. Così come CP non è solo un problema di chi l’ha pensata, organizzata, e amministrata. Questo sarebbe davvero vivere nell’Ottocento, invece che nel 2011. Cairano è un simbolo e CP un discorso. Non appartengono soltanto a chi li ha inventati o pronunciati.
    Intellettuali parte integrante e intellettuali che non lo sono.
    «Un fallimento che conferma l’incapacità degli ‘intellettuali’ di essere parte integrante, non solo lievito, delle comunità in cui vivono». Ma in quale comunità vive un intellettuale? A Cairano?, a Sant’Angelo?, a Bisaccia?, a Grottaminarda?, a Cologno?, a Napoli?, a Milano?…Qualunque sia il luogo che si evoca (paese o città, frazione o megalopoli…) un intellettuale (perché, caro Angelo virgolettarlo? Non credi che esistano intellettuali? O quelli a cui pensi non li ritieni meritevoli del titolo?…), un intellettuale può definirsi tale solo se è capace di andare oltre il suo luogo d’origine e il tempo storico in cui è nato. Che intellettuale sarebbe altrimenti? Colgo in questa posizione un pericoloso anti-intellettualismo.
    Intellettuali e la Rete
    «Intellettuali che hanno finito con l’affidare le rivoluzioni del terzo millennio alla leggerezza e alla sveltezza della loro tastiera; forse anch’essi ingannati dalla facilità di comunicazione sociale che offrono oggi facebook e blogs, dove il consenso si manifesta con un ‘mi piace’, tra l’altro unica opzione possibile ». Questo è un problema serio. Vorrei dire, però, che “le rivoluzioni del terzo millennio” non cominciano neanche se non si comunicano. Può darsi che “Cairano 7x” e CP siano soltanto “fatti della Rete”, invenzioni medianiche; ma se l’invenzione produce comportamenti concreti qualche efficacia ce l’ha,
    Intellettuali e società
    «Ma quale singola parte di società conosciamo e a quale sotto-parte ci relazioniamo ?» Domanda mal posta. Un poeta, uno scrittore, un pittore, un musicista è qualcosa di più (e di meno) di un sociologo o di un politico. Un poeta ha come destinatario Pinco Pallo perché “rappresentante” del genere umano e non perché cittadino di una particolare e precisa comunità sociale.
    Demagogia e populismo
    «A Cairano, il programma della “rupe dell’utopia” non è passato. “Non mi piace”, il commento ricorrente tra i trecento abitanti rimasti a vivere sulla rupe per l’intero anno. “Non vogliamo che si spendano migliaia di euro (1) del concittadino mecenate Dragone per 4 giorni d’agosto e poi chi s’è visto s’è visto”.» Questo è populismo e demagogia. Ma, scusa, che differenza c’è tra il “piace e non mi piace” espresso dal cittadino di Cairano rispetto a quello espresso coi mezzi della Rete al quale accennavi criticamente prima?…Questa per me è soltanto una valutazione politica. Legittima. Ma non la si può ritenere migliore di chi crede che spendere i soldi del concittadino Dragone nel modo in cui si stanno spendendo sia, se non sbagliato, altrettanto discutibile.
    C’è intellettuale e intellettuale!
    « Non si tratta quindi di un giudizio di valore ma di principio : “Non si può pensare di venire qui ad imporci visioni dall’alto, vogliamo partecipare, vogliamo essere coinvolti, siamo la comunità di Cairano con secoli di storia, non la comunità provvisoria”.»
    Giusto. I trecento cairanesi si facciano il programma che vogliono. Uno scrittore non deve scrivere (per forza) ciò che piace ai trecento cairanesi. Un architetto forse sì. Non può, infatti, non tener conto dei desideri del committente. Ma ve l’immaginate un filosofo a produrre concetti o un poeta a verseggiare, seguendo le indicazioni di trecento rispettabilissimi cittadini?. E’ come dire: “Siccome ti pago io, devi pensare come dico io!…” Che questo io-mecenate sia un noi-comunità fa poca differenza. Una comunità politica (di cittadini) vorrebbe imporre la sua volontà ad una “comunità provvisoria” (pluridisciplinare). Per quanto mi riguarda, risponderei: “Grazie, non mi interessa!” . E mi meraviglia che questo punto non venga compreso da uno dei “diarca” di CP. Lo capisco, persino io, che non vivo in Irpinia!… “Auto-referenzialità”, “ ‘cultura’ dall’alto”, “supponenza e mancanza di sensibilità verso il prossimo”, ecc. ecc Tutte foglie di fico e sciocchezze. Non mi risulta che scienziati, scrittori, filosofi, poeti, pittori, visionari, affabulatori vari, ecc.ecc. LAVORINO continuamente a contatto col popolo. Non l’hanno mai fatto. In verità, questa attività non la fanno neanche i politici persone che, per definizione e mestiere, dovrebbero comprendere ed elaborare i bisogni del “popolo”. Vi risulta che Bossi prima di inventarsi una “comunità immaginaria” come la Padania abbia trascorso giorni e giorni a consultare gli inesistenti padani?
    Il rapporto coi cittadini
    “Se quel che resta di una piccola comunità locale si prodiga per aprire le proprie case a forestieri e si mette il grembiule per cucinare e servire a tavola si dovrebbe avere il buon senso di spiegare cosa si vuole fare, non sul blog o su facebook ma venendo qui a Cairano per parlare e condividere, come avete fatto il primo anno”. Vero. Ma non penso che Arminio voglia sfuggire al rapporto coi cittadini cairanesi. Ha proposto addirittura un’assemblea ai primi di agosto. Pensare, però, che abbiano ragione solo perché “cittadini” è un altro discorso.
    Dragone come Socrate?
    «“Ho un sogno, vorrei che questo borgo riprendesse a vivere con energia, vorrei che in questo borgo ritorni la bellezza”, questo il pensiero di Franco Dragone consegnatomi qualche anno fa mentre ero in cantiere alle prese con il recupero della sua casa a Cairano (2).» Questo Dragone, con tutto il rispetto, mi sembra diventato un Socrate. E’ noto che l’inventore del concetto non lasciò nulla di scritto. Ciò che sappiamo di lui si deve ricostruire da ciò che i discepoli gli mettono in bocca. Non conosco Dragone. Per me, oltre che grande artista, è cittadino benemerito per quanto fa per il suo paese d’origine. Ma non avrebbe fatto meglio ad esprimere direttamente il suo pensiero con qualche documento scritto?
    Il tema del “borgo-giardino”
    «Dragone, unitamente ad un “comitato di saggi”, costituito da emigranti cairanesi che si sono affermati in varie parti del mondo, sulla scorta dei consuntivi precedenti, delegando il Sindaco, ha chiesto delle rettifiche alla manifestazione 2011, ri-proponendo il tema del “borgo-giardino” e affiancando all’organizzazione della pro loco un revisore dei conti. ».
    D’accordo. Si faccia. Ma che c’entra questo con “la purezza”, “la spocchia intellettuale” di chi la pensa diversamente? Cosa c’entra il “dialogo con la società e con i suoi rappresentanti”? Quale società poi e quali rappresentanti? Cairano progettando il “Borgo giardino” e abbandonando “la rupe dell’utopia” fa un discorso migliore e più efficace di quello che CP ha fatto finora per i paesi? Il problema è questo, non la purezza o la spocchia.
    Come affrontare la crisi e gestirla.
    «Mancata capacità di gestire la crisi, sperare che altrove sia meglio; abbandonare l’esperienza in corso di fronte alle subentrate difficoltà (e incomprensioni)». Si può analizzare e valutare tutto. Ma non si può pretendere da chi fin dall’inizio ha fatto un discorso che veniva “sperimentato” a Cairano, ma non era soltanto cairanese, pretendere che si rimanga incollati a un’esperienza. I cairanesi per primo (Sindaco in testa) non vogliono più portare avanti e non li si può certamente obbligare. La crisi c’è e si tratta di comprenderla. Il tuo modo di comprenderla, ad esempio, non è il mio. E, comunque, addossa tutta la responsabilità all’altro diarca.
    Per quanto mi riguarda, penso proprio che i vagiti di un altro Sud possibile siano stati soffocati . Lo dico non per vittimismo, ma proprio per comprendere e dirsi chiaramente il senso di quanto accaduto.

    Money e capitale simbolico
    «Il meccanismo economico ha generato attese che hanno finito col tradire lo spirito del dono originario.»
    E’ probabile. Una cosa, però, vorrei dire con chiarezza: se fosse possibile fare un conto economico al millesimo del dare e dell’avere fra Cairano, la CP e tutti gli ospiti e i visitatori calamitati prevalentemente da Arminio nelle due edizioni di “Cairano 7x”, francamente, credo che il paese ci abbia guadagnato alla grande. Sulla scia di Bourdieu l’ho definito “capitale simbolico”. Per approssimarsi, sicuramente per difetto, ad una possibile quantificazione, come diceva giustamente Iadarola, bisognerebbe calcolare il costo di una campagna pubblicitaria.
    Rimarrà sempre un segno
    «Delle due precedenti edizioni, benché richiesti e più volte sollecitati dallo stesso Dragone, non resta alcuna traccia materiale: non è stato prodotto un DVD, né una pubblicazione, nemmeno un album fotografico.» C’è una pubblicazione. La mia. Ve la farò avere, a costo zero.
    Strappatevi i capelli
    «In 4 anni non siamo riusciti a dar vita ad un gruppo di lavoro; si è assecondata una visione verticistica, una gerarchia che è l’esatta antitesi dell’auspicata ‘comunità’ (un ‘bastone’ al posto del ‘cerchio’ prefigurato da Nanos).» Ok. Che la diarchia si strappi i capelli e dopo il rito purificatore vedremo cosa accadrà. Dar vita a un gruppo, però, con un diarca che tira ad Oriente e un altro a Occidente è fatica, bisogna ammetterlo, di Sisifo.

    C’era speranza se questo accadeva a Cairano
    «Salvando Cairano inizieremo a salvare anche gli altri piccoli paesi, sono migliaia, disseminati lungo l’Appennino morente. Se Cairano avrà un futuro lo avranno anche gli altri piccoli paesi italiani.»
    Un amico leggendo i miei “Appunti da Cairano” commentò: “C’è speranza se questo accade a Cairano”. Speranza, non salvezza. La speranza è sorella dell’utopia. E l’utopia è rappresentata da quella bozza di discorso fatti dalla CP in questi anni. Se cade quella, cade anche la speranza di un Sud diverso.
    Il tuo post, caro Angelo, questa speranza non me la dà.

    DONATO SALZARULO

    10 luglio 2011 at 10:00 pm

  6. “più stiava che li Ebrei, più serva ch’e’ Persi, più dispersa che li Ateniesi, sanza capo, sanza ordine, battuta, spogliata, lacera, corsa”. La sua “ruina” è totale, ma è pronta a rialzarsi, “è disposta a seguire una bandiera, pur che ci sia uno che la pigli”: ci vuole un redentore, uno di quegli “uomini rari e maravigliosi” che sanno compiere in condizioni disperate grandi imprese.

    I tempi sono maturi: “A ognuno puzza questo barbaro dominio. Pigli, adunque, la illustre casa vostra questo assunto, con quello animo e con quella speranza che si pigliano le imprese iuste; acciò che, sotto la sua insegna, e questa patria ne sia nobilitata, e sotto li sua auspizii si verifichi quel detto del Petrarca: la politica reale non sa che farsene della buona filosofia. Gli ideali politici della filosofia non hanno buona accoglienza nella pratica politica reale, ma gli ideali politici, anche quelli più alti, hanno bisogno della scienza politica, del realismo machiavellico. Insomma smettiamola con questa storia che la Rupe dell’Utopia non ha bisogno degli Architetti, direbbe Macchiavelli.

    Ma non vi leggete la mattina il borsino? (e che cazz!):

    ARCHITETTI MIB 105%
    POETI MIB 3,5%
    FILOSOFI MIB 1,2%
    FOTOGRAFI MIB 0,5
    SCRITTORI MIB 0,3
    CLOWN MIB 0,000000000000000000000000000000000000000000000000000001%

    nanosecondo

    10 luglio 2011 at 11:53 pm

  7. p.s. oPS DIMENTICAVO….

    L’isola perfetta e irreale …di Cairano…., infatti, ha il problema dei rapporti con i vicini, con i conpaesani, con i cuparielli, e con gli ortolani. Insomma bisogna comprenderlo una volta per tutte che é molto più simili ai popoli reali che a quello irreale di Utopia. Di questo ne parlano illustri strateghi in capitoli di libri sulla guerra, tra architetti e filosofi e tutta l’altra compagnia……
    cia nanos

    nanosecondo

    10 luglio 2011 at 11:58 pm

  8. …p.s ops mi ero dimenticato di dire però che…

    Gli Utopiani della rupe detestano la guerra ma nel caso la praticano “per difendere il proprio territorio, o per ricacciare nemici che abbiano invaso le terre di amici, o per pietà di un popolo oppresso da tirannide, allo scopo di liberarlo con le proprie forze (e lo fanno per filantropia) dall’oppressione e dalla schiavitù”.

    La guerra loro, si gli utopiani, la fanno anche per punire torti finanziari propri o, più aspramente, dei loro amici …paesologici …che stannos empre con la testa tra le nuvole….e non scendono mai se non per aprire “(FIGURAT POO’!) “musei dell’aria”. Gia ci sono tanti sprechi mo ci mettiamno pure acostruire MUSEI DELL’ARIA ….ma come si costruisce poi un meseo dell’aria ……..non servono gli architetti? (uaoooooooo, e che cazz! ma siete scemiiiiiiiii!!!!!!) …..la guerra e guerra e loro , si sempre gli utopiani, la praticano, si ma solo in maniera giusta, …..e si vergognano pure se le vincono in modo sanguinoso.

    Disprezzano, quindi, il valor militare ma lo coltivano con esercizi regolari dei loro uomini e delle loro donne. Quando riescono a risolvere i conflitti “con l’arte e fantasia” se ne gloriano.

    Nanosecondo

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 12:04 am

  9. a ragà….dobbiamo verificare meglio se per il museo dell’aria non ci può servire qualche architetto…..!!!

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 12:06 am

  10. mi sono venduto la mia moto del tempo per un euro e tanta passione….

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 12:10 am

  11. Si era giunti a un’intesa. Quell’intesa era espressione di fiducia e riguardo – componeva le differenti parti di Cairano 7x in una sola cosa. A quel punto Cairano 7x non erano più i sette giorni delle due passate edizioni, ma erano i sette appuntamenti dislocati da maggio in avanti: tre appuntamenti per il Giardino, uno per la Festa di San Leone, e tre per la Rupe. Questa composizione era stata conquistata con grande fatica e dunque mille volte preziosa.
    A questo punto quella intesa viene meno, va a pezzi, e il pezzo che viene “cancellato” è quello della Rupe. Ma andando a pezzi quella intesa vengono meno per intero fiducia, riguardo e valore. Questi sono i fatti. Ci si può girare intorno con un miliardo di parole, ma questi restano i fatti.
    Angelo lancia “un ultimo appello: la crisi è irrimediabilmente forte ma non abbastanza tale da impedirci di riprendere a camminare. Bisogna ripartire dagli errori fatti, ascoltando più che parlando; bussando a porte e cuori con umiltà”.
    Io credo che quella mancanza di fiducia e riguardo sia forse il maggiore fra gli errori fatti. Ci vogliono grande fiducia e grande riguardo verso i cittadini di Cairano, verso Dragone, verso tutti noi che abbiamo amato e amiamo CP e Cairano e Cairano 7x, e ci vogliono grande fiducia e grande riguardo verso Franco.

    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    11 luglio 2011 at 5:02 am

  12. per una mia riflessione più dettagliata (non volevo farla, ma a questo punto s’impone) aspetto l’annunciato articolo del sindaco. ringrazio donato per il suo paziente e per me prezioso intervento. e spero che angelo trovi il tempo di rispondere e magari specificare meglio il suo pensiero. ringrazio anche adelelmo che segue da sempre i nostri travagliati e a volte incomprensibili discorsi.

    mi ha molto colpito che nel suo lungo intervento angelo non abbia mai citato il nome di elda. la comunità è fatto di persone, non di intellettual. elda l’anno scorso è venuta a cairano, noostante avesse seri problemi. ha seguito tante cose, compreso il lavoro delle ragazze dei cairano. elda quest’anno ha scritto centinaia di mail per organizzare quella che prima doveva essere cairano 7x edizione 2011 e poi ad aprile è diventato un’altra cosa. elda era stata indicata come responsabile unica di tutti gli aspetti organizzativi e di tutti i laboratori. a un certo punto di questo riconoscimento si è perso traccia, ma elda non vive nell’attesa di riconoscimenti,non è come me che da anni ho ingaggiato una battaglia per dire che all’esercizio della diffidenza bisogna sostituire quello dell’ammirazione. a cairano c’è un grande patrimonio arheologico da portare alla luce. forse bisognerebbe dirglielo anche a dragone. e chi meglio di elda poteva dare una mano in questo senso? Elda il primo anno aveva allestito scavando con le sue mani una piccola nicchia di reperti. sarebbe stata buona cosa dare spazio ulteriore a questo lavoro. Elda assieme a me e a tanti comunitari si è confrontata coi cittadini di cairano. Ha espresso tutto il suo disagio per la mutazione dello spirito della manifestazione (è venuta a farlo nonostante le ulteriori difficoltà che stava vivendo). Elda ha parlato e lavorato con tanti cairanesi. elda è la cp più di ogni altro, questo deve essere chiaro. non siamo tutti uguali, mi colpiscono certi accenti maoisti nei discorsi del sindaco e di angelo.
    mi fermo qui, per ora.

    spero che angelo accolga la mia proposta di non andare avanti nel suo programma senza gli utopisti della rupe.è una richiesta fatta a una persona che non fa cairano per interessi personali e che ha una sincera voglia di comunità.

    ieri per la tensione e la stanchezzza (che non vengono solo da cairano, ho altre fortune e altre sfortune in questo momento) ho avuto una piccola crisi ipertensiva, ma sono già qui a lavoro. oggi sarò a milano e oi domani a roma.
    qui a paroup è nato il coordinamento per la difesa dei luoghi marginali. confermo che la comunità provvisoria perimetrata in irpinia per me è morta. è già al lavoro un’altra comunità provvisoria. non è una cosa mia ma di chi fa suo questo moto ideale, di questo oggetto mentale che appartiene a tante persone.

    armin

    Arminio

    11 luglio 2011 at 6:25 am

  13. dire che la cp non è perimetrata in irpinia
    ovviamente non vuole dire non occuparsi di irpinia….
    e allora diciamo subito che è vergognoso il provvedimento di caldoro di portare i rifiuti in irpinia.
    cosa ne pensa il suo vice presidente, che è irpino, e che ha finanziato un sacco di eventi che a mio giudizio non sono minimamente all’altezza di quello che si è fatto a cairano?
    la spazzatura a noi, i soldi ai soliti festival che non portano né cultura né turismo?

    Arminio

    11 luglio 2011 at 6:56 am

  14. Nell’ultimo intervento del convegno del “Borgo giardino” di sabato di fine giugno (dove i cairanesi si fecero rappresentare dal primo cittadino …) la prof Mazzoleni (a me fino ad allora sconosciuta), cardine del programma medesimo, lanciò un accorato appello su una unità da ritrovarsi sulla macro area regionale per affrontare le grandi tematiche della regione, rifiuti in testa.
    La borghesia napoletana che si interroga e ci interroga finalmente su una prospettiva di un nuovo patto con le aree interne.
    Mi sarebbe piaciuto sentire arminio in quel momento, che lavora ad un nuovo manifesto di regionalismo…
    Cairano o è anche questo (ed il complemento a ‘questo’ sono i pensieri e le cose fatte da elda) o non è.
    Sulle cose scritte da angelo, grazie a donato (che non conosco) per la bella e appassionata intelligenza.

    paolo

    11 luglio 2011 at 10:07 am

  15. Parlato ieri con sales. Il manifesto credo che lo preseteremo comunque in irpinia. Se da questa storia ognuno mette a punto meglio le proprie idee e’ gia’ una buona cosa.

    Arminio

    11 luglio 2011 at 12:01 pm

  16. ma sì, stiamocene tutti in casa a guardare la televisione. tra poco comincia il campionato di calcio, tutti al bar con birretta gelata a dire banalità. this is the life, ladies and gentlemen

    sergio gioia

    11 luglio 2011 at 12:31 pm

  17. Ma scusa non ti rendi conto di ciò che è successo e di cosa sta ancora accadendo? Non ti interessa proprio ciò che si scrive e si pensa? Anche se così fosse (e non lo credo), evita di cambiare discorso, sta male, fa impressione.

    EnzLu

    enzlu

    11 luglio 2011 at 12:31 pm

  18. Il mio commento era riferito all’ultimo commento scritto da Arminio (nel quale cita Sales ed altro)
    EnzLu

    enzlu

    11 luglio 2011 at 12:34 pm

  19. Ognuno crede a chi vuole caro Enzo. Tu credi al sindaco. Spero che la cosa ti dia piacere

    Arminio

    11 luglio 2011 at 1:52 pm

  20. Ancora non mi sono mai posto il problema di credere in qualcosa o in qualcuno, dopo aver abbandonato la tranquillizzante casa di Santa Madre Chiesa. Per mestiere e per educazione sono portato a capire e non a credere. E dopo aver capito molto spesso sono portato a tacere per non giudicare. Qui due cose sono lampanti: la tua scelta di uno svuotamento progressivo di contenuti della Comunità Provvisoria, con un adattamento progressivo a “corte di Armino”, e la tua scelta dichiarata e scritta di andare allo scontro con “l’insieme dei cairanesi”. Cosa motivasse questa ultima devo ancora capirlo, altezzosità? sicumera? strafottenza? altrigia? autostima oltre ogni limite? Sarebbe bastato accettare la sconfitta di questa opzione, senza far precipitare nel caos la C.P. e Cairano 7x.
    Ora però se hai bisogno di un nemico a tutti i costi, dato che con Cairano 7x sei nell’angolo, mi offro volontario. Addossa a me e quelli come me (come alla tua corte si usa fare) la responsabilità di ogni fallimento, solo così ci sentiamo utili. Sei stato parzialmente sconfitto: mo’ devi fare l’uomo!

    EnzLu

    enzlu

    11 luglio 2011 at 2:39 pm

  21. vittoria e sconfitta
    non sono linguaggi per questa vicenda.

    la comunità non è nel caos, siamo al centro di un’importante iniziativa e ci possiamo permettere le bugie del sindaco e le tue ipotesi su quello che è accaduto. le tue sono sicuramente ipotesi in buona fede

    Arminio

    11 luglio 2011 at 3:37 pm

  22. Ciao Enzo (scusa se ti do del tu), sai, alcune tue parole appena sopra mi lasciano oltremodo stupito. Io non riuscirei a fare nemmeno un passo se non credessi prima in qualcuno – in qualcosa. Tu dici invece di non esserti nemmeno mai posto “il problema di credere in qualcosa o in qualcuno”; ma come fai, come? Dici che sei portato a capire ma non a credere, e dopo aver capito dici che sei portato a tacere per non giudicare. E allora io dico che non la capisco questa (sicuramente efficace) locuzione, perché capire, credere e giudicare stanno insieme. Dici che fra le cose lampanti c’è lo svuotamento progressivo dei contenuti della CP; più volte io invece mi sono detto se non sia proprio l’inzeppamento dei contenuti, il loro straripamento, a svuotare le parole che vengono dette e le azioni che vengono compiute. Parli di “corte”. Ma quando mai? Quale corte? Sono stato numerose volte in Irpinia ospite della CP e ho visto la immensa cordialità e civiltà di tutti gli amici della CP; e rattrista pensare che tu pensi che quella cordialità e civiltà siano cortigianeria, la quale cosa è dire adulazione e ruffianeria. E in coda a queste parole, che sono parole di amicizia, voglio dire che c’è come del titanismo in questo tuo offrirti volontario come “nemico a tutti i costi”; ma titanismo e sentimento della sconfitta stanno insieme inevitabilmente, lo sappiamo, accade a tutti, ma “vittoria e sconfitta non sono linguaggi per questa vicenda”, lo credo fermamente – per una vicenda che si chiama “Comunità provvisoria”.
    Un caro saluto
    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    11 luglio 2011 at 4:30 pm

  23. a volte pensiamo di essere stati abbandonati ma in verità siamo noi che abbiamo costruito nel bene e nel male le condizioni per essere abbandonati. per questo penso che tutto è meraviglioso e perfetto, così com’è!”

    in effetti la rupe dell’utopia la stiamo già realizzando adesso. essa sovverte, fa paura….crea scompiglio…..caos ma solo da cio può nascere una risposta vera a tutte le nostre domande.

    non tutti se ne sono accorti? fa niente…. sembra che il problema sia quello che “crediamo” che per costruire qualcosa c’è bisogno di qualche architetto…..in verità non è sempre così!

    Semmai in futuro nella nostra comnità provvisoria avremmo bisogno di architetti che sappiano utilizzare i colori dell’anima…quelli si!

    Ne conosco alcuni anche tra di noi, che a volte non sono stati ascoltati, nella giusta maniera.

    nel frattempo però..per costruire il museo dell’aria (fritta? e perchè no!) abbiamo bisogno solo di immaginazione, fantasia e sincera passione. L’anima poi vedrete che ci trova pure i soldi.

    Nanosecondo – clown & sognatore pratico

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 5:52 pm

  24. la comunità come il corpo nasce e muore in continuazione. è sbagliato parlare di fallimento. semmai dovremmo parlare di rinascita. miliardi di cellule nascono e muore ogni giorno ma non per questo il nostro corpo si degrada. noi siamo fatti per vivere oltre i 150 anni ed è proprio la nostra provvisorietà che ci può far diventare eterni se sappiamo “spendere” il nostro tempo le nostre risorse con l’unico strumento che coniuga arte e scienziamenti: l’utopia.

    noi siamo la cellula staminale che nel primo mese di vita possiamo essere tutto quello che vogliamo: cuore, fegato, milza. dipende in quale organo “giardino” piantiamo questa cellula “seme” primordiale.

    Per questo non un fallimento ma solo una scelta.

    Non c’è sconfitta o vittoria. “…il combattimento non ha niente a che fare con il litigio…”…per credere nel nostro cammino non abbiamo bisogno di dimostrare che quello dell’altro è sbagliato….”…..e poi solo se si crede nei miracoli, i miracoli cominciano ad accadere….” (effetto placebo? non solo amore!)

    nanos

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 6:04 pm

  25. @ Adelelmo.

    La ringrazio per aver speso del tempo, il prezioso tempo di un emerito intellettuale quale lei è, ad analizzare e addirittura commentare un mio scritto, lo scritto di una cinica e disamorata persona.
    Lasci stare non sprechi ulteriori tempo e parole. Io e i miei scritti non valiamo un solo secondo neanche di un idiota, figuriamoci di un poeta come lei.

    Scrissi tempo fa, quando i suoi scritti ancora non comparivano su questo blog, le mie sconclusionate valutazioni su C.P. e su altro. Restano quelle. E restano quelle anche le mie valutazioni sulla umanità farabutta che si ostina a non vedere, a non capire, a non saper leggere l’evidenza dei fatti e sulla umanità puttana, di una terra puttana avvezza agli stravizi come l’Irpinia. Terra violentata più volte da tanti padroni. Terra posseduta e squassata da un branco di politici insulsi, mezze_calzette subalterne e intellettuali proni e disponibili alla giustificazione di ogni sciatteria. Preferendo se ci arrivo, solo capire, non credere più.

    La sua seconda affermazione però mi meraviglia e mi rallegra, giacché lei fa finta di non capire che la “corte Arminio” non era epiteto dedicato agli irpini e alle persone ospitali e gentili che l’hanno accolta, ma era diretta solo a quelle vestigia di personaggi che a vario titolo progressivamente hanno preso possesso e centralità nelle riunioni, nelle scritture e nelle attività di C.P.. Queste vestigia di finta umanità non hanno popolato scritture, riunioni e attività con “l’inzeppamento dei contenuti, il loro straripamento, a svuotare le parole che vengono dette e le azioni che vengono compiute” (uso le sue parole): l’hanno fatto col chiacchiericcio, con banalità dette con la superficialità tipica dell’irresponsabile, in questo favoriti e supportati dalla taciturna figura del diarca Arminio.
    Commentando un altro post (“L’utopia caduta dalla rupe”) spiego meglio alcuni concetti, ma lei non perda tempo a leggere, resti “innocente” in questa stupida guerra tra cretini.

    Mi rallegro però di quanto lei ha appena fatto, scrivendo le sue pregevoli note: facendo finta di non capire ha dimostrato ancora di più che ho infinite ragioni di non ‘credere’; le sue parole mi confermano nella convinzione che ora più che mai sia utile un nemico pubblico: per distogliere l’attenzione da chi scellerato ha innescato tale incresciosa situazione. E non tema: tutto si aggiusterà, il diarca sarà ancora in sella per “future più luminose iniziative”, e la sua corte sarà ancora pronta a cantarne le lodi.

    Stia bene e sorrida ne vale ancora la pena.

    EnzLu

    ps: mi rallegro per come fate finta di leggere, tutti, il mio scritto, fate bene perché non ho parlato di fallimento nè di sconfitta ma solo di sconfitta di una opzione (quella di andare allo scontro con i “Cairanesi”), ma a voi non interessa capire, dimenticavo.

    enzlu

    11 luglio 2011 at 6:25 pm

  26. Per Enzo Luongo
    Grazie per aver letto le mie parole. Ti assicuro che non ve ne è una, tra di loro, che non sia sincera.
    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    11 luglio 2011 at 6:46 pm

  27. Il blog è diventato la sagra delle bocche scucite e delle libere parole che hanno il solo scopo di alzare il tono dello scontro e della competizione. Uno schifo, un vero e proprio schifo che non condivido ed al quale non voglio assolutamente partecipare. Di una cosa sono certo, è finita una avventura e qualsiasi altra ricominci non sarà più la stessa cosa. Comunità provvisoria è stato un bellissimo viaggio nella speranza di un nuovo mondo, di una utopia ed una realtà che riuscivano a sposarsi egregiamente a Cairano. Noto con amarezza che il matrimonio è andato a puttane, e che ognuno vuole avere il suo nuovo spazio ed ognuno sbandiera le proprie ragioni. Molti sono quelli che in questi giorni siedono sulla riva del fiume per veder passare il cadavere del loro nemico. Non poteva esserci epilogo peggiore, non avrei mai immaginato che il serpente che avevamo originato fosse capace di produrre tanto veleno. Scusatemi se lo dico, ma è la solita storia, la terra d’Irpinia continua a produrre rancori e gelosie in nome di un amore che a conti fatti esiste solo nella misura in cui lo stesso si sposa con i propri interessi. Mercenari catapultati in una guerra senza senso, una guerra che si sta sviluppando con la tecnica del fuoco amico. Dato che chi vivrà vedrà, in uno scenario prossimo venturo i cecchini saranno pronti a rigirare le bocche di fuoco su quelli che fino al giono prima combattevano al loro fianco. Mi spiace dover concludere dicendo con schiettezza e amarezza : VERGOGNIAMOCI !!!

    giovanni ventre

    11 luglio 2011 at 7:29 pm

  28. Hai preso una saggia decisione, ed hai esortato a fare una buona azione.

    enzlu

    11 luglio 2011 at 8:13 pm

  29. IL TESTAMENTO DEL PAGLIACCIO

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 11:23 pm

  30. “Il Testamento Del Pagliaccio” suo brano inedito registrato durante il suo concerto

    Cari amici ascoltatelo un momento
    sta per morire e cosi’ l’ha finita
    la pagliacciata che chiamava vita:
    sta per morire, e ha fatto testamento.

    Cristalli di pensiero, ali di vento
    ululeranno cupi questa sera
    salmodieranno monaci in preghiera
    perche’ si in pace lui muore contento.

    Di cosa muore? muore intossicato
    da sogni vani di democrazia,
    rifiuta i compromessi alla bugia.
    Muor contento? no, da disperato.
    Ma cosa importa, è giunto fino in fondo
    alla sua saga triste e divertente
    a una vita ridicola e insipiente;
    lui muore, infine, e noi restiamo al mondo.

    Vi vuole tutti, amici, al funerale
    con gli abiti migliori come a festa;
    sarà civile, ma ci vuole in testa
    sei politici servi e un cardinale.
    Vaniloqui ed incenso siano attorno
    promesse non risolte, altri rumori,
    non risparmiate amici peccatori
    qualche laica bestemmia per contorno.
    Poi ci vorrebbe qua, mi consenta,
    uno stilista mago del sublime,
    un vip con la troietta di regime,
    e chi si svende per denari trenta;
    un onesto mafioso riciclato,
    un duro, puro e cuore di nostalgico,
    travestito da quasi democratico
    e che si sente padrone dello Stato.

    E per chiusura del mesto corteo
    noi tutti fingeremo un’orazione
    ricordando quel povero coglione
    cantando in gregoriano “marameo”.

    Poi morto, sia sepolto, e con le mani
    si sparga attentamente sul defunto
    quello che l’ha ridotto, qua a questo punto
    le utopie, i sogni, i desideri vani.
    Risate di disprezzo, tutti i pianti,
    momenti di dolore, gioia, d’ira,
    accatastati, sia fatta una pira
    e si appiccichi il fuoco a tutti quanti.

    Chiudete allora i cancelli e le porte
    che sgorgano un fumo tossico e letale,
    che ad ogni ingenuo, come lui, fa male;
    come per lui, puo’ condurre alla morte.
    A noi non restera’ che andare via,
    e sciogliendoci da quel mortale abbraccio
    ricorderemo forse quel pagliaccio
    e la sua lotta ingenua e cosi’ sia.

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 11:25 pm

  31. Caro Giovanni,
    io non mi vergogno affatto, nel mio piccolo ho visto cose che non credo giuste e mi batto affinchè cambino anche se ciò dovesse passare attraverso un profondo conflitto.
    la cp è stata usata a proprio piacimento, come vetrina personale, lo sai bene. ricordi chi c’era a Roma da Alaia davanti al quirinale il giorno della befana? spero ricordi anche chi non c’era. dai comunitari irpini assenti non arrivò una sola telefonata neanche per sapere come era andata la giornata. Emblematico, non credi. eppure ci battevamo per la nostra terra, per evitarle un’altra umiliazione.
    ma se dobbiamo fare un convegno che accontenti tutti senza denunciare nulla, senza toccare un potentato locale, allora si partecipa in pompa magna. questa è la miseria di chi non ha coraggio.

    sergio pag

    12 luglio 2011 at 7:34 am

  32. Caro Sergio non è questo il metodo che io avrei messo in campo perchè se proprio vogliamo dirla tutta la verità e con essa la ragione non sta mai da una parte sola. Qui ognuno ha le sue respnsabilità ed io a parte chi combatte e chi sta a guardare avrei preferito non dare questo spettacolo da teatrino dei burattini su un blog che è stato nel bene e nel male un faro di speranza nel buoi profondo delle selve meridionali. Qui stiamo tutti facendo una figura di merda, abbiamo investito anche la nostra faccia incomunità provvisoria, abbiamo detto a chi ci attaccava sul blog che grazie alle nostre idee ed alle intelligenti presenti non saremmo mai arrivati ad accapigliarci come comari di paese in difesa dello status del chi sono io e chi sei tu. Tutti usciamo sconfitti da questa avventura, tutti dovremmo chinare il capo e fare amenda degli errori. Non è mia abitudine addossare le colpe a qualcuno ed a qualcun altro dare gli onori, no, non è così, in questa farsa ognuno di noi ha avuto un ruolo ma sinceramente alla resa dei conti pochi sono riusciti a fare autocritica. Mi sento svuotato, a chi mi chiede di comunità provvisoria con ironia o con interesse non posso fare altro che chiedere veniea della mia bontà d’animo da credulone di paese. Alla gente, agli amici,, ai conoscenti … dicevo che finalmente c’era qualcosa in Irpinia per cui valesse la pena di impegnarsi, un insieme di persone che erano lontane anni luce dai complotti e dalle logiche spartitorie di cui siamo circondati giornalmente. Per questo caro Sergio non potrò mai accettare una nuova avventura, non con il trasporto che ho messo in quella di Comunità Provvisoria. Una parte di me è morta con la morte del sogno in cui avevo investito buona parte delle mie speranze. vergogniamoci è riferito anche a me per cui non è polemica ma considerazione di uno stato di fatto. La cosa si poteva gestire come si sta facendo con l’invio di mil private e non sul blog. Purtroppo per me, mio padre buonanima mi ha insegnato il rispetto ed il perdono, perdonare è un gesto di grande forza, forza che evidentemente manca a quai tutti i “compari” di avventura in C.P. visto anche che al mio appelo di cercare di ricomporre la cosa non ha preticamente risposto nessuno, per questo posso anche pensare che era tutto premeditato, che lo scontro latente tra i Verderosiani e gli arminiani covava sotto la cenere ed è bastato un soffio di vento per provocare l’incendio che ci sta lentamente soffocando tutti. E, credimi caro Sergio non credere che quello che verr sarà diverso da quello che è passato, i luoghi, la storia e gli uomini insegnano che insieme in questa terra si può fare poca strada e quella poca è in salita, proprio come a Cairano. Sul conto di Dragone, vorrei precisare una cosa, essendo io stesso imprenditore, piccolo, molto piccolo, quando investo dei soldi pretendo anche di dare delle indicazioni sul come quei soldi vanno spesi. Un abbraccio a tutti nella speranza di essere compreso. Comunque per essere chiaro nei giorni di San Leone sarò con la mia famiglia a Cairano ed invito tutti i comunitari ,che sono al di fuori delle logiche separatistiche, che hanno ancora a cuore le sorti di questa terra di non disertare l’appuntamento perchè in questo momento (paradossalmente) sarebbe opportuno anche in questa storia creare un ” terzo polo”. In irpinia si suole affermare quando si fa una magra figura ” AIMM’ FATT’ A FINE E’ PEPP’ E’ FICHELLA !!!

    giovanni ventre

    12 luglio 2011 at 4:00 pm

  33. Dunque noi siamo gli stronzi. Noi tutti e Giuseppe de mita ha fatto bene a negare i soldi a cairano. Invece di configgere con i veri nemici il sud anima la solita commedia

    Arminio

    12 luglio 2011 at 6:40 pm

  34. Caro Angelo, questo scritto semplicemente non ti fa onore. Io la penso esattamente come Donato Salzarulo, dunque non ripeterò con altro stile le sue argomentazioni. Ma voglio solo dirti, andando al cuore della questione, ( e dirtelo con serena determinazione) che questo modo di argomentare e porgere è la QUINTESSENZA DI CIO’ CHE NON E’ LO SPIRITO DELLA COMUNITA’ PROVVISORIA. Ne è la negazione totale. Insomma è PURA, IRRICEVIBILE IPOCRISIA, in perfetto stile politichese. Bene, ne prendo atto e ti auguro un’ottima carriera politica.

    Salvatore D'Angelo

    15 luglio 2011 at 3:46 am


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