COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

oltre Bellarmino e Savonarola……

Cara Elda ,
ci hai parlato di “scrittura inutile”prevedendo le parole cattive,doppie,pavide e false che circolano libere e irresponsabili sul notro Blog. Sono d’accordo con te: bisogna sottrarsi con pudore e per rispetto di tutto il bello che abbiamo cercato e fatto…..il resto  è veramente  il niente o la pochezza  di sempre anche in Irpinia.In questo momento di furori finti e di lavacri di false coscienze, ho pensato Cairano 7x e la Comunità provvisoria come pensiero e affetto per te .Qualcuno pensa a tribunali gesuitici, altri forche o roghi  per reprobi e eretici che osano ancora credere e pensare alla poesia,alle idee,a i sogni o le speranze…..
Per quanto tempo mi sono speso ed addolorato nel tentativo di “scavare nelle parole” incerca della luce,della fragranza,della musica,della voce di chi le scriveva per non far perdere il ricordo di sè.Le tue parole scritte mi hanno emozionato e sconvolto ma hanno dato senso ai miei dolori e alle mie gioie della nostra bella avventura comunitaria.Le tue parole ,credimi , hanno senso eccome almeno per me mi sono educato a imprigionarle nella logica e nel realismo più rigido.Ho conosciuto da sempre i tuoi genitori e tua madre quando ero adolescente,ginnasiale e inquieto ma recalcitrante alla pigrizia dei luoghi comuni dei “piccoli paesi che non sognavano la grande vita” ….Comunque ,dopo tanto girovagare per il moderno,ricco e sviluppato  Nord in cerca del nuovo ,io ancora credo nella parola vera ed autentica  perchè credo negli altri non indiscriminatamente ora….e per ringraziarti voglio farti dono delle parole di una “donna” che ho molto amata e cercata che cantava il suo struggimento d’ amore con queste parole “….i vezzi di leggiadre corolle…./ e l’olio da re ,forte di fiori/ che la tua mano lisciava/ sulla lucida pelle;/ e i molti letti/ dove alle tenere fanciulle ioniche/ nasceva amore delle tua bellezza/ “. Leggere le tue parole mi hanno creato un tale disagio e senso di inadeguatezza che per commentarle prendo in uso le parole di un commntatore delle pesia-canto di Saffo ” C’è una qualità sottile, una quasi struggente parentela tra tutti quelli che un istinto misterioso chiama avivere e ad esprimere la verità profonda del proprio essere: e che paradossalmente li guida, nello stesso istante in cui dedicano ogni forza acercare una comunicazione totale con gli altri, ad avvertire i limiti insuperabili che fanno inestricabile parte della loro impresa bella ed angosciosa.I poeti e il loro impegno di esistere:cercare di dire tutto e tutto il vero, e scoprirsi isolati in una sfera di indicibile – nonostante la sapienza del dire- esperienza interiore.Lei come struggente persistenza vitale, di carne di sangue. Accesa dal balenare delle dolcezze che erano, che fino alla fine continueranno ad essere, il tutto: il condiviso tutto che possiamo, al più e al massimo, avere su questa terra” (G. Mascioni ,Lo specchio greco, Mondadori) Sono parole che ho sentito mie e che ti riguardavano mentre leggevo il tuo scritto ed ho capito che non possiamo ulteriormente sprecarle in spazi comunicativi che non recuperino il senso , l’amore (kiononia) per il bello che circolava nelle comunità dei “thiasi”e delle “eterie” della nostra civiltà ellenica
……ma le più belle parole che ho letto in questi scabi epistolari sono: Elda ti vogliamo tanto bene e non farci mancare le tue parole e la tua persona..
con un affetto immenso e inesprimibile
mauro

mi permetto di pubblicare questo tuo scritto di pochi giorni fa ….e per cortesia l’ho relegato in seconda pagina  per i soli liberi che hanno voglia e piacere di leggerti ancora……su questo nostro Blog …per chè il Blog di chi lo ama e lo scrive e non di chi lo amministra!”

Mi è concesso solo qualche minuto di pc, potrei usarlo per scrivere a mio fratello, che è lontano, o ai miei amici che vivono all’estero e che non posso vedere, invece scrivo a voi.
Non vado sul blog né credo che ci andrò mai più.
Per ciò che ho visto e per ciò che ho sentito dalle voci di chi ha avuto la gentilezza di chiamarmi, mi pare che l’esperienza provvisoria di questa cosa fluida chiamata comunità non esista già da un bel pezzo. Tempo fa scrissi un post che s’intitolava, se non mi sbaglio, un mutamento nel cuore.
Gli studi classici, tanto fastidiosi per alcuni al punto da dover essere annullati nei discorsi, mi ricordano sempre che la parola “communitas” non significa condividere delle cariche, degli oneri, ma vuol dire avere in comune dei “munia”, dei doni, dei beni, e aver stipulato un patto di scambio reciproco di questi beni, un patto non scritto ma accettato dai componenti. Colui che non rispetta questo patto è “immunis” ossia “ingrato”, perché non rende il beneficio ricevuto. Noi avevamo dei munia, dei doni. Questo soprattutto avevamo.
Molto modestamente, e ormai da un luogo che non mi permette di vivere in prima persona altre delusioni e altri dolori, io credo che non ci sia nessuno spazio per un vero cambiamento “esterno” se prima non si cerca di mutare internamente.
L’uscire da sé è fondamentale, l’affacciarsi sull’altro, uomo, donna o filo d’erba che sia è la vera strada che bisogna percorrere. Chiamatemi pazza, chiamatemi esagerata, chiamatemi visionaria, non importa. La verità è che gli uomini e le donne di questo tempo, del tempo dell’utile, non possono mescolarsi a chi vive nella Vita, per come può, con passione e con attenzione. L’idea di un’uguaglianza supposta è sbagliata, non siamo tutti uguali e non lo saremo mai.
C’è chi sente il dolore del Mondo e chi, invece, quel mondo lo occupa con le proprie strategie e le proprie costruzioni egotiche, c’è chi si lamenta della solitudine e, poi, non sa chinarsi a fare una carezza a un cane, c’è chi rivendica ruoli e titoli e, in nome di ciò, passa sul Mondo come si passerebbe su un campo di papaveri e di grano, calpestando, ignorando, distruggendo.
I segnali c’erano tutti, erano tutti lì in bella mostra, alcuni di noi li avevano còlti e denunciati, altri li intuivano, altri non volevano vederli per non sciupare un’illusione.
Vi mando un testo che forse spiega meglio delle mie parole quello che vorrei dire a ciascuno di voi, con voce mite e con dolcezza, guardandovi negli occhi.Fatene l’uso che volete, il mio è un dono estremo, un munus alla “mia” communitas e ai nostri sogni.
Vi ho voluto e vi voglio bene, un bene non fasullo, non fatto di forma esteriore, un bene vero.
Il mio tempo è scaduto, non posso stare oltre vicino al pc.
Bacio ognuno di voi sugli occhi e sulla fronte e vi auguro una Vita piena, struggentemente colma di goia e di dolore, insomma una Vita vera.
con affetto profondo e inalterato.
elda

Written by Mercuzio

10 luglio 2011 a 5:36 pm

Pubblicato su Mauro Orlando

4 Risposte

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  1. Grazie Mauro.
    Grazie Elda, per il dono delle tue parole che mi toccano con dolcezza e mi fanno piangere, e per questo mi sento pienamente uomo, pienamente umano.
    Non voglio dir nulla di ciò che sta accadendo alla Comunità Provvisoria ;anzi, era necessario che accadesse e , in fondo, è un bene che stia accadendo, seppure con ritardo. La Comunità Provvisoria SEI TU. E questa CP vive e vivrà in chi l’ha davvero “sentita” e praticata nel “fuoco della controversia” o, più semplicemente, nel corpo e nel sangue della propria persona, praticandola. E’ un’ energia che non avrà mai fine, fino a che avremo respiro, perchè fatta della sostanza impalpabile che muove il mondo. TU SEI UNA PARTE DI QUELLA SOSTANZA. Tutto questo nessun cinico sarà mai in grado di capirlo, perchè si è automutilato, e lo chiamerà retorica. Ma non è affatto strano che a parlare di “sostanza impalpabile che muove il mondo” sia un vecchio materialista qual io mi ritengo e sono. E’ uno dei “miracoli” di quei “munera” cui tu , con la tua stessa persona, ci fai offerta.
    M’è capitato sotto gli occhi un piccolo distico che avevo appuntato nel mio moleskine, per vedere di cavarne un sonetto.. dice “il mattino si leva a render vivo/ un tempo che non è più del presente..”/
    Ecco, ora lo leggo come un segno ulteriore della tua presenza e del tuo meraviglioso “munus”. Riattraversando poeticamente un tuo scritto, mi pareva che tu fossi “A tutto lontana/ e all’inafferrabile tutto/vicinissima/ con la sola carezza / di quest’umana empatìa/. Allora sta in questo il segno di congiunzione: la tua e nostra comunità provvisoria, quella meravigliosa utopia è come il mattino che rende vivo un tempo che non è più del presente, ma che è tremendamente viva e reale…a tutto lontana/ e all’inafferrabile tutto vicinissima/con la sola carezza …della tua umana empatìa, il dono più bello che mi hai fatto e che ancora mi fai. Grazie. Attendo di baciarti ancora una volta sugli occhi e sulla fronte e di sentire il tuo immenso cuore contro il mio petto.
    Ti voglio bene e ti abbraccio, amica carissima.
    Salvatore D’Angelo

    soter54

    12 luglio 2011 at 8:26 pm

  2. caro salvatore
    questo tuo commento in questo momento particolare
    ti fa onore.

    arminio17@gmail.com

    12 luglio 2011 at 10:54 pm

  3. grazie anche a te, salvatore.

    paolo

    13 luglio 2011 at 11:21 am

  4. garzie anache a te ,caro salvatore….in questo momento le cose che interessano sono questi “sentimenti caldi” che nessuno ci può togliere il resto è gia stato visto e anche con migliore qualità ed argomentazioni

    Mauro Orlando

    13 luglio 2011 at 12:01 pm


I commenti sono chiusi.

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