COMUNITA' PROVVISORIA

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D’Angelis ad Arminio

Written by A_ve

11 luglio 2011 a 12:54 pm

Pubblicato su CAIRANO 7x

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12 Risposte

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  1. L’ espressione “progetti concreti” dalle mie parti ( provincia nord di Napoli) è sinonimo di “costruiamo case ” o “cementificazione” etc etc , non penso sia il caso di accostare tali pratiche con quello che sta accadendo a Cairano , almeno spero . Vorrei però sottolineare un aspetto che , solo in parte , e tra le righe . è stato affrontato nei post che ho letto in questi giorni . Mi riferisco alla dimensione utopia che ha ispirato tutto quello che è accaduto negli ultimi tre anni a Cairano … E’ solo un opinione personale , ma ci tengo a manifestarla : la comunità provvisoria , grazie alle visoni utopiche di Franco Arminio e di tanti altri spiriti poetici , non ha solo “dato visibilità ” al paese irpino , ma ha messo in atto una vera e propria ri-ifondazione poetica-immaginale ! Un paese in abbandono e spopolato che viene “invaso” da un nuovo genius loci che viene da “lontano” e che si apparenta con quello preesistente . Quindi , al sindaco vorrei dire : la comunità provvisoria ha praticato un vero atto fondativo … il sindaco è davvero convinto che le “cose pratiche” siano molto più fertili dei portatori della “terra celeste” (Corbin) ? Una parola “pratica” e magica è turismo … ma quale? Quello che ha annientato il genius loci di tanti luoghi ameni dell’ Italia , grazie alle virtù manageriali dei venditori di luoghi gadget?! Meglio una vita “scabra ed essenziale ” come la rupe , come quei luoghi non vestiti da un “eterno carnevale”. salute a tutti

    Antonio D'Agostino

    11 luglio 2011 at 2:05 pm

  2. se il sindaco e dragone vogliono incontrare la comunità provvisoria siamo a disposizione. basta saperlo per tempo. porterò in quella sede il carteggio delle ultime settimane, nel caso fosse richiesto dal patrocinatore.una bella chiacchierata guardandosi in faccia può far bene a tutti e poi ognuno per la sua strada.

    di turismo e di sanità in irpinia se n’è sempre occupato de mita
    coi risultati miserevoli, almeno per noi, che sono gli occhi di tutti.

    chiedo ad angelo se per caso ha avuto ripensamenti dopo il tuo testo e questa intervista. secondo me sta facendo un brutto errore, anche se animato da buona volontà.

    Arminio

    11 luglio 2011 at 3:48 pm

  3. Ricordo la prima riunione organizzativa per Cairano, era aprile credo, e del borgo giardino non ‘c’era nessuna traccia. Né si parlava di destinare almeno metà del budget, generosamente elargito da Dragone, proprio a un progetto tipo borgo giardino. Si parlava, come segno tangibile della manifestazione, di recuperare un casolare abbandonato dalla natura selvaggia che lo aveva invaso. Qualcuno pur di essere a Cairano si sciroppo chilometri e chilometri e qualcuna giunse anche con salute non brillante ma il primo ad andare via, manco avesse la neve nelle tasche, fu il massimo rappresentante istituzionale presente. Se il buongiorno si vede dal mattino allora, pensai, cominciamo benissimo.
    Allora capii subito che qualcosa non andava, le proposte molte c’erano ma chi doveva raccogliere queste suggestioni era il primo ad andare via.
    Poi dopo un paio di settimane spunta il borgo giardino con la destinazione di metà del budget e da quel momento iniziano trattative estenuanti, riunioni chilometriche e discussioni snervanti per poi sancire quello che era lampante sin dall’inizio: la parte arminiana, se mi si lascia passare il termine, non si sarebbe fatta.
    Ricordo pure che qualcuno disse ma “Giuseppe (non la regione Campania) ci darà un mano”. Facendo riferimento a un più che possibile finanziamento pubblico che non fino ad oggi non è mai arrivato.
    E non mi sembra che né il Sindaco e né Verderosa abbiano protestato pubblicamente, come ha fatto Arminio contro chi non crede nel progetto Cairano. È facile difendersi da Armino un po’ più difficile attaccare De Mita e per fortuna che c’è Dragone altrimenti neanche il borgo giardino si sarebbe tirato su.
    Non mi sembra che in questi anni Elda e Franco e tanti altri non abbiano lavorato con la comunità cairanese. Quanta ingenerosità nel non ricordarlo. Ricordo solo le grotte pulite e strappate via all’erbacce e al caos ma forse è cosa insignificante.
    Anche io, come i cairanesi, ho aperto la mia casa alla comunità provvisoria. Fu una bella giornata i miei genitori cucinarono per tutti ma a quella giornata che da neocomunitario tenevo molto, giunsero solo alcuni e non un cenno di cortesia per l’assenza arrivò mai dagli altri. Ma poi capii che alcuni comunitari partecipavano solo a convegni, mostre e presentazioni di libri piuttosto che a giornate paesologiche e arrivai subito alla conclusione che la cp era un po’ sgangherata, una sorta di non luogo di comodo. La si invocava a piacimento per usarla come una vetrina, era un brillante falso. E se siamo arrivati a questo punto qualche colpa, e sono buono, ce l’ha anche Franco Arminio. Ma io mi fido della sua intellettualità e so che avrà forza e coraggio per rifondare.
    un ultima cosa, serve qualcosa di concreto per permettere a Cairano di continuare a vivere. giiusto, che si cominci a mettere in sicurezza le strade per arrivare al paese della rupe. non vorrei che il borgo giardino diventasse irrangiungibile.

    sergio pag

    11 luglio 2011 at 4:41 pm

  4. scumatemi per qualche refuso ma ho scritto d’impeto.

    sergio pag

    11 luglio 2011 at 5:02 pm

  5. avere l’idea di portare turisti a cairano e sostenere che si tratta di un’idea concreta, non so a voi, ma a me mette di buon umore.

    paolo

    11 luglio 2011 at 5:21 pm

  6. a volte pensiamo di essere abbandonati ma in verità siamo noi che abbiamo costruito nel bene e nel male le condizioni per essere abbandonati.

    in effetti la rupe dell’utopia la stiamo già realizzando ma non tutti se ne sono accorti. il problema è che pensiamo che per costruire qualcosa c’è bisogno di qualche architetto…..in verità non è così!

    ..per costruire il museo dell’aria (fritta o no) abbiamo bisogno solo di immaginazione, fantasia, sincerità e passione.

    Se l’anima vuole realizzare qualcosa lo dice alla ragione, la ragione risponde “non ci sono denari..!” e l’anima dice alla ragione “…tu mettici solo l’intenzione, un pò d’immaginazione ed un pò di passione che ai soldi ci penso io.

    Perchè non realizziamo anche “la carbonaria”? Abbiamo oltre elda anche due “architetti” dell’anima.

    cia nanos

    P.S. questa è la rupe dell’utopia .,.,..una cosa che fà un pò paura perchè come dice una mia amica è una forza sovvertitrice.,…. tutto è meraviglioso e perfetto cosi com’è!

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 5:29 pm

  7. in verità non sono architetti ma due AQUILOTTI, spennati!

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 5:31 pm

  8. osp oltre al gruppo provvisorio degli “UTOPIANI” ( O OBBLIGUI O RUPESTI CHE SIA) …appartengo anche a quelli dei “SOGNATORI PRATICI” ….figurati lo scompiglio.

    nanosecondo

    11 luglio 2011 at 5:35 pm

  9. per penitenza tutti a passare mezza giornata in una casa di riposo tra anziani bavosi

    sergio gioia

    11 luglio 2011 at 7:35 pm

  10. portare turisti a Cairano non è un’utopia, manca solo una cosa : le infrastrutture

    Luigi Capone

    12 luglio 2011 at 1:31 pm

  11. Appena rimetto piede in irpinia vado a salutare gli operai Fiat. Un Po mi vergogno che sul blog nessuno ne ha parlato

    Arminio

    12 luglio 2011 at 8:29 pm


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