COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

elda a gennaio

ripropongo un testo di elda martino apparso su questo blog l’undici gennaio del 2011.
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Riconosco che mi accingo a scrivere questo post in un’atmosfera pesante e molto difficile da sopportare.

I toni sempre più aggressivi che caratterizzano, in modo palmare o strisciante, le discussioni sul nostro blog mi allontanano dal desiderio di “dire la mia”, mi spingerebbero, piuttosto, a tacere.

Tuttavia, gli scritti e gli incontri degli ultimi mesi e la mia costante presenza tutte le manifestazioni e le azioni poste in essere dalla cp e dagli amici comunitari, più in generale, mi obbligano a parlare, ad espormi, rischiando, ovviamente, di farmi sbranare ( a questo siamo arrivati!) o col silenzio o con le parole (vedremo…).

Leggendo il post di Paolo De Falco, ho avuto un ulteriore moto di sconforto vero e profondo. Questo moto è stato poi acuito da alcuni commenti seguiti ad esso.

La sensazione è ormai chiarissima dentro di me: il valore aggiunto che la cp ha, la sua risorsa e la sua forza vengono costantemente messi in discussione o depotenziati, in ogni circostanza, ogni volta che se ne presenta l’occasione. E quasi sempre a sproposito e a danno di chi, per la cp, ha lavorato e lavora.

Non sono spiegabili, ad esempio, gli attacchi continui portati a Franco e al suo lavoro, un lavoro che lo spinge ogni giorno, da anni, in giro per i paesi, un lavoro per il quale non riceve compensi né rimborsi spese. L’atteggiamento che Franco ha, di estrema apertura, di disponibilità verso gli altri, viene travisato a suo danno.

Troppo spesso la sua autorevolezza, che travalica ormai da tempo i confini dell’Irpinia, viene svilita, sminuita o addirittura avvertita come un peso, un fastidio.

Non credete che sia ridicolo che un autore osannato in Italia abbia i suoi peggiori detrattori nella sua terra, quella terracarne che lui sente come parte del suo corpo, come un’estensione di sé?

Io sì, e non ho paura a dirlo, non temo di apparire una “vestale”, una suddita di un regno che non c’è, o che esiste solo nella testa di chi non sa riconoscere il valore altrui.

De Falco ha ragione quando dice che i limiti ce li mettiamo noi, e questo punto lo condivido, tuttavia dimentica di dire che, durante la sua permanenza a Cairano 7X del 2009, ha avuto, da parte nostra, la massima disponibilità e la massima apertura. E questo andrebbe riconosciuto prima di tutto, prima del resto.

Molto spesso ho sentito esprimere dubbi e perplessità, insieme a inviti all’azione politica, all’impegno. Bene, allora partiamo dall’esistente, da ciò che già c’è.

Credo che nessuno possa negare che i testi di Franco, da “Diario civile” fino a “Cartoline dai morti”, passando per tutti gli articoli apparsi sui giornali, siano dei gesti politici, siano politica.

Così come “politica” è sistemare un’area in disuso, scaricare balle di paglia, ricognire un territorio, opporsi in prima persona, mettendoci nome e faccia, agli scempi che questa terra subisce ogni giorno.

Credo che nessuno possa negare che Cairano 7X sia un unicum almeno nel Sud dell’Italia, un gesto politico di altruismo senza fini nascosti, un dono fatto ad un luogo, un luogo che , grazie a questo dono, riceve visibilità e attenzione.

Che la generosità possa diventare un difetto mi sembra paradossale, che si vada a fare le pulci ad ogni frase, ogni gesto “esposto” verso l’esterno, mi sembra addirittura osceno. Che si arrivi ad attaccarci tra di noi, a discutere sul nulla pur di dissentire mi porta alla conclusione che il teatrino del quotidiano sistema di accidie e rancori che caratterizza i rapporti in Irpinia voglia essere esteso anche ad un’esperienza unica come la cp.

Con quale fine? Mi pare ovvio: il suo annullamento.

Personalmente ritengo che ci sia una paura non espressa, che si abbia paura di venire fuori definitivamente, e , quando dico “venire fuori”, intendo esprimere idee chiare, dirette, senza ambiguità, senza retropensieri. E anche questa è “politica”.

Fra di noi ci sono forze potenziali enormi, sapete benissimo che, insieme, possiamo addirittura dare fastidio, essere ingombranti per chi la politica pensa ancora di farla nei palazzi, senza stare all’aperto,senza sporcarsi le mani con la terra e con i veri problemi, restando sempre impassibile.

Il furore a cui più volte ho fatto riferimento è il furore di chi non ha timore di rinunciare a compensi, incarichi o favori. E anche questo è “politico”.

Il rigore è politico, l’impegno è politico, il lavoro è politico, lo sdegno è politico, le frasi scritte e pubblicate sono politiche, l’amore per un albero, per un campo di grano, per un cane randagio è politico.

Se tutto questo deve diventare un pretesto per aggredirsi a vicenda senza un vero motivo, se non quello del fastidio (molto provinciale e paesano) per esposizioni personali che sono naturali, scontate e soprattutto dovute, allora non vedo alcun futuro non tanto per la cp quanto per l’Irpinia stessa( che, in passato, ha accettato di chinare il capo di fronte a ben altri personalismi, di più basso calibro e di certo molto più vili nel loro scopo).

Stare insieme vuol dire de-potenziarsi per trovare, poi, la propria nuova forza negli altri, in chi ci sostiene e a sua volta è sostenuto. Fare comunità è questo, mescolare gesti e azioni politiche a pensieri e visioni anche utopiche ma fruttuose e vive, ricche di ricadute sul “reale”.

Forse è la paura di sognare, di volare alto quella che blocca, che crea il tappo, forse è questo il punto.

Ma, se allora arriva qualcuno che a questo sogno ci invita, uno come Franco, per fare i nomi, invece di sparargli addosso, sarebbe più giusto esprimere il proprio pensiero e trovare punti di vicinanza.

Con questo spirito sto nella cp, dal principio, con lo spirito di imparare dagli altri, di vedere nuovi orizzonti, nuovi scenari e di credere in essi, di impegnarmi, di dare il tempo che posso.

A Paolo voglio dire che non c’è disattenzione per il suo lavoro, tutt’altro, e non c’è chiusura. La partecipazione a un gruppo, la partecipazione comunitaria, prevede uno scambio costante. La cp è provvisoria e liquida, ma di certo non è assente, non lo è stata quando ha potuto dare il suo apporto. Mi spiace per il suo dispiacere, ma non trovo generoso sottolineare solo le mancanze e tralasciare del tutto ciò che di buono è venuto da un’esperienza, un incontro, un invito.

elda martino

Written by Arminio

13 luglio 2011 a 12:48 pm

Pubblicato su AUTORI

5 Risposte

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  1. Con grande franchezza questa te la potevi risparmiare, ce la potevi risparmiare. Fare la vittima esponendo ancora la gentile signora al pubblico ludibrio, o alle risatine ironiche possibili, ovvero all’analisi impietosa di ciò che scrive (cosa a suo tempo, gennaio 2011, evitata praticamente da tutti i comunitari) è sbagliato come metodo. Non si possono invocare anzi evocare gli antichi obiettivi e la natura della originaria C.P. dopo averne nei fatti svuotato i contenuti e dichiarata da te chiusa da tempo come esperienza. E non si può farlo comunque dopo averla esposta, la C.P., ad una reale figura di merda. La signora da 6 mesi preferisce, legittimamente, la posta elettronica come forma di comunicazione (vedi pure il post di mercuzio) e sembra contraddittorio evocarla come unica vera rappresentante della C.P., credo sia meglio lasciarla in pace e nelle sue certezze. Da alcuni giorni purtroppo qui nel bolg si ragiona d’altro.

    EnzLu

    enzlu

    13 luglio 2011 at 3:14 pm

  2. enzo, per piacere, non esagerare.
    le cose che scrive elda ha una profondità, anche di scrittura,
    che non suscita affatto quello che tu dici, neppure in te ovviamente. e se gode di un’ammirazione quasi unanime devi fartene una regione. è un merito conquistato sul campo.

    arminio17@gmail.com

    13 luglio 2011 at 4:04 pm

  3. Mente.
    Sa farlo, ma mente.
    Tu e Lei lo sapete.
    Lo so anch’io.

    EnzLu

    enzlu

    13 luglio 2011 at 4:22 pm

  4. enzo mi arrendo. abbi cura del tuo dolore. ognuno in fondo è prigioniero del suo. solo poche creature come elda riescono a sentire anche il dolore degli altri.

    arminio17@gmail.com

    13 luglio 2011 at 5:08 pm

  5. “est modus in rebus”……..certe strategie luciferine smodate e compulsive non offendono solo le persone colpite che hanno scelto di non avere dialogo e difendersi da persone che non stimano da un pò ma chiamano in causa le responsabilità etiche e umane di chi comunque ‘amministra e gestisce questo spazio….che con il suo silenzio-assenso avalla di fatto un degrado di civiltà minima nel Blog e nello stesso tempo propone una continuità di esso sotto altro titolo in nome di una discontinua continuità……spero soltanto che non ci si attacchi a qualche mio aggettivo fuoriposto come occasione per continuare un così degardato uso della democrazia mediatica a cui io mi sottrarrei non pavidità ma per un senso di decoro e superiorità personale
    mauro orlando

    Mauro Orlando

    13 luglio 2011 at 5:22 pm


I commenti sono chiusi.

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