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L’edificio a gradoni

una poesia di adelemo ruggieri

È durata poco la tempesta, dieci anni,
cosa vuoi che siano? “Un soffio”.
Lo capisco con estrema precisione
mentre ti raggiungo, quel soffio,
all’edificio orrendo, quello nuovo,
all’ennesima rotonda, cinque piani
sfalsati, ellissi e cerchi e non so che altre
forme ancora, un rumorio sfacciato
di forme senza forma.

Me ne stavo qui, ascoltavo Joan Baez –
che io sia dannata ecco che torna
il tuo fantasma di nuovo, è che c’è
la luna piena e tu hai chiamato
e ora sto seduta con la mano sul telefono –
Pronto, sei in casa? Sì. Non ho l’ombrello.
Non hai… l’ombrello? Dove sei?
L’edificio a gradoni. L’edificio…
a gradoni? Sì, quello dopo la rotonda.
Ah… ho capito.

Solo tu potevi chiamarlo così.
Io non avrei saputo chiamarlo così.
Tu invece sì.
Tu sì.

Written by Arminio

16 luglio 2011 a 8:44 am

Pubblicato su Adelelmo Ruggieri

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