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Posts Tagged ‘franco arminio

VIENI A CAIRANO

campagna di comunicazione ‘vieni a cairano’ a cura di mario marciano

foto di franco arminio

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Written by A_ve

6 luglio 2011 at 9:57 am

il modello cairano, una festa per chi crede all’irpinia

Il prossimo fine settimana c’è il secondo appuntamento di Cairano7x.  È a cura di ANGELO VERDEROSA, un architetto che vive a Sant’Angelo dei Lombardi, ma non si occupa solo della costruzione di case. È una persona che vive in  Irpinia d’Oriente con molta convinzione.  Non è uno di quelli che sta qui perché non ha nessun altro posto dove andare.  Non è uno dei tanti disertori sociali che abitano le nostre contrade.  In Irpinia non siamo pochi, non è questo il problema. In Irpinia sono poche le persone  che credono veramente a questa terra, a cominciare da quelli che fanno politica.  Chi andrà a Cairano il prossimo fine settimana vedrà all’opera molte persone provenienti da diverse parti d’Italia e d’Europa. Nel più piccolo paese dell’Irpinia si stanno producendo delle idee.
 
Quella degli orti non è una poetica di retroguardia, ma una pratica su cui sono impegnate le avanguardie intellettuali dell’occidente. Ai fans delle betoniere e dell’audience possono non interessare, ma a Cairano è al lavoro un’utopia, quella di trasformare un piccolo paese nella capitale del nuovo umanesimo, l’umanesimo delle montagne. È un messaggio rivoluzionario, difficile da far comprendere in Irpinia e nella stessa Cairano. Le case grandi, le cose vere, quando sono veramente tali, spaventano. Intanto Cairano7x è già cominciata e andrà avanti fino a ottobre. Non è un evento. Diciamo che è il tentativo di fare un’esperienza collettiva, di costruire un cuore comune sulle macerie di una vita comunitaria che si è dissolta in pochi decenni. Cairano7x non è comunque un ritorno al passato.  Gli orti e la paesologia non guardano indietro. E non guardano indietro quelli che invitiamo e che vengono da noi gratuitamente. 
 
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oratorio bizantino ad avellino

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oratorio bizantino ad avellino

ABITARE UN SOGNO

Il libro in uscita di Franco Arminio, l’inventore della paesologia, mi invita a delle considerazioni sul modo di vivere e sulle conseguenze. Il grande problema è che si sono perduti i punti di riferimento. In molti casi sono stati sostituiti da falsi d’autore ma sempre falsi. Penso ai reality, alla malavisione, questo camino che è entrato nelle nostre case, che teniamo sempre acceso ma che manca di un tiraggio per eliminare i fumi dannosi, oserei dire che invece del fuoco, ci stiamo nutrendo del fumo. Un fumo nero, che ci toglie il respiro, ci soffoca. Penso al dramma di tanti ragazzi che credono che apparire in un reality significhi non essere più dimenticati, essere arrivati. Penso a tante ragazze che concedono il loro bel corpo alle telecamenre come a sopperire alla pochezza di materia grigia e di cultura che vi alberga. Penso ai tanti genitori, dispersi nelle foreste della notorietà, che accettano questi esercizi di alienazione  con la speranza di un futuro pieno di soldi e di successo. L’uomo da sempre, per vivere, per progredire, ha bisogno di vivere un sogno, perchè il sogno è evanescente, però il sogno a volte può diventare realtà. I sogni ci aiutano a sopravvivere, ci rendono il cammino meno faticoso. Franco Arminio con i suoi scritti ci dice che sognare non è poi così difficile.

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Written by chirchio

17 febbraio 2011 at 8:09 pm

le ultime cartoline

Chiesa del Carmine, Avellino (adiacente al municipio) – venerdì 18 febbraio, ore 18

Saluti: Gennaro Romei, assessore alla cultura – comune di avellino

Introduzione critica: Domenico Scarpa

Letture: Elda Martino

Sarà presente l’autore, Franco Arminio

Written by eldarin

16 febbraio 2011 at 12:34 pm

cartoline-espresso

metto qui una piccola recensione di marco belpoliti uscita sull’espresso di questa settimana.

La letteratura è un dialogo con i morti, asseriva Giorgio Manganelli, nel senso che la si scrive, non solo per coloro che sono stati vivi, con cui si continua il dialogo in assenza, ma anche, e soprattutto, per coloro che tra poco non lo saranno più. Uno scrittore cinquantenne, afflitto da un’inguaribile ipocondria, Franco Arminio, poeta e paesologo, abitante a Bisaccia, in Irpinia, ha deciso di fingersi morto, come succede a ogni vero ipocondriaco, e di scriversi delle cartoline indirizzate a se stesso, in cui ogni singolo defunto racconta le cause e i modi della sua morte: Cartoline dai morti. Cartoline perché si tratta di poche righe, a volte un paio, secche e compendiose come quelle frasi che si scrivevano sul retro di foto dei paesaggi. Qui però c’è solo lo spazio bianco, mentre l’immagine della città, del paese, del monumento, della chiesa, non si vede, forse perché tutti questi morti che scrivono sono membri del medesimo luogo, appartengono tutti al Paese dei Morti, che comincia poco oltre le nostre città. Così i casi della vita, gli innumerevoli destini, scorrono sotto i nostri occhi, con accenti che vanno, seppur nella brevità e concisione, dal tragico al comico, dal sarcastico al malinconico, dal patetico al depressivo. La tastiera di Arminio, in questo che è il suo breve capolavoro, è variabile, e insieme ripetitiva, per quanto nessuna vita somigli all’altra: la diversità come sintesi dell’umano. Il destino coglie i morenti in situazioni strane, paradossali; oppure no: nella perfetta normalità del vivere. Tutti si ricordano di sé nell’atto di passare da viventi a trapassati. In verità, tutte queste 127 vite sono la medesima vita, vista da 128 punti di vista differenti, la vita di Arminio. Arminio è il poeta del nostro sconcerto quotidiano, poeta in prosa del nostro affondamento progressivo.

Franco Arminio, Cartoline dai morti, Nottetempo, pp. 136, € 8

Written by Arminio

10 dicembre 2010 at 10:37 am

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