COMUNITA' PROVVISORIA

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un giardino ci salverà

DOMANI POMERIGGIO (venerdì 10), ORE 18, RIUNIONE  A CAIRANO – SALA CARISSANUM (tra mensa e chiesa madre) :

-borgo.giardino

-mercatini della nuova ruralità

-ospitalità alla Dragone Group, 15 persone a fine luglio in vacanza a Cairano / Irpinia

l’incontro è aperto a tutti

(l’articolo di Magrelli è su La Repubblica di sabato 4 giugno)

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Written by A_ve

9 giugno 2011 at 7:20 am

ti aspettiamo tra 2 settimane a cairano 7x . borgo.giardino

In Alta Irpinia, sul confine appenninico tra Campania e Lucania, su una rupe che domina l’alta valle del fiume Ofanto, c’è un borgo in via di estinzione; sono rimasti solo 300 abitanti; scuole chiuse per mancanza di bambini, strada in frana per arrivarci; non c’è un giornalaio e nemmeno un fioraio.
Qualche anno fa, Franco Dragone   ( http://www.dragone.be/ ), ideatore del Cirque du Soleil, nativo di Cairano, propose di organizzare, contribuendovi economicamente,  un festival a cadenza annuale per rianimare il piccolo borgo.

Nel 2009, con Comunità Provvisoria, iniziò CAIRANO 7x ; quest’anno, a fine maggio, con l’evento ‘microcosmi eccellenti’ si è dato il via alla terza edizione.  7 fine settimana, uno al mese, fino a novembre 2011 per rianimare il piccolo borgo ma anche per rimettere in moto idee ed economia intorno ad un possibile turismo della cultura e del paesaggio.
Architettura, musica, scrittura, teatro, botanica e tante altri arti e mestieri si incontreranno a Cairano con l’obiettivo di riconciliare nuovi uomini con le terre in abbandono. 

Ven. 24  Sab. 25 e Dom. 26 giugno  un ampio gruppo di lavoro inizierà il Laboratorio di Immaginazione del BORGO GIARDINO / dall’orto rurale agli orti civici / dal giardino privato ai giardini comunitari / a sostegno di una nuova civiltà rurale .   qui tutte le informazioni utili : http://www.cairano7x.it/2011/borgo-giardino/

Studenti delle università di Napoli, Delft, Vienna e Istanbul saranno ospitati gratuitamente a Cairano 7x nelle case del borgo messe a disposizione dagli abitanti, dalla cena di arrivo di venerdì 24 giugno alla colazione di domenica 26, partenza.  Al laboratorio parteciperanno gli studenti delle scuole superiori intorno a Cairano (Calitri, Lioni, Sant’Angelo dei Lombardi, Montella).

Oltre a chiederti di portare le tue idee a Cairano7x  ti preghiamo -in particolare- di comunicare la notizia  agli studenti di architettura e agraria  (e delle scuole superiori) che conosci,  in modo che possano partecipare al laboratorio di immaginazione che terrà Donatella Mazzoleni intorno al tema del borgo giardino. 

24-25 e 26 giugno BORGO GIARDINO a CAIRANO 7x 2011  

Written by A_ve

6 giugno 2011 at 7:09 am

Il bucaneve e la Candelora

di FRANCA MOLINARO / Il Giardino della Grande Madre

Febbraio arriva con il primo pallido sole, filtrato tra nuvole, grigie come il colore dell’acquario che questo mese rappresenta. Il nome deriva dai februa latini, panni di lana utilizzati per aspergere il sangue delle vittime sacrificate a Giunone Salvatrice Madre Regina celebrata all’inizio del mese. Febbraio è il secondo mese dell’anno, il suo numero è il due che nasce dall’uno unità ed evolve verso la dualità. Il due rappresenta la prima divisione dell’unità nella sfera umana in quanto, nel divino l’uno è l’emanazione della divinità, lo zero è l’assoluto, la divinità stessa da cui tutto procede e comprende: l’eterno assenza di passato e futuro, costante e immobile presente. Febbraio dunque si avvia alla vita empirica ed a tutte le dicotomie presenti nella sfera materiale: il buio e la luce, l’amore e l’odio, il maschile e il femminile, nelle filosofie orientali yin e yang. L’origine della vita materiale. Il mese si apre con la festa della Candelora, il 2 febbraio, mutuata dai riti celti della luce nascente. La Chiesa dedicò il giorno alla purificazione della Vergine, probabilmente per esorcizzare la presenza coatta dell’antica Giunone. Nella tradizione popolare era in uso che la puerpera al primo parto, uscisse di casa dopo quaranta giorni per portare il figlio in chiesa, si diceva che doveva andare a “trasì ‘n’santa”. Quaranta, numero altamente simbolico, corrisponde anche al periodo di astinenza da rapporti dopo il parto e ai giorni in cui la donna è impura a causa delle perdite di sangue. Dopo quaranta giorni, inoltre, dovrebbe tornare il ciclo mestruale, il cosiddetto “capoparto”. Andare in chiesa era il modo per presentare al mondo il piccolo, battezzandolo e reintegrarsi, grazie alla purificazione, nel circuito ordinario. Nei giorni precedenti al battesimo del figlio, la donna non poteva avvicinarsi all’acqua né lavare. Si temeva che acque contaminate potessero, attraverso la madre, raggiungere il bimbo non battezzato, quindi contaminarlo. Il battesimo ha un forte potere apotropaico, chi ne è privo è estremamente vulnerabile.

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Written by A_ve

22 febbraio 2011 at 5:00 pm

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il sorbo

sorbo degli uccellatori

di FRANCA MOLINARO _ Il Giardino della Grande Madre _ Il sorbo

Sono iniziati ieri i tre giorni della merla, giorni ritenuti più freddi di tutto l’anno. Si racconta che un tempo il primo mese dell’anno contasse ventotto giorni. In quegli anni, nidificava su una quercia, una bellissima merla dal piumaggio candido. Ad ogni covata doveva fare i conti col crudele gennaio che, nonostante le preghiere della buona mamma, si ostinava a mandare freddo su freddo. Un anno la merla decise di gabbare il furfante e nascose la nidiata sperando di esser dimenticata. Tenne i pulcini in segreto fino al ventotto poi, convinta di aver scampato il pericolo, uscì allo scoperto. Gennaio inviperito si fece prestare tre giorni da febbraio e mandò giù tanto di quel freddo che la povera famigliola dovette riparare in un comignolo fumante. Quando passò il freddo la famigliola uscì dal comignolo ma le belle penne bianche erano talmente affumicate da diventare irreparabilmente nere.

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Written by A_ve

15 febbraio 2011 at 10:14 am

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Il giardino della Grande Madre _ di Franca Molinaro

Il giardino della Grande Madre  _di Franca Molinaro

articolo pubblicato su ‘ottopagine’ 5.12.2010.   Potete seguire la rubrica di franca molinaro “Il giardino della Grande Madre” su ottopagine (domenicale)_

Ho iniziato a concretizzare su carta i miei studi di botanica quando ho capito che la ricerca antropologica incentrata sullo studio dell’uomo non mi soddisfaceva, inoltre, mi trovavo spesso a fare i conti con piante di cui necessitava la conoscenza specifica per comprenderne le proprietà eduli, officinali e apotropaiche. Volgere l’interesse verso la natura non ha significato dare un taglio con l’umanità, piuttosto dare un taglio alle apparenze, alle futilità che la quotidianità comporta. In questo modo non ho inteso rinnegare la ricerca antropologica ma approfondirla indagando su quell’intima spiritualità che lega il genere umano all’universo, quell’idea archetipa non sottoposta ad evoluzione culturale, o meme assoluto che sopravvive al susseguirsi delle ere e delle civiltà al pari di un gene nella catena di un DNA. Tale ricerca coincide col bisogno di Verità e può passare attraverso lo studio delle cose concrete, naturali, visibili. Se il cosmo è la manifestazione delle energie divine creatrici, ogni albero, ogni pianta, ogni fiore è informato da un’energia divina ovvero da un dio, è una teofania (A. Cattabiani).

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Written by A_ve

9 dicembre 2010 at 5:54 pm

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