COMUNITA' PROVVISORIA

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PARCO RURALE, l’irpinia è fiera dell’est

articolo di vincenzo castaldo

Vincenzo Castaldo _ IL MATTINO

  sabato 27 novembre 2010 

L’attuale difficoltà di mercato, le avversità atmosferiche e la volatilità dei prezzi hanno praticamente messo in ginocchio l’agricoltura campana, già in crisi per l’applicazione di una politica assistenziale e pseudo industriale incapace di garantire sviluppo. Per individuare nuove strade che possano favorire la ripresa del settore agricolo, in un momento in cui anche la politica economica di governo sembra precipitare, diversi amministratori, ambientalisti, ingegneri, architetti, promotori turistici e produttori irpini si riuniranno stamane a Sant’Andrea di Conza per il convegno «Filiere agricolturali per il Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente», promosso dall’architetto irpino, Angelo Verderosa, d’intesa con «Gambero Rosso», Legambiente, il portale web «IrpiniaTurismo» e il gruppo «Comunità Provvisoria», nell’ambito della rassegna culturale di idee e progetti «Colori d’autunno». La kermesse, che si aprirà, oggi alle 10, nell’ex Fornace dei laterizi, si rivela un’occasione unica più che rara per rilanciare l’Est irpino, un territorio specificamente agricolo di circa settecento chilometri quadrati – pari a un terzo della superficie della provincia di Avellino – le cui potenzialità sono ben note soprattutto se connesse alle produzioni di pregio.

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Comunicare l’ambiente e le sue politiche

arcobaleno

Il dibattito su Cairano 7x …2010, si è animato in questi giorni.  Questo blog e l’incontro organizzato a Cairano sabato l’altro, hanno avuto il merito di riattivare il pensiero e di predisporci alla definizione operativa  e culturale di quello che dovrà succedere a giugno 2010. La “Comunità provvisoria” con alcuni dei sui aderenti è gia al lavoro del resto. E’ vero che nel post “Idee per Cairano” più che proposte fattive, idee appunto,   (fatta eccezione per la pressante e giusta volontà di pubblicare il catalogo  e aggiungo a questo punto anche un video di sintesi grazie all’immensa mole di materiale girato da Michele Citoni ) sono emerse “metaquestioni” , tra l’altro pure necessarie, ma in realtà già abbondantemente metabolizzate da chi ha creduto da subito, lavorandoci, in Cairano 7x. Per tale motivo, ed in occasione anche dell’incontro di Sabato  a Bonito, pubblico una parte di quanto già presentato a Dragone in Belgio, e che rappresenta una visione , una proposta di Amici della Terra Irpinia, non unica ma forse da amalgamare, coordinare con tutte le altre. Tra l’altro, la forza di Cairano 7x è stata quella di mettere a sistema e di materializzare una rete anche di diverse associazioni, istituzioni (Amici della Terra appunto, ANAB, SLOW FOOD, + A sud, I Mesali, La Pro Loco, Comune di Cairano. ecc.) che rappresentano un ulteriore tassello di novità e di forza e che non può essere disperso, ma anzi va “codificato”, sottoscritto. Questo per cominciare veramente a ragionare su cosa e su chi invitare.  Si attendono valutazioni, suggerimenti, critiche,  stroncature . Grazie.

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le risorse dell’ofanto

diga sul fiume ofanto a conza dela campania

diga sul fiume ofanto a conza dela campania

Le risorse dell’Ofanto / Economia e ambiente della valle del Fiume _ _ _  di Ruggiero Maria Dellisanti – Stilo Editrice _ pagg. 208 – € 16,00

La Sesta Provincia pugliese, quella di Barletta-Andria-Trani è nata, oltre che per la volontà del legislatore, anche per la forte identità culturale, economica e geografica degli uomini che vivono in questa porzione del territorio pugliese. Nel corso della lunga battaglia che ha portato alla consacrazione di questo nuovo Ente intermedio un ruolo fondamentale lo ha avuto un fiume: l’Ofanto. Un fiume che è diventato simbolo e bandiera. Non a caso prima della nascita della Provincia, per anni l’Ofanto è stato il nome scelto per il Patto Territoriale Nord-Barese Ofantino (appunto), che è stato il primo embrione di accordo sovra comunale delle città che hanno poi scelto di far parte della nuova Provincia. Del resto, anche per individuare geograficamente questo territorio, si era soliti chiamarlo La Valle dell’Ofanto. Insomma un fiume che ha segnato la vita stessa di questo territorio. Si tratta del più importante fiume pugliese, anche se d’estate specialmente nel suo tratto finale sembra più un torrente che un fiume vero e proprio. Ma è un fiume che nella storia della Puglia ha rappresentato una risorsa importante.

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“AVELLINO-ROCCHETTA SANT’ANTONIO”

ponte santa venere

foto_agostino della gatta © http://www.irpiniaturismo.it

UN VIAGGIO EMOZIONALE

di Giovanni Ventre

Il treno è appena partito, la stazione di Avellino si allontana lentamente, le rotaie scorrono dietro il piccolo treno composto di due carrozze. A bordo un centinaio di curiosi in cerca di emozioni. La tratta Avellino Rocchetta è un poco il filo di Arianna della storia d’Irpinia. Un grande uomo politico oltre che un insigne maestro poi diventato il maggiore critico letterario italiano, Francesco De Sanctis, ebbe alla fine dell’ottocento l’ intuizione di far attraversare buona parte dell’Irpinia da una strada ferrata che avrebbe significato per i territori attraversati un faro nella notte buia dei collegamenti con il mondo. La strada ferrata attraversa tre valli in cui scorrono i maggiori corsi Leggi il seguito di questo post »

Una strada ferrata per il paesaggio irpino.

percors_1895

La ripresa dell’orario autunnale per la linea ferroviaria Avellino – Rocchetta San’Antonio (un tempo Ponte Santa Venere), pone per l’ennesima volta l’accento sulla necessità di perseguire soluzioni strategiche che ridiano  senso infrastrutturale ed economico alla più antica linea ferroviaria dell’Irpinia  e tra le più antiche  della  Campania , inaugurata nel suo intero percorso il 27 ottobre del 1895.

Se all’origine divenne luogo privilegiato per il trasporto delle  grosse cisterne di vino prodotto nei territori attraversati,  ed in seguito,   le sue stazioni hanno rappresentato il prodromo dei luoghi  della emigrazione verso la speranza “amara” di un futuro meno povero, oggi il “ramo secco” di TrenItalia  può fornire nuovi germogli vitali. Leggi il seguito di questo post »

paolo rumiz e l’irpinia

panorama 21 cmPaolo Rumiz parla dei paesi terremotati, del Formicoso, dell’Irpinia ; su   Repubblica del 18 e 19 agosto 2009

Nella terra degli sconfitti di PAOLO RUMIZ

Lo vedo da lontano nella pioggia, su un tornante di Castelnuovo di Conza, in mezzo alle forre più cupe dell’Irpinia. Curvo, benedicente, inconfondibile, a poca distanza da una delle chiese più spaventevoli della Nuova Italia cementizia. Padre Pio, ostinato, caparbio, resistente come nessuno allo sterminio dei luoghi. Crollano i paesi antichi, al loro posto nasce l’orrore e il calcestruzzo, la gente scappa, gli inverni si riempiono di pioggia, solitudine e sconfitta amara, gli dèi sconfitti dei Sanniti e dei Piceni si danno alla macchia, ma Padre Pio rimane, viene veloce come il vento a occupare il vuoto della memoria. È l’unico capace di attecchire su queste montagne bastonate da Dio e dagli uomini.

Nubi dense e vento sulla via Appia che non si sa come s’intorcica proprio Leggi il seguito di questo post »

L’EMIGRAZIONE E IL SUD PROVVISORIO

di 7x

Le parole di Franco Arminio, “Manifesto del Sud,” mi hanno colpito e ispirato ad aggiungere il mio parere. Condivido con voi solo due righe, un breve messaggio per rintracciare possibili connessioni tra le sue parole e il tema della “migrazione”, a cui tengo molto.

In Italia, specialmente nel sud, tutti hanno vissuto l’emigrazione: e’ un’esperienza sempre viva, ancora oggi–si vede nelle case abbandonate, si sente nei ricordi della gente. Il Sud dell’emigrante fa parte anche di cio’ che la Comunita’ Provvisoria sta creando. Inoltre, anche il nuovo immigrato in Italia, dal Marocco, dall’Albania, ecc.—come Lidia Curti ci ha ricordato a Cairano 7x—fa parte di questo Sud provvisorio.

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Sui limiti del profondo

 

i lunedì dell’antropologia narrativa – di alfonso nannariello

 

Da casa alla stazione sarà stato 1 km in linea d’aria. D’estate, con tutte le porte aperte, sentivo passare la littorina. Qualcosa, col suo carattere di meraviglia ed incongruenza, mi sbalzava ad un altrove, mi faceva sentire diverso, mi differiva. Quel rumore metallico sul ponte dell’Ofanto era un trasalimento delle mie facoltà emotive, una rottura dei meccanismi del quotidiano, uno scrostare dal fondo le immagini interiori. Era la percezione di un senso oltre le cose, un senso che, mentre rendeva più solido il paesaggio esteriore, dentro lievitava nostalgie. Simultaneamente avvertivo il mio essere esteso mentre il mio corpo era fissato in un qui e in un ora.

La scoperta della scritta Calitri-Pescopagano sul muro della stazione era un’ulteriore ed inequivocabile indicazione della simultaneità del qui e dell’altrove. Erano presenti in un medesimo punto il limite e le possibilità. Quel rumore di ferro che tornava improvviso, pungeva. Non differiva il ricordo di colonie e collegi, unici posti dove fino ad allora ero stato, ma, più profondamente, «la nostalgie de l’infini».

 

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Written by alfonson

2 marzo 2009 at 9:38 am

la discarica sul formicoso avvelenerà l’acquedotto pugliese

 

processione a pero spaccone, 2.10.2008 _a.verderosa

processione a pero spaccone, 2.10.2008 _a.verderosa

l’allarme AVVELENAMENTO delle ACQUE circostanti l’altopiano del FORMICOSO, lanciato UN ANNO FA da COMUNITA’ PROVVISORIA, viene SCIENTIFICAMENTE recepito dallo studio realizzato dall’Alto Calore Servizi (presidente Franco Maselli), in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Napoli Federico II e con il Dipartimento di studi di Geologici e Ambientali dell’Università del Sannio
– – –
. . . ” Si parte dal presupposto che gran parte delle risorse captate da alcuni tra i più importanti acquedotti italiani vengono destinate all’approvvigionamento potabile di oltre 5milioni di abitanti delle regioni Campania, Puglia e Basilicata, per una portata annua media di circa 13 mc/sec prelevata dalle sorgenti di Cassano Irpino, Caposele, Serino, Senerchia, Calabritto. 

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il FORMICOSO e il RETICOLO dell’OFANTO

il formicoso e il reticolo idrografico dell'Ofanto

il formicoso e il reticolo idrografico dell'Ofanto

di Antonio Panzone / presidente associazione “TAURASIA” www.taurasi.org
Quanto segue perchè tutti si rendano conto dello scempio che si sta consumando sul nostro territorio, a danno dell’ambiente e della nostra salute. Riportiamo il  reticolo dell’Ofanto e dei torrenti suoi affluenti, elaborato dall’idrogeologo dott. Sabino Aquino e la relazione dell’ing. Franco Maselli, presidente dell’Alto Calore, che vogliono rappresentare una rielaborazione  della situazione reale della zona del Formicoso, dove si intende realizzare la megadiscarica. L’iniziativa di ieri, a Bisaccia, presso il centro polifunzionale, ha visto coinvolti i sindaci del territorio, il comitato antidiscarica in cui è stato presente l’on. Roberto Musaccia, capogruppo di Rifondazione Comunista al Parlamento Europeo, il segretario provinciale del Prc Gennaro Imbriano, il presidente della comunità montana “Alta Irpinia” Giuseppe Di Milia, l’assessore comunale Agostino Pelullo, Franco Arminio, Michele Di Maio di Legambiente regionale oltre al presidente dell’Alto Calore Maselli e al presidente del Parco Monti Picentini Sabino Aquino.

 

 

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Le ricchezze del Formicoso e lo scempio dello Stato

di Paolo Saggese                (revisionato il 5.10.2008) 

 

Non ho competenze tecniche né in ambito geologico né giuridico. Ma ho ascoltato e letto le riflessioni di chi ha competenze tecniche e compie analisi ponderate e fondate scientificamente.

La megadiscarica del Formicoso potrebbe causare tra le altre cose l’inquinamento delle acque del Lago di Conza e dell’oasi del WWF, quindi potrebbe rendere inutilizzabile quella ricchezza idrica che dal fiume Ofanto dispensa acqua ad una parte della Basilicata e della Puglia. La discarica del Formicoso, dunque, ci priverà non solo – si fa per dire – della commovente bellezza di quel luogo, che aveva incantato già Francesco De Sanctis,  non solo – si fa per dire – del grano e di tutti i prodotti che sull’altopiano e nelle colline limitrofe si producono, ma anche potrebbe privarci di quella ricchezza che è la più grande di tutte, l’acqua.

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Written by A_ve

5 ottobre 2008 at 2:12 pm

LA DISCARICA NEL PARCO / Giovanna Ferrara, Carlo M. Miele

La discarica nel parco
di Giovanna Ferrara e Carlo M. Miele
Col rischio discarica la gente della Alta Irpinia è abituata a convivere. Di un nuovo sversatoio tra i comuni di Andretta e Bisaccia si parla puntualmente ogni volta che a Napoli scoppia un’emergenza rifiuti. Anche negli anni Novanta il territorio del Formicoso, a pochi chilometri dalla Puglia e della Lucania, era stato tirato in ballo per risolvere i problemi della Regione. Allora fu proprio la resistenza delle popolazioni locali a sventare la minaccia.
Ma le possibilità di scongiurare la costruzione di una discarica questa volta non sembrano troppe. A una decina di anni di distanza dalla prima mobilitazione, il clima è cambiato. Provvedimenti d’urgenza, interventi dell’esercito e pressioni mediatiche rischiano di vanificare qualunque opposizione popolare. Lo sanno bene le popolazioni di quest’angolo remoto di Campania, che per avere un po’ di attenzione hanno dovuto organizzare un concerto col cantautore Vinicio Capossela, originario di queste parti, che lunedì 18 agosto è riuscito a portare quassù qualche migliaio di persone.

RIFIUTI sull’ACQUA / costantino severino

 LA DIGA DI CONZA E IL FIUME OFANTO A RISCHIO INQUINAMENTO /  LA DISCARICA SUL FORMICOSO UNA SCELTA CHE METTE RISCHIO 32 MILIONI DI METRI CUBI DI ACQUA ED UN’OASI FLORO – FAUNISTICA INCOMPARABILE
Tutti affermano, ma visti i fatti non ne sono pienamente consapevoli, che l’ Irpinia se è verde lo è soprattutto per la abbondante presenza di acqua. Acqua che viene dai grandi serbatoi calcarei ma anche dalla miriade di reticoli idrografici insediati sulle litologie argillose, una caratteristica questa, che rende il nostro paesaggio unico nel suo genere. Meravigliose valli svasate percorse da importanti corsi d’acqua e con conche interne rivestite di terreni arenaci ed argillosi plastici, spesso instabili, il tutto inciso da numerosissimi valloni.

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pero spaccone si trova a 150 km. da napoli

quale logica c’è dietro questa localizzazione ?

ha senso raccogliere tonnellate di rifiuti a Napoli e portarle a 150 km. di distanza ? attenzione : lo si farà con gli stessi costi che oggi servono per portarle in germania, cioè 200 €./mc.  > > >  i rifiuti dovrebbero essere stoccati e trattati là dove si producono e non devono essere mandati in trasferta !  _ _   CONTINUA (elaborazione Google Earth)

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Written by A_ve

26 maggio 2008 at 11:28 am

NON SAPPIAMO PIU’ COME DIRLO

non sappiamo più come dirlo / stiamo andando verso il DISASTRO /  un’apocalittica discarica in IRPINIA si fa sempre più vicina nella sostanziale indifferenza.  /  i politicanti tracheggiano.  /  i cittadini non sanno che fare.  / a NAPOLI ancora non parte la raccolta differenziata  /  bisogna fare un’azione preventiva. far capire in tutti i modi che il progetto regionale è Leggi il seguito di questo post »

PARCO RURALE dell’IRPINIA – presentazione a s.andrea

PARCO RURALE dell’IRPINIA 

di ANGELO VERDEROSA

Nella mappa una prima bozza dell’area del parco naturale paesaggistico dell’Irpinia.      E’ una bozza e serve per iniziare a sognare e a discutere.   stamane (24) a calitri, all’istituto d’arte, spontaneamente si è riunita buona parte della C.P. ; è stata proiettata la bozza della mappa del parco >>> docenti e ragazzi lavoreranno allo studio del LOGO del PARCO  

 

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L’area è delimitata naturalmente dal Parco Regionale dei Monti Picentini a sud e dal complesso del Vulture a est; a nord abbiamo la pianura della capitanata, a ovest il promontorio della Baronia.  I confini del parco sono dati dalla statale 7 a sud, dall’arcata dell’Ofanto, a sud sud-est; dal confine provinciale e regionale verso la Puglia, a nord-est; dalle sorgenti dell’Ufita a nord; dalla direttrice Sferracavallo – Mefite – Goleto a ovest. Area baricentrica il Formicoso con il Monte Toppo a 988 m. (cfr. zoomata al termine del post). L’area del Parco coincide con la propaggine geografica orientale della Campania, una mammella, un altopiano che si insinua tra lucania e puglia; un pianoro a 800 m. slm che dal Formicoso scende ad abbeverarsi all’Ofanto e all’Ufita. Due laghi artificiali all’interno dell’area,  a Conza, sull’ Ofanto  e sull’Osento la diga di Monteverde. Densità abitativa tra le più basse d’italia. E’ l’area del viaggio elettorale di Se Sanctis. E’ l’area amministrata dalla comunità montana alta irpinia. Un’area di 720 kmq.; la distanza sulla direttrice Goleto-Monteverde è 40 km.; sulla ortogonale Calitri-La Toppa è 25 km.  50.000 abitanti ca.; 70 ab./kmq.  Strade interne all’area : la statale 7 (appia), la 91, la 303 e la 399.

 

 

 Serve una mano da parte di tutti; finora sono giunte queste disponibilità

(LISTA AGGIORNATA AL 24.4.2008)

Biagio Cillo, con facoltà di architettura II università di Napoli, coordinam.

Luca Battista, con Amici della Terra Irpinia,  impianto normativo e urbanistico e riferimenti preliminari per contenuti tecnici

Gianni Fiorentino, struttura normativa ed economica, rapporti col POR

Enzo Luongo, dati statistici e cartografici (lavora anche per elda)

Dario Bavaro, eventi teatrali per la promozione del territorio 

Enzo Maddaloni, con Legambiente, passaggi normativi e regionali

Michele d’Onghia, mailing list media, distretto energetico

Stefano Ventura, comunicazione e relazioni con siti e blog

Antonio Luongo,  immagini da proiettare e spedire

Elda Martino, aspetti storici e archeologici

Antonio Lapenna, rapporti con enti parco e associazioni ambientaliste

Federico Verderosa, coord. nazionale A.N.A.Bioecologica,  architettura /ecologia

Pasquale Matarazzo, settore ecologia regione campania, relazioni

Io metto a posto, man mano, testi, immagini e cartografia

… Franco Arminio fornirà il carburante

La promozione la facciamo tutti con il web e spedendo e.mail; bisogna subito veicolare l’idea e radicare diffusamente l’esigenza del parco; ognuno scriva una mail alla propria mailing list, linkando questo post …

Serve adesso un riferimento in ognuno dei comuni per organizzare una prima presentazione dell’idea con una proiezione e un dibattito, coinvolgendo gli amministratori e invitandoli ad approvare una delibera di intenti e adesione; in ogni comune raccoglieremo almeno 100 firme, iniziando dalle scuole.

Questa idea che sta man mano nascendo… su un blog … è il segno di una nuova democrazia; si sta mettendo in moto energia, in modo orizzontale, gratuitamente, volontariamente, intorno ad una speranza di salvezza di questa terra d’irpinia … un domani forse, su questa stessa strada, si potranno intreprendere altre strade di salvezza.

Inizieremo DOMENICA 4 MAGGIO alle ore 16 a S.ANDREA DI CONZA, probabilmente nella sede della vecchia Fornace o su, all’ex Seminario.

Appunti di Arminio:

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petizione per la salute e il paesaggio

panorama-25cm.jpg 
chiedendo spazio e visibilità nel Blog della C.P., a seguito della riunione tra cittadini irpini, fatta a Bisaccia il 9 gennaio, ecco una bozza di testo per l’avvio della raccolta di firme.    Si possono fare delle modifiche, ma il documento non va allungato troppo.  È chiaro che bisognerebbe impegnarsi a raccogliere un numero cospicuo di adesioni, almeno mille. In ogni caso anche con un numero molto minore penso che non sfugga a nessuno l’importanza e il significato dell’impresa.

Una tac per la salute e il paesaggio

Non ci facciamo ingannare dalle sirene mediatiche. Sappiamo che quando si spegneranno i riflettori sul problema dei rifiuti, non vorrà dire che il problema sarà stato risolto. Non possiamo in questo momento di militarizzazione immaginare di bloccare le scelte governative, ma chiediamo al Governo e alle altre autorità competenti quanto segue.

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splendide occasioni

Metto qui un mio articolo uscito ieri su Ottopagine. A chi fosse interessato ricordo anche che da molti mesi ho sullo stesso giornale una rubrica domenicale di carattere letterario intitolata “oratorio bizantino”. Aggiungo una postilla sulla nuova organizzazione del blog. A me pare che il post intitolato “blog della montagna” sia una pagina di cultura civile veramente esemplare. Quanto alla serata di ieri a Bisaccia, non spetta a me parlarne. Posso solo dire che il mio impegno sarà sempre focalizzato nell’inventare insieme ad altri queste splendide occasioni di “comunità provvisoria”. Buon anno. _ f.a.
LE MANI AL PORTAFOGLIO / L’anno che finisce può essere archiviato come l’anno della grande crisi della politica. Mi piace immaginare la nascita del partito democratico come una risposta a questa crisi, giunta con la consapevolezza che “quando il pericolo è più Leggi il seguito di questo post »

Written by comunitaprovvisoria

31 dicembre 2007 at 11:28 am

il presente vale come ringraziamento

30 dicembre 2008 – ore 18.30
PAROLE e SUONI

di Franco Arminio e Pasquale Innarella
Casa Museo Di Forno Giardino, Bisaccia

p.s.1 seguirà buffet con cibi antichi. numero dei posti molto limitato. dare un cenno di adesione.
p.s.2 Metto qui un pezzo scritto qualche anno fa. chi volesse informazioni più precise su Innarella può cercare in rete. approfitto per augurare buon anno a tutti i comunitari che non potranno venire a Bisaccia. f.a.
Esercizi di ammirazione: Pasquale Innarella
Lui è un sax al vento e uncina le sue note che sembrano scoppi, temporali, sussulti di un essere vasto e indecifrabile. / Lui è un cavallo e sembra che con una nota voglia tirarsi Leggi il seguito di questo post »

Written by comunitaprovvisoria

30 dicembre 2007 at 9:00 am

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