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Un vecchio racconto, un treno e uno sciopero

di Sergio Pagliarulo

Ore 01:00, esco di casa per avviarmi verso Brignole, dove tra 48 minuti esatti, si spera, salirò sul treno speciale della CGIL che mi porterà a Roma per la manifestazione in occasione dello sciopero generale organizzato da FP (funzione pubblica) e FIOM (federazione impiegati operai metallurgici). Alla fermata del bus non c’è nessuno, a quest’ora non passa nulla così tocca farmela a piedi. Scendo lungo via Fereggiano, che prende il nome dal torrente che la costeggia, passo davanti all’unico bar aperto fino a notte fonda della zona. Solo uomini, ricurvi, intabarrati, qualche giorno fa, sullo stesso marciapiede, un paio di calabresi si sono accoltellati, a quanto pare, per questioni amorose. Mi fermo per un caffè, qui il tempo si è fermato agli anni 70, i muri ingialliti dal fumo di innumerevoli sigarette, tavolini e sedie di stili e colori diversi e il barista, sempre lo stesso sia all’alba che a notte. È un posto questo in cui trovi gente solo a tarda notte, quelli che la notte non li piglia col sonno ma si fa pesare come un macigno, e all’alba, quelli che fanno lavoracci da spaccarsi la schiena, camalli, muratori e qualche lungo pendolare. Il caffè fa veramente schifo ma il barista mi sorride.
Proseguo e penso a questa città che non sai mai cosa pensa. I genovesi amano dire che conoscere Genova è impossibile perché non sia mai dove comincia e dove finisce. Affogata tra il mare e i monti si allunga all’infinito come quelle rette di geometria che si studiano da bambino.
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Written by eldarin

21 marzo 2011 at 10:30 pm

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i nazispazzini + fotoracconto di domenico cambria

lo spazzino nazista ha fatto un vasto lagher sul formicoso.  sono stato tutta la notte a girare per il paese a cercare aiuti.   poi la violenza più atroce a cui ho mai assistito in vita mia, senza una manganellata, senza una spinta, uno sputo.

ho pianto e non c’è altro da dire.  _ armin

p.s. : per chi volesse saperne di più, alle sei di oggi siamo al centro anziani di bisaccia per organizzare le manifestazioni non contro la discarica, che ancora non c’è, ma contro il lagher dello spazzino nazista.

alba al formicoso, foto-racconto di domenico cambria

L’ESERCITO OCCUPA IL FORMICOSO

 

Formicoso e Baronia, due territori dell’Alta Irpinia che probabilmente pochi conoscono. Il primo che si riferisce alla laboriosità dei suoi abitanti, il secondo ad un territorio una volta abitato dalla nobiltà sannita. Ancora oggi con comuni distanti tra di essi un solo chilometro, altri 3-4 a ricordare l’antico assetto urbanistico dei “pagus” hirpini. Dopo la fine della III guerra sannitica (298 a.C.), che vide la sconfitta dell’intero Sannio, tanti territori passarono nella mani di Roma che li consegnò ai propri consoli ed ai propri triunvi. La Baronia, il Formicoso e quelli di Lioni, Torella e Nusco tra questi.

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Written by comunitaprovvisoria

29 settembre 2008 at 3:23 pm

La via di casa

di Mauro Pianesi 

Ogni tanto chiedevo un giorno di ferie dall’ufficio e me ne andavo in giro con la macchina. Non facevo grossi viaggi: mi bastava uscire di città e scendere giù in pianura dove non c’è vento. Lo facevo per allentare un po’ la tensione.

Conducevo una vita senza particolari entusiasmi: gioie e dolori in quantità discreta e di modesta entità. Poche gratificazioni ma anche poche preoccupazioni, tranne quella di vedere crescere bene i miei due figli e cercare di metterli nelle migliori condizioni spirituali e materiali perché un giorno si ritrovassero con un buon impiego e una famiglia come avevo fatto io.

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Written by comunitaprovvisoria

23 settembre 2008 at 11:31 pm

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Antonio, m’impari a fare il pane?

L’intenzione di questo “racconto” non è di mettere in discussione le parole degli amici che vi sono parzialmente trascritte, nessuna di esse. È soltanto quella di capire dove stanno andando le parole che ci stiamo dicendo. 

 

 

Mi sono provato in una cosa che all’inizio mi è apparsa facile facile ma, a un certo punto, mi è apparsa difficilissima. Volevo provare a “riassumere”, senza tradirle minimamente le parole di commento al testo “Un luogo per chi crede”. E avevo iniziato:

 

Antonio Imbriano dice che a Sant’Angelo dei Lombardi alle ultime elezioni amministrative la gente ha preferito votare per chi non faceva le solite promesse elettorali o tentava ricatti clientelari
Fiore
crede nel Parco d’Irpinia d’Oriente come il primo parco italiano dove sperimentare un nuovo modo di stare in occidente, e vorrebbe un luogo dove poter conoscere paesi fino ad oggi dimenticati, poterli vivere almeno un po’. Un luogo dove poter scoprire rime inedite o irraggiungibili, che pure ci consolano l’anima. Un luogo dove si può credere di combattere la camorra… piovra malvagia… e spezzare i suoi tentacoli affinchè non arrivino ovunque. Un luogo per sconfiggere la solitudine e l’indifferenza…
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