COMUNITA' PROVVISORIA

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ABITARE UN SOGNO

Il libro in uscita di Franco Arminio, l’inventore della paesologia, mi invita a delle considerazioni sul modo di vivere e sulle conseguenze. Il grande problema è che si sono perduti i punti di riferimento. In molti casi sono stati sostituiti da falsi d’autore ma sempre falsi. Penso ai reality, alla malavisione, questo camino che è entrato nelle nostre case, che teniamo sempre acceso ma che manca di un tiraggio per eliminare i fumi dannosi, oserei dire che invece del fuoco, ci stiamo nutrendo del fumo. Un fumo nero, che ci toglie il respiro, ci soffoca. Penso al dramma di tanti ragazzi che credono che apparire in un reality significhi non essere più dimenticati, essere arrivati. Penso a tante ragazze che concedono il loro bel corpo alle telecamenre come a sopperire alla pochezza di materia grigia e di cultura che vi alberga. Penso ai tanti genitori, dispersi nelle foreste della notorietà, che accettano questi esercizi di alienazione  con la speranza di un futuro pieno di soldi e di successo. L’uomo da sempre, per vivere, per progredire, ha bisogno di vivere un sogno, perchè il sogno è evanescente, però il sogno a volte può diventare realtà. I sogni ci aiutano a sopravvivere, ci rendono il cammino meno faticoso. Franco Arminio con i suoi scritti ci dice che sognare non è poi così difficile.

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Written by chirchio

17 febbraio 2011 at 8:09 pm

CARLO PETRINI sul fotovoltaico e altro

di CARLO PETRINI / Slow Food Italia   _ 

Visto che in tv i plastici per raccontare i crimini più efferati sembrano diventati irrinunciabili, vorrei allora proporne uno di sicuro interesse: una riproduzione in scala dell’Italia, un’enorme scena del delitto. Le armi sono il cemento di capannoni, centri commerciali, speculazioni edilizie e molti impianti per produrre energia, rinnovabile e non; i moventi sono la stupidità e l’avidità; gli assassini tutti quelli che hanno responsabilità nel dire di sì; i complici coloro che non dicono di no; le vittime infine gli abitanti del nostro Paese, soprattutto quelli di domani.

I dati certi su cui fare affidamento sono pochi, non sempre concordanti per via dei diversi metodi di misurazione utilizzati, ma tutti ci parlano in maniera univoca di un consumo impressionante del territorio italiano. Stiamo compromettendo per sempre un bene comune, perché anche la proprietà privata del terreno non dà automaticamente diritto di poterlo distruggere e sottrarlo così alle generazioni future.

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il blog della terra

il nostro è il blog della terra, della terra nuda…..

la petizione da firmare qui è un piccolo gesto che esprime bene la nostra visione.

non vogliamo che l’italia diventi una nazione senza terra.

chiedo agli amici comunitari di sensibilizzare i propri amici, a partire da quelli veri a quelli virtuali su fb.

ieri sera a nusco abbiamo deciso tutti insieme di dare fiato alle SENTINELLE DEL TERRITORIO.

sarà questa la nostra principale attività, quella che dà senso a tutto il resto, a partire da CAIRANO 7X, ovviamente!

armin

Written by Arminio

18 gennaio 2011 at 11:05 pm

PETIZIONE PUBBLICA: NO al FOTOVOLTAICO sui TERRENI AGRICOLI

PETIZIONE :  NO al FOTOVOLTAICO sui TERRENI AGRICOLI

   

                                              Al Presidente CALDORO

                                              All’Assessore all’Agricoltura, AMENDOLARA

                                              All’Assessore all’Ambiente, ROMANO

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Written by A_ve

18 gennaio 2011 at 11:15 am

Sul voltare le spalle alla terra

Viviamo nell’epoca dell’impotenza. Nessuno sembra poter fare molto per la propria vita e per quella degli altri. È una condizione di tutto il pianeta. Forse è vero che qui in Irpinia abbiamo più problemi che altrove, ma è altrettanto vero che le opportunità qui ci sono, a cominciare, per esempio, dalla grande disponibilità di spazio e di terra. Il guaio è che nessuno ci insegna a vederle. Mia suocera ha quasi novant’anni e quando arriva il mese di aprile ricomincia a prendere la via della campagna per rimettere in vita il suo orto. Il clima di Bisaccia non consente grandi raccolti, ma il suo conforto sta nel fatto che la terra non si perda. In Irpinia gli orti spariscono via via che muoiono gli anziani. I ragazzi se ne occupano, piantano zucchine e cipolle, ma soltanto nel mondo virtuale. Ogni volta che vedo un ragazzo fare l’ortolano davanti al computer ho la misura esatta della bancarotta antropologica causata dal delirio modernizzatore che ha colpito le nostre contrade.

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Written by Arminio

17 dicembre 2010 at 10:55 am

cari operai cassintegrati … tornate alla ‘terra’

—-Messaggio originale—-
Da: agernova@libero.it
Data: 29/11/2010 20.01
A: “Destinatari nascosti:”<>
Ogg: Fwd: Approfittare della crisi industriale per smettere di inquinare e t
ornare all’Agricoltura Biologica, unica fonte produttiva reale

Cari operai cassintegrati,

oggi non è più il caso di difendere un posto di lavoro rischioso per la salute e costruito sull’inqunamento dell’Ambiente,
smettiamo di essere pedine di un gioco internazionale che fa perdere sovranità nazionale alla nostra cara Italia e Sardegna.
Bisogna approfittare della crisi industriale per smettere di inquinare e tornare all’Agricoltura Biologica, unica fonte produttiva reale di reddito a partire dal sole e dalla terra madre.
Oggi è possibile inserirsi come giovani agricoltori, sotto i 40 anni, ed ottenere dall’UE, attracverso el Regioni (Piani di Sviluppo Rurale) 40-50.000 € a fondo perduto di cui la metà da investire nell’Azienda Agricola. 
Aggiungeteci lo stipendio da cassintegrati, la mobilità e buonuscita… e potete mettere insieme un piccolo Capitale per acquistare o affittare la Terra.

Written by A_ve

1 dicembre 2010 at 4:19 am

Il grano che cresce in Oriente, riflessioni sul parco rurale

Paesaggio irpino con grano Senatore Cappelli _foto verderosa

IL MATTINO 7.7.2010 _   

Nella sua tenuta agricola «La Turchina», vicino Viterbo, la giovane Loretta Di Simone, laureata in giurisprudenza, ha riseminato il grano «Senatore Cappelli». Aveva ritrovato, per caso, un vecchio sacco di semi.

Anche in Alta Irpinia, specie sul Formicoso, si coltivava fino a pochi anni fa quella particolare varietà di grano che porta il nome del fautore della riforma agraria negli anni ’30. Le spighe erano alte quanto un uomo.

Loretta Di Simone ha avuto successo: il «grano Cappelli» , essendo un seme antico, ha un glutine molto digeribile e facilmente tollerabile, ricco di proteine; ha ottenuto una pasta buona, di sapore, certificata dall’Università di Firenze come salutare. Loretta ha ripreso l’attività agricola della famiglia con due obiettivi aggiunti : riavvicinare i giovani all’agricoltura e rieducare le persone ad essere consapevoli di quello che quotidianamente mangiano.

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