COMUNITA' PROVVISORIA

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ancora l’ospedale……

metto qui un pezzo uscito oggi sul mattino, credo sia il trentesimo, sempre sullo stesso argomento. vivere qui significa diventare ripetenti….

armin

 

Mia suocera ogni tanto mi chiede notizie dell’ospedale. Da quando le hanno detto che lo chiuderanno si sente meno tranquilla. Ecco una cosa vera nel mare di finzioni che subiscono e producono i protagonisti di questa vicenda: sindaci, presidenti, commissari, medici, politici di vario grado e i pochi cittadini che ancora s’interessano del problema.

La prima cosa è questa: non era e non è una battaglia di parole. L’ospedale a Bisaccia non ci sarà mai più e quello che c’è stato non è mai stato messo in condizione di fornire servizi adeguati. Adesso siamo in una nuova fase, la fase in cui gli spazzini vengono chiamati operatori ecologici e con questo si immagina di migliorare la situazione. Per me il nome non è importante: quella struttura possiamo chiamarla anche osteria della salute. Quello che conta sono i servizi effettivi che vengono offerti e chi li offre. Per anni abbiamo avuto un reparto di chirurgia con un primario che non godeva nemmeno della stima dei suoi infermieri, tanto per dirne una.

Io non ho partecipato alla battaglia per difendere quello che c’era e adesso non ci sto a subire altre mistificazioni. Ho detto al commissario Florio nell’incontro di ieri che denuncerò alla magistratura ogni caso che si configura come omissione di soccorso.  Quello che c’è scritto sul piano ospedaliero licenziato il 14 luglio dalla Regione per quanto ci riguarda dice semplicemente una cosa: non abbiamo soldi per tenere aperti ospedali in Irpinia d’Oriente. Rimane il problema di mia suocera e di tanti anziani delle nostre zone. A loro i discorsi difficili che fanno i tecnici della sanità usando parole inglesi risultano incomprensibili. I vecchi delle nostre zone sanno che hanno i figli altrove e sanno che se stanno male non hanno un sistema che si prende cura di loro. Se si vuole applicare un nuovo modello di sanità che faccia a meno il più possibile delle degenze ospedaliere, perché non si deroga da questa azione nei luoghi sprovvisti di servizi alternativi? Al malato che sa di non poter avere un letto dove andare a riposare non dice nulla sapere che esiste un servizio di day surgery e  quello che lei chiamava ospedale adesso si chiama sps, struttura polifunzionale per la salute. Qui è il punto: se non ci sono i soldi per tenere il letto pronto per mia suocera, dove sono i soldi per fare un ambulatorio degno di questo nome? Se ho bisogno di una visita oculistica perché devo andare a Larino, in provincia di Campobasso? In una clinica privata della nostra provincia gli occhi vengono curari con un occhio particolare al portafogli. Nel piano della Regione certi privilegi delle cliniche private continuano ad essere garantiti senza che la cosa crei problemi a nessuno. Mai come in questo momento i difensori dei ricchi hanno avuto tanta fortuna e i difensori dei poveri sono stati così bistrattati.

Florio ha i soldi per stipulare convenzioni con centri di eccellenza oppure si immagina di arruolare qualche medicaciucci asservito alla politica? È molto probabile che la nuova struttura bisaccese sarà come la precedente in cui quello che era scritto sulla carta non corrispondeva a quello che poi trovavi nella realtà. Che senso ha un servizio sanitario che ti assiste se hai un problema alle undici del mattino e invece ti lascia scoperto alle undici di sera? È forte la tentazione di fare ricorso alla magistratura, considerando che sono in pochi a credere alla forza delle proteste democratiche. I sindaci non si sono dimessi, i referendum annunciati non si faranno, i cittadini sembrano colpiti da una sorta di pestilenza della passione civile e siamo sempre più circondati da persone attente solo a portare a casa qualche favore per sé e per la propria famiglia.

Io non mi arrendo, io posso parlare perché non ho avuto il posto da nessuno. Ormai molti fingono di amministrare e altri fingono di opporsi. L’arte del compromesso, dell’appararsi sembra l’unica consentita a queste latitudini. Non ci sto, non partecipo alle manfrine di una democrazia stitica, senza coraggio e senza ideali. Da questo punto di vista godo di ottima salute e la spenderò per difendere gente come mia suocera, non certo i venditori di fumo che hanno occupato i seggi della politica.

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Written by Arminio

11 agosto 2010 a 9:33 am

Pubblicato su AUTORI

9 Risposte

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  1. L’art 32 della Costituzione dichiara solennemente che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti”. La formulazione di questo articolo rappresenta una forte innovazione e, al tempo stesso, una rottura rispetto al passato regime, poiché configura la salute come fondamentale bene unitario della persona, la cui tutela è appunto garantita dalla Costituzione, anche se la sua effettività in concreto dipende dai mezzi e dalle risorse messi a disposizione dallo Stato, dalle regioni e d altri soggetti che operano in questo settore. La portata garantistica di questo principio costituzionale si dovrebbe quindi esplicare essenzialmente sul piano organizzativo-finanziario, affidandosi, in primo luogo, alle scelte della legislazione e della amministrazione per la determinazione e l’approntamento delle misure necessarie, ma è chiaro che il primo strumento di garanzia dell’effettività della tutela di questo diritto resta quello giurisdizionale, anche perché può stimolare iniziative, che vadano al di là del caso concreto.
    Forse da questo momento in poi dobbiamo organizzarci a difenedere il diritto della “suocera” di Franco dal punto di vista legale oltre che politico.Esiste una responsabilità dei sindaci ,degli assessori, dei resposnsabili regionali e quant’altro.La cominiità provvisoria è anche questa possibilità in difesi dei diritti alla salute individuale.
    mauro orlando

    Dall’art. 32 della Costituzione deriva dunque il diritto fondamentale dell’individuo ad essere curato, anche se le relative prestazioni sanitarie non debbono essere tutte necessariamente a titolo gratuito, le quali invece spettano, per dettato costituzionale, soltanto ai cosiddetti “indigenti”, restando in generale affidata alla discrezionalità del legislatore, nei limiti stretti del principio di ragionevolezza, la scelta concreta dei criteri di finanziamento della spesa sanitaria. La linea seguita al riguardo dal legislatore italiano è variata nel tempo, giacchè nel periodo iniziale della Repubblica si tendeva a dare un’interpretazione restrittiva della portata dell’art. 32, cosicchè l’assistenza sanitaria continuava praticamente ad essere quella vigente nel periodo prerepubblicano, restando affidata soprattutto al sistema mutualistico, nonché a risalenti forme di assistenza pubblico-privata.

    Mauro Orlando

    11 agosto 2010 at 10:26 am

  2. Come persone singole abbiamo diritto a protestare e scrivere articoli. Come CP abbiamo il dovere di avere un’idea più strutturata. Un’idea più strutturata significa definire un livello di servizio minimo sul quale ‘misurare’ la bontà delle prestazioni che verranno offerte.
    Una misurazione, lasciami dire, che a nessuno finora è venuto in mente di fare con l’ospedale di Bisaccia. O meglio che tutti, bisaccesi e non, hanno fatto, ma avendo in mente non la salute dei malati ma il reddito dei sani.
    Lo so che questo non è un argomento che risolve il problema, ma il generoso, indomito sostegno che il padrone della sanità CAMPANA dai tempi di Pappagone riceve anche dall’Irpinia d’Oriente, Cairano inclusa, è un tema che né le suocere, né i generi, né le nuore possono eludere.

    paolo

    11 agosto 2010 at 11:39 am

  3. Grande, grandissimo, immenso franco, quello che dici mi onorgoglisce e mi fa sentire fiero di essere tuo amico. Ma vedi in Irpinia i tanti che come noi possono dire “io non mi arrendo, io posso parlare perchè non ho avuto il posto da nessuno”, purtroppo hanno fatto la scelta delle tre scimmiette ” non vedo, non sento, non parlo” e questo fa si che gli sciacalli abbiano preso il posto dei lupi ed imperversano ormai indisturbati nei boschi fitti dei compromessi e della spartiizione, vendendo per due lire la loro dignità e la fiducia di coloro che li hanno deputati a rappresentarli.

    giovanni ventre

    11 agosto 2010 at 11:43 am

  4. Caro Paolo, quello che dici è vero, ma per fortuna anche nll’irpinia d’oriente ci sono tante persone che non votano il padrone della sanità dai tempi di pappagone … è per loro, e per quelli che verranno che dobbiamo lottare, far capire loro che anche dall’inferno si può fuggire

    giovanni ventre

    11 agosto 2010 at 11:55 am

  5. sulla sanità c’è come una rimozione collettiva.

    Arminio

    12 agosto 2010 at 12:59 pm

  6. Condivido l’opinione di Paolo, sarebbe importante organizzare una discussione specifcia sull’argomento come comunità provvisoria.

    Nel frattempo invito tutti ad esprimere….

    Solidarietà a Loretta Mussi
    ….All’epoca progettavamo “LA CASA DELLA SALUTE”….
    lunedì 19 luglio 2010, di Enzo Maddaloni

    http://www.girodivite.it/SOLIDARIETA-A-LORETTA-MUSSI.html

    (state traquilli non è un sito malevole apritelo con tranquillità escludendo la chiusura che vi da il motore di ricerca!)

    Vi invito anche ad aderire al gruppo di solidarietà che abbiamo aperto su facebook con altri amici

    grazie a tutti dell’attenzione

    SOLIDARIETA’ A LORETTA MUSSI
    http://www.facebook.com/topic.php?topic=17631&uid=60258100629#!/group.php?gid=111832288866231&ref=ts

    Nanosecondo

    12 agosto 2010 at 10:31 pm

  7. ops…questo è il link del gruppo SU FACEBOOK

    SOLIDARIETA’ A LORETTA MUSSI

    http://www.facebook.com/topic.php?topic=17631&uid=60258100629#!/group.php?gid=111832288866231&ref=ts

    Nanosecondo

    12 agosto 2010 at 10:33 pm

  8. spero che questo LINK mi sia venuto bene ….quelli di prima sono sbagliati

    SOLIDARIETA’ A LORETTA MUSSI

    http://www.facebook.com/home.php?#!/group.php?gid=111832288866231&ref=ts

    Nanosecondo

    12 agosto 2010 at 10:37 pm

  9. Nanosecondo

    12 agosto 2010 at 11:47 pm


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