COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

LETTERA APERTA AI COMUNITARI

di GIOVANNI VENTRE  _ _ _ Credo sia arrivato il momento di aprire una discussione sul futuro di Comunita’ Provvisoria e del blog. Quello che sto per scrivere farà storcere il naso a tanti e sperò farà piacere a tanti altri. Comunità Provvisoria è ad oggi un mirabile esempio di mosaico. Tanti pezzi che messi insieme formano un bellissimo disegno. I “mastri” della mirabile opera sono principalmente Franco Arminio, lo scrittore sofferente e Angelo Verderosa l’architetto insofferente. Intorno a loro una serie di personalità che definire deliziose è poco. Altra anima forte è certamente Elda Martino, che spesso ho definito una donna con le p…. . ci sono poi Salvatore d’Angelo, Mauro Orlando, Gaetano Calabrese, Rocco Quagliariello, Mario Festa , … Sono arrivato in punta di piedi, (e devo dire che uno dei migliori in tutti i sensi Agostino della Gatta poco dopo è voluto uscire di scena )… attratto, in verità dagli scritti pungenti, interiormente sofferti di Franco che mi hanno subito dato una forte scossa emotiva. Dopo tanti anni un nuovo terremoto mi aveva sconvolto. Franco scrive di territori sofferenti, abbandonati, desolati, lasciati morire con la complicità di chi negli ultimi decenni ha governato il Meridione d’Italia. Negli scritti di Franco, tra le riga, leggo non solo di morte annunciata ma anche di resurrezione possibile, di una nuova visione dei territori della cicuta e Franco ci dice anche quale potrebbe essere la panacea.

Riuscire ad abbinare il computer al pero selvatico. In questa frase si ritrova tutta la mia personalità. Cosa vuol dire abbinare il computer al pero selvatico ??? Ognuno naturalmente si sarà fatta una sua idea, forse diversa anche da quella che ha Franco della frase che ha scritto, nel momento in cui l’ha scritta. Ebbene io quando si parla di pero selvatico non credo si parli di metropoli affollate, congestionate, chiuse nella logica di un consumismo ad oltranza in nome di uno sviluppo dell’idiozia che trova le massime espressioni in quei centri commerciali divenuti luoghi del turismo della noia e dell’auto commiserazione. Io non sono per cui sto bene dove tutti non sono nulla. Insomma questi lupanari dell’idiozia hanno preso il posto di una cultura dell’esistere, dell’essere se stessi che ancora per fortuna trova in alcuni di noi una sua valenza sociale. E

ssere irpino, essere napoletano, essere salernitano, esprimere con forza l’orgoglio dell’appartenenza ad una etnia, ad un popolo. ad una tribù, ad un villaggio non è altro che riconoscere se stessi, le proprie origini rispetto ad un mondo globalizzato il cui motto è: tagliare tutti i peri selvatici. Ma come fate a non capire che il mondo sta andando verso una deriva pericolosissima, l’alienazione della identità culturale antropologica è il peggiore dei mali. Essa non comporta solo il riconoscerci abitatori di un non meglio definito mondo, esso comporta la scusante dei nostri figli ad abbandonare le terre dei peri selvatici, a confondersi nel mondo dei computer e della non identità personale. E

sso comporta inesorabilmente la morte di paesi che ogni giorno, sotto i nostri occhi, mentre noi scriviamo, discutiamo, discerniamo, muoiono. Paesi che hanno le vene lacerate, da cui il sangue scorre lento ed inesorabile. Noi andiamo a Cairano, facciamo una bellissima festa, Cairano 7X è certamente oggi, in Irpinia una delle cose più belle, ma, poi, quando andiamo via Cairano resta solo, sofferente, morente. Cairano è un altro prodotto del nostro egoismo, serve a pulirci la coscienza e sentirci appagati per un altro anno.

No, Cairano deve essere il luogo in cui dobbiamo lavorare per un anno, per un decennio. Cairano deve diventare il luogo. Il luogo della resistenza, il luogo della perseveranza, il luogo dove è ancora possibile una vita identitaria (non solo irpina) forte. Cairano deve essere l’ospedale pronto a curare gli appestati delle montagne e delle pianure. Pur se ovviamente grazie al computer un luogo del mondo. Carissimi amici, non posso pensare ad una terra, alla mia terra, perché scrivo io, ma potrebbe essere la terra molisana, quella pugliese, quella calabrese, quella lucana senza pensare alla storia che ha caratterizzato questa terra nel tempo. Finiamola di vedere la cultura antropologica come il peggiore dei mali solo perché in una parte d’Italia questa è stata usata a scopi politici.

Smettiamola di vedere la lega, che fa paura, in ogni angolo. La lega ha una sua storia, sta facendo quello che noi gli permettiamo di fare, la lega si è ingrassata grazie alla perdita di identità di un Sud incapace di gestire la pubblica amministrazione. La lega porta ad esempio proprio questa mancanza di capacità per accrescere i suoi consensi. Però non si dice che il Mezzogiorno non è mai stato amministrato con interventi ordinari che hanno permesso al Nord di approntare dei piani di sviluppo del territorio, non si dice che imprenditori settentrionali, come cavallette, favoriti da uomini politici meridionali incapaci di governare anche il pollaio di casa loro, sono scemati sui fondi straordinari ricavando ricchezza poi tornata al Nord.

Ora non voglio aprire nuove fratture, ma se qui ci fossero stati uomini che come me avessero amato la loro terra e la loro identità culturale non saremmo al punto in cui siamo. Con questo non voglio dire che dobbiamo fare una lotta tribale, no, ma il Sud, ha bisogno di un sussulto di orgoglio. Queste nostre terre sono mortificate da organizzazioni criminali che di fatto hanno il controllo del territorio. Mafiosi che continuano a frequentare i palazzi governativi, capaci di corrompere tutto e tutti. La rabbia che mi pervade è tanta, fomentata dalla constatazione che il blog e gli amici comunitari continuano a scrivere di intenti e poi non ci si schiera sull’eolico e sul fotovoltaico che di fatto sono fatti apparire come energia pulita ma altro non sono che divoratori di territorio. Pensate a cosa accadrà nei prossimi anni, probabilmente saliremo a Cairano e invece dei bellissimi campi di grano e dei peri selvatici troveremo dei deliziosi pannelli solari che vestirebbero il territorio a lutto. Mentre io non posso parlare del Sannio Hirpinoe di sanniti, che ovviamente riportano in mente popoli celti e secessioni si accetta passivi al raddoppio della Pavoncelli, che di fatto renderà il Sele un torrente a carattere precipizio, alla potabilizzazione dell’acqua della diga di Conza che sta vomitando tonnellate di metri cubi di cemento sulla sponda dell’invaso, della soppressione degli ospedali, della chiusura della Avellino Rocchetta, della Avellino Salerno, della riduzione della Avellino Napoli.

Ma in fondo noi saliremo a Cairano per mondarci dei nostri peccati. No amici io non ci sto. Io voglio un’altra comunità provvisoria, voglio una comunità che quando si decide di andare a Roma a portare solidarietà a Salvatore Alaia invece della mia sette posti provvedeva a riempire dieci pullman da 50 posti. Io voglio una comunità che alle parole, aggiunga l’ indignazione, la rabbia, la provocazione e poi faccia seguire i fatti. Si era parlato di sentinelle del territorio, le uniche sentinelle che vedo sono le pale della vergogna. Quelle generano ricchezza per le multinazionali e sottraggono territorio a quella che dovrebbe essere la più grande fabbrica irpina, l’agricoltura. Io voglio una comunità provvisoria che parli di cibo etico, una comunità provvisoria che sappia dettare delle linee guida dello sviluppo del territorio , che sappia dare nei fatti speranza si nostri figli. Una comunità provvisoria che faccia del Parco dell’Irpinia d’Oriente una dottrina, che dica ai “contadini curvi” sotto il peso dell’ipocrisia amministrativa che la terra ha tanto da dare e tanto da raccontare, che la terra è il futuro . Io voglio una comunità provvisoria che affianchi le altre associazione nelle lotte a difesa del territorio, io voglio una comunità provvisoria capace di mobilitare uomini e coscienze in nome di una lotta politica senza esclusione di colpi, io voglio una comunità provvisoria capace di andare a raccontare in modo credibile alla gente i misfatti delle iene che stanno spolpando la carogna indifesa di un sud arreso. Io voglio una comunità provvisoria dove oltre a Marx ci sia anche Mussolini, perché cari amici se non ci liberiamo dell’ideologia non saremmo mai capace di dare nulla a nessuno, saremmo sempre esattamente come ha dimostrato di essere la senatrice della Repubblica a Piazza del Quirinale. Come si fa a non vedere che l’informazione è nelle mani di mezza Italia.

Al Centro Sud non vi è alcuna testata importante e voi in questi scenari veramente credete che invece di leggere Repubblica o il Corriere della Sera la gente stia a leggere il nostro Blog ??? E cosa diciamo nel nostro blog di tanto interessante se basta uno scritto provocatorio a far esplodere un vespaio ??? No, e poi scusate, già so che mi verrà imputato di dare lezioni di democrazia, ma il comportamento di qualcuno me lo impone. Io non so tacere, le cose le devo dire. Comunità Provvisoria è aperta a tutti ??? Cosa significa tutti ??? In questa parola è implicitamente inteso anche chi sostiene tesi diverse dalle nostre ???

Allora perché Mimì Cambria viene messo in panchina e gli si dice tu puoi giocare solo se lo decido io ??? Siamo pazzi ??? i fatti devono essere la prosecuzione delle parole, altrimenti le parole non possono generare fatti se non fatti diversi dalle parole. Perché un uomo libero in una libera comunità non può esprimere le sue tesi ??? Quando ad una persona di fatto viene impedito in democrazia di sostenere qualcosa lo si sta censurando . Comunità Provvisoria deve essere capace di dialogare con tutti e di ascoltare tutti. Anche il diavolo, oppure viene da pensare che solo perché il buon Mimì espone tesi diverse da quelle normalmente accettate dai “maestri del progresso” debba essere considerato eretico. Ricordiamoci tutti quello cosa accadde ad un certo Galileo Galilei che in punto di morte, proferì la famosa frase: Eppur si muove. . Cambria, formula delle tesi, possono essere anche fantastiche ma chi di noi ha la possibilità di accertare oltre ogni dubbio che Mimì Cambria è un pazzo visionario??? E se pure lo fosse, che male potrebbe fare alla comunità Provvisoria e chi ne fa parte ascoltare quello che ha da dire ??? Ecco io non voglio una comunità di rancorosi, di accidiosi, una comunità fatta di “ dotti medici e sapienti “ io non voglio una comunità incapace di ascoltare, capace ipocritamente di far finta che non esistano dei contrasti, non voglio una comunità sorda al grido di Salvatore Alaia … io non voglio !!!

E qui chiamo in causa anche Angelo Verderosa, il quale dal mio punto di vista è colpevolmente troppo assente negli ultimi tempi. Angelo tu sei con Franco indispensabile a questa comunità . Per cui cari amici miei, Angelo e Franco, buttate via la maschera, organizzate una riunione “ Comunità e diversità “ nella quale si venga ad un accordo definitivo o ad una frattura insanabile. Non si può continuare un viaggio su una barca che fa acqua da tutte le parti e dove sempre gli stessi remano non sempre nella stessa direzione. Indichiamo un porto e facciamolo sto cavolo di rimessaggio una volta per tutte. Ha ragione Salvatore d’Angelo, noi oggi non siamo né carne né pesce. Concludo questa mia con una frase di una canzone di Edoardo Bennato ( detto tra noi sono solo un brigante non un re , sono uno che vende sogni alla gente, fa promesse che mai potrà mantenere … ) Quando si promette bisogna tener fede alle promesse, noi ora non siamo capaci di farlo. Aspetto le vostre considerazioni e vi auguro un proficuo nuovo anno.

A proposito vi siete accorti che sono più quelli che escono che quelli che entrano ??? A voi le conclusioni !!!

P.S. TENGO A PRECISARE CHE HO PRESO AD ESEMPIO CAIRANO 7 X IN QUANTO E’ LA MASSIMA ESPRESSIONE DI QUANTO SVOLTO IN COMUNITA’ PROVVISORIA.

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Written by A_ve

10 gennaio 2011 a 9:41 pm

51 Risposte

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  1. Ahi, Giovanni,
    credo che non ci sia bisogno di ‘sbracciarsi’ come fai tu.
    Ti sei sfogato? Si? E allora hai avuto il tuo pizzico di celebrità. Mo frena.

    Se vuoi veramente tutte le cose che dici di volere, devi andartene da un’altra parte, altrimenti il ‘tuo sacrosanto sfogo’ diventa una supplica affinché la C.P. cambi. E sembra brutto che tu faccia simili cose.
    Non è necessario, devo ricordarti che “nella C.P. si entra senza essere invitati e si esce senza essere cacciati”. Se vìoli questa sequenza entri a far parte immediatamente dei rancorosi, degli accidiosi, dei disturbatori, di quelli che ‘non hanno capito’ ed altro anche più grave. E dalla vestale del blog, dal vate straordinario, dal filosofo perfetto e da altri riceverai solo schernosi attacchi.
    Fattene una ragione. La C.P. ed il blog non sono fatti per “fare” ma solo per “dire di fare”, se uno non ci si trova nelle cose che accadono, basta che se ne allontani. E lo faccia senza rancore, tanto non ne vale la pena. Del resto memorabili dissertazioni, simili a ciò che tu scrivi, io stesso le ho fatte nel 2008 e a poco sono servite, se non a farmi attribuire l’epiteto di “rancoroso disturbatore” (e rompiballe).
    Stai calmo e vivi questo spazio per quello che è: solo il traino per cose progettate da altri per altri fini. Va però riconosciuto che sono ancora le uniche cose che si è riusciti a fare. A onor loro.

    EnzLu, placido.

    enzlu

    10 gennaio 2011 at 10:45 pm

  2. La Comunità Provvisoria nasce nel Settembre 2007 per esclusiva volontà di Franco Arminio.
    Elda non c’era ancora Giovanni non c’era ancora. Mauro non c’era ancora. Saldan non c’era ancora.
    Lo scopo unico della Comunità provvisoria fu quello di mettere insieme personalità differenti, variegate variopinte assemblarle per otterene da ciascuno il meglio.
    Ovviamente la leadership fu accettata solo da coloro che si strinsero intorno a Franco.
    Enzo Luongo ed Angelo Verderosa inventarono il Blog Comunitario .
    Molti dopo il secondo incontro del Goleto si allontanarono, come pure molti nuovi adepti entrarono a farne parte. Gaetano sempre al mio fianco ed al fianco di Franco dal primo momento, sempre.
    Cominciarono le passeggiate e le giornate paesologiche
    Ciascuno trovo’ nella Comunità il proprio equilibrio
    offrendo il proprio contributo.
    Nacquero storie, amori, dissapori ,malintesi, fraitesi incomprensioni.
    Tutto presto o tardi, nei tempi opportuni, si chiari’ fu chiarito sempre e comunque senza mai perdere di vista la mission e la vision comunitaria.
    Sono passati più di tre anni da quel settembre.
    La Comunità stava per implodere per le intemperanze di qualcuno e lo sfinimento organizzativo di Franco che aveva tante importanti cose da fare oltre che mettere d’accordo teste cuori e pance diverse.
    Eppure non ha mai mollato.
    Chi gli è stato vicino lo conosce bene e gli vuole bene a prescindere.
    Chi vuole impedirne successo e consacrazione deve andare via dalla Comunità Provvisoria , al limite scrive sul Blog ma non ha diritto a far parte della Comunità Provvisoria.
    Poi sono arrivati i migliori, Elda, Mauro, Saldan, Giovanni, Paolo, Mario, Fabio, Sergio uno e Sergio due, Agostino,Luca per citarne solo alcuni.
    La guerra fratricida tra “Archi” ed “Arche” è diventata insostenibile.Poi Cairano 7x!magico.
    Poi si è infilata in mezzo la ex Fornace, comunitariamente parlando sotto la regìa
    magistrale di Angelo, di Vespucci e del giovane Sindaco di S.Andrea di Conza.
    Nel frattempo Enzo Luongo ha creato la prima radio television web d’Italia e nessuno se ne è accorto, tranne coloro che gli vogliono bene e lo ritengono non solo utile ma fondamentale per il futuro del Blog e della Comunità Provvisoria.
    Nel frattempo Franco è cresciuto, è diventato uno scrittore un poeta adulto maturo, non solo a Pordenone che legge, ma anche a napoli, in Irpinia In Italia.
    Il punto è quì: Chi vuole stare vicino a Franco puo’ continuare a far parte della Comunità Provvisoria e del Blog.
    Chi non vuole stare vicino a Franco nn puo’ fare parte della Comunità Provvisoria.
    Al più puo’ scrivere sul Blog comunitaria che è libero.
    Questo penso, Questo è lo stato dell’Arte. Questa non è una diagnosi al capezzale del morente .
    Attendo commenti a sostegno di Franco Elda, Mauro Salvatore Giovanni Enzo Angelo, Tutti nessuno escluso
    Con viva cordialità Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    11 gennaio 2011 at 4:42 am

  3. Di tutta evidenza che fino al seminario di Paesologia del marzo p v leggeremo scriveremo fiumi di inchiostro, MENTRE NEL COMMENTO PRECEDENTE VORREI GRADIREI CHE FOSSE CHIARO IL MIO INTENTO:
    FOTOGRAFATE TUTTI LO STATO DELL’ARTE DELLA COMUNITA’ PROVVISORIA DI OGGI E DEL BLOG COMUNITARIO DI OGGI SENZA ATTACCARE NESSUNO , SENZA RECRIMINARE, SENZA RANCORE SENZA RESE DI CONTI, CON LEGGEREZZA E SEMPLICITA’ E TANTA TANTA TANTA ONESTA’ INTELLETTIVA INTELLETTUALE GRAZIE RQ

    rocco quagliariello

    11 gennaio 2011 at 6:33 am

  4. Rocco, scusami ma devo fare un torto alla tua preziosa ed immensa intelligenza. Io non attacco nessuno, non è nella mia natura, io sto semplicemente mettendo il dito nella piaga di una comunità divisa in due. Allora chiamiamola bicomunità provvisoria. E poi nessuno mai che meno io mette in discussione che Franco sia il perno, l’asse intorno a cui ruota la comunità, ma E su questo vorrei che Franco scrivesse qualcosa, credo, neanche lui voglia una comunità silente, piatta, addormentata. Altrimenti cosa ci faceva sul Formicoso e sul tetto dell’ospedale di Bisaccia o a Roma in Piazza del Quirinale ??? E chi più di lui avrebbe potuto solo scrivere di certecose che accadono ???
    Prego Franco ed Angelo di rispondere alle mie esternazioni.

    giovanni ventre

    11 gennaio 2011 at 8:44 am

  5. @ per Enzo Lu
    Carissimo, tu come me sei uomo di azione, sai benissimo che la mia è una provocazione, io non so fingere. Non posso accettare questo stato di cose e spero nell’appoggio di chi come te ha voglia di un’altra comunità provvisoria che possa avere chi agisce e chi scrive, il problema oggi è che si rischia di diventare un covo di scrittori nostalgici ai quali sarà impossibile chiedere altro se non uno scritto. Agli scritti pur se importantissimi, deve seguire l’azione. Per questo caro Enzo tu che sei uno dei fondatori non rimanere invisibile, materializzati in nome di coloro che hanno la forza di protestare contro lo stato delle cose che affliggono le nostre comunità.Quelle non provvisorie ma durature ed identitarie.

    giovanni ventre

    11 gennaio 2011 at 8:49 am

  6. as: la lunghezza è necessario ,la chiarezza sarebbe opportuna, l’onestà intellettuale è d’obbligo .Ringrazio Govanni per la foto …..speriamo di preparare assieme un buon sugo …..cosa non facile in cucina e ancor più nelle comunità…….

    ….”Scrivi mi dico, odia
    chi con dolcezza guida al niente
    gli uomini e le donne che con te si accompagnano
    e credono di non sapere. Fra quelli dei nemici
    scrivi anche il tuo nome….”
    franco fortini
    Al punto in cui siamo implicitamente e inconsapevolmente caduti credo che bisogna riconoscere onestamente la chiarezza e la onestà di Govanni e che siamo arrivati ad una battaglia culturale e politica e non solo di metodo o di funzione e potere di gestione di questo Blog e di conseguenza della Comunità provvisoria.Oramai spesso ripeto altri miei precedenti interventi sia per pigrizia che per ribadire coerenze personali senza irrigidimenti ossessivi. E’ giusto quindi che la situazione vada affrontata come tale e con gli strumenti analitici e culturali che ognuno è in grado di esibire e di mettere in campo senza personalismi,pregiudiziali,discriminanti,retropensieri e infingimenti. Credo sia maturato e arrivato il momento di ristabilire con chiarezza e senza astio una discriminante o uno spartiacque in questo Blog non tra presunti “intellettuali” astratti e autorefrenziali e sedicenti “ pratici” o “pragmatici” ma tra chi ha comunque voglia e desiderio di fare uno sforzo per esporsi , scrivere e capire al “meglio” delle sue capacità e possibilità e chi pretestuosamente e strumentalmente consiglia di assecondare il senso comune ,pettinare le bambole , lisciare il pelo e assecondare i luoghi comuni di un presunto pragmatismo o operativismo senza necessariamente un’anima …che è roba che non si mangia.La Comunità provvisoria sin dall’inizio si definiva perentoriamente in modo “aristocratico” e trasversalmente “democratico”come “L’idea che nasce dalla voglia di stabilire contatti tra persone che vivono nella nostra provincia e sono intente a produrre bellezza o a tutelare la bellezza esistente di un territorio inteso come mirabile opera d’arte e non come luogo vuoto da riempire di merci e veleni.
    Non c’è spazio per ulteriori indugi: anche la comunità provvisoria di un incontro conviviale può diventare un salutare esercizio di ricostruzione dello spazio pubblico”.
    Il Blog di conseguenza è stata la vetrina naturale dell’argenteria e dei gioielli migliori della casa…. è stato insomma lo spazio e l’occasione libero, aperto, democratico, pluralista e propulsivo all’àristos…il meglio, sia di chi ha propensione all’esposizione scritta e chi ha preferenze all’esercizio ermeneutico e agonistico della lettura nel dubbio e nel sospetto con l’arguzia e l’ironia del sofisma o con la leggerezza aerea della poesia o della letteratura o la impervia complessità della filosofia teoretica ,etica o politca o il gioco del sogno e della leggerezza circense . La discriminante è “il meglio” presunto o reale purchè cercato,elaborato e praticato. Il Blog è nient’altro che lo strumento ….”la tabula rasa in qua nihil est scriptum” della paideia antica o della esplicitazioni , trascrizioni ,dei racconti dei pensieri, sentimenti, argomenti ,sogni e speranze di tutti suoi componenti scriventi o leggenti indiscriminatamente. Poi ( non in senso temporale o gerarchico) può anche essere la cronaca ,l’informazione o il racconto delle nostre esperienze concrete sul territorio come partecipanti o come organizzatori. E’ comunque uno spazio tollerante, pluralista, democratico con esigenze e propensione al “meglio”.Queste le premesse veniamo alle mie personali considerazioni e convinzioni rispetto alla esperienza della Comunità provvisoria nei suoi aspetti organizzativi programmatici.
    Varie sono le espressioni del “meglio” comunitario.
    a)Il meglio è l’intuizione della “paesologia” come esigenza originale ed autentica di rieducarsi individualmente alla visione, all’ascolto ,al racconto delle cose e delle persone dei “piccoli paesi dalla grande vita”.Non è un dottrina, una scienza ma un atteggiamento mentale e sociale che va costruito in profondità e con continuità e rigore. Non è materia e percorso per rancorosi, superficiali, ipocondriaci ed autistici.
    b)Il meglio sono stati gli incontri di architettura e di architetti al Goleto o a cairano 7x volta non solo alla salvaguardia del territorio e delle sue costruzioni ma alla possibile progettazione nella qualità e bellezza.
    c) Il meglio è Cairano 7x come luogo reale di incontro in “un piccolo paese” per coniugare la “grande vita” di questa comunità con “il meglio” della cultura europea che coltiva sentimenti e stili di vita e di cultura di amore, cura per la terra e gli uomini che la abitano al di là della sua nascita e della sua residenza occasionale
    d) Il meglio è l’esigenza e la proposta di un “parco rurale e sociale” che contemporaneamente definisce, evidenzia e ricostruisce la identità morfologica e culturale di un territorio nella sua storia e nelle sue prospettive umane prima che economiche e politiche.
    e)Il meglio è la a fascinosa esigenza e esperienza di ricerca e di dibattito culturale nella proposta di una “Università popolare” come costruzione di un nuovo umanesimo delle montagne attraverso l’incentivo e la promozione di saperi e ricerche individuali che nascessero dal territorio e si rivolgessero al territorio.
    f)Il meglio è una riproposizione originale e classica di una ricerca archeologica, storica che interessano il nostro territorio nella sua conformazione e organizzazione viaria e territoriale antica e contemporanea.Delle iniziative “La valle del fiume sabato”, il recupero della “ex Dogana dei grani” di Avellino, o la proposta “Lungo la via appia” eil viaggio di Orazio…
    g)Il meglio è una rivisitazione e riproposta di uso sociale e attivo dei centri storici recuperati (Calitri ,Zungoli, rocca s. felice e quant’altro) o strutture culturali (Museo etnografico di Aquilonia, Abazia del Goleto o ‘le fabbriche dismesse” di S. Andrea ,Castello d’Aquino di Grottaminarda ecc. ecc.)
    h) Il meglio è una riorganizzazione e rilancio di un progetto di un turismo come promozione e valorizzazione dell’Irpinia come terra di cultura, arte,verde e gusto con la razionalizzazione viaria e la riattivazione della rete ferroviaria con “ il Treno Irpino del Paesaggio”, dell’Avellino Rocchetta, con l’iniziativa “ In Loco Motivi”
    i) Il meglio è un rapporto di autonomo e reciproco rispetto e collaborazione fattiva con associazioni esistenti sul territorio come gli “amici della terra” et similia.
    l) il meglio è diventare terreno di attrazione , scambio e contaminazione con le follie,le leggerezze e allegrie dei “sognatori pratici” della associazione “Raduno nazionale clown dottori” e la sua “squola dei clowns”.
    m) il meglio è anche accettare e promuovere le provocanti “stangate” dei nuovi-vecchi-libertari-appartati-reazionari amanti ‘senza se e senza ma’ del web come tecnologia puro produttore di libertà per sé e non per gli altri e qualità di è e non di tutti.” Il meglio è passato……purtroppo!
    Su questa base mi piacerebbe continuare il chiarimento in questo spazio al dilà delle “personalizzazioni simboliche”, le “microfisiche dei poteri” ad uso e consumo interno, i problemi e fatti che si fanno “letteratura,retorica, agonismo parolaio”e quant’altro di già vista,gia detto e già fatto nei “meridioni mentali” che ci portiamo addosso come maledizione e zavorra.
    Con stima e affetto
    mauro orlando

    mercuzio

    11 gennaio 2011 at 9:39 am

  7. un commento, a sostegno, fosse pure a semplice chiarimento sulla guerra insostenibile tra “Archi” ed “Arche”. è gradito assai assai, tanto tanto. RQ

    rocco quagliariello

    11 gennaio 2011 at 9:51 am

  8. Ciao Giovanni
    mi lascia perplesso questa tua mail; non si possono infilare venti “io voglio” di seguito; per ogni “io voglio” in più si ha ragione di pensare che vi sia un posto in meno su quel pulmann sacrosanto per Roma; se ero lì sarei venuto naturalmente, ma al 21° “io voglio” avrei chiesto al conduncente di fermarsi e sarei sceso; e fa un po’ male leggere Hirpinia e non Irpinia; quella H in più le aggiunge qualcosa che non si capisce, che stride con il verde e la grandissima civiltà e cordialità di voi tutti; e questo è davvero un fatto.
    Scusa, ma sentivo necessario dire questo; e diversamente non l’avrei fatto.
    Con amicizia
    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    11 gennaio 2011 at 11:53 am

  9. Giovanni, una comunità è un luogo dove si va con un dono (cum munus): è un posto dove si dà e non un posto dal quale si prende (*). E già qui, se ci pensi, ci vuole un miracolo per ogni comunitario.
    Purtroppo a questo miracolo devono seguirne molti altri, cioè che il dono di ciascuno piaccia a tutti gli altri. Se i comunitari sono 4 e non sbaglio i conti i miracoli sono già 16…
    Troppi, che dici?, sia per invocarli, peggio ancora per pretenderli. Ma se continuiamo con Hirpinia, “io voglio” (**) e Mussolini, non facciamo il minimo sforzo per renderli possibili. Altro che santi, come dice quello, ci vuole direttamente il Primario….

    (*) non me ne vorrà l’amico EnzLu, ma preferisco questa formulazione al suo modello “porta girevole”

    (**) io non arrivo come Adelelmo al 21°, prenoto la discesa al pensiero del 1°…

    paolo

    11 gennaio 2011 at 12:53 pm

  10. si tolga, per cortesia, in armonia, la H da Irpnia come pure si tolga, per cortesia, in armonia la H da
    Ospedale
    Dunque
    Irpinia-Ospedale va vebe va benissimo.
    Hirpinia -Hospital non va bene non è gradita la H.
    Giovanni, troppe aspirate fanno malissimo, ogni fumatore incallito accanito lo sa benissimo e lo vive sulla propria salute sulla propria pelle.
    Aspiriamo di meno, staremo tutti meglio. Grazie.
    RQ

    rocco quagliariello

    11 gennaio 2011 at 1:11 pm

  11. mussolini ha sempre ragione

    sergio gioia

    11 gennaio 2011 at 2:17 pm

  12. … naturalmente, una volta costituita, la comunità non può trascurare tutti quelli che – per malinteso semantico – non portano doni ma vengono solo per curarsi …

    paolo

    11 gennaio 2011 at 2:22 pm

  13. son finiti i giorni lieti
    degli studi e degli amori
    o compagni, in alto i cuori
    e il passato salutiam.

    è la vita una battaglia
    è il cammino irto d’inganni
    ma siam forti, abbiam vent’anni
    l’avvenire non temiam

    giovinezza, giovinezza,
    primavera di bellezza!
    della vita nell’asprezza
    il tuo canto squilla e va!

    ma se il grido ci giungesse
    dei compagni non redenti
    alla morte sorridenti
    il nemico ci vedrà.

    col pugnale e con le bombe
    nella vita del terrore
    quando l’obice rimbomba
    non ci trema in petto il cuore

    nostra unica bandiera
    sei di un unico colore
    sei una fiamma tutta nera
    che divampa in ogni cuor

    giovinezza, giovinezza
    primavera di bellezza
    nel dolore e nell’ebbrezza
    il tuo canto esulterà!

    là sui campi di battaglia
    con indomito valore
    quando fischia la mitraglia
    andrem contro l’oppressore.

    col pugnale stretto ai denti
    attacchiamo con furore
    alla morte sorridenti
    pria d’andar al disonor!

    giovinezza, giovinezza, primavera di bellezza:
    nel fascismo è la salvezza
    della nostra libertà

    sergio gioia

    11 gennaio 2011 at 2:43 pm

  14. —> Giovanni Ventre,
    perdoni la mia nota da osservatore esterno.
    Perché cercare a tutti i costi le ‘regole’ di una comunità che si professa ‘provvisoria’?
    La vera qualità di questo blog risiede nelle ‘frasi fatte’ da lei citate:
    “un viaggio su una barca che fa acqua da tutte le parti” (significa sbracciarsi – quindi fare – per salvarsi);
    “non siamo né carne né pesce” (significa accettare la diversità come principio inalienabile).
    Straordinario non crede?
    Con stima,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    11 gennaio 2011 at 2:52 pm

  15. @ per adelelmo
    Eri a piazza del Quirinale, hai visto e vissuto di persona la sofferenza di Salvatore Alaia tra il menefreghismo generale. Quell'”io voglio” è un grido di dolore, capisco che tu non conoscendomi a fondo e non essendo io un pratico della scrittura possano avert comunicato un senso distorto al mio esplicitare le cose. I Pensieri vengono dalla rabbia, sono un istintivo e non un pensatore. A Piazza del Quirinale quel giorno sono state malissimo, ho anche dato di stomaco. La H davanti ad Irpinia è voluta, per esprimere un disappunto datato. Perchè non si può parlare di appartenenza ??? perchè non si può in una comunità libera esprimere le proprie idee ? Visto che tu non eri presente alla riunione di Grotta dell’8 gennaio dove di fatto si vietava a Mimì Cambria di sostenere le proprie tesi ??? Lo ripeto sono per l’azione come conseguenza logica allo scrivere. Il solo scrivere lascia il tempo che trova.
    Comunque la mia caro Adelelmo è una provocazione ad un blog che è statico, che non è lo specchio reale di una comunità attiva. Molti, tanti miei amici mi dicono che il blog di C.P. è un recinto in cui pascoliamo il narcisismo dello scrivere e del leggere, compiacendici a vicenda di quanto siamo bravi. Ecco perchè io voglio !!! Chi mi conosce sa che non imporrei mai nulla a nessuno. Anzi sono sempre per ascoltare tutti e seguire chi mi stimola. Non capisco perchè di tantissimi concetti andate a prendere i peggiori e gli altri ??? Con stima ti saluto e spero di poter presto avere una franca discussione per me sicuramente costruttiva ed educativa.
    @ Paolo
    il dono è qualcosa che deve essere gradito, se io soffro perchè il dono è inadeguato avrò il diritto di esprimere la mia sofferenza o dobbiamo fingere per per piacere???
    @ Rocco
    la tua battuta è simpatica. La H di Irpinia è una provocazione, ma se io ascolto te, ed altri anche quando si dicono corbellerie perchè censurare Mimì Cambria ???
    @ Sergio
    il tuo post è fuori luogo, Mussolini è un esempio, forse avrei dovuto scivere Spartacus o Mosè o Giulio Cesare o Ponzio pilato …
    @Salvatore d’Agostino.
    Il suo intervento è molto appropriato e mi da l’opportunità di chiarire una cosa. Le regole, non le leggi servono a stabilire cosa vogliamo fare da grandi. Può una comunità di intelletti autorevoli non uscire da un blog???
    sul remare: Il problema è che si sbracciano sempre gli stessi
    Accettare le diversità come principi inalienabili nelle parole però nei fatti si discrimina.
    Grazie del contributo e spero di poterle stringere la mano ad uno dei prossimi incontri di comunità provvisoria.

    giovanni ventre

    11 gennaio 2011 at 4:01 pm

  16. Non partecipavo alle discussini del blog da circa due anni: le cose non sono cambiate. Giovanni scusa, di quali tesi parlavi? La “H” poi che tu hai scritto, hai fatto bene a scriverla, è giusta. Se poi gli altri non ne conoscono il significato… e che problema c’é! Sono intervenuto solo perché ho visto fare il mio nome. Solo per questo.

    domenico cambria

    11 gennaio 2011 at 4:13 pm

  17. ok Mimì, il blog è aperto a tutti, quindi quando vuoi puoi intervenire senza che ti senti un intruso. Ti saluto e ti ringrazio. Questo tuo intervento mi fa piacere perchè dimostra che il blog non viene frequentato perchè qualcuno, o forse tanti, si sentono esclusi e discriminati. Ho incontrato per caso oggi, Dario Bavaro, anche lui si dice convinto della qualità del progetto comunità provvisoria ma ritiene che il blog così com’è ne sia il punto debole. Spero che tanti scrivano e dicano perchè non frequantano più il blog o comunità provvisoria, almeno sentiamo anche le voci … dall’aldilà …. del blog sia chiaro !!!

    giovanni ventre

    11 gennaio 2011 at 4:31 pm

  18. Caro Giovanni, siamo al punto: cosa fare quando i doni (e, ripeto, è già tanto che ci siano) ci sembrano reciprocamente inadeguati, a te il mio (o quello di qualcun altro) a me il tuo (o quello di qualcun altro).
    Qua comincia il passaggio più difficile. Possiamo ritirarci (come hanno fatto altri, mi pare), oppure scommetterci ancora.
    Per quanto mi riguarda ci sto se scommettiamo di costruire condivisioni e solidarietà senza capi, senza culti, senza ideologie, senza fanatismi. Soprattutto senza verità in tasca.
    Con modalità innovative. Con persone allegre e coraggiose, senza se, senza ma e senza h…

    paolo

    11 gennaio 2011 at 4:37 pm

  19. Caro Giovanni,
    daccordo, è un grido di dolore. Purtroppo non ero con Voi né a Piazza del Quirinale né a Grotta, ma il fatto che le vicende, e le parole, della Comunità Provvisoria abbiano una eco qui dove sto e un’altra in un altro posto e una in Lombardia e un’altra in un altro posto ancora è una cosa importante. Il blog della Comunità Provvisoria, per la come la vedo io, non è un recinto in cui pascolare narcisismi. E che è la TV allora? E poi pensiamo all’importanza che ha avuto per tutti noi che questa cosa ci sia. A questo confrontarci; a questo capire l’intima bellezza della verde Irpinia, e insieme i suoi grandi problemi e le sue giuste richieste. In coda al tuo commento scrivi: Con stima ti saluto e spero di poter presto avere una franca discussione per me sicuramente costruttiva ed educativa. Ripeto le tue stesse parole: Con stima ti saluto e spero di poter presto avere una franca discussione per me sicuramente costruttiva ed educativa.
    Le parole sono fondamentali.
    Un abbraccio
    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    11 gennaio 2011 at 5:13 pm

  20. Mi farebbe piacere fare una ricerca non tanto sui giochi ma sulla voglia e capacita di giocare nella vita in irpinia e poi semmai alla fine prendere atto dello spirito guerriero e sancire una volta per tutte la necessità di dare incarico agli architetti comunitari di costruire sulla rupe di cairano al posto dell’osservatorio una statua gigante di guerriero sannita .

    Che ne pensate?

    Sulla scuola poi carissimo giovanni ti dedico questa canzone…. invece la cosa bella sarebbe quella di chiedere a tutti loro come giocano e per quanto tempo in una giornata….cia bello!

    da Nanos con affetto

    nanosecondo

    11 gennaio 2011 at 5:18 pm

  21. @ Paolo
    sono pienamente d’accordo ma non discriminiamo chi le h le mette. Altrimenti i doni vanno a farsi fottere. Ripeto che ritengo la cultura antropologica appartenerci non come fardello o rivendicazione di un passato che appunto è passato ma come cultura storica di appartenenza ad una data etnia. E questo vale per tutti gli abitanti del mondo e anche oltre se vi fosse vita. e poi, non io ma l’UNESCO dice:

    Il 17 ottobre 2003, dopo che nel 1999 il Comitato Esecutivo aveva lanciato il programma dei “Capolavori del patrimonio orale e immateriale dell’umanità” (Masterpieces of the Oral and Intangible Heritage of Humanity) la Conferenza Generale dell’UNESCO, nel corso della sua 32° sessione, ha approvato a Parigi la “Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale”. Nella convenzione, nell’articolo 2, viene fornita la seguente definizione di Patrimonio culturale immateriale:

    “Si intendono per “patrimonio culturale immateriale” pratiche, rappresentazioni, espressioni, conoscenze e i saperi – così come gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati ad essi – che le comunità, i gruppi e, in alcuni casi, gli individui riconoscono come facenti parte del loro patrimonio culturale. Tale patrimonio culturale intangibile, trasmesso di generazione in generazione, è costantemente ricreato dalle comunità e dai gruppi interessati in conformità al loro ambiente, alla loro interazione con la natura e alla loro storia, e fornisce loro un senso di identità e continuità, promuovendo così il rispetto per la diversità culturale e la creatività umana”

    giovanni ventre

    11 gennaio 2011 at 5:23 pm

  22. @nanos
    Enzo, non comprendo come fate a paragonare la voglia di conoscenza dela propria storia con l’esaltazione di un povero illuso che anela a far costruire staue di guerrieri sanniti sulla rupe di cairano … è assurdo !!! Ma tu puoi nella tua libertà clownesca impedire ad un altro di insegnare ai bambini quella che è la storia della ua terra , della sua gente. Mi sembra vermente che stia sollevando le mie rimostranze in un vespaio ronzante di ideologie personali rispettabili ma al di fuori di una logica interpretazione dei fatti e delle parole. Pare che non si vuole che qualcuno possa immettere nuovi virus apportatori di chissà quali pestilenze nell’ambiente sterilizzato della comunità. Enzo mi hai conosciuto e frequentato nei viaggi dell’Orient Express Hirpinicus, mi hai mai visto sopraffare qualcuno ??? E che cavolo io sto solo ponendo una questione di principio, allo scrivere vorrei seguisse l’agire. Tutto il resto è noia

    giovanni ventre

    11 gennaio 2011 at 5:35 pm

  23. So gia che Rocco ora farà una disquisizione sui virus e le statue guerresche … attendo !!!

    giovanni ventre

    11 gennaio 2011 at 5:37 pm

  24. Carissimo Giovanni, per l’amor di dio sto solo cercando di dare un contributo alla riscrittura della nostra storia e per questo ho contattato l’ultimo nipote di Stalin il è Prof. Ivan Svetlanov Balalaikov e così sfatiamo un mitico…..mi ha garantito la sua partecipazione a Cairanof7x2011. Qui lo puoi vedere in una sua apparizione in tv….anche lui è arrivato con il treno …speriamo che ci sarà anche per noi a Cairano….e sta viaggiando per il mondo alla ricerca delle sue radici.

    nanosecondo

    11 gennaio 2011 at 5:59 pm

  25. ….questi comunisti da s’ballo facevano ridere ….

    nanosecondo

    11 gennaio 2011 at 6:05 pm

  26. figurati che mo Mauro se fissato che dopo Cairano deve portare Roberto Vecchione a cantare SAMARCANDA nella PIAZZA ROSSA a MOSCA….FIGURATI!!! Dopo che l’anno scorso non ha cantato a Cairano7x2010….

    Ma stai tranquillo ho parlato con Ivan poco fa per telefono …il nipote di Stalin… che ha ancora aderenze al Cremlino… e mi ha detto che se lo possono scordare, stavolta di ammorbarci lui e roberto.

    TU PORTA IL MEGAFANO che ci cantiamo insieme REGINELLA!

    azz!!!

    nanosecondo

    11 gennaio 2011 at 6:18 pm

  27. A Govanni..”perchè non si può in una comunità libera esprimere le proprie idee ? Visto che tu non eri presente alla riunione di Grotta dell’8 gennaio dove di fatto si vietava a Mimì Cambria di sostenere le proprie tesi ???”
    ti accorgi di fare pretestuosamnte una forzatura non rispondente alla relata.Non capisco perche ti ostini ad inventarti “martiri” inesistenti .Mi sembra che lo stesso Cambria non capisce questo tuo improprio chiamarlo ad esmpio di chiusura eilliberalità da parte dei comunitari e a grottaminarda.C’è stao una precisazione molto chiara ecordiale da parte della Edda nel merito della ricerca archeologica e delle sue funzioni efinalità con grande rispettto eliberalità.Il resto mi sembra molto pregiudiziale e personalizzato masolo nella tua testa.NellaComunità provvisoria c’è molto rispetto ed attenzione alla ricerca archeologica e antropologica quando è fatta di professionalità e finalizzata oggettività e verifica scentifica oltre che da passione personale.La discriminante è l’uso ideologico e politco che se ne voglia e possa fare fare .Il mo parere strettamente personale è che nella Comunità provvisoro un suo uso ideologico e prescrittivo possa essere un danno enon una risorsa culturale.COmunque non cè mai stao un chiarimento nel merito ma non accetto che suino chiusure ed ostracismi personali.Ripeto non ho la vocazioni a creare eroi e santi ma neanche martiri.Mi è non solo estraneo ma cuturalmente lontano.”mi rifaccio al detto volterriano “non condivido in niente le sue opinioni,ma darei la mia vita perchè le potesse esprimere”
    mauro

    mercuzio

    11 gennaio 2011 at 7:00 pm

  28. Mauro di fatto non si vuole che Cambria professi le sue teorie fondate non sulla torta al cioccolato ma sullo studio e sulla ricognizione del territorio è logico che se poi volete continuare a far passare cambria come un visionario solo perchè le sue teorie non sono accettate da chi doveva al suo posto fare quello che lui fa … allora facciamo esprimere a Mimì le sue teorie, invitatelo a fare una giornata in cui ci esporrà le sue teorie. Vere o fantasiose, ognuno poi si farà la sua idea. Semplice. Sono d’accordo e ersto in attesa dell’invito.

    giovanni ventre

    11 gennaio 2011 at 7:13 pm

  29. Cari amici di CP, la lettera di Giovanni Ventre mi da l’occasione di scrivervi, come pensavo da un po’ di tempo. Forse qualcuno ricorderà che ho partecipato alla prima edizione di Cairano 7X, su invito di Franco Arminio. Portai i miei film-documentari sugli italiani in Argentina e Cile (Radice e frontiera e Frontiera blanca) ma soprattutto venni con la mia piccola troupe poiché stavo girando il mio film Via Appia. Quando seppi di quello che stavate organizzando a Cairano pensai che sarebbe stato molto interessante venire a stare con voi, non solo per la lavorazione del mio film.
    E così è stato: Cairano, la Piana del Formicoso, Arminio e alcuni di voi sono entrati nel film. E durante 7X ho conosciuto Giacomo De Stefano al quale proposi di lavorare con me, attraversando i fiumi del sud con una piccola barchetta.
    Non voglio parlare del mio film ora. Ma raccontarvi di alcune sensazioni che fanno seguito a ciò che ha scritto Giovanni Ventre.
    Il mio lavoro, la mia storia mi hanno portato a sentirmi sempre più cosmopolita. Dico subito che del progetto di CP mi hanno interessato molte cose. Forse maggiormente proprio quelle “difettose”, almeno per me. Quelle cose che mi affaticavano per vari motivi. Questo non tanto perché entrare in crisi è uno stato che mi piace e fluttuare e faticare nelle sensazioni opposte, nelle intermittenze del cuore e del pensiero, mi fa sentire vivo. Ma perché sono interessato alla complessità delle cose, non alla loro riduzione schematica e semplicistica, al famoso bianco e nero.
    Dunque non ero interessato a dare giudizi né tantomeno a darli ora su CP.
    Se vi scrivo, però, è per esprimere un dispiacere.

    Nel mio lavoro cerco di trovare un difficile equilibrio, apparentemente paradossale, tra empatia e distacco. Faccio un cinema non del reale ma semmai dal reale e “spingo” l’osservazione, la “registrazione”, attuata attraverso la ricerca di un punto di vista “invisibile”, ad entrare dentro una narrazione che è frutto di scelte precise (anche se a volte inconsce e misteriose), una narrazione che porti il realismo all’incontro con l’astratto e il metafisico. Non voglio dilungarmi su questioni teoriche e forse, vanitosamente, raccontarvi della mia ricerca. Tuttavia se l’invito a venire a vedere il mio film non è bastato, se qualche mail scambiata con Arminio e Martino non hanno portato ad un dialogo vero e profondo, se anche qualche mio commento su FB è passato inosservato, allora cerco di prendermi un po’ la vostra attenzione aldilà della vostra indifferenza, della vostra chiusura, del mio pudore e insomma, in una parola, della solitudine in cui tutti stiamo sempre più finendo.
    Ma vorrei che provaste a sentire il mio come un gesto di dialogo, come un invito al confronto non come un atto d’accusa.
    Certo è non solo incoerente, come dice Ventre, parlare di sensibilità, di ascolto, di democrazia, di rigore e poi comportarsi con sufficienza, con autoreferenzialità continua, con paura.
    A meno che si usino i paesi, i vecchi, il sud come dei prodotti tipici da “vendere”.
    Ho imparato che spesso l’interesse personale si nasconde proprio la dove meno sembra esserci, dove ideologicamente e sentimentalmente gli individui sembrano meno soggetti al suo “potere”. Certo, parlo di un nascondiglio non voluto cinicamente, ma magari inconscio, sofferto, intermittente.
    Tuttavia se come dice sempre Ventre, Cairano serve a lavarsi la coscienza, se non si ha il coraggio di offrire non tanto le medicine agli altri ma prima di tutto a se stessi, aprendosi con impegno e umiltà, allora una Comunità non può che andare verso una celebrazione retorica di se stessa.
    Io non amo l’enfasi, né quella antropologica che tende a vedere che “essere irpino, essere napoletano, essere salernitano, esprimere con forza l’orgoglio dell’appartenenza ad una etnia, ad un popolo, ad una tribù, ad un villaggio non è altro che riconoscere se stessi, le proprie origini rispetto ad un mondo globalizzato il cui motto è: tagliare tutti i peri selvatici”. Né quella politica o ideologica, spesso tesa al vittimismo.
    E non sono d’accordo con Ventre. Credo che le frontiere le facciamo noi, prima che con le leggi, con le nostre “teste”. Nonostante il mondo si stia abbrutendo esso va colto, sempre più, nella sua interezza, nella sua ampia possibilità. Anche quella drammatica. Senza paura. Il nostro paese ha una storia “meticcia” eppure è così lontano dall’essere una società multirazziale. E non ci sono le sole questioni economiche alla radice di questa difficoltà.
    La deriva antropologica non vuol dire necessariamente alienazione, ma può voler dire creare, aprirsi ad un’altra identità forse più liquida, come dice qualcuno, ma in tutti i casi più ricca di suggestioni. Ho imparato dagli italiani emigrati che ho incontrato, che attaccamento alle radici e cosmopolitismo possono coesistere. E che lo smarrimento procurato da un’indeterminazione identitaria può anche rappresentare, appunto, una risorsa, costringendoci a cercarci sempre nel mondo. Ed è questo quello che conta: la ricerca.
    La ricerca è rivoluzionaria. Ed è faticosa solo se ce ne opponiamo, ma se diventa la nostra “casa”, essa ci può riparare come e meglio di qualsiasi altra appartenenza.
    E poi se l’identità si chiude, necessariamente, prima o poi, si spezza. Certo solo i forti possono aprirsi… solo chi è radicato bene in se stesso non ha bisogno sempre di se stesso. Viviamo un’epoca strapiena di egocentrici e vanitosi e non sono solo quelli che ci governano a soffrire di questa patologia!
    Comunque potete trovare altre riflessioni su questo argomento sul sito dell’Archivio liquido dell’identità (www.archivioliquido.org). Proposi una collaborazione tra la CP e l’archivio già due anni fa ad Arminio, poi ripetuta in altre occasioni ma ho visto poco interesse non solo sul piano dei fatti ma anche su quello ideale. L’anno scorso poi ho proposto di montare un corto documentario dedicato a due dolcissimi vecchietti (Vito Luongo e Leonilda Santoro) che abitavano accanto alla casa dove stavo con la mia troupe, alla fine del paese, chiedendo un piccolo contributo a Cairano 7X. Arminio mi propose di girare la richiesta direttamente al Comune di Cairano, il quale ci rispose che non c’erano fondi.
    Il Comune però ci ha ospitato gentilmente per delle riprese ulteriori di Via Appia durante l’inverno. Ma non è stato il rifiuto economico che mi ha fatto dispiacere: pensavo che dopo i difetti della prima edizione di 7X, di cui parlai con il caro Mario Perrotta, la CP avrebbe deciso di fare una seconda edizione più rigorosa, più attenta a scegliere ed attivare percorsi creativi sostanziali e che cominciassero a costruire dei processi, provvisori magari, ma realmente incidenti sul territorio. A vari livelli.
    Pensavo, francamente, che mi avreste invitato ancora alla seconda edizione, non solo per scusarvi per la cattiva organizzazione del mio film Radice e frontiera, ma perché, appunto, interessati al mio lavoro. Io ho attraversato tutte le arti in quasi 30 anni di studio e lavoro
    (nei quali ho incontrato tanti maestri) e ho fatto anche il direttore artistico e mi occupo, con grande passione, di pedagogia creativa. Ho scelto di non fare più il direttore artistico di residenze artistiche o rassegne-festival né di parteciparvi come giurato per dedicarmi solo al mie mestiere creativo ma se vi racconto questo è per dire che mi sarebbe piaciuto dare un mio piccolo apporto al vostro progetto. Perché, aldilà dei proclami e dell’enfasi, amo anche io il Sud.
    Ma del sud mi piace soprattutto il suo tempo aperto, la sua vocazione all’assenza.
    Con il tempo, con la maturità ho imparato ad interessarmi della storia (sia intesa come il Grande Scenario nel quale si iscrivono quotidianamente le nostre vicende, sia intesa come composizione formale ed estetica). Ma della storia fondamentalmente “me ne fotto”, come diceva qualcuno… Perché è il tempo, o la sua assenza, il vero “magister vitae”.
    E poi se faccio un cinema anche documentario è perché forse cerco dei finali nuovi, ovvero cerco di non far finire un film. Di farlo continuare nella vita, diciamo così.
    I miei film, dunque, hanno bisogno dello spettatore, sia prima che dopo. Del suo lavoro.
    Hanno bisogno di voi.

    E dunque, vi chiedo, perché siete stati così poco interessati a Via Appia, che parla di Cairano, di voi, ma soprattutto del sud, della sua irracontabilità, magari?
    Forse perché chi lo ha fatto non fa parte attiva di CP? Perché è uno straniero?
    O perché c’è Pascale, uno scrittore metropolitano che attacca i prodotti tipici?
    O perché non siete interessati a specchiarvi? O a vedervi costretti in una lettura soggettiva, arbitraria, che vi ha “usato”, senza coinvolgervi attivamente?
    Francamente non capisco.
    Anche se ho imparato che una comunità, generalmente, ha sempre difficoltà nel rivedersi “raccontata”. Desidera che qualcuno ne restituisca i suoi gesti, ma poi ha paura di questa narrazione. E’ comprensibile, ma bisogna sforzarsi e vedere. Comunque sia, può essere interessante.
    Finisco allora con l’invitarvi alla proiezione che ci sarà Giovedì 27 alle 22.30 al Bif&st di Bari. Ho rifiutato la partecipazione in concorso chiedendo al Direttore Laudadio di organizzare un incontro sul-oltre il mio film. Un incontro che partendo da Via Appia possa diventare un’occasione di riflessione ed immaginazione su alcuni temi che ci stanno a cuore.
    Vi informo che a Torino, dove c’è stata la prima del film, e dove non ho visto nessuno di voi, è venuto Felice Floris, leader del movimento dei pastori sardi. Un amico comune, Paolo De Cesare (un intellettuale e operatore culturale pugliese che potrebbe dare un bel apporto a CP) gli aveva parlato del film e loro sono venuti appositamente per vederlo e per confrontarsi con me e Pascale e anche, certo, per usare uno scenario nazionale e prestigioso per parlare dei loro problemi.
    Per Bari mi piacerebbe che avvenisse un bell’ incontro con loro, voi e altri che lavorano nel sud come Frammartino di cui vi consiglio di vedere il suo bel Le quattro volte.
    Ma non credo che sarà possibile: finora non ho avuto alcuna “proposta” operativa da parte del Festival. Ma questo appartiene ad un’altra questione, una questione più grande che riguarda tutto il paesaggio culturale italiano sempre più cinico e spento.
    Che riguarda la Puglia, la tanto acclamata Puglia, dove ora tutti vengono a girare ma dove i soldi vengono spesi male, forse per costruire solo un consenso consumistico.
    Spero, però, che vi interessi la cosa anche se si tratta di un altro territorio.
    Come spero che abbiate voglia di organizzare una proiezione del film a Cairano o in altro luogo dell’Irpinia, dato che a parte qualche complimento di Arminio non ho ricevuto da lui alcun invito-proposta in tal senso.
    Vedere Arminio e Pascale che in sogno si incontrano sulla piana del formicoso tra le pale eoliche che girano al contrario, vederli rimproverarsi reciprocamente di somigliare a Don Chisciotte, vederli allontanarsi, non sarà forse un esercizio di paesologia ma un atto di testimonianza e di abbandono all’auto ironia forse salutare per tutti, un invito a sorridere delle nostre paure provvisorie…
    Un caro saluto a tutti, Paolo De Falco

    Paolo De Falco

    11 gennaio 2011 at 7:14 pm

  30. Ho apprezzato l’intervento del generoso, al limite dell’irruenza, Giovanni.
    Come lui rimprovera incitando alla reazione, mi dispiace di fare pure io quasi solo parole, da questo esilio, smessi i tempi di anni fa in cui andavo per le varie Cairano a dire a chi ci abitava (parafrasando le mie azioni, più che parole): “Non credete a chi vi dice che siete sbagliati o minori: Voi tenete ragione, voi tenete il vostro, specifico, sedimentato nelle interazioni di persone e secoli!”.
    A Franco dicevo che andavo a notare e fare notare il mezzo pieno, mentre lui il mezzo vuoto.
    A me sembrava d’aiuto, ma è difficile sostenerlo uniformemente nel tempo e nello spazio. Forse pure di questo soffre questa CP.
    Oggi cerco di dare un contributo quanto più possibile analogo, pur se razionalizzazione di componenti intellettuali ed emotive frutto dei vari fronti cui sono stato esposto. Cerco -anche con l’associazione Tre Sicilie con sede a Avellino e a Roma che ho promosso- di sostenere la dignità di una propria maniera d’essere che appartiene al sud dell’italia nella sua corretta matrice basso-mediterranea.
    Ma chi vive nelle varie Cairano va continuato a essere sostenuto: è possibile affrontare con padronanza i cambiamenti, il domani e la modernità solo se si conosce e domina la propria provenienza, solo se si continua a “esistere”.

    Una nota a Giovanni: nel 1859, in presenza di una differente distribuzione dei cespiti nella penisola italica, Napoli era la città della penisola con il maggior numero di testate di giornali informativi…

    Luca Maria Sessa

    11 gennaio 2011 at 7:37 pm

  31. CONTINUIAMO A GIOCARE CON LE PAROLE

    PAROLE PAROLE PAROLE….

    PAROLE PAROLE PAROLE….

    COSA CE NE FAREMO DI QUETA MONTAGNA DISINCANTATA POCO MAGICA DI PAROLE AL VENTO. NON SERVONO A LENIRE IL DOLORE, NON SERVONO A COLMARE LACUNE AFFETTIVE, NON SERVONO A MODIFICARE RAPPORTI E RELAZIONI TRA UMANI SERVONO SOLO ALLA RETORICA DEI BUONI SENTIMENTI ALLA SODDISFAZIONE DEL NARCISISMO
    IL POST AVEVA BEN ALTRI OBIETTIVI, SINO AD ORAM, NON RAGGIUNTI, COME SEMPRE SI SCAMBIA LA CAUSA PER EFFETTO E SI PREFERISCE IL KAOS ALLE CATEGORIE DELLA RAGIONEVOLEZZ DEI MATERIALI E DEI METODI
    TENETEVI IL KAOS. BASTA BASTA BASTA. ANDATE A LAVORARE
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    11 gennaio 2011 at 7:42 pm

  32. epistula non erubescit

    a_ver

    11 gennaio 2011 at 7:54 pm

  33. vorrei mettere la mia lettera a CP sulla pagina di FB, come si fa?

    Paolo De Falco

    11 gennaio 2011 at 8:11 pm

  34. a paolo de falco:
    copia e incolla il seguente link (senza chiederti autorizzazione il tuo commento è diventato nel frattempo un post, grazie)

    https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2011/01/11/lettera-ai-comunitari-2/

    a_ver

    11 gennaio 2011 at 8:15 pm

  35. Scusa Giovanni e altri, ma di quali teorie state parlando? l’Hirpinia nel Sannio non è teoria ma storia. Ancora a questo stiamo? Le altre sono teorie. Quali? Devo esporle poi occore un dibattito. Ma tra gente che voglia capire. Perché non c’è sordo maggiore e cieco magggiore di quelli che non volgiono vedere e non vogliono sentire.

    domenico cambria

    12 gennaio 2011 at 8:49 am

  36. —> Giovanni Ventre,
    perdoni nuovamente il commento non autoctono.
    Le regole servono per far diventare grandi (ahimè) i bambini ma non per gli adulti, che dovrebbero sapere come comportarsi.
    Le regole, in questo blog, sono più che chiare basta ricordarsi di cliccare qui —> https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/cose-la-comunita-provvisoria/le-regole-del-blog/

    Lei dice:
    “Può una comunità di intelletti autorevoli non uscire da un blog???”
    Perché pensa che la CP – basata sull’attività pedestre (mi creda non esistono blog simili in Italia) – non esca da questo blog?

    Poi ricorda:
    “si sbracciano sempre gli stessi”
    Perché ha questa esigenza di contare le braccia altrui?
    Si sbracci e basta.
    Ad esempio c’è da organizzare Cairano 7x o sensibilizzare sulla questione dell’acqua (non serve dire che la comunità sta ferma poiché grazie a lei non è inane), mi sembra inutile perdere tempo sulle regole delle braccia.

    Inoltre:
    “Accettare le diversità come principi inalienabili nelle parole però nei fatti si discrimina”.
    Sinceramente non riesco a decriptare la sua argomentazione. Indubbiamente colpa mia.

    Un blog diventa adulto nel momento in cui non pretende nulla da nessuno.
    Fa, cammina, vive e muore.
    Buona giornata,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    12 gennaio 2011 at 9:16 am

  37. Caro Salvatore, scusami ma sinceramente non riesco a compredere.
    “Può una comunità di intelletti autorevoli non uscire da un blog???”
    Perché pensa che la CP – basata sull’attività pedestre (mi creda non esistono blog simili in Italia) – non esca da questo blog?
    Uscire dal blog è metafora intesa a portare dei pensieri tra la gente, nel vissuto quotidiano. Se si continua a far rimanere la nostra azione prigioniera del blog credo che non riusciremo mai a svolgere quella azione politica che ci prefiggiamo, che altro non è che dimostrare che si possono fare delle cose egrege partendo dal basso, da una condivisione di intenti. Nel frattempo però dobbiamo fare anche i conti con le specificità e le sofferenze dei territori. E qui casca l’asino, non si vuol sentir parlare di territori, eppure Franco nei suoi scritti parla di terre sofferenti, parla di cani randagi, parla di umanesimo delle montagne … di fatto recintando dei luoghi … perchè se invece queste cose vengono espresse con concetti più terra terra devono creare disagio ??? Io vivo e lavoro n irpinia e non posso fingere di non vedere gli scempi che la stanno uccidendo. Salvatore, vieni un giorno con me e ti accompagno in un tour dell’incredibile che è sotto gli occhi di tutti ma nessuno vuol vedere. Mi spiace che la mia sofferenza venga percepita in senso egoistico.

    si sbracciano sempre gli stessi”
    Perché ha questa esigenza di contare le braccia altrui?
    Si sbracci e basta.
    Ad esempio c’è da organizzare Cairano 7x o sensibilizzare sulla questione dell’acqua (non serve dire che la comunità sta ferma poiché grazie a lei non è inane), mi sembra inutile perdere tempo sulle regole delle braccia.

    Se Salvatore fpdsse presenteagli incontri comunitari saprebbe delle sofferenze di chi si sbraccia sempre, non voglio parlare di me, parlo di Franco Arminio ed Elda Martino, che proprio l’otto gennaio a Grottaminarda hanno fatto appello ai comunitari perchè lo scorso anno a Cairano erano i soli a cantare e portare la croce, e per quanto si voglia dare loro atto della cosa non va bene.

    Inoltre:
    “Accettare le diversità come principi inalienabili nelle parole però nei fatti si discrimina”.
    Sinceramente non riesco a decriptare la sua argomentazione. Indubbiamente colpa mia.
    a questa domanda rispndo con il post di Mimì Cambria
    Scusa Giovanni e altri, ma di quali teorie state parlando? l’Hirpinia nel Sannio non è teoria ma storia. Ancora a questo stiamo? Le altre sono teorie. Quali? Devo esporle poi occore un dibattito. Ma tra gente che voglia capire. Perché non c’è sordo maggiore e cieco magggiore di quelli che non volgiono vedere e non vogliono sentire.

    Un blog diventa adulto nel momento in cui non pretende nulla da nessuno.
    Fa, cammina, vive e muore.
    Certo allora siamo al paradosso, nulla fare per nulla cambiare … no carissimo non è questa la mia idea di comunità.
    Buona giornata,
    Giovanni Ventre

    giovanni ventre

    12 gennaio 2011 at 9:37 am

  38. Mi scuso con Mimì Cambria, nell’enfasi della discussione sono inciampato. Il Sanni Irpino infatti non viene fuori da una fiaba ma da una attenta lettura della storia. Comunque credo sia doveroso offrire a Mimì Cambria uno spazio dove possa prospettarci i risultati dei suoi studi.

    giovanni ventre

    12 gennaio 2011 at 9:41 am

  39. a scanso di equivoci…al di là delle sensibilità e le funzioni culturali personali,propongo a Dott Cambria la disponibilità ad organizzare a titolo personale un incontro pubblico al castello di Grottaminarda a cui invitiamo la cittadinanza ,la Comunità prvvisoria e tutti quelli dotati di curiosità e intelleigenza per tutte le forme di ricerca sulla cultura, le storie ,le antropologie e le archeologie che gli uomini hanno cotruite sul loro passato per un loro presente consapevole e libero nella chiarezza delle diverse enon necessariamente ostili funzioni.
    L’aspetto semplicemente organizzativo e di opitalità sarà a mia cura nella piena libertà di partecipazione degli altri.La mia partecipazione personale è assicurata e interessata.
    mauro orlando

    mercuzio

    12 gennaio 2011 at 9:55 am

  40. approvata la proposta di Mauro Orlando. Si stabilisca la data l’ora ed i contenuti
    Grazie Ci saremo, come sempre quando l’invito è per eventi incontri di qualità
    Rocco

    rocco quagliariello

    12 gennaio 2011 at 10:06 am

  41. bravo Mauro
    ti darò volentieri una mano nell’organizzare e pubblicizzare l’incontro dedicato a Cambria; lo merita.

    a_ver

    12 gennaio 2011 at 10:19 am

  42. L’intellettuale del Pragma è tornato, guarito dal modesto fastidioso episodiosimil influenzale che non gli consenti’ di farci compagnia nella spedizione al Quirinale.
    L’importante è cantare a squarciagola ” canta, che ti passa la paura, canta che la vita sarà meno dura” Herbert Pagani quello dell’albergo ad ore…(io lavoro al bar di un albergo ad ore porto sù il caffé a Chi fa l’amore…)RQ

    rocco quagliariello

    12 gennaio 2011 at 10:58 am

  43. —> Giovanni Ventre,
    mi dice:
    “Salvatore, vieni un giorno con me e ti accompagno in un tour dell’incredibile che è sotto gli occhi di tutti ma nessuno vuol vedere”.
    Lei dispone di un blog (un media potente) cominci a denunciare ciò che ‘nessuno vuol vedere’.
    Non aspetti che lo facciano gli altri. Poiché, lei in questo momento è alla stregua del ‘nessuno che non vuol vedere’.
    Inoltre:
    “Un blog diventa adulto nel momento in cui non pretende nulla da nessuno.
    Fa, cammina, vive e muore.
    Certo allora siamo al paradosso, nulla fare per nulla cambiare … no carissimo non è questa la mia idea di comunità”.
    Non credo di aver detto questo, come sopra: indubbiamente è colpa mia.
    Dai! Basta chiacchiere. Avete tante cose belle da fare.
    Non faccia il pungolatore da blog (attraverso la comoda tastiera), servono azioni e braccia basta volerlo.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    12 gennaio 2011 at 11:52 am

  44. Grande Mauro, e ci voleva tanto per fare una cosa del genere ??? Questo mi piace, questo è lo spirito che cerco e che so c’è in questo blog. Faccio omaggio alla tua proposta e sarò il primo a essere presente.

    giovanni ventre

    12 gennaio 2011 at 3:31 pm

  45. Caro salvatore le chiacchiere servono a conoscerci, ad ampliare i nostri orizzonti, ad allacciare relazioni. Grazie a questo scambio di opinioni ora ho una idea più ampia sulla sua persona e spero, veramente spero, di incontrarla al più presto.
    Con stima
    Giovanni Ventre

    giovanni ventre

    12 gennaio 2011 at 3:33 pm

  46. Giovanni , datti una calmata, per cortesia, specie quando il tasso alcoolemico post prandiale raggiunge livelli poco compatibili con la sobrietà e la lucidità
    qualcuno sta esagerando, si rileva un’incontinenza verbale parolaia grafomanica.
    Absit iniuria verbis.
    Con affetto e stima Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    12 gennaio 2011 at 3:41 pm

  47. —> Giovanni Ventre,
    con piacere verrò a trovarvi.
    Buon tutto,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    12 gennaio 2011 at 4:09 pm

  48. trovo molto singolare una cosa.
    non è nelle mie abitudini far notare certe sfumature, ma stavolta sono costretta a farlo.
    in irpinia ci sono archeologi seri e determinati, professionisti liberi e anche coraggiosi che, da anni, si affaticano su cantieri e sul territorio per cercare di riammagliare i fili di una discussione che non è mai fissa, mai cristallizzata, quella sui documenti storici, sulle emergenze archeologiche e sul danno perpetrato a questo territorio.
    sono chiaramente convinta che l’operato degli studiosi locali sia da tenere in gran conto e voglio ricordare che ho spesso avuto da loro importanti notizie e riferimenti per le ricerche che, tra mille difficoltà, io, come i miei colleghi, conduciamo.
    fra questi, vorrei ricordare nicola fierro, scomparso lo scorso anno, che mi aiutò, benché già ammalato, proprio nelle ricognizioni sul formicoso, o antonio minichiello che ha donato la sua intera collezione di reperti da lui rinvenuti all’antiquarium di grottaminarda, don pasquale ciccone di ariano irpino che fu uno dei pochi a tuonare contro la discarica di difesa grande, e lo stesso don nicola gambino che ha ispirato la passione per l’archeologia in una generazione di irpini.
    uomini miti, furenti e generosi, pronti a dialogare e ad aiutare, mai avari, mai convinti di possedere la verità.
    lo scorso anno,a grottaminarda, presentai una relazione su alcune gravi emergenze, il risultato fu il silenzio.
    a cairano del 2009 presentai un video e con le mie colleghe dimostrammo come, grazie a una semplice ricognizione di due giorni, un’area ristretta restituisse una notevole quantità di reperti.
    non sapete quante volte gli archeologi che lavorano in questa terra hanno dovuto vedere campi di calcio costruiti su siti archeologici o reinterri frettolosi che cancellavano il loro lavoro di mesi. tutto questo senza che nessuno alzasse una voce per aiutarci. tutto questo nella più totale solitudine.
    per fare un esempio ancora,più volte vi ho invitato a esprimervi su ciò che le energie alternative stanno causando, in termini di occupazione del territorio, in irpinia.
    passo la mia vita tra scavi, studio, cantieri, ostacoli burocratici per poter studiare ciò che amo, vento, freddo, università e biblioteche.
    ogni confronto è ben accetto, quello che chiedo, come studioso, è che si basi su ciò che io, come altri, ho appreso dai miei maestri:l’analisi scientifica, i dati reali e il dubbio.
    a seguito di ciò vengano pure le interpretazioni che, come la mia disciplina insegna, possono sempre essere confutate.
    l’archeologia è la scienza del dubbio e non delle certezze.
    partiamo da qui e facciamo qualsiasi discussione, qualsiasi confronto.
    sono pronta a invitare i grandi assenti da questo dibattito in rete: gli archeologi e gli storici.
    però, vi prego, di non parlare con leggerezza o con acrimonia ingiustificata di argomenti che, per alcuni, me compresa, sono la passione, il sacrificio e il lavoro di un’intera vita.
    lo chiedo per me ma soprattutto per tutti i miei amici che, a quest’ora, sono sui cantieri con gli operai o nelle biblioteche a studiare o nei musei a fotografare e schedare, a farsi domande e a porsi infiniti scrupoli su ogni parola che scrivono.
    persone che nulla hanno a che vedere con le istituzioni pubbliche, che sono fuori dalla macchina burocratica e che sostengono quotidianamente una lotta non facile di cui poco o quasi nulla si sa.
    grazie
    e.m.

    eldarin

    12 gennaio 2011 at 5:01 pm

  49. cara elda,
    come tu ben sai io condivido nello spirito e nella sostanza la precisazione articolata che hai voluto fare siguire alla mia proposta di un incontro con il Dott. Cambria sui temi delle sue ricerche pubbliche.Come amo spesso dire io non prediligo i paesi che hanno bisogno di santi e gli eroi ma quel che temo di più sono quelli che consapevolmente o inconsapevolmente possono promuovere i martiri eil “loro sangue come seme per proselitismi impropri. Ho risposto con una proposta di incontro con una iniziativa strettamente personale per dare risposte ad umori ed esigenze che carsicamente lievitavano nella nostra Comunità e nel nostro Blog. Un incontro dibattitoche non limiti la piena libertà del relatore e la autonoma e libera disponibilità di ognuno ad una discussione che possa essere di chiarimento e di approfondimento.Il tuo contributo franco e onesto intellettualmente espresso a Grottaminarda e questo che precede il mio commento deve essere di esempio dello spirito di serioe articolato confronto che nel mio auspicio. Per rispetto del lavoro di ricerca del relatore senza pregiudiziali di nessun tipo ma nche senza finalità che non siano la ricerca stessa e le sue argomentazione motivate e verificate.Il mo maestro in metodologia e ricerca scientifica è K.Popper che ritiene il valore scientifico di una ricerca non tanto nella sua verificabilità ma soprattutto nella sua confutabilità. Non amo per vocazione e per scelta “il democraticismo” neutro e l’agonismo retorico e superficiale su temi e valori che comunque impegnano in vario modo ricercatori, professionisti e curiosi liberi ed aperti alla ricerca e alla fascinazione e intuizioni personali.Comunque io prediligo chi ama il confronto come momento importante ed connotativo in modo libero,aperto e consapevole.Mi piacerebbe partecipare a un confronto serio, franco e articolato che possa portare chiarezza su temi di grande interesse e coinvolgimento non solo emotivo su ricerca storica,culturale, archeologico e antropologico senza fini e interpretazioni che sono estranei e fuori della ricerca stessa senza essere universalistica e neutra. La ricerca veramente scientifica non è mai neutra ed è sempre ricca di stimoli e curiosità che possano mettere in discussione e in dubbio certezze granitiche e definitiva che sempre sfociano nella dottrina autoritaria totalitaria….
    Con amicizia,condivisione,affetto e soprattutto stima.
    mauro

    mercuzio

    12 gennaio 2011 at 7:43 pm

  50. caro Giovanni, ti ringrazio per la tua stima, ricambiata con affetto e amicizia!!

    agostino

    12 gennaio 2011 at 8:37 pm

  51. Rinnovo l’invito comunitario urbis ed orbis
    Andate a lavorare, Andate al Diavolo, Siate seri.
    Accidiosi Rancorosi Invidiosi Gelosi Morbosi Tumultuosi Inoperosi Timorosi Insurrezionisti Anarchici Intolleranti Demagogic Populisti dittatori Autarchici.
    Andate a lavorare ed al Diavolo. Siate seri.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    13 gennaio 2011 at 4:44 am


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