COMUNITA' PROVVISORIA

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Guido Giannini…. occhio comunitario e paesologico

Ora
giovedì 3 febbraio alle ore 18.30 – 04 marzo alle ore 21.30

Luogo Libreria ” Feltrinelli “,via Santa Caterina a Chiaia 23 -Napoli

Creato da

Maggiori informazioni Presenteranno il volume:Franco Arminio e Generoso Picone.
In contemporanea sarà inagurata anche la mostra di alcune delle foto pubblicate nel libro

GUIDO GIANNINI :  FOTOREPORTER  PER VOCAZIONE: IL CHIOSTRO e LIBRARTERIA EDITRICE 

“Il fotografo della decenza quotidiana”

L’occhio segreto e radicale di Guido Giannini.

 “Uno spettro  segreto e inquietante si aggira  libero  per Cairano…..l’occhio di Guido Giannini! Cairano 7x 2010 sta segnando una sua tappa ulteriore. Lo spazio e il tempo  lento e dilatato assieme  sconvolgerebbe  la stessa ‘ragion pura ‘ kantiana  anche se solo  al livello della percezione  semplicemente estetica senza finalità di ‘razionalizzazioni’ .Qui  abbiamo esistenzialmente vissuto  il  non sentirsi  impegnato in nessuna ‘forma a priori’ come obbligo conoscitivo e etico sfiorando in ogni attimo le insidie sofferenti del nihilismo e del relativismo. Abbiamo  semplicemente immaginato e concepito il vivere quotidiano e i suoi attimi nelle contrarie maniere di vita  come un insieme complesso di contingenza  strane e impossibili. Ci ha individualmente aiutati  ad apprezzare la ricchezza  del possibile e assieme  a consolarci dell ‘angustia del presente .Qualcuno ha scritto saggiamente  che “ l’universo contiene sempre molte più cose  di quelle che al momento è possibile trovarvi”.

Ciò  significa  essere obbligati a pensare nelle contrarie maniere di vita  o possibilità di vita che altrimenti saremmo condannati a non vedere coinvolti nei nostri problemi quotidiani della nostra contemporaneità:la permanenza della memoria, l’insidia dell’oblio,le strategie necessarie per conservala o costruirla, le  pretese assolute delle morali,la ‘relatività’ dei buoni e laboriosi costumi, i pericoli dell’identità e le strategie che mettiamo in essere  per sopravvivere o vivere la nostra funzione  sociale o professionale.In questi giorni di ‘ozio cairanese’ ci siamo prefissi o ci sono donati  delle ‘radure’ in cui prendere fiato, regolare il respiro, esercitare l’ascolto, allontanare il silenzio assordante e infinito , gli spazi senza limiti e confini. Una radura abituale e obbligata  è  il mitico Bar di ‘angiolino’ dove in questi giorni sulle pareti  sono in bella vista  esposti  le splendide fotografie di Guido Giannini… una sorta di ‘abbecedario’  realistico e non visionario di una umanità autenticamente dolente e tragica  che ti riporta alla essenza  ordinata e lirica del vivere lontano dalle sociologie,dalle estetiche o dalle poetiche.Saltano di fatto le filosofie,le estetiche,le ideologie  e viene rappresentata in modo ossimorico la vita nella sua realistica idealità. “Eidein” dicevano i greci che ragionavano in profondità e non in superfice.La dignitosa indigenza  nella ricchezza  poetica  della figura e nel volto della suonatrice di violino.Gli occhi  conficcati con insistenza nell’obbiettivo del fotografo di uno  sfrontato ed irriverente giovane rom che sembra voler sfidare  con la sua sfrontatezza una esistenza fatta di  antiche e  moderne offese e soprusi. Il riposo attivo del vecchio suonatore di fisarmonica  ‘posteggiatore’ provvisorio che ci racconta  la sua vita  voltandoci irrispettosamente  le spalle  senza la necessità di chiederci scusa. Il piccolo mendicante   legato alla sua ciotola triste e  questuante davanti ad un negozio di antiquariato nella triste dolcezza di una sofferenza  sorpresa  e dolorante. Il passo sospeso  in  una rituale  e mitica lettura del  frate  ingabbiato  nella ideologia  dall’occhio  anarchico dell’obbiettivo e della  la scritta  anticlericale sul muro di fondo. E potrei continuare ad libitum  in questo esercizio  ermeneutico e descrittivo di queste spendide e iriiverenti  fotografie  sulla parete  se impellente e fastidiosa si presentava la inquietante domanda :”ma questo occhio anarchico,irriverente e smaliziato  sta girando liberamente per Cairano  senza freni e pudori ?”.E tutti noi nei nostri piccoli atti e  nei nostri  logorroici o poetici inganni o nelle rappresentazioni  incipriate e datate dei pochi politici   che clandestini ,assenti o in affige hanno frequentato Cairano in questi giorni. Eravamo inquietati dalla possibilità di essere scoperti e smacherati  nei nostri piccoli ‘vizi privati’ o delle poche ‘pubbliche virtù’ da questo occhi indiscreti  sfacciati  se pur per “buone fotografie,senza trucco e manipolazione”. E non ci conforta neanche sapere che in qualsiasi forma  oggettivata della comunicazione  sia essa letteraria, visiva o orale “ogni lettore ,quando legge ,legge se stesso”.Non è mai piacevole essere osservati ma ancora più inquietante è essere guardato e visto  da un occhio così profondamente caustico e concreto  come quello di Guido Giannini  ,vera anima critica  ,libera  e autentica  anche  di una  rappresentazione , autorizzata o non, di una paesologia  come radicale  e profonda lettura critica  degli abitanti  vecchi e nuova della Irpinia  dei nostri sentimenti, di nostri sogni o speranze o  dei nostri logorati e improduttivi  pensieri.Anche a noi piace  ciò che ha scritto di lui Mario Pannunzio ,mitico Direttore de “il  Mondo”. Guido “conosce l’arte di  rubare  agli esseri umani  qualcosa del mistero della loro e nostra esistenza” e noi come lui mai lo denunziieremper furto anzi di questo lo ringraziamo ….paradossalmente.

Mauro Orlando

ps…scritto in occasione di Cairano 7X  2010

http://guidogiannini.jalbum.net/Fotografia/

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3 Risposte

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  1. Grazie , Mauro, per il bell’omaggio a Giudo Giannini, un vero Maestro del bianco e nero, asciutto, acuto. Un esempio per molti giovani fotografi. Una figura “grande” della nostra terra, di quella grandezza che solo le “minuscole” nelle parole denotano nella vera pienezza di significato.

    Salvatore D'Angelo

    28 gennaio 2011 at 12:03 pm

  2. Grazie alla segnalazione su C.P. ho linkato
    http://guidogiannini.jalbum.net/Fotografia/
    ed ho sorriso di cuore a queste foto così umane. Negli anni 80 ero anch’o a napoli e ricordo beme quelle strade, le tabelle nei mercati e quei volti.

    L’astrazione intellettuale è spesso lapidea, repelle al tatto. Nelle cose bisogna metterci il sangue, la vita vera, le scarpe bucate, per farle veramente parlare.

    lucrezia r.

    28 gennaio 2011 at 5:32 pm

  3. Guido meriterebbe più attenzione ! La Napoli che ha immortalato , spesso , nei suoi confronti è troppo distratta e ingrata.
    Guido è un patrimonio!

    Antonio D'Agostino

    29 gennaio 2011 at 8:55 am


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